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martedì 28 giugno 2011

Arnilemonato- Agnello al limone e all'origano di Tessa Kiros



agnello al limone( cucina greca)


Stamattina sono di corsa. Il marito è partito all'alba per Madrid, prima tappa l'obitorio (ve l'ho detto, no, che è un gran periodo...) che però in Spagna si chiama Tanatorio e al telefono gli è sembrato di capir Sanatorio e non vi dico la commedia degli equivoci, iniziati con un "ah, ma no estaba muerta, la segnora???" e finiti con la mia solita filippica pro liceo classico, che suderai sì lacrime e sangue sul greco, ma almeno'ste figure non le fai, ecchecaspita...

In più, fra poco devo essere in ufficio per i festeggiamenti per san Pietro e Paolo- che è domani, ma noi festeggiamo oggi, perchè domani siam chiusi perchè festeggiamo sul serio. In ufficio da me, potrebbe andar bene il famoso verso della Gertrude Stein- "una rosa è una rosa è una rosa", adattato alle festività. "Una festa è una festa è una festa". A qualsiasi ora arriviate, infatti, da noi  c'è sempre qualcosa da mangiare. E sempre con un po' di "habilliè" tutto intorno, tanto per valorizzare quello che è stato portato. Era stata un'intuizione felice del mio Capo, tanti anni fa, che negli anni si è rivelata una genialata. Già che ci siamo scelti un lavoro tutto particolare, a contatto con sofferenze di ogni genere, cerchiamo almeno di creare un ambiente sereno tutto intorno, deve aver pensato, inaugurando un costume che oggi è diventata un'abitudine che tutto il mondo ci invidia- e non è un'esagerazione. A parte le ricorrenze private (ne abbiamo tutti almeno due, il compleanno e l'onomastico, ma qualcuno festeggia anche l'assunzione) e pubbliche, ormai viene spontaneo portare qualcosa in ufficio, anche se è un avanzo del dolce preparato la sera prima, che tua figlia ha disdegnato, al marito piace poco, a te invece piace troppo e pertanto  è meglio che sparisca dalla circolazione, prima che attenti al tuo girovita. Per inciso, gli orari di lavoro restan quelli (non a caso, stamattina son di corsa: entro mezz'ora prima), ma la qualità del nostro tempo è nettamente migliore: perchè un conto è ricaricare le batterie buttando giù un liquido tiepido e maleodorante che esce da una macchinetta dove c'è scritto "caffè", ben altro è ristorarsi con una fetta di torta fatta in casa o la focaccia calda del fornaio o i biscotti all'avena "che questi fan  bene, dai, cosa pensi alla dieta che hai bisogno di star su". Il tempo della pausa è esattamente lo stesso- ma la carica che vi dà il cibo - questo cibo, condiviso con l'affetto e la consapevolezza di chi sa di remare con te, da anni, nella stessa direzione e nello stesso mare in tempesta- è davvero tutta un'altra cosa. 
Ma probabilmentelo sapevate già...


ARNILEMONATO- AGNELLO AL LIMONE E ALL'ORIGANO
da Tessa Kiros, Food from Many Greek Kitchens


agnello al limone( cucina greca)

Come già detto più volte, a me ogni tot tocca preparare l'agnello. Io non lo mangio non perchè sia vegetariana o perchè sia facile alla compassione, ma per il semplice fatto che non mi piace. Ma vedere la creatura mangiare finalmente di gusto mi ha fatto superare ogni remora, tant'è che oggi lo cucino volentieri e pure spesso. Ancora più spesso quando arriva l'estate, visto che "agnello" è per noi sinonimo di Grecia e Medioriente in genere, tutti Paesi che abbiamo da sempre nel cuore e che ci parlano di una cucina fresca, profumata, che sa di sole e di mare. Il piatto di oggi non fa eccezione e semmai è quanto di più deliziosamente estivo abbia prodotto finora, temepratura del forno a parte. Ma siccome si cuoce da solo e le cotture lente tengono lontano ogni rischio di bruciature, nulla vi vieta di dimenticarvelo in forno e di prendervi un po' di sole...

per 4-6 persone
il succo di 6-7 limoni- circa 375 ml
125 ml di olio d'oliva
1 cucchiaio colmo di origano secco
1 cosciotto di agnello del peso di 1 kg e mezzo, con l'osso tagliato dal macellaio in modo da stare tutto nel tegame di cottura
sale e pepe nero

1, 200 g di patate, tagliate a pezzetti

Procedimento
Massaggiate bene il cosciotto di agnello con sale e pepe e mettetelo in una marinata formata dal succo di limone unito all'olio, all'origano e a 375 ml di acqua. Giratevelo due volte, in modo che si ricopra bene del liquido, poi coprite con una pellicola trasparente e lasciate a riposare in frigo tutta la notte. 

Il giorno dopo, accendete il forno a 180 gradi e fate cuocere l'agnello a recipiente coperto per un'ora. Abbassate a 150, girate il cosciotto, coprite nuovamente e proseguite la cottura per altre 2 ore. 

Trascorso questo tempo, girate nuovamente l'agnello con delicatezza, perchè sarà diventato molto morbido, aggiungete le patate, salatele leggemente e fate cuocere per altre due ore, sempre a 150 gradi, sempre coperto, rigirando le patate una volta sola

Dopodichè, togliere il coperchio, dare una bella mescolata alle patate e far dorare a 200 gradi, per 20-30 minuti. Sfornare e lasciar riposare la carne 5 minuti prima di servire. 

agnello al limone( cucina greca)

note mie
  • partiamo dagli ingredienti
Siccome noi siamo in tre e l'agnello lo mangiano in due, non era il caso che mi giocassi i favori del macellaio con un cosciotto da un kg e mezzo. Quello che vedete in foto pesava intorno agli otto etti e stava di misura nella teglia, per cui non c'è stato bisogno di "spiezzare in due" un bel niente, con buona pace di tutti. 
Origano secco, ma comunque buono. Potete anche sostituirlo don del timo o, meglio ancora, con del timo limone, entrambi freschi.
l'olio è sempre extravergine
Non preoccupatevi per le dosi massicce di limoni: alla fine, l'acido si perde in cottura e resta un meraviglioso sapore di agrumi e d'estate. 
Per quanto riguarda le patate, prendetevela con mio marito. L'ultima novità è che devo fare due cotture separate, perchè le patate cotte nel grasso della carne non gli piacciono più. quindi, smettete pure di strabuzzare gli occhi sulle foto, perchè non le troverete mai.

  • marinata
è semplicissima, quindi non è richiesto nessun accorgimento particolare, se non quello di massaggiare bene la carne: prima col sale, poi col pepe e ppoi, anche se la ricetta non lo dice, anche col liquido della marinata. Non eccedete con le spezie: bastano un cucchiaino di sale e un po' di pepe, macinato di fresco. 
riposo
rigorosamente in frigo e rigorosamente coperto. Più la carne riposa e meglio è: gli acidi (il limone),  hanno tutto il tempo di scomporre le proteine della carne, rendendola più tenera e gli aromi di aggiungere sapore. considerata la lunga cottura a cui il cosciotto verrà sottoposto, conviene davvero portarsi avanti con la preparazione e lasciar marinare una notte

  • cottura
trattasi di una cottura a fuoco lento, la più adatta in assoluto per le carni di agnello. Va fatta coperta, per cui il recipiente ideale sarebbe una pentola di terracotta coperchiomunita. In mancanza di ciò, potete usare du fogli di alluminio sovrapposti e ben adattati al perimetro della casseruola.
Ovviamente, i tempi di cottura variano a sencoda del peso del cosciotto: noi li abbiamo ridotto, all'incirca così:
- a 180 gradi, 45 minuti
- prima cottura a 160 gradi, un'ora e mezza, scarsa.
- seconda cottura a 160 gradi: 40 minuti
- doratura, a 200 gradi: fino a doratura, credo un quarto d'ora

All'incirca, 3 ore e mezza, minuto più minuto meno. Rispetto alla cottura tradizionale è parecchio più lenta, ma non preoccupatevi: alla fine, mangerete l'agnello più tenero e più profumato del mondo.

  • per quanto riguarda le patate,
noi le prepariamo sempre secondo una ricetta di un'amica sarda dellla suocera, un'autorità in fatto di cottura della carne di agnello, sempre accompagnata da questo contorno.
Sbucciate le patate, le lavate bene, le tagliate a tocchetti piccoli (grosso modo, mezzo pollice) e le fate sbollentare per qualche minuto in acqua bollente salata. Le scolate, le asciugate bene e poi le mettete in teglia, con olio, tre o quattro spicchi d'aglio sbucciati e schiacciati con la lama di un coltello e un peperoncino, privato dei semi e sminuzzato. Di solito, le facciamo cuocere a 200 gradi, mescolando ogni tanto, fino a quando son pronte (all'incirca, un'oretta). Stavolta, abbiamo infornato un po' dopo la  metà della prima cottura, incastrando la teglia sullo stesso ripiano di quela dell'agnello- per un totale di un'ora e tre quarti: ci vogliono tutti, perchè a parte gli ultimi minuti di doratura, si cuoce lentamente.

Buona giornata
ale




venerdì 20 novembre 2009

Cosciotto di Agnello alla fornaia

di Alessandra
Scroll down for the English Version

agnello alla fornaia


Oggi devo chiedervi un favore
Prima che iniziate a leggere questo post
Prendete una sedia
Mettetevi comodi
I piedi appoggiati sul pavimento
Le mani strette sui braccioli
Pensate a qualcosa di positivo
Respirate lentamente
Perchè
Sto per rivelarvi
Il Grande Battutone del marito
Riferito alla mia infinita bontà
Che mi induce
Ogni volta ogni due settimane
A vincere la mia avversione per la carne di agnello
E a prepararlo per soddisfare
I barbari appetiti suoi e della creatura
Per cui
Se siete pronti
Nuntio vobis
Urbi et Orbi
Che ieri è stato
........................
.......................
.......................
L'AGNUS DAY

E su questa, parto con la ricetta, sempre che abbiate deciso di proseguire- con la lettura e con la frequentazione di questo blog...

Baker's style Legs Lamb

agnello alla fornaia

Piatto di origine francese, deve il suo nome al fatto che, anticamente, lo si faceva cuocere dal fornaio

per 4 persone
1 cosciotto di agnello di 1,2 kg
600 g di patate tagliate a spicchi
100 g di strutto fresco
2 cipolle di media grandezza, tagliate a fette
rosmarino
sale e pepe abbondante

Condite il cosciotto con sale fino ed abbondante pepe nero, macinato al momento. Ungetelo uniformemente di strutto e ponetelo in una pirofila con il grasso rimasto. Passatelo quindi in forno a calore vivo, roslandolo bene da ogni lato (240 gradi).
Abbassate a 180 e, dopo mezz'ora, aggiungete le patate e le cipolle, precedentemente condite con sale e pepe e terminate la cottura in forno, bagnando spesso con il condimento la carne e le verdure.
Per tradizione, si dovrebe servire nello stesso recipiente di cottura

Le nostre modifiche:
  • niente strutto: solo olio ( altro strappo alla regola: di solito, se si vuole sostituire lo strutto, almeno un po' di burro bisognerebbe metterlo, ma NOI NO)
  • il rito dell'unzione è durato molto, ma molto di più di quanto si possa evincere dalla ricetta: all'incirca, tutti gli Assiri ( leggasi: la creatura stava ripetendo storia)
  • anche se la ricetta non lo dice, ho praticato tre o quattro tagli trasversali, dove ho infilato il rosmarino e, ad abundantiam, anche un po' di timo
  • la cottura può avvenite in due modi: o quello segnalato dalla ricetta, più rapido (un'ora e mezza, circa) o quello adottato da noi di recente, a fuoco più basso e senza rosolatura (160 gradi, dalle 2 ore e mezza alle 3 ore e mezza). Il primo vantaggio della cottura lenta è che uno se lo può anche dimenticare, l' agnello nel forno, che intanto non succede niente- e non è neppure così indispensabile bagnarlo. Il secondo è che, a nostro parere, queste temperatura fanno sì che la carne rilasci i suoi succhi in modo meno traumatico e anche senza il conforto della scienza, vi posso dire per esperienza che, cotti in questo modo, i pezzi grossi di carne sono molto più teneri e sugosi.
  • per quanto riguarda il fondo di cottura, non è detto che sia "ottimo e abbondante": dipende dalla qualità dell'agnello. Se non ce ne dovesse essere a sufficienza, di solito si dovrebbe bagnare la carne con del brodo. Noi, stavolta, a tre quarti della cottura, abbiamo irrorato con una generosa spruzzata di brandy e la trasgressione si è rivelata vincente, anche perché il pezzo d'agnello non era roba per signorine, tutt'altro: fino all'assaggio, sono rimasta nel dubbio che si trattasse di una capra...
  • P.S. ho eliminato le cipolle, questa volta, perché mia figlia non le mangia. Superfluo dire che con le cipolle è migliore
Buon Appetito
Alessandra

English version

DSC_7926

Serving 4
1 leg of lamb 1.2 kg
600 g of potatoes cut into wedges
100 g of fresh lard
2 medium size onion, cut into slices
rosemary
plenty of salt and pepper
Dress up the leg with salt and plenty of black pepper, freshly ground. Grease it with lard and place evenly in a baking dish with the grease left. Then pass it in the oven to heat vivo to brown well on all sides (240 degrees).
Abbassate a 180 e, dopo mezz'ora, aggiungete le patate e le cipolle, precedentemente condite con sale e pepe e terminate la cottura in forno, bagnando spesso con il condimento la carne e le verdure. Lower to 180 degrees and, after half an hour, add potatoes and onions, seasoned with salt and pepper earlier and finish cooking in the oven, often wetting the meat with the seasoning and vegetables.
Traditionally, it would be served in the same cooking vessel
Buon Appetito
Alessandra

mercoledì 15 luglio 2009

Double mint sauce con cosciotto di agnello

di Alessandra
agnello alla menta

Confesso che ho sempre fatto una fatica bestia a far capire Leopardi ai miei alunni: per quanti sforzi facessi, infatti, non riuscivo mai a far arrivare a quel branco di adolescenti fra l'annoiato, l'incavolato e lo svanito la profondità della sofferenza dell'uomo, la sua sensibilità raffinata e complessa, la desolazione di una solitudine tanto più opprimente quanto più forzata. "E' un povero sfigato, prof", mi ripetevano di continuo, facendomi piombare nella frustrazione più cupa, con tanto di metaforiche testate nel muro e inevitabili, lancinanti, interrogativi, che andavano dal "chi me lo ha fatto fare" al più inquietante "dov'è che sbaglio".
Alla prima domanda, ho risposto dieci anni fa, con un bello "sbam" della porta- non troppo metaforico- sulla faccia del provveditore, rinunciando per sempre a quella che pensavo sarebbe stata la mia unica e vera professione; per la seconda, invece, si è dovuti arriviare a domenica, quando la suocera, dopo la consueta puntatina in campagna, mi ha sommerso- per nulla metaforicamente- di tutti i prodotti del suo orto. E vi giuro che, dopo una mattinata passata a pulire la cucina, a sistemare il frigo, a svuotare gli armadietti e ad aspettare Mastrolindo per i complimenti di rito trovarsi la casa invasa da mirtilli, zucchini e menta non è stato per niente divertente.
Il problema è che l'orto della suocera non è come tutti gli altri orti normali, dove la produzione è scandita da regole più o meno fisse, tipo il ciclo delle stagioni, per esempio, o l'umidità del terreno o tutto quanto fa manuale da perfetto giardiniere. Nossignori, troppo semplice: noi abbiamo un orto umorale, che produce quando gli gira e, soprattutto, quanto gli gira. E a questo punto, aggiungere che la quantità dei suoi frutti non è mai in accordo con le nostre esigenze è del tutto superfluo.
Per dire, io stavolta stavo godendomi il bloggo. Che non è 'sta roba su cui scrivo, ma ne è semmai la conseguenza nefasta, visto che, passati gli entusiasmi dei primi tempi, la voglia di cucinare si è estinta, senza nessuna speranza di ripresa. Stranamente, in famiglia la cosa è stata accolta con serenità, anzi, azzarderei con sollievo e anziché tentare di rianimarla, è stato tutto un fare a gara a chi trovava il take away più sfizioso o il ristorante più carino. Tanto che mi stavo convincendo che, dietro tutto questo daffare, non ci fosse il terrore della ripresa degli esperimenti culinari, quanto un sincero e spassionato amore nei confronti della sottoscritta, bisognosa di riposo e di attenzioni.
Sul più bello, ovviamente, è arrivata mia suoc...ops, l'orto di mia suocera, con la roba di cui sopra: ed è stato allora, di fronte a mirtilli che rotolavano dovunqe, zucchini che pungevano, foglioline di menta che vomitavano terra da tutte le parte, che ho avuto il mio primo, unico, vero contatto viscerale con la carogna leopardiana- quella dei giorni migliori, per capirci, quando stava inchiodato immobile nel letto, con gli occhi incollati dalla cispi, la schiena zavorrata dalla gobba, il respiro bloccato dall'areofagia notturna a mitraglietta e la madre fuori che urlava " e che ti alzi, giacomo, che te li dò io i paralipomeni", e- in mancanza di mogli, figli e fidanzate- non restava che prendersela con la natura matrigna.
Io gliene ho dette di peggio, alla natura, la quale, leopardianamente, non ha battuto ciglio, lasciandomi lì a dover pulire, tagliuzzare, impacchettare e surgelare, fino a notte fonda, quando finalmente me ne sono andata a dormire, con la cucina ridotta a un campo di battaglia e la convinzione che semmai, l'indomani, avessi avuto I Canti in programma, sarei riuscita a dare il meglio di me...


COSCIOTTO DI AGNELLO CON DOUBLE MINT SAUCE

double mint sauce

Salsa alla doppia menta

Per quella roba che vedete in foto, sono andata ad occhio, recuperando almeno tre manciate di menta e frullandole bene con un cucchiaio abbondante di zucchero di canna. Nella ricetta originale, ci sarebbe voluto il mortaio, annotazione che aggiungo per mero scrupolo storico, ma su cui non intendo soffermarmi oltre. Dopodiché, ho allungato con un'emulsione di aceto di mele e di acqua ( due parti di aceto e una di acqua), in cui io ho aggiunto un cucchiaino di zucchero di canna e un pizzico di sale, incorporandola a filo, nella salsa, sempre mescolando: un po' come per fare la maionese, per capirci, con la differenza che questa non è una salsa densa, ma fluida. Rispetto alla mint sauce solita, è diventata molto, molto più scura e compatta, a causa della quantità (doppia) di foglie di menta e il risultato è stato più che soddisfacente.

Cosciotto di agnello in salsa alla menta
1 cosciotto di agnello del peso di circa un chilo e mezzo ( meglio se ve lo fate disossare e preparare dal macellaio)
aglio
rosmarino
olio

Tipica ricetta inglese, quindi facile e piuttosto veloce. Fondamentale è il massaggio della carne e va fatto prima con uno o due spicchi d'aglio sbucciati, poi con un velo d'olio (basta ungersi le mani e procedere). Lo si guarnisce con dei rametti di rosmarino ( se è il caso, praticare dei tagli nella carne e infilarli lì) e poi lo si inforna a 200 gradi modalità statica per la prima mezz'ora. Si abbassa la temperatura a 180 gradi e si porta a cottura, rigirandolo dopo circa 45 minuti. I testi sacri parlano di un'oretta- un'ora e venti, voi regolatevi a occhio: quando è bello dorato e trasuda i suoi succhi, è pronto.
toglietelo dal forno, lasciatelo intiepidire avvolto in un foglio di alluminio e servirlo accompagnato da un cucchiaio di mint sauce e da pane all'aglio

agnello alla menta
buona giornata
alessandra
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