Portate pazienza, il 2019 mi vede più biscottare che tortadimeleggiare, LO SO, sembra impossibile, ma ho capito che dalle parti di casa mia i biscotti vengono apprezzati di più e non si buttano mai.
Prendi una ricetta di famiglia, condivisa dalle cugine acquisite nel gruppo whatsApp di tutti i cugini del consorte e...cambiala.
Spero che le zie non se la prenderanno, per ora ve la passo così come l'ho realizzata, prima o poi vi passerò anche quella originale.
Biscotti al burro alla farina di solina
Prendi una ricetta di famiglia, condivisa dalle cugine acquisite nel gruppo whatsApp di tutti i cugini del consorte e...cambiala.
Spero che le zie non se la prenderanno, per ora ve la passo così come l'ho realizzata, prima o poi vi passerò anche quella originale.
Biscotti al burro alla farina di solina
- 100 g burro
- 100 g zucchero di canna
- 60 g albumi
- 100 g farina 00
- 100 g farina di solina
- ½ cucchiaino ammoniaca
- Vaniglia
- Sale
- Latte e zucchero per la finitura
Lavorazione di una semplicità estrema, raccogliete tutti gli ingredienti nella ciotola della planetaria e lavorare con
la foglia fino ad avere un composto omogeneo.
Su un piano leggermente infarinato stendere la pasta allo spessore di 3 - 4 mm.
Ritagliare i biscotti nelle forme preferite.
Porre su cartaforno, spennellare con burro, cospargere di zucchero semolato e cuocere in forno preriscaldato a 180°C modalità ventilato per 20'.
1 commento
Una Signora Sfida quella che porta il numero 49 dell'MTChallenge, ma non lo dico ogni mese, da circa 41 sfide?
Con l'MTC è così, non fai in tempo a riprenderti dal turbinio delle proposte sempre più creative e fantasiose del mese precedente, che si resetta tutto e si riparte.
Nuovo giro, nuova corsa, nuova ricetta, nuova possibilità di dare voce allo chef che è in noi e che scalpita e che tutte vorremmo poter fare esprimere...più o meno.
Diciamo che a me questa "dimensione" casalinga sta più che bene, anzi, rispetto alla responsabilità di cucinare "sul serio", questa è la situazione ideale: posso provare quello che mi pare, non avvelenerò nessuno, nella peggiore delle ipotesi avrò solo messo sottosopra la cucina, sporcato questo e quell'altro mondo e rovesciato due scatole di ammennicoli vari, usati per creare il set.
Nella migliore delle ipotesi avrò tirato fuori una versione della ricetta della sfida che farà mugulare i figlioli per il piacere dell'assaggio.
Non riuscirò mai a ringraziare abbastanza la bravissima Arianna, vincitrice della sfida sugli spaghetti: con la sua proposta ha naturalmente avuto immediatamente il consenso del piccolo di casa, mentre la figliola ha subito fatto richiesta di una versione vegetariana...io, che sono una madre perfida, ho realizzato una ed una sola versione per 4, esclusivamente a base di carne, ma il profumo ha talmente stuzzicato le narici della vegetariana in erba ( mi sa che sono ispirata!!!!), che ha prontamente svestito l'abito di mite agnellino ( sempre per restare in tema di erba) per indossare quello di lupo famelico.
In parole povere, cara la mia Mazzetta, la figliola solo per una volta e solo per dare onore all'hamburger preparato per la tua sfida, ha chiuso gli occhi e addentato un panino di quelli che non mangiava più da secoli...sono quasi commossa, che mi vien voglia di sacrificare un agnello,ecco, l'ho detto!
Il post di Arianna è dettagliatissimo e ricco di spunti e suggerimenti: dal panino, alle salse; dopo aver provato a realizzare un VERO panino farcito, in casa, NIENTE sarà più come prima, quindi ORGANIZZATEVI e non perdete questa possibilità .
Questa volta ho dovuto trovare il fine settimana giusto per poter realizzare la ricetta che avevo in mente, sono partita da una delle idee più banali a cui si possa pensare per risolvere velocemente un antipasto o una cena veloce: prosciutto e melone.
Ho costruito tutto intorno a questo abbinamento, senza strafare, ma cercando di esaltare e "amplificare" i sapori.
Riporto le testuali palore che hanno accompagnato l'assaggio :
(la scena si svolge nel più assoluto disordine di una cucina di casa, con sportelli di pensili semiaperti, frigo lasciato spalancato, tavolo e piani di lavoro ingombri di piatti, taglieri, meloni, cibo, tovaglie, tovagliette, una macchina fotografica pericolosamente in bilico su un cavalletto instabile e due ragazzi di 9 e quasi18 anni in piedi davanti ad un piatto con un panino).
- Hmmmmmmm!
-Bbbuono!!
-Fai provare anche a me, anche se non dovrei, ma il profumo è TROPPO invitante....Hmmmmmmmm, ma è una squisitezza.
...e la faccio finita qui!
HAMBURGER PROSCIUTTO E MELONE ovvero L'HAMBURGER ALL'ITALIANA
Dosi per 4 persone.
BUNS CON LIEVITO NATURALE
(la ricetta è rigorosamente quella di Arianna, la riporto solo per promemoria, ma potete leggerla qui)
per 4 panini del diametro di 10 cm circa
Spezzettate il lievito in una ciotola, unite il latte a temperatura ambiente e scioglietelo, unire le farine setacciate, lo zucchero, il miele, lo strutto e il burro morbido, in ultimo unire il sale.
Lavorare energicamente fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo.
Formare una palla e porre a lievitare in una ciotola coperta con pellicola e con un canovaccio.
Al raddoppio ( che varierà in base alla temperatura ambiente) dare una serie di pieghe a tre, porre nuovamente a lievitare con la chiusura delle pieghe in basso.
Dopo un'ora dividere l'impasto in quattro pezzi uguali, arrotondare bene, per formare i buns, adagiarli sulla teglia coperta con cartaforno, schiacciarli leggermente e lasciare lievitare per un'altra ora coperti con della pellicola.
Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.
HAMBURGER AL PROSCIUTTO E MARSALA
per 4 hamburger dello stesso diametro dei panini
Mescolare senza scaldare troppo il composto, come suggerisce Arianna meglio non superare i 22°C per evitare di sciogliere il grasso contenuto nella carne.
Dividere in 4 parti, schiacciare leggermente e tenere da parte.
La dimensione dovrà essere di poco più grande di quella dei panini.
RIDUZIONE ALL'ACETO BALSAMICO
per la riduzione all'aceto balsamico
Cuocere fino a che la salsa sia ridotta della metà , allontanare da fuoco e tenere da parte.
È possibile preparare la salsa in anticipo e conservarla anche a temperatura ambiente in una bottiglietta.
PER FARCIRE
per 4 persone
In un piatto mescolare la rucola con i dadini di melone, unire il sale e l'olio e terminare con un filo di riduzione all'aceto balsamico.
COMPOSIZIONE DEL PANINO
Scaldare bene la griglia su fuoco medio /alto, cuocere gli hamburger per circa 3 minuti per lato, evitare di schiacciare.
Essendo un hamburger abbastanza ricco di grasso, in cottura questo si scioglierà è il vostro piano cottura non sarà più quello di prima ;)
Nel frattempo, in un pentolino antiaderente, rosolare senza nessun condimento le fette di prosciutto.
Tagliare i panini a metà , porre una fetta di scamorza affumicata, l'hamburger caldissimo, le fettine di melone, la fetta di prosciutto, una generosa dose di riduzione, chiudere con il resto del pane.
Servire con accompagnamento di insalata di rucola , melone e riduzione all'aceto balsamico.
Con l'MTC è così, non fai in tempo a riprenderti dal turbinio delle proposte sempre più creative e fantasiose del mese precedente, che si resetta tutto e si riparte.
Nuovo giro, nuova corsa, nuova ricetta, nuova possibilità di dare voce allo chef che è in noi e che scalpita e che tutte vorremmo poter fare esprimere...più o meno.
Diciamo che a me questa "dimensione" casalinga sta più che bene, anzi, rispetto alla responsabilità di cucinare "sul serio", questa è la situazione ideale: posso provare quello che mi pare, non avvelenerò nessuno, nella peggiore delle ipotesi avrò solo messo sottosopra la cucina, sporcato questo e quell'altro mondo e rovesciato due scatole di ammennicoli vari, usati per creare il set.
Nella migliore delle ipotesi avrò tirato fuori una versione della ricetta della sfida che farà mugulare i figlioli per il piacere dell'assaggio.
Non riuscirò mai a ringraziare abbastanza la bravissima Arianna, vincitrice della sfida sugli spaghetti: con la sua proposta ha naturalmente avuto immediatamente il consenso del piccolo di casa, mentre la figliola ha subito fatto richiesta di una versione vegetariana...io, che sono una madre perfida, ho realizzato una ed una sola versione per 4, esclusivamente a base di carne, ma il profumo ha talmente stuzzicato le narici della vegetariana in erba ( mi sa che sono ispirata!!!!), che ha prontamente svestito l'abito di mite agnellino ( sempre per restare in tema di erba) per indossare quello di lupo famelico.
In parole povere, cara la mia Mazzetta, la figliola solo per una volta e solo per dare onore all'hamburger preparato per la tua sfida, ha chiuso gli occhi e addentato un panino di quelli che non mangiava più da secoli...sono quasi commossa, che mi vien voglia di sacrificare un agnello,ecco, l'ho detto!
Il post di Arianna è dettagliatissimo e ricco di spunti e suggerimenti: dal panino, alle salse; dopo aver provato a realizzare un VERO panino farcito, in casa, NIENTE sarà più come prima, quindi ORGANIZZATEVI e non perdete questa possibilità .
Questa volta ho dovuto trovare il fine settimana giusto per poter realizzare la ricetta che avevo in mente, sono partita da una delle idee più banali a cui si possa pensare per risolvere velocemente un antipasto o una cena veloce: prosciutto e melone.
Ho costruito tutto intorno a questo abbinamento, senza strafare, ma cercando di esaltare e "amplificare" i sapori.
Riporto le testuali palore che hanno accompagnato l'assaggio :
(la scena si svolge nel più assoluto disordine di una cucina di casa, con sportelli di pensili semiaperti, frigo lasciato spalancato, tavolo e piani di lavoro ingombri di piatti, taglieri, meloni, cibo, tovaglie, tovagliette, una macchina fotografica pericolosamente in bilico su un cavalletto instabile e due ragazzi di 9 e quasi18 anni in piedi davanti ad un piatto con un panino).
- Hmmmmmmm!
-Bbbuono!!
-Fai provare anche a me, anche se non dovrei, ma il profumo è TROPPO invitante....Hmmmmmmmm, ma è una squisitezza.
...e la faccio finita qui!
HAMBURGER PROSCIUTTO E MELONE ovvero L'HAMBURGER ALL'ITALIANA
Dosi per 4 persone.
BUNS CON LIEVITO NATURALE
(la ricetta è rigorosamente quella di Arianna, la riporto solo per promemoria, ma potete leggerla qui)
per 4 panini del diametro di 10 cm circa
- 250 g di farina (00 e Manitoba al 50%)
- 150 g di latte
- 60 g di lievito madre rinfrescato almeno due volte
- 20 g di burro
- 15 g di zucchero
- 5 g di strutto
- 5 g di sale
- 1 cucchiaino di miele
Spezzettate il lievito in una ciotola, unite il latte a temperatura ambiente e scioglietelo, unire le farine setacciate, lo zucchero, il miele, lo strutto e il burro morbido, in ultimo unire il sale.
Lavorare energicamente fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo.
Formare una palla e porre a lievitare in una ciotola coperta con pellicola e con un canovaccio.
Al raddoppio ( che varierà in base alla temperatura ambiente) dare una serie di pieghe a tre, porre nuovamente a lievitare con la chiusura delle pieghe in basso.
Dopo un'ora dividere l'impasto in quattro pezzi uguali, arrotondare bene, per formare i buns, adagiarli sulla teglia coperta con cartaforno, schiacciarli leggermente e lasciare lievitare per un'altra ora coperti con della pellicola.
Trascorso questo tempo preparare una miscela con un uovo battuto e poco latte, spennellare la superficie dei buns, coprire con i semi scelti ( per me sesamo e zucca) , preriscaldare il forno a 180°C e cuocere per circa 20'-25'.
Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.
HAMBURGER AL PROSCIUTTO E MARSALA
per 4 hamburger dello stesso diametro dei panini
- 250 g spalla di vitello macinata al momento
- 100 g prosciutto crudo
- 1 cucchiaino di cipolla tritata finemente
- 1 spicchio di aglio piccolo tritato finemente
- un cucchiaio e mezzo di Marsala
- sale un pizzico
Mescolare senza scaldare troppo il composto, come suggerisce Arianna meglio non superare i 22°C per evitare di sciogliere il grasso contenuto nella carne.
Dividere in 4 parti, schiacciare leggermente e tenere da parte.
La dimensione dovrà essere di poco più grande di quella dei panini.
RIDUZIONE ALL'ACETO BALSAMICO
per la riduzione all'aceto balsamico
- 300 ml aceto balsamico
- 25 g zucchero
- 25 g miele di castagno
Cuocere fino a che la salsa sia ridotta della metà , allontanare da fuoco e tenere da parte.
È possibile preparare la salsa in anticipo e conservarla anche a temperatura ambiente in una bottiglietta.
PER FARCIRE
- scamorza affumicata tagliate a fette sottili ( 1 fetta per ogni panino)
- prosciutto crudo a fette ( 1 fettina per panino)
- melone retato a fettine sottilissime
per 4 persone
- rucola 100 g
- melone retato 300 g
- riduzione all'aceto balsamico
- sale
- olio extravergine di oliva
In un piatto mescolare la rucola con i dadini di melone, unire il sale e l'olio e terminare con un filo di riduzione all'aceto balsamico.
COMPOSIZIONE DEL PANINO
Scaldare bene la griglia su fuoco medio /alto, cuocere gli hamburger per circa 3 minuti per lato, evitare di schiacciare.
Essendo un hamburger abbastanza ricco di grasso, in cottura questo si scioglierà è il vostro piano cottura non sarà più quello di prima ;)
Nel frattempo, in un pentolino antiaderente, rosolare senza nessun condimento le fette di prosciutto.
Tagliare i panini a metà , porre una fetta di scamorza affumicata, l'hamburger caldissimo, le fettine di melone, la fetta di prosciutto, una generosa dose di riduzione, chiudere con il resto del pane.
Servire con accompagnamento di insalata di rucola , melone e riduzione all'aceto balsamico.
Con questa ricetta partecipo all'MTC n°49
Poche certezze sono rimaste della mia vita da blogger, travolta dalla vita reale ( per fortuna!).
Una di queste è il panificare per la mia famiglia.
Mia madre non preparava il pane in casa e neanche mia nonna.
Probabilmente sono cresciuta con troppe letture romantiche e con troppe puntate viste alla tv della famiglia Ingalls, quella de La casa nella prateria, fatto sta che a me sembra il massimo vedere i miei figli mordere fette di pane preparato da me.
E quando poi la figliola dice che perfino quando non è più fresco il pane che faccio è buonissimo, beh! Non posso chiedere di più.
Questa è una di quelle ricette improvvisate, quasi ad occhio, recuperando le farine che avevo in casa e cercando di non tirare fuori un mattoncino.
A questo giro direi che mi è andata bene, considerando che ho lavorato tutto a mano ;)
Pane alla farina multicereali con lievito naturale
Lasciare in autolisi per almeno un'ora , ma anche di più senza superare le 5 ore.
Contemporaneamente sciogliere il lievito in poca acqua, trascorso il tempo dell'autolisi aggiungere il lievito sciolto, nelle farine, se occorre unire un altro pò di acqua (a me non è stato necessario), unire il sale.
Lavorare energicamente con le mani in ciotola e passare a lavorare sulla tavola di legno, cercando di far prendere l'incordatura.
Efficace a questo punto la tecnica dello S & F, Stretch and fold , che consiste nello sbattere energicamente, tirare e piegare l'impasto sulla tavola di legno , proseguendo fino a quando l'impasto non risulterà più appiccicoso.
Trovo questo tipo di lavorazione un ottima tecnica antistress, un pò come prendere a pugni un sacco, con il vantaggio di ritrovarsi un impasto perfettamente incordato ;)
Formare una palla e coprire a campana.
Ogni 40 minuti dare una serie di pieghe a 3: io ne ho date circa 4-5.
Dopo l'ultima piega porre un canovaccio cosparso di semola in una ciotola adagiarvi l'impasto con le pieghe in alto, coprire con altra semola e chiudere con il canovaccio.
Coprire con della pellicola, lasciare circa due ore a temperatura ambiente e poi passare nella zona meno fredda del frigo, quella sopra lo scomparto delle verdure.
Lasciare tutta la notte in frigo. Dovrebbe continuare a lievitare nonostante il riposo in frigo.
Al mattino far ambientare , preriscaldare il forno al massimo.
Rovesciare su pietra refrattaria calda, accompagnando la caduta con una mano e cuocere con un pò di acqua in un pentolino sul fondo del forno per 20 minuti a 220°C; altri 20' a 200°C, gli ultimi 20' a 180°C.
Controllare la cottura battendo sul fondo, dovrà dare un suono secco.
Una di queste è il panificare per la mia famiglia.
Mia madre non preparava il pane in casa e neanche mia nonna.
Probabilmente sono cresciuta con troppe letture romantiche e con troppe puntate viste alla tv della famiglia Ingalls, quella de La casa nella prateria, fatto sta che a me sembra il massimo vedere i miei figli mordere fette di pane preparato da me.
E quando poi la figliola dice che perfino quando non è più fresco il pane che faccio è buonissimo, beh! Non posso chiedere di più.
Questa è una di quelle ricette improvvisate, quasi ad occhio, recuperando le farine che avevo in casa e cercando di non tirare fuori un mattoncino.
A questo giro direi che mi è andata bene, considerando che ho lavorato tutto a mano ;)
Pane alla farina multicereali con lievito naturale
- 400 g farina 0 (w 350)
- 250 g farina per pane nero ( quella con i cereali della Conad)
- 120 g lievito madre rinfrescato
- 350 g acqua+ poca acqua per sciogliere il lievito
- sale
Lasciare in autolisi per almeno un'ora , ma anche di più senza superare le 5 ore.
Contemporaneamente sciogliere il lievito in poca acqua, trascorso il tempo dell'autolisi aggiungere il lievito sciolto, nelle farine, se occorre unire un altro pò di acqua (a me non è stato necessario), unire il sale.
Lavorare energicamente con le mani in ciotola e passare a lavorare sulla tavola di legno, cercando di far prendere l'incordatura.
Efficace a questo punto la tecnica dello S & F, Stretch and fold , che consiste nello sbattere energicamente, tirare e piegare l'impasto sulla tavola di legno , proseguendo fino a quando l'impasto non risulterà più appiccicoso.
Trovo questo tipo di lavorazione un ottima tecnica antistress, un pò come prendere a pugni un sacco, con il vantaggio di ritrovarsi un impasto perfettamente incordato ;)
Formare una palla e coprire a campana.
Ogni 40 minuti dare una serie di pieghe a 3: io ne ho date circa 4-5.
Dopo l'ultima piega porre un canovaccio cosparso di semola in una ciotola adagiarvi l'impasto con le pieghe in alto, coprire con altra semola e chiudere con il canovaccio.
Coprire con della pellicola, lasciare circa due ore a temperatura ambiente e poi passare nella zona meno fredda del frigo, quella sopra lo scomparto delle verdure.
Lasciare tutta la notte in frigo. Dovrebbe continuare a lievitare nonostante il riposo in frigo.
Al mattino far ambientare , preriscaldare il forno al massimo.
Rovesciare su pietra refrattaria calda, accompagnando la caduta con una mano e cuocere con un pò di acqua in un pentolino sul fondo del forno per 20 minuti a 220°C; altri 20' a 200°C, gli ultimi 20' a 180°C.
Controllare la cottura battendo sul fondo, dovrà dare un suono secco.
Non sono un'appassionata di pastasciutta.
Mangio la pasta, mediamente, non più di una volta a settimana.
La domanda che mi rivolgono sempre le persone a cui lo confesso è : Ma cosa mangi?
Chiariamoci, io non sarò una fan della pasta, ma esistono altri milioni di alimenti che nutrono, saziano, sono buoni e permettono di vivere e sopravvivere anche senza la pasta!
Fatta questa premessa passo a dire che questa sfida, proposta da Paola , la vincitrice dello scorso MTC, targata MTC n°48 mi ha leggermente mandato in crisi, per prima cosa per l'essenza stessa del piatto da preparare ( la pasta!) e poi per il condimento da abbinare: sugo di pomodoro fresco, PUNTO, semplicemente questo.
Paola ha saputo spiegarcelo in maniera esauriente, riuscendo a rendere un piatto di pasta al pomodoro un'opera d'arte, da eseguire con tutti i crismi e i sentimenti.
Stavolta la mente ha faticato più del solito a concentrarsi e a tirare fuori qualcosa.
Poi mi sono ricordata di uno dei miei primi cavalli di battaglia ( si fa per dire) nei pranzi ufficiali con i suoceri, ben sapendo che troppa originalità non sarebbe stata compresa, e il confronto con la madre del consorte non sarebbe mai stato superato.
Questa è la prima ricetta che mia suocera mi ha chiesto di passarle ! ;D
Altro discorso per il secondo condimento: ho preso ispirazione da una piantina di mentuccia che , ripetutamente, è apparsa su questo blog, come sfondo alle ricette, anche in altre sfide dell'MTC, e che mi è stata donata dalla cara Sabina .
Lei mi aveva raccomandato di utilizzarla per la vera ricetta dei carciofi alla giudia, io ho promesso di farlo , ma poi...il tempo è trascorso, la piantina è cresciuta, sono riuscita anche a non ammazzarla prima del tempo ( ricordandomi di darle un pò di acqua ogni tanto, ma solo perchè la tengo vicina al lavandino della cucina) e i carciofi non li ho praticamente più comprati.
In compenso ogni mattina strofino una fogliolina e mi annuso le dita ( su su, non fate quelle facce, ognuno si annusa quello che vuole, no?) e da questo è partita l'ispirazione, poi, visto che la mentuccia con la feta è la morte sua, il passaggio è stato facile ed ecco qui il piatto, che la figliola vegetariana ( e per giunta a dieta) mi ha promosso con un : è più buona anche di quella che mi faceva papà !
(Per curiosità : la pasta tanto decantata risale a quando la figliola aveva circa 6/7 anni ed era una semplice pasta all'olio e parmigiano ... e sono soddisfazioni anche queste!)
Spaghetti gamberi, bresaola, rucola e pomodori
Per 4 persone
Unire 8 gamberi sgusciati e privati della testa .
Dopo pochi minuti unire i pomodorini, lavati e tagliati a metà , cuocere per una decina di minuti , poi aggiungere i gtamberi interi ed eventualmente dell'acqua di cottura, salare e coprire con un coperchio.
Controllare la cottura, cercando di schiacciare leggermente i pomodorini con il cucchiaio di legno.
Dopo circa 20 minuti il condimento sarà pronto.Lavate e tritate finemente la rucola e tenetela da parte.
Nel frattempo portare a bollore una pentola con dell'acqua, salare, versare gli spaghetti e cuocerli al dente per il tempo riportato sulla confezione.
Scolare e passare direttamente nella padella del condimento, versare la rucola e mescolare, lasciando cuocere per un paio di minuti, su fuoco vivace, badando a non far restringere troppo il fondo..
Servire .
******************************************************************************
Pennette rigate con sugo al pomodoro fresco, feta, origano e mentuccia
Per 4 persone
Cuocere su fuoco vivace, aggiustare di sale e unire un abbondante pizzico di origano secco, coprire e proseguire la cottura per circa trenta minuti.
Se occorre unire un pò di acqua di cottura della pasta.
Quando l'acqua raggiunge il bollore, salarla e verare la pasta.
Cuocere per il tempo previsto per ottenere una pasta al dente, scolare e versare nella padella con il condimento, sbriciolare la feta, unire la mentuccia spezzettata e mescolare, su fiamma vivace, unendo un pò di acqua di cottura della pasta per permettere alla feta di sciogliersi e amalgamarsi al pomodoro e alla pasta.
Mescolare bene e servire.
Mangio la pasta, mediamente, non più di una volta a settimana.
La domanda che mi rivolgono sempre le persone a cui lo confesso è : Ma cosa mangi?
Chiariamoci, io non sarò una fan della pasta, ma esistono altri milioni di alimenti che nutrono, saziano, sono buoni e permettono di vivere e sopravvivere anche senza la pasta!
Fatta questa premessa passo a dire che questa sfida, proposta da Paola , la vincitrice dello scorso MTC, targata MTC n°48 mi ha leggermente mandato in crisi, per prima cosa per l'essenza stessa del piatto da preparare ( la pasta!) e poi per il condimento da abbinare: sugo di pomodoro fresco, PUNTO, semplicemente questo.
Paola ha saputo spiegarcelo in maniera esauriente, riuscendo a rendere un piatto di pasta al pomodoro un'opera d'arte, da eseguire con tutti i crismi e i sentimenti.
Stavolta la mente ha faticato più del solito a concentrarsi e a tirare fuori qualcosa.
Poi mi sono ricordata di uno dei miei primi cavalli di battaglia ( si fa per dire) nei pranzi ufficiali con i suoceri, ben sapendo che troppa originalità non sarebbe stata compresa, e il confronto con la madre del consorte non sarebbe mai stato superato.
Questa è la prima ricetta che mia suocera mi ha chiesto di passarle ! ;D
Altro discorso per il secondo condimento: ho preso ispirazione da una piantina di mentuccia che , ripetutamente, è apparsa su questo blog, come sfondo alle ricette, anche in altre sfide dell'MTC, e che mi è stata donata dalla cara Sabina .
Lei mi aveva raccomandato di utilizzarla per la vera ricetta dei carciofi alla giudia, io ho promesso di farlo , ma poi...il tempo è trascorso, la piantina è cresciuta, sono riuscita anche a non ammazzarla prima del tempo ( ricordandomi di darle un pò di acqua ogni tanto, ma solo perchè la tengo vicina al lavandino della cucina) e i carciofi non li ho praticamente più comprati.
In compenso ogni mattina strofino una fogliolina e mi annuso le dita ( su su, non fate quelle facce, ognuno si annusa quello che vuole, no?) e da questo è partita l'ispirazione, poi, visto che la mentuccia con la feta è la morte sua, il passaggio è stato facile ed ecco qui il piatto, che la figliola vegetariana ( e per giunta a dieta) mi ha promosso con un : è più buona anche di quella che mi faceva papà !
(Per curiosità : la pasta tanto decantata risale a quando la figliola aveva circa 6/7 anni ed era una semplice pasta all'olio e parmigiano ... e sono soddisfazioni anche queste!)
Spaghetti gamberi, bresaola, rucola e pomodori
Per 4 persone
- 320 g spaghetti
- 1 kg pomodori ciliegini
- 12 gamberi
- 100 g bresaola in una sola fetta
- 200 g rucola
- olio extravergine di oliva
- aglio
- peperoncino ( facoltativo)
- sale
Unire 8 gamberi sgusciati e privati della testa .
Dopo pochi minuti unire i pomodorini, lavati e tagliati a metà , cuocere per una decina di minuti , poi aggiungere i gtamberi interi ed eventualmente dell'acqua di cottura, salare e coprire con un coperchio.
Controllare la cottura, cercando di schiacciare leggermente i pomodorini con il cucchiaio di legno.
Dopo circa 20 minuti il condimento sarà pronto.Lavate e tritate finemente la rucola e tenetela da parte.
Nel frattempo portare a bollore una pentola con dell'acqua, salare, versare gli spaghetti e cuocerli al dente per il tempo riportato sulla confezione.
Scolare e passare direttamente nella padella del condimento, versare la rucola e mescolare, lasciando cuocere per un paio di minuti, su fuoco vivace, badando a non far restringere troppo il fondo..
Servire .
******************************************************************************
Pennette rigate con sugo al pomodoro fresco, feta, origano e mentuccia
Per 4 persone
- 320 g pennette corte rigate
- 1 kg pomodori ciliegini
- 200 g feta
- origano secco
- mentuccia romana fresca
- olio extravergine di oliva
- sale
Cuocere su fuoco vivace, aggiustare di sale e unire un abbondante pizzico di origano secco, coprire e proseguire la cottura per circa trenta minuti.
Se occorre unire un pò di acqua di cottura della pasta.
Quando l'acqua raggiunge il bollore, salarla e verare la pasta.
Cuocere per il tempo previsto per ottenere una pasta al dente, scolare e versare nella padella con il condimento, sbriciolare la feta, unire la mentuccia spezzettata e mescolare, su fiamma vivace, unendo un pò di acqua di cottura della pasta per permettere alla feta di sciogliersi e amalgamarsi al pomodoro e alla pasta.
Mescolare bene e servire.
Con queste ricette partecipo all'MTC n°48
Grande, grandissima sfida questo mese.
Caris , vincitrice dell'MTC n°46, ci ha teletrasportato direttamente in una scuola di pasticceria.
Una "semplice" ricetta come quella del pan di spagna si è rivelata un banco di prova sul quale sedersi umilmente per imparare tanto e di più da chi sa non solo passarti la ricetta sicura, ma anche darti quattro varianti della stessa e, soprattutto, spiegarti il perchè di errori comuni o semplici leggerezze.
Per tutti i particolari correte da Caris e sul blog dell'MTC, che con i suoi approfondimenti, sa regalarci vere lezioni di cucina.
Per quanto mi riguarda, ho provato subito la ricetta proposta da Caris per il pan di spagna di Massari tradizionale a freddo, perfetto per essere inzuppato per bene prima di essere farcito, è stato una piacevole scoperta che entrerà , anzi, è già entrata nella mia cucina e non solo.
La ricetta che ho pensato prevede l'utilizzo di un liquore tipico abruzzese, già decantato da D'Annunzio , che ne intuì da subito il valore , dandogli un nome che ne esaltava l'eccellenza: Aurum come "oro", il colore stesso del liquore; Aurum come la parola latina “arantium”, il frutto da cui si estraeva il liquore.
Ho pensato di creare una torta con una mousse leggera a profumata da questo liquore, che ha un sapore di arancia , leggermente dolce.
Ho aggiunto dei canditi di arancia frullati finemente , bagnato il tutto con uno sciroppo con un tocco di Aurum e coperto con la glassa al cioccolato che utilizzo solitamente per la Sacher,( cambiando però il metodo di preparazione ed utilizzando quello di Assunta La cuoca dentro), perchè cioccolato e arancia si sa che sono un'accoppiata perfetta.
Il risultato è semplicemente sublime, ma forse detto da me non conta molto.
Torta alla mousse all'Aurum e arancia con glassa al cioccolato
per il pan di spagna tradizionale a freddo (di Iginio Massari)
stampo da 24 cm
Ingredienti:
per circa15 minuti a media velocità .
Setacciare due volte la farina bianca e la fecola e incorporare delicatamente a pioggia.
Mettere in stampi imburrati e leggermente infarinati e cuocere a 170°-180° per circa 20-25 minuti per teglie alte 4-4,5 cm.
Se utilizzate un anello, poggiarlo su un foglio di cartaforno direttamente sulla placca.
Appena fuori dal forno cospargere con zucchero semolato ( io l'ho dimenticato!)
Far raffreddare e tagliare in tre dischi sottili.
Per la bagna all'Aurum
Far raffreddare e aggiungere il liquore.
Tenere da parte.
Per la mousse all'Aurum
Tritare finemente i canditi e tenere da parte.
Preparare la crema pasticcera scaldando 500 ml di latte , nel frattempo, in una ciotola lavorare 4 tuorli con 100 g di zucchero semolato e 30 g di farina setacciata.
Una volta che il latte sarà quasi al bollore, versarne un paio di cucchiai nel composto di uova, mescolare e aggiungere tutto il miscuglio di uova, al latte sul fuoco, mescolando fino a a quando non si avrà la giusta consistenza ( basteranno pochi minuti).
Unire l'arancia candita, mescolare bene.
Scaldare il liquore e, lontano dal fuoco, sciogliervi la gelatina strizzata dall'acqua.
Versare nella crema, attraverso un setaccio, mescolare e lasciar raffreddare.
Una volta che la crema risulterà fredda, semimontare la panna, unire alla crema e tenere da parte.
Composizione della torta
Su una base porre, in un anello per torte foderato con dell'acetato, il primo disco di pan di spagna, bagnare generosamente con lo sciroppo precedentemente preparato, creare uno strato di mousse, adagiare il secondo disco e bagnare generosamente, creare un altro strato di mousse e chiudere con il terzo disco sempre ben bagnato.
Coprire con della pellicola e lasciare in frigorifero ( a 3°C) per una notte.
Ganache al cioccolato
quantità sufficiente per glassare una torta di 24 cm
Lontano dal fuoco aggiungere il glucosio ( o il miele) e il cioccolato e mescolare fino a che non risulti completamente sciolto ( se dovesse servire porre nuovamente su fuoco dolcissimo, solo per il tempo necessario a permettere a tutto il cioccolato di sciogliersi bene).
Far raffreddare fino a 40 °C e unire il burro morbido, mescolare bene.
Prendere la torta dal frigo, rovesciarla su una base adatta al glassaggio, rimuovere l'anello e la fascia di acetato.
Versare la glassa, cominciando dai bordi ( come suggerisce preziosamente Caris) per poi coprire il centro, evitare di utilizzare una spatola. Porre in frigo.
Recuperare la glassa in eccesso e montarla leggermente nella planetaria.
Versare in una sac à poche e utilizzare per creare dei decori sulla torta.
Terminare con piccole guarnizioni a base di arancia candita.
Caris , vincitrice dell'MTC n°46, ci ha teletrasportato direttamente in una scuola di pasticceria.
Una "semplice" ricetta come quella del pan di spagna si è rivelata un banco di prova sul quale sedersi umilmente per imparare tanto e di più da chi sa non solo passarti la ricetta sicura, ma anche darti quattro varianti della stessa e, soprattutto, spiegarti il perchè di errori comuni o semplici leggerezze.
Per tutti i particolari correte da Caris e sul blog dell'MTC, che con i suoi approfondimenti, sa regalarci vere lezioni di cucina.
Per quanto mi riguarda, ho provato subito la ricetta proposta da Caris per il pan di spagna di Massari tradizionale a freddo, perfetto per essere inzuppato per bene prima di essere farcito, è stato una piacevole scoperta che entrerà , anzi, è già entrata nella mia cucina e non solo.
La ricetta che ho pensato prevede l'utilizzo di un liquore tipico abruzzese, già decantato da D'Annunzio , che ne intuì da subito il valore , dandogli un nome che ne esaltava l'eccellenza: Aurum come "oro", il colore stesso del liquore; Aurum come la parola latina “arantium”, il frutto da cui si estraeva il liquore.
Ho pensato di creare una torta con una mousse leggera a profumata da questo liquore, che ha un sapore di arancia , leggermente dolce.
Ho aggiunto dei canditi di arancia frullati finemente , bagnato il tutto con uno sciroppo con un tocco di Aurum e coperto con la glassa al cioccolato che utilizzo solitamente per la Sacher,( cambiando però il metodo di preparazione ed utilizzando quello di Assunta La cuoca dentro), perchè cioccolato e arancia si sa che sono un'accoppiata perfetta.
Il risultato è semplicemente sublime, ma forse detto da me non conta molto.
Torta alla mousse all'Aurum e arancia con glassa al cioccolato
per il pan di spagna tradizionale a freddo (di Iginio Massari)
stampo da 24 cm
Ingredienti:
- Uova intere a temperatura ambiente 300 g
- Zucchero 200 g
- Sale g1,5
- Farina bianca 00 (W 150-170) 150 g
- Fecola 50 g
per circa15 minuti a media velocità .
Setacciare due volte la farina bianca e la fecola e incorporare delicatamente a pioggia.
Mettere in stampi imburrati e leggermente infarinati e cuocere a 170°-180° per circa 20-25 minuti per teglie alte 4-4,5 cm.
Se utilizzate un anello, poggiarlo su un foglio di cartaforno direttamente sulla placca.
Appena fuori dal forno cospargere con zucchero semolato ( io l'ho dimenticato!)
Far raffreddare e tagliare in tre dischi sottili.
Per la bagna all'Aurum
- 300 g zucchero semolato
- 300 ml acqua
- liquore Aurum 50 ml circa
Far raffreddare e aggiungere il liquore.
Tenere da parte.
Per la mousse all'Aurum
- 600 g circa di crema pasticcera
- 200 ml panna fresca
- 50 ml liquore Aurum
- 12 g gelatina alimentare in fogli
- 50 g arancia candita
Tritare finemente i canditi e tenere da parte.
Preparare la crema pasticcera scaldando 500 ml di latte , nel frattempo, in una ciotola lavorare 4 tuorli con 100 g di zucchero semolato e 30 g di farina setacciata.
Una volta che il latte sarà quasi al bollore, versarne un paio di cucchiai nel composto di uova, mescolare e aggiungere tutto il miscuglio di uova, al latte sul fuoco, mescolando fino a a quando non si avrà la giusta consistenza ( basteranno pochi minuti).
Unire l'arancia candita, mescolare bene.
Scaldare il liquore e, lontano dal fuoco, sciogliervi la gelatina strizzata dall'acqua.
Versare nella crema, attraverso un setaccio, mescolare e lasciar raffreddare.
Una volta che la crema risulterà fredda, semimontare la panna, unire alla crema e tenere da parte.
Composizione della torta
Su una base porre, in un anello per torte foderato con dell'acetato, il primo disco di pan di spagna, bagnare generosamente con lo sciroppo precedentemente preparato, creare uno strato di mousse, adagiare il secondo disco e bagnare generosamente, creare un altro strato di mousse e chiudere con il terzo disco sempre ben bagnato.
Coprire con della pellicola e lasciare in frigorifero ( a 3°C) per una notte.
Ganache al cioccolato
quantità sufficiente per glassare una torta di 24 cm
- 300 g cioccolato fondente al 60%
- 240 ml panna fresca
- 60 gr burro
- 30 gr di glucosio ( per me miele)
Lontano dal fuoco aggiungere il glucosio ( o il miele) e il cioccolato e mescolare fino a che non risulti completamente sciolto ( se dovesse servire porre nuovamente su fuoco dolcissimo, solo per il tempo necessario a permettere a tutto il cioccolato di sciogliersi bene).
Far raffreddare fino a 40 °C e unire il burro morbido, mescolare bene.
Prendere la torta dal frigo, rovesciarla su una base adatta al glassaggio, rimuovere l'anello e la fascia di acetato.
Versare la glassa, cominciando dai bordi ( come suggerisce preziosamente Caris) per poi coprire il centro, evitare di utilizzare una spatola. Porre in frigo.
Recuperare la glassa in eccesso e montarla leggermente nella planetaria.
Versare in una sac à poche e utilizzare per creare dei decori sulla torta.
Terminare con piccole guarnizioni a base di arancia candita.
Con questa ricetta partecipo all'MTC n°47
Questo mese non volevo partecipare, lo confesso.
Pensavo che con tutti gli impegni della vita reale fosse giunto il momento di cominciare a lasciare qualcosa, ma poi... si sa come accade, no forse non si riesce ad immaginare la forza e l'energia e l'entusiasmo e la voglia che viene ogni volta che c'è una nuova ricetta all'MTChallenge.
Questo mese poi c'è l'energia fatta persona a proporla, una delle persone più solari, allegre e piene di vita che ho avuto il piacere di incontrare realmente: Elisa, e allora mi sono trovata a non poter rinunciare.
Non avevo grandi idee e , forse, anche queste non lo sono poi più di tanto, in compenso ho scoperto una sablée che mi è piaciuta moltissimo, semplice da realizzare e perfetta dopo la cottura, friabile al punto giusto e dalla consistenza ideale per accompagnre ripieni morbidi.
E allora eccomi qui, come sempre i primi giorni , non per mania di voler essere la prima a tutti i costi, ma semplicemente perchè vedendo le proposte altrui, mi andrebbe in standby il neurone.
Quindi Elisa carissima, beccati le mie versioni , dovevano essere tre, ma il tempo è tiranno e sono riuscita a realizzarne solo due, e grazie ancora per questa bellissima proposta.
Torta salata alle erbe aromatiche
per la brisée di Roux ( proposta da Elisa )
Dose per uno stampo da 28 cm o 6 stampini da 10 cm
Lavorare con la punta delle dita, tirando man mano la farina dai bordi, al termine unire il cucchiaio di latte freddo e continuare a lavorare , utilizzando il palmo della mano per spingere bene il composto ed ottenere la giusta consistenza.
Fare una palla e lasciare in frigo fino al momento dell'utilizzo.
Come suggerisce Elisa è possibile conservarlo in un contenitore a chiusura eremtica per una settimana in frigo, tre mesi in freezer.
Una volta tirata fuori dal frigo, lasciarla ambientare brevemente.
Su un piano stendere la pasta allo spessore di 2-3 mm ( è consigliabile non superare queste misure per evitare che il guscio troppo doppio alteri l'insieme dei sapori della torta, prevalendo nel gusto, come ci insegna benissimo Maria Pia in questo post ).
Foderare una tortiera con la pasta, bucherellare il fondo, coprire con della cartafornoe lasciare in freezer per almeno 30 minuti, nel frattempo preriscaldare il forno a 190°C.
Una volta tirata fuori dal freezer, coprire con dei pesi ( legumi, sale grosso o pesi in ceramica) e cuocere in forno per 15 minuti, rimuovere carta e pesi e proseguire la cottura per altri 5-10 minuti, abbassando la temperatura a 170°C.
Il nostro guscio è pronto per accogliere il ripieno.
Per la prima torta salata ho voluto rendere omaggio alla primavera utilizzando erbe aromatiche fresche, il risultato è stato una torta molto profumata e gradevole al palato.
Farcia alle erbe
Unire il caciocavallo grattugiato, mescolare con una spatola e versare sul guscio di brisée.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 35 minuti circa.
La realizzazione pomeridiana non mi ha permesso di ottenere la luce migliore per le foto, in compenso la cena era perfetta ;)
Quiche al tonno di coniglio, pomodori secchi , olive nere e créme royal
Per una tortiera da 28 cm di diametro
Permette di proporre la carne di coniglio, che mangiamo sempre troppo poco, in modo semplice, saporito e anche poco riconoscibile, oltre al fatto che è semplicissima da mangiare per i bambini ( e i pigri) non presentando parti con ossa.
Tonno di coniglio
Unire il coniglio , precedentemente lavato bene, aggiustare di sale, aggiungere 6/8 grani di pepe.
Lessare a fiamma moderata per circa un'ora, al termine allontanare dal fuoco e lasciar raffreddare il coniglio direttamente nella pentola.
Disossare il coniglio, staccando pezzi non troppo grandi, formare degli strati in un contenitore, alternandoli a foglie di salvia, grani di pepe e spicchi di aglio.
Al termine coprire tutto con l'olio extravergine di oliva e lasciare in frigorifero per almeno due giorni.
**************************
Mentre la base di brisée cuoce in forno preparare il ripieno.
Sgocciolare dall'olio i pezzetti di polpa di coniglio.
In un pentolino con acqua e aceto di vino bianco , portata a bollore, far rinvenire i pomodori secchi per pochi minuti.
Sgocciolare e tagliare a pezzetti.
Tagliare a rondelle le olive nere.
Preparare l'appareil ( che Knam chiama créme royal) : in una ciotola mescolare alla panna fredda di frigo le 2 uova, aggiustare di sale e pepe .
Versare nel guscio il coniglio, i pomodori secchi e le olive, coprire tutto con il miscuglio di panna e uova e cuocere in forno caldo a 180°C per 35' circa.
Pensavo che con tutti gli impegni della vita reale fosse giunto il momento di cominciare a lasciare qualcosa, ma poi... si sa come accade, no forse non si riesce ad immaginare la forza e l'energia e l'entusiasmo e la voglia che viene ogni volta che c'è una nuova ricetta all'MTChallenge.
Questo mese poi c'è l'energia fatta persona a proporla, una delle persone più solari, allegre e piene di vita che ho avuto il piacere di incontrare realmente: Elisa, e allora mi sono trovata a non poter rinunciare.
Non avevo grandi idee e , forse, anche queste non lo sono poi più di tanto, in compenso ho scoperto una sablée che mi è piaciuta moltissimo, semplice da realizzare e perfetta dopo la cottura, friabile al punto giusto e dalla consistenza ideale per accompagnre ripieni morbidi.
E allora eccomi qui, come sempre i primi giorni , non per mania di voler essere la prima a tutti i costi, ma semplicemente perchè vedendo le proposte altrui, mi andrebbe in standby il neurone.
Quindi Elisa carissima, beccati le mie versioni , dovevano essere tre, ma il tempo è tiranno e sono riuscita a realizzarne solo due, e grazie ancora per questa bellissima proposta.
Torta salata alle erbe aromatiche
per la brisée di Roux ( proposta da Elisa )
Dose per uno stampo da 28 cm o 6 stampini da 10 cm
- 250 g di farina ( per me 0)
- 150 g di burro, leggermente ammorbidito
- 1 cucchiaino di sale
- Un pizzico di zucchero
- 1 uovo
- 1 cucchiaio di latte freddo
Lavorare con la punta delle dita, tirando man mano la farina dai bordi, al termine unire il cucchiaio di latte freddo e continuare a lavorare , utilizzando il palmo della mano per spingere bene il composto ed ottenere la giusta consistenza.
Fare una palla e lasciare in frigo fino al momento dell'utilizzo.
Come suggerisce Elisa è possibile conservarlo in un contenitore a chiusura eremtica per una settimana in frigo, tre mesi in freezer.
Una volta tirata fuori dal frigo, lasciarla ambientare brevemente.
Su un piano stendere la pasta allo spessore di 2-3 mm ( è consigliabile non superare queste misure per evitare che il guscio troppo doppio alteri l'insieme dei sapori della torta, prevalendo nel gusto, come ci insegna benissimo Maria Pia in questo post ).
Foderare una tortiera con la pasta, bucherellare il fondo, coprire con della cartafornoe lasciare in freezer per almeno 30 minuti, nel frattempo preriscaldare il forno a 190°C.
Una volta tirata fuori dal freezer, coprire con dei pesi ( legumi, sale grosso o pesi in ceramica) e cuocere in forno per 15 minuti, rimuovere carta e pesi e proseguire la cottura per altri 5-10 minuti, abbassando la temperatura a 170°C.
Il nostro guscio è pronto per accogliere il ripieno.
Per la prima torta salata ho voluto rendere omaggio alla primavera utilizzando erbe aromatiche fresche, il risultato è stato una torta molto profumata e gradevole al palato.
Farcia alle erbe
- erba cipollina fresca circa 20 fili
- menta fresca 8 foglie
- salvia fresca 8 foglie
- rosmarino fresco 6 rametti teneri
- buccia di un lime non trattato
- 2 scalogni
- un ciuffo di prezzemolo
- sale q.b.
- 60 g testa di caciocavallo di Agnone stagionato grattugiato
- ricotta di mucca 200 g
- uova 4
Unire il caciocavallo grattugiato, mescolare con una spatola e versare sul guscio di brisée.
Cuocere in forno caldo a 180°C per 35 minuti circa.
La realizzazione pomeridiana non mi ha permesso di ottenere la luce migliore per le foto, in compenso la cena era perfetta ;)
Quiche al tonno di coniglio, pomodori secchi , olive nere e créme royal
Per una tortiera da 28 cm di diametro
- Pasta brisèe ( realizzata come sopra)
- tonno di coniglio 500 g circa
- pomodori secchi 60 g
- olive nere una ventina
- 2 uova
- 250 ml panna fresca
- sale
- pepe
Permette di proporre la carne di coniglio, che mangiamo sempre troppo poco, in modo semplice, saporito e anche poco riconoscibile, oltre al fatto che è semplicissima da mangiare per i bambini ( e i pigri) non presentando parti con ossa.
Tonno di coniglio
- un coniglio a pezzi di circa 1 kg
- 2 carote
- 3 gambi di sedano
- 1 cipolla
- salvia, alloro, rosmarino
- 200 ml vino bianco secco
- aglio
- olio extravergine di oliva
- sale
- pepe in grani
Unire il coniglio , precedentemente lavato bene, aggiustare di sale, aggiungere 6/8 grani di pepe.
Lessare a fiamma moderata per circa un'ora, al termine allontanare dal fuoco e lasciar raffreddare il coniglio direttamente nella pentola.
Disossare il coniglio, staccando pezzi non troppo grandi, formare degli strati in un contenitore, alternandoli a foglie di salvia, grani di pepe e spicchi di aglio.
Al termine coprire tutto con l'olio extravergine di oliva e lasciare in frigorifero per almeno due giorni.
**************************
Mentre la base di brisée cuoce in forno preparare il ripieno.
Sgocciolare dall'olio i pezzetti di polpa di coniglio.
In un pentolino con acqua e aceto di vino bianco , portata a bollore, far rinvenire i pomodori secchi per pochi minuti.
Sgocciolare e tagliare a pezzetti.
Tagliare a rondelle le olive nere.
Preparare l'appareil ( che Knam chiama créme royal) : in una ciotola mescolare alla panna fredda di frigo le 2 uova, aggiustare di sale e pepe .
Versare nel guscio il coniglio, i pomodori secchi e le olive, coprire tutto con il miscuglio di panna e uova e cuocere in forno caldo a 180°C per 35' circa.
Con queste ricette partecipo all'MTChallenge N°46

Ho provato le pesche tradizionali di Prato e quelle molisane di Castelbottaccio, mancavano all'appello quelle della mia mamma, che sono poi quelle che qui dalle mie parti, vengono vendute nei bar.
Semplicissime nell'esecuzione, unico punto critico è la bagna, che consiglio abbondante per permettere alle peschine di assorbirla bene.
Peschine della mia mamma
Ne ho realizzato mezza dose, aumentando leggermente la quantità di burro
Appiattirle sulla base.
Far riposare in figo per un paio di ore ( ma questo passaggio non è indispensabile, ho preferito farlo così come faccio per le frolle in genere).
Cuocere in forno caldo a 180°C finchè non sono dorate , per le mie circa 15'.
La tradizione prevede che si applichi un pò di impasto su dei gusci di noce puliti per creare direttamente un incavo nella base, io non l'ho fatto , volendo si può scavare leggermente la base.
Preparare una crema per farcire, io ho utilizzato questa perchè sono molto golosa :)
Accoppiare le due mezze pesche, tuffarle nella bagna realizzata in questo modo:
Per lo sciroppo
Semplicissime nell'esecuzione, unico punto critico è la bagna, che consiglio abbondante per permettere alle peschine di assorbirla bene.
Peschine della mia mamma
Ne ho realizzato mezza dose, aumentando leggermente la quantità di burro
- 250 g farina 00
- 70 g zucchero
- 70 g burro
- 2 uova
- lievito per dolci 8 g
Appiattirle sulla base.
Far riposare in figo per un paio di ore ( ma questo passaggio non è indispensabile, ho preferito farlo così come faccio per le frolle in genere).
Cuocere in forno caldo a 180°C finchè non sono dorate , per le mie circa 15'.
La tradizione prevede che si applichi un pò di impasto su dei gusci di noce puliti per creare direttamente un incavo nella base, io non l'ho fatto , volendo si può scavare leggermente la base.
Preparare una crema per farcire, io ho utilizzato questa perchè sono molto golosa :)
Accoppiare le due mezze pesche, tuffarle nella bagna realizzata in questo modo:
Per lo sciroppo
- 120 g di zucchero
- 80 ml di acqua
- 60 ml tra Alchermes e Milk o altro liquore a scelta
Quanto mi piace il latte di cocco ancora non l'ho detto...mi piace tanto,tantissimo, anzi di più!
Non appena arriva il periodo giusto mi reco in un noto supermercato e ne compro una scorta con cui poi DEVO necessariamente fare i conti durante l'anno!
Oltre ai vari utilizzi in cucina ho scoperto che il latte di cocco ha tante proprietà .
Bavarese al latte di cocco e vaniglia su coulis di melone e menta
Riunire in una casseruola il latte, lo zucchero, il latte di cocco e il baccello di vaniglia inciso a metà nel senso della lunghezza.
Mescolare e portare a ebollizione, allontanare dal fuoco, eliminare il baccello e incorporare la gelatina strizzata, mescolare fino al completo scioglimento.
Lasciar raffreddare a temperatura ambiente.
Montare la panna e incorporarla al composto con una spatola, mescolando dal basso verso l'alto.
Versare il composto in uno stampo della capacità di un litro o in stampini monoporzione.
Porre in frigo per 12 ore.
Al momento di servire tagliare 6 fette di melone a cubetti unire una ventina di foglie di menta e frullare.
Versare un paio di cucchiai di coulis di melone sul fondo di un piatto e adagiarvi la bavarese (per facilitare la fuoriuscita dall stampo, immergerlo brevemente in acqua calda).
Decorare con fettine di melone.
Si è capito che mi è piaciuto???
Non appena arriva il periodo giusto mi reco in un noto supermercato e ne compro una scorta con cui poi DEVO necessariamente fare i conti durante l'anno!
Oltre ai vari utilizzi in cucina ho scoperto che il latte di cocco ha tante proprietà .
La noce di cocco è ricca di potassio e rappresenta un ottimo alimento ricostituente per reintegrare i sali minerali in caso di bisogno; la buona presenza di vitamina B e C la rende utile nel trattamento di alcuni disturbi quali possono essere la debolezza in generale, problemi di nervosismo e i disturbi urinari.
Secondo alcuni studi la noce di cocco aiuterebbe ad eliminare l'aria presente in eccesso nello stomaco e nell'intestino e avrebbe anche proprietà utili al fine di eliminare le tossine presenti nell'apparato digerente.
L'acqua di noce di cocco è un alimento caratterizzato da molte proprietà e benefici che si esplicano nei confronti dell'organismo umano:contiene pochi grassi, molti microelementi, elementi minerali e vitamine che contribuiscono al mantenimento di un organismo sano.
La sua assunzione genera benefici al sistema immunitario rinforzandolo, ha effetti positivi sul sistema nervoso, aiuta la digestione, ed ha proprietà rigenerative a livello cellulare.
L'acqua di noce di cocco, per le sue caratteristiche, è considerata un ottimo sostituto del plasma sanguigno in quanto è una sostanza sterile che non distrugge i globuli rossi ed è tollerato senza difficoltà dall'organismo umano.
Infatti durante la seconda guerra mondiale e successivamente durante la guerra del Vietnam, l'acqua di noce di cocco veniva direttamente iniettata ai feriti quando non vi era a disposizione il siero del sangue.
Il latte di cocco non va confuso con l'acqua che si trova all'interno della noce; esso infatti è il liquido che si ottiene dalla spremitura della polpa di cocco insieme all'acqua con successiva filtrazione. In alcune isole dei mari del sud il latte di cocco viene ancora impiegato come bevanda alternativa al latte per lo svezzamento dei neonati.
Può essere preparato anche in ambito domestico grattugiando un paio di etti di polpa di cocco fresco che andranno poi ricoperti con il doppio di acqua calda; una volta raffreddato si potrà filtrare il tutto con un panno di cotone strizzandolo per bene alla fine.
Il latte di cocco non contiene lattosio, abbonda di acido laurico, presente anche nel latte umano ed è stato dimostrato che ha proprietà utili alla salute delle ossa.
- 1,5 dl di latte
- 2 dl di latte di cocco
- 2,5 dl di panna fresca
- 100 gr di zucchero
- un baccello di vaniglia
- 12 gr gelatina in fogli
- un piccolo melone
- foglie di menta fresca
Riunire in una casseruola il latte, lo zucchero, il latte di cocco e il baccello di vaniglia inciso a metà nel senso della lunghezza.
Mescolare e portare a ebollizione, allontanare dal fuoco, eliminare il baccello e incorporare la gelatina strizzata, mescolare fino al completo scioglimento.
Lasciar raffreddare a temperatura ambiente.
Montare la panna e incorporarla al composto con una spatola, mescolando dal basso verso l'alto.
Versare il composto in uno stampo della capacità di un litro o in stampini monoporzione.
Porre in frigo per 12 ore.
Al momento di servire tagliare 6 fette di melone a cubetti unire una ventina di foglie di menta e frullare.
Versare un paio di cucchiai di coulis di melone sul fondo di un piatto e adagiarvi la bavarese (per facilitare la fuoriuscita dall stampo, immergerlo brevemente in acqua calda).
Decorare con fettine di melone.
Si è capito che mi è piaciuto???
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