...benedire.
....Forse...
....Chissà....
Sia chiaro: io sono contenta che ci siano così tanti blog di cucina. Contentissima. E' una specie di sogno che non avrei mai osato fare, qualche anno fa- quello di avere così tante ricette a disposizione, in tutte le lingue, in tutte le solfe. Ed è un segno di una libertà di espressione vera, che non solo non conosce censure, ma neppure prevede l'adeguamento a parametri imposti da altri: non c'è un editore che screma, non c'è uno sponsor che vaglia, meno che mai c'è una (sempre odiosa) commissione di esperti che decide chi sì e chi no. Qui, ognuno ha la possibilità di realizzare un proprio desiderio, in modi e tempi che gli sono propri-e il resto, mancia: alla gratuità di un accesso e di un "kit da bravo food blogger" che valgono per tutti corrispondono la specificità di un sapere e la peculiarità di una comunicazione che sono solo dell'autore e che vengono messi a disposizione di chiunque abbia la cortesia di passare da noi.
Il che, per una come me, il cui sogno è di fare il tuffo nella piscina di Paperon de Paperoni- piena di libri, piena di biglietti aerei, piena di foglietti con su scritte tante ricette- ha il sapore dell'euforia: prova ne è il mio archivio di ricette scaricate dalla rete, che è quanto di più parossistico e forsennato abbia mai prodotto il neurone solitario: datemi un blog roll e vi archivierò il mondo.
Epperò.... epperò, c'è l'altra faccia della medaglia: vale a dire, i rischi della troppa informazione. Il più evidente dei quali è la perdita delle notizie davvero importanti, a causa di un continuo bombardamento di notize che, alla lunga, smorzano il tuo interesse. Ne avevo sentito parlare pe rla prima volta ai tempi della maturità, quando ogni occasione è buona per il toto tema: la mia "cadeva" nel 1984 e Orwell era uno degli autori a rischio estrazione. Le pagine della culutra dei giornali pullulavano di editoriali sull'argomento, tutti volti a rilevare le analogie e le differenze fra il 1984 descritto nel romanzo e quello reale e molti si occupavano dell'informazione: lo facevano tutti col sollievo di chi scampa un pericolo o di chi "lo aveva detto" e la tendenza era quella di comparare la sempre più vertiginosa crescita delle pubblicazioni e delle televisioni alla falsità delle notizie targate Grande Fratello, e finivano tutti allo stesso modo: noi, no.
Uno solo aveva detto "noi, sì- fra poco": azzardo un Ernesto Galli della Loggia, da L'Espresso o Panorama, in un articolo che mi aveva letteralmente inchiodata alla fermata dell'autobus: lui sosteneva che la strada della non informazione l'avevamo imboccata da un pezzo, anche se da un altro accesso, più subdolo e insidioso. I giornali erano pieni zeppi di notizie, i telegiornali erano sempre più numerosi, di attualità si occupava anche Topolino e il risultato era che la gran parte di questo materiale scivolava via dal nostro cervello come acqua fresca.
La stessa cosa che- mutatis mutandis- capita con tutti questi blog di cucina: alla lettura attenta dei blog pionieri ha fatto seguito una scorsa veloce ai blog rolls dei blog preferiti, col risultato che, in mezzo a tante cose buone, le migliori finiscono per essere tralasciate o trascurate, a maggior ragione se si tratta di portate tradizionalmente meno invitanti come ad esempio i secondi piatti.
Ed è un peccato perchè, oltre alle considerazioni generali di cui sopra, secondo me son più preziose le "dritte" di una cucina di tutti i giorni e i suggerimenti sulla tecnica, che non la ricetta dell'ultima torta a strati o dell'ennesima cupcake animata: ma tant'è, il mondo va così e quello virtuale non fa eccezione.
Quindi, pur sapendo che
1. questo post no se lo filerà nessuno
2. nessuno sbaverà su queste foto
3. nessuno metterà in pratica questo consiglio
il risultato del nostro ultimo esperimento è stato così esaltante che chissenefrega dei punti 1.2.3: io ve lo racconto lo stesso...
COTTURA DEL PESCE AL FORNO AL POMPELMO ROSA
Non so se è capitato anche a voi, ma in questi ultimi anni, dopo un'indigestione di ingredienti esotici e di cucina fusion, noi ci stiamo orientando sempre di più verso l'essenziale. Tendiamo a sottrarre, anzichè ad aumentare, preferendo cibi "in purezza" piuttosto che preparazioni elaborate che, ultimamente, hanno per noi il sapor dell'intruglio. Questo ha significato una progressiva attenzione verso cose che prima ci interessavano meno- e cioè una maniacale verifica della qualità della materia prima da un lato e un rinnovato interesse verso le tecniche di cottura. Il discorso vale un po' per tutto - carni, uova, verdure- e diventa una sorta di imperativo categorico sul pesce che, anche al tempo della cucina svuota frigo rappresentava l'eccezione: sarà che son cresciuta a pesce pescato all'amo e mangiato appena fuori dall'acqua, ma non ho mai tollerato robe paciugate, su questo fronte. Preso, eviscerato e mangiato, per intenderci.
Nello stesso tempo, una cottura sbagliata uccide il miglior pesce del mondo: e così, sono anni che sperimentiamo tecniche varie. In principio era l'olio, poi il cartoccio, poi il sale- e poi la grande stagione della meringa salata, che dura ancor oggi e che mi è valsa la gratitudine di parenti, amici e pescivendolo dell'angolo. Recentemente, però, mio marito ha avuto la trovata di provare a cuocere due orate dopo averle coperte di fettine di pompelmo rosa, lasciandole in forno a 180 gradi per una ventina di minuti. Il risultato è stato strepitoso: la carne del pesce è rimasta umida, tenerissima e con in più il retrogusto agrodolce del pompelmo rosa, che si è per così dire "infiltrato" nella carne in cottura, conferendo una straordinaria omogeneità al piatto. In sè, una scemata, ma con un risultato da paura...
ORATE ALLA (PIU' O MENO) LIGURE
La tradizione dice "patate, pinoli e olive di Taggia"- ma qualche variazione è ammessa, come quella che vedete nella foto: orate, pomodorini pachino tagliati a metà, olive taggiasche, una manciata di pinoli, un po' di prezzemolo, sale grosso, un giro d'olio extravergine e in forno a 180 gradi, per una ventina di minuti, per una "non ricetta" che ha il sapore di festa.
Se riusciamo, oggi pomeriggio parte lo Starbooks
Buona giornata
Ale





