E così, nonostante abbia fatto mille scongiuri, è successo: la scorsa settimana sono stata travolta dal solito malanno di stagione, con dolori alla gola e alle ossa, febbre, raffreddore e un conseguente umore tetro che mi ha impedito di scrivere sul blog.
Ora mi trovo in quell’opaca zona grigia chiamata convalescenza, una terra di mezzo incolore in cui la malattia ha deciso di andarsene, ma la guarigione completa non è ancora arrivata, anche se manca davvero poco all’agognato traguardo.
Non sono stata frenata soltanto dalla malattia, a dire il vero; anche il cambiamento di stagione, l’arrivo del gelo invernale e l’oscurità di queste ultime giornate hanno influito sul mio umore, determinando una breve battuta d’arresto e il riposo momentaneo del mio blog.
Però ieri ho fatto il mio dovere e, come ogni anno, ho vestito questo spazio con gli abiti della festa. Confesso di aver provato un po’ di malinconia nel togliere tutte le belle immagini autunnali: anche questo è stato un mutamento, il passaggio a un nuovo ciclo, un lievissimo trauma. Ma tutto cambia, nulla resta immobile, e l’inverno è ora qui, in mezzo a noi, e bisogna accoglierlo nel migliore dei modi:

C’è qualcosa di buono in questi pomeriggi tanto brevi – qui il sole è tramontato alle 16:35 – e nel mio stato di malata in via di guarigione, ed è il fatto che trascorrerò il resto della giornata scrivendo per preparare i prossimi post, per tracciare bozze, frasi e pensieri. Forse leggeri, leggerissimi, oppure no.
Pensieri d’inverno, se così vogliamo chiamarli.






