Visualizzazione post con etichetta zucchero. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta zucchero. Mostra tutti i post

martedì 28 maggio 2013

CANNOLI ALLA SICILIANA


La ricetta è di quelle che ti fanno venire l'acquolina in bocca, chi non ama i cannoli alla siciliana? questo, insieme alla cassata è il dolce per chi ama la ricotta, ed è uno dei più rappresentativi della Sicilia all'estero, conosciuto e apprezzato da tutti per la sua dolcezza e delicatezza. E' un dolce carnevalesco, ma ormai si trova tutto l'anno e tutte le pasticcerie, anche a Roma ne fanno bella mostra, e quelli piccolini fanno ormai parte della pasticceria mignon, sono deliziosi, uno tira l'altro. Andiamo a preparare la "scorcia" l'involucro del cannolo.

lunedì 18 marzo 2013

ANGEL CAKE



Avevo albumi in quantità industriali, o facevo le meringhe, o i maccarons, ho preferito la Angel cake, era diverso tempo che volevo provarla così sono andata in giro e mi sono imbattuta in un sito di scienza e gastronomia, Innovidea dove si spiega in modo scientifico la reazione chimica che avviene durante la sbattitura degli albumi e tante altre cose utili, molte sconosciute.
Lo “angel food cake” per la sua leggerezza e per il suo colore è il “dolce degli angeli”.
L’origine del dolce è Americana e la prima ricetta apparve nel 1884 nel libro The Boston   Cooking School Cookbook by Mrs D. A. Lincoln, d’altronde non bisogna dimenticare che le uova prima venivano montate utilizzando i ramoscelli e le spugne e solo nel 1865 venne brevettato il primo “sbattitore” rotante, per cui senza sbattitore questa torta non si poteva fare.
Le ricette sono tutte uguali, pochi gli ingredienti, è un dolce semplice, solo qualche accorgimento. Io mi sono affidata a questo sito Innovidea, dove ho trovato interessanti spiegazioni sul perché un ingrediente ha una determinata reazione messo al contatto con un altro ingrediente o con il calore o il freddo, anzi vi consiglio di passare da questo sito, è davvero interessamte.

Ingredienti:

360 grammi di albume di uovo
200 grammi di zucchero semolato
4 grammi di cremor tartaro, io lo uso normalmente
aroma di vaniglia, io uso sempre la bacca di vaniglia
aroma mandorla, io non uso aromi sintetici, ho messo solo la bacca
4 grammi di sale
120 grammi di farina OO

Vi metto anche questa spiegazione , io la trovo interessante, sempre dallo stesso sito

A cosa servono gli ingredienti:

L’albume montato a neve ingloba aria che durante la cottura si dilata facendo gonfiare la torta.
Lo zucchero stabilizza l’albume montato a neve.
Il cremor tartaro stabilizza l’albume montato a neve. Se piace l’aroma di limone, si possono aggiungere 2 ml di succo per ogni albume, in quanto l’acido citrico contenuto nel limone svolge la stessa funzione stabilizzante del cremor tartaro.
La farina apporta proteine che si trasformano in glutine durante l’impastamento e danno struttura al dolce. Si usa la farina per dolci perché ha meno proteine e quindi meno glutine rispetto alla farina utilizzata per la panificazione. Con meno glutine si ottiene un dolce più leggero e meno gommoso.
Il sale è aggiunto per dare sapore, ma poiché allunga il tempo di montatura delle uova e destabilizza la schiuma è meglio mescolarlo con la farina.

stampo da Angel Cake


Scaldare gli albumi a bagnomaria, appena tiepidi, non cotti, montano meglio, separateli stando attendo a non contaminarli con il tuorlo, procedete lentamente a montare gli albumi, quando si forma la prima schiuma aggiungete il cremor tartato e continuate a sbattere. Quando i vostri albumi formano le prime colline di neve morbide aggiungete, a cucchiai, lo zucchero, quando cominciano a formarsi le "montagne" solide, aggiungete gli aromi, per la bacca dovete aprirla e raschiare i semini, quando capite che gli albumi sono montati, aggiungete la farina setacciata con il sale a cucchiaiate e incorporate lentamente con una spatola al composto. Se avete uno stampo da Angel cake, questo in foto, vi conviene rivestirlo di carta forno perché non si dovrebbe usare nessun grasso, per cui niente burro, io ho usato uno stampo in silicone, meno bello, ma più facile da usare, quando è freddo si sforma benissimo, come si vede nella mia foto.
Infornate a 190° per 30/35 minuti, dipende dal tipo di forno, gas o elettrico,  è pronto quando, toccando la superficie, questa è elastica. Togliete dal forno e girate a testa in giù, per evitare che collassi, fino a che non è del tutto freddo. Sformate e deliziatevi con questa splendida torta degli angeli, io l'ho spolverata con  un po' di zucchero a velo.

venerdì 8 marzo 2013

CAPRESE AL CIOCCOLATO BIANCO

E' un periodo che amo fare i dolci, torte di ogni tipo, impasti morbidi,  torte con il cioccolato, poi le assaggio e basta, però mi piace farle, gli dedico un po' di tempo. E anche stasera vi offro una delizia della pasticceria italiana famosa nel mondo: la caprese al cioccolato bianco. Raffinata, superlativa, morbida, dolce, sublime, tutto si può dire di questa splendida creazione. Tutta la Costiera c'è dentro a questo dolce, i colori, i profumi che escono dal forno mentre la torta cuoce riempiono la casa, i profumi degli splendidi limoni di Sorrento, di Amalfi e di tanti altri luoghi meno conosciuti, il limoncello, altra delizia nata in questi bellissimi paesini arroccati sulla Costiera, così tanto degradati e deturpati, da scellerate costruzioni selvagge, senza nessuna regola, luoghi incantati distrutti dalla mano della camorra che purtroppo fa da padrona in questa regione che potrebbe vivere molto bene con le sue risorse se non ci fosse questo cancro che le impedisce qualunque tipo di crescita, anzi la costringe sempre a fare passi indietro, in ordine cronologico l'incendio alla Città della Scienza, un posto bellissimo pieno di arte e cultura andato in fumo nel giro di poche ore, è sì perché la cultura è quella cosa che le organizzazioni criminali non amano, sì sa che più la gente ha cultura più è difficile da manovrare, pensa con la propria testa e magari si ribella anche...bene andiamo alla nostra ricetta, presa pari pari da Sale&pepe di ottobre.

Ingredienti:

loro dicono che questa dose è per 12 persone, a me, da ieri sera, ne è rimasto 1 quarto...comunque è per una teglia da 26 cm, io ne ho usata una leggermente svasata, mi piace di più questa forma, rivestita di carta forno bagnata e strizzata, altrimenti l'impasto, abbastanza liquido, si attaccherebbe alla teglia anche se imburrata e infarinata.

200 grammi di mandorle spellate
200 grammi di cioccolato bianco
5 uova biologiche 
150 grammi di zucchero semolato
150 grammi di burro
4 limoni non trattati, i miei vengono da un giardino di Ostia, belli, grossi e profumati
1 bicchierino di limoncello, io 2 home made che trovate qui, anzi è rosolio al limone un po' diverso
zucchero a velo per spolverare
mandorle a lamelle - omesse -
foglioline di menta - omesse




Frullare le mandorle, devono diventare finissime, con il cioccolato e lo zucchero semolato, poi aggiungere il burro e frullare ancora. Versare l'impasto in una ciotola e aggiungere le uova, uno alla volta, il limoncello, la scorza dei 3 limoni e 3 cucchiai di succo di limone, mescolare fino ad amalgamare il tutto.  Foderare la tortiera (come sopra) e cuocere a 180°C  per un'ora. La torta andrebbe fatta riposare 12 ore e mangiata il giorno successivo, noi l'abbiamo mangiata dopo 6/7, era buona.
Quando è fredda sformatela, spolverizzatela con lo zucchero a velo e decoratela come preferite con fettine di limone o altro. Conservatela in frigorifero, se avanza.

Con questa ricetta partecipo al contest  di Donatella del blog Fior di Rosmarino per festeggiare i due anni del blog

























mercoledì 20 febbraio 2013

SOUFFLE' AL LIMONE




Adoro i  soufflé, dolci e salati, dai più semplici a quelli più complicati, stranamente, anche con il precedente forno vecchissimo e tutto spifferi mi venivano benissimo, è noto che il soufflé non ama le correnti d'aria, insomma mi piacciono e mi vengono bene, questo è anche facile, una ricettina recente trovata su una rivista di quelle meno conosciute, ma ricca di muffin, biscotti e questo bel soufflé al limone. Ho ancora questi splendidi limoni di giardino e dovevo utilizzare.

Due parole sull'origine del piatto.
Il soufflé o sufflè è un tipico piatto francese. La cottura del soufflé avviene lentamente, è un processo molto delicato ed a cui bisogna prestare molta attenzione, per questo, nel linguaggio comune, viene spesso usato come termine di paragone.
La parola soufflé è il participio passato del verbo francese souffler che vuol dire soffiare: è un po' la descrizione di cosa accade a quel miscuglio messo a cuocere nei forni.

Ingredienti per 6 piccoli soufflé:

la scorza di 2 limoni grandi o 3 piccoli, non trattati, meglio se biologici
300 ml di latte
25 grammi di farina
2 cucchiai  di creme fraiche
70 grammi di zucchero semolato + quello per gli stampi
25 grammi di burro
3 tuorli
4 albumi
zucchero a velo per spolverare (io non l'ho messo)


Dopo aver lavato i limoni con uno spazzolino, togliere la sola parte gialla della scorza con un pelapatate e metterla in una pentolina con il latte e poi sul fuoco, portate il latte ad  ebollizione e poi toglietela dal fuoco, copritela e lasciate in infusione per 10 minuti poi eliminate le scorze.
Setacciate in una pirofila la farina, unite la creme fraiche, poi aggiungete il latte e girate fino ad avere un composto liscio. Versate il composto in una pentola e portare sul fuoco, fiamma bassa fino a che non bolle, a quel punto unite lo zucchero e toglietela dal fuoco. Distribuite il burro a fiocchetti sulla superficie e lasciate riposare 5 minuti.
Quando sarà tiepida aggiungete i tuorli uno alla volta sbattendoli. 
Accendete il forno a 200°.
Montate gli albumi a neve soda e incorporare poco alla volta e delicatamente al composto.  Versate negli stampi imburrati e spolverizzati di zucchero semolato, infornate a 200° e cuocete per 15 minuti, fino a che non saranno gonfi, sfornateli, spolverizzateli di zucchero a velo e serviteli subito. i soufflé, lo sapete si abbassano nel tragitto dalla cucina al tavolo da pranzo...

Cosa è la creme fraiche (panna acida): da wikipedia

La crème fraîche è una crema tradizionale della cucina francese, ma oggi utilizzata e diffusa, anche in diverse varianti, in molte cucine europee. In particolare è un tipo di panna acida con il 28% di grassi.
È di colore bianco, di densità consistente e dal sapore leggermente acidulo a causa dell'utilizzo di colture batteriche.
La crème fraîche è ottenuta iniettando colture di Lactobacillus nella panna non pastorizzata, lasciando che i batteri si sviluppino finché la panna non risulti acidula e compatta. A questo punto il prodotto viene pastorizzato, in modo da porre fine alla proliferazione batterica. Per questo motivo la crème fraîche, a differenza dello yogurt, non può essere prodotta a partire dalla panna pastorizzata, in maniera "domestica": l'assenza di batteri, infatti, non permette l'insorgere di questo processo biologico.
Come surrogato domestico per la preparazione di piatti esotici, qualora non si abbia a disposizione della crème fraîche pastorizzata, si può realizzare una miscela con un cucchiaio di aceto o di limone in due tazze di panna e facendo cagliare il composto ottenuto.

Come fare una finta creme fraiche (panna acida)

Se non la trovi al supermercato puoi farla da te, utilizzando mezzo litro di panna fresca, 1 vasetto di yogurt bianco e il succo di un limone..basta amalgamare gli ingredienti, lasciarlo per qualche ora a temperatura ambiente e il gioco è fatto, non sarà la stessa cosa, ma il sapore è identico, provatela è buonissima...


martedì 12 febbraio 2013

CARAMELLE


Ultimo giorno di carnevale e ultime ricette, non scrivo nessun post, sul carnevale è stato scritto di tutto e di più, è inutile ripetersi, vado subito alla ricetta, è una ricetta particolare, io non so chi l'abbia data a mia madre, ho solamente un foglietto con 4 ingredienti e con scritto sotto: friggere!, certo lei ce le ha fatte tante di quelle volte che noi le conosciamo benissimo, ma non le ho mai trovate in nessuna pasticceria. Andiamo agli ingredienti:

Ingredienti:

per la pasta:
500 grammi di farina 0
100 grammi di burro
1 bicchiere di latte
1 pizzico di sale
olio di semi di arachide per friggere

per il ripieno:
la scorza grattata di 3 limoni o 2 molto grandi, mi raccomando di giardino
150 grammi di zucchero 

Impastare gli ingredienti e lavorare bene, far riposare un tempo giusto, circa 10 minuti. Nel frattempo mischiare lo zucchero e la scorza dei limoni, vedrete che lo zucchero si impregnerà dell'olio essenziale e diventerà subito giallo.  Tirare una o più sfoglie sottili, da queste ricavare dei quadrati di 6/7 cm di lato. Riempire con un cucchiaino di impasto il quadretto di pasta e chiuderlo a caramella (da qui il nome) sigillate i lati, però se il centro della caramella rimane un po' aperta va benissimo perché durante la frittura deve uscire un po' di impasto (come da foto) che si caramellerà è darà un sapore ancora più buono ai dolcetti,. Provatele, si possono fare anche se non è carnevale, sono molto particolari.
Per l'impasto io ho usato la pasta matta presa da Sale&pepe di settembre, siccome l'avevo fatta poche ore prima per una torta rustica, e me ne era avanzata tanta ho deciso di provare e sono venute benissimo, si vede, adesso vi lascio  gli ingredienti anche di questo impasto così potete scegliere:

Ingredienti pasta matta:

400 grammi di farina 0
6 cucchiai di olio evo
1 pizzico di sale
150 ml di acqua frizzante

Mettere tutti gli ingredienti nella planetaria, nella spianatoia o dove volete e amalgamare, lavorare  bene, avvolgete nella pellicola e far riposare, riprendere e tirare sfoglie molto sottili e procedere come sopra.
La differenza è che in questo impasto non c'è il burro e vista la pesantezza del fritto, avere un impasto senza burro è sicuramente meglio.
Bene vi ho fornito due ricette di impasti, a voi la scelta.


domenica 10 febbraio 2013

CASTAGNOLE



Dopo le castagnole romane, che ho mangiato senza postare, adesso vi lascio le castagnole lombardo-emiliane, prese da Donna di Repubblica.
Sono venute molto bene, buone, morbide, saporite, leggere, molto leggere. Non mi dilungo e passo alla ricetta.

Ingredienti: in rosso le mie aggiunte

2 uova, io ne ho messe 3
80 grammi di zucchero, io ho abbondato a 100
1 pizzico di sale
1 limone, la scorza grattugiata, mi raccomando di giardino, o bio
100 grammi di burro
500 grammi di farina 0, è troppa anche con 3 uova ne ho aggiunta solo 400 grammi, altrimenti viene un impasto troppo duro, invece deve risultare molto morbido
1 bustina di lievito  
qualche bicchierino di grappa per dare aroma e ammorbidire l'impasto
1 litro di olio di arachide per friggere

Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere il sale, il burro morbido, la scorza del limone, la farina, la grappa, rendete l'impasto morbido, non liquido, morbido, da prendere con un cucchiaio e mettere nell'olio, io ho aggiunto quasi mezzo bicchiere di grappa, ma dipende anche dalla farina e solo in ultimo la bustina di lievito, subito dopo iniziate a friggere in olio di arachide. Non prendono neppure una goccia d'olio, potete metterle direttamente nello zucchero, io ho messo sotto lo zucchero semolato e sopra le ho spolverate con quello a velo. Ne sono venute tante, ma ce ne sono rimaste giusto qualcuna, domani sera devo fare altro...buone castagnole!!!


mercoledì 9 gennaio 2013

PANE DI ZUCCHERO...per l' Abbecedario Culinario Europeo



Come annunciato qui è partito ieri il nostro viaggio culinario in Europa, l'Abbecedario Culinario Europeo, un progetto di Aiù del blog, Trattoria Muvara. Toccheremo virtualmente tutte le capitali europee, cercheremo di conoscere questo nostro vecchio continente attraverso la sua cucina, i suoi gusti, il suo modo di mangiare, il nostro viaggio sarà lungo, durerà un anno e ci auguriamo che altri food blogger ci seguano così da formare un bellissimo gruppo e raccogliere tante ricette, spesso  sconosciute, insieme ci divertiremo.
Ha iniziato il nostro viaggio Gata da plarqui trovate la bellissima ricetta della Appletaart eseguita magistralmente da Mony, e poi non è stato facile essere la prima, per noi, che veniamo dopo, sarà tutto più semplice, Mony ci ha presentato oltre alla ricetta anche i Paesi Bassi, spiegandoci che li chiamiamo erroneamente Olanda, senza sapere che Olanda è il nome di una regione, come da noi Toscana o Umbria. Insomma Mony ci ha illustrato benissimo i Paesi Bassi e da lei troverete ogni curiosità.


La mia ricetta è questa Pane allo Zucchero - Suikerbrood - vi copio la spiegazione, molto dettagliata di wikipedia: Il suikerbrood ("pane di zucchero"; frisone occidentalesûkerbôlle o sûkerbôle[1]francesecraquelin) è un pane lievitato differente da una brioche. Contiene una quantità significativa di zucchero, tradizionalmente aggiunto come zucchero a perle, sebbene talvolta si usino cubetti di zucchero[2]. Anche se è mangiato dovunque nei Paesi Bassi e nel Belgio,[3] è specialmente associato con la regione della Frisia[4]. Il Suikerbrood è solitamente aromatizzato con cannella[5] e a volte con lo zenzero[1]. Un uso tradizionale del suikerbrood è a seguito della nascita di un bebé[6].
E' buono, quando, nel mangiarlo, si incontra la granella di zucchero è croccante, una delizia, me lo sono mangiato quasi tutto, è una ricetta facile e veloce, adesso vado ad illustrarvela.

Ingredienti:

320 grammi di farina 0, io Molino Chiavazza
120 grammi di granella di zucchero
15 cl = 150 ml di acqua tiepida 
20 grammi di lievito di birra
125 grammi di burro, fuso e freddo
15 grammi di zucchero semolato
2 tuorli
1 pizzico di sale

Mettere tutto insieme nella planetaria, farina, zucchero semolato, tuorli e burro, fuso e freddo, aggiungere poi il lievito sciolto precedentemente nei 15 cl di acqua tiepida e impastare, deve risultare morbido ma non appiccicoso, aggiungere farina se manca. Lavorare con le mani sulla spianatoia.
Dividere in due l'impasto, uno da 450/500 e uno da 150/180 grammi, e far riposare, 15 minuti.
Prendere l'impasto più grande ed aggiungere la granella, 100 grammi, impastare brevemente, e formare una palla, nell'impasto più piccolo mettere delle scaglie di cioccolato, io fondente, e stenderlo con il mattarello, formare una sfoglia e collocare al centro l'impasto più grande, chiudere bene, appoggiare il lato con la chiusura in basso sulla placca del forno, e far lievitare coperto con pellicola o sacchetto di naylon al caldo per circa un'ora.
Spennellare con albume, praticare un taglio a croce e mettere sopra la granella rimasta.
Accendere il forno a 200°C e infornare per 30/35 minuti, comunque deve essere dorato, fatelo raffreddare e mangiatelo.
La prossima lettera, fra 30 giorni, sarà la B e andremo nella cucina di Terry - Crumpets & Co. Avete tempo per fare le vostre ricette.
Ricetta tratta da qui

Submission Yeastspotting



venerdì 21 dicembre 2012

CAVALLUCCI


Notizie da Wikipedia: I cavallucci sono biscotti tipici di origine Toscana tipici del senese e della zona di Massa Marittima. 
Sono dolci di antiche origini, preparati per conservarsi a lungo, e già diffusi ai tempi di Lorenzo il Magnifico con il nome di Biriquocoli. Appare infatti da numerose carte dell'epoca che il Concistoro, nei primi anni del XVII secolo, avesse usanza di distribuire tra i suoi membri panpepato e "berriguocoli", che altro non erano se non i moderni Cavallucci, 
Gli ingredienti tipici sono miele e più recentemente zuccherofarinanoci, spezie e canditi raffinati. Col passare del tempo presero il nome di cavallucci, perché venivano offerti soprattutto nelle osterie di campagna, dove si fermavano diligenze e barrocci e venivano consumati dai conducenti di cavalli e dai passanti.
I cavallucci vengono serviti vini liquorosi nei quali vengono solitamente inzuppati: Vin santoMarsalaPassito di PantelleriaAsti Spumante o Moscato
Ed io aggiungo che ne avevo mangiati di buoni, appena sfornati dalle mani sapienti di maestri fornai, a Grosseto in questi giorni, specialmente nel piccolo centro storico, dove esistono ancora le vecchie botteghe, si confondo gli odori dei tipici dolci natalizi della tradizione toscana, cavallucci, ricciarelli, panforte con le loro spezie, cannella, coriandolo, noce moscata, anice, entrare in uno di questi forni ed ubriacarsi di questi odori è normale, ma io ho voluto provare a farli da sola, avevo fatto il panforte e i ricciarelli, quest'anno è toccato ai cavallucci, e non hanno nulla a che vedere con quelli comprati, si sciolgono in bocca, oppongono resistenza, ma sono, allo stesso tempo, morbidi, e questi aromi ti inebriano. Sono soddisfatta, la ricetta è semplice, ho vagato un po' in giro, Artusi, Anice e cannella, Prodotti tipici toscani, Paperblog, insomma ho preso pochino da tutti e sarà per questo che il risultato è stato eccellente.

Ingredienti:

300 grammi di farina 00, io 0 Molino Chiavazza
1 cucchiaio colmo di cannella in polvere
5 grammi di coriandolo
1 cucchiaino di anice pestato
220 grammi di zucchero
200 ml di acqua, sono troppi mettetene la metà
un pizzico di ammoniaca per dolci
20 grammi di miele Luna di Miele
buccia grattata di arancia bio
50 grammi di arancia candita
zucchero a velo per lo spolvero

Mettete la farina in una pirofila e aggiungete tutti gli ingredienti secchi, intanto ponete sul fuoco un tegame con  acqua e zucchero, e portatelo fino alla cottura dello zucchero, a filo, deve rimane bianco, quando, prendendone un po' tra il pollice e l'indice fa il filo è pronto, io mi sono bruciata fate voi. 
A questo punto versate nel composto di farina e spezie e amalgamate con le mani cercando creare un impasto, spostatelo sulla spianatoia, sopra a uno spolvero di farina, aggiungeteci l'ammoniaca, il miele e lavoratelo velocemente perché lo zucchero tende ad indurirsi, copritelo e fatelo raffreddare. Riprendetelo, stendetelo ad un'altezza di 2 cm, tagliate  dei pezzi di 4x4, insomma decidete voi, devono avere una forma rotondeggiante ma non perfetta e un po' schiacciata, poggiateli su carta forno spolverata di farina, infornateli a 180°C per 15 minuti, altrimenti induriscono, il cavalluccio deve rimanere bianco. Sentirete l'odore delle spezie in giro per casa, sono buonissimi.


mercoledì 5 dicembre 2012

BISCOTTI OCCHIO DI BUE

Vi piacciono i biscotti Occhio di bue? a noi tantissimo, ma quelli comprati sanno solamente di vanillina chimica, e di patate, questi sono venuti eccellenti, li ho fatti ieri, e sono finiti, praticamente sono piccole crostate, è un buon biscotto e fatti in casa si fanno mangiare, confetture eccellenti quelle del Colle della Croce, ciliegie e arance, con queste ho farcito i biscotti.
     

Ingredienti:

500 grammi di burro - io 125 grammi
1000 grammi di farina 00 - io 250 grammi di farina 0 Molino Chiavazza
8 tuorli - io 2 tuorli
confetture di vari gusti - io ciliegie e arance Colle della Croce
400 grammi di zucchero a velo - io 100 grammi, più quello da mettere sopra

La dose era per 22 biscotti, cioè 44 cerchi, io ne ho fatti, 11, anzi con gli avanzi sono riuscita a farne 12.

In una terrina impastare la farina, setacciata, con il burro a temperatura ambiente, verrà una cosa granulosa, come se fosse sabbia, unite i tuorli, un pizzico di sale, lo zucchero a velo e impastate, lavorate fino ad avere un impasto liscio, mettetelo a riposare in frigo nella pellicola, io l'ho fatto addirittura il giorno prima, poi stendetelo sulla spianatoia infarinata (io spianatoia Meeting) come una frolla, con il vostro attrezzo o un coppapasta di 10 cm di diametro fate i cerchi e con uno più piccolo di 4,5 cm  fate i buchi ai cerchi che vanno sopra, mettete in forno caldo a 170/180 per 15 minuti (non si devono colorare fate attenzione).

Prima di andare in forno, cercate di fare i buchi al centro, non come me...

Una volta pronti metteteli a freddare su una gratella e quando saranno freddi mettete al centro di ogni cerchio un cucchiaino di confettura, io ciliegie e arance Colle della Croce, coprite con il biscotto forato e spolverizzate con lo zucchero a velo. Se vi piacciono i biscotti Occhio di bue, questi vi piaceranno moltissimo.
Ricetta di Giallo Zafferano