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venerdì 3 maggio 2013

Torta di mandorle (gluten free)

Di Daniela

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Non avrei decisamente potuto considerare la primavera arrivata senza condividere con voi almeno due o tre foto dei miei fiori!  Ormai è un vizio che mi fa sentire insoddisfatta  se non lo soddisfo e quindi, come sempre in questi mesi ormai da anni,dovrete subire qualche colore di quelli che maggiormente mi riempiono il cuore e gli occhi di gioia. Ovviamente non vi tedierò raccontandovi le ore di lavoro che i suddetti colori mi costano, perchè veramente sono parecchie, ma poche altre cose nella vita mi regalano un senso di maggior pace e tranquillità di quando immersa nella terra con tutte e due le mani, inzaccherata all'inverosimile, con le unghie che per tornare a posto richiederanno almeno cinque o sei passaggi con la spazzolina, mi dedico alle mie piante!

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Le curo, le rinvaso, le poto, talvolta con una certa "ferocia", le nutro e le sistemo magari in un luogo diverso per assecondare la loro sete di sole o di ombra.o di umidità.
I risultati si vedono dopo poco tempo, in alcuni casi, oppure richiedono una paziente attenzione, in altri, ma sempre arrivano e ti regalano un senso di soddisfazione unico!

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Insomma, mi dispiace, ma dovrete avere con me la pazienza che si ha con le persone un po' fissate e rimirare i miei fiori e anzi, gradirei molto un qualche commento estatico !!!!!! :-)))))) 
La loro perfezione, lo splendore dei colori o della sferica meraviglia della goccia sulla foglia mi incantano e spero vi offrano un senso di serenità, preziosissima in tempi come i nostri.....

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Per accompagnarli? semplicemente una tazzina di buon caffè e una fettina della leggerissima torta che vi propongo . La ricetta è di Stefania (che proprio oggi festeggia l'uscita del suo secondo libro) e quindi rigorosamente gluten free:  ho avuto il piacere di prepararla anche per lei non molto tempo fa ed è talmente piaciuta in famiglia che ho dovuto riproporla prestissimo! 

Torta di mandorle (gluten free)

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Vi indico la ricetta della Stefi , così come da lei rielaborata da una versione con glutine di Gianni


Ingredienti

100 g di mandorle macinate
100 g di zucchero
50 gr di fecola di patate
50 g di burro
4 albumi 
Mezza bustina di lievito per dolci
Zucchero a velo


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Montate gli albumi a neve ferma. Utilizzate metà dello zucchero per montarli bene (secondo il suggerimento di Donna Cardamomo) mentre l'altra metà utilizzatela per tritare le mandorle fino a ridurle in farina.
Fate sciogliere  il burro  in un pentolino, badando bene a non farlo friggere e aggiungetelo alla farina di mandorle, al lievito e alla fecola. Unite delicatamente gli albumi montati con il solito movimento dal basso verso l'alto per non smontarli e versate il composto in una teglia a forma di ciambella di circa 22 cm di diametro. e infornate a 170 °C ventilato per 30 minuti.
Una volta sfornata, lasciatela raffreddare, sformatela e spolverizzate con dello zucchero a velo ed eventualmente decorate con qualche mandorla
Soffice e buona.....
Buona giornata
Dani

mercoledì 20 giugno 2012

Lo Starbooks: la Torta Kopenagi (Copenhagen) da Vefa's Kitchen

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E' dedicata ai dolci della cucina greca, la puntata di oggi dello Starbooks: e siccome è noto che quando si parla di dessert, oltre alla curva glicemica, si impenna anche quella dei contatti sui blog, vi segnalo subito le proposte di oggi, che ci vedono schierate in ranghi ridotti ma non per questo meno bellicosi, come si può facilmente capire da un semplice sguardo, qui sotto

1) Biscotti ripieni di mele e biscotti alle nocciole ripieni di anice di Patty (Andante con Gusto)
2) Tartufi alla carota di Ale (Ale Only Kitchen)
3) Halva al semolino di Cristina B. (Vissi di Cucina)
4) Kopenhagi, di MT (in attesa di una baklava che si decida a rendersi un po' più fotogenica)

giovedì 23 febbraio 2012

Ciambella al taleggio con insalatine

Di Daniela

Forse non tutti sapete cos'è il conglomerato bituminoso....Si avete letto bene: conglomerato bituminoso. Capisco il vostro stupore e immagino che abitualmente queste due parole non rientrino nel vostro colloquiare giornaliero . "Ciao caro, hai passeggiato oggi sulla tua parte di conglomerato bituminoso?" "No cara, ho preferito correre su un po' di di tartan...."
Ammetto che la cosa non suona benissimo, ma in casa mia, da qualche tempo è argomento di conversazione costante. Perchè? Ma perchè la mia nipote-figlioccia amatissima, creatura sottile ed efebica, dai grandi occhi da cerbiatto e i lunghi morbidi capelli castani, tra le tante, ma che dico tante, tra le infinite possibili argomentazioni per la sua tesi specialistica ha scelto "il recupero delle scorie da inceneritori RSU ecc ecc "
Quindi via a discorsi su : rifiuti urbani e non, termovalorizzatori, leganti idrici, vagliature, diossine, clinker del cemento, granulametria, deferrizzazione calcestruzzo, ecosostenibilità, edilizia verde e, perbacco, pure sul conglomerato bituminoso!!!
Così passiamo interi pomeriggi a domandarci come si chiameranno esattamente in francese, ma, soprattutto, quale sarà la traduzione in inglese ed in italiano, i vari "strati" con cui è costruita una strada o se sia preferibile utilizzare la nomenclatura di una nazione piuttosto che di un altra (abbiamo opzionato perfino la mia amica Maribel, per tradurre correttamente lunghi passi di vari articoli in francese!! Grazie Mari!)
Insomma un delirio di termini complessi per un argomento così scottante e di attualità da non avere ancora ben chiaro quale sarà il suo futuro!
Nel frattempo, mentre Francesca scrive e mi legge la sua tesi, io guardo il suo viso serio e concentrato e mi ritrovo, entusiasta, a discutere con lei, senza neppure accorgermene, di conglomerato bituminoso come se non avessi fatto altro in vita mia.... :-))))


Ciambella al taleggio con insalatine
da Sale e pepe, Febbraio 2009
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Ingredienti per 6
(preparazione 20 minuti, cottura 50 minuti)
150 gr di farina
150 gr taleggio
100 gr burro
3 uova
2 tuorli
100 gr di insalatine a piacere
30 gr di mandorle a lamelle
noce moscata
sale e pepe

ciambella al taleggio

Portate ad ebollizione 2,5 dl di acqua con una presa di sale e 80 gr di burro. Aggiungete 140 gr di farinain una sola volta e lavorate energicamente sul fuoco fino ad ottenere un impasto sodo; spegnete dopo un minuto.
Incorporate al composto il taleggio a pezzettie una grattata di noce moscata ; lasciate raffreddare e unitevi un uovo alla volta ed un  tuorlo, facendoli assorbire completamente.
Imburrate e infarinate uno stampo a ciambella del diametr di 20 cm , riempitelo con l'impasto, spennallate la superficie con l tuorlo rimasto e cospargetela con le mandorle a lamelle.
Infornate a 180 °C per 35 / 40 minuti.
Per incorporare al meglio il taleggio, meglio mescolarlo all'impasto ancora caldo, pochi pezzetti per volta mescolando a fondo con una spatola. Volendo arricchire il ripieno, potete aggiungere delle fettine di salumi (la mia è una splendida finocchiona :-)) o pesce affumicato.
Tagliate la ciambella tiepida a metà in senso orizzontale, farcitela con le insalatine e servitela come secondo o antipasto.

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In alternativa, riempite con l'impasto formine più piccole, così da creare delle graziose monoporzioni: ovviamente riducete daa 25/30 minuti il tempo di cottura e poi procedete al taglio e farcitura come per la ciambella grande. (mi sono venuti circa 25 pezzi)

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Ulteriore alternativa: fate dei piccoli choux e una volta intiepiditi tagliateli e farciteli come suggerito sopra, oppure fateli leggermente più grandi e divertitevi a creare dei piccoli cigni, come i miei!

Buona giornata a tutti
Dani

martedì 24 gennaio 2012

Mini muffins al doppio cioccolato : golosità allo stato puro!

Di Daniela

Le mie figlie hanno tutte avuto il vezzo di nascere in prossimità di un qualche evento, anniversario o comunque data importante per il resto della famiglia. Ha cominciato la grande, nascendo esattamente il giorno tra il compleanno di sua nonna paterna e del suo papà, suscitando subito i commenti del suddetto padre, tipo "l'hai fatto apposta per non farla nascere nello stesso mio giorno!", che per l'occasione dicuteva con sua madre sul tema "a chi assomiglierà di più?" suscitando l'ilarità degli astanti. Ah, va da se che ora che la bimba di anni ne ha qualcuno in più, lui è passato al rimpallo delle responsabilità : quando discutono lei diventa quella che : "A me? non assomiglia neppure un po'! Ha tutto il carattere di sua nonna e sua mamma!!" :-)))).
Ha proseguito la tradizione la seconda figlia, portando gioia e serenità in una giornata altrimenti cupa e non poteva certo smentirsi la terza nascendo esattamente a 6 ore e 45 minuti dallo scadere del giorno del mio anniversario... e dire che avevo scelto gennaio proprio perchè praticamente tutte le nascite e i compleanni nella mia famiglia e in quella di mio marito cascano in settembre-ottobre (nipoti, cognate, figlioccie, sorella, suocera, cognati e perfino amici più cari!)  e io volevo avere un momento di festa tutto per noi due ! Invece, implacabile, la Microba è arrivata, facendosi attendere parecchio pur di rispettare la tradizione delle sue sorelle....
Perdonerete quindi, se in questi giorni sarò un po' più telegrafica, ma tra torte festeggiamenti multipli e riunioni di famiglia, il tempo diventerà ancor più tiranno. :-)
Intanto inizio festeggiamenti gdetevi con me questi morbidi e golosissimi

MINI MUFFINS AL DOPPIO CIOCCOLATO
muffins ciocco  
Per 20 mini muffins al doppio cioccolato

150 gr di farina 00
70 di gocce di cioccolato fondente o al latte
40 gr di cacao in polvere amaro 
45 gr di farina di mandorle 
90 di zucchero 
100 di burro 
125 di latte 
1 puntina di bicarbonato
½ bustina di lievito vanigliato 
1 uovo grande o 1 uovo e 1 tuorlo piccolo 
1 pizzico di sale 
Una decina di pistacchi
Zucchero di canna q.b.

muffins ciocco

Mescolate come sempre gli ingredienti secchi setacciati in una ciotola (farina 00, farina di mandorle, cacao, lievito, sale, zucchero e bicarbonato) e in un'altra quelli liquidi (burro fuso, latte, uova). 
Mescolate bene i due componenti separati e poi uniteli in un’unica ciotola mescolandoli brevemente. 
Versate il composto negli stampini da minimuffins (ne otterrete una ventina muffin più, muffin meno), cospargete su ognuno un bel pizzico di pistacchi tritati e uno di zucchero di canna. Infornateli a 180 °C nel forno statico, per evitare lievitazioni tipo torre di Pisa.

mini muffins ciocco
Non farete in tempo a farli raffreddare, una volta sfornati. Provate. Golosi e morbidi oltre ogni dire.
Buona giornata

Dani

giovedì 22 dicembre 2011

Il Kugelhopf

Di Daniela

Allora ragazzi come va? Come state? Siete caldi? (vi risparmierò un "ànchio", che solo i più attempati potrebbero comprendere:-)) State scalpitando dietro agli ultimi preparativi, pronti al rush finale? Belli tonici nell'attesa del giorno più magico dell'anno? Ecco, io no!!  Io sono riuscita ad acchiapparmi al volo una simpatica influenza spossante, con una signora febbre "stremante", occhi da pesce lesso e ossa tutte frantumate :-( Non male , vero? 
Sono uno spettacolo deprimente al momento! E siccome mi fanno male occhi e testa vi lascio subito con la ricetta del giorno.
Si tratta di una ricetta tradizionale mittel europea che mi ha sempre interessato, fino al punto di indurmi a comprare delle formine adatte all'uopo che, in realtà, ho sempre usato per altri scopi : finalmente eccole utilizzate come si deve!
La ricetta che ho seguito parlava di un solo Kugelhopf , ma io ho preferito farne diversi più piccoli, dalla monoporzione da buffet, per capirci, a quella leggermente più grande. Il commento : squisito! Ricorda un po' il sapore di una brioche, ed è perfetta a fine di un pasto importante, eccellente per Natale, ma veramente speciale anche a colazione e con un buon tè o magari una cioccolata calda... Un dolce a 360 gradi di gradimento, direi.... bè assaggiatelo e sappiatemi dire

Kugelhopf 
essendo un dolce tradizionale austriaco-alsaziano , ho preso la ricetta direttamente da qui

kugelhopf

mercoledì 7 dicembre 2011

Muffins "allo strudel" e un miracolo benaugurante per tutti

Di Daniela

 Scroll down for English version

Finalmente ci stiamo avvicinando alle vacanze di Natale. Sinceramente quest'anno mi sembra di averne ancora più bisogno del solito, o forse è solo l'età ch avanza a farmi desiderare sempre più queste pause da passare con tutta la famiglia per staccare un po' dalla realtà di tutti i giorni, che non è che sia proprio esaltante talvolta!
Però, sarà per il momento, sarà per il desiderio di cose belle e di pensieri positivi, ma incredibilmente sono riuscita a trovare su un quotidiano una notizia che mi ha dato una sensazione bellissima e, penso, regali a tutti una speranza speciale.
foto da qui e qui
E' la storia di una giovanissima atleta Olandese, una ciclista, così capace da riuscire a vincere 2 medaglie d'argento alle ultime Para-Olimpiadi, manifestando anche un notevole dispiacere per aver mancato l'oro!
foto da qui
Monique van der Vorst, infatti, aveva avuto un problema durante un'operazione quando era appena 13enne, perdendo l'uso degli arti inferiori. Ma la passione per la bicicletta le aveva dato una speranza e, con passione e abnegazione, era riuscita a raggiungere livelli di eccellenza fra gli atleti di tutto il mondo.
Ma sembrava che a tanta bravura, entusiasmo e passione dovesse essere imposto ancora uno stop dalla sfortuna: una macchina, pochi mesi prima proprio delle Olimpiadi di Pechino, la travolse, schiacciandole due vertebre e spostando la sua immobilità, dalle sole gambe, anche alla vita. Nonostante questo riuscì a partecipare alle gare ed a vincere due medaglie d'argento.
Ma la storia non finisce qui: passa poco tempo ed un'altra macchina la centra e la butta fuori strada. Arriva in ospedale piena di escoriazioni e traumi, ma, e qui il miracolo, con un inizio di formicolio alle gambe....
E da li, in poco tempo, è nuovamente in piedi: incredulità di tutti, gioia infinita per lei e... ancora in bici: vuole partecipare alle Olimpidi di Rio De Janeiro 2016!
I medici hanno parlato di miracolo e così pure la stampa di tutto il mondo: lei ha detto solamente che si gode ogni singolo momento di questa vita nuova che il destino le ha regalato e dice che lei è semplicemente "un'atleta vera: nella testa e nell'anima!"
Più semplice di così!!! 

Muffins "allo strudel" o "Struffins"
da un'idea di Sara

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giovedì 1 settembre 2011

Filetto di salmerino alpino (o orata, o spigola) in croccante di semola e mandorle.

Di Daniela

Ed eccoci arrivati al secondo piatto presentato da chef Apollonio: è un'altra esplosione di gusto, con pochi tocchi di croccantezza e di colore, di una semplicità disarmante!  Anche in questa occasione al posto del salmerino, un pesce di acqua dolce, potrete usare un branzino (spigola) , un'orata o una sogliola.  
Provate e vedrete.......


Filetto di salmerino alpino in croccante di semola e mandorle.

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Ingredienti per 4 persone
2 salmerini ( o orata, o branzino o addirittura sogliola)
100 gr di semola
1 carota
1 finocchio
1 gambo di sedano
60 gr di olio di oliva extravergine
1 limone
100 gr di albume d’uovo
60 gr di mandorle pelate e affettate
Sale e pepe qb

giovedì 26 maggio 2011

Per il piatto storico : i "Biancomangiare"

Di Daniela
Liber de Coquina
Libe de coquina, frontespizio
Nel medioevo rivestiva grande importanza nella cucina anche il colore : i cuochi
usavano spezie e alimenti diversi per poter dare alle loro vivande un aspetto piacevole. Considerata infatti l’importanza , in un epoca dove la conservazione dei cibi era a dir poco approssimativa per l’ovvia mancanza di refrigeratori non naturali, di salse e condimenti speziati o comunque dal gusto deciso per correggere i sapori degli ingredienti principali, è chiaro che i cuochi dell’epoca utilizzavano vari colori naturali per rendere il tutto anche più piacevole alla vista. Così passiamo dal bianco di latte, mandorle o riso; al rosso delle more , dell’uva o il giallo dello zafferano , il verde di spinaci o prezzemolo e così via in un bel numero di sfumature di colore aiutate, in caso di scarsa piacevolezza visiva, da qualche colorante particolare (come la radice di alcanna, rosso scuro, perfetta anche per ravvivare  con ramature intense il colore dei capelli!) che rendesse più brillante il tutto. Spesso le salse venivano così scelte più per il colore accattivante che per altro!
Naturalmente si creavano preferenze legate ai colori ed ai loro signifiicati.  Per la nobiltà, che più possibilità aveva di gustare un cibo curato,  i colori favoriti erano probabilmente il rosso (coraggio , forza, impetuosità) e il bianco (purezza, nobiltà spiritualità), da sempre simboli di benessere e di buona salute anche per le persone: le principesse delle favole hanno sempre la carnagione candida con guance rosee e perfino nella tradizione popolare contadina toscana anche recente, quando si voleva fare un complimento a qualcuno, per sottolinearne l’avvenenza, lo si definiva “ bianco e rosso come un fattore”, ad indicare lo stato di benessere di chi aveva mezzi per potersi nutrire con abbondanza. Logica anche una certa antipatia per il nero, colore della morte e del lutto, legato anche a cibi probabilmente mal conservati….
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Matilde di Canossa
il castello di Canossa
Ma torniamo al bianco… Uno dei piatti medievali più noti è il biancomangiare. In realtà non è un piatto solo, è più la descrizione di una pietanza appunto bianca perché ha trai suoi ingredienti petto di pollo, mandorle, riso, lardo, zenzero bianco, latte, zucchero e panna essenzialmente .
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l'incontro a Canossa 1077 d.C.
Probabilmente la sua origine poteva essere francese o araba ma in Italia (in senso geografico ovviamente) arrivò per certo intorno all’anno 1000, data sicura per via del suo apparire tra le portate più apprezzate del banchetto che la nobile, bella e pia Matilde di Canossa offrì per la riconciliazione tra papa Gregorio VII e l’imperatore del Sacro romano impero Enrico IV, suo cugino nel 1077.
de arte coquinaria Maestro Martino XV sec
E questo biancomangiare fu una piccola consolazione, insieme ovviamente alle altre oltre 20 portate e, naturalmente al perdono papale, per il giovane Enrico, che per ottenere tutto ciò dovette umiliarsi per tre giorni rimanendo con una tunica di lana a piedi nudi ad implorare sotto la neve! Il biancomangiare o meglio i biancomangiare compare nel “libro de coquina” del XIV secolo, primo ricettario conosciuto in volgare, preparato con la carne di pollo insieme a zucchero in polvere e lardo bianco sciolto. c'è anche una variante per la Quaresima, nella quale non è presente il lardo ma polpa di pesce, porro e mandorla. Viene però citato nei vari libri nel corso dei secoli diverse volte.
Liber de coquina Anonimo 1285-1309
Nel ‘400 Mastro Martino suggerisce una confezione più elaborata e delicata, con l’eliminazione del lardo e l’introduzione di brodo di cappone, mollica di pane bianco, acqua rosata, agresto e zenzero. 
E’ descritto, di ricetta in ricetta, come composto di pollo , ma anche di pesce o per i giorni di magro, di semplice semola cotta nel latte, la “semula appula”.
Liber de arte coquinaria
La carne doveva essere sfilacciata e cotta nel latte, in cui era stata stemperata la farina di riso e mandorle tritate . In una variante anziché la farina veniva usato il riso in chicchi. Si tratta comunque di una rielaborazione di un piatto arabo (il brodo saraceno, il biancomangiare di Siria, il blaundysorye)[….] molto meno digeribile contemplando […]” ingredienti molto più pesanti e numerosi.  (Da : Accademia della cucina Italiana n. 206. R. Scarabello Il Bianco mangiare di Federico II )
FedericoII incontra il sultano al-Kamil
Quindi abbiamo a che fare con un piatto che stava sulle tavole di imperatori (l'Imperatore Federico II di Svevia ne era goloso), di re, di nobili e di Papi in molte diverse versioni. La ricetta più nota di epoca contemporanea venne proposta da Careme , che in pratica creò una gelatina al latte di mandorle , gustosa e fresca di cui eccovi la ricetta, come la riporta Taccuini Storici:
Mandorle – zucchero – acqua – latte – vaniglia – colla di pesce – liquore
Preparazione
In un mortaio pestare abbondanti mandorle pelate con un po’ di zucchero ad ottenere una poltiglia, avendo cura di bagnare di tanto in tanto con un cucchiaio di acqua fresca.
Nel frattempo, in una casseruola portare ad ebollizione del latte, zucchero e aroma di vaniglia.
Togliere dal fuoco ed aggiungere la poltiglia di mandorle, mescolare delicatamente, coprire e tenere in infusione per un po’ di tempo.
Filtrare il tutto servendosi di un colino a maglie piccole, porre di nuovo sul fuoco unendo della colla di pesce, e mescolare accuratamente fino ad ebollizione.
Versare il composto in una ciotola, unire del liquore a piacere e far raffreddare.
Servire il biancomangiare decorato di mandorle sbriciolate.
Oggi il biancomangiare è diventata essenzialmente una ricetta dolce, dal sapore delicato ; le due versioni più celebri italiane sono il Blanc Manger della Val d’Aosta e il Biancomangiare Siciliano.
Io, tanto per far sempre il bastian contrario, vi propongo una ricetta deliziosa che a suo tempo mi ha “passato” la mia amica Maria, che lei a sua volta assaggiò in un agriturismo toscano, rimanendone conquistata!
Eccola così come la trascrisse per lei il cuoco:

Biancomangiare di pane
antica ricetta franco toscana
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Ingredienti per 9/10 persone
• 400 gr. di pane incassettato
• 1 l. di crema di latte
• 8 albumi
• 400 gr. di zucchero
• 300 gr. di mandorle tritate finemente
• burro per ungere
• Pangrattato
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Spezzare il pane incassettato, riporlo in una terrina, ricoprirlo con la panna, lasciandolo ben ammorbidire.
Passare il pane al setaccio o con un frullatore, per ottenere un composto liscio e cremoso, unirvi lo zucchero e mescolare bene.
Montare gli albumi a neve ferma e incorporarli alla crema ottenuta insieme alle mandorle tritate.
Imburrare e incamiciare di pangrattato uno stampo a cassetta, versarvi dentro l’apparecchio apprestato. Mettere lo stampo in forno a bagnomaria (180°) per circa 45 minuti
Servire quando sarà freddo nello stampo stesso.
Bella vero? Essendo in pratica un soufflé, le foto non rendono giustizia ne al suo profumo , ne alla sua bontà… tempo di tirarlo fuori e prepararlo per gli scatti e già ha cominciato a “sedersi”, mentre volevo mostrarvelo bello gonfio appena uscito dal forno. Però il gusto è veramente eccellente e vi confesso che a noi è piaciuto anche tiepido oltre che freddo!
Ah, un paio di consigli che stavo scordando:
  1. meglio forse prepararlo in monoporzioni, che sono più piacevoli da presentare e se le servite sformandole, risultano completamente candide!.Ecco questa è la prova: è... ops, era il cuore sformato... da ciò che ne rimane dopo l'attacco di Microba, potete constatare il candore...:-))
  2. Invece che rivestire lo stampo imburrato con pangrattato, io ho utilizzato lo zucchero (anche in vista del bianco se sformate), togliendone qualche cucchiaio dalla preparazione 

     Per chi avesse voglia di leggere anche una bellissima versione salata... con un po' di storia interessante aggiunta, potrebbe anche fare un salto da Acquaviva... vale la pena.
    Volevo scriverlo fin dall'inizio che questo post è tutto un work in progress!!! Se volete provare un'altra ricetta di Biancomangiare questa volta "di casa" e dolce, provate questa della nonna di Rosy: penso vi piacerà!
    Quella che vi ho mostrato nel post invece è la mia prima ricetta... ma ho in serbo un'altra piccola sorpresa bianca per i prossimi giorni....
    Buona giornata a tutti
    Dani

    giovedì 17 marzo 2011

    Piatti storici : Torta alla Mazzini

    Di Daniela
    Scroll down for English version
    giuseppe-mazzini
    "24 maggio 1897 [.....] I piemontesi ogni novità li irrigidisce, l'inatteso li terrorizza, per farli muovere sino alle Due Sicilie (ma nei garibaldini c'erano pochissimi piemontesi) ci sono voluti due liguri, un esaltato come Garibaldi e uno iettatore come Mazzini." (U. Eco Il cimitero di Praga, Bompiani, 2010)
    "Fu più la lettura delle opere di Mazzini che la sua fama di uomo politico, che mi spinse ad avvicinarlo, per vedere s'ei, personalmente, rispondeva al concetto ideale che me n'era formato. Se rimasi soddisfatto non fa d'uopo il dirlo. Trovai in lui amenità, ingegno, bontà paterna, e, ciò che non avrei mai creduto, essendomi fatto di lui un'idea su quella che ravvisava in molti de' suoi intolleranti seguaci, trovai in lui la tolleranza per le idee altrui, che è certamente il più alto segno della intelligenza umana". (p. VII) ( Virgilio Estival)
    Eccovi due visioni su il nostro grande G. Mazzini (1805 – 1872), patriota, politico e filosofo di grande fama e di altissimi ideali: la prima esce dalla penna del "misterioso scrivente" dell'ultimo romanzo di Eco che sto leggendo (il fatto di essere citato nel nostro pur piccolo blog, lo consolerà di essere stato secondo nelle vendite dopo "cotto e mangiato " della Parodi ;-))?) e ci fa sorridere; alzi la mano chi, studiando la sua vita, non lo ha pensato almeno una volta che il nostro fosse veramente il più sfortunato menagramo della storia! Appena toccava lui un progetto, dopo poco falliva miseramente....:-)!!!!
    La seconda , invece dalla penna di un coevo di Mazzini, di qualcuno che lo ha conosciuto personalmente.... attendibile quindi, e anche lui fervente patriota!
    Per ciò che ci riguarda, noi abbiamo pensato di dedicare il piatto storico di oggi, giornata dell'Unità d'Italia che, a dispetto della sua Storia millenaria, ha soltanto 150 anni di vita, ad uno dei suoi artefici più generosi e sfortunati : Giuseppe Mazzini, appunto l'uomo che sognava l'Italia Unita e Repubblicana ante litteram e da lontano da esule.
    Mazzini sembra amasse molto questa torta, tant'è che nelle lunghe lettere a sua madre dalla Svizzera, le chiede di provare a prepararla. Lui le fornisce la ricetta tradotta alla meglio dal "cattivo francese" della cuoca e che Sale e Pepe ha reinterpretato in modo più moderno. Eccovela

    Torta alle mandorle alla Mazzini
    da Sale e pepe Marzo 2011
    torta mazzini
    Ingredienti per6 persone (stampo 18/20 cm)
    170 gr di farina
    175 gr di zucchero 
    60 gr di burro
    25 gr di strutto (o 15 ancora di burro)
    3 uova
    100 gr di mandorle sbucciate
    4 o 5 cucchiai di succo di limone
    zucchero a velo
    sale
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    Preparate la pasta frolla. Potrete usare quella che vi descriverò o la vostra ricetta preferita : questa però devo dirvi che riesce perfettamente. Dunque la ricetta che vi propongo prevede di formare la fontana con la farina, poi mettete al centro un pizzico di sale, 70 gr di zucchero, il burro freddo a pezzetti piccoli, lo strutto (o l'altro burro) e un uovo. Lavorate la pasta velocemente con la punta delle dita, formate una palla, avvolgetela con una pellicola trasparente e mettetela in frigo per un ora.
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    Tirate la frolla sottile (vedrete che vi riuscirà benissimo: io mi aiuto con un pezzo di pellicola trasparente), foderate uno stampo rotondo antiaderente, di 18 / 20 cm , bucherellate con una forchetta, ricoprite con la carta forno e riempite con i fagioli secchi. Infornate a 180 ° per 20 minuti, poi sfornate ed eliminate i fagioli e la carta.
    Frullate le mandorle con lo zucchero rimasto. Lavorate a parte i 2 tuorli restanti (conservate le chiare) con il succo di limone e uniteli al composto precedente. Montate gli albumi rimasti a neve ferma con un pizzico di sale e incorporateli. versate la crema nel guscio di frolla e infornate a 180° per 40/45 minuti. A metà cottura coprite con un foglio di alluminio.
    Servite la torta fredda, cosparsa di zucchero a velo decorandola con qualche ricciolino di buccia (solo giallo) di limone e qualche filetto di mandorla.


    Buon appetito
    Dani



    220px-Giuseppe_Mazzini[1]
    We would like to dedicate the historic course of today, the day of the Unification of Italy that, despite its long history, has only 150 years of life, to one of its most generous and unfortunate patriots: Giuseppe Mazzini, the man who dreamed of a United and Republican Italy ante literam, living in exile.
    Mazzini seems to love very much this cake, so that in the long letters sent to his mother from Switzerland, he asked her to try to prepare it. He gives her the recipe that he translated from the cook's "bad French" and I give it to you.

    Almond tarte G. Mazzini style
    DSCF2322

    Ingredients serve 6
    1 ½ cup flour (170 gr)
    ¾ cup sugar (175 gr)
    4 tbsp butter (60 gr)
    5 tsp lard (or 1 tbsp butter) (25 gr lard or 15gr butter)
    3 eggs
    1 ¼ cup blanched sliced almonds (100 gr)
    4 or 5 tablespoons of lemon juice
    icing sugar
    salt


    DSCF2361
    Prepare the pastry. Mix the flour, with a pinch of salt, 1/3 cup (70 gr) sugar, the cold butter cut into small pieces, the lard (or 1 tbsp butter) and an egg. Knead the dough quickly with your fingertips, make a ball, wrap it in plastic and refrigerate for one hour.
    On a lightly floured surface, roll out dough to 1/4 inch thick. Transfer to a lightly buttered 7/ 7.8 inch tarte plate. Use your fingertips to press dough against bottom and sides of dish until even. Trim edges. Prick bottom of pastry shell all over with a fork, cover with parchment paper and fill with dry beans. Bake until set and pale golden brown, about 18/20 minutes. Remove beans and paper. Let cool on a wire rack
    DSCF2315
    Blend the almonds with the remaining sugar. Whisk apart the remaining 2 egg yolks (keep the whites) with lemon juice and add to mixture of almonds and lemon. Whip the remaining egg whites until stiff with a pinch of salt and incorporate it to the cream. Pour into pastry shell and bake Bake until crust is golden brown and filling is set, about 40 minutes at 356 F°. After 20 minutes cover the tarte with aluminum foil. Let cool on rack.
    Serve the cake cold, sprinkled with powdered sugar decorating it with some curl of peel (yellow only) of lemon and some almonds.
    Have a nice day
    Dani

    giovedì 2 dicembre 2010

    Sformatini soffici di pandoro e pere con salsa d'arancia: non il solito pandoro!

    Di Daniela
    Scroll down for English version
    Eccoci arrivati ai primi giorni di uno dei mesi più attesi dell'anno... Siamo già tutti in piena bagarre "regali e cene" con tutti i pro e i contro del caso, dopo aver passato intere giornate, se avete figli, in involontario ascolto di frasi casualmente buttate qua e la con signorile nonchalace, tipo "oh guarda come è bello quel golfino! Hai notato come starebbe bene con la mia gonna blu??" "mamma ma sai che ho visto un giocattolo che proprio fa delle cose trooooooppo carine" "guarda mamma ho questo completo, che mi piace da pazzi, ma proprio non ho una camicatte in tono da mettere..." Purtroppo non posso mostrarvi anche le espressioni che accompagnano queste "informazioni vitali": ma gli occhi del gatto di Shrek fanno loro un baffo!!! "E allora così, in questo modo sollecitata," per dirla con guccini, mi tuffo alla ricerca spasmodica di nuances, giochi magici e oggetti del desiderio con tutto il mio entusiasmo, domandandomi sempre perchè, pur di vederle felici, farei salti mortali con doppio avvitamento e il sorriso sulle labbra...
    Bando alle ciance, stamani volevo presentarvi, per inaugurare allegramente il mese e per rifocillarvi , eventualmente, al ritorno da un qualche raid per negozi, questi sformatini di pere e pandoro, soffici e buoni oltre ad essere un modo un po' diverso di presentare il "solito" pandoro.
    Piccolo post scriptum: questo piatto è dedicato alle mie amiche del corso di cucina: non solo sono bravissime, ma anche simpatiche e piacevoli!!! E' con loro che ci siamo preparate questi
    SFOMATINI SOFFICI DI PANDORO E PERE CON SALSA D' ARANCIA
    sformatino 1
    Ingredienti per 6
    200 ml di panna
    60 gr di zucchero semolato
    Zucchero a velo
    3 uova intere gradi
    1 pera kaiser (220 gr circa di polpa pulita)
    170 gr di pandoro
    Burro e farina per gli stampini
    Per la salsa
    3 arance
    80 gr di zucchero di canna
    100 gr di mandorle a filetti
    1 cucchiaio di maizena o di fecola di patate.

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    Tagliate il pandoro a cubetti, spolverizzatelo con lo zucchero a velo e tostatelo in forno a 170° per almeno 12 minuti (prenderà un bel colore oro scuro)
    Pelate e tagliate la pera a dadini . In una terrina sbattete le uova con lo zucchero, unite la panna liquida, le pere ed il pandoro tostato. Imburrate gli stampini, infarinateli e versatevi il composto preparato. Passate in forno caldo a 170° per 25 minuti circa.
    Per la salsa, con l’aiuto di un pelapatate recuperate la scorza di un’arancia, tagliatela a julienne e scottatela un minuto in acqua bollente. In un pentolino sciogliete lo zucchero con il succo di tre arance, unite la scorza e fate bollire per 3 minuti. Aggiungete la maizena fatta stemperare in poca acqua fredda, mescolate per qualche minuto (se usate la fecola) levate dal fuoco e lasciate raffreddare.
    In un contenitore mettete i filetti di mandorla, bagnateli con qualche goccia d’acqua, zuccheratele con un cucchiaio di zucchero e sistematele in una teglia foderata di carta forno, in un unico strato. Mettete in forno e tostatele a circa 170° per 12/15 minuti.
    Appena tiepidi, sistemate gli sformatini su un piattino, irroratelo con un cucchiaio di salsa d’arancia, appoggiate sopra qualche filetto di mandorla spolverate di zucchero a velo. Ottimi tiepidi, perfetti anche freddi, anche se in questo caso scalderei per un paio di minuti la salsa all'arancia prima di servirli. Sono eccellenti anche accompagnati da una salsa al cioccolato o alla nutella: provate e sappiatemi dire.
    Buon appetito
    Dani

    PANDORO AND PEARS SOFT FLAN WITH ORANGE SAUCE
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    Serves 6
    6.7 fl oz (200 ml) fresh cream
    4 tbsp (60 g) sugar
    Powdered sugar
    3 large eggs
    1 pear kaiser (7.7 oz (220 gr) pulp clean)
    6 oz (170 gr) pandoro
    Butter and flour for molds
    For the sauce
    3 oranges
    6 tbps (80 g) browm sugar
    1 1/4 cups (100 grams ) of sliced almonds
    1 tablespoon cornstarch or potato starch.
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    Cut Pandoro into cubes, sprinkle with icing sugar and toast in oven at 338 F° for 12 minutes (take a nice dark golden color)Peel the pear and cut into cubes. In a bowl, beat eggs with sugar, add the cream, pears and toasted pandoro. Butter the molds, flour and pour in the mixture. Go in a hot oven at 170 degrees for 25 minutes.
    For the sauce, with the help of a potato peeler recovered the zest of one orange, cut into julienne strips and parboil in boiling water a minute. In a saucepan melt the sugar with the juice of three oranges, add the zest and boil for 3 minutes. Add the cornstarch mixed in a little cold water, stir for a few minutes remove from heat and let cool. Put the fillets of almond in a baking pan lined with parchment paper, wet them with a few drops of water, sprinkle them with 2 tablespoons of sugar and arrange in a single layer. Put in oven and roast them at 338 F° for 12-15 minutes. Lukewarm, place the pies on a plate, drizzle with a tablespoon of orange sauce, put on some thread of almonds sprinkled with powdered sugar. Good warm, but perfect also cold, although in this case warm for a couple of minutes the orange sauce before serving. They are excellent also accompanied by a chocolate sauce or Nutella: try and tell me!
    Bon appetit
    Dani

    giovedì 18 novembre 2010

    Linzer cookies

    Di Daniela
    Scroll down for English version
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    Sempre per la nostra passione per ciò che è classico, vorrei parlarvi oggi di una torta e di biscotti che più classici di così non si può! Sto riferendomi alla Linzertorte. Il sito della città di Linz, in Austria, orgogliosa creatrice del dolce, che immediatamente ho consultato, ci informa che della Linzertorte è rimasto segreto sia l'inventore (o inventrice), sia chi le diede il nome. Fa parte delle ricette tradizionali per le feste sia in Austria, che in Ungheria, in Germania, in Svizzera e in Tirolo. Wikipedia.org (in inglese) ci racconta anche che per lungo tempo una ricetta del 1696 trovata nella Biblioteca -Museo di Stato dell'Austria Superiore, a Vienna, era considerato il testo più antico che parlava della Linzer . Mica male eh? Invece nel 2005, il Sig. Waltraud Faißner, il direttore della biblioteca e autore del libro " Come preparare la Linzer Torte" ha trovato una ricetta ancora più antica, che risale al 1653 nel Codex 35 / 31 nell'archivio dell'Abbazia Admont, dal titolo impronunciabile e lunghissimo, che vi risparmierei…Anzi quasi quasi ve lo cito, così se ci fosse qualcuno tra voi [SILVIAAAAAAAA!!!] tanto gentile da tradurmelo, mi toglierebbe una curiosità: Buech von allerley Eingemachten Sachen, also Zuggerwerckh, Gewürtz, Khütten und sonsten allerhandt Obst wie auch andere guett und nützlich Ding etc ... (Visto che gli amici non tradiscono mai? Silvia dice che significa :"Libro di miscugli di cose conservate, anche biscotti di zucchero, spezie ed tutti i tipi di frutta cosi come altre cose buone ed utili"Graaaaaazie mia "poliglottica" amica!).
    Questo fa della Linzer torte la torta “codificata” più antica del mondo.
    Se non è tradizione questa!!! Questo libro “contiene quattro ricette diverse per la torta e la pasta di Linz — prova della grande popolarità e divulgazione di questo dolce nel periodo del barocco!” ci fa sapere il sito di Linz, mentre quello del Corriere della Sera ci racconta che il fornaio Konrad Vogel, nel 1822 decorò per la prima volta la torta base con marmellata e mandorle. Il sito attribuisce erroneamente a questo fornaio la paternità della torta, invece pare (wikipedia.org) che Herr Johann Konrad Vogel (1796 - 1883) sia solamente colui che ha iniziato la produzione di massa della torta e che l’ha resa famosa in tutto il mondo.
    Scopro anche leggendo, che da sempre da questa ricetta antichissima sono stati creati dei biscotti, quasi altrettanto noti, che rendono giustizia alla tradizione. Ne ho trovate in giro moltissime varianti: ho scelto questa che vi propongo, veramente ottima. Eccola

    Linzer Cookies
    rivisitati da qui, Joyofbaking
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    Per circa 20 biscotti (ma dipende dalla dimensione del vostro taglia biscotti!)
    80 gr mandorle o mandorle affettate
    220 gr di zucchero semolato
    250 gr. di farina
    1 grattatina di buccia di limone
    ½ cucchiaino di cannella macinata
    ¼ cucchiaino sale
    220 gr. di burro, ammorbidito
    1 ½ cucchiaino estratto di vaniglia
    ½ cucchiaino estratto di mandorle
    2 tuorli
    marmellata di lamponi o di albicocca (ma se preferite altro... è ok)
    zucchero a velo per spolverare

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    Tritate le mandorle in frullatore con 60 gr di zucchero fino a ridurle in farina. Setacciate insieme la cannella la farina e il sale. Incorporate le mandorle tritate. Mettete da parte. Mettete nella ciotola del mixer il burro, il rimanente zucchero semolato, l’estratto di vaniglia e l'estratto di mandorle, e fatelo lavorare a media velocità fino a rendere il composto chiaro e spumoso. Aggiungete i tuorli, uno alla volta, mescolando bene dopo ogni aggiunta. Riducete la velocità del mixer e aggiungete gradualmente il composto di farina e mandorle. Mescolate fino a quando tutto sarà ben mescolato. Otterrete una pasta morbida. Dividetela in 4 parti uguali e avvolgete ciascuno con la pellicola trasparente. Mettete i 4 pezzi in frigorifero, per circa 1 ora. Preriscaldate il forno a 170º C. Rimuovere 1 porzione di pasta per volta dal frigorifero. Tirate la pasta tra due fogli di carta da forno e stendetela fino allo spessore di ½ cm: per renderli regolari io ho utilizzato il solito sistema dei due mestoli paralleli.
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    Con un formina ritagliate i biscotti. Trasferiteli sulla teglia coperta da un foglio di carta forno, mettendoli a 2 centimetri di distanza. Utilizzate un altro taglia biscotti più piccolo ritagliate il centro di metà dei biscotti: gli “scarti” potrete rilavorarli insieme. Ripetere l'operazione con le rimanenti parti di pasta. Se la pasta diventasse appiccicosa, avvolgetela di nuovo nella pellicola e raffreddatela per 10 minuti. Cuocete i biscotti per 10-12 minuti o fino a quando sono sodi al tatto. Non di più, per evitare che raffreddandosi diventino troppo secchi. Rimuovere i biscotti dal forno e lasciate raffreddare per 2 minuti. Riscaldate leggermente un po’ di marmellata di fragole o di albicocche o di frutti di bosco.
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    Mettetene un po’ sul biscotto “intero”, e appoggiate sopra quello ritagliato facendo combaciare i bordi. Lasciate raffreddare. Spolverate i biscotti con lo zucchero a velo e riempite il foro con più marmellata.
    Buon appetito
    Dani


    The Linzer Torte (or Linzertorte) is an Austrian and Hungarian torte with a lattice design on top of the pastry . Linzer Torte is a very short, crumbly pastry made of flour, unsalted butter, egg yolks, lemon zest, cinnamon and lemon juice, and ground nuts, usually hazelnuts, (but even walnuts or almonds are used), covered with a filling of red currant jam or, alternatively, plum butter, thick raspberry, or apricot jam. It is covered by a lattice of dough strips. The dough is rolled out in very thin strips of pastry and arranged to form a criscross design on top of the preserves. The pastry is brushed with lightly beaten egg whites, baked, and sometimes decorated with sliced almonds.
    Linzer Torte is a holiday classic in the Austrian, Hungarian, Swiss, German, and Tirolean traditions, often eaten at Christmas. Linzer Torte is often made like small tarts or cookies in North American bakeries. It's history is ancient and interesting : the Linzer Torte, named after the city of Linz, Austria, is the oldest-known torte in the world. For a long time a recipe from 1696 in the Vienna Stadt- und Landesbibliothek was the oldest one known. In 2005, however, Waltraud Faißner, the library director of the Upper Austrian Landesmuseum and author of the book "Wie mann die Linzer Dortten macht" ("How to make the Linzer Torte") found an even older recipe from 1653 in Codex 35/31 in the archive of the Admont Abbey.Johann Konrad Vogel (1796 - 1883) started the mass production of the cake that made it famous around the world.
    So, the following recipe is wanderful for the Linzer cookies

    reference: http://en.wikipedia.org/wiki/Linzer_torte


    Linzer Cookies
    I found the recipe here at Joyofbaking
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    1 cup blanched or sliced almonds
    2 cups all purpose flour
    1/2 teaspoon cinnamon
    1/4 teaspoon salt
    1 cup (2 sticks) unsalted butter, room temperature
    2/3 cup granulated white sugar, divided
    1 teaspoon pure vanilla extract
    2 large (40 grams) egg yolks
    Zest of 1 lemon (outer yellow skin of lemon)
    Confectioners' (Icing or Powdered) Sugar for dusting
    1/2 cup Raspberry or Black Currant Preserves or Jam (can use other flavored preserves or jam)

    Linzer Cookies: Preheat the oven to 350 degrees F (177 degrees C) and place rack in the center of the oven. Place the almonds on a baking sheet and bake for about 8-10 minutes (or until lightly browned and fragrant). Once the nuts have cooled, place in a food processor and process with 1/4 cup (50 grams) of the sugar from the recipe until finely ground.
    In a separate bowl, whisk or sift together the flour, cinnamon, and salt.
    In the bowl of your electric mixer (or with a hand mixer), beat the butter and remaining sugar until light and fluffy (approximately 3 minutes). Beat in the vanilla extract, egg yolks, and lemon zest. Beat in the ground nuts. Add the flour mixture beating just until incorporated. Divide the dough in half and shape into two rectangles about 1/2 inch (1.5 cm) thick. Wrap the two rectangles of dough in plastic wrap and refrigerate until firm (at least one hour and up to several days).
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    Preheat oven to 350 degrees F (177 degrees C) and place rack in center of oven. Line two baking sheets with parchment paper.
    Remove one rectangle of dough from the refrigerator. On a lightly floured surface roll out the dough until it is about 1/4 inch (1 cm) thick. Using a 2 to 3 inch (5 to 7.5 cm) cookie cutter (round, square, heart, etc.) cut out the dough. Place the cookies about 1 inch (2.54 cm) apart on the prepared baking sheet. Use a smaller cookie cutter (3/4 - 1 inch) (2.5 cm) to cut out the centers of half of the cookies on the baking sheet. (You will be sandwiching two cookies together and there will be a small 'window or cut out' in the top cookie so you can see the jam underneath.)
    Reroll any scraps and cut out the cookies. Remove the other half of the dough from the refrigerator and roll and cut out the rest of the cookies. Bake the cookies for 12-14 minutes or until they are very lightly browned. Remove from oven and place on a wire rack to cool.
    While the cookies are cooling place the raspberry jam in a small saucepan and heat gently until it has thickened slightly. Strain if there are any lumps in the jam. Let cool.
    To Assemble Cookies: Place the cookies with the cut-outs on a wire rack and lightly dust the tops with the confectioners' (powdered or icing) sugar.
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    On the bottom surface of the full cookie (top of cookie will face out) spread with about a 1/4 - 1/2 teaspoon of jam. Place the cut-out cookie on top and gently sandwich them together, making sure not to smug the confectioners' sugar. Using a small spoon, fill the cut-out with a little more jam.
    Bon Appetit
    Dani
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