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mercoledì 27 marzo 2024

Scarcella pugliese per Pasqua

 


Ci siamo, tra qualche giorno è Pasqua, perché oltre a uova di cioccolata e colombe non fare un dolce tipico con le nostre mani? Questa volta ho voluto preparare una ricetta pugliese che con vari nomi e con qualche variante troviamo in tutto il sud del nostro paese. Quasi sicuramente la scarcella è nata salata, solo successivamente è divenuta dolce quando il prezzo dello zucchero è stato più accessibile. 

La forma tradizionale è quella di un tarallo intrecciato, al cui centro viene posto l'uovo, in epoca pagana simbolo di nuova vita e con il Cristianesimo rappresentazione della Resurrezione di Cristo. Il numero delle uova che la guarniscono deve essere sempre dispari.

Ingredienti: 

  • 500 gr di farina 00
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 3 uova 
  • 100 gr di strutto (o di olio evo)
  • 8 gr di cremor tartaro
  • un pizzico di bicarbonato di sodio
  • 50 gr di latte
  • un pizzico di sale
  • buccia grattugiata di 1 limone non trattato

Per guarnire
  • uova sode (tante quante ne vorrete utilizzare)
  • diavolini di zucchero colorati 
Sulla spianatoia formate una fontana con la farina setacciata insieme al cremor tartaro ed al bicarbonato, al centro ponete le uova con lo zucchero, lo strutto, la scorza grattugiata del limone ed iniziate ad unire gli ingredienti con una forchetta. 
Proseguite con le mani facendo assorbire man mano la farina ed aggiungete il latte poco per volta fino ad ottenere un impasto liscio e compatto, non troppo morbido ma ben lavorabile. 
Avvolgete l'impasto schiacciato nella pellicola e fatelo riposare in frigorifero per 30 minuti. 
Dopo il riposo riprendete l'impasto, sul piano leggermente infarinato create le forme che preferite. Se volete delle forme particolari come i coniglietti stendete l'impasto ad un po' più di 1/2 cm di spessore. Con dei cordoncini d'impasto intrappolate le uova sode sulle forme ritagliate e fate cuocere in forno già caldo a 180 gradi C fino a che saranno leggermente dorate (circa 25 -30 minuti secondo la forma).
Quando debbo cuocere forme particolari che potrebbero deformarsi in cottura, prima di andare in forno le lascio in frigorifero per almeno 30 minuti su vassoi in modo che non si rovinino e poi ben fredde le passo direttamente in forno.
Spennellate le scarcelle con del latte dove volete decorare con i diavolini di zucchero. 

Buona Pasqua a tutti! 


lunedì 2 novembre 2020

Pizza sette sfoglie di Cerignola per Ognissanti


Ci sono molti dolci tradizionali che fuori dal loro territorio sono poco conosciuti, ma non per questo meno buoni di quelli più famosi. 

Cercando un dolce per Ognissanti mi sono imbattuta in questa ricetta tipica pugliese, esattamente di Cerignola, ed ho voluto provarla.

E' caratterizzata da 7 sfoglie di pasta arricchite da un ripieno fatto di mandorle, pinoli, uvetta, cioccolato fondente, mostarda d'uva, zucchero, olio e spezie.

Una variante chiamata "pizza sette panni" ad Orta Nova è arricchita con liquore Strega e chiodi di garofano, ma viene anche chiamata "pizza di Tutti i Santi " o "dei morti" perché viene preparata il 1 novembre e può essere conservata fino a Natale, ma non posso credere che non sia mangiata prima!

Un impasto semplice, lo stesso con cui si realizzano le famose cartellate, arricchito con quello che si aveva a disposizione ed offriva il territorio, ma non per questo meno buono.



Ingredienti: (per una teglia da 20 cm di diametro)


Per la sfoglia

  • 400 gr di farina 00
  • 1/2 dl di vino bianco
  • 1 dl di olio e.v.o.
  • un pizzico di sale
Per il ripieno

  • 2 etti di mandorle pelate e tostate
  • 1/2 etto di pinoli 
  • 1 etto d'uva passa 
  • 1 etto di mostarda d'uva (o in mancanza di confettura di ciliegie)
  • 80 gr di cioccolato fondente
  • 1 cucchiaio di cannella 
  • 1 bustina di vanillina
  • scorza grattugiata di 1/2 limone
  • scorza grattugiata di 1/2 arancia
  • 1 etto e 1/2 di zucchero semolato
  • olio evo

Iniziate a preparare la pasta per le sfoglie. Versate la farina setacciata sulla spianatoia, formate una fontana e nel centro versateci l'olio evo ed il vino bianco fatti prima intiepidire, un pizzico di sale ed impastate fino ad avere l'impasto liscio ed omogeneo. Se dovesse risultare troppo asciutto durante la lavorazione aggiungete un goccio di vino sempre tiepido ed 1 cucchiaio di zucchero semolato. Coprite l'impasto con un panno e fate riposare almeno mezz'ora. 

Preparate ora gli ingredienti per il ripieno. 
Tritate le mandorle che avrete prima fatto tostare leggermente e riducete a scaglie il cioccolato. Potete decidere di mescolare tutti gli ingredienti in una ciotola, tranne l'olio, e di versarli a cucchiaiate sulle sfoglie oppure di spargerli separatamente mamo a mano sulle sfoglie. 

Cospargete di olio evo una tortiera da 20 cm.

Riprendete l'impasto e dividetelo in 7 parti di cui una leggermente più abbondante perché, dopo averla tirata molto sottile, ci rivestirete la tortiera anche sui bordi in modo da poterla richiudere alla fine sull'ultima sfoglia.Cospargetela di olio e versarvi 1/6 di tutti gli ingredienti. Continuate così con la seconda sfoglia, cospargetela di olio, degli altri ingredienti e così fino alla penultima sfoglia, mentre l'ultima dovrà essere solo cosparsa d'olio e di zucchero semolato, richiudendoci sopra il bordo della prima sfoglia. 
Cuocete in forno preriscaldato a 170 gradi C per 45 minuti fino a renderla appena dorata. 



Se vorrete provare la versione di Orta Nova aggiungete 100 gr di liquore Strega o di liquore all'anice, qualche chiodo di garofano ridotto in polvere e canditi suddividendoli tra i vari strati. Qualcuno aggiunge anche del cacao amaro in polvere e fichi secchi tritati, proprio perché ogni famiglia personalizza la propria pizza dolce secondo i propri gusti.

Alla prossima! 

 


domenica 11 settembre 2016

Il pasticciotto leccese


La prima volta che ho assaggiato un pasticciotto leccese è stato al raduno di cookine di Cookaround a Perugia ormai 6 anni fa. La nostra amica pugliese Adelaide infatti ci aveva preparato sia i pasticciotti che una torta pasticciotto per permettere a tutti i partecipanti di assaggiare questa meraviglia salentina. E' stato subito amore per questo dolce semplice ma gustosissimo, una frolla che avvolge un cuore di crema pasticcera, tanto che come ho trovato gli stampini adatti li ho comprati per poter rifare questi piccoli scrigni di bontà.
Sembra che la ricetta del pasticciotto leccese risalga al 1745, quando il proprietario dell'antica pasticceria Ascalone di Galatina provò a mettere insieme pasta frolla e crema pasticcera creando questo nuovo dolcetto, ma il risultato estetico non lo soddisfaceva tanto da definirlo un pasticciotto. Tuttavia chi lo assaggiò ne rimase talmente entusiasta che entrò di diritto nella produzione della pasticceria conservando il nome di "pasticciotto". La pasticceria Ascalone di Galatina è ancora nelle mani dei discendenti dell'inventore del pasticciotto e continuano a produrlo quindi se doveste avere la fortuna di visitare questa splendida cittadina del Salento dovete assolutamente andarci per gustare questa squisitezza.

Secondo la tradizione la caratteristica peculiare della frolla per il pasticciotto è la presenza dello strutto nell'impasto che la rende friabile, quindi se non volete usarlo potete sostituirlo con burro o margarina ma il risultato non sarà lo stesso.
La crema pasticcera invece deve essere piuttosto soda.

La ricetta che ho seguito l'ho presa dal sito "puglia.com" sperando sia la più vicina a quella originale, ho solo aggiunto 2,5 gr di ammoniaca per dolci nella frolla come indicavano tutte le altre ricette che avevo letto.
Ultima considerazione, vi indico la metà degli ingredienti previsti nella ricetta per la crema pasticcera, visto che me ne è avanzata esattamente la metà.



Ingredienti: (per 13 pasticciotti)

Per la frolla

  • 500 gr di farina 00
  • 250 gr di strutto
  • 250 gr di zucchero semolato
  • 4 tuorli d'uovo
  • i semi di una bacca di vaniglia
  • la scorza grattugiata finemente di 1/2 limone non trattato
  • 2,5 gr di ammoniaca per dolci  (aggiunta da me)
  • un pizzico di sale
Per la crema pasticcera
  • 1/2 lt di latte
  • 3 tuorli
  • 90 gr di farina 00
  • 160 gr di zucchero semolato
  • la scorza di 1 limone   (aggiunta da me)
  • i semi di 1/2 bacca di vaniglia  (aggiunta da me)

Per guarnire

  • 1 chiara d'uovo leggermente battuta (anziché il tuorlo indicato in ricetta)
Iniziate a preparare la frolla a mano amalgamando in una ciotola lo strutto freddo di frigorifero con lo zucchero ma senza montarlo.
Aggiungete quindi i tuorli, poi la farina a cui avrete mescolato l'ammoniaca ed il sale, per ultimi la scorza grattugiata di limone ed i semi di vaniglia. Come l'impasto è compatto avvolgetelo nella pellicola e fatelo riposare in frigorifero almeno 1 ora.





Preparate ora la crema pasticcera amalgamando in una ciotola i tuorli con lo zucchero e la farina insieme ad un goccio di latte freddo, mentre porterete a bollore il restante latte con la scorza di limone ed i semi di vaniglia.
Versate quindi il latte a cui avrete tolto la scorza di limone sugli altri ingredienti amalgamati girando immediatamente con una frusta, riversate il tutto nella casseruola ed a fiamma dolce fate addensare la crema girando sempre con la frusta.
Versate la crema ormai pronta in un recipiente di vetro con della pellicola a contatto e mettete in frigorifero per far freddare completamente.


Quando sarà fredda riprendete la frolla, stendetela a 1/2 cm di spessore, foderate ogni stampino facendone debordare un poco, punzecchiate con i rebbi di una forchetta sia il fondo che le pareti di frolla, riempite di crema pasticcera, ricoprire con un altro strato più sottile di frolla, sigillate i bordi togliendo l'eccedenza di pasta e schiacciando bene lungo la circonferenza in modo da far formare la cupoletta centrale, bucherellate anche la superficie superiore e fate riposare i pasticciotti in frigorifero per 1 ora.





Io non ho ecceduto con la pasticcera come dicevano i vari siti, ma la prossima volta voglio metterne un cucchiaio in più in ogni pasticciotto, così la cupoletta dovrebbe rimanere più accentuata dopo la cottura.
Non è necessario imburrare ed infarinare gli stampini perché la frolla è grassa e non si attacca.

Preriscaldate il forno a 220°C, spennellate la superficie dei pasticciotti con dell'albume appena battuto e fate cuocere a 220°C per 20 minuti. 


Fate intiepidire fuori dal forno per alcuni minuti e capovolgete gli stampini per staccare i pasticciotti.

A fine agosto, tornando da una vacanza a Porto Cesareo, mia figlia me ne ha portato un vassoio di classici e con vari ripieni che stanno conquistando il favore della clientela: alla classica crema pasticcera ed amarene, alla Nutella, al pistacchio, al cocco, bigusto, ce n'è veramente per tutti i gusti, anche se i tradizionali restano sempre questi.

Dimenticavo, in Puglia il pasticciotto abitualmente si gusta tiepido a colazione, ma vi assicuro che sarà perfetto in ogni momento in cui vorrete concedervi un dolcetto, anche freddo!! =^-^=