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lunedì 5 febbraio 2018

Cartocci palermitani alla crema o Macallè per un Carnevale goloso


Come ogni anno quando arriva Carnevale non riesco a rinunciare a qualche dolce fritto.  
Così dopo le solite riflessioni " al forno sono molto più leggeri...e poi non si invade la casa di odore di fritto!", finestre spalancate, cappa aspirante in funzione e cappellino se non posso fare subito lo shampoo, si frigge!
Stavolta sono voluta tornare nell'amata Sicilia per riassaporare il gusto dei cartocci palermitani alla crema pasticcera, ma avrei potuto riempirli anche con crema di ricotta e gocce di cioccolato (come i cannoli siciliani) che a Palermo è la farcitura più classica, oppure con crema al cioccolato o crema ai pistacchi. 
L'importante è ottenere un impasto che dopo la frittura rimanga croccante senza assorbire olio ed ho scelto una ricetta che non prevede uova nell'impasto.
Saranno necessari dei cilindri di alluminio (quelli per i cannoli per intenderci) intorno ai quali avvolgere la pasta lievitata, ma se non li avete potete anche crearli da soli come ho fatto io che non avevo sufficienti cilindri. Basterà utilizzare della carta di alluminio doppia avvolta a cilindro e fermata con una spillatrice ed il gioco è fatto.
Armatevi solo di un po' di pazienza per aspettare i tempi di lievitazione, per il resto è tutto molto rapido.




Ingredienti: (per 11 cartocci)

Per la pasta lievitata

  • 500 gr di farina 00
  • 2 cucchiaini di sale fino
  • scorza grattugiata di 1/2 limone non trattato
  • 50 gr di zucchero semolato
  • 1 bustina di lievito di birra disidratato
  • 250 gr di acqua a temperatura ambiente
  • 70 gr di strutto

Per la crema pasticcera
  • 1 lt di latte
  • 160 gr di tuorli (circa 6)
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 120 gr di farina 00
  • scorza di limone non trattato oppure 1 bacca di vaniglia

Per guarnire
  • zucchero semolato
Comiciate a preparate l'impasto mescolando la farina setacciata con sale e scorza di limone. 




In acqua sciogliete il lievito disidratato e lo zucchero, unite il liquido alle polveri ed amalgamate con la planetaria.






Ora aggiungete un poco per volta lo strutto a pezzettini senza aggiungere un altro pezzetto prima che il precedente sia amalgamato e fate ben incordare l'impasto.



Lavorate a mano un attimo sul piano l'impasto che risulterà liscio e compatto e ponete a lievitare nella ciotola fino al raddoppio coperto con pellicola.


Così si presenterà l'impasto dopo la lievitazione.


Mentre l'impasto sta lievitando preparate la crema pasticcera nel solito modo e lasciatela raffreddare coperta con pellicola a contatto.

Sgonfiate l'impasto con i pugni e dividetelo in pezzi da 80 gr ciascuno, formatene dei cordoni lunghi 30 cm e avvolgeteli sul cannello oleato sigillando bene inizio e fine sotto gli altri giri di pasta.
Ponete i cartocci su una teglia foderata di carta da forno coperti con pellicola e fateli lievitare nuovamente fino al raddoppio rigirandoli delicatamente a metà lievitazione.






Friggeteli in olio profondo a non più di 150°C fino alla loro doratura.


Fateli scolare su carta assorbente, sfilate i cannelli e passateli nello zucchero.



Una volta freddi riempiteli di crema pasticcera o crema di ricotta (ricotta, zucchero e gocce di cioccolato), o di crema al pistacchio, o di crema al cioccolato, come più vi piacciono insomma.




Sono deliziosi, asciutti e fragranti, fateli e ne rimarrete conquistati.

Buon Carnevale a tutti!!  =^-^=

sabato 29 ottobre 2016

La Polacca - dolce alla crema tipico di Aversa



Spesso girovagando nel web si scoprono ricette tipiche delle nostre province che purtroppo sono conosciute solo entro i limiti della stessa provincia. 
Questo dolce l'ho scoperto casualmente e mi è piaciuto subito. 
Il nome "Polacca" deriverebbe dal fatto che nel 1926 una suora polacca del convento delle Cappuccinelle di Aversa diede la ricetta di un dolce polacco ( che dovrebbero essere i  Drożdżówki z kremem )  al pasticcere Nicola Mungiguerra, lui la rielaborò e le diede questo nome. Per 50 anni la sua pasticceria donò ogni domenica alle suore del convento una "polacca" come segno di gratitudine.
La fortuna di questo dolce è stata tale che da allora è divenuto il dolce tipico della domenica e nella versione più piccola il dolce della tipica colazione di Aversa.
Si tratta di un pan brioche farcito con crema pasticcera ed amarene.
Il pan brioche può contenere una piccola quantità di farina di mandorle, oppure di fecola di patate o di patate lesse come nella ricetta dello chef Giuseppe Daddio che ho seguito.
L'impasto del pan brioche è abbondante, quindi vi consiglio di raddoppiare la quantità di crema pasticcera e così ottenere due polacche, vedrete che finiranno in poco tempo.

Ingredienti: (per 2 polacche da 24 cm di diametro)

Per il pan brioche

  • 350 gr di farina 00
  • 150 gr di patate lesse e schiacciate
  • 10 gr di lievito di birra
  • 120 gr di zucchero semolato
  • 15 gr di miele
  • 120 gr di burro a pomata
  • 150 gr di uova (dovrebbero essere 2 uova grandi)
  • 10 gr di sale
  • 200 ml di latte
  • buccia grattata di un limone non trattato
Per la crema pasticcera
  • 1 lt di latte
  • 8 tuorli
  • 8 cucchiai di farina 00
  • 16 cucchiai di zucchero
  • scorza di limone 
  • i semi di una bacca di vaniglia
Amarene sciroppate per la farcitura 

Per guarnire
  • tuorlo misto a latte
  • zucchero semolato
  • granella di zucchero

Iniziate a preparare la crema pasticcera montando i tuorli con lo zucchero e la farina. Portate ad ebollizione il latte con la scorza di limone ed i semi di vaniglia, aggiungetelo ai tuorli montati dopo aver tolto la scorza e rimettete tutto su fuoco basso fino a che la crema non si è addensata. Versatela in un recipiente di vetro con pellicola a contatto e fate raffreddare.

Per il pan brioche versate nella planetaria la farina, le patate lesse, lo zucchero, il lievito di birra, il miele, metà del burro ed un uovo. 


Fate amalgamare con il gancio ed in un secondo momento aggiungete l'altro uovo, il restante burro, il latte poco per volta e la raspatura del limone.

Fate lavorare l'impasto con il gancio fino a che non si sarà incordato avvolgendosi intorno al gancio e lasciando pulite le pareti della planetaria.


Prendete l'impasto, sul piano di lavoro leggermente infarinato fate la pirlatura (cioè con delicatezza formatene una palla) e rimettetelo in un recipiente leggermente infarinato e coperto per circa 40 minuti.
Riprendete l'impasto, dividetelo in 4 e ricavatene con il mattarello sopra a della carta da forno 4 dischi di 2 millimetri di spessore.
Versate la crema pasticcera su un disco lasciando liberi 2 cm di bordo.
Disponete sulla crema le amarene ben sgocciolate e ricoprite con un altro disco. 


Coppate con una teglia e sigillate i bordi con i rebbi di una forchetta.



Lasciate lievitare le polacche per un'altra ora, spennellatele con tuorlo misto a latte... 


...cospargete di zucchero semolato e granella di zucchero, fate cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 40 minuti a metà forno. Per evitare che il fondo bruci usate una teglia, mentre per far colorire la superficie potete accendere per pochi minuti il grill mettendo le polacche molto lontane affinché non si scuriscano troppo. 


Con lo tesso procedimento potrete creare le polacche monoporzione per la colazione. Basterà allungare la lievitazione dell'impasto appena realizzato fino al raddoppio. Dopo aver formato dei rettangoli d'impasto di 7 x 15 cm farcirete ogni rettangolo con della crema pasticcera e delle amarene, chiudendo il fagottino e disponendolo con la chiusura rivolta in basso su carta da forno e farete lievitare nuovamente fino al raddoppio del volume. Quindi procederete per il resto come per la polacca grande. 

Io questa volta avevo seguito le indicazioni per la lievitazione di un sito e mi sono resa conto dopo che invece lo chef Daddio per la polacca grande fa lievitare meno. Normalmente infatti quella grande non dovrebbe avere l'impasto molto soffice che invece caratterizza le monoporzioni. Voi seguite le indicazioni che vi ho dato sopra ed otterrete la giusta consistenza.

Comunque nel formato torta o nel formato saccottino la polacca è veramente squisita, provatela!!  

Alla prossima ricetta!!=^-^=  

mercoledì 14 settembre 2016

Maritozzo romano con la panna...e le sue origini romantiche!


Chi può dimenticare il maritozzo con la panna che la domenica mattina andavo a prendere con le amichette nella pasticceria del quartiere.
All'uscita dalla messa a cui partecipavano tutti i bambini che frequentavano il catechismo era una tappa obbligata, una rapida corsa attraversando la piazza e quelle meraviglie profumate erano lì in bella mostra nella vetrina che aspettavano solo noi. Morbidi, biondi, con una leggera glassatura di zucchero che si sgretolava ad ogni morso ed al centro la farcitura di candida panna montata.
Anche se poi da ragazza ne ho mangiati di buonissimi in centro in qualsiasi momento della giornata, nei miei ricordi resta il dolce della colazione domenicale.
E per i veri romani è proprio il dolce della colazione, accompagnato da un buon caffè o da un cappuccino, i "cornetti" sono una modernità che ha preso piede in seguito, buonissimi se ben fatti ma nulla a che vedere con la goduria che può darti un maritozzo con la panna.
Le sue origini sono molto antiche, un pò come tutte le meraviglie artistiche della nostra città, già gli antichi Romani avevano l'abitudine di mangiare delle pagnotte dolci arricchite con uva passa.
Durante il Medioevo si arricchì di miele e burro e diventò l'unico dolce che si poteva mangiare durante la Quaresima. 
Il suo nome quasi sicuramente deriva dal modo scanzonato e tutto romano di alterare il nome "marito". Questo perché due usanze lo legano al futuro marito. 
Una voleva che il primo venerdì di marzo (ricorrenza che poi sarebbe diventata l'attuale San Valentino) il fidanzato regalasse questo dolce alla futura sposa spesso nascondendo all'interno del maritozzo un anello o un altro oggetto d'oro.
L'altra invece voleva che le ragazze in età da marito preparassero queste pagnottelle e le portassero in piazza. La ragazza che aveva preparato i maritozzi più buoni riceveva le attenzioni dei giovani del paese.
Solo in seguito il maritozzo si è arricchito con la panna montata, pur conservando il sapore semplice della tradizione povera e contadina, tradizione da cui provengono tutti i piatti tipicamente romani più conosciuti ed apprezzati.
La ricetta che ho seguito l'ho presa dal sito "noi di Roma" che racconta la nostra città a 360°, comprese le ricette della gastronomia tipica romana.




Ingredienti: (per 12 maritozzi)

Per l'impasto

  • 500 gr di farina manitoba
  • 250 ml di acqua tiepida
  • 12 gr di lievito di birra fresco
  • 95 gr di zucchero + 1 cucchiaino per attivare il lievito
  • 5 gr di olio di semi di mais
  • la scorza grattugiata di 1 limone o di 1 arancia non trattati
  • 2 tuorli
  • 30 gr di arancia candita
  • 30 gr di pinoli
  • 30 gr di uva passa
  • 6 gr di sale
Per la glassatura
  • 100 gr di acqua
  • 150 gr di zucchero
Per la farcitura
  • 500 ml di crema di latte da montare
  • 40 gr di zucchero a velo  (facoltativo)
Iniziate a sciogliere il lievito di birra con 1 cucchiaino di zucchero in un goccio di acqua tiepida.

Mescolate nella planetaria o sulla spianatoia la farina con lo zucchero ed aggiungete il lievito sciolto con il cucchiaino di zucchero nonché la rimanente acqua sempre tiepida a cui avrete unito l'olio di semi,il sale e la scorza grattugiata di limone.
Amalgamate rapidamente i liquidi con le polveri, aggiungere anche i tuorli d'uovo ed impastate per circa 7 minuti fin a che non si tutto ben amalgamato ed incordato attorno alla foglia della planetaria.
Nel frattempo avrete lasciato rinvenire in acqua fredda per 10 minuti l'uva passa. Strizzatela ed asciugatela ed unitela insieme ai pinoli ed ai canditi sul piano di lavoro lavorando un pò con le mani l'impasto.
Infarinate una ciotola e disponeteci il panetto coperto con pellicola lasciandolo lievitare per almeno 2 ore.



Quando l'impasto ha raddoppiato il suo volume dividetelo in 12 pezzi ( a me son venuti di circa 81 gr ciascuno), lavorate col palmo della mano sul piano di lavoro ogni pezzo per formare una pallina e mettetele sulla teglia coperta con carta da forno e coperte da pellicola per lievitare ancora 30 minuti.



Riprendete ogni pallina, lavoratela sul piano dandole una forma allungata e riponete nuovamente sulla teglia foderata di carta da forno avendo l'accortezza di distanziarle bene tra di loro perché aumenteranno notevolmente di volume, coprite con pellicola e fate lievitare ancora 1 ora in luogo riparato.



Intanto preparate lo sciroppo per la glassatura in un pentolino facendo sciogliere e poi ridurre a fiamma bassa l'acqua con lo zucchero fino ad ottenere uno sciroppo abbastanza denso che lascerete raffreddare.
Fate riscaldare il forno a 180°C e cuocete i maritozzi per 18-20 minuti.
Ancora tiepidi spennellarli con lo sciroppo di zucchero e metterli ad asciugare nel forno spento per 10 minuti, quindi fuori dal forno lasciateli raffreddare.



Montate la crema di latte ed eventualmente addolcitela secondo i vostri gusti.
Ormai freddi praticate longitudinalmente un taglio e farciteli con la panna montata. 



Una leggera spolverata di zucchero a velo ed i vostri maritozzi per la colazione tipica romana sono pronti! 
Alla prossima ricetta! =^-^=

sabato 26 dicembre 2015

Il Kulich russo (in versione natalizia) ...buone feste a tutti!!


Questa volta con l'Abbecedario culinario mondiale dalla Mongolia abbiamo solo dovuto attraversare il confine per giungere in Russia, il paese della tappa che dal 21 dicembre fino al 10 gennaio è ospitata dalla nostra Tamara di "Un pezzo della mia maremma".



E' un paese che da sempre mi ha affascinata, dall'architettura delle sue chiese alle sue danze tradizionali per esempio, e con l'Abbecedario ora sono a scoprire anche le sue tradizioni gastronomiche.
Del dolce che ho voluto realizzare avevo scoperto tempo fa una curiosità leggendo un articolo sull'origine della forma tradizionale del nostro panettone.
Negli anni '20 il pasticcere milanese Angelo Motta ebbe l'incarico di preparare 200 Kulich per la comunità russa di Milano e dalla forma di questi ebbe l'idea d fasciare di carta paglia il proprio panettone (che fino ad allora aveva la forma di una pagnotta) e di farlo sviluppare in altezza.
Se quindi uno dei nostri dolci più emblematici del Natale ha questa forma lo si deve al kulich russo.
Anche se il kulich è il pane dolce tipico della Pasqua russa farlo in questo periodo natalizio è forse il modo migliore per confrontarlo col nostro panettone.
Questa ricetta che ho seguito è tratta da "Il libro del cibo gustoso e sano" del 1952. Nel sito "Pechemdoma.com" utilizzano due stampi a cerniera, io però ho voluto utilizzare le vecchie latte come fanno in Russia e me ne sono servite 4 da 800 gr che prima contenevano pomodori pelati, rivestendone il fondo e le pareti con carta da forno.




Ingredienti:

  • 350 gr di farina 00
  • 120 gr di zucchero
  • 120 gr di latte
  • 100 gr di burro a temperatura ambiente
  • 5 gr di lievito di birra disidratato
  • 1/4 di cucchiaino di sale
  • 2 uova medie
  • scorza grattugiata di limone, aroma di vaniglia, volendo anche cardamomo in polvere, noce moscata grattugiata
Per due Kulich ho mescolato all'impasto
  • 40 gr di uva passa
  • 40 gr di arancia candita
  • un cucchiaio di mirtilli rossi essiccati
Per gli altri due
  • 40 gr di gocce di cioccolato fondente
Per la glassatura
  • 1 albume d'uovo
  • 125 gr di zucchero a velo
  • 1 cucchiaio di succo di limone
Per decorare 
  • perline di zucchero o zuccherini a piacere
Cominciate a setacciare metà della farina, aggiungetevi il lievito disidratato sciolto nel latte tiepido, impastate e coprite per far raddoppiare di volume in un posto caldo (ci vorranno circa 3 ore).



Quando la prima massa ha lievitato montate con le fruste le due uova con lo zucchero aggiungendo l'aroma che preferite (io vaniglia e scorza di limone grattugiata).



Riprendete ora la massa lievitata e stracciatela in piccoli pezzi in una ciotola dove avrete setacciato l'altra farina rimasta.
Nel centro versatevi le uova montate con lo zucchero e mescolare con le mani fino ad ottenere un impasto morbido (se necessario aggiungete altri 30 gr di latte).






Lavorate quindi l'impasto sul piano di lavoro senza infarinarlo sollevando l'impasto e ripiegandolo per 10 minuti.



A questo punto aggiungetevi il burro morbido un pezzetto per volta continuando a lavorare l'impasto per 15 minuti fino a che tenendolo con le mani non riuscirete a staccarne una senza che l'impasto vi rimanga attaccato.







Formare una palla e lasciare lievitare coperto in luogo caldo per altre 2 - 3 ore fino al raddoppio del volume.



Mettete nel frattempo a macerare l'uva passa in un pò di rum.
Sgonfiate l'impasto lievitato pizzicandolo e dividetelo in 2 parti.
Sul piano di lavoro incorporate in una l'uva passa ben asciugata dal rum e passata nella farina, i mirtilli essiccati e l'arancia candita a pezzetti.
Nell'altra metà d'impasto incorporate invece le gocce di cioccolato.


Dividete ogni porzione d'impasto in due, ponetela su un piatto oleato e con le mani anch'esse oleate lavoratelo chiudendolo a fagottino.



Ponete ogni porzione nella latta rivestita di carta da forno e mettetele a lievitare coperte in luogo caldo ancora fino al raddoppio del volume.




Per questo motivo l'impasto deve arrivare a circa 1/3 dell'altezza della latta.



Una volta raddoppiato il volume porre a cuocere in forno già caldo a 180°C per 40 minuti.

Una volta estratti dalla latte infilzate la base di ogni kulich con due stecchini e metteteli a raffreddare a testa in giù perché non si sgonfino. Io li ho riappoggiati all'interno della stessa latta per tutta la notte.



Una volta completamente freddi e certi che mantengano la loro forma formate una glassa con un albume d'uovo, 125 gr di zucchero a velo ed 1 cucchiaio di succo di limone.

Immergete la sommità del kulich nella glassa e decorate con perline di zucchero o zuccherini a piacere.


Ed ora veniamo al confronto con il nostro panettone. In proporzione il nostro dolce natalizio è più ricco di uova e più dolce e questo conferisce un colore più giallo ed una maggiore morbidezza all'impasto.
Non dimentichiamo che in Russia lo considerano un pane dolce e lo mangiano per la prima colazione di Pasqua, accompagnandolo con tè o caffè e spalmandolo anche con burro e confettura, oppure accompagnandolo al Paskha di formaggio.

Colgo l'occasione per augurare buone feste a tutti!!  

Alla prossima ricetta =^-^= !!