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venerdì 7 aprile 2017

Mini Tiramisù alla nocciola facile e veloce


Ci sono giorni in cui sono talmente stanca da non avere voglia di fare nulla... e che ci crediate o no, nemmeno di accendere il forno.
La vita di una mamma-moglie-blogger-prof non è facile. A volte mi dico che non  mi basterebbe una giornata fatta di 48 ore per riuscire a fare tutto ciò che vorrei. Altre volte invece  quelle 48 ore me le farei di sonno, di filato e senza “passare dal via”!
E caso strano... proprio in quegli stessi giorni ho anche un'irrefrenabile voglia di dolce... di un bel dolce coccoloso e rassicurante, goloso ma senza complicazioni... un dolce che non tradisce mai... Sì. Proprio lui. Un bel Tiramisù... non per niente ha un nome che è una garanzia in quelle "giornate lì".
Infatti il nome di questo mitico dolce, come racconta un’auterevole fonte,  deriva dalle elevate capacità nutrizionali dei suoi ingredienti (uova, zucchero, savoiardi, caffè, cacao…) che si ispirano a quelli dello “sbatudin”, dolce povero ed energetico della tradizione veneta a base di tuorlo d’uovo montato con lo zucchero, destinato soprattutto ai bambini, agli anziani e ai convalescenti, anche se in realtà le origini di questo mitico dessert sembra risalgano addirittura a Cosimo III de’ Medici!
Personalmente adoro il Tiramisù tradizionale: l’amaro del caffè e del cacao trovano il loro ideale completamento nei savoiardi e nella crema di mascarpone,  ma qualche giorno fa ho fatto questa versione mini, e per non farmi mancare proprio nulla, ho unito alla ricetta il mio gusto preferito... la nocciola! E siccome non avevo savoiardi, previsti nella ricetta classica del Tiramisù, li ho sostituiti con dei frollini al cacao. Un successone! Facilissimo, velocissimo e goloso al punto giusto: 10 minuti di coccole per ripartire con il piede giusto.

A volte basta veramente poco per dare a una giornata nera un sapore...ehm... un colore diverso!



 Ingredienti:

  • 150g di frollini al cacao (per me senza glutine)
  • 2 uova
  • un cucchiaio di pasta di nocciole
  • 200gr di mascarpone
  • 150gr di panna da montare
  • 2 cucchiai  di zucchero
  • 2 tazzine di caffè 
  • Bayleis (opzionale ma ci sta proprio bene! )
  • cacao amaro
per 6 - 8 persone

Separa i tuorli dagli albumi e monta i tuorli con lo zucchero. Unisci il mascarpone e e la pasta di nocciole e amalgama bene alla crema di uova. Monta gli albumi a neve e metti da parte.  Monta la panna e uniscila agli albumi mescolando dal basso verso l'alto per non smontarli. Infine unisci le due masse delicatamente (tuorli e albumi) mescolando delicatamente.
Mescola il caffè con 1 tazzina d'acqua e 1 di Bayleis.
Sistema uno strato di biscotti nella cocotte monoporzione o in una coppa , spennellali con la bagna al caffè, spalmaci sopra un cucchiaio di crema quindi ripeti l'operazione con un  secondo strato di biscotti e di crema e un terzo strato. Completa con un'abbondante spolverizzata di cacao amaro e qualche ciuffetto di crema.

Se vuoi pastorizzare le uova per renderle più sicure prepara uno sciroppo con acqua e zucchero e portalo a 121°, quindi versalo a filo sui tuorli già montati, continuando a montare con la frusta elettrica fino a che non si raffredderanno. Per pastorizzare gli albumi fai la stessa operazione.



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lunedì 20 febbraio 2017

Cronaca di un pomeriggio di ordinaria influenza...

Qualche giorno fa ho preso una brutta influenza che mi ha tenuto ferma per qualche giorno dal lavoro ( incredibile ma vero, o così o mi dovete sparare alle gambe...come dicono i miei alunni!).
Ho passato così un pomeriggio "tutt'uno" col divano e il plaid  nella speranza che bustine, aspirine e sciroppi facessero effetto al più presto . Unico desiderio: se proprio dovevo rimanere ko, trovare qualcuno (tra marito e figli) disposto a coccolarmi e servirmi un buon tè caldo con i miei biscottini  preferiti. Visto che però i figli erano intenti a entrare e uscire di casa per andare in palestra, lezione di inglese, catechismo, lezioni di flauto, compiti dall’amica del cuore  e il marito, porello, era impegnato nel suo secondo lavoro ovvero autista, in nero, dei figli, mi sono tirata su e il tè me lo sono fatta da sola.
Riappropriatami del divano per ingannare il tempo e dimenticare la delusione di non avere potuto concretizzare il mio “ambizioso progetto”,  ho fatto un po' di surf tra le pagine di siti alla ricerca di cose interessanti.  Indovinate quali parole googlavo? Troppo facile? Già.... Cucina, pasticceria, attrezzature da pasticceria.... e proprio durante la ricerca di un termometro per pasticceria (il mio temo mi stia abbandonando) mi sono imbattuto in Lionshome.it: non l'avessi mai fatto!!!!!
Mai visto tante cose belle, tutte insieme e tutte che desideravo da un saccooooo! Curiosando qua e là ho scoperto però che non si tratta di un semplice sito di vendita, come mi era sembrato appena arrivata, ma di un vero e proprio motore di ricerca dedicato alla casa, al giardino e all'arredo in generale che seleziona un’infinità di articoli  in base a ciò che ti serve: cliccando sui vari prodotti poi arrivi direttamente nel sito dell'azienda che lo vende, col vantaggio di avere così una scelta variegata e i prezzi  migliori.
Oltre a una marea di cose stilose per la casa quindi c'è anche una sezione tutta dedicata alla cucina e una alla pasticceria! Praticamente uno stipendicidio per una pastry-addicted come me!
Vuoi uno stampo per Pandoro da 250g (finalmente potrò fare un Pandoro piccolino solo per me che sono celiaca proprio con la forma da...pandoro!)? Lì c'è!
Hai mai visto uno stampo da plumcake apribile??? Sì...sì, proprio di quello con i lati spioventi..!Lì c'è!

E poi, gira gira che cosa ho trovato??? Tadan!

Non è fighissimo?!
Questo dosatore è l'ideale per evitare questo....




Alzi la mano chi non si è mai trovato in questa situazione... Non barate! Tanto lo so che siete tutti pasticcioni come me!  Ogni volta che devo fare i muffins combino sempre questo pasticcio, in particolare se l'impasto è tendente al liquido e ha la consistenza di una pastella: anche se ripulisco alla meglio prima di infornare, zigzagando tra un pirottino e l'altro, rimangono sempre residui che finicono con l'incrostarsi irrimediabilmente dopo la cottura e obbligarmi a lasciare in ammollo lo stampo per non rovinarlo durante la pulizia. Uff!
Senza contare che con quel bicchiere graduato ogni muffin avrà la stessa quantità di impasto!
Niente, ho deciso : deve essere mio! Così in quattro e quattr'otto ho fatto l'ordine, insieme al termometro e  per pochi euro ho risolto due piccoli inconvenienti che mi trascino da mesi.

Continuo a serfare e mi ritrovo  in una pagina di tatuatori: ve l'avevo detto che volevo farmi un tatoo? Già... nella vecchiaia...
A volte si cambia, a volte invece è qualcosa che hai già dentro e che trova il momento giusto per uscire...
Il mio momento è ora...
Giro in cerca di ispirazione: so quello che voglio e quando lo vedrò lo riconoscerò.
Intanto salvo foto in cartelle virtuali che possano in qualche modo avvicinarsi alla mia idea...




E dopo? Dopo... ovvero quasi alle 19,00 (il tempo passa in fretta quando ci si diverte!) ho improvvisato una cena veloce a base di pane raffermo tostato e cunzato (condito) con sale, olio, origano e pomodori e ho fatto un rinfresco al mio li.co.li. appena nato... ma di questo vi racconterò nel prossimo post!





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mercoledì 22 giugno 2016

L’affettatrice di una volta: una moda senza tempo che permane nelle antiche trattorie italiane.



L’amore per la tavola e per quelle tradizioni che fanno della cucina nostrana una delle più apprezzate al mondo ha memoria ma non conosce tempo.

In alcuni parti d’Italia trovano posto le più antiche trattorie del territorio, dove il passato è sempre attuale, seppur rivisitato in chiave moderna.

In questi ristoranti d’altri tempi possiamo ancora ammirare uno dei simboli della cucina tradizionale italiana: le affettatrici manuali a volano, quella di una volta, quelle belle da vedere che sono, quindi, anche preziosi oggetti di design, oltre che – naturalmente – strumenti di cucina fondamentali.

Parlare dell'affettatrice a volano per me rappresenta un tuffo al cuore: i miei ricordi di bambina sono legati a questo stumento. Avevo 5-6 anni quando mia madre andava a lavorare,  spesso passavo i pomeriggi a giocare fuori dalla bottega della mia nonna materna, nonna Teresa. All'ora di merenda la nonna mi chiamava dentro, prendeva un panino, lo tagliava  e poi si avvicinava all'affettatrice dove c'era già pronta una grossa mortadella : con una mano avviava la manovella dell'affettatrice con l'altra tirava via come per magia una fettona profumata di mortadella e la tuffava nel panino, lo richiudeva, lo schiacciava bene  col palmo della mano e me lo porgeva, avvolto in un pezzo di carta marrone, quella del pane.
Che poesia!
Quella stessa poesia che potete trovare in una di quelle trattorie dove andare a mangiare è un'esperienza sensoriale impagabile.



Pieri Mortadele - Udine




Copy: Cibodistrada


Ospite quotidiano di questo ristorante udinese è la mortadella che è protagonista dell’aperitivo,in compagnia di una gustosa selezione di formaggi e un ottimo bicchiere di vino rosso.

Antica Osteria ai Ranari - Mantova
















 Copy: Ranari.it


Il piatto forte di questa Osteria di Mantova è il fritto di rane: decisamente particolare, quanto gustoso.
Anche le lumache sono molto richieste, insieme agli stuzzicanti aperitivi, lo strudel di verdure, trippa in brodo e tanto altro ancora.

Ai Barnabiti - Udine

 
















Copy: osteriaaibarbabiti


Si torna a Udine e l’atmosfera si fa soft. Ad accogliervi non vi aspettano solo invitanti portate ma anche alcuni dei più famosi proverbi friulani, dipinti su più di una parete del locale.

Al Cappello


 
















Copy: Tripadvisor

Con il suo originale soffitto ricoperto di cappelli di tutti i tipi, dove gustare tantissimi tipi di tartine calde farcite con gli ingredienti più disparati oppure godersi un’indimenticabile aperitivo.

Articolo scritto in collaborazione con Freccia Inox














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