Questo liquore l'ho preparato ad agosto, poi l'ho completamente dimenticato e, con un mese di ritardo, finalmente l'ho filtrato. Deve ammettere che è talmente semplice l'esecuzione e talmente versatile la ricetta che merita di essere appuntata su questo blog così, il prossimo anno potrò provarla anche con altri frutti.
La ricetta originale viene dalla pagina Facebook di Capra e cavoli.
Liquore alle more
di Capraecavoli
Per questi liquore vi servono:
- 500 g more o altri frutti di bosco
- 150 g di alcool a 95°
- 250 g di acqua
- 200 g di zucchero
In un vaso di vetro inserire le more lavate e sgocciolate, schiacciarle leggermente con le mani, aggiungere lo zucchero, l'acqua e l'alcool.
Mescolare bene , chiudere ermeticamente il contenitore e porre in cantina o in altro posto fresco e lasciarlo per almeno un mese, anche due vanno bene.
Trascorso questo tempo filtrare , assaggiare e imbottigliare.
La ricetta originale la trovate nel blog di Erika , io l'ho adattata agli ingredienti presenti nella mia cucina , non ho provato, ma , secondo me, si potrebbe avere un buon risultato anche utilizzando della ricotta....idea ancora da sperimentare.
La base di questi dolcetti, pur essendo priva di zucchero è molto bilanciata nell'insieme, nel mio caso gli aromi della crema avanzata sicuramente regalano un sapore più ricco, mi sentirei di consigliare di aromatizzare il composto con della buccia di limone o con della vaniglia.
DOLCETTI DI FINTA SFOGLIA CON CREMA AL BERGAMOTTO NELL'IMPASTO
Dose per circa 20 pezzi piccoli
- 120 g crema da liquore al bergamotto ( ricetta originale formaggio cremoso)
- 110 g burro morbido
- 180 g farina 00
- sale
- marmellata a piacere per farcire ( per me lamponi e amarene)
Montare per 2'-3' il burro morbido e la crema di formaggio, in planetaria con gancio a k.
Unire un pizzico di sale e la farina.
Una volta ottenuto un composto compatto, rimuovere dalla ciotola, formare una palla, avvolgere nella pellicola e lasciare riposare in frigo per un paio di ore, minimo, per me tutta la notte.
Preriscaldare il forno a 180°C.
Stendere l'impasto allo spessore di 3-4 mm e ritagliare nelle forme che preferite, tonde o quadrate, idonee per essere farcite.
Ho utilizzato dei tagliabiscotti tondi di 8 cm di diametro e li ho farciti con un cucchiaino di marmellata di lamponi e amarene.
Sigillare bene i bordi, magari utilizzando un pochino di acqua o dell'albume.
Cuocere per 20'.
Commovente a ripensarci.
Per la prima volta ho trovato al mercato dei bergamotti, provenienti direttamente dalla Calabria.
Vederli e desiderarli è stato un tutt'uno.
Mai e poi mai avrei pensato che questo liquore sarebbe stato perfetto per il Calendario del Cibo , dell'AIFB, che vede questa settimana dedicata agli agrumi e così, nel mio piccolo dò un contributo, rimandando al post bellissimo ed esauriente di Aurelia Bartoletti che trovate sul sito dell'AIFB.
Dopo aver realizzato quello che avevo in mente ( cioè un dolce al bicchiere) ne sono avanzati tre.
Non potevo assolutamente sprecarli, ho cercato un poco in rete e mi sono illusa di essere capitata su un sito affidabile, vedo una bellissima crema di bergamotto e decido di provarla.
Nel frattempo leggo anche qualche altra ricetta, ma poi decido di procedere.
Non amo bere alcolici, ma amo molto fare liquori, tanto prima o poi trovo qualcuno a cui farli provare.
Nel leggere la ricetta mi è venuto il dubbio che, forse, unendo il succo dei bergamotti al latte caldo avrei potutto innescare una reazione, non proprio voluta, ho voluto provare la ricetta così come era...sbagliando, ma riuscendo così ad ottenere un'altra cosa e , forse, anche migliore.
LIQUORE AL BERGAMOTTO
Dose per un litro e mezzo
- 1 lt latte ( se fresco, è meglio)
- succo di 3 bergamotti filtrato
- buccia grattugiata di un bergamotto
- 470 g zucchero
- 325 ml alcool per liquori
Tenere da parte.
In una pentola versare il latte, il succo e lo zucchero, mescolare facendo andare su fuoco lento per 15'-20'.
Noterete che il latte formerà dei grumetti, non importa, ( questo è il punto farlocco della ricetta originale), lasciate raffreddare bene.
Versare l'alcool, filtrato dalle bucce , nel latte e conservare in frigo per una settimana, ma anche più.
Noterete che il liquido si dividerà , formando una parte bianca sul fondo e una parte giallina in alto.
Trascorsi i giorni di attesa procedete al filtraggio.
Utilizzate un chinois o un imbuto per marmellate, inserite un filtro per il caffè e versate il composto, la prima parte, quella più liquida, scendera più rapidamente, la parte più densa impiegherà più tempo.
NON ABBIATE FRETTA.
Versatene un poco alla volta e lasciate che il tempo e la gravità facciano il loro corso.
Al termine otterrete un bel liquore limpido, giallino e profumato di bergamotto.
Nei filtri vi resterà una crema densa, bianca e dall'inebriante sapore di bergamotto, leggermente alcolica, non buttatela via, conservatela in un barattolo in frigo ed utilizzatela come meglio credete...io ne ho fatto dei dolcetti che, spero, riuscirò a postare presto.
Caris , vincitrice dell'MTC n°46, ci ha teletrasportato direttamente in una scuola di pasticceria.
Una "semplice" ricetta come quella del pan di spagna si è rivelata un banco di prova sul quale sedersi umilmente per imparare tanto e di più da chi sa non solo passarti la ricetta sicura, ma anche darti quattro varianti della stessa e, soprattutto, spiegarti il perchè di errori comuni o semplici leggerezze.
Per tutti i particolari correte da Caris e sul blog dell'MTC, che con i suoi approfondimenti, sa regalarci vere lezioni di cucina.
Per quanto mi riguarda, ho provato subito la ricetta proposta da Caris per il pan di spagna di Massari tradizionale a freddo, perfetto per essere inzuppato per bene prima di essere farcito, è stato una piacevole scoperta che entrerà , anzi, è già entrata nella mia cucina e non solo.
La ricetta che ho pensato prevede l'utilizzo di un liquore tipico abruzzese, già decantato da D'Annunzio , che ne intuì da subito il valore , dandogli un nome che ne esaltava l'eccellenza: Aurum come "oro", il colore stesso del liquore; Aurum come la parola latina “arantium”, il frutto da cui si estraeva il liquore.
Ho pensato di creare una torta con una mousse leggera a profumata da questo liquore, che ha un sapore di arancia , leggermente dolce.
Ho aggiunto dei canditi di arancia frullati finemente , bagnato il tutto con uno sciroppo con un tocco di Aurum e coperto con la glassa al cioccolato che utilizzo solitamente per la Sacher,( cambiando però il metodo di preparazione ed utilizzando quello di Assunta La cuoca dentro), perchè cioccolato e arancia si sa che sono un'accoppiata perfetta.
Il risultato è semplicemente sublime, ma forse detto da me non conta molto.
Torta alla mousse all'Aurum e arancia con glassa al cioccolato
per il pan di spagna tradizionale a freddo (di Iginio Massari)
stampo da 24 cm
Ingredienti:
- Uova intere a temperatura ambiente 300 g
- Zucchero 200 g
- Sale g1,5
- Farina bianca 00 (W 150-170) 150 g
- Fecola 50 g
per circa15 minuti a media velocità .
Setacciare due volte la farina bianca e la fecola e incorporare delicatamente a pioggia.
Mettere in stampi imburrati e leggermente infarinati e cuocere a 170°-180° per circa 20-25 minuti per teglie alte 4-4,5 cm.
Se utilizzate un anello, poggiarlo su un foglio di cartaforno direttamente sulla placca.
Appena fuori dal forno cospargere con zucchero semolato ( io l'ho dimenticato!)
Far raffreddare e tagliare in tre dischi sottili.
Per la bagna all'Aurum
- 300 g zucchero semolato
- 300 ml acqua
- liquore Aurum 50 ml circa
Far raffreddare e aggiungere il liquore.
Tenere da parte.
Per la mousse all'Aurum
- 600 g circa di crema pasticcera
- 200 ml panna fresca
- 50 ml liquore Aurum
- 12 g gelatina alimentare in fogli
- 50 g arancia candita
Tritare finemente i canditi e tenere da parte.
Preparare la crema pasticcera scaldando 500 ml di latte , nel frattempo, in una ciotola lavorare 4 tuorli con 100 g di zucchero semolato e 30 g di farina setacciata.
Una volta che il latte sarà quasi al bollore, versarne un paio di cucchiai nel composto di uova, mescolare e aggiungere tutto il miscuglio di uova, al latte sul fuoco, mescolando fino a a quando non si avrà la giusta consistenza ( basteranno pochi minuti).
Unire l'arancia candita, mescolare bene.
Scaldare il liquore e, lontano dal fuoco, sciogliervi la gelatina strizzata dall'acqua.
Versare nella crema, attraverso un setaccio, mescolare e lasciar raffreddare.
Una volta che la crema risulterà fredda, semimontare la panna, unire alla crema e tenere da parte.
Composizione della torta
Su una base porre, in un anello per torte foderato con dell'acetato, il primo disco di pan di spagna, bagnare generosamente con lo sciroppo precedentemente preparato, creare uno strato di mousse, adagiare il secondo disco e bagnare generosamente, creare un altro strato di mousse e chiudere con il terzo disco sempre ben bagnato.
Coprire con della pellicola e lasciare in frigorifero ( a 3°C) per una notte.
Ganache al cioccolato
quantità sufficiente per glassare una torta di 24 cm
- 300 g cioccolato fondente al 60%
- 240 ml panna fresca
- 60 gr burro
- 30 gr di glucosio ( per me miele)
Lontano dal fuoco aggiungere il glucosio ( o il miele) e il cioccolato e mescolare fino a che non risulti completamente sciolto ( se dovesse servire porre nuovamente su fuoco dolcissimo, solo per il tempo necessario a permettere a tutto il cioccolato di sciogliersi bene).
Far raffreddare fino a 40 °C e unire il burro morbido, mescolare bene.
Prendere la torta dal frigo, rovesciarla su una base adatta al glassaggio, rimuovere l'anello e la fascia di acetato.
Versare la glassa, cominciando dai bordi ( come suggerisce preziosamente Caris) per poi coprire il centro, evitare di utilizzare una spatola. Porre in frigo.
Recuperare la glassa in eccesso e montarla leggermente nella planetaria.
Versare in una sac à poche e utilizzare per creare dei decori sulla torta.
Terminare con piccole guarnizioni a base di arancia candita.
Lo ammiro, sia chiaro.
Apprezzo tutto di lui, profumo, consistenze, versatilità , ma non è proprio uno dei cibi che sceglierei per primo.
Non mi piace ritrovarmi mani, tegami, spatole, strofinacci, piani di lavoro, cosparsi di gocce che tendono quasi sempre a solidificare, ma pensando bene, prima, di attaccarsi allegramente a tutto quello che le sfiora.
Me le sono inventate tutte, nella mia breve vita da cuciniera, ho provato a sciogliere tavolette intere direttamente nelle sac à poche, pur di evitare travasi e "inguacchi", ho provato a grattugiare con tritatutto e frullatori ( l'ultimo credo di averlo buttato due giorni fa) , compromettendone per sempre il funzionamento.
Da tutte queste ( fallimentari) esperienze ho capito una cosa: con il cioccolato non si può bluffare o sai come trattarlo o non lo sai.
Per questo motivo sono stata felicissima di mettermi alla prova con la ricetta proposta per l'MTC di febbraio dalla bravissima Annarita.
Finalmente la possibilità di provare a fare le cose per bene, senza trucchetti...più o meno.
E si perchè , naturalmente il mio affezionatissimo termometro da cucina, che già aveva mostrato un certo cambiamento di carattere, passando per sempre dai gradi Celsius a quelli Fahrenheit, costringendomi a complicate ( per me, naturalmente) conversioni proprio durante l'esecuzione delle ricette, ha pensato bene di esalare l'ultimo respiro mentre mi accingevo a realizzare la copertura dei miei baci.
Grazie a tutti i consigli di Annarita e della Redazione dell'MTC con i suoi Tips &Tricks, sono riuscita a cavarmela anche questa volta, comunque , per la cronaca, un termometro è stato riacquistato in tempo record e chissà che non mi venga la voglia di provare il temperaggio come una vera maitre chocolatier.
La sfida nella sfida, questa volta era legata al lato romantico del creare un cioccolatino , ispirandosi ad un Bacio e quindi , inevitabilmente alla frase che lo accompagnerà , dedicata al proprio lui, in questo caso al mio lui, che non ama molto le smancerie, ma sa apprezzare la dolcezza e anche quel pizzico di sale che rende tutto più saporito, dolce incluso!
Essenziale e semplice, ma che racchiude due sapori contrari e complementari, questo è quello che ho voluto esprimere con la mia ( sciocca) frase e un ringraziamento particolare a Pupo! ;)
Il commento del maritino all'assaggio dei cioccolatini è stato :
- Mmmmm! Buoni , mi ricordano qualcosa nel sapore...
Pausa di meditazione, durata un giorno.
Il giorno successivo all'assaggio io:
-Ma poi cosa ti ricordavano?
Lui : Un dolce che preparava mia madre !
Perchè a noi Proust e Freud ci fanno un baffo!
Baci al cioccolato bianco, arancia candita e nocci atterrati
dose per 9 baci
- Panna fresca 35 ml
- Cioccolato bianco 100 g
- Mandorle pralinate ( nocci atterrati) 120 g
- Arancia candita 50 g + 4-5 scorzette per la decorazione
- Aurum ( liquore all'arancia) un cucchiaio
- Cioccolato fondente 280 g
Per i nocci atterrati potete vedere qui come realizzarli in casa.
Spezzettare il cioccolato bianco e tenere da parte.
Porre in un pentolino la panna e far scaldare fin quasi al bollore, versare il cioccolato e mescolare fino al completo scioglimento
Nel frattempo tritare insieme le mandorle pralinate e le scorze di arancia candite, inserendo a metà il liquore, utilizzando un mixer o un tritatutto.
Una volta che il cioccolato è completamente sciolto unire il composto di mandorle, arancia e Aurum, mescolare bene e far raffreddare completamente ( io ho sfruttato le basse temperature stagionali per accelerare il raffreddamento), poi ho versato tutto in una sac à poche monouso e ho creato dei mucchietti su cartaforno, riposizionando subito tutto in frigo e lasciandolo per una notte.
La mattina ho prelevato i mucchietti, dato una forma tondeggiante, tagliati dei cubetti dalle scorze di arancia avanzate e posizionati in cima , per ricreare la rotondità di una nocciola ( a me sembravano altro, in effetti), poi riposto tutto nuovamente in frigo.
Probabilmente il cioccolato bianco solidifica in modo diverso rispetto al cioccolato fondente, le mie praline hanno mantenuto una consistenza abbastanza cremosa, per poterle glassare le ho tirate fuori dal frigo all'ultimo momento e aspettato che il cioccolato temperato si raffreddasse un pochino.
Il giorno dopo preparare la copertura, ho utilizzato il metodo dell' inseminazione, vale a dire sciogliere su un bagnomaria a fuoco medio, i 3/4 del cioccolato previsto , fino a farlo arrivare a 45°C, una volta sciolto aggiungere il resto, tritato, e mescolare rapidamente con movimenti circolari per abbassare la temperatura e creare, così, una specie di temperaggio.
Ho lasciato raffreddare un poco e poi ho prelevato le praline dal frigo tuffandole nel cioccolato.
Ho seguito l'ottimo suggerimento di Annarita ed utilizzato una forchettina di plastica a cui ho tolto i due rebbi centrali.
Poi ho lasciato sgocciolare brevemente ed adagiato su carta forno.
Come sempre le basse temperature esterne mi hanno permesso di far solidificare la copertura nel minor tempo possibile.
Per chi volesse dedicare un pensiero, questo è il mio termometro defunto dopo anni di onorato servizio ( e torture da parte mia!).
A noi resta solo la scelta della frutta, quella più bella profumata e di nostro gusto.
Decidete voi quando iniziare e quando smettere.
La certezza è il risultato : un liquore profumato, aromatico, dolce al punto giusto che farà impazzire le amiche.
A me è stato suggerito da Marina , era la ricetta che si faceva a casa sua, ho voluto farlo, iniziando a maggio ed inserendo di tutto.
Ora che siamo quasi a Natale, il mio liquore è pronto, l'ho imbottigliato per regalarlo, ma , ogni tanto, con la scusa di assaggiarlo, un goccetto non me lo toglie nessuno.
Lascio a chi passa di qui gli auguri di Buon Natale e felice anno nuovo e un auspicio: che l'anno nuovo ci faccia vivere tutti con più leggerezza.
AUGURI
Liquore tutti i frutti
Dosi e ingredienti semplicissimi.
Per semplificarvi la vita potete seguire le indicazioni di Marina e usare un bicchiere come misurino sia per lo zucchero che per i liquidi, io ho pesato tutto ;)
- 250 g di frutta matura e pulita
- 200 ml di alcool a 95° o 200 ml di grappa ( alternandoli di volta in volta)
- 200 g di zucchero
Cosa significa? Procuratevi un bel barattolone molto capiente ed iniziate ad aggiungere i primi 250 g di frutta che preferite, dovrete alternare una volta l'alcool e una volta la grappa.
Io per timore che venisse fuori una roba troppo forte, ho anche sostituito una sola volta l'alcool con 200 ml di vino bianco Pecorino.
Ho utilizzato:fragole, lamponi, ciliegie intere, nespole, pere, albicocche, pesche, melone retato, fichi d'india, arancia, mandarini, uva fragola e...beh! non posso di certo ricordarmi tutto!
Ho iniziato a maggio ed ho terminato a novembre.
Ora che è dicembre il mio liquore è pronto per essere regalato e bevuto.
Non mi stancherò mai di dolci, dolcetti e semifreddi, neanche a gennaio, neanche dopo le feste che hanno rimpinguato il mio girovita.
A guardarla bene, questa ricetta, è quasi dietetica, appena appena un paio di cucchiaini per addolcirsi bocca e spirito e sentirsi più buoni in questo inizio 2014... ed è buona anche per gli amici del Gluten Free (fri)day!!
Semifreddo all'anice stellato
dose per 7/8 porzioni monouso
- 40 ml ( massimo) di liquore all'anice stellato o un liquore all'anice
- 250 ml panna fresca
- 75 g albumi
- 150 g zucchero semolato
Preparare la meringa mescolando albumi e zucchero in una ciotola adatta ad essere posta su un bagnomaria.
Quando la temperatura è di 62°C versare il miscuglio in planetaria e montare , oppure montare con le fruste elettriche.
Nel frattempo semimontare la panna fresca e unirla alla meringa, una volta pronta, aggiungere il liquore, assaggiando e regolandovi secondo il vostro gusto; mescolare bene e versare in stampini monodose, oppure in un unico contenitore, porre in freezer a congelare, per una notte.
Prima di servire passare il contenitore rapidamente sotto un filo di acqua bollente, capovolgere su un piattino e decorare con il cioccolato fondente sciolto a bagnomaria.
L'ho vista da Due amiche in cucina e mi è piaciuta soprattutto per l'utilizzo dell'anice stellato.
Come tutte le vittime del blog, anche io mi sono immediatamente infatuata di questa spezia, bella da vedere, fotogenica al massimo, ma poi rimasta tristemente nel suo sacchetto di carta.
Visto che alla fine il sapore è quello dell'anice e un sacchetto era decisamente troppo per farne qualcosa, mi sono lasciata tentare dalla ricetta delle mie amiche.
Ho iniziato circa un mese fa e oggi ho effettuato il secondo passaggio, tra 30 giorni, quindi per l'anno nuovo ,potrò gustare questo liquore che è molto profumato e sa, neanche a dirlo, di anice.
Se poi vi viene anche un attacco d'arte, potrete provare a dare un vestito nuovo alla solita bottiglia e regalarla ad un'amica.
Liquore all'anice stellato
per un litro circa
- 400 ml alcool per liquori
- 400 ml acqua
- 300 g zucchero semolato
- 30 g anice stellato
- 3 chidi di garofano
- una stecca di cannella
Trascorsi i venti giorni preparare uno sciroppo con acqua e zucchero, far bollire per due minuti, spegnere e far raffreddare.
Filtrare il composto di alcool e spezie e unirvi lo sciroppo freddo, mescolare e versare in una bottiglia.
Far riposare trenta giorni prima di consumare.
Soprattutto per gli acquisti gastronomici: proprio non riesco ad impedirmelo e di fronte alle bancarelle delle fiere io resto incantata, guardo, tiro dritto dicendomi che , magari non mi occorre proprio quello che vendono, ma poi ci ricasco.
Si sa come sono le piccole città , quello è il corso, si cammina avanti e indietro e INEVITABILMENTE si capita DI NUOVO davanti alla bancarella in questione e, senza più remore, si procede all'acquisto.
La gioia che ne deriva ha qualcosa che sa di infanzia e di piaceri semplici, niente a che vedere con l'oggetto dei proprio desideri, ma, molto più modestamente, una letizia interiore che rasenta lo stato di grazia.
Dite che esagero? Sono sicura che anche per molte voi è così, a me è capitato con la liquirizia in polvere. Sono stata così soddisfatta del mio acquisto che ho impiegato quasi un anno prima di riuscire ad utilizzarla, eppure ero convintissima, ma poi...
Pensare ad abbinamenti insoliti e audaci mi sembrava troppo da sperimentatrice folle, nonostante avessi visto e letto di piatti stupendi con questo ingrediente.
Mi sono tenuta sul basico : un liquore alla liquirizia, che stazione al fresco del frigo e nessuno beve, e un gelato che ha avuto l'approvazione e le lodi del maritino .
Vi passo le ricette così come le ho realizzate.
Liquore alla liquirizia
dose per 1 litro abbondante di liquore
- 700 ml acqua
- 500 gr di zucchero
- 100 gr di polvere di liquirizia
- 500 ml di alcool
Mettere sul fuoco , mescolando sempre, portare a bollore.
Spegnere e lasciar raffreddare per tutta la notte.
Il giorno successivo unire l'alcool, versare in una bottiglia e conservare nel congelatore o nel frigo.
Gelato alla liquirizia
- 70 gr liquirizia in polvere
- 150 ml di latte
- 60 ml acqua
- 240 gr di panna fresca da montare
- 105 gr di zucchero
- 2 cucchiai di farina di semi di carrube
Far raffreddare.Conservare in frigo.
Scaldare il latte con 100 gr di zucchero e la liquirizia in polvere, far sciogliere bene, mescolando per evitare che la liquirizia in polvere formi un blocco che diventerebbe inpossibile da sciogliere.
Far raffreddare e conservare in frigo fino al momento dell'utilizzo.
Unire la farina di semi di carrube allo sciroppo mescolato al latte e liquirizia, far gonfiare per qualche minuto , unire la panna fresca, mescolare e versare nella gelatiera.
Procedere fino a quando il gelato non risulterà cremoso.
Conservare in frezeer in un contenitore con coperchio, lasciare a temperatura ambiente per 5'-10' prima di consumare.
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Metodo senza gelatiera:
Procedere allo stesso modo , versare il composto in un contenitore in acciaio precedentemente posizionato in frezeer.
Mescolare ogni 30' per 3-4 volte.


















