Questo liquore l'ho preparato ad agosto, poi l'ho completamente dimenticato e, con un mese di ritardo, finalmente l'ho filtrato. Deve ammettere che è talmente semplice l'esecuzione e talmente versatile la ricetta che merita di essere appuntata su questo blog così, il prossimo anno potrò provarla anche con altri frutti.
La ricetta originale viene dalla pagina Facebook di Capra e cavoli.
Liquore alle more
di Capraecavoli
Per questi liquore vi servono:
- 500 g more o altri frutti di bosco
- 150 g di alcool a 95°
- 250 g di acqua
- 200 g di zucchero
In un vaso di vetro inserire le more lavate e sgocciolate, schiacciarle leggermente con le mani, aggiungere lo zucchero, l'acqua e l'alcool.
Mescolare bene , chiudere ermeticamente il contenitore e porre in cantina o in altro posto fresco e lasciarlo per almeno un mese, anche due vanno bene.
Trascorso questo tempo filtrare , assaggiare e imbottigliare.
Mi piace moltissimo la lemon curd , su questo blog troverete diverse ricette questa di Martha Stewart , questa che é la mia versione e questa che é la versione eretica.
Si sentiva proprio l'esigenza della versione al microonde e potevo io deludere le attese? Ho trovato la ricetta su questo blog e il risultato è perfetto.
Lemon curd al microonde
Dose per due vasetti da 300 g circa
- 250 g zucchero
- 3 uova intere
- 250 g succo di limone fresco
- scorza di 3 limoni biologici ( per me 1)
- 100g burro
- ( volendo aggiungere 100 ml latte condensato, stavolta non l'ho fatto )
Rispetto alla ricetta ho modificato aggiungendo il limone e dimezzando la vaniglia che, volendo, si può omettere o sostituire con della buccia di limone.
Inoltre ho frullato tutto con il minipimer, ho ottenuto una consistenza perfetta.
Composta di albicocche e vaniglia metodo Ferber al microonde
Dose per due vasetti da 250 g
- 500 g albicocche lavate, denocciolate
- 300 g zucchero
- Un cucchiaio di succo di limone
- ½ bacca di vaniglia
La dose é per due barattoli da circa 350 g circa.
La ricetta originale viene da questo blog.
Composta di carote e limoni
Dose per due barattoli circa da 350 g
- 500 g carote pelate e tagliate a rondelle
- 4 limoni bio
- 500 g zucchero
Lo acquisto sempre e riesco anche a farlo mangiare a tutta la famiglia.
Trovo che il suo gusto ( tra il carciofo e il cardo) sia semplicemente perfetto abbinato alla consistenza ( una specie di patata) e praticamente ideale per una come me che detesta gli ortaggi con troppi scarti ( come i carciofi).
La quantità acquistata è stata utilizzata per un risotto, una vellutata e questo patè che arriva direttamente dalle amicizie virtuali con cui
Per la precisione la ricetta è di Roberta Cornali , veloce da realizzare e ottima :grazie per la dritta, Roberta! ;)
Qui potrete trovare altri modi per utilizzarlo.
PATÈ AL TOPINAMBUR
per un barattolino da 150 ml
- 200 g topinambur
- 500 ml acqua
- 500 ml aceto di vino bianco
- sale
- origano
- aglio rosso di Sulmona 3 spicchi
- olio extravergine di oliva
In una pentola versate l'acqua e l'aceto, aggiungere i topinambur e poco sale.
Portare a bollore e proseguire la cottura fino a quando non risulteranno teneri, ma non disfatti.
( Non ho cronometrato il tempo , ma sicuramente i miei sono rimasti sul fuoco per più di 30 minuti).
Una volta pronti sgocciolateli bene, versarli nel bicchiere del mixer, unite una presa generosa di origano e gli spicchi di aglio sbucciati, iniziare a frullare unendo l'olio a filo.
Non ne occorrerà moltissimo.
Una volta raggiunta la consistenza cremosa, versare tutto in un barattolo sterilizzato, coprire con altro olio , chiudere e conservare in frigorifero.
Ottimo spalmato su delle tartine.
- 1 kg fragole lavate e pulite
- 500 g zucchero
- succo di un limone piccolo
( ricetta trovata su un pdf di MonPetitBistrot, ma molto simile alla tarte tropetiènne letta in giro,nutrendo dei dubbi sulla paternità , fate le ricerche che volete)
Per 15 pezzi circa ( dipende dalla grandezza)
- 500 g farina 0
- 3 uova intere medie
- 130 ml latte
- 90 g zucchero
- 15 g lievito di birra fresco
- 90 g burro a temperatura ambiente
Mescolare grossolanamente con una forchetta e porre a lievitare in ambiente caldo fino a che non sarà raddoppiato ( circa un'ora).
Versare l'impasto nella planetaria e incorporare un cucchiaio di farina e un uovo, facendo assorbire bene.
Poi unire metà dello zucchero previsto, altra farina e un altro uovo.
Far sempre inglobare bene, in ultimo versare la farina rimanente, lo zucchero e l'ultimo uovo, far assorbire e inserire il sale e il burro a pezzettini e facendolo assorbire bene prima di aggiungerne altro.
L'impasto dovrà staccarsi bene dalla ciotola e risultare molto elastico.
Arrotondare e porre in una ciotola , coperta con pellicola, lasciandolo a temperatura ambiente per 30 minuti.
Poi riporre in frigo a 6/7° e...dimenticatevelo per una notte.
Il giorno successivo riportare a temperatura per circa un'ora.
Staccare delle palline di impasto, arrotondarle e porre su cartaforno e far lievitare fino al raddoppio ( dipenderà dalla temperatura, circa un'ora).
Preriscaldare il forno a 180°C e cuocere per 15'-20'.
Poi è capitato che avevo un pò di rimasugli di farine da utilizzare, un pò di panna fresca da smaltire e, come per magia , è diventata un'altra ricetta, ma l'idea di partenza è stata di Francy, a lei l'onore!
Muffin di grano saraceno con cuore di mele cotogne
per 12 pezzi
- 60 g farina 00
- 140 g farina di grano saraceno
- 100 g farina di riso
- 5 g lievito per dolci
- sale
- 100 g zucchero di canna
- 225 g panna fresca NON montata
- 3 albumi
- 50 gr di yogurt a piacere
- 2 cucchiai di olio di semi di mais
- 2 cucchiai di melata di bosco
- aromi a piacre
- cotognata per farcire
Mescolare farina, zucchero, lievito, aromi e sale.
In una ciotola versare la panna, lo yogurt, l'olio e la melata, unire gli albumi NON montati.
Versare sul miscuglio di farina e zucchero, mescolare velocemente.
Versare negli stampini da muffin e inserire un cucchiaino di cotognata al centro di ogni muffin.
Cuocere in forno caldo, statico a 180° C per 20'-25'.
Il bello dell'avere un blog è quello di sapere che ogni post sarà come un messaggio in una bottiglia lanciato in mare aperto, chissà se arriverà da qualche parte? Chissà se qualcuno lo leggerà ? Chissà se qualcuno mi risponderà !
E di tanto in tanto capita anche tra queste pagine virtuali che spuntino nuovi nomi che subito mi incuriosiscono, magari per il commento, magari perchè mi chiedono di ricambiare una visita o semplicemente facendomi intuire di una felice novità che a breve stravolgerà la loro vita.
È questo il caso di Valy Cake & che mi ha invitato, con garbo e timidamente, a partecipare con una ricetta di un dolce ad un lieto evento.
Sono andata a trovarla e ho scoperto che a breve arriverà un bimbo , descritto come un morbido muffin alla vaniglia, dalla mamma, e un dolce di pere e cioccolato dal papà .
Mi è piaciuto pensare ad un dolce che racchiudesse un cuore morbido, dolce, ma stuzzicante, con un sapore non scontato, da scoprire sotto un guscio croccante.
Questa è la ricetta per il tuo piccolo Junior, Valy, con l'augurio di tutto il meglio possibile.
Biscotti cuor di mela e lemongrass
per la frolla
- 300 g farina 00
- 100 g burro
- 80 g zucchero
- 2 uova medie
- 1 bustina di lievito per dolci
- 1 pizzico di sale
- marmellata alla mela e lemongrass
Disporre la farina a fontana, aggiungere zucchero, sale, lievito, burro morbido e le uova, impastare con la punta delle dita fino ad ottenere un impasto compatto ( se necessario unire qualche cucchiaio di latte).
Lasciare in frigorifero avvolto da una pellicola per almeno 30 minuti.
Stendere sul piano di lavoro infarinato allo spessore di 2 mm, ritagliare dei dischetti e farcire con un cucchiaio di marmellata di mele.
Cuocere a 190° fino a doratura.
Si annuncia con quel cielo grigiolino al mattino, con quel sole che stenta a comparire, con quella pioggerellina che non sai se sia meglio aprire l'ombrello o bagnarsi.
Fatto sta che ho dovuto rinunciare a sandali e infradito, ma non solo, cosa ancora più difficile da mandare giù, ho dovuto indossare nuovamente le calze!!
Non so per voi, ma io le calze da donna, i collant, li odio proprio.
Non c'è mai la possibilità che riesca ad evitare di sfilarle, non solo quando le infilo, ma anche quando le indosso, durata media di un paio di calze: 15 minuti massimo.
Ho un conto sempre aperto, e mai estinto, presso quel negozio di calze che fa sentire tutte le donne delle gran strafighe, tutte tranne me, che con le mie calze smagliate non faccio certo tutta questa figura.
Mi salvo indossando sopra i pantaloni e pazienza se ogni volta che mi sfilo le scarpe in un camerino i miei alluci salutano allegramente le commesse!
Anche questo mese noi de L'Italia nel Piatto abbiamo deciso di deliziarvi con la cucina regionale, stavolta dedicata all'autunno, io ho deciso di prenderla con dolcezza e vi propongo la cotognata realizzata con la ricetta originale della suocera.
Ne trovate una versione simile anche qui, ma questa della suocera è perfetta realizzata nelle formine, recuperate in un mercatino apposta per questa preparazione.
Qui invece ci sono tutte le ricette per scaldare questo autunno, proposte dalle amiche de L'Italia nel piatto.
- Valle D'Aosta- Fonduta valdostana
- Piemonte - AjÃ
- Lombardia - PÃ n de Suca
- Trentino Alto Adige -pappardelle al tartufo del Monte Baldo
- Veneto - Crostata di zucca
- Friuli Venezia Giulia - Strucolo de pomi
- Emilia Romagna - La minestra di castagne
- Liguria - stoccafisso in buridda
- Toscana - Filetto all'uva
- Umbria -Zuppa di Farro e castagne
- Marche - Dolce ripieno con crema e visciole
- Abruzzo -Pizz d'randinije e cill
- Molise - La cotognata
- Lazio - Lenticchie con le salsicce
- Campania - Funghi di pioppo al pomodoro
- Puglia - C'cozz patà ne e fà v
- Basilicata - Cavatelli con la cicerchia “rascatielli ca cicercula”
- Calabria - Chiodini e rositi fritti in pastella
- Sicilia - Frascatela - cavolfiori stufati con pancetta
- Sardegna - Ciambelline sarde con marmellata
- Guest blog per il mese di Ottobre Gramigna all'uovo con salsiccia e porcini con Sara di L'eleganza del polpo
Cotognata alla molisana
- 4 mele cotogne
- zucchero semolato
- cannella a piacere
Lavare bene le mele cotogne, rimuovendo la peluria che le ricopre, posizionare in una pentola e coprire di acqua fredda, portare a bollore fino a quando non risulteranno morbide , provare con i rebbi di una forchetta, se penetrano facilmente, sono pronte.
Scolarle e farle raffreddare, conservare un pò di acqua di cottura.
Aprire le cotogne, liberarle del torsolo, ridurle a pezzetti e frullare con un minipimer, fino ad avere una consistenza cremosa.
Pesarle,per ogni chilo di polpa aggiungere 700 gr di zucchero , unire un mestolo di acqua di cottura. le spezie secondo il proprio gusto, e far bollire fino a che la gelatina scenderà con difficoltà dal cucchiaio di legno, un'ora circa, mescolando sempre.
Versare il composto ottenuto negli stampini precedentemente bagnati con dell'acqua fredda.
Far raffreddare e rapprendere per uno, due giorni all'aria.
Rimuovere dagli stampi e conservare in un contenitore ermetico, in frigorifero.
Vi ricordo della pagina fb de L'Italia nel piatto , passate a lasciarci un saluto, a dare un'occhiata o a provare una delle nostre ricette regionali.
Vi aspettiamo!!
L'idea della marmellata preparata con il metodo tradizionale, mi dava sempre l'impressione che venisse troppo cotta, troppo caramellata e non sapesse che di zucchero.
Ho letto di tante che hanno utilizzato il metodo di Christine Ferber ( che poi ho scoperto essere molto simile al metodo di cui mi parlava la mia amica albanese), fatto sta che mi sono studiata i vari post in rete e ho provato a farne una versione mia.
Non mi fregio di nessun merito, sia chiaro, ma semplicemente vi racconto come e cosa ho fatto io per avere una marmellata di mele incredibilmente buona.
Partiamo dalla materia prima: le mele.
Mele di campagna, da un albero non trattato e che mi sono state date dicendomi: sono come le mele per i diabetici(!!! No, non sono le renette!) , non sono molto dolci.
Tornata a casa ho voluto sperimentare questo metodo e ho pulito le mele, tagliate a fette, unito lo zucchero e il succo di un limone, poi, visto che occorreva utilizzarlo, perchè l'avevo acquistato, ho aggiunto due gambi di lemon grass, puliti e schiacciati con un batticarne, e lasciato così per un'ora.
Poi ho passato tutto in una pentola bassa e larga, in acciaio, non di rame che non ce l'ho, messo su fuoco basso e non appena ha iniziato a fremere ho spento , travasato in una scodella di ceramica, posizionato un foglio di cartaforno a contatto e, una volta freddo, passato in frigo per una notte.
Il mattino successivo ho separato la parte liquida dalle mele.
Ho versato il liquido in una padella, ho aggiunto i gambi di lemongrass, tolti dalle mele, e ho fatto scaldare, facendo raggiungere la temperatura di 105°, a questo punto ho eliminato le radici e aggiunto le mele, passate precedentemente al minipimer per renderle più piccole, e, una volta riportato il composto al bollore, ho calcolato 8', ho invasato in barattoli sterilizzati, chiuso e fatto raffreddare.
Il risultato semplicemente spettacolare...il mio dubbio è: questo è o non è il metodo Ferber?
Marmellata di mele verdi e lemon grass
- 750 g di mele verdi sbucciate e tagliate a fettine
- 75 g di succo di limone
- 400 g di zucchero semolato
- 2 gambi di lemon grass freschi
Fichi sciroppati di Mariella Cooking
- Fichi 1 k
- Zucchero 500 g
- Limone 1
- Vainiglia 1 bacca
- Cannella 1 stecca
Lavare i fichi e metterli in una larga casseruola, ricoprendoli con lo zucchero. Lasciar riposare 24 ore.
Dopo circa 20 ore i fichi e lo zuccheranno inizieranno ad interagire, i fichi cedendo un pò di succo e lo zucchero sciogliendosi lentamente.
Trascorso questo tempo, aggiungere i semi della bacca di vaniglia, la stecca di cannella e sottili fettine di limone privato della buccia , dei semi e tagliate in quarti.
Cuocere per circa un'ora e mezza. Invasare in barattoli sterilizzati, capovolgerli e far raffreddare in questa posizione.
È possibile aromatizzare i fichi con chiodi di garofano, noce moscata o del rum.
Per questa volta ho dimenticato le spezie, vedremo le prossime volte.
1,2,3.........vabbè non riesco a contare le mani alzate davanti ai monitor, ma se per caso non sapete cosa sia vi dico subito che è la specialità della Valle Peligna, dove viene coltivato da secoli.
Lo si riconosce dalle caratteristiche tuniche color rosso porpora, che avvolgono ogni singolo spicchio o bulbillo, ed è la specie più pregiata ed apprezzata tra quelle prodotte in Italia.
La carateristica di questo pregiato aglio è che nel mese di maggio, un mese circa prima della raccolta, genera uno scapo floreale , chiamato zolla, che viene estratto dalla pianta per favorire la crescita dei bulbi.
Naturalmente , come è tipico della cultura contadina, non si butta via niente e anche le zolle sono state utilizzate e diventate un ingrediente ricercato ed apprezzato.
Quest'anno anche in casa mia siamo riusciti a procurarcene un pò e a prepararle secondo la ricetta tradizionale che permette di conservarle a lungo.
Le zolle di Sulmona
- zolle pulite 500 g
- vino bianco 1 lt
- aceto di vino bianco 1 lt
- olio extravergine d'oliva
- sale grosso q.b.
In una pentola capiente versare vino bianco e aceto in parti uguali, sale grosso, portare a bollore e tuffarvi le zolle tagliate, riportare a bollore e calcolare 5 minuti dalla ripresa.
Scaduto il tempo scolarle e lasciarle ad asciugare per una notte su un canovaccio pulito.
Il giorno successivo procurare dei barattoli di vetro , farli sterilizzare e riempirli con le zolle, coprire tutto con dell'olio extravergine di oliva. Chiudere e conservare in dispensa.
Si conservano per un anno.
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La caratteristica di questo prodotto è il sapore che si avvicina , naturalmente, all'aglio pur essendo molto più delicato.
Il tipo di cottura permette di ottenere una consistenza croccante e l'aceto, unito al vino, non copre il sapore, rendendolo un piacevole antipasto.
Vengono utilizzate anche per preparare una crema da spalmare sulle bruschette, io le ho utilizzate ancora in un altro modo...alla prossima per sapere come!
Non di stagione?
Non so neanche dove crescano e di certo non sul mio balcone, da qualche parte avevo letto che non erano neanche degli agrumi, ma mi sono documentata e posso affermare senza paura di sbagliare che il kumquat è un agrume....ora siete tutti più tranquilli? Io si :)
Fatto sta che in una delle giornaliere puntate al supermercato ne trovo una vaschetta da mezzo chilo ad un prezzo che definire irrisorio è abbondare.
Li acquisto di corsa.
Torno a casa e provo a mangiarne uno così com'è: aspro, che al solo pensiero riesco ancora a sentirlo in bocca!
Giro rapido sul web in cerca di idee e capito sul forum di Gennarino,che riporta una ricetta di Azabel.
E' perfetta, semplice nell'esecuzione e di sicura riuscita ( se è riuscita a me andate tranquilli!).
Unico limite è che i semini restano all'interno dei frutti, ma sono comunque piccoli e non è fastidiosissimo trovarli, un pò come il nocciolo nelle ciliegie sciroppate.
Il sapore è ottimo, non sono dolcissimi, ma perdono solo quell'acre che li faceva apprezzare meno .
Vi riporto la ricetta di Azabel per comodità e promemoria anche mio.
Io li ho usati in questo modo, per ora ;)
Kumquat sciroppati
- 300 gr di kumquat
- 650 gr di acqua
- 350 gr di zucchero
- un pezzetto di stecca di cannella ( io non l'ho messo)
Lavare per bene i kumquat e sforacchiarli con uno stuzzicadenti.
Portare a bollore l’acqua, unire i kumquat e cuocerli per 5 minuti dalla ripresa del bollore. Scolarli e metterli da parte.
Aggiungere all’acqua lo zucchero (e la cannella) e portare a bollore. Unire i kumquat e lasciar riposare, coperto, per 24 ore.
Il giorno seguente scolare i kumquat, riportare a bollore lo sciroppo ed unire nuovamente i frutti.Lasciar riposare, coperto, per 24 ore. (Se si desidera che il profumo di cannella sia solo accennato a questo punto è possibile eliminarla).
Ripetere quest’ultimo passaggio (scolare-bollire-riunire-riposo di 24 ore) per altre 5 volte.
Per l’ultima volta scolare i kumquat, portare a bollore lo sciroppo, unirvi i kumquat e far riprendere il bollore. Disporre kumquat e sciroppo in vasetti ben puliti, chiuderli e lasciarli riposare capovolti finché sono freddi.
Per farla breve ci siamo consultate un pò tra di noi e grazie all'entusiasmo di Cinzia abbiamo deciso di continuare, insieme , con un tema conduttore per tutte le regioni, e un nuovo nome per la rubrica, ci è piaciuto molto confrontarci su piatti tipici e ritrovarli in regioni diverse,
visto il successo delle nostra rubrica, il nostro viaggio tra i sapori continuerà !!
La nuova rubrica "L'ITALIA NEL PIATTO", vi aspetta il 20 di ogni mese, per portarvi tra i sapori della nostra tradizione, e con noi ci saranno nuovi blog a rappresentare la nostra Italia.
Colgo anche io l'occasione per dare il benvenuto ufficiale a Carla della Lombardia, a Filomena della Calabria e a Ely del Veneto.
Ora passiamo alla ricetta..il tema del primo appuntamento è LE VERDURE.
La ricetta questa volta è quella della suocera.
E' proprio quella che prepara lei ogni estate e che manda in estasi il figliolo, nonchè mio consorte con sospiri e esclamazioni del tipo: " Ah! Come è buona la giardiniera che fa mia mamma!!!"
Inutile tentare di competere non ce la farò mai, ma come dice il proverbio?
Se non li puoi combattere unisciti a loro.
Non combatterò , nè tenterò di superare la perfezione, semplicemente ho chiamato la cara suocera e le ho chiesto la ricetta, dettata per telefono con tutte le domande, per capire bene, da parte mia.
Ve la passo tale quale , quella che vedete nelle foto è proprio quella originale della suocera, io ancora non ci ho provato, ma garantisco sul risultato e sulla bontà , quelle del supermercato non possono competere!
Giardiniera alla molisana
Questa ricetta non ha dosi precise, vi darò indicativamente delle quantità , ma non sono così rigide.
- un cavolfiore
- 500 gr di coste di sedano
- 500 gr di carote
- un kg di cipolline
- 2 peperoni rossi
- aceto di vino bianco
- sale
Il cavolfiore a cimette piuttosto piccole.
Il sedano a tocchetti .
Le carote a rondelle , se possedete l'attrezzo per fare le verdure scanalate utilizzatelo, l'effetto è molto carino.
Sbucciare le cipolline.
Far bollire 2 parti di acqua e una di aceto, unire un pò di sale e tuffare le verdure seguendo questo ordine:
- Cavolfiore, far tornare il bollore e cuocere qualche minuto ( tutte le verdure devono rimanere tenaci), scolare e tenere da parte.
- Sedano a pezzetti, scolare e tenere da parte.
- Cipolline, attenzione proprio pochissimi minuti, scolare.
- Carote, impiegano un pò più di tempo.
- Peperoni, sono sufficienti pochi minuti, non li fate ammorbidire troppo.
In un'altra pentola mettere a bollire di nuovo acqua e aceto sempre nella proporzione di 2:1 ( due leitri di acqua e uno di aceto), far intiepidire e versare sulle verdure disposte a strati in barattoli sterilizzati , coprire commpletamente , chiudere i barattoli e conservare in luogo fresco.
Si conservano a lungo.
E questa è la prima ricetta molisana per la rubrica L'ITALIA NEL PIATTO che vi accompagnerà ogni 20 del mese.
Bello il nuovo banner, vero??
Tutto merito del lavoro di Eva che in pochissimo tempo lo ha creato e personalizzato per ogni regione!!
E questo l'elenco delle altre regioni partecipanti, forza cosa aspettate ad andare a curiosare?
Marche: Pasta con cavolfiore ed olive di La creatività e i suoi colori
Sicilia: Frittelle di Cavolfiore di Cucina che ti passa
E il Molise , cioè io con la Giardiniera alla molisana
Ci rileggiamo il prossimo 20 febbraio con un altro succulento tour.
Sarà poco originale, anche piuttosto ripetitivo, ma, in fondo, neanche tanto strano se si pensa che, nel mio caso, questo blog mi serve proprio come ricettario personale.
Appuntandomi le ricette in diverse agende e quaderni, più di una volta mi è capitato di non ricordare dove fosse segnata la ricetta e venire a guardare sul blog.
Alla luce di questo mi sembra più che giustificato aggiungere l'ennesima ricetta scopiazzata per avere la certezza che, almeno quissù, riuscirò a ritrovarla.
La ricetta (FANTASTICA!!!!) è di Muscaria, provatela, come dice anche lei , non sa di zucca , ma sa moltissimo di cannella, quindi o amate questa spezia o lasciate perdere.
Ho fatto delle piccolissime modifiche, vi riporto la ricetta fatta da me.
Pumpkin syrup
( per un barattolino da 150 gr circa)
- 80 gr di zucca pulita
- 110 gr acqua
- 110 gr zucchero ( di cui 50 aromatizzato alla vaniglia*)
- 1/2 cucchiaino scarso di noce moscata
- 3 chiodi di garofano
- 2 piccole stecche di cannella
- 1 cucchiaino scarso di cannella
- 1/4 di stecca di vaniglia
Una volta cotta scolarla e frullarla.
Tenere da parte.
Mettere sul fuoco l'acqua, lo zucchero e la vaniglia, far sciogliere a fuoco medio basso lo zucchero, unire le spezie e aggiungere la polpa della zucca frullata.
Far ridurre della metà , mescolando sempre ( circa 15').
Non farlo ridurre troppo, una volta freddo diventerà più denso.
Una volta pronto scolare e travasare in un barattolo sterilizzato.
Conservare in frigo.
Utilizzare nel latte, nel cappuccino, sui budini, nel the....a breve vi mostrerò cosa ne ho fatto!!!
* Lo zucchero aromatizzato alla vaniglia lo ottengo tenendo sempre una bacca di vaniglia usata, pulita e fatta essiccare, nel barattolino dello zucchero a chiusura ermetica, ogni volta che ne utilizzo un pò ne aggiungo altro.
Mi sono accorta che avere una "sfida" da affrontare ogni mese, mi stimola e mi spinge a voler creare qualcosa di nuovo, anche prendendo spunto dal web.
E' così per il bellissimo contest di Cinzia e Valentina che, ogni mese, mi fa mettere alla prova abbinando al piatto preparato un colore.
Ho saltato la sfida di agosto sulla mise en place che, lo confesso, proprio non amo ( tranne che per fare le foto ai piatti!), forse perchè non amo stare seduta a tavola a mangiare...lo so che può suonare strano per una che ama cucinare, ma è proprio così: chiedetemi tutto, ma non di stare seduta a tavola, preferisco una bella conversazione su un comodo divano che attorno ad un tavolo.
Vedo l'atto del mangiare a tavola finalizzato al nutrirsi e basta, poche chiacchiere e non vedo l'ora di finire, un pò come l'ispettore Montalbano, qualcuno lo ricorderà , che quando è a tavola è concentrato sul piatto e non ama parlare, se non al termine del pasto.
Per tornare al gioco di Cinzia e Valentina, questo mese il colore scelto è il viola...avevo in mento varie soluzioni, ma ho optato per la più semplice per me...avevo già la materia essenziale per ottenere un bel viola, ho cercato in rete una ricetta e l'ho adattata .
L'utilizzo dei soli albumi per la crema è geniale!!
Cremoso alla composta di sambuco
- 130 gr di panna fresca
- 150 gr di albumi
- 15 gr di zucchero semolato
- 80 gr di cioccolato bianco
- 50 gr di composta di bacche di sambuco ( oppure altra marmellata di frutti neri tipo mirtilli o more)
- 170 gr yogurt greco
- 70 gr panna fresca
- 50 gr zucchero a velo
Togliere dal fuoco e aggiungere il cioccolato tritato finemente e la composta di sambuco ammorbidita con un cucchiaino di acqua calda per renderla più fluida.
Porre in frigo a rassodare.
Preparare la crema allo yogurt.
Conservare in frigo.
Prima di consumare decorare con dello sciroppo di composta di sambuco.
















































