Lo riconosco,  ho dalla mia la fortuna di non soffrire eccessivamente il caldo,  quindi decidere di preparare il pane è stato un attimo, dopo aver letto la ricetta. 
Cosa desiderare di più da un pane che non si impasta,  non necessita di planetaria , ma l' unica accortezza è  quella di dare ogni tanto un giro di pieghe  direttamente in ciotola? 
Per la cronaca la cottura è avvenuta alle sei del mattino,  che d'accordo non soffrire il caldo,  ma fino ad un certo punto. 
La ricetta è di Giulia Rossi ed è  stata condivisa sul gruppo Facebook La pasta madre liquida e i lieviti naturali. 






Pane senza impasto con licoli
Per un pane di circa 700 g da cotto
  • 400 g farina  ( per me Futura La croccante a base di farina di grano tenero e farina di farro )
  • 290 g acqua
  • 80 g licoli  (lievito in coltura liquida) 
  • 8 g sale
In una ciotola versare tutta l' acqua e sciogliervi il licoli. 
Aggiungere tutta la farina e con un cucchiaio  mescolare fino a quando l' acqua non sarà stata completamente assorbita e la farina completamente intrisa.  Non devono rimanere tracce di  farina asciutta. 
Aggiungere il sale e farlo amalgamare velocemente,  sempre utilizzando il cucchiaio. 
Coprire la ciotola e far riposare a temperatura ambiente per tre ore. 
Trascorso questo tempo dare una serie di pieghe in ciotola,  volendo bagnarvi poco la mano che procederà a tirare leggermente e ripiegare l' impasto. 
Ripetere per 4 volte con un riposo di 40'/45' tra una piega e l' altra. 
Far lievitare fino al 70%, vale a dire un po' meno del raddoppio. 
Rovesciare su un piano infarinato con semola,  allargare a rettangolo,  piegare gli angoli verso il centro e proseguire con gli altri angoli,  arrotondare e lasciare riposare sotto un contenitore per altri 30'.
Procedere a dare la forma al pane come preferite. 
Sigillare bene la chiusura e porre in un cestino  con un canovaccio cosparso di semola,  il mio cestino misura 19 cm di diametro , lasciare sempre la chiusura in alto,  cospargere con altra semola,  coprire con il canovaccio e poi con del cellophane e porre in frigorifero per circa 8 ore. 
Al mattino tirare fuori il cestino dal frigo. 
Nel frattempo preriscaldare il forno al massimo della temperatura  250° C  , lasciando nel forno anche la pentola e il coperchio,  se utilizzate il sistema della cottura in pentola. 
Rovesciare su della cartaforno il pane,  delicatamente,  rimuovere il canovaccio,  spolverare ancora con semola e prima di infornare procedere al taglio. 
Porre in pentola,  aiutandovi con la cartaforno,  coprire subito con il coperchio e far cuocere per 20'.
Trascorso questo tempo rimuovere il coperchio,  la cartaforno e proseguire la cottura abbassando a 200°C per 30', abbassare a 180°C  e proseguire  per altri 15' a spiffero. 


 Una ricetta regalata dal Maestro Antonio Chiera ai fans sul gruppo facebook che porta il suo nome.

Il Maestro Chiera è una persona di una generosità e di un' umiltà unica. Su Facebook ha condiviso moltissime ricette con altrettanti video in cui spiega e mostra procedimenti e piccoli trucchi . 

Ho già provato la sua pizza realizzata con la biga e la potete trovare qui.

Questi panini sono piaciuti molto in casa, l'utilizzo del mix di farine e la farina di mais regalano un sapore interessante .








Mariolino il panino di Antonio Chiera

Per 10 pezzi

  • 400 g farina w260
  • 150 farina tipo 1
  • 150 semola rimacinata di grano duro
  • 375 g acqua ( portare a 400 se si utilizza lievito madre solido )
  • 150 licoli
  • 8 g malto
  • 10 g lievito di birra fresco
  • 18 g sale
  • 50 g olio extravergine d'oliva
  • Farina di mais per la finitura
Lavorare tutto insieme con la foglia e poi con il gancio fino a quando non si sarà formata la maglia glutinica.
Formare un filone schiacciandolo bene, spennellare con un filo d'olio, cospargere con farina di mais sia sotto che sopra.

Attendere fino al raddoppio, impiegherà circa tre ore, tagliare le pezzature come desiderate, infarinare con farina di mais e disporre sulla teglia con cartaforno.
Coprire con un tovagliolo e far lievitare bene altre due ore circa.
Infornare a 200°C , modalità ventilato , con vapore i primi cinque minuti, fino a cottura , impiegheranno circa 18' per panini da 120/200 g.

Il latte in polvere è un altro di quegli acquisti a cui non ho potuto sottrarmi, mi sembrava che senza non avrei potuto più preparare niente, poi è rimasto lì, nello scaffale per mesi e mesi, finalmente ho trovato una ricetta per eliminarne una buona quantità.
Non mi farò abbindolare più, almeno fino al prossimo irrinunciabile ingrediente.

Ricetta proveniente dal blog  Mammamore, semplici, mantengono la sofficitá per un paio di giorni.




PANINI AL LATTE IN POLVERE

  • 250 g farina O
  • 200 ml acqua ghiacciata
  • 4 cucchiai di latte in polvere
  • 8 g lievito di birra 
  • 40 g burro freddo
  • 5 g sale
Lavorare con la foglia a velocità media tutti gli ingredienti per 3'.
Riporre in frigo tutta la ciotola per 15'/ 20'.
Ripetere la lavorazione per altri 4'.
Riposo in frigo per 15'/20'.
Controllare che sia incordato, altrimenti ripetere.
Riposo in frigo una notte.
Al mattino far ambientare e raddoppiare.
Formare delle palline da 40 g.
Far raddoppiare ancora.
Cuocere a 175°C , statico per 15'/20'.




Non me ne vogliano i puristi della vera piadina DOP,  DOC e  con tanto di disciplinare,  questa è la ricetta che faccio sempre per risolvere una cena e,  contemporaneamente, smaltire un po' di lievito in coltura liquida in esubero. 
Se anche voi cercate sempre nuove ricette per utilizzare il licoli  segnatevi questa. 
L' idea  originale viene da questo blog , ho aggiustato il tiro come succede con le ricette che si rifanno spesso. 
Per bilanciare il momento goloso ho farcito la mia piadina con una crema spalmabile ai cannellini e arachidi  vista sulla rivista Vegetariani  di giugno/luglio 2020.







Piadine con licoli 
Dose per 6 piadine da 100 g circa l'una
  • 100 g licoli
  • 150/180 g latte e acqua
  • 200 g farina 0
  • 120 g farina integrale 
  • 7 g sale
  • 30 g olio extravergine d'oliva 
Nella ciotola della planetaria con il gancio a K, sciogliere il licoli con i liquidi  previsti,  lasciare indietro  30 g  da aggiungere dopo aver inserito le farine,  se occorre. 
Dovremo ottenere una leggera schiuma,  inserire le farine poco alla volta,  al termine,  se occorre,  inserire l' acqua lasciata da parte,  poco alla volta. 
Far incordare,  inserire il sale e poi l' olio lentamente,  far assorbire bene. 
Formare una palla e lasciare riposare,  coperto per un'ora.
Dividere in pezzi da circa 100 g,  pirlare e far riposare  su un piano leggermente infarinato,  coperto con della pellicola. 
Stendere ogni pezzo,  appiattendolo con le dita e proseguire con il mattarello allo spessore di 2/3 mm e un diametro di circa 22/23 cm. 
Cuocere  su una padella antiaderente  messa a scaldare su fuoco medio. 
Cuocere ogni lato per circa 4', farcire a piacere. 

Crema spalmabile di cannellini alle arachidi 
Per 4 persone 
  • 240 g cannellini precotti
  • 3 cucchiai di burro di arachidi 
Nel mixer  versare i cannellini sgocciolati dall' acqua di conservazione,  versare nel mixer con il burro di arachidi e iniziare a frullare. 
Il composto risulterà denso,  aggiungere acqua  quanto basta per ottenere  una crema spalmabile. 
Utilizzare per farcire le piadine, accompagnare verdure crude o schiacciatine salate. 


Non so come vadano le cose dalle vostre parti , ma dalle mie il pane quasi non si mangia più.
Difficile gestire le due creature, il lievito madre e il licoli,  quasi al limite della loro sopravvivenza,  ma resistono e  mi permettono di regalare loro un momento di gloria ogni tanto, come per questo pane ai cereali con licoli,  profumato e soffice.
Naturalmente  non verrà  utilizzato solo per la colazione,  ma accompagnerà anche gli altri pasti.
La ricetta viene dal blog Il mio pane.





Pane per toast multicereali al licoli
Dose per uno stampo da plumcake grande

  • 200 g farina di farro 
  • 200 g farina tipo 2
  • 200 g farina di segale 
  • 100 g farina di semola 
  • 100 g licoli
  • 330 g  + 20 g acqua 
  • 70 g latte intero 
  • 40 g miele
  • 10 g sale
  • 80 g burro 
  • 50 g semi misti  ( chia,  girasole,  zucca, lino) idratato un'ora con 50 g di acqua 
In una ciotola fare un' autolisi con le farine,  i 330 g di acqua e il latte a temperatura ambiente. 
Riposo 30' coperto con pellicola. 
Trascorso questo tempo aggiungere il licoli e  impastare fino a completo  assorbimento  ( io ho fatto tutto nella ciotola della planetaria con il gancio a K), aggiungere l' acqua rimasta poco alla volta. 
Aggiungere i semi reidrati e il sale,  impastare bene. 
Inserire il miele e continuare a lavorare,  la consistenza è morbida e leggermente appiccicosa. 
Far riposare coperto per 20', lavorare ancora inserendo il burro morbido a tocchetti. 
Far riposare in ciotola coperto per 30'.
Dare un giro di pieghe di rinforzo ogni 30' per 3 volte. 
Lasciare riposare a temperatura ambiente per 5 ore. 

Trascorso questo tempo ribaltare sul piano infarinato, dare una serie di pieghe a 3.
Volendo coprire il piano con fiocchi d'avena in modo da farli aderire alla superficie. 
Riposo 15' senza coprire. 
Arrotondare e porre nello stampo da plumcake con cartaforno,  coprire e far lievitare in forno con luce accesa per tre ore. 
Preriscaldare il forno a 220°C modalità statico. 
Cottura 15'/20' senza aprire il forno,  poi coprire con carta argentata e proseguire per 30', se serve terminare con 5' a modalità ventilato. 

Far raffreddare  e conservare in sacchetto. 



Dopo questa quarantena mi tocca rivedere un po' la mia alimentazione  e così ho iniziato una specie di dieta,  non so quanto durerà, ma è comunque una buona scusa per continuare a sfornare pane. 
Questa volta è toccato ad un pane di segale al 100% . Ho temuto di tirare fuori un mattone  invece ho trovato una ricetta che permette di ottenere comunque un pane soffice. 
La ricetta è di Dominique  Errigo sul gruppo Facebook  La pasta madre liquida e i lieviti naturali .





Pane di segale con licoli 
  • 300 g farina di segale
  • 240 g acqua calda a 75°C
  • 25 g acqua a temperatura ambiente 
  • 100 g licoli rinfrescato al raddoppio 
  • 6 g sale
Impastare tutta la farina con l' acqua calda , far raffreddare. 
Aggiungere 25 g di acqua e il licoli, impastare fino ad amalgamare il tutto,  inserire il sale e far assorbire. 
Su un piano con farina di semola formare il pane,  porre in stampo con cartaforno,  per me uno stampo da plumcake,  é aspettare che la superficie inizi a presentare delle crepe,  serviranno circa tre, quattro ore. 
Preriscaldare il forno  a 250°C,  infornate é abbassare subito la temperatura a 200°C  per 30', abbassare a 180° C  per altri 20' , aprire il forno a spiffero e proseguire per altri 10'.
Ultimamente  il maritino mi ha espressamente  chiesto di avere qualcosa di poco dolce per colazione. Dopo aver realizzato  i miei soliti baicoli mi ha comunicato che preferiva comunque qualcosa di meno dolce.
Ho puntato  allora su delle fette biscottate,  prese dal blog di Paoletta Sersante . Ricetta perfetta,  ho solo eliminato lo zucchero,  per accontentare  il consorte.





Fette biscottate fatte in casa
Ricetta presa qui 

  • 500 g farina 0
  • 5 g sale 
  • 12 g lievito di birra fresco
  • 225 g acqua 
  • 35 g albumi ( un albume) 
  • 4 cucchiai  olio di semi
  • 1 cucchiaino  di malto
Tuorlo e latte per la finitura. 

Sciogliere il lievito  nell'acqua con il malto,  lasciar riposare 5'.
In planetaria  versare tutti gli ingredienti,  TRANNE IL SALE,  regolare la consistenza,  fino ad avere un impasto mediamente morbido. 
Far lavorare con la foglia per 20', a 5' dalla fine unire il sale.
Riposo a temperatura ambiente,  coperto per 30'.
Dividere  in tre pezzi,  sgonfiare,  arrotondare  e far riposare altri 10'/15'.

Schiacciare oggi panetto,  arrotolare stretto e formare dei filoncini,  con la chiusura sotto.
Poggiare in stampi da plumcake imburrati o su carta forno.
Spennellare con tuorlo mescolato al latte e far lievitare un'ora  a 28°C.
Spennellare  di nuovo prima di infornare.
Preriscaldare il forno a 180°C',  infornare per 30'/35' , prolungare altri 10' se occorre,  coprire con carta argentata se dovesse  colorire troppo.
Far raffreddare.
Porre in sacchetti  per alimenti e lasciar riposare per 18/24 ore.
Affettare a meno di un cm e tostare a 160°C fino a doratura,  circa 20'/30' oppure 140°C' per 40' .



Ho scoperto il pane schiocco in un supermercato e ho cercato in rete delle ricette, che non mi hanno soddisfatto completamente così mi sono affidata ad una ricetta condivisa nel gruppo fb di Anice e Cannella e devo dire che non sono rimasta delusa.
I panini sono ottimi, sfogliati e croccanti e si conservano bene per un paio di giorni in un sacchetto di cellophane.

Unica nota 16 pezzi risultano un po' piccoli, meglio dividere per 12.






Pane turco sfogliato
Dose per 12/ 16 panini

  • 200 g farina 0
  • 200 g farina di semola di grano duro
  • 100 g manitoba
  • 150 g acqua
  • 100 g latte
  • 80 g olio extravergine d'oliva
  • 1 albume ( 35/40 g)
  • 8 g lievito di birra fresco
  • 2 cucchiaini di sale
  • Malto diastatico ½ cucchiaino
  • 80 g burro fuso per spennellare
Intiepidire il latte, sciogliere il lievito  .
Nella ciotola della planetaria versare tutti gli ingredienti, escluso il sale, ed iniziare a lavorare con la foglia, dopo circa 5' inserire il sale, proseguire per altri 5', ribaltando l'impasto di tanto in tanto.
Arrotondare e porre in una ciotola coperta con pellicola, far lievitare fino al raddoppio ( circa un'ora e mezza ).
Al raddoppio rovesciare su un piano, dividere in 8 pezzi, far riposare 15' coperti con pellicola.
Dopo il riposo prendere un panetto alla bolta, appiattire e allargare fino ad ottenere un disco di 25 cm  di diametro, spennellare con il burro fuso fatto raffreddare leggermente, proseguire con gli altri panetti sovrapponendo dopo aver spennellato di burro.
Ottenuta una pil,a rovesciare sul piano di lavoro ( l'ultimo disco dovrà diventare il primo ) appiattire allargando a 40/ 50 cm e ritagliare 15 o 16 spicchi.
Arrotolare come per i cornetti, dalla base alla punta.
Porre su cartaforno e far lievitare per circa 40'.
Preriscaldare il forno a 200°C, cuocere per 15' / 18' fino a che risulteranno dorati.
Si conservano bene in sacchetti di plastica anche dopo 24 ore.
Ricetta semplice , senza uova nell'impasto, solo per spennellare la superficie.
Gli ingredienti sono basici : farina , burro, lievito di birra e latte.
Più semplice di così...
 Ricetta presa da questo blog.




Zöpf :treccia svizzera
Dose per circa 900 g di impasto

  • 500 g farina 0
  • 1 +½ cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 60 g burro a temperatura ambiente
  • 15 g lievito di birra fresco
  • 300 ml latte tiepido
Versare nella ciotola della planetaria la farina setacciata, il sale, lo zucchero,il burro,  il lievito sciolto in poco latte tiepido ( attenzione a non far entrare in contatto il sale con il lievito).
Lavorare con la foglia aggiungendo il latte rimasto, proseguire la lavorazione per circa 10'.
Arrotondare, porre in una ciotola, coprire con un canovaccio umido e far lievitare per due ore.
Trascorso questo tempo rovesciare su un piano, dividere in 4 pezzi e formare dei salsicciotti.
Formare una treccia a 4 capi.
Volendo seguire questo tutorial dal minuto 3'30'' per la treccia a quattro capi.

Far lievitare su una teglia coperta da cartaforno per 30'.
Una volta trascorso questo tempo spennellare con un uovo e poco latte.
Cuocere in forno freddo a 180°C modalità ventilato per 30' circa, se occorre prolungare la cottura.


 
Una delle ricette più soffici mai realizzata.
Semplicissima, unica condizione avere il latte in polvere, ma oramai si trova tranquillamente in tutti i supermercati.
Il risultato è talmente soddisfacente che non ve ne pentirete.
Un impasto che è a metà strada tra il dolce e il salato, rendendolo neutro potrete utilizzarlo come più vi piace, personalmente vorrei provare a realizzarci una sticki buns, come questa, sono sicura che la sofficità dell'impasto saprà regalarmi soddisfazioni, per chi volesse cimentarsi , trovate la ricetta qui.
Per il resto il solito suggerimento: provatela.

La ricetta originale l'ho presa da qui.




PANINI SOFFICI
Dose per una teglia da 9 pezzi
  • 120 ml acqua
  • 1 cucchiaio di lievito di birra secco
  • 3 cucchiai di zucchero ( da diminuire se li volete più neutri)
  • 2 cucchiaini di sale fino ( anche 1 e 1/2 può bastare, regolatevi)
  • 4 cucchiai di latte in polvere
  • 1 uovo
  • 250 g farina 0
  • 42 g burro morbido
  • un uovo per spennellare
Mescolare acqua, lievito, zucchero e latte in polvere , nella ciotola della planetaria, con la foglia.
aggiungere l'uovo e mescolare ancora, inserire la farina setacciata e il sale e lavorare fino ad avere un composto abbastanza omogeneo.
Aggiungere il burro a fiocchetti e lavorare per circa 15', dovrette ottenere un impasto incordato e che faccia il velo.
Porre in una ciotola unta , coperta con pellicola e far lievitare fino al raddoppio.
Una volta raggiunto il raddoppio , sgonfiare l'impasto lievitato, rovesciare su un piano leggermente infarinato.
Dividere in nove pezzi dello stesso peso, stendere con un matterello e arrotolare.
Adagiare su una teglia con cartaforno.
Far lievitare coperto.
Al raddoppio spennellare con un uovo .
Cottura in forno preriscaldato a 175°C per 15'/20'.
Temperatura al cuore 95°C.


Questa interminabile estate sta per volgere al termine.
Un'estate che resterà nella memoria collettiva per le temperature molto al di sopra della media , per la continua ricerca di cibi freschi e leggeri.
Approfitto di queste ultime giornate per prepararmi un piatto veloce, quasi light e gustosissimo.
Con l'aggiunta di cubetti di feta si completa il piatto, facendolo diventare un piatto unico sufficiente a soddisfare anche appetiti più robusti.



Ricetta presa qui.

Gazpacho con la feta

Per una porzione abbondante o due piccole

  • Un cetriolo medio
  • 100 g peperone rosso
  • 100 g pane  raffermo
  • 2 cucchiai aceto di vino bianco
  • 1 cipolletta
  • 1 spicchio di aglio
  • 100 g pomodorini
  • olio extravergine d'oliva q.b.
  • sale
  • pepe
  • Feta a cubetti 30 g
In un frullatore inserire il cetriolo pelato e tagliato a cubetti, il peperone tagliato a listarelle, il cipollotto e lo spicchio di aglio.
In una ciotola versare il pane raffermo e fallo ammorbidire con l'aceto, strizzarlo e inserirlo nel frullatore con olio , frullare grossolanamente.
Inserire i pomodorini divisi a metà e privati dei semi, aggiustare con sale e pepe e frullare fino ad ottenere una crema  senza grumi.
Conservare in frigorifero per almeno due ore.
Al momento di servire aggiungere sulla superficie la feta sbriciolata.




Poche certezze sono rimaste della mia vita da blogger, travolta dalla vita reale ( per fortuna!).
Una di queste è il panificare per la mia famiglia.

Mia madre non preparava il pane in casa e neanche mia nonna.
Probabilmente sono cresciuta con troppe letture romantiche e con troppe puntate viste alla tv della famiglia Ingalls, quella de La casa nella prateria, fatto sta che a me sembra il massimo vedere i miei figli mordere fette di pane preparato da me.

E quando poi la figliola dice che perfino quando non è più fresco il pane che faccio è buonissimo, beh! Non posso chiedere di più.

Questa è una di quelle ricette improvvisate, quasi ad occhio, recuperando le farine che avevo in casa e cercando di non tirare fuori un mattoncino.
A questo giro direi che mi è andata bene, considerando che ho lavorato tutto a mano ;)




 Pane alla farina multicereali con lievito naturale
  • 400 g farina 0 (w 350)
  • 250 g farina per pane nero ( quella con i cereali della Conad)
  • 120 g lievito madre rinfrescato
  • 350 g acqua+ poca acqua per sciogliere il lievito
  • sale
Mescolare le farine con le mani per ossigenarle, unire l'acqua prevista e mescolare grossolanamente con una forchetta.
Lasciare in autolisi per almeno un'ora , ma anche di più senza superare le 5 ore.
Contemporaneamente sciogliere il lievito in poca acqua, trascorso il tempo dell'autolisi aggiungere il lievito sciolto, nelle farine, se occorre unire un altro pò di acqua (a me non è stato necessario), unire il sale.
Lavorare energicamente con le mani in ciotola e passare a lavorare sulla tavola di legno, cercando di far prendere l'incordatura.

Efficace a questo punto la tecnica dello S & F, Stretch and fold , che consiste nello sbattere energicamente, tirare e piegare l'impasto sulla tavola di legno , proseguendo fino a quando l'impasto non risulterà più appiccicoso.
Trovo questo tipo di lavorazione un ottima tecnica antistress, un pò come prendere a pugni un sacco, con il vantaggio di ritrovarsi un impasto perfettamente incordato ;)
Formare una palla e coprire a campana.
Ogni 40 minuti dare una serie di pieghe a 3: io ne ho date circa 4-5.
Dopo l'ultima piega porre un canovaccio cosparso di semola in una ciotola adagiarvi l'impasto con le pieghe in alto, coprire con altra semola e chiudere con il canovaccio.
Coprire con della pellicola, lasciare circa due ore a temperatura ambiente e poi passare nella zona meno fredda del frigo, quella sopra lo scomparto delle verdure.
Lasciare tutta la notte in frigo. Dovrebbe continuare a lievitare nonostante il riposo in frigo.
Al mattino far ambientare , preriscaldare il forno al massimo.
Rovesciare su pietra refrattaria calda, accompagnando la caduta con una mano e cuocere con un pò di acqua in un pentolino sul fondo del forno per 20 minuti a 220°C; altri 20' a 200°C, gli ultimi 20' a 180°C.
Controllare la cottura battendo sul fondo, dovrà dare un suono secco.



 Noi de L'Italia nel Piatto questa volta abbiamo deciso di proporre piatti a base di pesce.

Qui trovate  (quasi) tutte le regioni, abbiate fede prima o poi ce la faremo ad uscire al completo:

Valle d'Aosta:  non partecipa

Piemonte: non partecipa

Trentino-Alto Adige: non partecipa
  
Friuli-Venezia Giulia: Sope di pes di Maran
 http://ilpiccoloartusi.blogspot.com/2015/03/sope-di-pes-di-maran-per-litalia-nel.html

Veneto: Bigoli in salsa di alici
http://ely-tenerezze.blogspot.com/2015/02/bigoli-in-salsa-di-alici.html

Lombardia: Risotto con filetti di pesce persico
http://kucinadikiara.blogspot.com/2015/03/risotto-con-filetti-di-pesce-persico.html

Liguria:  stocchefisce e bacilli  http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/03/litalia-nel-piatto-pesce-molluschi.html
   
Emilia Romagna: Quadrucci con le seppie http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/03/quadrucci-con-le-seppie.html

Toscana: Seppie in zimino
http://acquacottaf.blogspot.com/2015/03/seppie-in-zimino.html

Marche: Alici arrosto o "a scota det"  http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.com/2015/02/alici-arrosto-o-scota-det-ricetta.html

Umbria: Baccalà alla Ceraiola http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/03/baccala-alla-ceraiola.html

Abruzzo: Tiella di alici http://ilmondodibetty.it/tiella-di-alici.html

Lazio: Timballo di alici e scarola
http://beufalamode.blogspot.com/2015/02/timballo-di-alici-e-scarola-per-litalia.html

Campania: Alici indorate e fritte 
http://www.isaporidelmediterraneo.it/2015/03/alici-indorate-e-fritte.html

Basilicata: Alici alla scapece
http://blog.alice.tv/profumodicannella/2015/02/27/alici-alla-scapece-sapore-di-casa/

Puglia: Linguine cu suche de pulpe de pète
http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2015/03/cucina-pugliese-linguine-cu-suche-de.html

Calabria: Sicci chini cu u sucu  http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/02/sicci-chini-cu-u-sucu.html

Sicilia: Sarde a beccafico http://burro-e-vaniglia.blogspot.com/2015/03/sarde-beccafico.html

Sardegna: non partecipa

E il Molise con le Polpette di San Giuseppe

Ho pensato di raccontare di una Tavola tradizionale che si svolge a Riccia  a devozione di San Giuseppe poverello, il 19 marzo.

Tutto nasce da una leggenda:

Un uomo vecchio e povero girava di paese in paese chiedendo ricovero, ma tutti glielo negavano. Giunto proprio a Riccia, una di queste porte, finalmente, si aprì, ed il proprietario, seppure non benestante, divise con il poveretto quel poco che aveva di ceci, fagioli e fave. Il popolo riccese non tardò a riconoscere in questo viandante il falegname di Nazareth, dando così inizio alla tradizione.
 In genere, alcuni giorni prima nelle case di chi svolge la festa vengono allestiti degli altarini con una immagine del santo. Nelle famiglie dove ancora resistono marcate caratteristiche penitenziali la padrona di casa, o l'intero nucleo familiare, osserva nei setti mercoledì prima del 19 marzo uno stretto regime alimentare, non mangiando assolutamente carne.
 Il pranzo offerto agli ospiti e alla Sacra famiglia, impersonata da un uomo sposato (il San Giuseppe), da una donna  nubile (la Madonna) e da un giovane non sposato (il Bambino) è generalmente di magro, detto di scàmpere.
 Le pietanze servite sono 13. 
 Prima dell'inizio del banchetto vengono recitate in ginocchio alcune preghiere, in genere le sette allegrezze,  e poi, seduti a tavola, viene passato tra i presenti il primo bicchiere di vino ed il primo pezzo di pane che tutti i commensali devono assaggiare rigorosamente dopo i “santi”. A servire è la padrona di casa, anticamente scalza, aiutata in genere dalle figlie, che non partecipa però al convito e non siede neppure nella stessa tavola dei santi.

Gli alimenti sono quelli della cucina povera: il pane, per cominciare, che si ritrova "smollicato" nei maccheroni, come ripieno nei peperoni, e ancora nel baccalà e nei cavolfiori arracanati. I legumi, ceci, fagioli, lenticchie, conditi con olio extravergine di frantoio e segno di augurio e di abbondanza. Il baccalà, dalle sapidi carni, cucinato in tanti modi. Infine, i dolci, simbolo di agiatezza: riso con il latte e spolverata di cannella; agrodolce: denso impasto di mandorle e mosto cotto; biscotto con le uova da inzuppare nel robusto vino casalingo; e….cavezune: piccoli dolci sfogliati con un ripieno a base di ceci, l'espressione più alta e commovente della genialità gastronomica affinata generazione dopo generazione. 

Terminato il lungo pranzo si recitano di nuovo le preghiere e viene offerto ai "Santi" un cesto contente una pagnotta di pane, un assaggio delle pietanze servite e un numero dispari di cavezune. Successivamente inizia il via vai tra le abitazioni di persone, con profumati cartocci in mano che recano la consueta "devozione" ad amici e parenti. 
Info prese da qui


Polpette di San Giuseppe
Per le polpette:
  • 300 g tonno sott'olio
  • 4 uova
  • formaggio grattugiato
  • un ciuffo di prezzemolo
  • una manciata di mollica di pane
  • sale
  • farina di grano duro
  • olio per friggere
 Per il sughetto
  • un litro di passata di pomodoro ( possibilmente casalinga)
  • un bicchiere di olio extravergine di oliva
  • una cipolla
  • sale
 In una terrina amalgamare il tonno sgocciolato dall'olio, le uova, il pane sbriciolato, il prezzemolo tritato e abbondante formaggio grattugiato.

Con questo composto preparare delle polpette poco più grandi di una noce, infarinatele e friggetele in olio caldo.
Farle asciugare su della carta da cucina.

Preparare il sugo con l'olio, la cipolla affettata a velo , fatta soffriggere dolcemente, la salsa e il sale e lasciarvi insaporire le polpettine per alcuni minuti.
 





E qui in versione fingerfood



Vi ricordo sempre il nostro blog :
 L'Italia nel Piatto






Quando ero bambina lo STREET FOOD non esisteva, o meglio esisteva, ma aveva tutto un altro senso.

Mi piace associare il cibo di strada a quella che era la merenda dei bambini del quartiere popolare, che giocavano a pallone fino a non avere più fiato, oppure che si precipitavano per le poco trafficate strade in discesa con le “carrozzelle”, costruite con tavolacce recuperate ovunque e cuscinetti a sfera, estorti all’amico dello sfascio, godendo dell’ebbrezza della velocità.

Le mamme si affacciavano alla finestra urlando i nomi e io quelli dei ragazzini che mi abitavano intorno me li ricordo tutti:
“Costantinoooooo!!! Viè alla casa!"
“Osvaldooooo, se t’acchiappa patete! ( Se ti prende tuo padre)"

E poi arrivava la merenda che i ragazzi correvano a prendere a casa, ma mangiavano rigorosamente per strada, seduti, uno dopo l’altro, sui muretti di pietra confinanti con giardini pieni di erbacce; merenda a base di fette di pane afferrate da mani sporche di terra e  lubrificante dei cuscinetti:
pane bagnato, anzi affunnato nell’olio, quello avanzato dalla cottura dei friarielli, saporito e gustoso.

A questi sapori e a questi ricordi mi sono voluta ispirare  per la sfida dell’MTC.

Ci sono tanti cibi di strada di cui, oramai, si parla, ma ho preferito trovare un gancio con la mia infanzia e con un profumo e un sapore facilmente riconoscibile, perché dalle mie parti più che le madeleines ha potuto il “friariello”.



PIADINA ROMAGNOLA ricetta di L'ombelico di Venere
per 6 piadine
  • 500 g di farina 00
  • 125 g di acqua
  • 125 g di latte parzialmente scremato fresco
  • 100 g di strutto
  • 15 g di lievito per torte salate o anche lievito per dolci
  • 10 g di sale fine
  • 1 pizzico di bicarbonato di sodio

Far intiepidire il latte e lacqua, far ammorbidire lo strutto fuori dal frigo per 30 minuti, versare tutti gli ingredienti nella planetaria e lavorare per 7/8 minuti, il composto dovrà risultare morbido , ma non appiccicoso.
Mettere l'impasto in una ciotola, coprire con la pellicola e lasciare in frigo per 48 ore a max 20°C, lasciare ambientare 2 ore prima di utilizzare.

Dividere l'impasto in 6 pezzi, stendere su un piano infarinato, girandola spesso per mantenere la forma tonda, dovrà essere di circa 20 cm di diametro e 0,5 cm di aspessore.
Cuocere su un testo o sull'apposita teglia in terracotta, oppure su una padella antiaderente piuttosto larga, regolando bene il calore per evitare che la fiamma alta bruci l'esterno lasciando crudo l'interno.
Sovrapporre le piadine man mano che sono pronte per mantenere il calore.
Farcire a piacere.


Per farcire le mie piadine ho utilizzato
  • stracciata 400 g
  • friarielli ( peperoncini verdi) 30 pezzi circa
  • olio extravergine di oliva
  • sale
La stracciata è un latticino a base di pasta filata di mozzarella  e panna, si presenta abbastanza liquido.

Pulire i friarielli con un canovaccio da cucina.
Bucherellarli con una forchetta ( e anche questa operazione è uno dei miei primi ricordi di collaborazione in cucina , la forchetta infilzata con forza nella polpa croccante del friariello è un piacere per pochi estimatori!).

Scaldare l'olio e friggere i friarielli, avendo cura di girarli a metà cottura, far sgocciolare su carta da cucina, salare e tenere da parte.



Farcire le piadine con una parte di stracciata e coprire con 4/5 peperoncini fritti.
Ripiegare e servire.


E con questo ricordo e questa piadina partecipo all'MTC del mese di giugno




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