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Biscotti bicolore di Gianluca Aresu




Ho preparato questi biscotti friabili e profumati seguendo una ricetta di Gianluca Aresu, maitre chocolatier che ho incontrato per caso facendo zapping durante una pigra colazione del weekend. Ascoltarlo descrivere una frolla friabile e dalla lunga conservabilità, e passare in cucina a impastarla è stato tutt’uno :)
Dopo aver assaggiato questi biscotti, sono andata a ripescare tutte le puntate della sua trasmissione e confesso di essermi innamorata delle preparazioni di questo bravissimo pasticcere, spiega tutto in maniera chiarissima e ogni puntata è piena di consigli e piccoli trucchi del mestiere. Vi lascio la ricetta della sua pasta frolla e la descrizione di come ho ottenuto girelle e scacchiere, mentre nelle note trovate le sue utilissime dritte.

Biscotti bicolore da credenza


Più buoni dei Baiocchi: balocchi con ganache alla nocciola di Gianluca Aresu



Avete cioccolato delle uova di Pasqua da smaltire? Per quello fondente sul blog ci sono già diverse ricette a base di cioccolato: la caprese, i biscotti al doppio cioccolato, quelli col dulche de lecheo la Nutella, i croccantini di Benevento… Ieri però mi sono accorta che non c’è nemmeno una ricetta col cioccolato al latte, così ho deciso di rimediare e di suggerirvi una buonissima ganache alla nocciola. La ricetta è di GianlucaAresu, il maitre chocolatier di cui avevo già parlato qui. La ganache al cioccolato al latte e nocciola di cui vi lascio la ricetta oggi è perfetta da conservare in dispensa per regalarsi una merenda golosa spalmandola su pane, panbrioche o fette biscottate, ma diventa una vera delizia se, come suggerisce il maestro Aresu la accoppiamo con la sua frolla sablè. Avete presente i Baiocchi del Mulino Bianco? Ecco, meglio, molto meglio e supergenuino!

Più buoni dei Baiocchi: balocchi con ganache alla nocciola di Gianluca Aresu

Giappone, fiori e biscotti…


Il mio 2013 è iniziato in modo strano, catapultandomi dall’altra parte del mondo. Sono stata a Tokyo per tre settimane in totale e, anche se ho trascorso quasi tutto il tempo in laboratorio, ho avuto modo di perdermi nella magia di questo paese lontano…
Sono tornata con scorte di miso, soba, spezie e tè, se avessi dovuto preparare il piatto che più associo al periodo lì, avrei dovuto presentare una ciotola di zuppa di miso e una di riso in bianco! Non che abbia mangiato solo quello, anzi, se siete curiosi posto qualche foto dei miei pasti orientali, ma miso&riso sono onnipresenti, vengono serviti a colazione come a cena e sono il vero pilastro dell’alimentazione nel paese del Sol Levante!
Eppure, per partecipare al contest I cook International, organizzato da Ale per festeggiare il suo primo compliblog, non ho avuto dubbi e ho scelto di preparare dei biscotti, dei piccoli fiori, aromatizzati al tè matcha, perché?
Perché ho visto parchi pieni di ciliegi innevati e li ho immaginati pieni di fiori. Fiori che spingono i giapponesi nei parchi perché  annunciano la primavera .
Perché nella bellezza dei sakura, i fiori di ciliegio, rivedo quella delle donne giapponesi in kimono e la loro grazia, la loro delicatezza, che mi è sembrata perfetta ed irraggiungibile.
Perché quando di sera tornavamo in albergo e ci perdevamo nei meandri dell’immensa stazione di Hikebukuro della metropolitana, più di una volta siamo stati salvati dall’odore dei biscotti sfornati da un negozietto che si trovava nel corridoio corrispondente alla nostra uscita che, anche quando ero distrutta dal lavoro e dal jet-lag, mi guidava nella direzione giusta.
Ed infine perché uno dei ricordi più belli delle ore trascorse lì in laboratorio è legato al tè matcha, a un pomeriggio trascorso a parlare di tradizione con un anziano ricercatore, Tsuno... Il giorno dopo Tsuno è arrivato in laboratorio con uno strano pennello di bambù, un contenitore intarsiato e una tazza. Al rientro dal pranzo con gli altri, mi ha chiamato da parte e mi ha mostrato come si prepara il pregiato tè matcha, spiegandomi che va bevuto con la schiumetta, accompagnato da un dolcino perché è amaro. Tsuno mii ha offerto la tazza restando a guardarmi, poi ha mangiato con me dei biscottini delicati e mi ha regalato un po’ di quella polvere verde piena di storia.
  

Ho visto i biscottini al matcha da Elisa e, anche se la ricetta che ho usato è diversa,  è lei che devo ringraziare per avermi fatto venire voglia di rifarli. Il risultato sono dei biscotti dal tenue colore verdino, croccanti grazie allo zucchero che li ricopre, e con un retrogusto delicato che mi ha riportato a Tokyo.
Tsuno San, questi biscotti sono per te…

Biscotti al tè matcha


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