Visualizzazione post con etichetta carciofi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta carciofi. Mostra tutti i post

mercoledì 15 maggio 2013

CUCINA SARDA: MALLOREDDUS CARCIOFI E BOTTARGA


Un'altra pasta della tradizione sarda: Is malloreddus. I malloreddus, nome con cui si chiamano nella zona del Campidano, sono dei piccoli gnocchi di semola di grano duro e acqua, si trovano a comprare, ormai, in ogni negozio, ma fatti in casa hanno un sapore completamente diverso, è una pasta che si abbina bene ad ogni condimento, verdure, pesce, salsiccia, alla barbaricina, oppure con bottarga e carciofi, come li ho conditi io
I malloreddus nel Sassarese sono chiamati cigiones o ciciones, nel Logudoro macarones caidos o macarones de punzu, nel Nuorese cravaosQui trovate la tavoletta di legno con cui rigare gli gnocchetti, e qui la ricetta per l'impasto. Comunque, una buona semola rimacinata, questa è la cosa principale, tanta voglia di fare e si impara subito.

sabato 9 marzo 2013

CARCIOFI ALLA GIUDIA


A me piace molto la cucina ebraica e le poche ricette che conosco, le faccio molto spesso. I carciofi alla giudia sono una prelibatezza che uniscono la bontà del carciofo e il metodo di cottura: la frittura, anzi la doppia frittura. Questa è la ricetta di uno dei più vecchi ristoranti di cucina ebraica di Roma: Giggetto al Portico d'Ottavia. In questo noto ristorante, posizionato nel cuore del ghetto, si mangiano le migliori specialità della cucina ebraica e i carciofi sono appunto una di queste.

Ingredienti


carciofi romaneschi razza mammola (per intenderci quelli grandi)
olio extravergine di oliva (io olio Dante)
limone per passare sui carciofi
poco sale



Pulite, o fatevi pulire, i carciofi (il numero decidetelo voi) metteteli nell'acqua acidulata con il limone, poi prendendoli per il gambo, che va lasciato abbastanza lungo (anche per motivi estetici) batteteli piano piano su un tagliere in modo che si allarghino un po' le foglie e facciano cadere l'acqua del lavaggio. Mettete abbondante olio in un tegame,  (che sia extravergine) alto e largo (per quei 4 carciofi io ho messo quasi 1 litro di olio) quando l'olio è caldo immergeteci i carciofi che devono essere coperti quasi fino al gambo. Fateli cuocere a fuoco medio fino a che sono cotti e un po' dorati, girandoli in modo che si cuocia anche il gambo. Spegnete e metteteli a scolare in piedi, nella stessa posizione di cottura. Una volta freddi prendeteli in mano uno per volta e con delicatezza allargate le foglie fino a farli diventare come dei fiori e rimetteteli  nella stessa posizione fino al momento di andare in tavola. Cinque minuti prima di mangiare accendete il gas sotto l'olio e quando è molto caldo, da frittura, adagiateci i carciofi sempre in piedi, fateli friggere fino a che non sono dorati (pochi minuti) e spruzzate acqua fredda nelle foglie per farle diventare croccanti. Toglieteli dal fuoco, metteteli in un vassoio, un pizzico di sale e subito a tavola, mangiateli sfogliandoli....sentire che bontà!!!

Con questa ricetta partecipo al contest di Donatella del blog Fior di rosmarino per il colore verde



lunedì 22 ottobre 2012

Mugnaia di Elice ai carciofi, con rughetta e ricotta forte...nuova collaborazione




Per parlare delle origini di questa pasta, bisogna andare indietro nel tempo, quando ancora sulle rive dei nostri fiumi erano visibili e numerosi i mulini. Si racconta che i mugnai della vallata del fiume Fino preparassero un impasto fatto con acqua e farina ottenendo così un lunghissimo filo di pasta che, condito con olio, aglio e poco altro, spesso era l'unica cosa che molte famiglie mettevano in tavola. Si racconta anche che Federico Barbarossa si nutrì, durante una sosta nella vallata, detlla pasta che è oggi famosa.
Famosa perché nel 2002, la Mugnaia di Elice è stata proclamata "Pasta Campione d'Italia" nel concorso nazionale di cucina per casalinghe.
Io sono una che fa la pasta a mano da sola, uso buone farine, uova biologiche e non sono una che si accontenta facilmente, però devo dire che la pasta di Elice mi ha conquistata, ha un buon sapore, una tenuta in cottura notevole, un buon rendimento, l'acqua non diventa troppo bianca e il sapore è ottimo, promossa a pieni voti. 
Il Pastificio Mugnaia nasce circa 60 anni fa quando, si legge nella spiegazione dell'Azienda, la nonna Dionina aprì uno dei primi ristoranti della zona di Pescara e la stessa passione la mettono i nipoti nel portare avanti l'attività del Pastificio, ormai accreditato presso i migliori ristoranti.
Le ricette che presenterò saranno quasi tutte con verdure, io non amo la carne, al massimo abbinerò dei mollouschi. Andiamo a presentare la prima ricetta: Mugnaia di Elice ai carciofi, con rughetta e ricotta forte.


Ingredienti:

500 grammi di pasta Mugnaia di Elice anche qui per l'acquisto online
6 carciofi di Brindisi, sono i primi
1 cipolla
4 cucchiai di olio evo io Olio extravergine Dante
1 mazzetto di rughetta selvatica
ricotta forte da grattare sopra

Pulire i carciofi, lasciando solo la parte tenera, tagliarli a fettine e metterli in una padella dove avrete già fatto rosolare una cipolla tagliata a fettine. Fate cuocere i caruciofi senza rosolarli troppo, intanto mettete una grande pentola con molta acqua, circa 7 litri, la pasta ha bisogno di molta acqua per cuocere bene, appena bolle aggiungete il sale e calate la pasta, così come la vedete, tutta attaccata, un piccolo mattoncino, non cercate di staccarla, si stacca da sola in acqua dopo qualche minuto. appena cotta, 10 minuti, tiratela su con una pinza, non scotale mai la pasta troppo, ha bisogno della sua acqua di cottura per essere condita, mettetela nella padella e ripassatela velocemente sul fuoco, poco poco, aggiungete la rughetta e grattugiate sopra la ricotta forte. Impiattate e un giro di olio, è semplicemente divina, con solo due ingredienti e niente altro. La semplicità, se le cose sono buone, è importante. Buon appetito...



giovedì 22 settembre 2011

Carciofi ripieni


A Roma si fa spesso il carciofo ripieno e ripieno di pecorino romano, è una delizia.
Devo confessare che questi non li ho fatti adesso, questi si fanno con le Mammole, il carciofo romanesco, quello grande e largo, non con lo spinoso toscano, il violetto sardo, quelli si usano per altre preparazioni, la mammola cresce apposta per essere fatta alla giudia e ripiena. Viene fuori dopo gli altri carciofi, un po' più tardi, è un buon carciofo, anche se di sapore io preferisco gli altri, gli spinosi.

Prendete i carciofi, devono essere belli grandi. puliteli intorno, ma non tagliate troppo le foglie in altezza, togliete invece i gambi, pareggiateli, allargate le foglie centrali e con un cucchiaino cercate di togliere la parte centrale del carciofo, il pelo, che non va mangiato, non fa bene. Lavateli bene, in modo che l'acqua vada dentro alle foglie e sbatteteli sul lavabo dalla parte delle foglie, in modo che perdano l'acqua e si allarghino. Lasciateli a testa in giù per farli scolare bene.

Ingredienti per 3 carciofi grandi, mammola
100 grammi di pecorino
50 grammi di pane grattato
un ciuffo di prezzemolo
un uovo
sale, pepe, noce moscata
menta romana


Unite tutto assieme, e fate un impasto,  poi riprendete i carciofi, e tra una foglia e l'altra mettete un po' di ripieno, fate così con tutto il carciofo, stringeteli un po' e metteteli in un tegame un po' alto, devono stare in piedi, aggiungete dell'olio evo e acqua, che arrivi quasi a metà dei carciofi. A fuoco medio fateli cuocere, lentamente, la cosa è abbastanza veloce, i carciofi cuociono presto, fate ritirare l'acqua e poi serviteli, sono ottimi come secondo.