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lunedì 21 gennaio 2013

Metti un invito a cena- Framboises Erimar



C'era una volta il cavallo di battaglia.
Ve lo ricordate? Era il piatto che riusciva meglio, quello che placava tutte le ansie di prestazione, quello che vi veniva espressamente richiesto, perchè "come li fai tu, i ravioli, non li fa nessuno". Bene o male, credo che lo avessimo un po' tutte, chi più chi meno, tanto che non era infrequente sapere già quello che ci sarebbe stato servito, all'invito successivo, e meno che mai risultava sgradito. 
Dopodichè, arrivarono i blog- e , con quelli, l'ansia della rincorsa al sempre diverso e sempre nuovo: e del cavallo di battaglia fu la fine.

mercoledì 3 ottobre 2012

Tortino di saraceno con mela di Valtellina e coulis di lamponi.

Di Daniela

Rossi alternati ad oro appena accennato, niente più cieli blu sfolgoranti, ma molto grigio in tutte le sue sfumature;  profumo intenso di legno, di funghi, di terra umida e qualche spruzzo di neve sulle cime più alte, che si intravedono tra nuvoloni che si sfilacciano sulle cime dei pini... ecco come ci ha accolto la Valtellina lo scorso week end. Molto diversa da quella settembrina che abbiamo lasciato poche settimane fa, ma comunque piacevole, con sacchi di mele coloratissime vendute lungo la strada per tutta la alta valle; mele profumatissime, appena colte.
Se è vero che una mela al giorno toglie il medico di torno, noi dovremmo stare bene per parecchi mesi, visto che abbiamo riempito la macchina con dei bei sacchi di pomi gialli e rossi (in realtà non mi sono fatta scappare neppure le patate bianche e rosse: buonissime...)
Mi sembrava quasi di essere diventata la mitica Ariadne Oliver, la scrittrice amica di Poirot la cui entrata in scena, nei gialli di Mrs Agatha Christie è sempre preceduta da un rotolare disordinato di mele, torsoli e sacchetti di carta! A proposito, lo sapevate che la Christie le attribuisce moltissime sue manie? la passione per le mele, innanzitutto, ma anche la timidezza al limite della scontrosità, il fastidio per le sue opere stravolte da sceneggiatori e registi, e perfino la mania di torcersi le mani...
Ma non divaghiamo: torniamo alla nostra frutta. Vi dicevo che questa è decisamente la stagione della raccolta e, quindi, quale momento migliore per sperimentare un'altra semplicissima, ma eccellente,ricetta di torta con le mele se non ora?
Provate l'accostamento con il coulis di frutti di bosco, che si possono trovare sempre surgelati, se non più freschi, ma secondo me non starebbe male neppure con un paio di cucchiaiate di confettura proprio frutti  di bosco o di fragole, magari leggermente scaldata per renderla più fluida, o tra poco, con una salsa all'arancia... o con una crema inglese....Caspita, se continuo a pensarci, mi sa che dovrò per forza tornare di la ad assaggiare un altro tortino elucubrando  un nuovo accostamento... :-)

Tortino di saraceno con mela di Valtellina e coulis di lamponi.
(chef Apollonio)

TORTINO SARACENO MELE

Ingredienti
125 gr di burro
125 di zucchero
3 rossi d'uovo
3 albumi montati a neve
35 gr di farina 00
35 gr di farina di grano saraceno
35 gr di farina di mandorle
1/2 bustina di lievito
1 mela gialla di Valtellina
150 gr di lamponi (o di frutti di bosco per me)
75 gr di zucchero
50 gr di acqua
un rametto di meta e zucchero a velo

TORTINO SARACENO MELE

Ammorbidite il burro con lo zucchero in una planetaria, di seguito aggiungete i rossi d'uovo, le farine setacciate con il lievito ed una mela tagliata a quadratini.
A parte, montate gli albumi a neve, incorporandoli all'impasto delle farine, con molta delicatezza, mescolando come sempre dal basso verso l'alto : deve risultare un impasto piuttosto sodo.

tortini

Imburrate e infarinate 8 stampini monodose, e distribuite il composto al loro interno. In alternativa agli stampini monodose, potreste utilizzare anche una tortiera di 24 cm di diametro.
Infornate a 160°C per 25 minuti.
Nel frattempo preparate il coulis, passando al mixer i lamponi o i frutti di bosco, anche surgelati, con lo zucchero e l'acqua. Una volta frullati, passateli attraverso un colino per togliere i semini e metteteli in una casseruolina sul fuoco portando il tutto ad ebollizione. Lasciate cuocere per 2 minuti, per farlo leggermente addensare.
Sformate il tortino, una volta cotto, adagiatelo su un piatto, cospargetelo di zucchero a velo, accompagnandolo con il coulis di lampone...

TORTINO SARACENO MELE

...o con quello di frutti di bosco.

TORTINO SARACENO MELE


P.S. Con questa ricetta partecipiamo al contest di Perle ai Porchy , fosse anche solo perchè il nome del blog ci piace moltissimo :-))

Buona giornata a tutti
Dani

martedì 24 luglio 2012

Crema al mascarpone brulé con mele e lamponi (chef Bassi e Farucci)

Di Daniela

Ancora un delizioso dolce preparato dallo chef Bassi, con l'aiuto del giovane chef Gaetano Farucci, come sempre bravissimi, originali  e generosi di consigli per chi, come noi, ama la cucina senza essere un cuoco esperto.

serata dolci 20123

Anche questa volta  non ci hanno deluso, dedicando alla lezione una meravigliosa preparazione con mascarpone e frutta. 
Intanto, prima di parlarvi del dolce di oggi, eccovi le mie ultime foto di mestieri antichi che ci ha regalato la serata "Tradizioni e mestieri in piazza" di cui vi ho parlato settimana scorsa:
Alcune bravissime ricamatrici...

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e un giovane casaro, con qualcuno degli attrzzi del suo mestiere, seguito da alcuni dei risultati, davvero eccellenti , del suo lavoro....

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Ed ora la deliziosa:

Crema al mascarpone brulé con mele e lamponi (chef Bassi e Farucci)

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Ingredienti per 8 porzioni
per la base di mele
300 gr di mele golden
15gr di zucchero
5gr di succo di limone
4 dl di succo mela
chiodi di garofano
3 gr di cannella
per le fettine di mele
400 gr di mele golden
250 gr di acqua calda
150 gr di zucchero
400 gr di lamponi
per il mascarpone gratinato
130 gr di mascarpone
20 gr di zucchero a velo
15 gr di frumina
20 gr di tuorli d'uovo
10 gr di chiare d'uovo
25 gr di zucchero
qualche cucchiaio di zucchero di canna
facoltativo 1/2 bicchierino di liquore all'albicocca

Partiamo dalla base di mele: sbucciate le mele e dividetele in fettine sottili. Cuocetele nel succo di mela con vino bianco, zucchero e le spezie , fino a quando non diventino morbide. Frullatele, aggiungendo qualche goccia di limone per impedire l'ossidazione del composto e tenetele da parte al fresco.
Per il mascarpone brulé: In una ciotola mescolate il mascarpone con lo zucchero a velo, il tuorlo d'uovo e la frumina. Montate gli albumi a neve ben ferma con lo zucchero ed aggiungeteli al composto di mascarpone, mescolando accuratamente. Tenete in frigorifero la crema fino al momento di servire.
Per le fettine di mele: Aggiungete lo zucchero all'acqua e portate il tutto ad ebollizione in un pentolino; toglietelo dal fuoco, aggiungete anche qui qualche goccia di limone ed immergete velocemente le fettine sottilissime di mele lasciandole in infusione pochi istanti, giusto il tempo che si ammorbidiscano tanto da servire da decorazione al piatto.
Per la composizione del piatto, togliete le fettine di mela dallo sciroppo e disponetele a raggiera in 8 piatti fondi, versate al centro del piatto la zuppetta di mele  fredda, decoratela con i lamponi; ricoprire il tutto con la crema al mascarpone e cospargendola con un cucchiaino di zucchero di canna, far caramellizzare la superficie con l'apposito cannello  (come per la creme brulè).

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Consigli dello chef, con la consulenza diretta di chef Farucci:
1- se non preparate questa delizia per i bimbi, potreste aggiungere, mentre montate il mascarpone, anche 1/2 bicchierino di liquore all'albicocca. Da uno sprint in più al gusto (ma se preferite un altro sapore va bene ugualmente: il lampone sarebbe altrettanto perfetto, ad esempio).
2- al posto della frumina, perfetti anche amido di riso o maizena.
3- non dimenticate di aggiungere un cucchiaino di succo di limone, per impedire l'ossidazione della polpa delle mele (sempre per questo scopo, ottimi anche i coltelli in ceramica . N.d.r.)
Il nostro sommelier di fiducia, Emanuele Urbani, consiglia con questo dolce, un Goldtraminer, IGT (Indicazione Geografica Tipica) Vigneti delle Dolomiti,  o un Ramandolo, DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) friulano.
Buonissima giornata a tutti
Daniela

venerdì 20 luglio 2012

Fichi fritti con zabaione al Porto e gelato (chef F. Bassi).

Di Daniela

Ancora qualche foto a testimonianza della bella serata passata passeggiando per le vie del borgo antico ed elegante, testimone della storia millenaria del paese e della valle, assaggiando dolci semplici ma gustosi, di tradizione quasi altrettanto antica.

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ed ecco anche l'antico mestiere che vi mostro oggi

serata dolci 2012



La seconda ricetta che vi proporrò oggi, sempre tratta dalla lezione del magico trio composto dallo chef Bassi, accompagnato da Gaetano Farucci e dal sommelier Emanuele Urbani

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Godereccia e particolare eccovi la ricetta

Fichi fritti con zabaione al Porto e gelato.

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martedì 24 aprile 2012

Aceto al pepe rosa, ai lamponi ed alle erbe aromatiche

Di Daniela

Non ha nulla a che vedere, ma devo necessariamente aprire il post di oggi con un racconto che ha come morale la solita vecchia legge nota ovunque, che si potrebbe così riassumere: quando sentite per la prima volta parlare di qualcosa, automaticamente ritroverete la cosa diverse altre volte nel giro di poco tempo. 
Nel mio caso specifico, vorrei consideraste che sono una persona che non fa un uso smodato di creme di bellezza trucchi e similia:  sono piuttosto spartana e, salvo ciò che è strettamente necessario per, diciamo, vivere, non acquisto un gran numero di prodotti.
Ma giusto venerdì, avendo terminato tutte le mie scorte, ho deciso di acquistare una nuovo prodotto . Così entro in profumeria, chiacchiero con la proprietaria, decidiamo il tipo di crema che potrebbe essere più adatta a me e al mio tipo di pelle, parliamo di profumi, di sostanze nutrienti, di eccipienti,  di piante di principi attivi di marche e di un sacco di altre cose. Mi magnifica una certa casa, mi dice che usa solo materie prime eccellenti, tutto controllato, anallergico  ecc ecc Ve la faccio breve: scelgo il consigliato, acquisto , esco e soddisfatta torno a casa per provare la novità.
Come mia abitudine spacchetto ammiro design, confezione e colore e poi prendo il bugiardino per controllare il corretto modo d'uso e tutti gli ingredienti.
Apro , cerco la parte in italiano tra le mille di lingue impossibili, ma l'introduzione è in inglese e dice "Phito maquillage......" : la crema è prodotta utilizzando estratti delle piante ricche di vitamine  e altre eccellenti qualità; controllo quali piante in particolare sono utilizzate nella mia. Non ci crederete mai : FRANGIPANE!!!!!

Aceti aromatizzati
aceto

venerdì 23 marzo 2012

Arridateme l'onomastico!!! Jammy Coconut Sponge, di jamie Oliver


jammy coconut sponge

Cara Santa Claudia, 
mi permetto di indirizzare a lei l'ultimo anello di una catena infinita di rimostranze, dopo che, in oltre trent'anni di accorati interrogativi, nessuno mi ha ancora dato risposta. Confido nella sua santità, che deve certo essere sconfinata, se le ha permesso di scalzare dal calendario quella Santa Alessandra Martire che, quando son nata io e per gran parte delle mia infanzia, veniva degnamente ricordata il 20 marzo.

venerdì 19 agosto 2011

Semifreddo di cioccolato e lamponi

Di Daniela

Alleggeriamo un po' l'atmosfera d'agosto con ancora qualche piccola e "lieve" curiosità su ciò che la fantasia più positiva e giocosa sa creare con un materiale nobile e bello come il legno:  l'atmosfera montana rinfrescherà un po' queste, tutto sommato, prime giornate di vero caldo estivo, sia con le immagini sia con la ricetta, freschissima e decisamente golosa! 
Vi parlavo nell'ultimo post di case...
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...e di infissi e portoni

GROSIO 135

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...ma passeggiando in Valtellina si incontrano anche strani gnomi alle fontane...

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venerdì 8 luglio 2011

Confettura albicocche e lamponi

Di Daniela

DSCF5516Velocissimo post serotino solo per raccontarvi di una confettura, questa volta non della Ferber, ma del mio primo amore tra le guide per le conserve, Paola Balducchi.
Ve la segnalo perchè è una ricetta veramente gustosa e piacevolissima, l'albicocca dolce e il lampone leggermente acidulo e la mescolanza tra i due frutti ha qualcosa di profumato e fresco che mi ha, o meglio ci ha, assolutamente conquistati.
Si tratta di una confettura


Albicocche e lamponi

400 gr di lamponi
600 gr di albicocche
800 hr di zucchero
1/2 bicchiere d'acqua
lamponi
Lavate la frutta, eliminate il nocciolo alle albicocche e il peduncolo ai lamponi. Mettete la frutta in una casseruola con l'acqua, portate ad ebollizione, quando bolle aggiungete lo zucchero e cuocete a fuoco dolce per circa un'ora.
Fate la prova del piattino e, se sarà positiva togliete la confettura dal fuoco. Versatela subito nei vasi caldi, chiudetela ermeticamente, sterilizzate, lasciate raffreddare e riponeteli in dispensa.
Buona serata
Dani

mercoledì 29 giugno 2011

per Starbooks : Confettura "de vieux garçon" ai mirtilli e lamponi e al kirsch e confettura di lamponi

Di Daniela
starbooks ferber
Eccomi con gli ultimi due consigli di Christine Ferber per creare ottime confetture.
Il primo argomento sono i materiali necessari per preparare le confetture:  
    1. lei utilizza una pentola di rame, più larga che alta, che le garantisce una miglior diffusione del calore ed al tempo stesso una maggior evaporazione dell'acqua contenuta nella frutta. Dovrebbe essere una casseruola dedicata a quest'unico scopo. Naturalmente non bisogna mai mettere a macerare la frutta in un contenitore di rame perchè si ossiderebbe (è sempre èreferibile usare il vetro o la terraglia che non comunicano sapori o colori alla frutta stessa). Va bene anche , per cuocere la confettura, l'utilizzo di una pentola in acciaio inox a fondo spesso, prestando molta attenzione a che la frutta non attacchi sul fondo.
    2. Anche la schiumarola deve essere d'acciaio inossidabile: è adatta a schiumare la marmellata , ma anche a girarla delicatamente, a controllare la cottura dello sciroppo, a rimuovere le spezie e in fine cottura a prendere la frutta che sarà divisa ne vasetti.
    3. C'è bisogno anche di un cucchiaio di legno , un mestolo, da riservare peò anche questo alla preparazione delle marmellate.
    4. Indispensabile è il mestolo in inox per riempire i vasetti.
    5. Un pelapatate ed un coltello da cucina in acciaio sono necessari per preparare la frutta
    6. un tagliere
    7. un colino , utilizzato per lavare e scolare la frutta
    8. un passaverdure con una serie di griglie utile per trattenere i semi e la buccia in certe preparazioni
    9. una casseruola in acciaio per sbianchire le scorze della frutta
    10. un coperchio adatto alla pentola per la cottura
    11. 2 terrine per raccogliere la frutta pulita, il succo per le gelatine, gli sciroppi e per fare macerare alcune preparazioni prima di farle cuocere
    12. una bilancia da cuicina per pesare gli ingredienti
    13. un colino a trama fitta
    14. una garza di seta o nailon o cotone per filtrare
    15. un mixer
    16. uno spremi agrumi
    17. uno strumento per prelevare la scorza dai frutti
    18. uno schiaccianoci
    19. carta forno
    20. strofinacci
    21. 1 termometro da cucina
    22. un imbuto per poter travasare meglio le confetture
    23. vasetti di vetro con tappo a vite
    24. etichette
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    Sono in realtà tutti oggetti di uso più che comune che chiunque di noi ha sempre in casa: ma non fa male sincerarsi di avere tutto sottomano prima di cominciare!
     
    Confettura "de vieux garçon" ai frutti di bosco, lamponi e kirsh. 
    DSCF6022
    1kg di mirtilli
    1kg di lamponi
    1.6 kg zucchero
    Il succo di un piccolo limone
    60g (6 cl) di kirsh

    lamponi mirtilli
    Sciacquare rapidamente i mirtilli sotto l’acqua fresca corrente. In una casseruola mescolare i mirtilli e 800 g di zucchero e la metà del succo di limone. Portarli ad ebollizione. Spegnere e versare il risultato in una terrina. Coprirla con un foglio di carta da forno e conservarlo al fresco fino al giorno dopo.
    Sciacquare rapidamente i lamponi allo stesso modo. Metteteli in un’altra casseruola con gli altri 800 g di zucchero e l’altra metà di succo di limone. Portarli ad ebollizione, spegnere e versare anche questo preparato in un terrina, coprirla con della carta a forno e riporla al fresco fino all’indomani.
    vieux garcon
    Il giorno seguente portate la preparazione di mirtilli ad ebollizione mescolando delicatamente. Mantenete la cottura a fuoco vivo per 10 m circa, mescolando spesso e schiumando se necessario. Verificate la densità. Mettete velocemente la vostra confettura in barattoli sterilizzati riempiendoli fino a metà. Lasciate raffreddare.
    Ora prendete la preparazione di lamponi, portatela ad ebollizione, mantenete la cottura a fuoco vivo per 5 minuti, mescolando spesso e schiumando se necessario. Verificate anche qui la densità. Spegnete il fuoco, aggiungete il kirsh e finite di riempire i barattoli. Aggiungete due o tre gocce di kirsh in ogni barattolo e coprite. Potete rimpiazzare i mirtilli con le more.
    Una volta in ogni casa si preparava una confettura "de vieux garçon" con frutta e alcool. In Alsazia, dopo ogni raccolto di frutti rossi e neri di giardino o nel bosco, si depositano poche manciate di frutta in una grande terrina di terra cotta e la si copre con una misura di zucchero e di kirsh.
    D’autunno si possono degustare queste confetture con dolci secchi e croccanti o con un formaggio bianco.
    Ora una piccola delizia semplicissima

    Confettura di lamponi
     
    confettura lamponi
    1 kg di lamponi
    800 gr di zucchero semolato
    Succo di un limone piccolo

    Scegliete i lamponi migliori. Non sciacquateli al fine di preservare la loro fragranza.
    In un tegame a fondo spesso, mescolate i lamponi, lo zucchero e il succo di limone.
    Portate ad ebollizione, mescolando delicatamente. Tenere la casseruola a fuoco alto per cinque-dieci minuti mescolando e schiumando attentamente. Riportate ad ebollizione. Controllate la densità.
    Mettere la vostra marmellata nei vasetti e chiudeteli.

    Buona giornata
    Dani

    lunedì 27 giugno 2011

    Tarte al cioccolato e al caramello morbido al lampone per le Strenne ai Frutti Rossi

    di alessandra


    crostata al caramello al lampone


    Giusto ieri pomeriggio, nel consueto scambio di e mail con la mia amica maga dei menu, in cui lei elenca serenamente tutto ciò che imbandirà nelle sue prossime cene, io sbavo sulla tastiera, si diceva come a noi non piaccia l'usanza britannica del "portare ciascuno qualcosa". 
    In origine, non ero di questa opinione, ed  anzi: nelle feste informali, quelle di inizio estate, con le bistecche che sfrigolano sul barbecue e i fiaschi di vino che girano come trottole, l'idea di dividere le incombenze culinarie fra tutti i partecipanti mi ha sempre trovato d'accordo.
    Tuttavia, se invito a casa, preferisco essere io ad occuparmi del menu, dalla prima all'ultima portata.
    Questo perchè, come vado ripetendo da sempre, la parte più difficile della cena è buttar giù ll'elenco delle portate. Non si tratta solo di trovare piatti che si accordino fra di loro e con i gusti degli invitati, ma che si sincronizzino con i tempi della cucina (detesto non stare a tavola con i miei ospiti) e con la disponibilità di forno, fornelli e attrezzature varie. Anche se in teoria è un'ottima accoppiata, una lasagna alla bolognese non potrà mai essere abbinata ad un roast beef a lenta cottura, almeno non in casa mia, dove dispongo di un solo forno, che cuoce ad una sola temperatura per volta. 
    Senza contare che mi diverto da matti, a scrivere menu e che spesso e volentieri (anzi, praticamente quasi sempre) se si viene a cena da noi è prevalentemente per mangiare. C'è una primizia, un prodotto tipico, una ricetta che mi intriga e che per noi tre è francamente sprecata? Ecco che mi metto a scrivere un menu a tema. 
    Addirittura, fino a pochi anni fa, mio marito spediva il menu alla lista degli amici e i primi 4 che si prenotavano erano invitati: era una sorta di appuntamento al buoio gastronomico (non è detto che si conoscessero tutti), l'avevamo battezzata "Operazione Palati Fini" e alla fine eravamo tutti contenti: loro, di scofanarsi (Palati fini era nato da qui), io di sbizzarrirmi, lasciando da parte la noia della routine dei pasti settimanali. 
    A fronte di ciò, però, se sono invitata da amici, non riesco a trattenermi e chiedo se posso portare il dolce. Predico bene e razzolo male, lo so, ma è davvero più forte di me. Anche perchè, da che esiste il blog, son sempre alla ricerca di occasioni per sperimentare qualcosa e passi se gli amici si son trasformati da ospiti da coccolare in cavie su cui fare esperimenti: la legge di MT non perdona e visto che, familiari a parte, ci si son sottomessi tutti volentieri, andiamo avanti così, fino al prossimo ammutinamento. 
    Questo dolce, quindi, rientra nella categoria di cui sopra: trattandosi di roba troppo elaborata per i gusti di famiglia (e il tetto massimo di calorie che ci è concesso), l'abbiamo pensata per i nostri amici, gli stessi a cui avevamo portato la famosa Stupendissima e che da allora hanno un posto speciale nella classifica dei Palati Fini.
    Grazie al cielo, ha avuto l'imprimatur del gradimento, ragion per cui ve la racconto qui, in tutti i dettagli.



    TARTE AL CIOCCOLATO E CARAMELLO MORBIDO AL LAMPONE
    (libera rielaborazione della Torta Incontro di Giovanni Pina)



    crostata al cioccolato e caramello al lampone


    Prima la fonte, poi le mie note che vi prego di leggere perchè ho fatto alcune modifiche importanti

    per uno stampo da tarte
    Pasta frolla al cacao 300 g
    Caramello morbido al lampone, 500 g
    Lamponi e zucchero a velo per decorare

    per la frolla al cacao
    (dosi per circa 1200 g)
    farina 00 w 150-169, g 400
    burro, 250 g
    uova 100 g
    cacao, 100 g
    zucchero, 250 g
    latte 150 g
    vaniglia in bacche, 1/2

    Setaccia la farina e il cacao insieme
    Lavora tutti gli altri ingredienti, fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo
    Unisci la miscela di farina e cacao, lavorando il composto soltanto il tempo necessario per il suo assorbimento
    Avvolgi la pasta ottenuta in fogli di carta da forno e lascia riposare in frigo fino a che si sarà rappresa


    per il caramello morbido al lampone
    220 g di zucchero
    65 g di acqua
    110 g di panna
    lamponi frullati e senza semi 110 g

    In un tegame antiaderente (non usare una pentola di acciaio: avresti grandi problemi), cuoci l'acqua con lo zucchero, fino ad ottenere un caramello color nocciola
    A parte unisci la panna e i lamponi frullati e scaldali fino a raggiungere la temepratura di 80 gradi
    Quando il caramello avrà ottenuto la colorazione desiderata (medio ambrato), versavi, mescolando con molta attenzione, la miscela di panna e lamponi ben calda.
    Cuoci mescolando fino a raggiungere la temperatura di 110 gradi e raffredda immediatamente, immergendo la pentola in un contenitore con acqua gelata

    Assemblaggio del dolce
    (e qui vi dico come ho fatto io, perchè l'originale è un disco di frolla a cui si aggiunge un bordo che poi si riempie di caramello)

    Imburrare lo stampo e stendervi la frolla. 
    cuocere in bianco a 180 gradi, forno statico (160 forno ventilato) per 18 minuti e lasciar raffreddare. 
    Versarvi il caramello quando è appena pronto, quando è denso ma fluido: ci penserà da solo ad occupare tutti gli spazi liberi. 
    Lasciar raffreddare a temperatura ambiente e decorare a piacere. 

    crostata al cioccolato con caramello ai lamponi

    note  mie

    • per la frolla al cacao
    come vi dicevo, si tratta di una ricetta d'autore (e che autore!) e quindi, per una volta, sono riuscita a seguirla alla lettera. Propriamente, non si dovrebbe chiamare frolla, perchè la presenza del latte la rende molto morbida e poco friabile, però si presta ugualmente ad essere riempita e anzi: proprio per la sua morbidezza, è più indicata per un dolce da chiudi-cena, di quelli che si dovrebbero mangiare con cucchiaino e forchetta, per capirci. 

    • per quanto riguarda gli ingredienti
    la farina W 150 è una farina a basso contenuto di glutine: una buona 00 è perfetta. Nessuna aggiunta di manitoba o altro. 
    Pina dice di setacciare sempre la farina, anche quando si devono preparare impasti che non devono crescere: questo perchè i microrganismi che si trovano il suo interno assorbono ossigeno e sprigionano anidride carbonica: una bella setacciata è il sistema migliore per ridare ossigeno alla nostra farina ed averla al meglio delle sue forze 
    Il peso delle uova corrisponde a 2 uova grandi

    • per quanto riguarda la lavorazione
    di solito, faccio la frolla a mano. vel'avrò detto mille volte, ma l'unico modo che conosco per non far bruciare il burro è legato al tatto: se metto gli ingredienti nell'impastatrice, finisce sempre che o li lavoro per troppo tempo o a velocità troppo alta, surriscaldandoli inevitabilmente. 
    Stavolta, invece, ho messo tutto nel Kenwood (frusta k), per "la più grossa": poi, ho impastato velocemente a mano
    Come dicevo prima, la presenza del liquido toglie friabilità all'impasto e questo si nota sin dalla lavorazione a crudo: resta infatti un po' umido. Di conseguenza, il riposo in frigorifero è indispensabile e va fatto due volte:la prima, subito dopo avere impastato (almeno 3 ore); la seconda, dopo aver steso l'impasto nella tortiera (almeno mezz'ora)

    • cottura in bianco
    per la cottura in bianco, mi regolo così. 
    dopo che ho steso la frolla in teglia, ritaglio un foglio di carta da forno leggermente più largo dello stampo e lo dispongo sopra l'impasto. Lo cospargo di fagioli e metto in forno. In questo modo, evito di perdere gli occhi e la pazienza a togliere tutti i fagioli che, in cottura, vengono inglobati nella sfoglia e mi rimane il fondo perfettamente liscio. 

    • per il caramello morbido al lampone
    confesso che con il procedimento descritto, non mi è venuto: mea culpa, sia chiaro, perchè a me il caramello con l'acqua non viene. Quindi, ho rifatto tutto a modo mio,con il solito metodo da "astenersi puristi". 
    In precedenza, avevo frullato i lamponi e passato la purea al setaccio, in modo da togliere tutti i semini. 
    Fatto il caramello e aggiunta la panna, ho aggiunto la purea di lamponi, sempre sul fuoco, a poco a poco, e sempre mescolando: una volta che avete preparato la salsa al caramello, però (vale a dire caramello e panna) non ci dovrebbero essere più problemi ad aggiungere altri liquidi, ma tant'è ho proceduto con un po' di cautela. La prossima volta, vado in scioltezza e aggiungo tutto in una botta. 

    Si rassoda in fretta, ma non resta duro: purtroppo, non abbiamo foto dell'interno,perchè la torta è stata portata ad una cena da nostri amici ed è un periodo in cui non ho più voglia di tediare tutti con il set e lo scatto: se vi fidate, l'effetto è lo stesso della choco-caramel tarte
    Il sapore e la scena, invece, sono da porca, anzi: porchissima figura...
    A domani, dagli Assaggi di Viaggio
    Ale

    P.S.  visto che  mio marito, a cui non piacciono i"dolci dolci", ha avuto da ridire sulla dolcezza di questa tarte, a suo parere eccessiva,  mi sembra corretto riportarlo qui. come ho scritto nei commenti, questo è uno dei dessert da "più porca figura" che abbia mai preparato e avreste dovuto vedere le facce, a cominciare dalla mia, quando è stato portato in tavola. Per non parlare delle espressioni di puro godimento, al primo assaggio. Però, in effetti, dolce lo è. Quindi,  se preferite smorzare un po' lo zucchero, potete riempire il guscio di frolla con una ganache al cioccolato fondente (sceglietelo con una percentuale di cacao da uomini duri: minimo, il 72%) e poi sopra il caramello al lampone. Vedrete che bontà.

    martedì 17 maggio 2011

    La charlotte ai biscotti rosa di Garden party

    Di Daniela
    Lo so, lo so, sono un po' troppo orgogliosa delle mie rose... ma se stamani vi salutassi con SOLO QUALCUNA di loro, tanto per darvi un buon giorno colorato e (credetemi sulla parola) profumato? Allora come preludio al post di oggi che sempre di rosa un po' parla, eccovi qualche immagine...
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    Vi sono piaciute? Bene, se avete avuto la pazienza di guardarle tutte meritate un premio....
    Qualche tempo fa, parlando di Garden Party, una di voi mi ha chiesto se potevo per favore, postare la ricetta della meraviglia che si vede sulla copertina del libro. Ora , secondo voi, poteva l mio cuore resistre a siffatta invocazione di aiuto culinario? Non sia mai detto! Quindi, con piacere vi racconto la ricetta così come la presenta il duo Le Foll-De Turckheim e ve la corredo della meravigliosa foto di Ida-Javelle... é talmente bella che fa venire voglia di provarla solo guardandola...

    Charlotte ai biscotti rosa
    Per 8 persone
    5 cucchiai di liquore al lampone
    24 biscotti rosa di Reims (tipo quelli della Maison Fossier)
    6 fogli di gelatina
    120 gr di zucchero
    400 gr di formaggio bianco morbido
    150 gr di mandorle in polvere
    1 cucchiaino di esgtratto di vaniglia
    3 albumi
    350 gr di lamponi

    Versate il liquore ai lamponi in un piatto fondo ed aggiungere 2 cucchiai di acqua. Immergete velocemente i biscotti prima di foderarci uno stampo da charlotte, tagliando i biscotti. Immergete i fogli di gelatina in acqua fredda per 15 minuti. Portate ad ebollizione un bicchiere d'acqua con la metà dello zucchero, togliete dal fuoco e metteteci la gelatina scolata. Mescolate finché la gelatina non si è sciolta. Versatela poi sul formaggio bianco, unite le mandorle e la vaniglia e mescolate. Sbattete gli albumi a neve. Quando sono quasi del tutto montati unite l'altra metà dello zucchero, sempre continuando a sbattere. Incorporate questo composto al formaggio bianco.  Versatene metà nello stampo sui biscotti. Coprite con uno strato di lamponi ed aggiungete il composto rimasto. Appoggiate un piattino sulla charlotte e mettetela a rassodare in frigorifero. Al momento di servire, sformate la charlotte e decoratela con qualche lampone.
    Potrete sostituire il liquore di lampone con un'acquavite o con uno sciroppo di lampone...
    Che altro aggiungere? Buona giornata
    Dani

    E invece ho altro da aggiungere, eccome! La nostra bravissima Vitto, mi ha suggerito un link alla ricetta dei biscotti rosa della nostra charlotte: ve la giro:
    Per 6 piastre di 12 biscotti
    5 uova (circa 250 g)
    290 g (1 e 1 / 2 tazze) di zucchero
    225 g (1 e 3 / 4 tazze) di farina
    112 g (3 / 4 tazza + 2 cucchiai) di amido di mais
    5 g (1 cucchiaino) di lievito in polvere (lievito in polvere)
    3 gocce di colorante alimentare rosso gel
    Zucchero a velo per spolverare
    sbattere a spuma uova, zucchero, colorante.
    Nel frattempo, setacciare la farina, amido di mais e il lievito.
    Mescolare delicatamente con una spatola i due prodotti.
    Riempire una tasca da pasticceria con la preparazione e il riempimento delle cavità del la teglia .
    Spolverare con zucchero a velo e lasciare crosta 15 minuti per 20 minuti.
    Preriscaldare il forno a 180°
    Appena prima della cottura, cospargere di nuovo, biscotti con zucchero a velo e infornare biscotti 10 minuti.
    Rimuovere teglia dal forno e lasciare riposare 5 minuti prima di sfornare con l'aiuto di una spatola metallica.
    Raffreddare su una gratella.
    Conservare in una scatola di latta.
    Possono anche essere cotti su un banale foglio di carta forno, come fate per i savoiardi, ovviamente.
    Ora si ho detto tutto!
    Buona giornata!
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