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La minestra salvagioia, piatto della tradizione dell'isola d'Ischia

La minestra salvagioia, antico piatto della tradizione contadina ischitana
La minestra salvagioia è un antico piatto della tradizione contadina dell’isola d’Ischia. Si tratta di una zuppa povera a base di fagioli bianchi ed erbe spontanee. Questo piatto è l’antenato di tutte le minestre di legumi e verdure a foglia che si compaiono spesso sulle tavole invernali napoletane: scarole e fagioli, broccoli e fagioli, ma è ancora più povera e contadina perché preparata principalmente con erbe selvatiche. Oggi per me questo è un piatto da re, servono conoscenze botaniche per riconoscere le erbe selvatiche e tempo per scovare i sentieri dove poterle raccogliere. Per preparare questa zuppa mi servono i consigli di mio padre e l’occhio attento di mia madre, mi serve la saggezza di generazioni di ischitani.
 
La minestra salvagioia è un piatto che segue le stagioni, il sapore cambia man mano che dall’autunno ci si inoltra nell’inverno fino ad arrivare alle erbette primaverili. Nei sentieri dietro casa mia ho raccolto borragine, finocchio selvatico, tarassaco, cicoria, rucola servatica, tunz, caccialepre, ma si usano anche il cardo, l’ortica e la raspulella. Alle erbe spontanee si possono aggiungere le verdure a foglia offerte dall’orto, io ho trovato scarole, friarielli e diiversi tipi di broccoli e minestra di cui nemmeno conosco il nome!

Non so bene dove nasca il nome “salvagioia”, forse è legato ai tempi di carestia, quando l’uso delle erbe di stagione era considerato l’inizio felice di un nuovo ciclo, forse indica che questa minestra è nutriente e ricostituente.

Nella cultura contadina ischitana il maiale, sotto forma di cotica o gambetto di prosciutto non può mancare, ma io ne propongo una versione totalmente vegana, ma non per questo meno gustosa. Essendo una ricetta della tradizione, non indico le dosi: si va a occhio!

Minestra salvagioia

Insalata di zucchine grigliate di Ottolenghi


L'insalata di zucchine grigliate con basilico e nocciole da Plenty

L’insalata di zucchine e nocciole di Yotam Ottolenghi è un piatto leggero e fresco, ideale per l'estate. Questa insalata è perfetta sia come antipasto light che come contorno saporito, e, aumentando le dosi, diventa un piatto unico gustoso senza appesantire. 

Se conoscete le ricette di Ottolenghi, la lista degli ingredienti vi sembrerà banale e persino breve, ma la combinazione di sapori è perfetta: si armonizzano tra loro, esaltandosi a vicenda. Non lasciatevi ingannare dalla foto scattata frettolosamente col cellulare e correte a provare questa ricetta adesso che è di stagione! 

Insalata di zucchine, nocciole, parmigiano e basilico
(da Plenty di Yotam Ottolenghi)

Viva la pappa col pomodoro



La pappa col pomodoro, una ricetta tradizionale toscana

Ci sono dei piatti, degli ingredienti che ci riportano all’infanzia, che significano casa, che non sono da ristorante stellato ma sono più buoni di ostriche e caviale. Per me mangiare, preparare del cibo, è innanzitutto un atto d’amore, vuol dire cura, attenzione, in qualche caso ricordo.
Il mio cibo del cuore è il pane col pomodoro. Una fetta di pane, rigorosamente cotto a legna, meglio se del giorno prima, su cui si schiacchiano e si “impruscinano” i pomodori, quelli freschi dell’orto in estate, quelli dei piennuli realizzati da papà in inverno, un pizzico di sale e un giro d’olio, una foglia di basilico in estate e una spruzzata di origano seccato da noi in inverno. In estate spesso lo mangiavo come merenda in spiaggia: semplice e profumato, alle sei del pomeriggio, dopo i bagni e i giochi, era un po’ caldo e mi sembrava sempre più buono che a casa. In inverno ci poggiavamo una fetta di fiordilatte e lo passavamo in forno, giusto il tempo di ottenere una crosticina croccante: che buono!
Ora sono cresciuta, i pomodori li mangio interi e più spesso in insalata, usando il pane per intingere il sughetto che resta, ma non è la stessa cosa e quando ho voglia di tornare bambina, guardo mia madre con l’aria più ingenua che posso e le dico “mamma, mi prepari pane e pomodoro?”.
Nel piatto che vi presento oggi, ho ritrovato lo stesso profumo della mia infanzia, è insieme pane e pomodoro e il sugo della domenica mattina. Preparare la pappa col pomodoro, immergermi nel suo profumo, è  per me fare un vero è proprio viaggio nei ricordi. È un piatto toscano, per prepararlo sono partita dalla ricetta di Juls, cambiandola e adattandola agli ingredienti che avevo e ai miei gusti. Come tutti i piatti regionali, ne esiste una versione per città, la stessa Juls ne indica due. Credo che ogni famiglia abbia la sua ricetta e che ogni volta questa venga adattata alle esigenze e agli ingredienti che ci si trova in casa in quel momento. Questo è il mio modo di preparare un piatto che non appartiene alla mia tradizione, ma che mi ha conquistato. Se non l’avete mai assaggiata, provatela e fate con me un viaggio nei profumi dell’infanzia…

Pappa col pomodoro
La pappa col pomodoro è un gustoso piatto vegano

Un primo eco, veg e buonissimo: cosa volete di più?


Pasta con carciofi e mozzarella
Volevo lasciarvi un’idea per un primo vegetariano e di stagione! Una pasta con i carciofi arricchita dal sapore della mozzarella di bufala. Per legare meglio la pasta, regalarle cremosità senza appesantirla ho usato i gambi dei carciofi: insomma niente sprechi e tanto sapore.
Questo piatto può essere un’idea alternativa per i pranzi delle feste, ma anche un piatto unico tra un festeggiamento e l’altro, perché si prepara in poco tempo, ma dà tanta soddisfazione :) 
 
Mafalde con carciofi e mozzarella di bufala 

Pasta di primavera: carciofi e mozzarella

La pizza di scarole in padella, ricetta tradizionale foriana



La pizza di scarola foriana differisce da quella che si prepara negli altri comuni dell'isola di Ischia  nel resto della Campania per vari motivi: quello che salta subito all’occhio è la cottura nella “sartania” invece che in forno. Un’altra differenza sta nell’utilizzo del vino cotto che con la sua dolcezza contrasta l’amaro della scarola e rende il ripieno cremoso. Questa ricetta, pur essendo tradizionale, è poco nota, inoltre in un periodo in cui il vegan è una moda mi fa piacere ricordare che in realtà la cucina italiana offre già tanti piatti cruelty free.
La pizza di scarole in padella, tipica di Forio di Ischia

Insalata estiva di avocado

Insalata di avocado e verdure estive

Ma come, gli avocado a km 0? Ebbene sì, a Ischia crescono gli avocado e mio zio ne ha una bella pianta!
L’avocado è originario del Sud e Centro America, penso che tutti conosciamo il guacamole messicano! Questo frutto è particolarmente ricco di grassi, ma si tratta di acido grasso linolenico e Omega – 3, grassi “buoni” in quanto capaci di stimolare la produzione di colesterolo buono (HDL) e frenare il deposito di quello cattivo (LDL). Inoltre contiene antiossidanti e vitamine, insomma, vale proprio la pena inserirli nella nostra dieta! 


A casa mia, però, sono l’unica che li ama, così quando ho scoperto che a Ischia è nato un gruppo di scambio e baratto di prodotti green, ho subito pensato di offrire gli avocado che non riesco a consumare in baratto. Ogni baratto è una sorpresa, si ricevono in cambio verdure, yogurt, persino dolci, ma soprattutto ci si arricchisce conoscendo una persona nuova, scambiandosi ricette, chiacchiere e sorrisi. Questa ricetta, oltre che un’idea per le persone che sono state raggiunte dai miei avocado, è anche un modo per ringraziare Luciana, l’ideatrice del gruppo di scambio e baratto a cattiveria zero e Rosa, Manola, Cozma, Francesco, Michele che mi hanno donato i prodotti dei loro orti o dei loro animali felici. 
Ho unito l’avocado con le verdure del mio orto ed è nata questa insalata, estiva, gustosa e a km 0, visto che si tratta di tutti prodotti ischitanissimi! Mi sono divertità ad accoppiare la cremosità dell’avocado con la croccantezza dei pinoli tostati, la dolce asprezza delle more, l’acidità dei pomodorini e un’aggiunta di verde! 
PS: se non conoscete la portulaca, correte a leggere le note!
Insalata estiva di avocado 

I canederli che si credevano una pizza di scarole



Oggi vi propongo di nuovo i canederli, si capisce che mi son piaciuti? Dopo aver provato i canederli ai formaggi, ho deciso di farne una versione ancora più napoletana, anzi, ischitana! A ispirarmi sono state le verdure che il mio papà sta raccogliendo in gran quantità e la pizza di scarole di mammà :) così ecco a voi i canederli che si credevano una pizza di scarole.

La pizza di scarole è un piatto tipico napoletano, particolarmente diffuso durante l’inverno, ed è immancabile sulla tavola della vigilia di Natale. L’impasto di pizza viene usato per creare un guscio che racchiude un ripieno saporitissimo a base di scarole e arricchito da frutta secca, capperi, olive e in qualche caso alici sottosale. La ricetta della pizza di scarola varia di casa in casa, c’è anche chi la fa fritta!

Per i miei canederli, ho deciso di ispirarmi alla versione della pizza di scarole che viene preparata in alcune zone di Ischia, la pizza di scarole col mosto cotto. La dolcezza del mosto cotto stempera la nota amara delle scarole e la cottura nel guscio di pizza fa sì che i sapori si armonizzino alla perfezione, insomma ogni morso è una delizia ed è impossibile resistere alla tentazione di gustarla bollente!

Per preparare la scarola ho usato la ricetta tradizionale di famiglia, quella che avevo presentato qui, in uno dei miei primi post sul blog! Per arricchire le scarole ho usato noci, pinoli, capperi, olive nere private del nocciolo e uva passa, oltre ad aglio e peperoncino, of course! Sono particolarmente soddisfatta perché, uvetta a parte, ho usato tutti prodotti ischitanissimi: scarole, pinoli, noci, olive e capperi vengono dall’orto di papà (e dalla pazienza di mamma nel conservarli :) ), il pane l’ha preparato il famoso zio Claudio col criscito e l’ha cotto nel forno a legna insieme a papà e il mosto è il frutto di un prezioso dono della mamma del fidanzato di mia sorella. Insomma, km 0, ma soprattutto amore per le cose buone e genuine!

Il mosto l’ho aggiunto solo dopo la cottura, mettendone poche gocce su ogni canederlo e mia madre mi ha detto che chiudendo gli occhi il sapore che veniva in mente era proprio quello della pizza di scarole. Una pizza di scarole morbida e confortevole, di riciclo eppure buonissima!


I canederli che si credevano una pizza di scarole

Buon anno con un'insalata portafortuna


È sempre difficile chiudere l’anno, vi ho già confessato che non mi piace fare bilanci, così, invece di pensare all’anno trascorso voglio pensare a quello che arriva. È il primo anno che inizio con voi, su questo blog che è partito come una raccolta di ricette e mi ha permesso di conoscere persone nuove, divertenti e sensibili, che sanno strapparti il sorriso con un piccolo semplice commento.
Vi lascio un’idea per un’insalata invernale, ma sfiziosa. Il mio è solo un suggerimento di partenza, potete personalizzarla come volete: io ne faccio ogni volta un versione diversa, ma questa, con i chicchi di melagrano portafortuna, il rosso e la ricchezza delle noci, mi sembrava perfetta per la tavola di Capodanno. Il mio augurio per il 2014 è semplice, come quest’insalata: croccante, allegra, colorata e leggera!  
Ci rileggiamo l’anno prossimo, con nuove ricette, nuovi racconti e tanta voglia di imparare e cucinare ancora con voi :)

Insalata portafortuna di finocchi e arance

Terrina di pane e verdure di Luca Montersino

 

Ehm, ehm, latito, lo so, vorrei raccontarvi dei miei ultimi viaggi, dalle meraviglie della Basilicata a quelle di Parigi :) ma ancora non sono riuscita a riguardare le foto, così ho pensato di lasciarvi almeno una ricetta da tenere a portata di mano per buffet e aperitivi! Ormai le feste incombono ed è comodo avere ricette che possono essere preparate in anticipo e servite fredde o solo scaldate prima di portarle in tavola. La terrina che vi presento oggi è opera di Luca Montersino, dal suo libro Piccola Pasticceria Salata, e già questa è una garanzia. Dal canto mio vi dico che l’ho servita in trancetti insieme all’aperitivo, ma l’ho anche tagliata a fette e mangiata a pranzo al lavoro e che è perfetta per riciclare quel pacco di pancarrè aperto e prossimo alla scadenza che giace abbandonato in dispensa, o quella padellata di verdure avanzate che nessuno vuole ;)

Terrina di pane e verdure



Sapori d’estate: peperoni arrostiti




Il rosso e il giallo sono i colori dell’estate. I peperoni sono agosto: le passeggiate in spiaggia sotto la luna, le cene all’aperto, le grigliate in terrazza col loro profumo che riempie l’aria. Questa per me è stata l’estate dei peperoni, non li ho mai digeriti, ma quest’anno qualcosa è cambiato e ne ho fatto vere scorpacciate per recuperare tutti quelli che mi ero persi. Questa non è una ricetta, ma il procedimento base, devo segnarlo da qualche parte o l’anno prossimo non ricorderò come li preparavo! La versione basic li vuole semplicemente arrostiti, spellati e conditi in modo semplice e mediterraneo con olio e origano. Perfetti come contorno, ma anche per aggiungere colore e sapore alle insalate di riso estivo, so già che ne sentirò la mancanza fino alla prossima estate :) 


Pane di segale & melanzane



Prosegue il filone estivo, che significa cibi stuzzicanti, preparazioni poco impegnative e sapori nuovi. Oggi vi presento una variante dell’hummus, il baba ganoush, con le melanzane al posto dei ceci, più leggero, ma altrettanto buono. Stavolta però, vi propongo anche un abbinamento insolito per questa crema mediorientale: il pane di segale, che per me vuole dire Germania! Tutto è nato dalla voglia di provare i pani che la Pema mi ha spedito come prova assaggio in versioni insolite e diverse, questi finger food sono semplici, ma una vera scoperta, il tocco di tahine nel baba ganoush lega alla perfezione il profumo aromatico del pane di segale col sapore delle melanzane e sono piaciuti persino a mia nonna, che non è certo una paladina delle sperimentazioni :P


Baba ganoush


Di gnocchi, zucchine e tradizioni


A casa mia il pranzo della domenica è sacro, viene la nonna e guai a mancare! La nonna in questione ha 86 anni, un carattere di ferro e vive da sola curando la casa,  il giardino, l’orto, i gatti e rivendicando la sua indipendenza. Insomma, mia nonna è una tipina tosta e con un bel caratterino, la prendiamo spesso in giro perché ha sempre da ridire su tutto, d’altra parte nessuno di noi si sognerebbe mai di rimproverare sul serio una donna con una tale tempra. Ogni domenica ne approfittiamo per coccolarla un po’ anche a tavola e, visto che è magra e mangia pochissimo, cerchiamo di cucinarle cose sfiziose e saporite. il suo punto debole sono le frittelle con i fiori di zucchine e la cassata siciliana, ma in questo periodo è in fissa con gli gnocchi, tanto da non lasciarmi il tempo di prepararli in casa perché ne compra quantità industriali al supermercato! Così, dopo aver preparato i classici alla sorrentina e alla bava, per smaltirli abbiamo deciso di provare un condimento diverso, usando le zucchine e il basilico che ci regala l’orto.

Gnocchi con “pesto” di zucchine e mozzarella di bufala

Crema di fagioli e zucchine al basilico

Crema di fagioli cannellini al basilico

In questo periodo vivo in un mondo parallelo, dodici ore e passa al giorno in laboratorio con messicanitedeschi&co., ma poi alle nove di sera, uscendo dall’università, trovo l’aria ancora tiepida e il cielo striato di rosso e mi accorgo che è estate. Questo weekend è arrivato quando ormai era una necessità più che un desiderio! Mi preparo a godermi un po’ di relax e vi lascio con la non-ricetta di un piatto veloce e "di riciclo" nato perché avevo un barattolo di cannellini lessati da me in congelatore, un piatto di zucchine spadellate avanzate e bisogno di coccole. Ho mescolato, frullato, aggiunto la nota croccante delle nocciole, il profumo del basilico e un pizzico di pepe, non ci sono dosi: sono i vostri gusti a decidere! Buonissima sia da sola, sia con l’aggiunta di una bella spolverata di parmigiano per condire la pasta, questa crema è estiva e rinfrescante grazie al basilico. Provatela se siete stufi delle insalate, ma volete mangiare i legumi anche in estate!
Crema di cannellini e zucchine al basilico

Il sapore dei prati, della libertà


Non so dove sei adesso, spero solo che tu non abbia sofferto. 
Mi hai insegnato tanto in questi tredici anni, mi hai fatto ridere per come ti ingegnavi per fare i dispetti al gatto, e preoccupare tutte le volte che ci hai fatto correre dal veterinario perché ne avevi combinata una delle tue. Eri così testarda che spesso chiamavamo mamma col tuo nome, ad indicare che era impossibile farvi cambiare idea quando vi impuntate su qualcosa. 
Da te ho imparato la libertà che si prova correndo a perdifiato in un prato, nei tuoi occhi ho riconosciuto l’amore, dal tuo dolore ho imparato cosa significa avere dei figli. Il fatto che tu avessi quattro zampe è solo un dettaglio, perché sapevi parlare meglio di molti umani. Non potrò mai dimenticare la tua gioia quando infilavo le scarpette da ginnastica e i salti che facevi per convincermi a portarti con me, la spiaggia d’inverno ora mi renderà malinconica, perché non ti potrò più vederti correre e saltare felice. 
A molti sembrerò stupida, ma so che chi ha un compagno di vita a quattro zampe un po’ mi capirà… Capirà la malinconia che adesso provo quando guardo tuo figlio, capirà che mi viene da piangere quando mi avvio verso il boschetto vicino casa in cui mi accompagnavi sempre, capirà che a volte rido pensando a tutto quello che mi hai regalato e subito dopo mi si scurisce il volto. Capirà perché oggi posto una ricetta senza capo né coda, ma che mi ricorda l’ultima volta che siamo andati insieme in campagna, io tu e papà a raccogliere erbette. È un modo per dirti grazie anche qui, in questo spazio che è nato per raccogliere ricette e ora contiene anche un po’ della mia vita, e per questo tu non potevi mancare... 
Grazie Diana, grazie di tutto.

Volevamo essere gnocchi… Quenelle di borragine e patate



Si comincia a mangiare con gli occhi... (Insalata primaverile di riso venere con fragole, asparagi selvatici e piselli)


Ma non lo dico io, lo dice la biochimica! Nel momento in cui annusiamo o vediamo del cibo, inizia già la digestione: lo stomaco si prepara e ci viene l’acquolina in bocca. Quello che dico io è che un piatto deve invitarmi a mangiarlo e a farlo con allegria :) mi piace creare antipastini che siano piccoli, leggeri, colorati e belli da vedere, così tutto il pasto inizia meglio!
In  questo caso mi sono fatta ispirare da frutta e verdure di stagione e da un po’ di riso venere che era rimasto in dispensa. Anche stavolta abbinamento insolito, da quando ho scoperto che le fragole non si sposano solo con i dolci, mi si è aperto un mondo! Il matrimonio con gli asparagi selvatici è particolarmente azzeccato, le fragole ne stemperano il sapore amaro e la dolcezza dei pisellini crudi fa il resto… 
PS: se state per denunciarmi alla Lega Protezione delle Fragole, fermatevi,  giuro che la prossima volta staranno al loro posto in un dolce!

Insalata primaverile di riso venere con fragole, asparagi selvatici e piselli

Fave e...


... ventresca! Provate a chiedere ad ischitano qualunque e vi racconterà che di questi tempi è tradizione incontrarsi di sera per gustare le fave fresche raccolte nell'orto e la pancetta locale accompagnati da un buon bicchiere di vino e da qualche fetta di pane rigorosamente cotto a legna.
Senza nulla togliere all'accoppiata fave e pancetta, ieri avevo voglia di qualcosa di diverso: pfresco, allegro, primaverile!
Volevo colore nel piatto e il cestino di fragole che ammiccava in frigorifero ha fatto il resto... Quella di oggi, più che una ricetta è un'idea per un antipasto sfizioso, veloce da preparare, forse un po' insolito ma davvero gustoso.

Insalatina di fave e fragole all'aceto balsamico 


Ingredienti (per una persona)
4 fragole
4 fave freschissime (nel mio caso erano appena state colte da mammà)
Aceto balsamico di Modena q.b.
Sale e pepe q.b. (io non ne ho usati)

 
Procedimento (si fa per dire...)
Sbucciare le fave e privarle della pellicina. Lavare le fragole e tagliarle a fette, conservarne qualcuna per guarnire e tagliare le altre a cubetti. Unire fave e fragole, aggiungere l'aceto balsamico e assaggiare per valutare se occorre aggiustare di sale e pepe. Disporre le fette di fragola ai lati della coppetta, versare all'interno l'insalatina e servire subito.


Note
Le fave fresche sono ottime da gustare crude, la pellicina è amara, per questo io la tolgo, ma a casa mia sono l'unica a farlo!
Se non avete fave raccolte da poco, vi consiglio di sbollentarle per pochissimo e poi di privarle della pellicina in modo da ottenere un sapore altrettanto fresco e piacevole .
L'aceto basamico lega alla perfezione la dolcezza delle fragole e la nota erbacea delle fave, i sapori assieme erano così completi che non ho avuto bisogno di aggiungere sale o altre spezie.


Gnocchi di zucca ripieni


Come nascono le vostre ricette? Come scegliete cosa postare sul blog? Io praticamente posto quello che cucino e mangio nei weekend, spesso quello che preparo quando torno a casa dai miei. Non che in settimana non cucini, anzi, più che nel weekend, ma lo faccio solo di sera e tra la luce artificiale che è pessima, la preparazione della cena su un fornello e quella del pranzo sull'altro, è praticamente impossibile fare foto! A volte faccio una foto al volo col cellulare per mandarla a mia madre e provarle che cucino pesce, legumi e verdure :D ma non sono "postabili"...
Perché questa premessa? Perché volevo spiegarvi come mai vedete tanti dolci e tante verdure su questo blog! A casa mia il dolce della domenica è tassativo: senza non è domenica! Poi da quando io e le mie sorelle studiamo/lavoriamo lontano dalla nostra isoletta, mamma ha iniziato a viziarci: dolce anche il venerdì sera :D
E le verdure che c'entrano? C'entrano perché sono fortunata: mio padre è contadino per passione! Nel tempo libero cura l'orto e le piante da frutto e fa persino il vino! Porta avanti l'antica tradizione ischitana, perché Ischia è un'isola di terra, e io ne vado davvero fiera. E poi le sue verdure e la sua frutta hanno un gusto senza pari! L'inconveniente, se così posso chiamarlo, è che se è stagione di broccoli, a casa mia siamo sommersi di broccoli! E se la frutta in eccesso può diventare marmellata, il modo migliore di usare le verdure è consumarle freschissime! È quello che cerchiamo di fare, oltre a congelarne un po' per scorta o regalarle, ma dopo un po' anche l'ortaggio più buono stufa... È così che ho iniziato a divertirmi in cucina: dando un volto nuovo alle cassette di verdure che mio padre porta dall'orto! Quindi, non odiatemi, ma anche oggi... verdure: l'ultima zucca della stagione si è trasformata in carrozza per trasportare un cuore di ricotta salata... 
Avevo visto gli gnocchi ripieni dallo Zio Piero, che a sua volta li aveva visti da Michela di mentaerosmarino, ma i broccoli dell'orto erano finiti, così gli ho cambiato colore! Però ho avuto paura che gli gnocchi si aprissero in cottura, così ho usato una parte dell'impasto per ricavarne gnocchetti normali, mi dispiace non averli fotografati, ma non spariti dai piatti prima che riuscissi a prendere la macchina fotografica, buon segno, no?


Gnocchi di zucca e patate ripieni (ma anche no)

Ingredienti
Per gli gnocchi (3 porzioni):
2 patate medie
200 g di zucca già pulita
Una grattata di noce moscata
Una spolverata di cannella in polvere
Sale q.b.
Una spolverata di pepe
Parmigiano grattugiato a piacere
40 g di farina integrale
100 g di farina (io ho usato la 00 perchè non avevo altro, ma se avete la 0 è meglio) 
Per il condimento: 
Gnocchi semplici:
Ricotta salata tagliata a tocchetti
Burro
Foglie di salvia fresca
Gnocchi ripieni:
Ricotta salata tagliata a tocchetti (per il ripieno)
Zucca
Olio extravergine di oliva
Peperoncino
Aglio
Procedimento
  • Pulire la zucca e tagliarla a cubetti: disporre la zucca tagliata in un solo strato in una pirofila adatta al microonde e far cuocere alla massima potenza per qualche minuto, fino a che sarà cotta e asciutta. Farla raffreddare. In alternativa, tagliarla a fette e farla cuocere in forno a 180°C per circa 20 minuti, questo secondo metodo è più adatto per grosse quantità.
  • Lavare le patate e porle, senza sbucciarle, in acqua fredda non salata. Portare a ebollizione e far cuocere fino a quando una forchetta non penetra agevolmente nelle patate. Scolare le patate e pelarle quando sono ancora piuttosto calde, in questo modo sarà più semplice effettuare questa operazione. In alternativa, per poche patate: sbucciarle, tagliarle a pezzettoni e porle in una pirofila adatta al micronde senza sovrapporle. Cuocere alla massima potenza fino a quando saranno morbide, ma non sfatte e farle intipidire.
  • Schiacciare le patate con lo schiacciapatate e unire la zucca ridotta in purea (al mizer, schiacciata con una forchetta o passata con lo schiaccapatate). Appena zucca e patate sono fredde, aggiungere le spezie, il parmigiano e un pizzico di sale. Unire la farina integrale e impastare unendo altra farina al bisogno. L'impasto deve risultare morbido, ma non deve attaccarsi alle mani, la quantità di farina dipende molto dal tipo di zucca e di patate utilizzati.
  • Appena l'impasto è pronto ricavare dei filoncini e tagliarli a pezzetti grossi come piccole noci. 
  • Per gli gnocchi ripieni posizionare nel palmo della mano l'impasto, porre al centro un tocchetto di ricotta salata e richiudere, formando la pallina con un movimento circolare delle mani.
  • Passare gli gnocchi semplici sui rebbi di una forchetta o su un rigagnocchi per imprimere dei segni che permetteranno di catturare meglio il sugo.
  • Disporre gli gnocchi su vassoi infarinati e preparare il condimento.
  • Per gli gnocchi ripieni, cuocere la zucca tagliata a cubetti in padella (senza coperchio) con un filo d'olio evo, aglio e peperoncino. 
  • Per gli gnocchi semplici, fondere il burro in padella e unire le foglie di salvia. A fine cottura unire anche la ricotta salata a pezzetti.
  • Lessare gli gnocchi in acqua bollente salata con l'aggiunta di un filo d'olio, scolandoli con una schiumarola non appena salgono a galla e ponendoli man mano nella padella con il condimento.
Note
Se non si unisce il pamigiano all'impasto si ottengono degli gnocchetti vegan. Attenzione, però, se si vogliono fare degli gnocchi vegan ripieni, è necessario cambiare il ripieno!!
Io ho aggiunto cannella, pepe e un pizzico di noce moscata all'impasto, perchè mi piacciono molto in abbinamento alla zucca, ma è possibile omettere del tutto le spezie o variarle a piacere. Se usate la cannella, sappiate che enfatizza il gusto dolce della zucca, per questo vi consiglio un condimento strong :)
Per il ripieno, l'ideale sarebbe usare un formaggio che fila, come taleggio o fontina, io ho scelto di usare un'ottima ricottina salata fresca che avevo in casa perchè sta molto bene con la zucca. Il risultato è stato saporito e cremoso, la prossima volta proverò la versione filante!
Io sono abituata a non usare l'uovo negli gnocchi, ma se volete aggiungerlo, potrete usare meno farina. 
L'olio nell'acqua di cottura serve a non far attaccare gli gnocchi tra loro. In particolare per gli gnocchi ripieni, l'acqua deve bollire in maniera delicata per non rompere gli gnocchi. Anche gli gnocchi ripieni possono essere conditi con burro, salvia e formaggi, ma visto che sono già saporiti grazie al ripieno, ho deciso di accentuare la nota zuccosa :-P
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