Il "metti" ha come soggetto la suocera, perchè io ho smesso da un po', con le cene a casa. Sono ancora gli strascichi dell'annus horribilis appena trascorso e, anche se ogni volta che andiamo a mangiar fuori, rientro con lo stesso spirito di chi è appena stato derubato, non sono ancora dell'umore giusto per ricominciare a ricevere. Per fortuna ci pensa mia suocera, che invece è nel pieno vortice del "chi ricambia chi" e che ogni tanto mi dà l'occasione per sperimentare qualche novità, come le cheesecake del titolo, e rispolverare qualche ricetta dimenticata. Per non parlare della composizione del menu, che è cosa che sommamente mi diverte.
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martedì 27 marzo 2012
domenica 7 marzo 2010
CHEESECAKE AL SALMONE
di Alessandra
(converto dalle dosi anglosassoni, quindi la grammatura non è precisa, ma è questione di poca roba- in più, stiamo sul salato, quindi anche se non si rispettano le dosi passo passo è lo stesso)
60 g di parmigiano reggiano grattugiato
60 g di pane grattugiato
4 cucchiai di burro fuso
dopo aver fatto la base, mettete la tortiera in frigo e preparate il ripieno
30 g di cipolla tritata
1 cucchiaio di olio EVO
mezzo spicchio d'aglio tritato ( se vi dà fastidio l'aglio o lo eliminate del tutto o usate lo spicchio intero e "vestito", cioè con la buccia)
250 g di formaggio tipo philadelphia
1 uovo
30 g di panna
150 g di salmone affumicato
per la salsa ( qui, invece, lasciate così: un conto è "nappare" il piatto con la salsa, un altro è affogarcelo)
100 g di creme fraiche ( se non l'avete, mascarpone)
succo di limone
1 cucchiaino di capperi dissalati
1 cucchiaino di erba cipollina
buon appetito
alessandra
Premessa: per i book.aholic, stasera posto la recensione de La Principessa di Ghiaccio, visto che ieri sera non ho resistito e ho dato due anticipazioni su Facebook. Con la settimana entrante, torniamo seri e passiamo a Glauser, prometto...
Ricetta veloce, recuperata dagli archivi della nius letter, con foto e stile da nius- e solo per il semplice motivo che questa settimana non ho cucinato per niente. E quando dico per niente, prendetelo alla lettera, perchè se ho acceso il fornello è stato solo per mettere su il tè. Tutto perchè il marito è via da domenica scorsa e io e la creatura ci siamo fatte "una settimana da donne", provando tutti i sushi restaurant di Genova, pranzando a cavolini con panna e cioccolate calde e stringendo una calda e profonda amicizia con la ragazza delle pizze a domicilio, a cui va l'immenso pregio di aver provveduto al rifornimento quotidiano di pizza&coca senza chiedere nulla. Ci siamo viste tutte le puntate di C.S.I., un po' di repliche del dottor house, ci siamo vestite in total bleek o in total braun e abbiamo convenuto che Anthony Bourdain è lo chef più figo del mondo. Abbiamo letto caterve di libri, siamo andate dal parrucchiere e dall'estetista e- udite udite- ho pure recuperato l'arretrato, sia dell'ufficio che della stireria, senza contare la micra (ancora) bella pulita. Ho una casa profumata, perfettamente in ordine, i cassetti tutti a posto e il piano della scrivania libero. In più, sono ancora in pigiama, con le ciabatte ai piedi e il cappuccino della nestlè in una mano, mentre con l'altra scrivo, senza che nessuno porti rogna ribadendo che non si fa così.
E questo, fino a stasera, alle 19.59. Perchè alle 20.00 atterra l'aereo e, in contemporanea, si accenderanno i fornelli, si rempiranno le lavatrici, si cercherà affannate un cm di spazio nello studio, mentre la creatura iniziaerà a rugnare e io a urlare come un'isterica. Però, da domani, avrete di nuovo ricette "serie" e foto infinitamente più belle di queste qui.
A conferma dell'antica saggezza popolare, che vuole che non tutti i mali etc etc...
Ricetta veloce, recuperata dagli archivi della nius letter, con foto e stile da nius- e solo per il semplice motivo che questa settimana non ho cucinato per niente. E quando dico per niente, prendetelo alla lettera, perchè se ho acceso il fornello è stato solo per mettere su il tè. Tutto perchè il marito è via da domenica scorsa e io e la creatura ci siamo fatte "una settimana da donne", provando tutti i sushi restaurant di Genova, pranzando a cavolini con panna e cioccolate calde e stringendo una calda e profonda amicizia con la ragazza delle pizze a domicilio, a cui va l'immenso pregio di aver provveduto al rifornimento quotidiano di pizza&coca senza chiedere nulla. Ci siamo viste tutte le puntate di C.S.I., un po' di repliche del dottor house, ci siamo vestite in total bleek o in total braun e abbiamo convenuto che Anthony Bourdain è lo chef più figo del mondo. Abbiamo letto caterve di libri, siamo andate dal parrucchiere e dall'estetista e- udite udite- ho pure recuperato l'arretrato, sia dell'ufficio che della stireria, senza contare la micra (ancora) bella pulita. Ho una casa profumata, perfettamente in ordine, i cassetti tutti a posto e il piano della scrivania libero. In più, sono ancora in pigiama, con le ciabatte ai piedi e il cappuccino della nestlè in una mano, mentre con l'altra scrivo, senza che nessuno porti rogna ribadendo che non si fa così.
E questo, fino a stasera, alle 19.59. Perchè alle 20.00 atterra l'aereo e, in contemporanea, si accenderanno i fornelli, si rempiranno le lavatrici, si cercherà affannate un cm di spazio nello studio, mentre la creatura iniziaerà a rugnare e io a urlare come un'isterica. Però, da domani, avrete di nuovo ricette "serie" e foto infinitamente più belle di queste qui.
A conferma dell'antica saggezza popolare, che vuole che non tutti i mali etc etc...
SMOKED SALMON CHEESECAKE
(converto dalle dosi anglosassoni, quindi la grammatura non è precisa, ma è questione di poca roba- in più, stiamo sul salato, quindi anche se non si rispettano le dosi passo passo è lo stesso)
60 g di parmigiano reggiano grattugiato
60 g di pane grattugiato
4 cucchiai di burro fuso
Primo intervento: non so quanto piccole siano le teglie americane, ma per le nostre (stampo a cerniera da 26 cm di diametro) bisogna raddoppiare le dosi: indicativamente, 250 g di briciole 80-100 di burro fuso. Non abbondate col burro, anche se vi sembra che l'impasto resti "sbricioloso" perché quando si indurisce non c'è verso di tagliare la base. Compattatela con le mani e non preoccupatevi se non sta perfettamente insieme: il riposo in frigo aggiusta tutto
dopo aver fatto la base, mettete la tortiera in frigo e preparate il ripieno
30 g di cipolla tritata
1 cucchiaio di olio EVO
mezzo spicchio d'aglio tritato ( se vi dà fastidio l'aglio o lo eliminate del tutto o usate lo spicchio intero e "vestito", cioè con la buccia)
250 g di formaggio tipo philadelphia
1 uovo
30 g di panna
150 g di salmone affumicato
ANCHE QUI, RADDOPPIATE TUTTO, TRANNE CHE LA DOSE DEL SALMONE AFFUMICATO: 200 G PER ME POSSONO ANDARE. AL MASSIMO , ARRIVATE A 250.
per la salsa ( qui, invece, lasciate così: un conto è "nappare" il piatto con la salsa, un altro è affogarcelo)
100 g di creme fraiche ( se non l'avete, mascarpone)
succo di limone
1 cucchiaino di capperi dissalati
1 cucchiaino di erba cipollina
Gli Anglosassoni fanno tutto nel mixer (vedi la Nigella): quindi, non aspettatevi niente di elaborato
Prendete una padella, scaldate l'olio con l'aglio e fate stufare la cipolla in un mestolo d'acqua, a fuoco basso, coperto.
Nel frattempo, prendete questo benedetto mixer e tritate il salmone: poi aggiungete il formaggio, la panna e l'uovo, e tritate di nuovo: in ultimo la cipolla e- indovinate un po'?- tritate ancora, più finemente se volete un piatto raffinato, grossolanamente per l'effetto rustico.
niente da dire contro i food processor, come li chiamano loro, ma secondo me, escluso il caso del salmone che va comunque tritato, qui sarebbe meglio usare le fruste elettriche: vale a dire: da una parte tritate il salmone, poi tritate la cipolla ( non insieme, per favore: un conto è assemblare degli ingredienti, un conto è spremerli insieme: è la stessa differenza che passa tra una coabitazione e una convivenza, per capirci- e in cucina la prima è meglio); in una terrina capiente, montate il formaggio e l'uovo. Alla fine, unite gli ingredienti tritati e amalgamateli bene, sempre usando la frusta elettrica. Non mettete sale, perché il salmone è sapido di suo: assaggiate alla fine e vedete voi se è il caso di aggiustare un po'. Versate la crema nella tortiera e mettete in forno a 170 gradi e far cuocere per crca un'ora.
Prendete una padella, scaldate l'olio con l'aglio e fate stufare la cipolla in un mestolo d'acqua, a fuoco basso, coperto.
Nel frattempo, prendete questo benedetto mixer e tritate il salmone: poi aggiungete il formaggio, la panna e l'uovo, e tritate di nuovo: in ultimo la cipolla e- indovinate un po'?- tritate ancora, più finemente se volete un piatto raffinato, grossolanamente per l'effetto rustico.
niente da dire contro i food processor, come li chiamano loro, ma secondo me, escluso il caso del salmone che va comunque tritato, qui sarebbe meglio usare le fruste elettriche: vale a dire: da una parte tritate il salmone, poi tritate la cipolla ( non insieme, per favore: un conto è assemblare degli ingredienti, un conto è spremerli insieme: è la stessa differenza che passa tra una coabitazione e una convivenza, per capirci- e in cucina la prima è meglio); in una terrina capiente, montate il formaggio e l'uovo. Alla fine, unite gli ingredienti tritati e amalgamateli bene, sempre usando la frusta elettrica. Non mettete sale, perché il salmone è sapido di suo: assaggiate alla fine e vedete voi se è il caso di aggiustare un po'. Versate la crema nella tortiera e mettete in forno a 170 gradi e far cuocere per crca un'ora.
Per la salsa, mischiare tutti gli ingredienti, questa volta usando una frusta normale, non elettrca intendo. Aggiustare di sale e pepe.
Quando la cheese cake è pronta, lasciarla intiepidire prima di togliere la cerniera: servitela a fette, ciascuna cosparsa con un po' di salsa
Se preferite la versione "a crudo"
1. togliete l'uovo
2. aggiungete 6 fogli piccoli di colla di pesce (paneangeli)
3. fatela riposare in frigo almeno 6 ore
Quando la cheese cake è pronta, lasciarla intiepidire prima di togliere la cerniera: servitela a fette, ciascuna cosparsa con un po' di salsa
Se preferite la versione "a crudo"
1. togliete l'uovo
2. aggiungete 6 fogli piccoli di colla di pesce (paneangeli)
3. fatela riposare in frigo almeno 6 ore
buon appetito
alessandra
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lunedì 3 agosto 2009
Cheese cake di carote, mandorle e verbena
Chi la fa? Lo aspetto... le ricette "d'autore" per i nostri lettori
Prima di leggere il post, fai un salto qui
Se mio suocero dovesse mai temere rivali in amore, dovrebbe guardarsi le spalle da Donna Brown-strepitosa ed eclettica flower designer con cui oggi inauguriamo questa rubrica. La sua ultima fatica si intitola Food and Flowers (Ed. Electa) ed è un inno alla creatività, in cucina e in ogni angolo della casa, che l'autrice insegna ad abbellire e a rendere più piacevole con le sue composizioni floreali. E' un libro che trasuda amore e semplicità, ma che non può celare lo straoridinario talento di questa donna, capace di creare con poco oggetti di gran classe- una filosofia, se così si può dire, che trasferisce anche alla selezione delle ricette, suddivise per stagioni e tutte contraddistinte dagli stessi parametri di scelta: ingredienti semplici, di facile reperibilità, tecniche per nulla complesse, ma prodotti finali che lasciano senza fiato per eleganza e originalità: e la ricetta qui sotto ne è un valido esempio
CHEESECAKE DI CAROTE, MANDORLE E VERBENA-
da Donna Brown, Food & Flowers, ed. Mondadori- Electa, 2009, p. 33
per 6 persone
preparazione: 30 minuti
raffreddamento: 4 ore
150 g di cracker salati
75 g di burro
500 g di formaggio da tavola spalmabile
30 g di porro
1 dozzina di baby carote con il ciuffo
75 g di mandorle tostate e tritate
2 cucchiai di foglie di verbena
scorza di limone non trattato
olio extravergine di oliva
pepe di Szechuan
Preparare un cheese cake freddo è molto facile. Questo va fatto con porri e mandorle, per dare un po' di brio, e con le baby carote, deliziose alla vista.
E' un piatto allegro, che ravviva qualsiasi tavola, ma fa la sua bella figura anche in un buffet.
Foderate di carta da forno uno stampo a cerniera a bordi alti, del diametro di 24 cm.
Frullate i cracker con il burro freddo e riempitene la base dello stampo, pressandoli bene.
Frullate il formaggio con la parte bianca del porro pulito e tritato, la verbena, la scorza di limone e 50 g di mandorle tostate e tritate. Profumate con una generosa macinata di pepe di Szechuan, versate la crema nello stampo e livellatela bene. Cospargete con i 25 g di mandorle rimaste, coprite e tenete in frigorifero per almeno 4 ore.
Pulite le carotine, lasciando intatta la parte iniziale con il ciuffo e conditele con un filo d'olio, sale e pepe di Szechuan.
Sformate il cheesecake e disponetelo su un piatto di portata; decorate con le carotine e servite
Due annotazioni veloci
1. la verbena si trova in erboristeria. Secondo mia suocera (laurea in botanica, detto tutto) si potrebbe anche coltivare sul balcone di casa, perché è una pianta che ha pochissime necessità e resiste bene a tutto.
2. le carote crude: lì per lì, ero così perplessa che avevo scartato la ricetta, pensando che non tutti possono avere a disposizione carote così tenere da poteressere mangiate crude senza dover ruminare per delle mezz'ore. Poi, ho pensato che si possono anche grattugiare sopra, magari dando lo stesso la forma di un fiore, oppure scottare in acqua bollente, lasciandole comunque croccanti, e farle raffreddare bene prima di disporle sulla torta.
Per il resto, è una ricetta che mi intriga parecchio, per la combinazione di sapori e per gli abbinamenti ( tradizionale da una parte, con le carote e le mandorle, ma innovativo nella tecnica- a crudo e con il formaggio). La presentazione, poi, è favolosa... quasi quasi la preparo ;-)
Chi la fa? Io aspetto...
Alessandra&Daniela
Prima di leggere il post, fai un salto qui
Se mio suocero dovesse mai temere rivali in amore, dovrebbe guardarsi le spalle da Donna Brown-strepitosa ed eclettica flower designer con cui oggi inauguriamo questa rubrica. La sua ultima fatica si intitola Food and Flowers (Ed. Electa) ed è un inno alla creatività, in cucina e in ogni angolo della casa, che l'autrice insegna ad abbellire e a rendere più piacevole con le sue composizioni floreali. E' un libro che trasuda amore e semplicità, ma che non può celare lo straoridinario talento di questa donna, capace di creare con poco oggetti di gran classe- una filosofia, se così si può dire, che trasferisce anche alla selezione delle ricette, suddivise per stagioni e tutte contraddistinte dagli stessi parametri di scelta: ingredienti semplici, di facile reperibilità, tecniche per nulla complesse, ma prodotti finali che lasciano senza fiato per eleganza e originalità: e la ricetta qui sotto ne è un valido esempio
CHEESECAKE DI CAROTE, MANDORLE E VERBENA-
da Donna Brown, Food & Flowers, ed. Mondadori- Electa, 2009, p. 33
per 6 persone
preparazione: 30 minuti
raffreddamento: 4 ore
150 g di cracker salati
75 g di burro
500 g di formaggio da tavola spalmabile
30 g di porro
1 dozzina di baby carote con il ciuffo
75 g di mandorle tostate e tritate
2 cucchiai di foglie di verbena
scorza di limone non trattato
olio extravergine di oliva
pepe di Szechuan
Preparare un cheese cake freddo è molto facile. Questo va fatto con porri e mandorle, per dare un po' di brio, e con le baby carote, deliziose alla vista.
E' un piatto allegro, che ravviva qualsiasi tavola, ma fa la sua bella figura anche in un buffet.
Foderate di carta da forno uno stampo a cerniera a bordi alti, del diametro di 24 cm.
Frullate i cracker con il burro freddo e riempitene la base dello stampo, pressandoli bene.
Frullate il formaggio con la parte bianca del porro pulito e tritato, la verbena, la scorza di limone e 50 g di mandorle tostate e tritate. Profumate con una generosa macinata di pepe di Szechuan, versate la crema nello stampo e livellatela bene. Cospargete con i 25 g di mandorle rimaste, coprite e tenete in frigorifero per almeno 4 ore.
Pulite le carotine, lasciando intatta la parte iniziale con il ciuffo e conditele con un filo d'olio, sale e pepe di Szechuan.
Sformate il cheesecake e disponetelo su un piatto di portata; decorate con le carotine e servite
Due annotazioni veloci
1. la verbena si trova in erboristeria. Secondo mia suocera (laurea in botanica, detto tutto) si potrebbe anche coltivare sul balcone di casa, perché è una pianta che ha pochissime necessità e resiste bene a tutto.
2. le carote crude: lì per lì, ero così perplessa che avevo scartato la ricetta, pensando che non tutti possono avere a disposizione carote così tenere da poteressere mangiate crude senza dover ruminare per delle mezz'ore. Poi, ho pensato che si possono anche grattugiare sopra, magari dando lo stesso la forma di un fiore, oppure scottare in acqua bollente, lasciandole comunque croccanti, e farle raffreddare bene prima di disporle sulla torta.
Per il resto, è una ricetta che mi intriga parecchio, per la combinazione di sapori e per gli abbinamenti ( tradizionale da una parte, con le carote e le mandorle, ma innovativo nella tecnica- a crudo e con il formaggio). La presentazione, poi, è favolosa... quasi quasi la preparo ;-)
Chi la fa? Io aspetto...
Alessandra&Daniela
libri
carote
,
cheesecake
,
donna brown
,
verbena
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