Questo liquore l'ho preparato ad agosto, poi l'ho completamente dimenticato e, con un mese di ritardo, finalmente l'ho filtrato. Deve ammettere che è talmente semplice l'esecuzione e talmente versatile la ricetta che merita di essere appuntata su questo blog così, il prossimo anno potrò provarla anche con altri frutti.

La ricetta originale viene dalla pagina Facebook di Capra e cavoli.




Liquore alle more 

di Capraecavoli 

Per questi liquore vi servono:


  • 500 g more o altri frutti di bosco
  • 150 g di alcool a 95°
  • 250 g di acqua
  • 200 g di zucchero

In un vaso di vetro inserire le more lavate e sgocciolate, schiacciarle leggermente con le mani, aggiungere lo zucchero, l'acqua e l'alcool.

Mescolare bene , chiudere ermeticamente il contenitore e porre in cantina o in altro posto fresco e lasciarlo per almeno un mese, anche due  vanno bene.

Trascorso questo tempo filtrare , assaggiare e imbottigliare.


Sto continuando a sperimentare  tutti i vantaggi del microonde,  non posso accontentarmi  di un semplice utilizzo come scalda cibo o acqua per il thè,  devo ricavare i maggiori vantaggi possibili  e,  secondo me, ci sto riuscendo.
Mi piace moltissimo  la lemon curd ,  su questo blog troverete diverse ricette questa di Martha Stewart , questa che é la mia versione e questa che é  la versione  eretica.
Si sentiva proprio l'esigenza  della versione al microonde  e potevo io deludere le attese?  Ho trovato la ricetta su questo blog e il risultato è  perfetto.






Lemon curd al microonde
Dose per due vasetti da 300 g circa

  •  250 g zucchero 
  • 3 uova intere
  • 250 g succo di limone fresco
  • scorza di 3 limoni biologici  ( per me 1)
  • 100g burro
  • ( volendo aggiungere 100 ml latte condensato, stavolta non l'ho fatto )
In una ciotola adatta al microonde  fondere il burro e tenere da parte. 
In una ciotola sufficientemente  grande mescolare  uova e zucchero,  ottenere un composto  liscio. 
Inserire il succo dei limoni,   le scorze grattugiate e il burro fuso. 
Mescolare bene il tutto,  cuocere al microonde  al max per 1'.
Tirare fuori,  mescolare con una frusta e proseguire per un altro minuto. 
Tirare nuovamente  fuori e mescolare,  proseguire la cottura alternando 30" alla volta e mescolando sempre dopo ogni cottura,  continuare per 6/7 volte fino a quando la crema non risulterà  addensata. 
Regolatevi considerando che quando si raffredda aumenta di densità. 
Invasare,  chiudere con il coperchio  e far raffreddare. 
Conservare in frigo fino a tre settimane. 
Ho impiegato  una vita prima di provare questa ricetta di Teresa De Masi , diciamo che mancava la cosa principale: il microonde,  ma alla fine ci sono arrivata anche io.
Rispetto alla ricetta ho modificato aggiungendo il limone e dimezzando la vaniglia che,  volendo,  si può  omettere o sostituire con della buccia di limone.
Inoltre ho frullato tutto con il minipimer,  ho ottenuto una consistenza  perfetta.




Composta di albicocche e vaniglia metodo Ferber al microonde 
Dose per due vasetti da 250 g

  • 500 g albicocche  lavate,  denocciolate 
  • 300 g zucchero 
  • Un cucchiaio di succo di limone 
  • ½ bacca di vaniglia 
Primo giorno 
In una ciotola in ceramica mescolare le albicocche tagliate a pezzetti, il succo di limone,  lo zucchero  e la bacca di vaniglia aperta,  privata dei semini che mescoleremo alle albicocche. 
Porre in frigo,  coperto con pellicola,  per una notte. 

Secondo giorno 
Versare tutto il composto della ciotola  in un contenitore in vetro adatto al microonde. 
Cuocere alla max potenza,  scoperto,  per 20'.
Trascorso questo tempo,  con una schiumarola,  scolare tutte le albicocche e tenere da parte. 
Riposizionare la ciotola nel microonde  con il succo che si è  formato e  cuocere,  sempre al massimo, per  5'.
Trascorso questo tempo unire nuovamente le albicocche  e cuocere altri 3'.
Frullare con minipimer,  invasare in vasi sterilizzati, chiudere e far raffreddare  capovolto. 
Questa ricetta l'ho  realizzata per la prima volta quando non avevo il microonde  e mi era piaciuta moltissimo,  per mettere alla prova il nuovo giocattolo ho voluto tentare la realizzazione  alternativa.
La dose é  per due barattoli da circa  350 g circa.
La ricetta originale  viene da questo blog.




Composta di carote e limoni
Dose per due barattoli  circa da 350 g

  • 500 g carote pelate e tagliate a rondelle 
  • 4 limoni bio
  • 500 g zucchero 
In una ciotola di vetro,  adatta alla cottura in microonde,  versare le carote,  la buccia grattugiata  di due limoni  e il succo  di quattro. 
Coprire con d' et lla pellicola,  bucherellare  con uno stecchino e cuocere alla massima potenza per 6' / 7'.
Controllare con una forchetta la cottura,  le carote dovranno risultare  tenere. 
Frullare tutto con un minipimer. 
Aggiungere lo zucchero,  mescolare. 
Cuocere al microonde,  scoperto,  per 25' circa,  alla massima potenza,  il composto dovrá bollire,  se serve prolungare la cottura  di un minuto alla volta. 
Fare la prova piattino ( versare poca composta su un piattino freddo,  dovrà  scivolare lentamente  ).
Versare in barattoli di vetro,  sterilizzati,  chiudere,  rovesciare su un tagliere e far raffreddare. 


Il topinambur esercita su di me uno strano fascino.
Lo acquisto sempre e riesco anche a farlo mangiare a tutta la famiglia.

Trovo che il suo gusto ( tra il carciofo e il cardo) sia semplicemente perfetto abbinato alla consistenza ( una specie di patata) e praticamente ideale per una come me che detesta gli ortaggi con troppi scarti ( come i carciofi).
La quantità acquistata è stata utilizzata per un risotto, una vellutata e questo patè che arriva direttamente dalle amicizie virtuali con cui  perdo  trascorro buona parte del mio tempo su fb.
Per la precisione la ricetta è di Roberta Cornali , veloce da realizzare e ottima :grazie per la dritta, Roberta!  ;)

Qui potrete trovare altri modi per utilizzarlo.
E anche qui


PATÈ AL TOPINAMBUR

per un barattolino da 150 ml

  • 200 g topinambur
  • 500 ml acqua
  • 500 ml aceto di vino bianco
  • sale
  • origano 
  • aglio rosso di Sulmona 3 spicchi
  • olio extravergine di oliva
Pulite con un pelapatate i topinambur, lavateli e affettateli sottilmente.
In una pentola versate l'acqua e l'aceto,  aggiungere i topinambur e poco sale.
Portare a bollore e proseguire la cottura fino a quando non risulteranno teneri, ma non disfatti.
( Non ho cronometrato il tempo , ma sicuramente i miei sono rimasti sul fuoco per più di 30 minuti).

Una volta pronti sgocciolateli bene, versarli nel bicchiere del mixer, unite una presa generosa di origano e gli spicchi di aglio sbucciati, iniziare a frullare unendo l'olio a filo.
Non ne occorrerà moltissimo.
Una volta raggiunta la consistenza cremosa, versare tutto in un barattolo sterilizzato, coprire con altro olio , chiudere e conservare in frigorifero.

Ottimo spalmato su delle tartine.




  Si creano degli strani legami nella vita virtuale.
Dopo quattro anni ancora non mi abituo e, forse , non lo farò mai.
Semplici ricette che riescono a mettere in contatto persone lontane, diverse e sconosciute.
Oggi ho scelto di preparare, anzi di postare un lievitato per partecipare e festeggiare con Alice i suoi 4 anni di blog.
Probabilmente il suo blog e il mio sono nati insieme e subito le nostre strade si sono incrociate.
Dopo tutto questo tempo ( e nonostante la mia latitanza), posso dire che Alice è una di quelle piacevoli e discrete presenze che continuo ad apprezzare anche se oramai tutto si è spostato su facebook .
Sono secoli che non partecipo più ai contest, non per snobismo, ma proprio perchè non riesco a fare quasi più nulla quassù ,se non parlare di cucina molisana per L'Italia nel Piatto e giocare all'MTC.
Per te, cara Alice, però ho voluto fare un piccolo sacrificio ( non ti crucciare, un sacrificio piacevolissimo!) e realizzare un lievitato da colazione accompagnandolo però con una composta di fragole che mi lega in modo particolare ad un'altra amica virtuale, mai conosciuta personalmente, ma che stimavo moltissimo : Milena di Una finestra di fronte.
Ho già detto che è tutto molto strano nel mondo virtuale, anche i sentimenti, da un lato sono un pò ovattati, ma dall'altro sanno colpirti come pugni allo stomaco.
Così è stato quando Milena ci ha lasciato, non so come, non so nulla, ma a distanza di quasi un anno dalla sua scomparsa , mi sono ritrovata a pensare a lei guardando delle fragole e pensando di farne della confettura e allora sono tornata sul suo blog   per trovare esattamente la ricetta che volevo.
Ho preparato la confettura e poi le brioche ben sapendo che sarebbe stata un'accoppiata perfetta.
E un grazie a questo mondo virtuale.
Confettura di fragole 
(Metodo Ferber da una ricetta di Milena Una finestra di fronte
  • 1 kg fragole lavate e pulite
  • 500 g zucchero
  • succo di un limone piccolo
Tagliare a pezzetti le fragole, adagiarle in una ciotola di ceramica, aggiungere lo zucchero, il succo di limone e coprire con un foglio di cartaforno a contatto.
Lasciare in frigorifero per una notte.
Il giorno successivo versare tutto il contenuto della ciotola in una pentola dal fondo spesso, portare a bollore, spegnere , far raffreddare e conservare nuovamente in frigorifero in una ciorola di ceramica con cartaforno a contatto.

Il giorno seguente separare le fragole dallo sciroppo, versare quest'ultimo in una pentola, portare a 105°C e aggiungere le fragole tenute da parte, riportare al bollore e proseguire la cottura per 8-10 minuti.

Fare la prova su un piattino, invasare e conservare.

Se aumentate le quantità di fragole aumentate anche il tempo di cottura: per un chilo di fragole all'ultimo passaggio fare bollire per 16/20 minuti, per un chilo e mezzo di fragole prolungare di altri 8 / 10 minuti ( in totale 24/30 minuti ).
Vale sempre la prova del piattino : su un piattino tenuto in freezer fare cadere un paio di gocce di marmellata, dovrà scivolare lentamente.
 
Brioche
( ricetta trovata su un pdf di MonPetitBistrot, ma molto simile alla tarte tropetiènne letta in giro,nutrendo dei dubbi sulla paternità, fate le ricerche che volete)

Per 15 pezzi circa ( dipende dalla grandezza)
  • 500 g farina 0
  • 3 uova intere medie
  • 130 ml latte
  • 90 g zucchero
  • 15 g lievito di birra fresco
  • 90 g burro a temperatura ambiente
Preparare un lievitino sciogliendo il lievito nel latte a 36°C, unire 150 g della farina prevista.
Mescolare grossolanamente con una forchetta e porre a lievitare in ambiente caldo fino a che non sarà raddoppiato ( circa un'ora).

Versare l'impasto nella planetaria e incorporare un cucchiaio di farina e un uovo, facendo assorbire bene.
Poi unire metà dello zucchero previsto, altra farina e un altro uovo.
Far sempre inglobare bene, in ultimo versare la farina rimanente, lo zucchero e l'ultimo uovo, far assorbire e inserire il sale e il burro a pezzettini e facendolo assorbire bene prima di aggiungerne altro.
L'impasto dovrà staccarsi bene dalla ciotola e risultare molto elastico.
Arrotondare e porre in una ciotola , coperta con pellicola, lasciandolo a temperatura ambiente per 30 minuti.
Poi riporre in frigo a 6/7° e...dimenticatevelo per una notte.
Il giorno successivo riportare a temperatura per circa un'ora.

Staccare delle palline di impasto, arrotondarle e porre  su cartaforno e far lievitare fino al raddoppio ( dipenderà dalla temperatura, circa un'ora).

Preriscaldare il forno a 180°C e cuocere per 15'-20'.




Con questa ricetta partecipo al contest di Alice La cucina di Esme sui lievitati


Questa ricetta è nata un pò per caso , modificando la Soft breakfast muffin di Francy Burro e Zucchero, che mi ha colpito per l'utilizzo di soli albumi nella preparazione .

Poi è capitato che avevo un pò di rimasugli di farine da utilizzare, un pò di panna fresca da smaltire e, come per magia , è diventata un'altra ricetta, ma l'idea di partenza è stata di Francy, a lei l'onore!







Muffin di grano saraceno con cuore di mele cotogne
 per 12 pezzi
  • 60 g farina 00
  • 140 g farina di grano saraceno
  • 100 g farina di riso
  • 5 g lievito per dolci
  • sale
  • 100 g zucchero di canna
  • 225 g panna fresca NON montata
  • 3 albumi
  • 50 gr di yogurt a piacere
  • 2 cucchiai di olio di semi di mais
  • 2 cucchiai di melata di bosco
  • aromi a piacre
  • cotognata per farcire

Mescolare farina, zucchero, lievito, aromi  e sale.

In una ciotola versare la panna, lo yogurt, l'olio e la melata, unire gli albumi NON montati.
Versare sul miscuglio di farina e zucchero, mescolare velocemente.

Versare negli stampini da muffin e inserire un cucchiaino di cotognata al centro di ogni muffin.

Cuocere in forno caldo, statico a 180° C per 20'-25'.




Il bello dell'avere un blog è quello di sapere che ogni post sarà come un messaggio in una bottiglia lanciato in mare aperto, chissà se arriverà da qualche parte? Chissà se qualcuno lo leggerà? Chissà se qualcuno mi risponderà!
E di tanto in tanto capita anche tra queste pagine virtuali che spuntino nuovi nomi  che subito mi incuriosiscono, magari per il commento, magari perchè mi chiedono di ricambiare una visita o semplicemente facendomi intuire di una felice novità che a breve stravolgerà la loro vita.
È questo il caso di Valy Cake & che mi ha invitato, con garbo e timidamente, a partecipare con una ricetta di un dolce ad un lieto evento.

Sono andata a trovarla e ho scoperto che a breve arriverà un bimbo , descritto come un morbido muffin alla vaniglia, dalla mamma, e un dolce di pere e cioccolato dal papà.
Mi è piaciuto pensare ad un dolce che racchiudesse un cuore morbido, dolce, ma stuzzicante, con un sapore non scontato, da scoprire sotto un guscio croccante.

Questa è la ricetta per il tuo piccolo Junior, Valy, con l'augurio di tutto il meglio possibile.





Biscotti cuor di mela e lemongrass

per la frolla
  • 300 g farina 00
  • 100 g burro
  • 80 g zucchero
  • 2 uova medie
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • marmellata alla mela e lemongrass
Per farcire usate questa marmellata è perfetta, non si scioglie e non scappa via dai buchini microscopici !

 Disporre la farina a fontana, aggiungere zucchero, sale, lievito, burro morbido e le uova, impastare con la punta delle dita fino ad ottenere un impasto compatto ( se necessario unire qualche cucchiaio di latte).

Lasciare in frigorifero avvolto da una pellicola per almeno 30 minuti.

Stendere sul piano di lavoro infarinato allo spessore di 2 mm, ritagliare dei dischetti e farcire con un cucchiaio di marmellata di mele.

Cuocere a 190° fino a doratura.




Con questa ricetta partecipo al contest di Valy


L'autunno è arrivato, inutile scappare o fingere di non vederlo, lui è qui.

Si annuncia con quel cielo grigiolino al mattino, con quel sole che stenta a comparire, con quella pioggerellina che non sai se sia meglio aprire l'ombrello o bagnarsi.

Fatto sta che ho dovuto rinunciare a sandali e infradito, ma non solo, cosa ancora più difficile da mandare giù, ho dovuto indossare nuovamente le calze!!
Non so per voi, ma io le calze da donna, i collant, li odio proprio.

Non c'è mai la possibilità che riesca ad evitare di sfilarle, non solo quando le infilo, ma anche quando le indosso, durata media di un paio di calze: 15 minuti massimo.

Ho un conto sempre aperto, e mai estinto, presso quel negozio di calze che fa sentire tutte le donne delle gran strafighe, tutte tranne me, che con le mie calze smagliate non faccio certo tutta questa figura.

Mi salvo indossando sopra i pantaloni e pazienza se ogni volta che mi sfilo le scarpe in un camerino i miei alluci salutano allegramente le commesse!

Anche questo mese noi de L'Italia nel Piatto abbiamo deciso di deliziarvi con la cucina regionale, stavolta dedicata all'autunno, io ho deciso di prenderla con dolcezza e vi propongo la cotognata realizzata con la ricetta originale della suocera.
Ne trovate una versione simile anche qui, ma questa della suocera è perfetta realizzata nelle formine, recuperate in un mercatino apposta per questa preparazione.

Qui invece ci sono tutte le ricette per scaldare questo autunno, proposte dalle amiche de L'Italia nel piatto.





Cotognata alla molisana
  • 4 mele cotogne
  • zucchero semolato
  • cannella a piacere

Lavare bene le mele cotogne, rimuovendo la peluria che le ricopre, posizionare in una pentola e coprire di acqua fredda, portare a bollore fino a quando non risulteranno morbide , provare con i rebbi di una forchetta, se penetrano facilmente, sono pronte.

Scolarle e farle raffreddare, conservare un pò di acqua di cottura.

Aprire le cotogne, liberarle del torsolo, ridurle a pezzetti e frullare con un minipimer, fino ad avere una consistenza cremosa.
Pesarle,per ogni chilo di polpa aggiungere 700 gr di zucchero , unire un mestolo di acqua di cottura. le spezie secondo il proprio gusto, e far bollire fino a che la gelatina scenderà con difficoltà dal cucchiaio di legno, un'ora circa, mescolando sempre.

Versare il composto ottenuto negli stampini precedentemente bagnati con dell'acqua fredda.

Far raffreddare e rapprendere per uno, due giorni all'aria.

Rimuovere dagli stampi e conservare in un contenitore ermetico, in frigorifero.






Vi ricordo della pagina fb de L'Italia nel piatto , passate a lasciarci un saluto, a dare un'occhiata  o a provare una delle nostre ricette regionali.
Vi aspettiamo!!

Ne leggevo ovunque e io continuavo a preparare le mie marmellate con le bustine...su non fate quella faccia schifata, in fondo erano anche buone e poi crescendo si impara, anche in cucina!
L'idea della marmellata preparata con il metodo tradizionale, mi dava sempre l'impressione che venisse troppo cotta, troppo caramellata e non sapesse  che di zucchero.

Ho letto di tante che hanno utilizzato il metodo di Christine Ferber ( che poi ho scoperto essere molto simile al metodo di cui mi parlava la mia amica albanese), fatto sta che mi sono studiata i vari post in rete e ho provato a farne una versione mia.

Non mi  fregio di nessun merito, sia chiaro, ma semplicemente vi racconto come e cosa ho fatto io per avere una marmellata di mele incredibilmente buona.


Partiamo dalla materia prima: le mele.


Mele di campagna, da un albero non trattato e che mi sono state date dicendomi: sono come le mele per i diabetici(!!! No, non sono le renette!) , non sono molto dolci.

Tornata a casa ho voluto sperimentare questo metodo e ho pulito le mele, tagliate a fette, unito lo zucchero e il succo di un limone, poi, visto che occorreva utilizzarlo, perchè l'avevo acquistato, ho aggiunto due gambi di lemon grass, puliti e schiacciati con un batticarne, e lasciato così per un'ora.


Poi ho passato tutto in una pentola bassa e larga, in acciaio, non di rame che non ce l'ho, messo su fuoco basso e non appena ha iniziato a fremere ho spento , travasato in una scodella di ceramica, posizionato un foglio di cartaforno a contatto e, una volta freddo, passato in frigo per una notte.

Il mattino successivo ho separato la parte liquida dalle mele.

Ho versato il liquido in una padella, ho aggiunto i gambi di lemongrass, tolti dalle mele, e ho fatto scaldare, facendo raggiungere la temperatura di 105°, a questo punto ho eliminato le radici e aggiunto le mele, passate precedentemente al minipimer per renderle più piccole, e, una volta riportato il composto al bollore, ho calcolato 8', ho invasato in barattoli sterilizzati,  chiuso e fatto raffreddare.

Il risultato semplicemente spettacolare...il mio dubbio è: questo è o non è il metodo Ferber?



Marmellata di mele verdi e lemon grass
  • 750 g di mele verdi sbucciate e tagliate a fettine
  • 75 g di succo di limone
  • 400 g di zucchero semolato
  • 2 gambi di lemon grass freschi
Per il procedimento leggere sopra.


 Ho resistito a non mangiarli tutti e ho provato a conservarli per quando non ne troverò proprio più, complice Mariella e la sua ricetta.

 





Fichi sciroppati di Mariella Cooking


  • Fichi                  1 k
  • Zucchero           500 g
  • Limone              1
  • Vainiglia            1 bacca
  • Cannella            1 stecca

Lavare i fichi e metterli in una larga casseruola, ricoprendoli con lo zucchero. Lasciar riposare 24 ore.
Dopo circa 20 ore i fichi e lo zuccheranno inizieranno ad interagire, i fichi cedendo un pò di succo e lo zucchero sciogliendosi lentamente.
 Trascorso questo tempo, aggiungere i semi della bacca di vaniglia, la stecca di cannella e sottili fettine di limone privato della buccia , dei semi e tagliate in quarti.
 Cuocere per circa un'ora e mezza. Invasare in barattoli sterilizzati, capovolgerli e far raffreddare in questa posizione.
  È possibile aromatizzare i fichi con  chiodi di garofano, noce moscata o del rum.



Per questa volta ho dimenticato le spezie, vedremo le prossime volte. 



Alzi la mano chi conosce l'aglio rosso di Sulmona?

1,2,3.........vabbè non riesco a contare le mani alzate davanti ai monitor, ma se per caso non sapete cosa sia vi dico subito che è la specialità della Valle Peligna, dove viene coltivato da secoli.

 Lo si riconosce dalle caratteristiche tuniche color rosso porpora, che avvolgono ogni singolo spicchio o bulbillo, ed è la specie più pregiata ed apprezzata tra quelle prodotte in Italia.

La carateristica di questo pregiato aglio è che  nel mese di maggio, un mese circa prima della raccolta, genera uno scapo floreale  , chiamato zolla, che viene estratto dalla pianta per favorire la crescita dei bulbi.

Naturalmente , come è tipico della cultura contadina, non si butta via niente e anche le zolle sono state utilizzate e diventate un ingrediente ricercato ed apprezzato.
Quest'anno anche in casa mia siamo riusciti a procurarcene un pò e a prepararle secondo la ricetta tradizionale che permette di conservarle a lungo.



Le zolle di Sulmona
  • zolle  pulite 500 g
  • vino bianco 1 lt
  • aceto di vino bianco 1 lt
  • olio extravergine d'oliva
  • sale grosso q.b.
Prendere le zolle, tagliarle a circa10 cm dalla base,o comunque nel punto non legnoso, lavarle.
In una pentola capiente versare vino bianco e aceto in parti uguali, sale grosso, portare a bollore e tuffarvi le zolle tagliate, riportare a bollore e calcolare 5 minuti dalla ripresa.

Scaduto il tempo scolarle e lasciarle ad asciugare per una notte su un canovaccio pulito.

Il giorno successivo procurare dei barattoli di vetro , farli sterilizzare e riempirli con le zolle, coprire tutto con dell'olio extravergine di oliva. Chiudere e conservare in dispensa.
Si conservano per un anno.

                                                  **************************
La caratteristica di questo prodotto è il sapore che si avvicina , naturalmente, all'aglio pur essendo molto più delicato.
Il tipo di cottura permette di ottenere una consistenza croccante e l'aceto, unito al vino, non copre il sapore, rendendolo un piacevole antipasto.
Vengono utilizzate anche per preparare una crema da spalmare sulle bruschette, io le ho utilizzate ancora in un altro modo...alla prossima per sapere come!



Di stagione?
Non di stagione?

Non so neanche dove crescano e di certo non sul mio balcone, da qualche parte avevo letto che non erano neanche degli agrumi, ma mi sono documentata e posso affermare senza paura di sbagliare che il kumquat è un agrume....ora siete tutti più tranquilli? Io si :)

Fatto sta che in una delle giornaliere puntate al supermercato ne trovo una vaschetta da mezzo chilo ad un prezzo che definire irrisorio è abbondare.

Li acquisto di corsa.

Torno a casa e provo a mangiarne uno così com'è: aspro, che al solo pensiero riesco ancora a sentirlo in bocca!

Giro rapido sul web in cerca di idee e capito sul forum di Gennarino,che riporta una ricetta di Azabel.

E' perfetta, semplice nell'esecuzione e di sicura riuscita ( se è riuscita a me andate tranquilli!).

Unico limite è che i semini restano all'interno dei frutti, ma sono comunque piccoli e non è fastidiosissimo trovarli, un pò come il nocciolo nelle ciliegie sciroppate.
Il sapore è ottimo,  non sono dolcissimi, ma perdono solo quell'acre che li faceva apprezzare meno .

Vi riporto la ricetta di Azabel per comodità e promemoria anche mio.

Io li ho usati in questo modo, per ora ;)



Kumquat sciroppati

  • 300 gr di kumquat
  • 650 gr di acqua
  • 350 gr di zucchero
  • un pezzetto di stecca di cannella ( io non l'ho messo)


Lavare per bene i kumquat e sforacchiarli con uno stuzzicadenti.

Portare a bollore l’acqua, unire i kumquat e cuocerli per 5 minuti dalla ripresa del bollore. Scolarli e metterli da parte.

Aggiungere all’acqua lo zucchero (e la cannella) e portare a bollore. Unire i kumquat e lasciar riposare, coperto, per 24 ore.


Il giorno seguente scolare i kumquat, riportare a bollore lo sciroppo ed unire nuovamente i frutti.

 Lasciar riposare, coperto, per 24 ore. (Se si desidera che il profumo di cannella sia solo accennato a questo punto è possibile eliminarla).

Ripetere quest’ultimo passaggio (scolare-bollire-riunire-riposo di 24 ore) per altre 5 volte.

Per l’ultima volta  scolare i kumquat, portare a bollore lo sciroppo, unirvi i kumquat e far riprendere il bollore. Disporre kumquat e sciroppo in vasetti ben puliti, chiuderli e lasciarli riposare capovolti finché sono freddi.

Oggi parte una nuova avventura, non ce l'abbiamo proprio fatta a dirci addio, ma come: finalmente l'Italia era unita !!!

Per farla breve ci siamo consultate un pò tra di noi e grazie all'entusiasmo di Cinzia abbiamo deciso di continuare, insieme , con un tema conduttore per tutte le regioni, e un nuovo nome per la rubrica, ci è piaciuto molto confrontarci su piatti tipici e ritrovarli in regioni diverse,
visto il successo delle nostra rubrica, il nostro viaggio tra i sapori continuerà!!

 La nuova rubrica "L'ITALIA NEL PIATTO", vi aspetta il 20 di ogni mese, per portarvi tra i sapori della nostra tradizione, e con noi ci saranno nuovi blog a rappresentare la nostra Italia.

 Colgo anche io l'occasione per dare il benvenuto ufficiale a Carla della Lombardia, a Filomena della Calabria e a Ely del Veneto.

 Ora passiamo alla ricetta..il tema del primo appuntamento è LE VERDURE.

 La ricetta questa volta è quella della suocera.

E' proprio quella che prepara lei ogni estate e che manda in estasi il figliolo, nonchè mio consorte con sospiri e esclamazioni del tipo: " Ah! Come è buona la giardiniera che fa mia mamma!!!"

Inutile tentare di competere non ce la farò mai, ma come dice il proverbio?
Se non li puoi combattere unisciti a loro.

Non combatterò , nè tenterò di superare la perfezione, semplicemente ho chiamato la cara suocera e le ho chiesto la ricetta, dettata per telefono con tutte le domande, per capire bene, da parte mia.

Ve la passo tale quale , quella che vedete nelle foto è proprio quella originale della suocera, io ancora non ci ho provato, ma garantisco sul risultato e sulla bontà, quelle del supermercato non possono competere!

Giardiniera alla molisana

Questa ricetta non ha dosi precise, vi darò indicativamente delle quantità, ma non sono così rigide.

  • un cavolfiore
  • 500 gr di coste di sedano
  • 500 gr di carote
  • un kg di cipolline
  • 2 peperoni rossi
  • aceto di vino bianco
  • sale
 Pulire e tagliare le verdure.

Il cavolfiore a cimette piuttosto piccole.
Il sedano a tocchetti .
Le carote a rondelle , se possedete l'attrezzo per fare le verdure scanalate utilizzatelo, l'effetto è molto carino.
Sbucciare le cipolline.

Far bollire 2 parti di acqua e una di aceto, unire un pò di sale e tuffare le verdure seguendo questo ordine:
  1. Cavolfiore, far tornare il bollore e cuocere qualche minuto ( tutte le verdure devono rimanere tenaci), scolare e tenere da parte.
  2. Sedano a pezzetti, scolare e tenere da parte.
  3. Cipolline, attenzione proprio pochissimi minuti, scolare.
  4. Carote, impiegano un pò più di tempo.
  5. Peperoni, sono sufficienti pochi minuti, non li fate ammorbidire troppo.

In un'altra pentola mettere a bollire di nuovo acqua e aceto sempre nella proporzione di 2:1 ( due leitri di acqua e uno di aceto), far intiepidire e versare sulle verdure disposte a strati in barattoli sterilizzati  , coprire commpletamente , chiudere i barattoli e conservare in luogo fresco.

Si conservano a lungo.



      E questa è la prima ricetta molisana per la rubrica L'ITALIA NEL PIATTO che vi accompagnerà ogni 20 del mese.
Bello il nuovo banner, vero??
Tutto merito del lavoro di Eva che in pochissimo tempo lo ha creato e personalizzato per ogni regione!!

E questo l'elenco delle altre regioni partecipanti, forza cosa aspettate ad andare a curiosare?


Valle D'Aosta: Rotolini di cavolo di L'appetito vien mangiando
Piemonte Insalata di cipolle di La casa di Artù
Lombardia: Tortino di verze, salsiccia e patate in fonduta di formaggio Salva Cremasco DOP di Le delizie della mia cucina
Trentino Alto Adige: Crauti Trentini con mele e maiale di A fiamma dolce
Veneto: Insalata di radicchio e pere di Le tenerezze di Ely 
Friuli Venezia Giulia:Minestron de risi e verze di Nuvole di farina
Emilia Romagna: Polenta e verze di Zibaldone culinario
Liguria: Frittata di funghi di Un' Arbanella di basilico
Toscana: Pasta e fagioli di Non solo piccante
Umbria: Cavolo Verza all'Eugubina di 2 amiche in cucina
Marche: Pasta con cavolfiore ed olive di La creatività e i suoi colori
Abruzzo: "Ghiotta" di In cucina da Eva
Lazio: Rigatoni con broccolo romano di Chez entity
Campania: Panzerotti al forno con friarielli e scamorza di Le ricette di Tina
Puglia: Strascenàte e ccime de cole di Breakfast da donaflor
Basilicata: Cardoncelli trifolati di Pasticciando con Magica Nanà
Calabria: Patate mpacchiuse silane di Io cucino così
Sicilia: Frittelle di Cavolfiore di Cucina che ti passa
Sardegna: Carciofi ripieni di ricotta e pecorino di Arte in cucina

E il Molise , cioè io con la  Giardiniera alla molisana

Ci rileggiamo il prossimo 20 febbraio con un altro succulento tour.


Qui nei blog è tutto un copiare e ricopiare, un provare ricette viste da altre, ma così belle da aver voglia di rifarle e pubblicarle anche noi.

Sarà poco originale, anche piuttosto ripetitivo, ma, in fondo, neanche tanto strano se si pensa che, nel mio caso, questo blog mi serve proprio come ricettario personale.

Appuntandomi le ricette in diverse agende e quaderni, più di una volta mi è capitato di non ricordare dove fosse segnata la ricetta e venire a guardare sul blog.

Alla luce di questo mi sembra più che giustificato aggiungere l'ennesima ricetta scopiazzata per avere la certezza che, almeno quissù, riuscirò a ritrovarla.

La ricetta (FANTASTICA!!!!) è  di Muscaria, provatela, come dice anche lei , non sa di zucca , ma sa moltissimo di cannella, quindi o amate questa spezia o lasciate perdere.

Ho fatto delle piccolissime modifiche, vi riporto la ricetta fatta da me.


Pumpkin syrup
 ( per un barattolino da 150 gr circa)
  • 80 gr di zucca pulita
  • 110 gr acqua
  • 110 gr zucchero ( di cui 50 aromatizzato alla vaniglia*)
  • 1/2 cucchiaino scarso di noce moscata
  • 3 chiodi di garofano
  • 2 piccole stecche di cannella
  • 1 cucchiaino scarso di cannella
  • 1/4 di stecca di vaniglia
Tagliare a dadini la zucca e farla bollire con un pò di acqua.

Una volta cotta scolarla e frullarla.
Tenere da parte.

Mettere sul fuoco l'acqua, lo zucchero e la vaniglia, far sciogliere a fuoco medio basso lo zucchero, unire le spezie e aggiungere la polpa della zucca frullata.

Far ridurre della metà, mescolando sempre ( circa 15').

Non farlo ridurre troppo, una volta freddo diventerà più denso.

Una volta pronto scolare e travasare in un barattolo sterilizzato.

Conservare in frigo.

Utilizzare nel latte, nel cappuccino, sui budini, nel the....a breve vi mostrerò cosa ne ho fatto!!!

* Lo zucchero aromatizzato alla vaniglia lo ottengo tenendo sempre una bacca di vaniglia usata, pulita e fatta essiccare, nel barattolino dello zucchero a chiusura ermetica, ogni volta che ne utilizzo un pò ne aggiungo altro.


Mi  sono mancati i vari giochini a cui partecipo da quando ho il blog.

Mi sono accorta che avere una "sfida" da affrontare ogni mese, mi stimola e mi spinge a voler creare qualcosa di nuovo, anche prendendo spunto dal web.

E' così per il bellissimo contest di Cinzia e Valentina che, ogni mese, mi fa mettere alla prova  abbinando al piatto preparato un colore.

Ho saltato la sfida di agosto sulla mise en place che, lo confesso, proprio non amo ( tranne che per fare le foto ai piatti!), forse perchè non amo stare seduta a tavola a mangiare...lo so che può suonare strano per una che ama cucinare, ma è proprio così: chiedetemi tutto, ma non di stare seduta a tavola, preferisco una bella conversazione su un comodo divano che attorno ad un tavolo.

Vedo l'atto del mangiare a tavola finalizzato al nutrirsi e basta, poche chiacchiere e non vedo l'ora di finire, un pò come l'ispettore Montalbano, qualcuno lo ricorderà, che quando è a tavola è concentrato sul piatto e non ama parlare, se non al termine del pasto.


E voi  come vivete lo stare a tavola?

Per tornare al gioco di Cinzia e Valentina, questo mese il colore scelto è il viola...avevo in mento varie soluzioni, ma ho optato per la più semplice per me...avevo già la materia essenziale per ottenere un bel viola, ho cercato in rete una ricetta e l'ho adattata .
L'utilizzo dei soli albumi per la crema è geniale!!



Cremoso alla composta di sambuco

Per 4 bicchierini
  • 130 gr di panna fresca
  • 150 gr di albumi
  • 15 gr di zucchero semolato
  • 80 gr di cioccolato bianco
  • 50 gr di composta di bacche di sambuco ( oppure altra marmellata di frutti neri tipo mirtilli o more)
Per la crema allo yogurt
  • 170 gr yogurt greco
  • 70 gr panna fresca
  • 50 gr zucchero a velo
In una ciotola sbattere gli albumi con una frusta fino a far perdere loro la tensione ( non montarli!!!), unire lo zucchero, la panna  e mescolare.
Posizionare la ciotola su un bagnomaria non bollente e cuocere , mescolando, fino a che la crema non velerà il cucchiaio ( circa 12/15 minuti).

Togliere dal fuoco e aggiungere il cioccolato tritato finemente e la composta di sambuco ammorbidita con un cucchiaino di acqua calda per renderla più fluida.

Mescolare bene e versare nei bicchierini.

Porre in frigo a rassodare.

Preparare la crema allo yogurt.
Montare la panna , unirla allo yogurt greco lavorato con una frusta, aggiungere lo zucchero a velo setacciato e mescolare ( assaggiare e, se occorre, unire altro zucchero).

Versare in una sac a poche con bocchetta a stella e decorare la superficie del cremoso al sambuco.

Conservare in frigo.

Prima di consumare decorare con dello sciroppo di composta di sambuco.







Con questa ricetta partecipo per il mese di settembre al contest di Cinzia e Valentina

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