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Idee per le feste: i ravioli aperti!



Preparare la pasta fresca mi riporta alle domeniche mattina di tanti anni fa, quando mio padre –che in cucina mette piede solo per mangiare :P – decideva di mettersi all’opera. Le uniche cose che preparava erano gli gnocchi e la pasta fresca, reclutava me e le mie sorelle come piccole aiutanti e mamma come supervisore. Ricordo tagliatelle stese ad asciugare e farina ovunque, ma che divertimento! 
In questo piatto, volevo che la sfoglia fosse al centro dell’attenzione, più importante di tutti gli altri ingredienti. Ho pensato a una lasagna assemblata al momento e mi sono ricordata del raviolo aperto di Gualtiero Marchesi, così ho deciso di richiamare la sua idea, anche se con ingredienti meno nobili, per dirgli grazie per quello che ha regalato alla cucina italiana. La sfoglia va tirata sottile, eppure resta consistente e porosa, il sapore intenso del grano non è coperto, ma soltanto accompagnato dagli altri (pochissimi) ingredienti. È un piatto perfetto per le feste in arrivo: saporitissimo, di stagione, comodo da preparare in anticipo ed elegante.


Ravioli aperti con broccoli e gamberi

La finta genovese vegan e i ravioli al provolone del monaco

Alla ricetta della genovese napoletana ho già dedicato un post, è il mio sugo a lenta cottura preferito, è la ricetta salata più replicata del blog, quella su cui ricevo più email e commenti. La genovese è Napoli, racconta una storia di mescolanze, richiede cura, pazienza, amore e lacrime :P la genovese fatta bene è dolce, la genovese frettolosa è indigesta.
In questo caso, la genovese diventa più leggera, diventa vegetariana, anzi vegana! Solo cipolle, un piatto poverissimo ma ricco di sapore. Questo sugo è perfetto con dei rigatoni, ma diventa una delizia con dei ravioli di pasta fresca, ripieni di ricotta e Provolone del Monaco DOP, in un gioco tra la dolcezza della cipolla, la cremosità della ricotta e la sapidità del provolone.
La genovese finta o fujuta è piatto di origine contadina, che oggi si trasforma in un vero lusso. Il lusso del tempo, quello richiesto dalla lunga cottura del sugo, ma anche quello del provolone del monaco. Il provolone del monaco è un formaggio che pochi conoscono, è custodito come un segreto perché la sua produzione è molto piccola, è un segreto della zona detta dei Monti Lattari, poco lontano da Napoli. La sua maturazione deve avvenire con lentezza, senza conservanti, né fermenti. La stagionatura può anche avvenire in grotta e dura almeno sei mesi. Il Provolone del monaco è un prodotto dal gusto unico, strettamente legato ai profumi della sua terra, ha un sapore dolce e burroso arricchito da un leggero e piacevole gusto piccante. Il pascolo dei Monti Lattari, fatto da erbe aromatiche presenti quasi tutto l’anno dove le vacche agerolesi pascolano liberamente, e gli ambienti di stagionatura conferiscono a questo formaggio un aroma ed un gusto intenso, sapori esaltati dalla lunghezza della stagionatura.

Genovese vegan (finta genovese o genovese fujuta)
Finta genovese vegan

Menù di Natale: ravioli al profumo di limone con gamberi



 

Per il menù di Natale che ho ideato per il Consorzio della Denominazione San Gimignano, dopo la passatina di ceci con vongole, ho pensato di preparare un primo piatto. Secondo me, non c’è nulla di più festivo della pasta fresca ripiena, così ho deciso di cimentarmi con i ravioli. Ravioli speciali, in cui la rotondità della ricotta di bufala è smorzata dalla nota fresca del limone, accompagnata dalla dolcezza dei gamberi e dall’intensità della loro bisque. 
La Vernaccia di San Gimignano Riserva 2011 delle Tenute Guicciardini Strozzi è perfetta con questo piatto perché è strutturata e riesce a pulire la bocca dal formaggio fresco, la sua nota amara fa da contrappunto alla dolcezza dei gamberi e il suo profumo si sposa divinamente con la cascata gialla e fresca di limone che ricopre i ravioli e fa subito festa. 
Dopo l'assaggio, all'unanimità abbiamo deciso che questo sarà il nostro primo piatto per la cena della Vigilia di Natale, se non vi fidate di me, credete alle mie impicciosissime sorelle e provatelo!

Ravioli al profumo di limone con gamberi

Vongole e friarielli: Napoli nel piatto!

Credo che presto mi vieteranno di andare al mercato, perchè tra i banchi di frutta e verdure e quelli di pesce, rischio di spendere più che in un negozio di abbigliamento! Dal mio giro al mercato di sabato è nato anche il piatto che vi presento oggi.

Avevo preso i friarielli per preparare salsiccia&friarielli, un'accoppiata riuscitissima, mentre le vongole erano destinate al classico spaghetto con le vongole. Però è andata diversamente e mi sono ritrovata con i friarielli lessati e le vongole da cucinare e ho deciso di provare l'abbinamento vongole&friarielli. Visto che in frigo avevo anche una confezione di orecchiette e che mi sembrava che le orecchiette andassero meglio con i friarielli, ho cambiato anche il formato di pasta!

Il risultato è stato stupefacente: vi consiglio davvero di provare questa accoppiata!

Orecchiette con vongole e friarielli 

Ingredienti (per due persone di appetito)

300 g di orecchiette fresche 
350 g di vongole
350 g di friarielli (già puliti)
1/3 di bicchiere di vino bianco 
2 spicchi d'aglio
1 peperoncino (quelli della piantina di mia madre sono piuttosto piccanti)
Sale q.b.
Olio extravergine di oliva


Procedimento

  • Lessare i friarielli (già puliti) in acqua bollente salata. Scolarli dopo 3 minuti, avendo cura di conservare l'acqua di cottura per lessarvi le orecchiette, e passarli sotto un getto d'acqua fredda per conservarne il colore.
  • Versare in una padella antiaderente un filo d'olio evo, aggiungere uno spicchio d'aglio e mezzo peperoncino e farli rosolare a fiamma bassissima.
  • Aggiungere i friarielli strizzati e farli appassire a fiamma alta.
  • Spostare i friarielli in un piatto e tenerli in caldo.
  • Aggiungere un filo d'olio nella padella usata per i friarielli e rosolare lo spicchio d'aglio e il mezzo peperoncino rimasti.
  • Unire le vongole e sfumare con il vino bianco. Appena l'alcool è evaporato, coprire la padella con un coperchio e continuare a cuocere finchè le vongole non si aprono. In questo modo l'acqua delle vongole resta in padella e dà sapore alle orecchiette.
  • Sgusciare una parte delle vongole e rimetterle in padella.
  • Nel frattempo lessare le orecchiette nell'acqua di cottura dei friarielli e scolarle piuttosto al dente.
  • Unirle nella padella delle vongole e portarle a cottura facendole insaporire nell'acqua rilasciata dalle vongole. Unire anche i friarielli, mescolando per amalgamare bene. 




Note
Ero indecisa se usare le orecchiette o i classici spaghetti, ma credo che la pasta fresca raccolga meglio il gusto dell'acqua rilasciata dalle vongole e ve la consiglio.
Si possono usare anche le cime di rapa, che in genere si sposano con le orecchiette, ma personalmente il connubio della sapidità delle vongole e dell'amaro dei friarielli mi ha conquistato e non lo cambierei.

Ho unito i friarielli soltanto alla fine per evitare che assorbissero l'acqua delle vongole, ma potete mescolarli anche prima di unire la pasta.
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