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Biscotti al cocco facili e veloci: gluten-free, senza grassi e senza latte!

Macaron al cocco
San Valentino si avvicina, così ho pensato di proporvi qualche idea per regali dolci e homemade. Questi biscotti al cocco sono semplici e veloci da realizzare e non richiedono attrezzature particolari: sono l’ideale per chi è alle prime armi in cucina. In più, la lista degli ingredienti è cortissima, sono senza burro, senza olio, senza glutine e persino senza lattosio, insomma sono adatti a tutti e sono perfetti per smaltire gli albumi in eccesso!

PS: Siete single? No problem: potete prepararli per voi e mangiarli tutti (quasi) senza sensi di colpa :P
Biscotti al cocco gluten free senza grassi e senza latte

Biscotti al cocco senza glutine

La crema per tutti: senza latte, senza uova e magari anche gluten-free e senza grassi!


Una crema leggera e profumata, ma priva di uova e latte, che può essere preparata anche senza grassi: è un dolce o una magia? Ho pensato di dedicare un post alla crema di limone all’acqua dopo averla rivista ieri su facebook, perché è una di quelle ricette di base da avere sempre a portata di mano e in questo periodo può tornare utile per completare le zeppole di San Giuseppe senza aggiungere altre uova, ma anche per farcire una torta mimosa, una crostata di frutta che fa tanto primavera o servita da sola, piccolo peccato di gola da condividere con le amiche a dieta senza sensi di colpa.

Devo confessare che ero scettica quando l’ho provata, come può una crema senza latte e senza uova risultare buona? Eppure, credeteci, lo è! È setosa e soddisfa anche nella versione superlight senza burro (perfetta anche per i vegani e chi non può mangiare latticini :D ), in più, se la preparate con la maizena è anche gluten-free: perfetta per gli intolleranti oltre che per chi vuol controllare la linea (che si sa che con le belle giornate iniziano le diete :P )

Io l’ho usata anche per farcire dei gusci di pasta frolla sablé cotti in bianco e poi l’ho caramellata in superficie per giocare con le consistenze e perché nulla dà più soddisfazione del rompere quella dolce crosticina col cucchiaino ;) 


Crema di limone all’acqua

La Carrot cake americana

La torta di carote americana
La carrot cake americana parte dagli stessi ingredienti di quella italiana, carote e frutta secca, ma il risultato è molto diverso. Questo dolce di origine anglosassone è preparato con brown sugar e un mix di spezie che lo rendono profumato e intrigante. Avevo già assaggiato la carrot cake made americana in diverse occasioni, ma in Canada ne ho fatte provate tante e alla fine ho concluso che è il mio dolce in stile americano preferito, perché è dolce, ma anche aromatica e speziata, per questo appena tornata a casa ho deciso di provare a riprodurlo per farlo assaggiare ai miei. 

Dolci per la calza della befana (e per affrontare l'anno nuovo)

Per farvi gli auguri e per cominciare in dolcezza, ma a ritmo lento, ho pensato di fare una carrellata di dolci e biscotti perfetti per riempire la calza della befana. Prima di cominciare le diete post-festive, concediamoci un carico di dolcezza per affrontare meglio il rientro a scuola e al lavoro!
Iniziamo dai miei preferiti: i croccantini beneventani!
Si conservano a lungo e sono un'ottima idea per consumare la frutta secca avanzata dalle tavolate natalizie!

Pancakes senza burro e senza zucchero con la ricotta, ricetta di Nigella Lawson


Se pensate alla colazione americana, cosa vi viene in mente? A me pancakes! Queste frittelle, però, sono pesantucce, troppo burro e troppe uova per noi che non siamo abituati  alle colazioni americane… un paio di anni fa mia sorella Serena ha scoperto i pancakes senza burro e senza zucchero ma con un ingrediente segreto! In poco tempo i pancakes senza burro e senza zucchero sono diventati i preferita di casa. La ricetta dei pancakes senza burro è di Nigella Lawson e l’ingrediente segreto è… la ricotta!
L’aggiunta di ricotta rende i pancakes soffici e umidi, certo non leggeri, ma sicuramente più vicini ai nostri gusti e perfetti per la colazione del weekend o il brunch di un giorno di festa!
Quelli che vedete in foto sono stati preparati alle 5 del mattino del io compleanno proprio da Serena, che si è alzata all’alba per prepararmi una colazione speciale prima di partire dalla nostra isoletta per andare a lavoro. Le foto sono state rubate al volo, ma non potevo non lasciare traccia di questa coccola che mi è stata regalata: grazie Serenina mia!

Pancakes senza burro alla ricotta (di Nigella Lawson)

Croccantini al cioccolato per le calze della Befana



Benritrovati! Com’è iniziato il nuovo anno? Qui in dolcezza :) così ho deciso di regalarne un po’ anche a voi! Avete mai sentito parlare dei croccantini di San Marco dei Cavoti? Noooo? Allora dobbiamo assolutamente rimediare: questo paesino in provincia di Benevento è famoso per il torrone e i croccantini “Bacio” ricoperti di cioccolato ne sono l’esempio più noto. Il torrone di Benevento, noto sin dal tempo dei Romani, rappresenta il simbolo del Sannio e del suo popolo laborioso, è espressione di artigianalità e genuinità. Esistono tante varianti dei croccantini, io ve ne propongo una versione semplicissima, profumata alla cannella, e perfetta per arricchire le vostre calze della Befana :)
Vi do un solo consiglio: regalateli o finirete per mangiarli tutti in un lampo perché uno tira l’altro!
Croccantini alle mandorle ricoperti di cioccolato

Biscotti al doppio cioccolato, ma senza tutto il resto :P


Vi avevo detto che avevo in serbo un carico di dolci, no? Partiamo con dei biscotti al cioccolato golosissimi, ma quasi magici: senza farina, tuorli, latte, burro o lievito! Si usano gli albumi, quindi potete prepararli quando vi avanzano da altre preparazioni e non vi va di congelarli o di perdere tempo a fare i biscotti viennesi perché sono anche velocissimi da fare: l'impasto non deve riposare e bisogna solo fare attenzione a non farli cuocere troppo. Insomma, non sono una vera furbata? E a chi vi fa pensare una ricetta furba, ma buonissima? A lei, la mitica Stefania Arabafelice :) non c’è bisogno di presentarvela, perché di certo conoscete le sue ricette di sicura riuscita, questi biscotti sono solo uno degli esempi di ricette che le ho rubato :) il suo nome è già comparso altre volte su questo blog, ma nella mia cucina molto più spesso! 
arabafeliceincucina.blogspot.jp/2013/11/e-quattro-il-nuovo-giveaway-di.html
Questi biscottini sono il mio modo di partecipare al suo giveaway e fare gli auguri a lei e al suo blog per questi quattro anni di ricette affidabili e sorprendenti e post divertenti, ma che fanno riflettere. Grazie Stefania, continua a regalarci ricette e sorrisi!
Questi biscotti, però, per puro caso, compaiono sul blog in un giorno speciale: oggi è il compleanno delle mie sorelline, auguri bimbe mie :*

Biscotti al doppio cioccolato senza farina 
(da Everyday Food di Martha Stewart)


Buono come il... pancarrè con la tecnica Tang Zhong


Vi scrivo dritta dritta da Parigi, ma invece di raccontarvi della bontà della pasticceria francese e di tutti i dolci che sto mangiando, vi parlo di un metodo orientale per rendere il pane sofficissimo e morbido a lungo :P
Il Tang Zhong è un metodo cinese che veniva utilizzato nella preparazione degli spaghetti e della pasta per i ravioli, successivamente questa tecnica è stata adottata anche per la preparazione del pane che risulta così  molto più soffice e scioglievole. In pratica, si mescola una parte di farina con cinque parti d’acqua  e si porta questo impasto a 65°C, creando un “water roux”. A questa temperatura l'amido contenuto nella farina gelatinizza dando luogo a un composto denso e traslucido che, unito agli altri ingredienti, favorisce l'assorbimento di una quantità maggiore di liquidi garantendo un prodotto finale che rimane morbido e fresco più a lungo. Il water roux fa le veci dei emulsionanti (in genere grassi come burro e olio) che di solito si utilizzano per ottenere un'alveolatura piccola e omogenea e una consistenza elastica e durevole per giorni. Ok, avete ragione: basta con la fisica, passiamo alla ricetta!

Pancarrè con la tecnica Tang Zhong

Ciambella bianca e nera


Mia mamma è bella. Veramente. Non lo dico perché “ogni scarrafone..”, no, io penso proprio che mia madre sia una bella donna. Ma soprattutto mia madre è la persona più bella e luminosa che conosco. Non ho incontrato nessuno che sappia darsi per gli altri come lei, anche se a volte la rimprovero come se questo fosse un difetto. Non è tutto zucchero, per carità, noi litighiamo, urliamo, io faccio il mostro, eppure quando qualcosa non va è lei che voglio. Ho ventott’anni, vado in giro per  il mondo da sola, non ho paura di (quasi) nulla, eppure la mamma è sempre la mamma e non c’è nulla di più consolatorio di un suo abbraccio.

Che c’entra questo con questo piatto? L’ha cucinato lei, mi ha sentito triste di venerdì a telefono e me l’ha fatto trovare per la colazione del sabato. Ed è come lei, semplice ma profumato, dolce ma con la punta amara del cacao, e se siete tristi e la mamma è lontana non c’è nulla di meglio che tagliarne una fetta e mangiarla accompagnata ad un bel caffelatte a colazione o un tè di pomeriggio.

Questa è la classica ciambella bicolore, quella che c’è in tutte le case, nulla di nuovo, ma volevo trascrivere la ricetta che mia mamma prepara da quando ero piccola, per ricordarmi che quando ho nostalgia, quando mi sento persa e stanca c’è sempre un ricordo in grado di strapparmi un sorriso. Questa ciambella è memoria, questa ciambella per me è un’ancora durante le giornate storte, la vostra qual è?

Piccole semplici certezze


... come mescolare tuorli d'uovo e zucchero, unirli al latte e trovare conforto nella morbida voluttà di una crema. 
La crema pasticcera a casa mia è una piccola certezza, è una coccola dolce da preparare al volo dopo cena se abbiamo voglia di qualcosa di goloso. Semplice, al caffè o al cioccolato a seconda del grado di conforto di cui si ha bisogno :)  
Questa certezza a casa mia si misura a cucchiai, senza bilancia e senza troppa precisione, ma stavolta volevo una crema speciale, ricca, così ho unito al latte la panna, e poi mi sentivo pigra, non mi andava star lì a girare in attesa che la crema si addensasse, così ho cambiato metodo, usando quello che avevo visto dallo ZioPiero... Il risultato mi è piaciuto molto: una crema vellutata con un intenso profumo di arancia...

Crema pasticcera (per chi non ama mescolare :P )


Ingredienti
350 ml di latte  
150 ml di panna (per una crema più ricca, ma va bene anche solo latte)  
4 tuorli 
120 g. di zucchero semolato
40 g di amido di mais
1 scorza di arancia (bio, o, se siete fortunati come me, del vostro giardino)


Procedimento
Setacciare la maizena e mescolarla con lo zucchero. Unire questo composto ai tuorli e montarli a lungo (io ho usato il minipimer con la frusta).
Mettere in un pentolino il latte, la panna e la scorza di arancia e portarli quasi a ebollizione, a questo punto unire anche la montata di uova.

Attendere che il latte scaldi bene le uova, in pratica il latte inizia a bollire ai lati del composto di tuorli fino quasi a ricoprirlo,
e poi girare vigorosamente con la frusta fino a che il composto non si addensa (è davvero questione di una decina di secondi).
Travasare la crema in una ciotola e coprirla con della pellicola trasparente a contatto, per evitare che la superficie faccia la patina spessa. Far raffreddare rapidamente immergento la ciotola in acqua fredda e ghiaccio.

Al momento di usare la crema, mescolarla con una frusta per renderla più soffice e setosa.


Note
Per aromatizzare si può usare anche una scorza di limone o i semi di una bacca di vaniglia, ma io avevo delle arance bellissime provenienti dal giardino di mio padre ed ho usato quelle.
Si può anche usare la farina al posto dell'amido di mais, ma trovo che l'amido sia pù neutro, meno invadente, e lo preferisco. 
Lo zucchero può essere aumentato fino a 150 g, ma per me così la crema è dolce il giusto :)
Se volete realizzare una crema gluten-free, assicuratevi di usare un amido di mais contrassegnato dalla spiga sbarrata, perché il rischio di contaminazione dell'amido di mais con glutine di frumento è comunque presente.


Faccio tanti auguri alla bandadeibroccoli per il loro blogcompleanno
e partecipo a 3bithday giveaway de labandadeibroccoli
 

 

La bellezza della Pavlova


O anche, per una volta fidatevi delle apparenze! 
Non fate come me, che ho atteso quasi due anni per preparare questa bellissima torta, e provatela subito! 
Da quando l'ho vista la prima volta dalla mitica ArabaFelice, me ne sono innamorata, forse per il suo aspetto così etereo e delicato o forse per la sua storia... Essì, perché la mia versione preferita dell'orgine di questo dolce, la cui paternità è contesa da australiani e neozelandesi, è "romantica": pare che un pasticcere neozelandese sia rimasto così colpito dopo aver visto uno spettacolo della ballerina russa Anna Pavlova da decidere di dedicarle un dolce. Il pasticcere, però, voleva che il dolce trasmettesse la stessa idea di leggerezza che dava veder danzare la ballerina russa... E cosa c'è di più lieve di una nuvola di meringa sormontata da un velo di panna montata e ricoperta da una cascata di frutta? 

La Pavlova è un dolce tutto sommato semplice, ma proprio per questo bellissimo, io lo trovo festoso, allegro e, pur non amando le meringhe, buonissimo! Vi chiedete come faccia a piacermi un dolce di meringa se non mi piacciono le meringhe? I segreti, secondo me, sono due: 
1) la dolcezza: le meringhe rischiano di risultare stucchevoli, invece nella Pavlova la dolcezza del guscio di meringa risulta stemperata dalla panna montata poco (o per nulla) zuccherata e dalla frutta! 
2) la consistenza: il cucchiaino si fa strada in un guscio croccante per affondare in un cuore soffice e la panna arricchisce l'insieme con una morbidezza ancora diversa... 
Insomma, si vede che mi è piaciuta assai? Fidatevi e, se non l'avete ancora assaggiata, provatela! Rispetto alla scena che fa, non è neanche difficile da preparare, le uniche attenzioni vanno riservate alla cottura, il forno troppo alto potrebbe farla diventare troppo scura o, come è successo a me, far comparire delle crepe... Insomma, come si vede dalle foto la mia Pavlova non è certo perfetta, ma io la trovo bellissima lo stesso e mi riprometto di rifarla meglio per migliorarla :) 
Ma ora bando alle chiacchiere e vediamo come si prepara...

Pavlova (diametro di circa 23 cm)

Ingredienti
4 albumi (i miei pesavano 114 g)
il doppio del peso degli albumi di zucchero semolato (ma io ne ho usati solo 170 g)
5 gocce di limone
un cucchiaio scarso d'aceto di mele
10 g di maizena
3 g di lievito chimico in polvere per dolci (servirebbe il cremor tartaro, ma non riesco a trovarlo) 
per il ripieno
250 g di panna fresca da montare
zucchero a piacere: io ne ho aggiunto circa 1 cucchiaio e mezzo
frutta a piacere (di solito fragole e kiwi): io ho usato un cestino di fragole a cui mia madre non aveva saputo resistere
 
Procedimento 
Preriscaldare il forno a 150°C in modalità statica. Con l'aiuto di una tortiera, un coperchio o un piatto, disegnare una circonferenza del diametro di circa 23 cm sul retro di un foglio di carta forno ed usarlo per foderare una teglia. La circonferenza servirà da traccia al momento di comporre la meringa  :)
In una ciotola asciutta e pulita (è importante che non sia unta, altrimenti gli albumi non montano), mettere gli albumi, possibilmente a temperatura ambiente, con il succo di limone e montarli a neve. Aggiungere lo zucchero, man mano che gli albumi montano, un cucchiaio alla volta. Quando gli albumi saranno ben montati aggiungere anche la maizena e il lievito setacciati, sempre continuando a sbattere. Infine unire l’aceto. Il risultato dovrà essere una meringa lucida e densa. 
Usando un sac à poche o un cucchiaio trasferire la meringa sulla teglia seguendo la circonferenza tracciata. Dopo aver tracciato la base, aggiungere qualche strato di meringa sui bordi, in modo da formare una specie di cestino. 

Infornare nel ripiano centrale ed abbassare subito la temperatura a 120°C, far cuocere per circa 1 ora e 20 minuti. la Pavlova deve essere croccante fuori e morbida dentro, per questo la cottura della base è più breve che per le classiche meringhe. Quando la meringa è diventata solida all'esterno, ma senza dorarsi, spegnere il forno. Lasciare il dolce in forno con lo sportello semi-aperto fino a quando non si sarà completamente raffreddato. Conviene non muoverlo quando è caldo per non rischiare di romperlo.

Poco prima di servire montare la panna e distribuirla sulla meringa. Decorare con la frutta. Sia la panna che la frutta possono essere (leggermente) zuccherate a piacere.
Note  
In quasi tutte le ricette che ho consultato si usa una quantità di zucchero pari al doppio del peso degli albumi, come per la meringa, ma, come ho scritto più su,  a casa mia nessuno apprezza le meringhe perchè le troviamo troppo dolci, così ho provato a diminuirlo un po', forse per questo il dolce è risultato un po' più fragile e ha fatto qualche crepa, ma il sapore mi ha soddisfatto in pieno :P
Io ho usato lo zucchero semolato classico passato al mixer, ma se avete quello tipo Zefiro, vi consiglio di usare quello. C'è chi usa lo zucchero al velo, ma secondo me non è necessario.
Si può aggiungere l'estratto di vaniglia al composto di albumi, ma io non l'avevo. 
Il mio dolce è venuto un po' troppo scuro, forse perché il forno era troppo caldo perchè avevo cucinato altro prima della Pavlova.  
Come consiglia l'Araba: la meringa può essere cotta anche il giorno prima (è quello che ho fatto io) ma l'assemblaggio del dolce va fatto poco prima di servirlo, per evitare che la panna lo ammorbidisca troppo.
Io ho unito circa un cucchiaio di zucchero alla panna, visto che avevo fatto una meringa con "meno" zucchero. 
Ho unito alle fragole tagliate circa mezzo cucchiaio di zucchero e un po' di succo di limone. Se avete fragole molto saporite, potete evitare lo zucchero. Ho messo il limone perchè ho assemblato il dolce un po' prima di pranzo e non volevo che nel frattempo le fragole annerissero.

Se volete preparare un dolce gluten-free accertatevi che la maizena e il lievito chimico siano contrassegnati con la spiga barrata, questo vi assicura che siano privi di contaminazioni.
Questa torta che mi è tanto piaciuta è il mio modo di festeggiare la primavera e di partecipare al contest di Fiordirosmarino per la categoria rosso :)


Chi ben comincia...


Iniziare è la parte più difficile, si sa, così ho deciso di partire da qualcosa di semplice, supercollaudato, forse anche un po' banale, ma buono :)

Per quello che riesco a ricordare, mia madre ha sempre sfornato un paio di "panettoni" a settimana (quelli che tutti chiamano ciambelle, a casa mia sono sempre stati "panettoni" :) ) per allietare le merende mie e delle mie sorelle. Quello che proponeva più spesso era il classico cake bianco&nero marmorizzato, ma, visto che le sue dosi erano sempre rigorosamente ad occhio, era ogni volta diverso! 
Impasto base con farina, zucchero, lievito e poi credo abbia sperimentato di tutto: burro, margarina, olio, latte, frutta frullata... Eppure, non aveva mai provato la torta 7 vasetti! Nei suoi cake ci è finito di tutto, meno che lo yogurt! Sono dovuta arrivare io in cucina per sfornare una ciambella allo yogurt, quindi ecco la mia versione, declinata sia come cupcake che come ciambella.

Ciambella e cupcake allo yogurt
(a partire dalla torta 7 vasetti) 


Ingredienti:


Per la base (doppia dose: metà per la ciambella, metà per i cupcake) :



4 vasetti di farina

2 vasetti di fecola di patate

2 bustine di lievito chimico in polvere

La scorza di un limone (dall'orto del mio papà :) )

2 vasetti scarsi di olio di semi

1 pizzico di sale

4 uova

2 vasetti di yogurt all’abicocca

3 vasetti scarsi di zucchero


Per la copertura:

Zucchero a velo

Marmellata di albicocche (nel mio caso, homemade)

Philadelphia (io ho usato la simil-philadelphia fatta da me)



Procedimento:

Separare gli albumi dai tuorli e sbattere questi ultimi con lo zucchero. Poi aggiungere lo yogurt e incorporare l’olio di semi a filo. Aggiungere la scorza del limone, la farina, la fecola e il lievito amalgamando il tutto con un cucchiaio di legno.

In ultimo aggiungete gli albumi montati a neve con un pizzico di sale e lavorare il composto con una spatola, facendo attenzione a non smontare gli albumi. Imburrare e infarinare uno stampo a ciambella e sei stampi da muffin e versarvi l'impasto. Infornare il dolce per circa 35-40 minuti a 180°C, meno per le tortine.



Appena sfornate le tortine, spennellarle con la marmellata di albicocche portata a bollore con un po’ d’acqua.

Far raffreddare la ciambella e ricoprirla di zucchero a velo.

Nel frattempo stemperare la Philadelphia con lo zucchero a velo e aromatizzarla con un po’ di marmellata. Infine ricoprire le tortine con la crema di Philadelphia.

Varianti:
Naturalmente si può usare qualsiasi yogurt e anche gli aromi possono essere variati a piacere. Una buona combinazione è: vaniglia e gocce di cioccolato! 
Per quanto riguarda il frosting dei cupcake, si possono tranquillamente utilizzare mascarpone o ricotta al posto del Philadelphia. 

Ai veri golosi consiglio di provare con yogurt al caffè nell'impasto e frosting al mascarpone ;)


 
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