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domenica 21 febbraio 2021

Topolino #3404: Sulle tracce dei pirati

Il nuovo numero di Topolino, il #3404, segna il ritorno di Area 15 passata dalle mani di Roberto Gagnor a quelle di Marco Nucci. Visto il tema, il retrogaming, mi sembrava la storia perfetta per essere raccontata Al CaffĆØ del Cappellaio Matto, per cui in questa sede ho pensato bene di partire con la storia che ha ispirato il titolo della recensione, L'ombra del bucaniere, con cui la disegnatrice Alessia Martusciello conclude la sua decennale collaborazione con il settimanale disneyano.
La storia, scritta da Giorgio Figus, ci porta nell'avventuroso mondo della pirateria, probabilmente intorno al 1671, anno in cui Henry Morgan, uno dei pirati più famosi della storia, venne finalmente catturato. La collocazione cronologica della storia, come sempre, non è data dagli autori, ma può essere dedotta dal fatto che uno dei pirati protagonisti si chiama Papermorgan, in aperto richiamo proprio al pirata Morgan. La storia ruota intorno all'equivoco generato tra la somiglianza di Paperin Cimabella, cuoco di bordo della Cavolflower, e Papermorgan, con il quale viene scambiato dall'equipaggio del pirata dopo l'abbordaggio e il naugrafio della Cavolflower. La storia, che mostra un'inusitata serie di eventi fortunati per il povero cuoco paperinesco, risulta comunque divertente e leggera nonostante l'epoca di ambientazione, piuttosto violenta, seppur ricca di avventure.

domenica 24 novembre 2019

Topolino #3339: A caccia di funghi e altre storie

La bucolica copertina di Giorgio Cavazzano ambientata nel sottobosco con Paperino alla ricerca di funghi è un riferimento a Lo scarabeo di giada, seconda storia del numero, oltre che storia di copertina, e questo nonostante il Topolino #3339 veda la conclusione della storia in 4 episodi Foglie rosse di Claudio Sciarrone. Questa settimana, però, su DropSea ci occuperemo proprio di questa storia montanara, ma anche di un paio di avventure cittadine.
In giro per boschi
Paperino e nipoti sono stati invitati da Pico de Paperis a passare un messe in uno chalet di montagna, dove lo studioso completerĆ  la stesura del suo ennesimo saggio. Le giornate passano nella cucina delle famose frittelle di Paperino, nella raccolta delle more e nella ricerca dei funghi. Poi l'imprevisto: Pico si imbatte in uno scarabeo di giada in mezzo al bosco e scompare. Inizia una ricerca serrata che, come in ogni tipico soggetto di Carlo Panaro, si trasforma in un piccolo giallo, in questo caso dai toni quasi hard boiled.
La storia, nel complesso, ĆØ divertente e scorrevole, forse una delle migliori dello sceneggiatore, e si avvale dei disegni di Alessia Martusciello, sicuramente adatti alla storia, ma senza particolari guizzi.
Storia di un ladro maldestro
Apparso per la prima volta nel 1951 sulle pagine di Paperino e i ladri di bestiame di Paul Murry su soggetto e testi di autore sconosciuto, Sgrinfia è sin da subito l'assistente di Gambadilegno nei suoi elaborati colpi. Il disegnatore statunitense lo rappresenta con barba lunga e cipiglio minaccioso, molto più "sporco", disordinato e minaccioso dello stesso Gambadilegno.
Utilizzato nelle storie italiane a partire dal 1965 su Topolino e il Natale movimentato di Abramo e Giampaolo Barosso per i disegni di Giovan Battista Carpi, non è mai stato utilizzato più che come semplice spalla di Gambadilegno, diventandone il contraltare stupido e comico, più o meno di pari passo con la trasformazione di Gambadilegno in un piccolo criminale che si arrabatta nel sottobosco criminale di Topolinia.

domenica 3 novembre 2019

Topolino #3336: Altrimondi possibili

Il numero in edicola, uscito nella settimana di Lucca Comics&Games, presenta un gruppo di storie che, nonostante non siano evidentemente accostabili, in realtà hanno molto in comune. Infatti sia Il cavatappi spaziotemporale, sia il primo episodio di Foglie rosse, sia Paperoga, Teneroga, Tenebroga! parlano di altri mondi, seppure in maniera differente. Avendo già approfondito la storia della serie Topolino Comics&Science, in questa sede mi occuperò delle altre due.
Minaccia alla Terra
Ha un che di spielbergiano il soggetto di Foglie rosse, esordio come autore completo per Claudio Sciarrone: una razza di rettili antropomorfi con tre occhi, dopo aver invaso un pianeta di scienziati pacifici che assomigliano ai guardiani di Oa, ma con molti più capelli, si appresta a invadere la Terra per sfruttare le riserve di silicio del pianeta.
Con numero atomico 14, il silico è l'elemento chimico subito sotto al carbonio e ne condivide una struttura molto simile, anche se leggermente più compatta. Non a caso in molti romanzi di fantascienza vengono considerate forme di vita basate sul silicio e non sul carbonio, come quelle che conosciamo sul nostro pianeta. In questo caso presenta alcuni inconvenienti che lo rendono meno efficace del carbonio, ma ad ogni modo, strettamente parlando con il soggetto di Foglie rosse, il silicio è presente nella crosta terrestre con una percentuale di circa il 27.7% e dopo l'ossigeno è il secondo elemento più abbondante. E' molto probabile che pianeti rocciosi possano avere un'abbondanza di silicio simile a quella della Terra, considerando che l'ammasso della Vergine presenta un'abbondanza molto simile a quella del nostro Sistema Solare(1), ma ovviamente ciò, per ora, è un elemento più utile per racconti di fiction.
Ad ogni modo, tornando alla trama della storia, uno degli scienziati di HJX9HY fugge dagli Sgharooz e si rifugia sulla Terra, dove incontra Tip, Tap e la loro rock band, una situazione non molto differente rispetto a quella in E.T., ma con l'aggiunta del pericolo invasione.
Questo primo episodio, che presenta la storia e i personaggi, scivola via con una narrazione stilisticamente kingiana e un ritmo cinematografico. Sciarrone mescola scene inquietanti con dialoghi brillanti e leggeri e fornisce, per ora, una rappresentazione abbastanza umoristica dei presunti invasori, gli Sgharooz. In attesa di vedere come verrà sviluppata la vicenda negli episodi successivi, per ora questo primo episodio non può che essere promosso a pieni voti!

domenica 6 ottobre 2019

Topolino #3332: I colori della scienza

Il Topolino attualmente in edicola ĆØ decisamente nel segno della scienza, non solo grazie a La Luna d'occasione di Alessandro Sisti e Francesco D'Ippolito, ma anche grazie alla storia di chiusura. Anche il resto del sommario presenta alcune storie notevoli su cui soffermarsi, come la prima puntata di una nuova doppia storia su Paperinik e un nuovo episodio di Paperino paperotto che dopo la scorpacciata adolescenziale dei numeri precedenti, conclusasi con l'ultima puntata di Young Donald Duck, riporta su Topolino l'infanzia di Paperino nella bucolica Quack Town.
Scienza, obiettivo comune
Nonostante lo stile narrativo un po' semplicistico, Matteo Venerus riesce nell'intento di costruire una storia intorno al messaggio centrale giĆ  espresso nel titoletto di questa sezione: la scienza ĆØ, o comunque dovrebbe essere l'obiettivo comune di tutto il genere umano.
Minni e i colori della scienza segna l'esordio delle Victorian Ladies, rinviato dopo la storia prevista ad agosto e poi cancellata per fare spazio all'omaggio di Topolino ad Andrea Camilleri.
La storia ĆØ raccontata come una sorta da Minni a Tip e Tap: protagonista ĆØ un'antenata vittoriana di Minni, Minni Seamouse, pittrice e naturalista, che parte per un viaggio di esplorazione scientifica insieme con Zapotech e con la botanica Trudy a bordo della Challenger, guidata da Mickey Jacktop con piglio autoritario e dispotico, come si conviene per i capitani dell'epoca.
I punti interessanti nella storia sono effettivamente vari. Iniziamo dalla nave: effettivamente è esistita una nave vittoriana con quel nome, la HMS Challenger, nave britannica varata il 13 febbraio del 1858. Questa, per conto della Royal Society compì una spedizione scientifica, nota come Spedizione Challenger, tra il 1872 e il 1876 che compì una serie di interessanti osservazioni naturalistiche che gettarono le basi della moderna oceanografia. In particolare la spedizione si avvalse di due capitani, tre naturalisti e due oceanografi, ovviamente tutti maschi. Infatti, per quanto il mestiere di naturalista ha visto la presenza di molte donne, erano poche quelle che si mettevano in viaggio in giro per il mondo, come ad esempio la tedesca Amalie Dietrich, che portò a termine alcune osservazioni sul campo in Australia.

domenica 22 settembre 2019

Topolino #3330: La magia del teatro

Mentre Tre paperi in gioco si conclude con il sesto e ultimo episodio, Young Donald Duck giunge alla penultima puntata di quella che si spera sia solo la prima saga della serie. Ideata da Francesco Artibani e Stefano Ambrosio, sta accompagnando i lettori in queste settimane in un percorso in qualche modo inedito per le storie disneyane: approfondire il mondo dell'adolescenza. In questo senso ĆØ anche bello vedere come questa serie sia stata pubblicata insieme con la sagga di Bruno Enna che si occupa, anche se con personaggi differenti, di un argomento non molto differente.
Iniziamo, però, l'usuale articolo settimanale dedicato a Topolino proprio con Young Donald Duck.
Su e giù dal palco
In effetti ĆØ in questo modo che si potrebbe riassumere Lo spettacolo deve continuare, scritta da Artibani per i disegni di Marco Mazzarello, perfetto con il suo tratto rotondo e dinamico nel rappresentare le acrobazie incontenibili di Paperino. Quest'ultimo, infatti, calatosi eccessivamente nella parte assegnatagli per il saggio finale del corso di teatro della Jeremy Ratt, tormenta i compagni di classe durante la loro visita al luna park di Smileville facendosi inseguire attraverso le attrazioni.
La scena finale, senza necessitƠ di renderlo esplicito, mostra non solo come Paperino, in pratica, abbia sacrificato il suo ruolo di primo attore della rappresentazione per consentire a Topolino e Minni di restare insieme sul palco, ma anche lo stesso spirito indomito del personaggio, quello spirito che molto spesso gli autori sembrano dimenticare, affossando Paperino tra i clichƩ della lista di debiti e della pigrizia congenita.

domenica 1 settembre 2019

Topolino #3327: Ah, gli adolescenti!

Dopo aver esaminato la seconda storia a sommario, dove si affronta l'argomento dei computer quantistici, non resta che andare a vedere il resto delle storie lunghe. All'interno di queste, rispetto a quanto annunciato in precedenza, viene scartata dal sommario la storia in costume con i personaggi topolinesi, Minni e il gioiello dell'impero, per fare posto a Reginella e il crapulongo sbadigliante, che era saltata a causa della ristampa della prima storia di Topalbano, omaggio al recentemente scomparso Andrea Camilleri. Iniziamo, però, dalla nuova saga in 6 puntate che esordisce questa settimana:
Tempo di crescere!
Generalmente i tre nipotini sono protagonisti indiscussi delle storie solo quando indossano il cappello delle Giovani Marmotte. Di fatto le occasioni che gli autori si sono concesse per approfondire i nipotini al di fuori di questo contesto sono sempre state molto poche. Il problema di fondo, come affermava Luciano Bottaro e altri autori dopo di lui, è che spesso gli autori pensano ai nipotini come a i tre gemelli che si completano le frasi a vicenda. E questo li rende antipatici agli stessi autori disneyani. Eppure nel corso degli anni ci sono stati vari esempi di autori che hanno cercato di approfondire i tre personaggi. Il primo di tutti è stato ovviamente Carl Barks, sia dando loro un ruolo attivo nelle avventure di ampio respiro, sia con la creazione del corpo delle Giovani Marmotte. Al di fuori di questi schemi, però, lo stesso Barks tornava spesso alla caratterizzazione originale dei tre discoli.
Uno dei primi esempi di storie non banali che approfondiscono i tre personaggi in maniera distinta uno dall'altro è stato Il tempo delle mele di Massimo Marconi e Massimo De Vita. Ispirato all'omonimo film del 1980 di Claude Pinoteau con una giovane Sophie Marceau, di fatto affronta anch'esso i problemi della crescita attraverso uno degli eventi più importanti e spesso traumatici dal punto di vista dei maschi: l'amore. Marconi decide, infatti, di rompere l'idillio tra i tre nipotini facendo innamorare Quo di Paperella, nipote di Paperina appena arrivata in città. Le scene in bagno e il "rimambimento" generale di Paperino per Paperina che vediamo nella saga Young Donald Duck in corso di pubblicazione in queste settimane su Topolino sembrano ispirate proprio alle analoghe scene che compaiono ne Il tempo delle mele disneyano.
Un modo un po' più classico per approfondire il legame tra i nipotini e Paperino, ma anche le dinamiche all'interno del trio, è invece Il quarto nipotino di Nino Russo e di un ignoto autore del Comicup Studio. In questo caso Paperino si inventa l'esistenza di un quarto nipotino, più diligente rispetto a Qui, Quo, Qua, generando la reazione dei tre che iniziano a far impazzire lo zio interpretando a turno l'inesistente Que.
Più di recente ecco l'arrivo dei Whizz Kids di Vito Stabile ed Emilio Urbano sui Toplino ##3276, 3277, 3278 e 3279. In questo caso le dinamiche tra i nipotini vengono gestite dando loro tre superpoteri differenti, sfruttando il genere supereroistico, che sta spopolando al cinema. Non ripeto qui quanto scritto sull'efficacia dell'operazione, ma questa saga è indicativa di un fatto molto semplice: una maggiore attenzione sui nipotini e sulla possibilità di fornire loro caratterizzazioni leggermente differenti.
Una nuova saga in qualche modo non dissimile ĆØ Il grande gioco geniale di Bruno Enna, saga dedicata ai 500 anni di Leonardo da Vinci non esente da difetti ma con un pregio non indifferente, oltre agli omaggi a Leonardo: iniziare ad approfondire in maniera non banale Qui, Quo, Qua.

domenica 22 aprile 2018

Topolino #3256: Il freezer vegetale e altre storie

Nell'attesa di mettermi a scrivere una recensione de Il giro del mondo in 80 giorni (siderali) di Fausto Vitaliano e Lorenzo Pastrovicchio che si ĆØ conclusa con la pubblicazione della seconda e terza parte sul numero #3256, in un numero che ĆØ al tempo stesso valido ma che lascia un po' perplessi, incominciando proprio dalla scelta di concludere su questo volumetto la parodia steampunk del capolavoro di Jules Verne.
E l'Earth Day?
La tradizione ecologica e ambientalistica di Topolino è ormai consolidata da anni. Non mi metterò qui a elencare le storie e le iniziative speciali realizzate dal settimanale disneyano, alcune delle quali realizzate proprio in concomitanza dell'Earth Day, ma è indubbiamente ben poca cosa la pubblicazione di un paio di pagine redazionali (che non sono nemmeno presenti nello strillo di copertina, come è successo negli ultimi anni) con una scarna spiegazione dell'iniziativa e una pubblicazione di una mappa con un numero minimale di eventi, pur se corredata dal link al sito ufficiale italiano. La pochezza dell'impegno redazionale viene enfatizzata non solo dall'eccessivo spazio dato alla mappa (una pagina intera che poteva essere sfruttata per un articolo vero e proprio), ma anche dal fatto che queste due paginette vengono pubblicate diverse pagine prima rispetto a Il freezer vegetale di Matteo Venerus e Lucio Leoni, che si può presumere essere la storia dedicata all'Earth Day 2018.
Il numero, dunque, conferma la sensazione che il restyling redazionale ĆØ andato nella direzione del risparmio economico, con articoli ridotti al minimo indispensabile, come conferma anche l'assenza del pur piccolo articolo introduttivo al nuovo capitolo de La storia del cinema di Topolino.
Passiamo, però, alle storie di cui mi preme scrivere in questa occasione, iniziando dalla storia conclusiva:
Un pigna nel Polo Nord
Qui, Quo, Qua nelle vesti di generali delle Giovani Marmotte si dirigono in missione al Polo Nord presso l'avveniristica banca dei semi qui costruita accompagnati da una coppia di giornalisti. Questa pigna di ghiaccio ha il compito di preservare i semi della Terra, in modo da mantenere la biodiversitĆ  vegetale e ripristinare le specie vegetali in pericolo, proprio come la banca dei semi reale. In effetti d banche dei semi con lo stesso scopo della pigna disneyana ne esistono diverse nel mondo: molto probailmente Venerus si ĆØ ispirato in particolare alla Svalbard Global Seed Vault, nata da un progetto del Fondo mondiale per la diversitĆ  delle colture (Global Crop Diversity Trust) finanziato dal governo norvegese. Questa ĆØ fondamentalmente una cripta di conservazione dei semi costruita sotto uno strato di permafrost sulle isole Svalbard e inaugurata ufficialmente nel 2008.
Il motore della storia di Venerus, invece, ĆØ quello di portare a destinazione i semi di una pianta rara che, a causa di un disastro naturale, rischia di scomparire definitivamente. Ovviamente ci sarĆ  chi, per i suoi danarosi interessi, proverĆ  a mettere i classici "bastoni tra le ruote" a Qui, Quo, Qua, ma la storia avrĆ  il classico lieto fine con un bucolico finale.
La storia, che alterna momenti d'azione ad altri un po' più rilassanti, ottimamente disegnata da Lucio Leoni, propone anche un paio di interessanti aggiornamenti, come ad esempio l'uso di una versione digitale del Manuale in luogo di quella cartacea.
Bella poi la quadrupla dedicata alle aurore boreali, sia per la gestione delle ombre sia per la colorazione: le aurore boreali sono, in effetti, un fenomeno atmosferico causato dalla ionizzazione delle parti alte dell'atmosfera terrestre dovuto ai flussi di particelle cariche (protoni ed elettroni) trasportati dal vento solare. I colori prodotti sono legati allo spettro di emissione degli atomi che costituiscono la ionosfera.

sabato 22 agosto 2015

Topolino #3117

Come nel caso del numero precedente, pubblico anche qui la brevisione del numero, integrata con alcune considerazioni sulle storie non entrate in quella che verrĆ  pubblicata su LSB, che in origine conteneva le considerazioni su Papere alla riscossa e Paperino e Paperoga agenti salvaparco.
Chiunque si ritrovi a partecipare alle attività decisionali, ad esempio lavorando in una commissione, deve affrontare una serie di più o meno gravosi compiti, come riunioni con altri colleghi,ricerca ed esame di relazioni e fascicoli, ecc... Più o meno è questo quello che deve affrontare Nonna Papera nel terzo episodio di Papere alla riscossa. Marco Bosco e Silvia Ziche, però, non fanno entrare da sola la tenace contadina erede di Cornelius Coot nel palazzo del potere, quello dell'Accademia della Pannocchia, ma le affiancano come assistenti Brigitta, Miss Paperett e Paperina. Ognuna delle tre si prende carico di un differente compito in funzione delle proprie competenze e ciò permette allo sceneggiatore di esaminare, seppur in maniera veloce e sintetica, tutti gli aspetti complessi di un incarico di una certa importanza come quello ricoperto da Elvira Coot. Se sul lato grafico non c'è nulla da aggiungere rispetto a quanto già scritto per il primo episodio, c'è da rilevare come Bosco inserisca sempre più elementi mistery nella trama, anche se non risultano così efficaci all'interno del racconto, forse a causa di una mancata costruzione della tensione nel finale della puntata.