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martedì 17 luglio 2012

Torta Crumble alle ciliegie e ratafià- e quanto mancaaaaaaa???

torta crumble di ciliegie e ratafia

all'inizio di Agosto?
sono sui gomiti, mai come quest'anno- e mai come in questo periodo. Fra un orario lavorativo nuovo e massacrante, la mia assoluta incapacità di prendermi un giorno di riposo, una stagione che detesto (deve esserci un collegamento con l'incapacità a riposarsi, mi sa) e che mi fa apparire intollerabile l'ambiente che mi circonda (vivo sul mare, fate voi), comincio a non poterne più. Il conto alla rovescia è scattato da un po' ma vi assicuro che sul piatto della bilancia non ci son solo le ferie, ma la salvaguardia di un sistema nervoso che di suo avrebbe bisogno di un ente tipo WWF per essere adeguatamente preservato e protetto. L'unica cosa positiva è che quando sto così mi lasciano in pace: in ufficio, incedo in puro stile Mosè nel mar Rosso, con un fuggi fuggi generale del personale; in casa, sono praticamente abbandonata al mio destino, da una figlia ben decisa a godersi un'estate che a lei piace, per gli stessi motivi per cui sua madre la odia, e da un marito che mi conosce bene e che da anni rintuzza ogni mio tentativo di lamentela con la parola che ha scoperto essere più efficace di qualsiasi sortilegio. "Licenziati", mi dice ogni volta. "torna a fare il lavoro coi tre mesi di ferie". Che è l'equivalente  de "l'hai voluta la bicicletta?", ma detto in modo astuto e intelligente. E così, pedalo ansante in salita, anelando al traguardo, con in testa il "quanto manca" dei tempi migliori, quelli che riservi alle partite del Genoa o ai viaggi incubo sul sedile posteriore. 

mercoledì 11 luglio 2012

Il Ratafià all'uva fragola e il Ratafià alle ciliegie nere

ratafià

...che intanto, qui sopra, ormai dovreste esservi abituati a tutto, no? quindi, cosa volete che vi scombussoli, una ricetta solo annunciata, che arriverà nel pomeriggio, quando prevedo che riuscirò a trovare i 10 minuti di tempo che mi servono per recuperarla?
Siamo stanche, diciamocelo. 
E l'inquadratura storta della foto è l'emblema più immediato di come ci sentiamo: una sorta di barcollo ma non mollo- anche se il desiderio di staccare è più forte che gli scorsi anni. 

mercoledì 22 giugno 2011

Starbooks: C, Ferber, Mes confitures , Confettura di ciliegie, ciliegie e miele di eucalipto e menta fresca e gelée di mele verdi ai petali di rosa

Di Daniela
Eccomi con la confettura di ciliegie che vi ho promesso: anzi , buon peso, ve ne ho aggiunta una particolare con la ciliegia e una gelatina di mele verdi ai petali di rosa.
Vi racconto il perché di questa scelta: nel nostro star book di oggi C. Ferber dà anche alcuni consigli sulla preparazione delle confetture, per poterle realizzare al meglio . La prima parte di questi consigli sono dedicati alla frutta da scegliere. Innanzitutto per i fortunati che possono raccoglierla direttamente dai loro alberi consiglia il momento in cui è meglio cogliere i frutti: la mattina presto o il pomeriggio inoltrato. Ci spiega Christine che i frutti raccolti sotto la pioggia o con il sole troppo caldo non daranno mai buone confetture: i primi saranno gonfi d’acqua i secondi avranno il profumo esaltato dall’eccesso di calore, ma la polpa troppo “rammollita” . Inoltre il momento giusto per raccoglierli è quando si staccano con facilità dai rami, senza “opporre resistenza”: in quel momento offrono il miglior equilibrio tra acidità e pectina che ne faranno ingredienti perfetti per le nostre marmellate. Ovviamente, minore è l’intervallo tra la raccolta e la preparazione delle confetture , meglio è, per consentire alla frutta di rimanere perfetta, soda e sana. Il consiglio quindi è di non coglierne grandi quantità: è meglio lavorare con poca frutta per volta. C, ci dice che lei preferisce cuocere al massimo 4 chili di frutta in una sola pentola, per mantenere il colore naturale della frutta e la consistenza. Altro suggerimento: l’aggiunta del succo di limone proprio allo scopo di mantenere il colore vivace della frutta, dato che il succo di limone ne impedisce l’ossidazione, mentre la sua acidità esalta il gusto. Della frutta utilizzata oltre ad attivare il potere gelificante della pectina, naturalmente contenuta nella frutta. Anche la macerazione della frutta coperta da carta forno ha il suo perché: l’immersione nel proprio succo impedisce alle superfici tagliate di scurirsi.
Passiamo ai consigli per zucchero e cottura: la confettura è principalmente un modo per conservare la frutta. Il sistema migliore per ottenere questo risultato è aggiungere alla frutta un peso simile di zucchero, (se la frutta è molto matura si riducono le quantità di zucchero) possibilmente cristallizzato, bianco e brillante: spesso la Ferber preferisce concentrarsi sulla macerazione della frutta che sulla cottura, per mantenere migliore la sua consistenza. La gelatina di mele verdi apporta pectina indispensabile per gelificare la frutta che ne ha meno naturalmente (come per esempio le ciliegie). Comunque potrete ottenere una buona gelificazione anche allungando i tempi di cottura: in questo caso, però, sarà più zuccherata, la consistenza della frutta meno bella e il colore leggermente più caramellato.
Per ciò che riguarda la consistenza, invece, per avere un buon livello, la temperatura dovrà raggiungere i 105°C. Se non avete il termometro per misurarla, si può fare la prova piattino, lasciando cadere qualche goccia di confettura su un piattino freddo verificando che “non scivolino”inclinandolo. Con un po’ di pratica si ottengono ottimi risultati. Nel rapprendersi la confettura diminuirà di volume per la evaporazione. Si otterranno risultati migliori sperimentando di anno in anno nuovi accostamenti e acquistando esperienza.
La mia proposta della gelatina di mele verdi non molto mature, ricchissime naturalmente di pectina, nasce proprio dalla scarsa quantità di pectina contenuta invece nelle ciliegie, che verranno quindi aiutate a gelificare dalla gelatina stessa. Naturalmente vi ho proposto una versione aromatizzata per il piacere di godersela anche da sola: per utilizzarla nelle varie confetture, potrete lasciarla semplice, senza l’aggiunta dei petali di rosa o dell’acqua di rose.Comunque qui troverete la ricetta precisa della Ferber della Gelatina di mele verdi semplice
Eccovi dunque le proposte per questa seconda parte dedicata a C. Ferber. Volevo inoltre segnalarvi l’altra versione della gelatina di mele che troverete qui , mentre le due marmellate di ciliegie già proposte invece qui.

Gelée di mela ai petali di rosa
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1,500 kg di mele verdi
1,500 kg di acqua
Il succo di un piccolo limone
500 + 500 gr di zucchero
1 manciata di petali di rose non trattate
100 gr di acqua di rose
Sciacquate le mele , tagliatele in quarti senza sbucciarle e mettetele in una casseruola insieme all’acqua. Fatele cuocere per circa ½ ora, per renderle tenere dopo l'ebollizione, a fuoco dolce.
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Passate questa preparazione attraverso un colino fine, schiacciando leggermente la polpa della frutta. Rifiltratela una seconda volta attraverso una garza e mettete il succo prodotto in una ciotola che coprirete con la carta forno e metterete in fresco . Se desiderate una gelatina perfettamente trasparente lasciatela in frigo per tutta la notte e la mattina dopo versate il liquido nella vostra casseruola, tralasciando il fondo che si sarà depositato nella ciotola. Ora unite al succo il limone e 500 gr di zucchero. Tenete da parte una piccola quantità di petali e mettete gli altri nella casseruola. Fatela sobbollire per un paio di minuti. Versate questa preparazione nuovamente nella terrina , lasciandola riposare per un’ora . Filtratela. Rimettete il tutto nella vostra pentola e aggiungete gli altri 500 gr di zucchero. Mantenete la cottura a fuoco vivo da 5 a 10 minuti. Verificate la densità . Dividete i petali che avevate tenuto da parte nei vari vasetti e aggiungete al composto l’acqua di rose. Rifate prendere bollore . Versate velocemente la gelatina nei vasetti e chiudeteli.
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Un piccolo consiglio : dal momento che i petali tenderanno a depositarsi sul fondo dei barattoli, mentre la vostra gelatina si starà raffreddando, agitate ogni tanto leggermente i barattoli, finché i petali non si disporranno meglio.


Confettura di ciliegie nere
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1250 gr di ciliegie ( 1 kg pulite)
800 gr di zucchero
Il succo di un piccolo limone
200 gr di gelatina di mele verdi
Sciacquate le ciliegie sotto l’acqua fresca e asciugatele. Snocciolatele e tagliatele, mescolatele in una terrina con il succo di un piccolo limone. Dopo un’ora di macerazione mettete questa preparazione e portatela a bollitura per 2 o 3 minuti. Versatela in una terrina e copritela con un foglio di carta forno e mettetela in fresco per tutta la notte.
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L’indomani filtrate la preparazione e mettete il succo ottenuto in una casseruola . Aggiungete la gelatina di mele verdi e portate ad ebollizione per 5 minuti, schiumando quando occorre e mescolando delicatamente. Verificate la consistenza. Mettete subito la confettura neli vasi e chiudeteli

Confettura di ciliegie nere al miele di eucalipto e alla menta fresca
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1250 gr di ciliegie (un chilo pulite)
600 gr di zucchero
200 gr di miele di eucalipto
200 gr di gelée di mele verdi
10 fogli di menta fresca
La preparazione è la stessa della marmellata di ciliegie : ovviamente mescolerete le ciliegie con miele e zucchero . Tutto procede allo stesso modo fino all’ultima parte: Infatti dopo aver fatto bollire la confettura per 5 minuti mescolando e schiumando ogni tanto, dovrete aggiungere le foglie di menta e far riprendere bollore al tutto. Verificate la densità e mettete la vostra confettura nei barattoli chiudendoli.
Consiglio pratico : Qui il miele di eucalipto, unito alla menta, lascia un retrogusto freschissimo e molto aromatico, che però non “cancella” il sapore delle ciliegie. Sbizzarritevi con i tipi di miele che vi vengono in mente e sperimentate pure gli accostamenti tra aromi!!
Buona serata
Dani

mercoledì 25 maggio 2011

Star Books: la Cherry Pie di Delia Smith

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Quando la giovane Delia Smith, poco meno che ventenne, varcò per la prima volta la soglia del ristorante The Singing Chef, a Paddington,, nessuno avrebbe immaginato che, nel giro di pochi decenni, quella goffa ragazza di provincia si sarebbe trasformata nella scrittrice di libri di cucina più venduta di tutta l'Inghilterra. All'epoca, infatti, Delia non aveva nulla che lasciasse ben sperare: nessuna scuola alle spalle, nessuna particolare attitudine per la cucina, nessuna inclinazione che potesse essere d'aiuto ai suoi insegnanti nell'indicarle una strada per il futuro. Tant'è che, appena uscita dal College, non trovò di meglio che lavorare come aiuto parrucchiera. Anche quando iniziò a lavorare nei ristorante, lo fece partendo dal basso: fu prima lavapiatti, poi cameriera e solo alla fine aiuto cuoca. Ma tanto bastò alla placida fanciulla per realizzare che, se mai un fuoco ardeva in lei, era quello della passione per la cucina, che scoppiò prepotente giusto in quegli anni, travolgendola in modo quasi totale: e così, finito il turno di lavoro, Delia Smith trascorreva il resto della giornata  prima nella Reading Room del British Museum, divorando tutti i libri di cucina che capitavano a tiro e poi nella cucina di casa, sperimentando quanto aveva appreso di volta in volta. Quando, nel 1969, le venne offerta la rubrica gastronomica sul supplemento del Daily Mirrors, aveva competenza da vendere: il suo primo menu fu quanto di più British si potesse concepire nell'Inghilterra di quegli anni e mentre i Beatles impazzavano e Mary Quant dava un taglio alle gonne e alla tradizione, la Smith confortava quei lettori  smarriti e confusi  dal nuovo che avanzava sfornando manzi alla birra, agnelli in salsa alla menta, pudding di pane e morbidi cheese cake. Il suo successo fu tale che lo stesso editore della rivista volle verificare con i suoi occhi chi ne fosse l'artefice e, come nelle favole, se ne innamorò perdutamente, sposandola di lì a poco. Da lì in poi, per la ex ragazza del Surrey, fu tutto facile: l'avvento dei primi programmi televisivi a tema la trovò pronta ad affrontare con il solito piglio anche questa sfida e nel 1970 fu la prima donna ad apparire in video, da questa parte dell'Europa, emulando Julia Child, ma con uno stile tutto suo, che non lasciava nulla nè all'improvvisazione, nè al caso. Perchè, vedete, la signora ci sa fare - e per davvero. In lei non c'è nulla di raffazzonato, nulla di dilettantesco, nessun salto nel buio /e mal che vada si rigira la scena, oltre che la frittata. La Smith è la competenza fatta persona e questa è la vera chiave del suo successo. Basti dire che in Inghilterra si definiscono "delia's effect" le improvvise impennate delle vendite di prodotti fino ad allora poco significative, che ricevono un imput se promossi da un personaggio noto. Ad ogni suo programma, infatti, si assiste inevitabilmente al verificarsi di questo fenomeno: in origine, erano le uova e le padelle per le frittate, oggi sono i mini tritatutto della kenwood, la pasta Martelli, lo schiaccia patate di Aunt Bessie, ma la tendenza è sempre quella. Un'apparizione della signora in TV vale più che un pellegrinaggio in qualche luogo sacro, per i marchi che lei deciderà di usare in quell'occasione- e questo solo per la fiducia che Delia si è conquistata, negli anni, lavorando sodo e mettendoci la faccia sempre, non solo nei programmi televisivi, ma anche in attività benefiche di vario genere. Con 21 milioni di copie all'attivo, è la scrittrice di libri di cucina più venduta della Gran Bretagna e si fregia pure del titolo di Commander of The Order of the British Empire, che da solo basta a far tremar le vene e i polsi. Oggi lavora di meno (anche perchè, a dispetto del lifting e della splendida forma fisica, è alle soglie dei 70 anni), ma i suoi libri restano una pietra miliare non solo nella storia dell'editoria del genere britannica, ma anche per noi che con la cucina inglese abbiamo poca dimestichezza. Li accomuna il manifesto intento didattico: l'autrice, infatti, vuole insegnare a cucinare e lo fa con l'umiltà di chi ama la sua materia di un amore profondo e viscerale. Con lei non avrete timore di confessare di non saper tirare una sfoglia o di non saper rosolare un pezzo di carne: perchè ve lo spiegherà, passo passo, prima ancora che glielo si dica, con la pazienza di chi ci è già passato e con l'entusiasmo di chi trova nella condivisione delle proprie passioni tutta la gratificazione di cui ha bisogno. 
E' un entusiasmo che contagia e che ha stravolto persino la scaletta dello Starbooks: il libro in programma sarebbe stato un altro- più fighetto e più adatto alla stagione- ma avere fra le mani i tre volumi di Delia's Complete Cookery Course ci ha fatto uscire completamente di testa: oltre 500 pagine di ricette "vere", descritte minuziosamente, piene di trucchi e annotazioni, con foto che non temono di lasciare spazio ai disegni per le spiegazioni più difficili e più tecniche è qualcosa a cui due come noi, che ancora amano la cucina di sostanza e non solo di immagine, non hanno saputo resistere. Ovviamente, sceglieremo solo ricette adatte alla stagione e non è escluso che, nei mesi a venire, ci si torni su- anche perchè a certi stufati e a certe cotture lunghe, che ora fanno inorridire al solo pensiero, sarà impossibile rimunciare, fra qualche tempo: ma la scelta è davvero così ampia che non avremo nessun problema a trovare quello che possa andar bene sia per l'estate alle porte  sia per i nostri lettori, a cui ci accomuna la convizione che amare la cucina significa anzitutto condividerne i segreti: e Delia Smith, in tal senso, è una grande maestra, anche qui. 


N.B. A conferma della felice intuizione della scelta, mi accorgo ora che su Amazon il libro è al 50% 38% di sconto. Non vado oltre, ma a buon intenditor....

pie di ciliege


CHERRY PIE
da Delia Smith,Delia's Complete Cookery Course , voll. 1-3

In principio fu l'Apple Pie, di cui tanto si è parlato ai tempi dell'Emmetichallenge di Fabio e Annalu: più in generale, comunque, dicesi "pie" una torta formata da un ripieno racchiuso fra due strati di sfoglia, fatto cuocere in forno. Di solito, l'impasto è costituito da una sorta di brisè, preparata con farina, grasso ed acqua in diverse percentuali, a seconda delle ricette di casa: ma esistono anche versioni più "comfort", con la parte di sopra formata da purè di patate, variamente aromatizzato.L'origine è antichissima (si parla addirittura dell'Egitto neolitico), ma la formula è talmente vincente che oggi- 2011- le mini pies, formato finger food, sono scese in campo, nei mercati statunitensi, ben decise a strappare il primato di dolce più venduto alle onnipresenti cupcakes. 
Agli Inglesi, di ciò poco importa: le pies, dolci o salate, sono ormai un patrimonio nazionale, meglio ancora se in forme umane, cotte nei loro stampi scanalati o nelle pirofile smaltate, meglio ancora se sbeccate qua e là, e servite direttamente in tavola. Dentro, hanno imparato a schiaffarci di tutto, tanto meglio se è di stagione, come conferma questa superba cherry pie, di cui Delia Smith ci svela ingredienti, procedimento e trucchi perchè riesca meravigliosa, come quella che ci siamo mangiate noi, a tempo di record.

per la sfoglia
vi riporto le dosi originali, per 4 persone: io ho raddoppiato, per rivestire uno stampo da 24-26 cm di diametro

175 g di farina
40 g di strutto*
40 g di burro 
un pizzico di sale
acqua fredda q.b. per impastare

per il ripieno
700 g di ciliegie
3 cucchiai rasi di zucchero di canna
1/2 cucchiaino di cannella in polvere



cherry pie

Preparare la sfoglia, impastanto rapidamente tutti gli ingredienti, partendo dallo strutto e dal burro freddi di frigo. Fate una palla, ricopritela con pellicola trasparente e lasciatela riposare in frigo per almeno un'ora.
Nel frattempo, armatevi di santa pazienza e snocciolate tutte le ciliegie, raccogliendo il succo in una terrina.
Suddividete l'impasto in due parti, 2/3 e 1/3. Con i 2/3 stendere la pasta sopra la tortiera, in modo che sbordi di circa 2.5 cm. Tagliar via la striscia di pasta in eccesso, in modo da rifilare bene il bordo. Riposizionare la striscia ritagliata sul bordo, premere bene e rifilare anche quella, lasciandola leggermente più alta.

Questo è un trucco per rinforzare il bordo: dovrete infatti ripiegarlo sopra il "coperchio" di sfoglia per sigillarlo bene ed è quindi importante che sia leggermente più spesso del resto del guscio. Siccome resterà esterno, non ci saranno problemi in cottura, perchè il calore del forno punterà direttamente sulla superficie della torta, cuocendola uniformemente. Solo che, essendo di spessore più consistente, potrà essere maneggiato con maggiore facilità nelle operazioni di sigillatura della pie, senza che corra il rischio di rompersi .

Mescolare le ciliegie con lo zucchero e la cannella e riempire la sfoglia con queste.

Stendere il terzo dell'impasto in modo da formare un coperchio, posizionarlo sulle ciliegie e ripiegare con la pasta del guscio, lasciata leggermente trasbordare. Con l'aiuto delle forbici, fare un buco al centro, per far uscire l'umidità del ripieno. Spennellare con latte e spolverare con zucchero semolato.
Infornare a 220 gra di per 10 minuti, poi abbassare il forno a 190 gradi e proseguire la cottura per altri 30- 35 minuti. 

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Note mie

- l'impasto è quello classico della Apple Pie, ma nulla vi vieta di sostituirlo con la nostra frolla. Quella della foto, per esempio, è la mia classica 3-2-1 e un uovo, il cui unico difetto è quello di dover riposare molto, per poter essere stesa in un colpo solo. Mi riferisco in particolare al coperchio, che va arrotolato sul mattarello e poi steso delicatamente sul ripieno. Per il resto, però, si conferma l'impasto migliore che abbia mai provato per le torte con un ripieno umido.

- per quanto concerne il ripieno, volendo potete aggiungere anche un po' di farina (circa 3 cucchiai) e spolverare la superficie delle ciliegie con qualche ciuffetto di burro. E' una versione più ricca della Cherry pie classica, con cui si ottiene un ripieno più cremoso.

- alla cannella, potete aggiungere anche della vaniglia. Oppure sostituirla del tutto, se preferite. Idem per una spolverata di zeste di limone: secondo me, sta benissimo.

- per quanto riguarda la cottura, le temperature e i tempi si intendono per un forno statico. Se ventilato, partite da 200 gradi e proseguite a 170, riducendo però i tempi di cottura: 7 minuti a 200 gradi e 25- 30 a 170. La torta è pronta quando la superficie è bella dorata.

A mercoledì prossimo, con un'altra ricetta
Ale

FRESH CHERRY PIE AND APPLE AND BLACKBERRY PIE
For the shortcrust pastry:
6 oz (175 g) plain flour
pinch salt
1½ oz (40 g) lard
1½ oz (40 g) butter
for the filling
1 1/2 fresh cherries
3 level tablespoon demerara sugar
1/2 teaspoon ground cinnamont
OR
4 medium cooking apples, about 1 lb (450 g)
8 oz (225 g) brambles or fresh or frozen blackberries, defrosted if frozen, and washed
To glaze:
milk and caster sugar

Start by making the pastry: sift the flour and salt into a large mixing bowl, holding the sieve up as high as possible to give the flour an airing. Then cut the fat into small cubes and add to the flour. Now, using your fingertips, lightly and gently rub the pieces of fat into the flour – lifting your hands up high as you do this (again to incorporate air) and being as quick as possible. When the mixture looks uniformly crumbly, start to sprinkle roughly 2 tablespoons of cold water all over. Use a round-bladed knife to start the mixing, cutting and bringing the mixture together. Carefully add more water if needed, a little at a time, then finally bring the mixture together with your hands to form a smooth ball of dough that will leave the bowl clean (if there are any bits that won't adhere to it, you need a spot more water).

Now roll out the pastry to about 1 in (2.5 cm) larger than the pie dish, then cut out a 1 in (2.5 cm) strip to fit the edge of the dish. Dampen the edge with water, then fit on the strip of pastry, pressing it firmly, and dampen that too. Then press the rest of the pastry over that to form a lid and, using a sharp knife, trim any excess pastry off. Use the blunt side of the knife and your thumb to press the two edges firmly together and knock the edges all round to give a layered effect. Then flute the edges by using your thumb to make an impression and the broad blade of the knife to draw in the edges of the pastry. Make a steam hole in the centre and, if you have time, make some decorative leaves with the pastry trimmings.

Now brush the pastry with milk and sprinkle on a light dusting of caster sugar. Place the pie on a baking sheet on a high shelf and bake for 10 minutes, then reduce the heat to gas mark 5, 375°F (190°C), and continue baking for a further 30 minutes. Then, using a skewer, take out a piece of apple from the centre to test if it's cooked: if it still feels very firm, give it another 5 minutes. Serve hot with chilled pouring cream to mingle with the juices.

To make the fresh cherry pie use the pastry method and cooking time as in the apple blackberry pie
Bon appetit
Dani

martedì 20 luglio 2010

cherry coconut friands

di Alessandra

cherry coconut friands

In questi giorni, complice una noiosissima grana in cui siamo finiti, stiamo amabilmente disquisendo sul confine fra la leggerezza e la malafede, per giungere all'amara conclusione che a far più danni è la prima. D'altronde, una delle perle di saggezza preferite di mia madre vuole che i cretini debbano temersi più delle persone cattive e, pur senza aver mai approfondito le ragioni di questa sua convinzione, ne ho testato di persona la veridicità. Non voglio pensare a che cosa potrebbe succedere se ci si imbattesse in un cretino cattivo, un po' perchè ho deciso che la sfiga, qui sopra, avrà la strada sbarrata, da ora in poi, e un po' perchè gli effetti delle loro azioni separate bastano e avanzano e non fanno desiderare di più.
Comunque sia, riprendendo il filo del discorso, la nostra conclusione è che la leggerezza dovrebbe essere bandita da tutti i rapporti esistenti, umani e disumani che siano: per leggerezza ci si taglia col coltello delle verdure, per leggerezza si lascia il basilico al sole, per leggerezza si trascurano dettagli che poi si rivelano fondamentali per la buona riuscita di qualcosa e per leggerezza, infine, si compiono azioni che si sa bene, anzi benissimo, che vanno accuratamente evitate.
Come, per esempio, aprire l'armadio della figlia, il martedì mattina.
A scanso di equivoci, l'armadio di mia figlia non dovrebbe essere aperto MAI, a meno che non vi piaccia sentire il gusto della bile in bocca. Però, il martedì e il venerdì mattina è peggio, perchè quelli sono i giorni successivi alle Grandi Manovre che la donna di servizio fa in camera sua. Per cui, al primo sciopone che vi prende, vedendo cataste di roba ammaloccate a destra e a manca, si aggiunge anche la botta di nervoso conseguente al rapido calcolo dei soldi che anche questa settimana avete buttato via in pulizie che , mai come in questo caso, durano davvero lo spazio di un mattino.
Che poi, per carità, affondare le mani in quelle masse informi porta sempre qualche frutto: stamattina, per esempio, abbiamo recuperato due teli da mare, rigorosamente umidi, un vecchio pigiama del marito che fino al giorno prima era in campagna, un maglione di lana appallottolato, le due paia di calzoni nuovi comprati sabato ("si devono abituare" ha risposto), oltre, ovviamente, a qualche metro di collane-collanine-braccialetti e borse-borsette-borsettine perchè, si sa, in un armadio che conti son gli accessori quelli che fanno la differenza.
Il tutto per cercare una gonna da prestare alla sua amica Alice che, lungi dal darmi sostegno, sceglieva la via della persuasione occulta, continuando a chiedermi "dov'è che lo vedi il disordine, Ale?": è solo quando ho detto che lei sarebbe uscita da qui nuda dalla cintola in giù e priva del conforto della sua amica, segregata in casa a pulire, che allora hanno manifestato qualche blando segnale di reazione, culminato con un "mamma, mi spieghi come faccio a trovare la gonna per la Alice, se non esci dalla mia camera?" a cui ho ovviamente obbedito, rendendomi conto solo ora che se volevano farmi passare per scema, ci sono riuscite benissimo....



CHERRY COCONUT FRIANDS


cherry coconut friands
Ricetta col marchio d'autore, visto che proviene da uno dei cult blog di questi ultimi tempi: tendenzialmente, diffido, visto il lungo elenco di bidonate che mi son presa, provando ricette tratte dalle Sacre Fonti- e non vi dico le risposte che ho ricevuto, le tre volte che mi sono permessa di chiedere spiegazioni. Per cui, confesso che ero un po' titubante, di fronte a questo nuovo mostro sacro del web. Poi, però, la golosità ha avuto il sopravvento e così mi sono lanciata. E giuro che non lo farò più. Mai più.
Ma, stavolta, non perchè non mi siano venute- ma perchè sono venute benissimo.
Tanto bene che me le sarei mangiate tutte e poco ci è mancato, a dire il vero. Per cui, se volete fare una proca figura, per le prossime colazioni o te (ghiacciati) con le amiche, fiondatevi a colpo sicuro qui sopra. Però, poi, fate delle doggy bags, sempre che non vogliate trovarvi di notte con il barattolo dei biscotti stretto al petto, la bocca piena e la coscienza gravata dai sensi di colpa. E sempre che avanzi qualcosa...


50 g di farina di mandorle
50 g di cocco disidratato
250 g di zucchero a velo
75 g di farina
7 bianchi d'uovo
125 g di burro, fuso e portato a temperatura ambiente
250 g di ciliegie snocciolate ( circa: per 12 dolcetti, ne serve una e mezzo l'uno, quindi 30 in tutto)

Unire tutti gli ingredienti secchi e mescolarli bene. Poi aggiungere i 7 albumi non montati e amalgamare bene il tutto con una frusta non elettrica, in modo da ottenere un impasto morbido. In ultimo aggiungere il burro, a poco a poco.
Imburrare uno stampo da muffins, riempirli per tre quarti , decorare con tre mezze ciliegie e infornare a 180 gradi per 25 minuti. Se dovessero scurire troppo, coprirli con un foglio di alluminio.
Sono leggeri e deliziosi
Buona giornata
Ale

venerdì 2 luglio 2010

Cuori alla gelatina di ciliegie con profumo di menta

Di Daniela
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....oppure, sottotitolo, ciliegie : vita , morte e...miracoli! Nel senso : le prime gemme che si aprono,
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il loro fiore,
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i primi frutti verdi
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poi rossi e un po'acerbi
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poi più maturi...
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e poi pronti per essere mangiati, miracolo di bontà,
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appena sciacquati sotto l'acqua
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....ridotti all'osso
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oppure coniugati in buonissimi dolci semplici
millefoglie alle ciliegie
o cioccolatosi
cilie e ciocco
o semplice confettura
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o, come oggi vi suggerisco, di freschissime

CUORICINI ALLA GELATINA DI CILIEGIE (CON PROFUMO DI MENTA)
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Confesso che le ho preparate per un invito improvviso, con ciò che avevo in casa. Qui il successo di pubblico è stato buono: spero piacciano anche a voi. Non le ho fatte molto dolci, per far risaltare il sapore delle ciliegie e nulla vi vieta di aumentare la dose di succo di ciliegia rispetto all'acqua, o di zucchero, o di usare il latte al posto della panna , o di mettere più pezzi di frutta nel composto bianco... sta al vostro gusto scegliere ciò che vi piace di più....
Per 6/8 formine circa
2oo ml di acqua
succo centrifugato di 10 ciliegie
2 cucchiai di zucchero per il succo
1 puntina di colorante gel rosso per alimenti
200 gr di panna fresca
2 cucchiai di zucchero per la panna
150 gr circa di filadelfia light o formaggio fresco simile
10 - 12 ciliegie
8 fogli di gelatina (16 gr circa)
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Esecuzione semplicissima: mettete in ammollo 3 fogli di gelatina, mentre sciogliete il gel alimentare con l'acqua, il succo di ciliegie e lo zucchero. Mettete il tutto a scaldare un po' sul fuoco, a fiamma bassa, e appena è caldo togliete dal fuoco, assaggiate per sentire se è sufficientemente dolce e aggiungete la gelatina strizzata, mescolando bene. Versate la gelatina così ottenuta nelle forme che preferite, riempiendole per 1/3: io ho adoperato forme da savarin, cuoricini e "Diamanti" per dar risalto alla brillante lucentezza del rosso.
Mettete in frigo le vostre forme.
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Preparate la "parte bianca". Mettete a scaldare la panna con lo zucchero finchè quest'ultimo non è perfettamente sciolto, e poi, togliendo dal fuoco, aggiungete li rimanenti 5 fogli di gelatina ammollati e strizzati. A parte mescolate il formaggio con le ciliege, snocciolate e tagliate a pezzettini.
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Unite la panna tiepida al composto di formaggio e ciliegie e, appena la gelatina si è solidificata, aggiungetelo nella forma e rimettete in frigorifero per almeno 3 ore. Al momento di servire rovesciate le vostre mini gelatine sui singoli piatti e per essere sicuri di non rovinare la forma passate la lama di un coltello tra gelatina e stampo, specialmente se usate, come me, forme in silicone. Decorate a piacere con ciliegie o con qualche foglia di menta fresca che, oltre al profumo, dà anche un tocco patriottico :-) ed offre un piacevole contrasto di colore.
Buon appetito
Dani

Cherry Jelly Hearts

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I confess that I prepared them for a last minute invitation, with what I had at home. Here public success was good and I hope you like them too. I didn't do them very sweet, to bring out the flavor of cherries, but you can increase the dose of the sugar or of the cherry juice compared with water, or use milk instead of cream, or put more pieces of fruit into the White mixture ... is to your taste that choose what you'll like best ....
For about 6 / 8 molds
2oo ml water
10 cherry juice centrifuged
2 tablespoons of sugar to the juice
1 pinch of red food coloring gel
200 grams fresh cream
2 tablespoons of sugar to the cream
Approximately 150 grams of Philadelphia Light cream cheese or similar
10 to 12 cherries
8 sheets of gelatin (16 g approximately)

Preparation is simple: soak three sheets of gelatin, and dissolve the gel food with the water, cherry juice, and sugar. Put it all a bit to warm up 'on fire over a low heat, and when it is warm remove from heat, taste if it is sufficiently sweet, add the squeezed gelatine, stirring well. Pour the gelatin resulting in molds, filling them to 1/3: I used shapes for savarin, hearts and "diamonds" to emphasize the bright red gloss.
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Refrigerate your forms.
Prepared the "white part". Put to heat the cream with sugar until it is completely dissolved and then remove from heat, add them remaining 5 sheets of gelatine soaked and squeezed, stirring well. Aside, add cherries, pitted and chopped to the cheese, stirring well.
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Add the cream to the cherries-cheese mixture and, once the red gelatin is solid, add it in the form and put in refrigerator for at least 3 hours. Serve your mini jellies turned upside down on individual dishes and to be sure not to spoil the shape use the blade of a knife between gelatin and mold, especially if you, like me, use silicone forms. Decorate with cherries or with a few leaves fresh mint that, in addition to the perfume, also offers a patriotic touch and a nice contrast with color.
Bon appetite
Dani

martedì 8 giugno 2010

Confettura e marmellata di ciliege

Di Daniela
Scroll down for English version

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Intanto, vista la vostra perplessità per il titolo, un piccolo e veloce ripasso generale. Se siete, però,scioperate e come le creature di casa e preferite evitare ogni forma possibile di ripasso , specialmente in vista delle giornate finali di scuola per quest'anno, siete autorizzati a passare oltre!!! :-))) Per tutti gli altri, su, ripetete con me: "Dicesi confettura il procedimento per la conservazione della frutta che prevede la bollitura della frutta intera, se piccola e a pezzi se grande con l'aggiunta eventule di acqua, fino a quando il tutto non avrà raggiunto la concentrazione zuccherina che ne permetta la conservazione. I frutti non devono sciogliersi e si devono vedere anche dopo la cottura.
Dicesi invece marmellata il procedimento che prevede la cottura di frutta e zucchero fino a quando lo sciroppo derivato dallo sciogliemento dello zucchero nel succo dei frutti diventa consistente. Il composto a fine cottura si frulla o si passa al setaccio per ottenere una purè liscia" Così ci illumina la Signora Bauducchi, autrice del libro da cui provengono le mie ricette per la marmellata.........
Bene, finito il ripasso e per coronare bene la splendida mattonella di bisquit con farcia alle ciliegie e mousse allo yogurt con una marmellata all'altezza della preparazione, eccomi a voi 2 ricette per ottime

CONFETTURA E MARMELLATA DI CILIEGE
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Le ricette arrivano da "500 ricette di marmellate di Laura Bauducchi"
Ingredienti
1 kg di polpa di ciliege (circa 1250 gr di ciliege intere)
450 gr di zucchero di canna
1 dl scarso di vino rosso
In una casseruola piuttosto capace fate sciogliere lo zucchero nel vino e fate bollire per 3 minuti, mescolando in continuazione. Lavate, pulite e snocciolate le ciliege, meglio se ovviamente di coltura biogica, dividetele a metà e e unitele allo zucchero di canna e cuocete , schiumando fino a quando la confettura comincerà ad addensarsi (circa 45 minuti dalla bollitura), controllando con la "mitica" prova piattino. Versate subito nei vasi caldi e sterilizzati, chiudeteli ermeticamente, fate sterilizzare e lasciate raffreddare. Non potete neppure immaginare, fino a che non la proverete, il profumo che si spande per la casa!!!!!!
In alternativa vi passo anche la ricetta per la
MARMELLATA
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1 kg di polpa di ciliege (1300 gr circa di ciliege intere)
550 gr di zucchero bianco o di canna (io lo preferisco)[la dose originale ne prevedeva 800 ma secondo me così è più che sufficiente]
1 limone
Prendete le vostre ciliege, lavatele e togliete loro il picciolo e il nocciolo. Mettetele in un tegame con lo zucchero e fatele riposare per almeno 3 ore. Trascorso questo tempo, mettete il tegame sul fuoco, aggiungete il succo del limone e fate cuocere per circa 50 minuti dal bollore, o fino a quando non avrà superato la prova piattino. Versate subito la mermellata nei vasi caldi e sterilizzati, chiudeteli ermeticamente, sterilizzate e lasciate raffreddare prima di riporla in dispensa, come dice la mia autrice.
Buon appetito
Dani

CHERRIES !!!!!
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The recipes come from "500 recipes for jams Laura Bauducchi"
FIRST CHERRY JAM
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Ingredients
35 oz chopped cherries' flesh (about 45 oz whole cherries)
2 cups brown sugar
6,7 tbsp red wine
In a saucepan quite capable
melt the sugar with the wine and boil for 3 minutes, stirring constantly.
Wash, clean and r
emove the stem and core from cherries, preferably growing biogical, cut them in half and mix them with sugar cane and simmer, skimming until the jam begins to thicken (about 45 minutes), controlling by the "mythical" test plate . Pour immediately into hot, sterilized jars, close them tightly, sterilize them and let cool. You can not even imagine, until you do it, the perfume that spreads into the house !!!!!!
Alternatively you even step recipe for

SECOND CHERRY JAM
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35 oz of chopped cherries' flesh (about 45 oz of whole cherries)
2 1/4 cups white sugar or cane sugar (I prefer) [3 cups provided the original dose it but I think it's more than enough]
1 lemon
Take your cherries, wash them and remove the stem and core. Place in a saucepan with sugar and let rest for at least 3 hours. After this time, put the pan on the stove, add lemon juice and cook for about 50 minutes, or until they have passed the test plate. Pour immediately into hot and sterilized
jars, close them tightly, sterilized and allowed to cool before storing in the pantry, says my author.
Bon appetit
Dani

lunedì 7 giugno 2010

mattonelle di pasta bisquit con farcia alle ciliegie e mousse allo yogurt

di Alessandra

millefoglie alle ciliegie

sms ricevuto il 5 giugno 2010 alle 12.08

"sn contenta xkè se di tema ho prs 7 m dà 7 cmq nn m dà il debito di sicuro...cmq di geo è andt bn...minimo minimo 4.50"

il primo che mi trova a dire perchè non legglo i messaggi, lo copro di una valanga di miserie. Minimo minimo

P.S. prima che vi chiediate se lo è o lo fa, questa volta c'è una logica, in tutto questo. E cioè, visto che c'è un sette e mezzo di geografia che risale all'inizio del quadrimestre e dopodomani iniziano gli esami in conservatorio (violino/piano e un concerto) e a metà giugno c'è l'esame di diploma di pianoforte complementare, col cavolo che si studia geografia per il compito in classe del 5 giugno: si fa una preparazione mirata. Questo mi disse- e questo approvai, pensando nella mia ingenuità che il "mirato" fosse riferito al contenuto della verifica. La prossima volta, approfondisco, mi sa. Ma anche no...

MATTONELLA DI BISQUIT CON FARCIA ALLE CILIEGIE E MOUSSE ALLO YOGURT
(Vivere la Casa, giugno/luglio 2010)

millefoglie alle ciliegie

Dell'abbinata ciliegie/cioccolato avevo già parlato qui, l'anno scorso, in termini a dir poco entusiastici: in casa nostra, siamo sempre un po' scettici sull'accoppiamento del cioccolato con la frutta, tanto che, eccezion fatta per le banane e le pere, sul resto storciamo un po' il naso, fragole in primis. Dopo la folgorazione della tarte alle ciliegie, però, mi ero ripromessa di tentare un'altra accoppiata e, appena si è presentata l'occasione, l'ho fatto. In questo caso, però, il cioccolato è una lieve nota di bilanciamento: di sapore, anzitutto, e di consistenza, visto che è l'unico elemento croccante, in una composizione altrimenti morbida e cremosa. Il dolce, in sè, è davvero da grandi occasioni, quelle che richiedono tempo. L'errore mio è stato di mettermi a cucinare alle 4, con gli ospiti che arrivavano per cena: ragion per cui la mousse non aveva ancora raggiunto la consistenza giusta, come vedete dalle foto. In ogni caso, però, rinunciare a priori a questa bontà sarebbe un vero peccato: quindi, se siete di quelle iper stra perfezioniste, per cui misurate l'altezza degli strati col calibro e pesate col bilancino del farmacista, fate uno strappo alla regola, preparatelo comunque e chiudete gli occhi sul risultato finale: che intanto è così buono che lo mangiate ad occhi chiusi, per davvero...

Ingredienti per 5-6 tranci

per la pasta bisquit
4 tuorli
3 albumi
3 cucchiai di acqua calda
120 g di zucchero
scorza grattugiata di un limone
80 g di farina
40 g di fecola
1 cucchiaino di lievito in polvere*

* l'ho omesso e ho sbagliato.

per la farcia
200 g di yogurt bianco
200 ml di panna montata
30 g di zucchero a velo
3 fogli di gelatina ( 9-10 g)
50 g di cioccolato fondente
1 vasetto di marmellata di ciliegie di ottima qualità
1 cucchiaio di maraschino

per guarnire
pistacchi tritati e/o scaglie di cioccolato bianco

preparazione
per la pasta biscotto: riunire in una ciotola i tuorli con lo zucchero, tre cucchiai d'acqua calda, la scorza di limone e montare il tutto con una frusta elettrica, in modo da ottenere un composto cremoso. Potete anche lavorare a bagnomaria, in questa fase. Quando le uova sono spumose, aggiungete poco per volta la farina, la fecola ed il lievito setacciati insieme e, in ultimo, gli albumi montati a neve ferma. Versare l'impasto in una teglia rettangolare da biscotti, foderata con carta da forno e far cuocere a 200 gradi per una decina di minuti. Fate attenzione a che il bisquit non brunisca. Sfornate la pasta bisquit e sformatela in questo modo, avendo cura di lasciarla raffreddare sopra un foglio pulito di carta da forno o di carta oleata, per evitare che si attacchi.
Prendete un piatto o un vassoio rettangolare che possa essere contenuto nel frigo, copritene la superficie con due fogli di carta da forno leggermente sovrapposti a metà del piatto e iniziate a montare il dolce

Tagliate la pasta biscotto in tre rettangoli il più possibile uguali fra loro .
Disponete il primo sul piatto e spennellatelo con la marmellata di ciliegie: potete diluirla sul fuoco, in un pentolino dal fondo spesso, per lavorare con più facilità.
Sovrapponete il secondo strato e spalmatelo con il cioccolato fondente, fuso a bagnomaria.
Mettete in frigo, fino a quando il cioccolato di sarà completamente indurito

Nel frattempo, preparate la mousse allo yogurt
ammollate la colla di pesce in acqua fredda per 5 minuti o fino a quando è perfettamente idratata. Fatela sciogliere in poca panna liquida, portata quasi al punto di ebollizione: toglietela dal fuoco, versatevi la colla di pesce ben strizzata e, con un cucchiaio di legno, mescolate fino a scioglierla del tutto.
Amalgamate lo yogurt e lo zucchero e unite questo composto alla panna dove avrete sciolto la gelatina, un cucchiaio per volta, mescolando bene ogni volta: questo procedimento impedisce lo choc termico, evitando la formazione di grumi e filamenti.
Montate la restante panna e unitela con attenzione al composto di yogurt.

Se, nel frattempo, il cioccolato non si fosse ancora indurito, tenete la mousse in frigo. Altrimenti, spalmatene metà sopra lo strato di cioccolato, coprire con il terzo rettangolo di pasta bisquit e stendervi sopra il restante strato di mousse. Dopodichè, tenere in frigo per almeno due ore: la mousse deve essersi rassodata.

Riprendere il dolce, tagliarlo in rettangoli di pari misura. In un pentolino, scaldare leggermente la marmellata di ciliegie, passare il composto attraverso un colino e spennellarlo sulla superficie delle mattonelle. Decorare con pistacchi e scagliette di cioccolato bianco

La ricetta non dice cosa fare del cucchiaio di maraschino: io non l'ho messo, causa presenza di bambini, ma presumo che dovesse andare con la marmellata di ciliegie.


millefoglie alle ciliegie

Che cosa ho fatto io? data la mancanza di tempo, non ho spalmato la mousse sopr al'ultimo strato di bisquit, certa che il dolce non avrebbe retto. Considerate che lavorate senza anello: la mia struttura quadrata, infatti, non si restringe così tanto, per cui è davvero un gioco di equilibrismi, non facilissimo. Per evitare spatasci, l'unica è lavorare con la mousse compatta e fare lunghi passaggi di frigo, di volta in volta.
Neppure ho filtrato la marmellata della glassatura: rotta per rotta, ho preferito l'effetto più rustico dei pezzetti di ciliegia. Non ho messo il cioccolato bianco perchè il secondo dolce della serata ( su questi schermi, mercoledì) era a base di questo ingrediente.
I tranci si tagliano in due, naturalmente- ma intanto, tutti fanno il bis. A me ne son venuti 8, per cui 16 piccole porzioni che ho servito con un cucchiaio di mousse allo yogurt
In compenso, è un dolce spettacolare, da porca figura a go-go, per capirci...
buona giornata
Alessandra

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venerdì 29 maggio 2009

Armiamoci e partiamo....Tarte aux cerises et chocolat


di Alessandra


tarte aux cerises et chocolat

Io sono una che fa il tifo. Si, lo so che detto così è poco elegante, che fa tanto curva nord e che alla mia età starebbe meglio dire "che si schiera", ma a me questa è un'espressione che proprio non piace. Mi sa tanto di "politically correct", di strategico - meglio: di tattico- di mosse studiate a tavolino nell'attesa di entrare in gioco, al momento giusto, con la parte giusta. Io non sono per niente così: sono una specie di mediano di sfondamento, tutta cuore e viscere, che si emoziona e si esalta e si innamora, e coinvolge e trascina e travolge, e finché non si arriva fino in fondo, non c'è verso che mi dia una calmata. Faccio il tifo per un sacco di cose, ogni giorno: e se, a lungo andare, riconosco che ci sono alcuni punti fermi ( la libertà, per esempio, declinata in tutte le forme, dai diritti personali giù giù fino al significato del nome di mia figlia, o la giustizia, del rispetto della quale ho finito per farne una professione, o il Genoa, la sola bandiera sotto la quale mi riconosca sempre e comunque), è anche vero che ogni volta c'è ancora qualcosa per cui valga la pena di mettersi l'elmetto e partire in quarta, sia che si tratti dell'ennesima gabella iniqua del nostro Comune o dell'ultima discussione davanti alla macchinetta del caffè.

ciliegie

E' da ieri per esempio, che faccio il tifo per questa torta- e lo faccio con la stessa visceralità (stavolta, è proprio il caso di dirlo), con cui sostengo le altre cause; la ricetta proviene da uno dei milioni di libri che compro, sfoglio, riempio di "uuhhhh, aaaahhh, iiihhhhh" e promesse varie (questa la facciamo per tizio, quell'altra per caio) e poi finisco immancabilmente per dimenticare su qualche scaffale, sommerso dagli acquisti compulsivi dei giorni successivi. Il testo in questione è "Cioccolato, nuove armonie" di Rosalba Gioffrè, ed. Giunti, che cito solo per chiederle scusa delle numerose modifiche da me apportate all'originale, sicuramente migliore di questa tarte. Che però è una roba mai vista, un tripudio dei sensi, l'idea platonica della goduria somma, come si vede dalla prima foto, quella con lo sbuffo di cioccolato che cola denso e voluttuoso dalla crema frangipane e per cui so che siete già lì, fra lo sbavante e il maledicente, a dirmi che non è nè l'ora nè la stagione per indurvi in queste tentazioni. A parte che alla mia età, di tentazioni mi son rimaste queste e ben poche altre, l'ora è quella giusta (qui sono le 6.26, abbiamo una giornata intera per smaltire le calorie) e la stagione anche, perché se non le mangiamo adesso, le ciliegie, quando lo si fa più???? quindi, armatevi e partite e cominciate subito....

TARTE AUX CERISES ET CHOCOLAT

tarte aux cerises et chocolat

per la frolla
300 g di farina 00
200 g di burro
100 g di zucchero
1 tuorlo
scorza grattugiata di limone ( poca)

per la crema frangipane al cioccolato
120 g di burro morbido
150 g di farina di mandorle ( o mandolre tritate finissime, con un cucchiaio di zucchero)
2 uova intere
1 cucchiaio di cacao amaro
20 g di farina
150 g di zucchero a velo (è preferibile, perché vi fa risparmiare un po' di tempo nelle operazioni di montaggio, ma non è fondamentale)

400 g di ciliegie (il plurale è all'antica, chiedo venia, ma un'altra delle minoranze per cui faccio il tifo è la grammatica italiana)
100 g di cioccolato fondente

Si inizia dalla frolla, che si prepara impastando velocemente tutti gli ingredienti: la si stende in uno stampo da crostata e la si lascia riposare in frigo per un'oretta. Poi si fa una prima cottura in bianco, in forno statico a 170-180 gradi, per dieci minuti.
Nel frattempo, si grattugia il cioccolato e si snocciolano le ciliegie
Si prepara poi la crema frangipane, montando bene il burro con lo zucchero: per "bene" si intende, di solito, che i granelli dello zucchero semolato non si dovrebbero sentire più. Con lo zucchero a velo si fa prima. Si incorporano poi le due uova, una dopo l'altra, sempre montando con le fruste e in ultimo la farina di mandorle, la farina bianca e il cacao: l'aggiunta delle farine va fatta mescolando con un cucchiaio.
Si prende il guscio di frolla e si cosparge il fondo di cioccolato tritato; poi, vi si adagiano le ciliegie snocciolate e si versa su tutto la frangipane, livellandola bene con una spatola. Di nuovo in forno, alla stessa temepratura di prima, per mezz'ora.
Teoricamente, bisognerebbe lasciarla raffreddare e poi glassarla con qualche filo di cioccolato fuso, fatto scendere dal cono di carta forno. Per me, è stata già una fatica erculea aspettare che si raffreddasse per poterla sformare ( appena esce dal forno è molto molle, ma non vi preoccupate, la frangipane fa così, si consolida dopo), figuriamoci se stavo a perder tempo con le decorazioni. Perfetta per la colazione, il tè delle cinque, il fine pasto, la merenda, lo spuntino di mezzanotte, la pausa caffé e qualsiasi altra occasione ci sia per potersela mangiare.
Per inciso, io e la Dani abbiamo rischiato la morte (siamo entrambe allergiche alle ciliegie), ma per voi questo e altro...
buona giornata
alessandra




Questa ricetta partecipa alla raccolta " Ma com'è rossa la ciliegia", indetta da Rosso di Sera

http://rossa-di-sera.blogspot.com/2009/05/ma-come-rossa-la-ciliegia-parte-la.html





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