
La gioia del mio sabato mattina è anche questa: preparare la colazione con calma. Non è così semplice, in realtà, perché fatico molto a lasciarmi alle spalle i gesti veloci che accompagnano le altre mattine. A soccorrermi, però, è la mia tendenza alla riflessione, e così, quando di sabato mi accorgo di muovermi troppo in fretta in cucina, una vocina interiore mi sussurra con dolcezza che devo fermarmi, rallentare il passo, abbracciare la necessità di altri ritmi. E io obbedisco.
Durante la settimana, ogni sera dispongo sul tavolo tutto l’occorrente per la colazione del giorno dopo, compresa la moka già pronta per il mio amato caffè, perché di mattina abbandono il letto sentendomi uno zombie e con un umore non proprio alle stelle, poco propenso a perdere tempo in cucina.
Il felice momento di rottura con questa routine arriva il venerdì sera, quando gli impegni della settimana sono conclusi e finalmente mi concedo il piacere di non preparare in anticipo tazze, tazzine, moke e altro per il giorno dopo. Di sabato, entrare in cucina adagio e potermi dedicare interamente al rito della colazione, senza pensare a impegni e orari da rispettare, è un piccolo lusso che mi dona gioia e calore, un senso serenità e di pienezza difficile da spiegare. Questa mattina, poi, ho assaggiato per la prima volta nella vita il dolce chiamato Amor Polenta, che mi è piaciuto parecchio.

Ma oggi non è un sabato qualunque, perché il 31 gennaio a Modena si festeggia il Santo Patrono della città, San Geminiano. Il centro storico è affollato per la tradizionale fiera che ogni anno accompagna questa ricorrenza, un momento di aggregazione e di svago sempre atteso con gioia, una solennità molto sentita e che ha il pregio di arrivare all’inizio dell’anno, quando gli echi del Natale non sono ancora del tutto spenti e perciò la celebrazione del Santo sembra quasi una degna conclusione di quel periodo magico, oltre che del mese più gelido dell’anno.
Anch’io, stamattina, non ho rinunciato al mio giretto in fiera, nonostante il freddo assassino, e ho visto che le merci più interessanti erano quelle degli ambulanti toscani. Ho camminato per un’ora circa e sono tornata a casa lieta per aver fatto il mio dovere – ché se non si partecipa in qualche modo a questa festa ci si sente quasi in colpa. Adesso, soddisfatta di trovarmi tranquilla nel mio ambiente domestico, sto finendo di scrivere questo post leggero, lieve come una piuma, e sto pensando che, fra qualche minuto, andrò a prepararmi un’ottima cioccolata calda, perché amo trattarmi bene e anche la merenda, di sabato, è un tassello indispensabile per rendere la giornata preziosa e serena.
Che sia un bel sabato per tutti e per tutte.

