Visualizzazione post con etichetta gluten-free. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta gluten-free. Mostra tutti i post

Biscotti al cocco facili e veloci: gluten-free, senza grassi e senza latte!

Macaron al cocco
San Valentino si avvicina, così ho pensato di proporvi qualche idea per regali dolci e homemade. Questi biscotti al cocco sono semplici e veloci da realizzare e non richiedono attrezzature particolari: sono l’ideale per chi è alle prime armi in cucina. In più, la lista degli ingredienti è cortissima, sono senza burro, senza olio, senza glutine e persino senza lattosio, insomma sono adatti a tutti e sono perfetti per smaltire gli albumi in eccesso!

PS: Siete single? No problem: potete prepararli per voi e mangiarli tutti (quasi) senza sensi di colpa :P
Biscotti al cocco gluten free senza grassi e senza latte

Biscotti al cocco senza glutine

La crema per tutti: senza latte, senza uova e magari anche gluten-free e senza grassi!


Una crema leggera e profumata, ma priva di uova e latte, che può essere preparata anche senza grassi: è un dolce o una magia? Ho pensato di dedicare un post alla crema di limone all’acqua dopo averla rivista ieri su facebook, perché è una di quelle ricette di base da avere sempre a portata di mano e in questo periodo può tornare utile per completare le zeppole di San Giuseppe senza aggiungere altre uova, ma anche per farcire una torta mimosa, una crostata di frutta che fa tanto primavera o servita da sola, piccolo peccato di gola da condividere con le amiche a dieta senza sensi di colpa.

Devo confessare che ero scettica quando l’ho provata, come può una crema senza latte e senza uova risultare buona? Eppure, credeteci, lo è! È setosa e soddisfa anche nella versione superlight senza burro (perfetta anche per i vegani e chi non può mangiare latticini :D ), in più, se la preparate con la maizena è anche gluten-free: perfetta per gli intolleranti oltre che per chi vuol controllare la linea (che si sa che con le belle giornate iniziano le diete :P )

Io l’ho usata anche per farcire dei gusci di pasta frolla sablé cotti in bianco e poi l’ho caramellata in superficie per giocare con le consistenze e perché nulla dà più soddisfazione del rompere quella dolce crosticina col cucchiaino ;) 


Crema di limone all’acqua

Mediterraneo: hummus di ceci


Hummus di ceci: ricetta estiva
Sono attratta dai sapori degli altri Paesi che affacciano sul nostro mare. I loro cibi sono fratelli dei nostri, eppure diversi. Gli stessi ingredienti di base assumono un sapore diverso grazie alle spezie che caratterizzano in modo inconfondibile la gastronomia dei Paesi d’origine. Il Medioriente ha per me un grosso fascino, è da sempre un crocevia di popoli diversi e leggendo i libri di Yehoshua e Grossman me ne sono innamorata, così ho iniziato a cercare di scoprire i suoi piatti… Di che sapranno falafel, pita, hummus? Appena vedo un ristorante libanese o israeliano, mi ci fiondo e mi perdo nei loro profumi. Ho assaggiato l’hummus in un ristorante israeliano nel Nach Markt di Vienna ed è stato amore al primo assaggio! Non riuscivo a trovare la tahine e ho tentato di farla da me pestando i semini di sesamo col mortaio (sì, dovrei comprare un buon frullatore, lo so), ma da quando l’ho trovata, sono hummusdipendente :) Per farlo sono partita dalla ricetta di Ottolenghi, una garanzia in fatto di cucina mediorientale, ne ho poi provate mille altre e alla fine sono giunta alla mia versione! Voi l’avete mai assaggiato? Fatelo e non lo abbandonerete più!  È ottimo con la classica pita, col pane, ma anche come “pinzimonio” per tante verdure fresche e croccanti (delizioso con le carote)!


Hummus di ceci
Un fresco antipato: l'hoummos di ceci

Biscotti facilissimi al burro d'arachidi senza latte e senza glutine!



Cookies al burro d'arachidi con 3 ingredienti
Oggi vi propongo dei cookies americani che si sciolgono in bocca e sono profumatissimi, se avete bisogno di energie o di una coccola sfiziosa, questi biscotti sono l’ideale! Certo, non sono leggeri, ma sono velocissimi da fare e ricchi dei grassi buoni e delle proteine delle arachidi, in più sono gluten-free e senza lattosio, quindi  adatti anche a chi soffre di intolleranze alimentari. Se vi piace il burro d’arachidi, dovete assolutamente provarli, ma io ve li consiglio anche se arachidi e noccioline vi lasciano indifferenti, magari provate la versione con le gocce di cioccolato e poi fatemi sapere… ma state attenti: creano dipendenza!


Cookies al burro d’arachidi facilissimi

Biscotti al burro d'arachidi con 3 ingredienti

La mia insalata di quinoa per Io non mangio da solo

Riemergo da questo autunno lavorativo di fuoco (sono stata a Como, sono in partenza per Siena e poi sarò a Parigi per due settimane intensissime con i miei colleghi messicani, coreani, tedeschi e francesi) per riproporvi una ricetta vecchia, se non vorrete più leggermi avrete ragione :P ma è per una buona causa :)
La campagna Io non mangio da solo è un’insieme di progetti della ONG ProgettoMondo Mlal volti ad assicurare un'alimentazione adeguata al neonato e alla sua mamma, promuovere la distribuzione di almeno un pasto al giorno nelle scuole per centinaia di comunita di America Latina a Africa, sostenere programmi di sicurezza alimentare, di accesso all’acqua potabile e di gestione delle risorse naturali.
L’idea è quella di raccogliere ricette con uno
di questi 12 cereali -alcuni veri e propri e altri cosiddetti “pseudo-cereali”-, in forma di chicco, fiocchi o farina:
1. Mais
2. Frumento
3. Riso
4. Orzo
5. Farro
6. Quinoa
7. Amaranto
8. Grano saraceno
9. Segale
10. Avena
11. Kamut®
12. Miglio
e di creare un calendario e un'agenda per il 2014 con le migliori foto e ricette arrivate, la cui vendita andrà interamente a finanziare i programmi della campagna Io non mangio da solo, per maggiori dettagli potete andare a leggere da Virginia de Lo spelucchino.

Ho deciso di (ri)proporre una ricetta con la quinoa perché questo pseudocereale viene dal Sud America, una delle regioni in cui questa opera ProgettoMondo Mlal. Per il suo buon apporto proteico la quinoa costituisce l'alimento base per le popolazioni andine. Gli Inca chiamano la quinoa «chisiya mama» che in quechua vuol dire «madre di tutti i semi». Questi simpatici semini sono usati come cereali, ma appartengono alla stessa famiglia di spinaci e barbabietola, per questo sono adatti ai celiaci e, grazie al buon contenuto di proteine, sono molto utilizzate anche da vegetariani e vegani. Infine, sono una vera miniera di vitamine e minerali e quindi ottimi per tutti :) A me sono piaciuti molto: provateli!
Insalata di quinoa con verdure al forno e crema di piselli

Crema di fagioli e zucchine al basilico

Crema di fagioli cannellini al basilico

In questo periodo vivo in un mondo parallelo, dodici ore e passa al giorno in laboratorio con messicanitedeschi&co., ma poi alle nove di sera, uscendo dall’università, trovo l’aria ancora tiepida e il cielo striato di rosso e mi accorgo che è estate. Questo weekend è arrivato quando ormai era una necessità più che un desiderio! Mi preparo a godermi un po’ di relax e vi lascio con la non-ricetta di un piatto veloce e "di riciclo" nato perché avevo un barattolo di cannellini lessati da me in congelatore, un piatto di zucchine spadellate avanzate e bisogno di coccole. Ho mescolato, frullato, aggiunto la nota croccante delle nocciole, il profumo del basilico e un pizzico di pepe, non ci sono dosi: sono i vostri gusti a decidere! Buonissima sia da sola, sia con l’aggiunta di una bella spolverata di parmigiano per condire la pasta, questa crema è estiva e rinfrescante grazie al basilico. Provatela se siete stufi delle insalate, ma volete mangiare i legumi anche in estate!
Crema di cannellini e zucchine al basilico

Piatti colorati contro la malinconia: insalata di quinoa!


A giugno Ischia indossa il suo vestito più bello: giornate lunghe che iniziano col sole che sorge dietro al Vesuvio e finiscono in tramonti sul mare che invitano gli innamorati ad abbracciarsi. Di mattina l’aria è tersa e l’acqua limpida invita a tuffarsi anche se è fredda. Di sera l’aria è fresca e si può camminare in riva al mare sentendo solo il rumore delle onde. Ci sono poche persone e il verde delle pinete sembra brillare solo per me, il mare e il cielo si fondono all’orizzonte in un abbraccio azzurro. Di venerdì torno all’ora del tramonto, vedo il sole tuffarsi in acqua mentre il traghetto si avvicina alla mia isola, il lunedì mattina la vedo allontanarsi nell’aria azzurrina e mentre la sua sagoma si fa meno nitida sento che già mi manca.
Mi consolo con piatti colorati, freschi e leggeri, preparati con i frutti dell’orto del mio papà! In questo caso ho usato le zucchine, i piselli, i pomodorini e le erbe aromatiche che mi ha mandato tramite il mio fidanzato, per un piatto “esotico” ma che profumava di casa!

Insalata di quinoa con verdure al forno e crema di piselli

AAA ricette di patate al forno cercasi


Oggi sono di poche parole e, più che un post, vorrei fare una richiesta: mi spiegate o mi linkate la vostra ricetta per le patate al forno? A casa mia le prepariamo quasi tutte le settimane e mi piace provare nuove versioni :) 
In cambio, vi lascio quella della mia mamma, ma rifatta e un po' modificata da me. Otterrete delle patate con una bella crosticina croccante e un cuore morbido. Prossimamente mi riprometto di fotografare anche l'altra versione che preparo spesso, per patate sottili e croccantissime, che sembrano quasi fritte.

Patate al forno, atto I



Si comincia a mangiare con gli occhi... (Insalata primaverile di riso venere con fragole, asparagi selvatici e piselli)


Ma non lo dico io, lo dice la biochimica! Nel momento in cui annusiamo o vediamo del cibo, inizia già la digestione: lo stomaco si prepara e ci viene l’acquolina in bocca. Quello che dico io è che un piatto deve invitarmi a mangiarlo e a farlo con allegria :) mi piace creare antipastini che siano piccoli, leggeri, colorati e belli da vedere, così tutto il pasto inizia meglio!
In  questo caso mi sono fatta ispirare da frutta e verdure di stagione e da un po’ di riso venere che era rimasto in dispensa. Anche stavolta abbinamento insolito, da quando ho scoperto che le fragole non si sposano solo con i dolci, mi si è aperto un mondo! Il matrimonio con gli asparagi selvatici è particolarmente azzeccato, le fragole ne stemperano il sapore amaro e la dolcezza dei pisellini crudi fa il resto… 
PS: se state per denunciarmi alla Lega Protezione delle Fragole, fermatevi,  giuro che la prossima volta staranno al loro posto in un dolce!

Insalata primaverile di riso venere con fragole, asparagi selvatici e piselli

Fave e...


... ventresca! Provate a chiedere ad ischitano qualunque e vi racconterà che di questi tempi è tradizione incontrarsi di sera per gustare le fave fresche raccolte nell'orto e la pancetta locale accompagnati da un buon bicchiere di vino e da qualche fetta di pane rigorosamente cotto a legna.
Senza nulla togliere all'accoppiata fave e pancetta, ieri avevo voglia di qualcosa di diverso: pfresco, allegro, primaverile!
Volevo colore nel piatto e il cestino di fragole che ammiccava in frigorifero ha fatto il resto... Quella di oggi, più che una ricetta è un'idea per un antipasto sfizioso, veloce da preparare, forse un po' insolito ma davvero gustoso.

Insalatina di fave e fragole all'aceto balsamico 


Ingredienti (per una persona)
4 fragole
4 fave freschissime (nel mio caso erano appena state colte da mammà)
Aceto balsamico di Modena q.b.
Sale e pepe q.b. (io non ne ho usati)

 
Procedimento (si fa per dire...)
Sbucciare le fave e privarle della pellicina. Lavare le fragole e tagliarle a fette, conservarne qualcuna per guarnire e tagliare le altre a cubetti. Unire fave e fragole, aggiungere l'aceto balsamico e assaggiare per valutare se occorre aggiustare di sale e pepe. Disporre le fette di fragola ai lati della coppetta, versare all'interno l'insalatina e servire subito.


Note
Le fave fresche sono ottime da gustare crude, la pellicina è amara, per questo io la tolgo, ma a casa mia sono l'unica a farlo!
Se non avete fave raccolte da poco, vi consiglio di sbollentarle per pochissimo e poi di privarle della pellicina in modo da ottenere un sapore altrettanto fresco e piacevole .
L'aceto basamico lega alla perfezione la dolcezza delle fragole e la nota erbacea delle fave, i sapori assieme erano così completi che non ho avuto bisogno di aggiungere sale o altre spezie.


Piccole semplici certezze


... come mescolare tuorli d'uovo e zucchero, unirli al latte e trovare conforto nella morbida voluttà di una crema. 
La crema pasticcera a casa mia è una piccola certezza, è una coccola dolce da preparare al volo dopo cena se abbiamo voglia di qualcosa di goloso. Semplice, al caffè o al cioccolato a seconda del grado di conforto di cui si ha bisogno :)  
Questa certezza a casa mia si misura a cucchiai, senza bilancia e senza troppa precisione, ma stavolta volevo una crema speciale, ricca, così ho unito al latte la panna, e poi mi sentivo pigra, non mi andava star lì a girare in attesa che la crema si addensasse, così ho cambiato metodo, usando quello che avevo visto dallo ZioPiero... Il risultato mi è piaciuto molto: una crema vellutata con un intenso profumo di arancia...

Crema pasticcera (per chi non ama mescolare :P )


Ingredienti
350 ml di latte  
150 ml di panna (per una crema più ricca, ma va bene anche solo latte)  
4 tuorli 
120 g. di zucchero semolato
40 g di amido di mais
1 scorza di arancia (bio, o, se siete fortunati come me, del vostro giardino)


Procedimento
Setacciare la maizena e mescolarla con lo zucchero. Unire questo composto ai tuorli e montarli a lungo (io ho usato il minipimer con la frusta).
Mettere in un pentolino il latte, la panna e la scorza di arancia e portarli quasi a ebollizione, a questo punto unire anche la montata di uova.

Attendere che il latte scaldi bene le uova, in pratica il latte inizia a bollire ai lati del composto di tuorli fino quasi a ricoprirlo,
e poi girare vigorosamente con la frusta fino a che il composto non si addensa (è davvero questione di una decina di secondi).
Travasare la crema in una ciotola e coprirla con della pellicola trasparente a contatto, per evitare che la superficie faccia la patina spessa. Far raffreddare rapidamente immergento la ciotola in acqua fredda e ghiaccio.

Al momento di usare la crema, mescolarla con una frusta per renderla più soffice e setosa.


Note
Per aromatizzare si può usare anche una scorza di limone o i semi di una bacca di vaniglia, ma io avevo delle arance bellissime provenienti dal giardino di mio padre ed ho usato quelle.
Si può anche usare la farina al posto dell'amido di mais, ma trovo che l'amido sia pù neutro, meno invadente, e lo preferisco. 
Lo zucchero può essere aumentato fino a 150 g, ma per me così la crema è dolce il giusto :)
Se volete realizzare una crema gluten-free, assicuratevi di usare un amido di mais contrassegnato dalla spiga sbarrata, perché il rischio di contaminazione dell'amido di mais con glutine di frumento è comunque presente.


Faccio tanti auguri alla bandadeibroccoli per il loro blogcompleanno
e partecipo a 3bithday giveaway de labandadeibroccoli
 

 

La bellezza della Pavlova


O anche, per una volta fidatevi delle apparenze! 
Non fate come me, che ho atteso quasi due anni per preparare questa bellissima torta, e provatela subito! 
Da quando l'ho vista la prima volta dalla mitica ArabaFelice, me ne sono innamorata, forse per il suo aspetto così etereo e delicato o forse per la sua storia... Essì, perché la mia versione preferita dell'orgine di questo dolce, la cui paternità è contesa da australiani e neozelandesi, è "romantica": pare che un pasticcere neozelandese sia rimasto così colpito dopo aver visto uno spettacolo della ballerina russa Anna Pavlova da decidere di dedicarle un dolce. Il pasticcere, però, voleva che il dolce trasmettesse la stessa idea di leggerezza che dava veder danzare la ballerina russa... E cosa c'è di più lieve di una nuvola di meringa sormontata da un velo di panna montata e ricoperta da una cascata di frutta? 

La Pavlova è un dolce tutto sommato semplice, ma proprio per questo bellissimo, io lo trovo festoso, allegro e, pur non amando le meringhe, buonissimo! Vi chiedete come faccia a piacermi un dolce di meringa se non mi piacciono le meringhe? I segreti, secondo me, sono due: 
1) la dolcezza: le meringhe rischiano di risultare stucchevoli, invece nella Pavlova la dolcezza del guscio di meringa risulta stemperata dalla panna montata poco (o per nulla) zuccherata e dalla frutta! 
2) la consistenza: il cucchiaino si fa strada in un guscio croccante per affondare in un cuore soffice e la panna arricchisce l'insieme con una morbidezza ancora diversa... 
Insomma, si vede che mi è piaciuta assai? Fidatevi e, se non l'avete ancora assaggiata, provatela! Rispetto alla scena che fa, non è neanche difficile da preparare, le uniche attenzioni vanno riservate alla cottura, il forno troppo alto potrebbe farla diventare troppo scura o, come è successo a me, far comparire delle crepe... Insomma, come si vede dalle foto la mia Pavlova non è certo perfetta, ma io la trovo bellissima lo stesso e mi riprometto di rifarla meglio per migliorarla :) 
Ma ora bando alle chiacchiere e vediamo come si prepara...

Pavlova (diametro di circa 23 cm)

Ingredienti
4 albumi (i miei pesavano 114 g)
il doppio del peso degli albumi di zucchero semolato (ma io ne ho usati solo 170 g)
5 gocce di limone
un cucchiaio scarso d'aceto di mele
10 g di maizena
3 g di lievito chimico in polvere per dolci (servirebbe il cremor tartaro, ma non riesco a trovarlo) 
per il ripieno
250 g di panna fresca da montare
zucchero a piacere: io ne ho aggiunto circa 1 cucchiaio e mezzo
frutta a piacere (di solito fragole e kiwi): io ho usato un cestino di fragole a cui mia madre non aveva saputo resistere
 
Procedimento 
Preriscaldare il forno a 150°C in modalità statica. Con l'aiuto di una tortiera, un coperchio o un piatto, disegnare una circonferenza del diametro di circa 23 cm sul retro di un foglio di carta forno ed usarlo per foderare una teglia. La circonferenza servirà da traccia al momento di comporre la meringa  :)
In una ciotola asciutta e pulita (è importante che non sia unta, altrimenti gli albumi non montano), mettere gli albumi, possibilmente a temperatura ambiente, con il succo di limone e montarli a neve. Aggiungere lo zucchero, man mano che gli albumi montano, un cucchiaio alla volta. Quando gli albumi saranno ben montati aggiungere anche la maizena e il lievito setacciati, sempre continuando a sbattere. Infine unire l’aceto. Il risultato dovrà essere una meringa lucida e densa. 
Usando un sac à poche o un cucchiaio trasferire la meringa sulla teglia seguendo la circonferenza tracciata. Dopo aver tracciato la base, aggiungere qualche strato di meringa sui bordi, in modo da formare una specie di cestino. 

Infornare nel ripiano centrale ed abbassare subito la temperatura a 120°C, far cuocere per circa 1 ora e 20 minuti. la Pavlova deve essere croccante fuori e morbida dentro, per questo la cottura della base è più breve che per le classiche meringhe. Quando la meringa è diventata solida all'esterno, ma senza dorarsi, spegnere il forno. Lasciare il dolce in forno con lo sportello semi-aperto fino a quando non si sarà completamente raffreddato. Conviene non muoverlo quando è caldo per non rischiare di romperlo.

Poco prima di servire montare la panna e distribuirla sulla meringa. Decorare con la frutta. Sia la panna che la frutta possono essere (leggermente) zuccherate a piacere.
Note  
In quasi tutte le ricette che ho consultato si usa una quantità di zucchero pari al doppio del peso degli albumi, come per la meringa, ma, come ho scritto più su,  a casa mia nessuno apprezza le meringhe perchè le troviamo troppo dolci, così ho provato a diminuirlo un po', forse per questo il dolce è risultato un po' più fragile e ha fatto qualche crepa, ma il sapore mi ha soddisfatto in pieno :P
Io ho usato lo zucchero semolato classico passato al mixer, ma se avete quello tipo Zefiro, vi consiglio di usare quello. C'è chi usa lo zucchero al velo, ma secondo me non è necessario.
Si può aggiungere l'estratto di vaniglia al composto di albumi, ma io non l'avevo. 
Il mio dolce è venuto un po' troppo scuro, forse perché il forno era troppo caldo perchè avevo cucinato altro prima della Pavlova.  
Come consiglia l'Araba: la meringa può essere cotta anche il giorno prima (è quello che ho fatto io) ma l'assemblaggio del dolce va fatto poco prima di servirlo, per evitare che la panna lo ammorbidisca troppo.
Io ho unito circa un cucchiaio di zucchero alla panna, visto che avevo fatto una meringa con "meno" zucchero. 
Ho unito alle fragole tagliate circa mezzo cucchiaio di zucchero e un po' di succo di limone. Se avete fragole molto saporite, potete evitare lo zucchero. Ho messo il limone perchè ho assemblato il dolce un po' prima di pranzo e non volevo che nel frattempo le fragole annerissero.

Se volete preparare un dolce gluten-free accertatevi che la maizena e il lievito chimico siano contrassegnati con la spiga barrata, questo vi assicura che siano privi di contaminazioni.
Questa torta che mi è tanto piaciuta è il mio modo di festeggiare la primavera e di partecipare al contest di Fiordirosmarino per la categoria rosso :)


Gli agretti, la primavera nel piatto

A voi questa frittata non mette allegria? Il giallo delle uova, il verde degli agretti, il tocco rosa della salsiccia affumicata, io la trovo davvero primaverile!
E voi avete mai mangiato gli agretti? Io li avevo visti su vari blog, ma non li avevo mai assaggiati né visti prima... Sabato sono andata al mercato e li ho visti in vari banchi di frutta e verdura, ma non sapevo bene come usarli, ho chiesto persino al fruttivendolo, però nemmeno lui ha saputo consigliarmi! Alla fine ho ceduto alla curiosità e li ho presi pensando che avrei fatto una ricerca in rete per scoprire come mangiarli...

Ho scoperto che agretti è il nome più usato per le piantine giovani della Salsola soda, che sono spesso detti anche barba di frate e in Emilia sono conosciute come lischi mentre in altre regioni come roscani. Si tratta di ortaggi primaverili, utilizzati soprattutto nella dieta mediterranea, in particolare in Italia e in Spagna (dove è noto con il nome di barrilla). Contengono potassio, caroteni, calcio, vitamina C e B3 e sono diuretici e depurativi.
A questo punto, mi restava da scoprire come cucinarli :) possono essere mangiati sia crudi che cotti, conditi semplicemente con olio, sale e limone o spadellati con burro e parmigiano. Dopo averli lessati, mi è sembrato che il loro sapore ricordasse quello degli spinaci, così ho deciso che ne avrei fatto una bella frittata! Ma andiamo con ordine: vediamo come prepararli...

Pulizia e cottura degli agretti

La parte più noiosetta è la pulizia degli agretti, perché vengono venduti in fasci ancora con le radici: bisogna quindi spezzare la radice ed eliminare la parte più dura e sporca di terra. Guardandoli bene si vede che un po' più su della radice (che è rossa) ci sono due foglioline corte, bisogna spezzare al di sotto di queste due foglioline. Bisogna poi sciacquare la barba del prete diverse volte per eliminare il terriccio residuo.
Una volta puliti, vanno fatti bollire in acqua bollente salata per tre minuti, scolati e passati sotto l’acqua corrente fredda per fermare la cottura e mantenere colore brillante. 
A questo punto vanno scolati per bene e possono essere mangiati semplicemente condendoli con olio e limone o ripassandoli in padella (secondo me possono essere ripassati sia con burro e parmigiano che con aglio olio e peperoncino).
Io ho deciso di usarli per una frittata arricchita con una profumata salsiccia affumicata prodotta artigianalmente da un macellaio ischitano, ecco la "ricetta":

frittata agli agretti semplice, non sono simpatici tutti quei filini verdi? :)

Frittata agli agretti e salsiccia affumicata
Ingredienti (per due persone)
3 uova (codice 0)
Mezzo fascio di agretti (circa 200 grammi) lessati
Mezza salsiccia affumicata (in alternativa potete usare speck o prosciutto crudo)
Parmigiano grattugiato (a piacere) 
Latte q.b.
Sale q.b.
Pepe (a piacere)

Procedimento
Sgusciare le uova in un piatto fondo, salarle e peparle, aggiungere il parmigiano grattugiato e la salsiccia affumicata spellata e tagliata a pezzetti e mescolare. Aggiungere anche gli agretti precedentemente lessati e sminuzzati un po' con le forbici (per mescolarli più facilmente), a questo punto io ho aggiunto un po' di latte per rendere il composto un po' più fluido. 
Scaldare un filo d'olio in una padella antiaderente. Per vedere se l'olio è abbastanza caldo io faccio cadere un goccia di composto, se i bordi sfrigolano subito, verso tutto, altrimenti aspetto ancora un po'. 
Le frittate con le verdure mi piacciono molto "verdi" :) ma più verdure ci sono, più sono difficili da girare! Per questo le faccio cuocere col coperchio a fiamma non troppo alta fino a quando il lato a contatto con la padella non è bello dorata e quello superiore rappreso. Per girare la frittata la fascio scivolare su un piatto piano (o sul coperchio) e poi la rovescio nuovamente nella padella. 
Faccio dorare la seconda faccia a fiamma più alta e senza coperchio, et voilà!


Se omettete la salsiccia questo piatto diventa vegetariano ed anche piuttosto light. Io l'ho mangiato in ufficio, scaldato al microonde e accompagnato da una bella fetta di pane casereccio :)


I mazzetti di barba dei frati o agretti sono spesso ricchi di terra alla radice. Occorre tenerli a bagno con bicarbonato, risciacquando spesso l'acqua. Fare poi attezione a tagliare le radici che sono pungenti, e si presentano come bastoncini. Basta impugnare ogni "filo" di agretto nel punto in cui la barba rosa finisce e spezzare con un colpo secco.

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/agretti.html
Copyright © Alimentipedia.it
Gli agretti, o barba dei frati, si usano in cucina cotti al vapore o lessati e conditi a piacere, anche solo con del semplice olio extra vergine e limone, ma sono ottimi anche con aglio, pomodoro e acciughe.

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/agretti.html
Copyright © Alimentipedia.it
Gli agretti, detti anche "barba dei frati", "roscano", "senape dei monaci", "lischi", sono le piantine giovani della "Salsola soda" ortaggi primaverili ricchi di sali minerali e proprietà depurative, sono utilizzati in cucina da marzo a fine maggio.

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/agretti.html
Copyright © Alimentipedia.it
Gli agretti, detti anche "barba dei frati", "roscano", "senape dei monaci", "lischi", sono le piantine giovani della "Salsola soda" ortaggi primaverili ricchi di sali minerali e proprietà depurative, sono utilizzati in cucina da marzo a fine maggio.

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/agretti.html
Copyright © Alimentipedia.it
Gli agretti, detti anche "barba dei frati", "roscano", "senape dei monaci", "lischi", sono le piantine giovani della "Salsola soda" ortaggi primaverili ricchi di sali minerali e proprietà depurative, sono utilizzati in cucina da marzo a fine maggio.

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/agretti.html
Copyright © Alimentipedia.it
Gli agretti, detti anche "barba dei frati", "roscano", "senape dei monaci", "lischi", sono le piantine giovani della "Salsola soda" ortaggi primaverili ricchi di sali minerali e proprietà depurative, sono utilizzati in cucina da marzo a fine maggio.

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/agretti.html
Copyright © Alimentipedia.it
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...