Stomachion

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domenica 18 maggio 2025

Topolino #3625: Il ritorno di Novecento

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Era il 2008, dieci anni dopo l'uscita de La leggenda del pianista sull'oceano di Giuseppe Tornatore, quando su Topolino, sul #2737 per la precisione, Alessandro Baricco, Tito Faraci e Gioprgio Cavazzano mettevano insieme i loro talenti per dare ai lettori la parodia disneyana proprio del "romanzo" di Baricco, Novecento. A interpretare il protagonista del libro, Novecento, appunto, troviamo Pippo, scelta quanto mai indicata per molti motivi: la semplicità con cui il personaggio ideato da Baricco era in grado di estrarre note dalla sua testa poteva essere rappresentata solo dalla semplicità con cui Pippo affronta la vita. Inoltre la logica estrema con cui spesso gli autori hanno caratterizzato Pippo ben si adattava per rendere in maniera più leggera rispetto al romanzo le idiosincrasie di Novecento. Senza dimenticare, poi, che la parodia disneyana in un certo senso restituiva al lettore che, come me, aveva anche letto il libro, un personaggio forte che lo stesso Baricco aveva "ucciso" con un finale che ovviamente non era presentabile su Topolino.

domenica 20 ottobre 2024

Topolino #3595: Omaggio a una vecchia Gloria

Gloria Swanson è stata una delle più importanti e grandi attrici del cinema muto. La sua filmografia direi che è piuttosto vasta e conta anche film col sonoro, incluso quello che all'epoca venne progettato per essere un sentito omaggio proprio all'epoca del cinema muto: Viale del tramonto.
Uscito nel 1950, il film diretto da Billy Wilder presentava sin dall'inizio una piccola novitĆ : la narriazione, infatti, era condotta dalla voce del morto, Joe Gillis, il cui cadavere vediamo galleggiare lungo il bordo di una piscina all'inizio della pellicola. A ucciderlo, come si scoprirĆ  alla fine di questo noir, fu una vecchia gloria del cinema, Norma Desmond, il personaggio interpretato proprio da Gloria Swanson, anch'essa una vecchia gloria del cinema.
E proprio Tutti sospetti, la seconda storia a sommario, sono un sentito omaggio, che in qualche modo sia il direttore sia la redazione hanno probabilmente ignorato, che Niccolò Testi e Marco Mazzarello hanno realizzato nei cofronti di Gloria Swanson, di Viale del tramonto, ma anche del genere giallo e investigativo. Questo omaggio allargato, infatti, è evidente grazie all'introduzione di un nuovo personaggio, Leo Baskerville, detective privato di Rattville venuto aindagare sul furto di un monile avventuo nella villa di Vera Swan, il personaggio che disneyzza la Swanson.

domenica 15 luglio 2018

Topolino #3268: Alla ricerca di Zio Paperone e altre storie

Mentre proseguono le avventure delle Piccole (grandi) papere nella storia di apertura di Bosco e Ziche, nella penultima storia del numero Paperino e nipotini indagano su L'inspiegabile scomparsa di Paperon de' Paperoni.
A caccia di tesori sommersi
Con un incipit non molto dissimile dalla serie I tesori del grande blu ideata da Sisto Nigro, Carlo Panaro supportato ai disegni da Luciano Gatto, spedisce Paperone e nipoti alla ricerca di tesori sommersi. A supporto di ciò, però, non c'è la classica ricerca biblio-archeologica, ma un satellite ideato da Archimede, il LO.S.T. (LOcalizzatore Spaziale Tesori), che una volta identificata la nave sommersa manda un segnale al tablet di Paperone che può recarsi sulle coordinate indicate. Qui per recuperare la nave basta mandare un nuovo segnale al satellite (sempre tramite il tablet) che provvederà a inviare un fascio di energia in grado di riportare in superficie il galeone sommerso.
A un certo punto Paperone scompare e inizia la parte interessante della storia (e detta da un amante della fantascienza non ĆØ proprio un complimento) con Paperino e nipotini che iniziano a indagare sui principali nemici dello zione: i Bassotti. Viene fuori un investigativo che porta i paperi tra Paperopoli e le isole tropicali a sventare un nuovo piano bassottesco, abbastanza ben congegnato in effetti. L'elemento positivo su tutti ĆØ la caratterizzazione di Paperino, determinato nel trovare Paperone.

domenica 24 giugno 2018

Topolino #3265: L'allenatore nel pallone e altre storie


Bambini che giocano con una palla nell'illustrazione dell'artista cinese Su Hanchen
E' abbastanza scontato, per chi ha visto il film con Lino Banfi, associare le difficoltà di Amelia nella seconda puntata de La coppia del Mondor, L'ombra dell'allenatore, con il titolo della serie cinematografica che ha visto protagonista il mitico Oronzo Canà. A differenza della pellicola del 1984 diretta da Sergio Martino, non c'è nulla di parodistico nella storia scritta da Bruno Enna per i disegni di Alessandro Perina, ma anzi ha la tipica trama della classica storia sportiva dove la squadra più debole deve cercare di trovare le motivazioni per superare le proprie limitazioni. In questo senso è significativa la scena che vede la squadra dei paperi affrontare e sconfiggere una magica squadra di calciatori di terracotta all'interno di uno sperduto tempio sull'Himalaya con l'obiettivo di incontrare il così detto allenatore ombra, il più grande allenatore di calcio del mondo. La storia, comunque, sembra andare in una direzione non molto diversa da quella di film come Karate Kid o, per restare in tema, Shaolin Soccer.
Altro elemento di approfondimento interessante è quello legato alle origini del calcio: di fronte alla porta del tempio, Archimede nota come gli intarsi sulla stessa si riferiscono a un antichissimo gioco simile al calcio. In effetti tra il III e il II secolo a.C. era diffuso in Cina il Ts'u Chu o Cuju, che si praticava calciando con il piede una palla di cuoio piena di peli e/o capelli. Si sfidavano due squadre e vinceva o quella che realizzava più gol (versione nota come zhuqiu) o quella che commetteva meno falli (baida).
Il Giappone, dove il Cuju era stato successivamente importato, sviluppo una propria versione, più giovane di circa 500 anni, il Kemari, dove i giocatori dovevano passarsi una palla senza farla mai cadere a terra.
In occidente il gioco più antico assimilabile al calcio è il greco Episkyros, che diventa l'Harpastum dei romani, molto simile al rugby. In effetti fu proprio questa versione romana alle origini del calcio moderno, che nasce in Inghilterra: nonostante il gioco con la palla fosse osteggiato perché portato dagli invasori, ottenne sempre maggiore successo fino a dare vita al calcio moderno.