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domenica 7 luglio 2024

ZUCCHINE GRATINATE

 

 
Contenta, ma anche in difficoltà per la numerosa produzione di zucchine del mio orticello. Perciò gran ricerca di preparazioni diverse.
Ho trovato questo pratico e semplicissimo modo di farle e pazienza se, nonostante il caldo, ci vuole il forno: basta accenderlo e uscire dalla cucina.

     Ingredienti

4/5 zucchine per una teglia da forno completa
pangrattato q.b.
1 spicchio di aglio
parmigiano grattugiato q. b.
peperoncino in polvere ( se gradito )
olio evo

     Procedimento

Tagliare le zucchine a rondelle molto sottili e distribuirle sulla teglia, coperta da cartaforno. Cospargerle di pangrattato, distribuire fettine sottili di uno spicchio d'aglio, aggiungere il parmigiano grattugiato, irrorare con poco olio e mescolare tutto molto bene. Livellare le zucchine, cospargerle ancora con poco pangrattato e distribuire ancora un  po' d'olio. Eccole pronte da infornare:
 
 

 
 Forno ventilato a 180° per circa 20/25 minuti o finché risultano dorate.
 
 

 

martedì 21 novembre 2023

CIPOLLE DI TROPEA RIPIENE

 
 
 
 
Tempo fa ho visto una interessante ricetta in una confezione di cipolle rosse di Tropea del mercato, e oggi ho deciso di prepararle. Per dir la verità queste non sono proprio le veraci, ma quelle che ho coltivato nell'orto, tipo Tropea. Le ho trovate decisamente particolari e buone, perciò le consiglio.
 
      Ingredienti

4 cipolle rosse di Tropea
4 cucchiai di pangrattato
2 cucchiai di parmigiano gratt.
1 manciata di prezzemolo
1 cucchiaino di pinoli grossolanamente tritati
olio evo
sale e pepe q.b.

     Procedimento

Tagliare le cipolle a metà in senso orizzontale e scavarle per ottenere delle scodelline. Mescolare in una ciotola la loro polpa tritata assieme al prezzemolo, con il pangrattato, il formaggio, i pinoli, sale e pepe. Aggiungere poco olio, quel tanto da compattare leggermente il miscuglio e riempire con questo le scodelline. Riporle in teglia da forno oliata, ungerle ancora con poco olio e infornare a 180° per circa 30 minuti.
 
 
 

 

mercoledì 20 settembre 2023

CRESPELLE AL REFOSCO

 

 
Scartabellando come al solito, son capitata tra ricette istriane e, quando ho letto questa, non ci ho messo niente a prepararla: mi son dovuta solo procurare un buon refosco, non istriano-purtroppo- ma sempre buono.
 
Per intenderci: astenersi astemi...😁 ... Non tanto per le crespelle, quanto per la salsina d'accompagnamento.

Sul libro la ricetta riporta soltanto gli ingredienti e non le quantità e ancora il modo di procedere per preparare la salsina. Pertanto sono andata ad occhio, seguendo come base le crespelle che sono solita fare.

     Ingredienti

125 g farina 00
2 uova
1/8 di latte intero
1/8 di refosco
sale

Sbattere uova, latte e sale. Aggiungere la farina setacciata e mescolare bene; infine unire il vino ed omogeneizzare il tutto. Far riposare una mezz'ora. L'impasto ha questo colore:



     Farcia

Come farcia ho usato confettura di susine ( com'era suggerito ) e gelatina di uva ( che mi sembrava più pertinente ), tutte ovviamente home made.

     Salsina per accompagnare

Rosolare del pangrattato fine in poco burro e poi aggiungere tanto refosco da rendere il tutto cremoso ( ce ne va una discreta quantità! ) e addolcire con zucchero a velo vanigliato.
 
 

 

martedì 10 gennaio 2023

INVOLTINI DI VERZA

 

 
Avevo comperato un bel cavolo verza per fare la verza al forno, che mi era tanto piaciuta in questa ricetta. Così ho approfittato per usare le foglie grandi, esterne, per preparare gli involtini che da tempo mi attiravano.

     Ingredienti

8 foglie di verza
   Per la farcia:
480 g di carne di maiale tritata ( non avendo tanto maiale ho aggiunto manzo e salsiccia )
100 g pecorino grattugiato
1 uovo
3 cucchiai di pangrattato
sale, peperoncino
olio evo
aglio
   Condimento
salsa di pomodoro pronta

     Procedimento

Scottare per pochi minuti le foglie di verza in acqua bollente salata. Si deve soltanto poter piegare le nervature delle foglie senza che si spezzino.
Scolarle e farle raffreddare su uno straccio di cucina.
Per la farcia: riscaldare in una padella olio, aglio e peperoncino e rosolarvi la carne. Togliere dal fuoco e far raffeddare.
In una ciotola mescolare la carne col pecorino, l'uovo, il pangrattato. Aggiungere un pizzico di sale. Dividere il tutto in otto parti e farcire le otto foglie richiudendole ad involtino. Ho usato spago da cucina per fermare gli involtini perché uno spiedino mi stracciava le foglie.

 

 
 Aggiungere la salsa
 
 
 

 
Infornare a 200° per circa 15 minuti.
 
Il piacevole risultato: 
 
 

 

martedì 5 luglio 2022

MAFALDE CORTE CON COLATURA DI ALICI E FIORI DI ZUCCA

 
 


Il massimo è quando trovi una ricettina di stagione ( su "Alice" del 2017 ) ed hai tutti gli ingredienti in casa, a partire dai fiori di zucca nell'orto.
Ecco il mio pranzo di oggi, rapidissimo e sfizioso.

     Ingredienti ( per 4 )
 
320 g mafalde corte ( non avevo le eliche indicate sulla rivista )
15 fiori di zucca
1 spicchio aglio
1 ciuffo prezzemolo
pangrattato
colatura di alici di Cetara
olio evo
poco sale 

     Procedimento

Pulire, lavare e asciugare i fiori poi tagliarli a filetti nel senso della lunghezza. Tritare aglio e prezzemolo. Riscaldare poco olio in una padella capace, aggiungere il trito e farlo dorare. Unire i fiori di zucca e una manciata di pangrattato e cuocere ancora un minuto.
Lessare la pasta in acqua poco salata, scolarla al dente e versarla in padella; farla saltare un po' quindi mantecare con qualche cucchiaio di colatura di alici. Impiattare con ancora un po' di prezzemolo.




 

giovedì 16 giugno 2022

POLPETTE COL PARMIGIANO REGGIANO DI DON CAMILLO


 
 Ultimamente mi diverto a ripescare libri e libretti di cucina un po' particolari, che normalmente restano in disparte. Dopo quello di Sissi d'Austria ho trovato questo di Don Camillo. 
Chi ha visto i film o letto i libri sa di certo che, accanto ad un tozzo di pane con parco companatico, ci sono anche pasti più che abbondanti e saporitissimi, accompagnati da "qualche" notevole bicchier di vino.
 
 
 
 
Ho letto varie ricette. Ma fa caldo: alcuni cibi non sono adatti alla stagione, altri sono laboriosi e non ho voglia di lavorare troppo ( vedi fantastici anolini ). Però queste polpette mi hanno stuzzicato e mi sono lanciata. Il libro propone la ricetta nuda a cruda, non dice come servire le polpette pronte. Io le ho assaggiate bollenti, appena fritte, poi appena tiepide e ho deciso che come aperitivo, proprio tiepide, sono perfette.
 
 

 
     Ingredienti 

150 g di parmigiano reggiano gratt.
100 g ricotta
2 uova
1 michetta bagnata nel latte e poi strizzata
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
30 g burro fuso
1 pizzico noce moscata
strutto o olio per friggere
sale e pepe
un uovo sbattuto e pangrattato

     Procedimento

Mescolare con cura tutti gli ingredienti in modo da ottenere un impasto tale da cui sia possibile ricavare delle palline-polpette. Passarle nell'uovo sbattuto, rotolarle nel pangrattato e quindi friggerle. Scolarle su carta assorbente da cucina per eliminare l'unto. 
Con queste quantità mi sono venute 22 polpette, abbastanza grandi.

martedì 5 ottobre 2021

TORTINO DI PATATE VIOLA

 
  
 
Quando uno va in una grande agraria per comperare piantine autunnali per l'orto, tutto può immaginare meno di trovare un librettino utile in cucina. Eppure, quando stavo pagando alla cassa, l'ho visto. Titolo: "Patate di tutti i colori", di Eliana Ferioli . Preso subito, con grande soddisfazione, perché da poco avevo ricuperato nell'orto patate bianche, rosse e viola. Oltre a raccontare le proprietà benefiche del tubero, ci sono consigli per la coltivazione e, in gran finale, delle ricette divise per qualità.

Sono tutte gradevoli e mi hanno davvero stuzzicato. Però ho voluto iniziare con le patate viola perché il loro colore è quello che mi colpisce di più.
Le ho già usate per gli gnocchi di albicocche, dove il contrasto tra il viola e l'arancione è bellissimo da vedere. Ma qui son rimasta un po' delusa: mentre negli gnocchi il viola è molto deciso, qui è diventato pallido, come si può vedere dalla foto di una fetta.



 
Probabilmente  il fatto è dovuto all'impasto, più ricco di ingredienti diversi. In tutti i casi il sapore del tortino è ottimo!


     Ingredienti

1 kg di patate viola
80 g di prosciutto cotto
150 g di mozzarella
2 uova
70/80 g di parmigiano grattugiato
50 g burro
pangrattato
sale, pepe
eventuale latte
 
 

 
      Procedimento

Lessare le patate con la buccia in abbondante acqua salata. Quando sono cotte, sbucciarle calde e passarle nello schiacciapatate. Raccoglierle in una ciotola, aggiungere il burro ( lasciato a temperatura ambiente ), mescolare, e quindi unire le uova, metà del parmigiano, sale e pepe. Amalgamare il tutto e, se il composto risultasse troppo duro, aggiungere poco latte.
Imburrare una teglia, stendere sul fondo metà del composto e ricoprirlo con le fette di prosciutto e la mozzarella tritata grossolanamente. Finire col resto del composto di patate, ben livellato, e cospargere col  parmigiano avanzato mescolato con del pangrattato.
Forno a 180° per circa 40 minuti.

 

 
Io ho usato metà dose; vengono tre porzioni con uno stampo da 18 cm di diametro.

venerdì 23 aprile 2021

POLPETTE CON GERMOGLI

 

 
Queste polpette sono nate per caso. 
Sono entrata per la prima volta in un nuovo mercato. Curiosando qua e là, come si fa nei posti non ancora noti, ho visto tutto un banco di germogli diversi e mi sono ricordata di un magnifico piatto, mangiato in Romagna, a base di porcini, una verdura che non ricordo e germogli dal colore rosso intenso. Piatto bellissimo e molto buono. 
Naturalmente mi ero subito comperata tutto il necessario per produrre i germogli, diversi semi e un libro di ricette con germogli.
Dopo aver provato con insuccesso a produrli, ho rinunciato, messo tutto in disparte e dimenticato la faccenda.
Ma ritrovarsi con le piccolissime piantine già pronte sotto il naso... è un altro discorso! E così ho preso due vaschette di rafano, ( radice piccante molto usata dalle nostre parti ): uno bianco e uno rosso di cui non conoscevo l'esistenza.
A casa ho subito ripescato il libro di ricette per scoprire che col rafano ce n'era una sola, e per niente accattivante per il mio gusto. Così... pensa che ti pensa, sono uscite queste polpette con quello che avevo in casa: coppa di maiale, che ho macinato.
Dal momento che sono andata ad occhio, metto solo gli ingredienti senza dosi. Per delle semplici polpette non credo che sia un problema.

     Ingredienti

carne cruda di maiale, macinata
aglio
sale 
pepe
pangrattato qb
uovo
vino bianco secco qb per aggiustare la consistenza
germogli di rafano ( conosciuto qui da noi come cren )

     Procedimento

Impastare gli ingredienti e formare le polpette mettendo al centro i germogli. Io non l'ho fatto, penso che sia meglio tritare le foglioline per inserirle con più facilità: un cucchiaino circa.
Rotolare le polpette nel pangrattato e friggerle in olio profondo.
Servirle calde contornate da altri germogli.

 
 
 
Se piace il rafano, sono ottime.
 
 

 
Con gli stessi germogli ho fatto anche dei rotolini di prosciutto cotto. A Trieste un piatto tipico è il prosciutto cotto con la radice del cren ( rafano ) grattugiata di su. In questo caso si sente molto il piccante del cren. I germogli, invece, hanno un sapore molto delicato.
 
 


 
 


 

domenica 11 aprile 2021

RAVIOLI DI ZUCCA

 



Fatti gli gnocchi con la zucca, son rimasta soddisfatta sia della preparazione che del sapore finale. Per cui, avendo ancora altre due zucche, ho pensato di utilizzarne una in modo diverso. Naturalmente sono andata a scartabellare tra i miei numerosi libri. Ne ho uno con sole ricette di ravioli; vuoi che non trovi ravioli di zucca?? E così ho deciso di fare i cappellacci ferraresi.
In questo caso però la preparazione mi ha giocato un brutto scherzo per la mia quasi nulla dimestichezza con la zucca in genere.
Si trattava di fare la sfoglia di pasta- e fin qua nessun problema-, poi farcire dei quadrati di pasta di circa sei centimetri di lato con la farcia di zucca e piegarli in diagonale ottenendo un triangolo. Per fortuna ho dimezzato la quantità di farcia data dalla ricetta; ho riempito lo stesso una bella terrina.
Bene; fatti tanti cappellacci da riempire tre teglie da forno ricoperte da cartaforno. Il tutto con poco più di mezza quantità di farcia. Arrivata in tarda serata, mi son dichiarata stanca e stufa e ho deciso che li avrei congelati il giorno dopo. Ho impilato i tre fogli di cartaforno per non avere tante teglie in circolazione, coperto tutto con un telo di lino e .. buona notte.
La mattina dopo vado tutta allegra a vedere il mio operato e trovo... tutto un pasticcio: la farcia di zucca, che pure avevo fatto scolare, aveva letteralmente annegato la pasta ed era tutto appiccicato. Irrecuperabile e inguardabile. Buttato nelle immondizie immediatamente. Con dolor di cuore per tutto il lavoro fatto e una certa rabbia per l'insuccesso.
Ma son testarda... Avevo ancora parecchia farcia e deciso: i ravioli di zucca si hanno da fare! Ma, preparata un'altra sfoglia di pasta, questa volta ho ripescato uno stampo di ravioli per non dovermi tormentare con i sei centimetri di lato. E son andata veloce deponendo i ravioli pronti su tavola di legno ben ricoperta da semola. Quando ho finito lo spazio sulla tavola ho alzato un raviolo per curiosità: di sotto si vedeva che la pasta era un po' più morbida! In men che non si dica era pronta dell'acqua bollente salata in una gran pentola, dove sono subito finiti i ravioli. E così pure tutti gli altri che ho fatto per finire la farcia. 
 
Tirando le somme di questa premessa: i ravioli sono molto buoni, ma bisogna farli e cuocerli subito a scanso di brutte sorprese.

     Ingredienti per la sfoglia

400 g farina 0
4 uova
 
In questo caso la sfoglia va tirata leggermente più grossa del solito

     Per la farcia

500 g di zucca senza buccia
1 uovo
30 g burro
25 g parmigiano grattugiato
pangrattato qb
noce moscata, sale, pepe

     Procedimento per la farcia

Tagliare a fette la zucca e metterla in forno su teglia coperta da cartaforno a 180° per circa 30 minuti. La zucca si deve ammorbidire e asciugare senza bruciare in superficie. Passarla poi attraverso un setaccio o lo spremipatate.
In una terrina mescolare il passato di zucca, l'uovo, il parmigiano, il sale, il pepe e la noce moscata. Amalgamare bene il composto e quindi aggiungere il pangrattato ( fine ) in quantità tale da ottenere una farcia quasi asciutta ma morbida.
 
Con queste quantità vengono circa quattro buone porzioni.

Sia i cappellacci che i ravioli vanno cotti per circa sei minuti. Si possono condire con burro fuso e parmigiano oppure burro e salvia.



 

venerdì 25 settembre 2020

COTOLETTE DI PEPERONI

 

 

Ho scoperto per caso, sfogliando un libro ( "Buono di Natura" ), questa ricetta che mi è apparsa subito molto stuzzicante.

La stagione dei peperoni è quasi passata, peccato! Però si può trovare ancora qualcuno di quelli belli carnosi che danno tanto sapore e soddisfazione in cucina.

Calcolare circa un peperone a testa.

La ricetta è semplicissima: si tratta di arrostire dei peperoni gialli, già tagliati a falde regolari, dopo averli messi in una teglia coperta da cartaforno. Una volta pronti,  ( forno a 200° finché la pelle è bruciacchiata ), coprirli a campana con una ciotola e farli riposare per alcuni minuti: in questo modo sarà molto facile spellarli.

Passare le falde nella farina scuotendo via l'eccesso, poi nell'uovo sbattuto e quindi nel pangrattato. Friggere in abbondante olio ( di arachide ).

Servirli caldi su carta per fritti, salati all'ultimo momento.



Sono un ottimo sostituto delle cotolette di carne.



 



venerdì 9 agosto 2019

TRE CONTORNI





Ho brutalmente copiato due contorni: le cipolle gratinate al forno da "Ricette con Gusto" e il carpaccio di zucchine al balsamico da "Ferny ai Fornelli". Poi ho aggiunto un po' di colore con le mie patate viola, semplicemente lessate e condite con olio e aceto ( di vino ).

La soddisfazione è avere patate e zucchine quasi... a metri zero!
Raccogliere le zucchine , lavarle, affettarle e metterle in piatto, il tutto nell'arco di mezz'ora, è impagabile. Ripaga delle fatiche fatte nell'orticello, fatiche di gran lunga migliori e più redditizie di quelle da... palestra!

     Carpaccio di zucchine

     Ingredienti per due 

4 zucchine 
grana qb ( ho messo pecorino ) a scaglie sottili
olio evo
2 cucchiai di aceto balsamico
sale e pepe

     Procedimento

Non ho seguito quello della ricetta, ho fatto diversamente.
Tagliare le zucchine crude a rondelle sottili ( circa 2 mm ) e sistemarle sul piatto da portata. Salarle leggermente, versare un filino d'olio su tutte, coprire ciascuna con una scaglia di formaggio, irrorarle con un filo continuo di aceto balsamico e finire con una macinatina di pepe.


Cipolle gratinate al forno

1 cipolla da circa 500 g ( ne ho usate 2 più piccole )
120 g di pangrattato
30 g di parmigiano grattugiato ( ho usato pecorino )
pizzico di sale, pepe e noce moscata qb
prezzemolo tritato
olio evo

     Procedimento ( ho cambiato qualcosa rispetto all'originale )

Per la gratinatura mescolare il pangrattato con il formaggio, il prezzemolo, sale, pepe e noce moscata.
Tagliare a fette di circa 1/2 cm la cipolla in senso orizzontale e depositare le fette su una teglia coperta da cartaforno. Salarle poco e cospargerle con circa la metà del pangrattato pronto. Irrorarle con un po' d'olio e metterle in forno a 200° ventilato ( ho messo a 220° statico) fino a doratura, circa 15 minuti. A questo punto girare le fettine con una paletta e cospargerle col resto del pangrattato, finendo con ulteriore doratura.

mercoledì 7 agosto 2019

BARCHETTE DI MELANZANE





Direi che è un goloso piatto estivo, visto che questa è la stagione delle melanzane e del pomodoro. A me, frutta e verdura piacciono nel pieno della loro fragranza naturale. E' davvero difficile che io mi ricordi di un simile piatto in pieno inverno.

Girellando su FB ho visto un filmato di Gianluca Donato che mostrava come preparare le barchette di melanzane con tanto di "mar rosso".
E' stato amore a prima vista... Eccole!

     Ingredienti per due piatti

1 bella melanzana ovale, grande
200 g spaghetti ( ho messo 160 g )
1 cipolla rossa di Tropea a dadini
provola silana a listarelle ( non l'avevo, messo caciocavallo )
salsa di pomodoro qb ( ho usato pomodori freschi e non passata )
parmigiano o pecorino grattugiati ( usato pecorino sardo )
pane grattugiato
olio evo
foglie di basilico
sale

     Procedimento

Tagliare la melanzana in due parti uguali nel senso della lunghezza. Togliere la polpa, ( e metterla da parte ) lasciando un buon centimetro di spessore tutto in giro in modo da formare un contenitore: la "barchetta". Salare leggermente l'interno e ungerlo con poco olio. Adagiare le barchette su teglia coperta da cartaforno e infornarle a 180° per 10/15 minuti. Devono risultare cotte ma non sfatte, poiché devono poter reggere il contenuto.
In una padella con dell'olio soffriggere la cipolla, aggiungere la polpa di melanzana tagliata a dadini e soffriggere pure questa, unire la salsa e alcune foglie di basilico spezzettate, salare e cuocere per circa 15 minuti. Deve risultare un sughetto con cui condire la pasta.
Mettere nelle barchette ormai cotte alcune listarelle di provola.
Cuocere al dente gli spaghetti, condirli col sughetto preparato e con un po' di pecorino e inserirli nelle barchette secondo la loro capacità. Magari pigiarli un po'. Poggiare di su ancora qualche listarella di provola, insaporire con pecorino e finire col pangrattato e foglie di basilico ( che ho dimenticato ). Un filo d'olio e mettere in forno fino a doratura. 
Contornare le barchette messe nel piatto con gli spaghetti avanzati: il.. mar rosso... 
Secondo me il "mar rosso" è necessario perché, tutto sommato, nelle barchette entra una quantità relativa di spaghetti. Poi dipende dall'appetito...


Foto rubata in fretta, in cucina, con pessima luce.




giovedì 9 novembre 2017

SEPPIE RIPIENE CON PISTACCHI




Avevo adocchiato da tantissimo tempo questa ricetta su "Il Pesce"-Scuola di cucina de La Cucina Italiana. C'era ancora Paola Ricas... Ve le consiglio caldamente, sono ottime!
Finalmente mi sono decisa; ho aspettato la stagione giusta ed ho ordinato le seppie al mio pescivendolo di fiducia. In più ho tentato di prepararle come faceva mia suocera, bravissima con pesce ed affini: lei le lasciava intere con l'osso e, una volta cotte, l'osso si presentava in evidenza come un cappellino sulle ventitrè. Bellissime da vedere. A me i cappellini sono venuti diritti, ma, visto il traffico dei preparativi, sono abbastanza contenta lo stesso.

Per preparare le seppie al mio modo, levare i tentacoli, vuotarle internamente e poi, con moltissima cautela, togliere la pelle facendo molta attenzione nel punto in cui si trova l'osso: deve rimaner coperto da quella sottilissima pellicina che ha sopra.

Da "La Cucina Italiana" , 4 seppie per 4 persone.

     Ingredienti

250 g pomodoro
mezza cipolla
pangrattato
30 g di pistacchi tritati
vino bianco secco
olio evo 
basilico
sale e pepe

     Procedimento

Io ho preparato 6 seppie, ma piccolette, mantenendo i 30 g di pistacchi e le altre indicazioni.
Tritare grossolanamente i tentacoli. Preparare il ripieno mescolandoli con 4 cucchiaiate di pangrattato, 2 di olio, 4 foglie di basilico spezzettate, i pistacchi, sale e pepe. Il testo dice di farcire le seppie ( ho salato pochissimo l'interno e messo qualche goccia d'olio ) e chiuderle con degli stecchini. 
Ma, prima di farcirle, ho preferito rosolare brevemente, mescolando, il ripieno in padella su un filo d'olio per essere sicura di una buona cottura finale, non eccessivamente lunga.
Disporre le seppie in un tegame da forno, irrorarle con un mezzo bicchiere di vino e cuocerle per 20 minuti a 180°. Così il testo; io ho preferito cuocerle su fuoco medio, coperte, per circa 25 minuti.
Nel frattempo tritare la cipolla, farla appassire in 2 cucchiaiate d'olio, unire il pomodoro in dadolata, ( ho usato la mia salsa ), sale e pepe e cuocere per 5 minuti. Aggiungere il sughetto rilasciato dalle seppie cotte e consumare un po'.
Servire i molluschi con la salsa.




In questa foto si vedono i buchini lasciati dagli stecchini, già tolti, sopra il limite della salsa. Ho dovuto studiare la posizione degli stecchini per non interferire con l'osso, che in cottura sarebbe dovuto uscire dalla sua posizione, per effetto della contrazione della polpa. Come infatti è avvenuto.

domenica 5 novembre 2017

CALAMARI RIPIENI SU POLENTA



Questa volta ho giocato davvero tanto, e divertendomi, con la polenta. Avevo abbastanza calamari da poterli cucinare in due modi diversi: in umido e ripieni. A noi piacciono molto serviti con la polenta, per cui ne ho preparata abbastanza. 
Il mio intento era quello di usare "caccavelle" tipiche per dolci su questo impasto dorato, sufficientemente solido e contemporaneamente tanto morbido da accettare impronte e conservarle.
L'esperimento è riuscito con mia grande soddisfazione.

I calamari in umido- che avevo già pubblicato qui- sono finiti sull'impronta di uno stampo a cerchi concetrici ( avevo usato un solo cerchio per ornare con un colore arancio un dolce ):



 
Per i calamari ripieni ho pensato di preparare una fetta di polenta, a suo modo decorata, su cui poggiarli. Qui mi sono servita di un matterello sagomato, anche questo comperato per fare dolci e già usato per una crostata. Ho tagliato una bella fetta e poi l'ho passata col matterello, premendolo un po'. Avrei potuto fare le fette anche un pochino più grosse...



     Calamari ripieni

calamari lunghi circa 10 cm
un trito ottenuto con i loro tentacoli, aglio e prezzemolo
pangrattato qb
olio evo
vino bianco secco

Riunire in una terrina il trito e il pangrattato, insaporire con sale e pepe, condire con un filo d'olio e inumidire col vino. Mescolare molto bene quindi rosolare la miscela in una padella unta d'olio per qualche minuto, mescolando continuamente. 
Salare e pepare i calamari, ungerli anche all'interno con l'olio e riempirli con il composto, chiudendoli poi con degli stecchini.
Mettere un po' d'olio in una casseruola, rosolarvi un po' d'aglio e toglierlo, introdurre i calamari e far prendere loro un po' di colore, girandoli, poi aggiungere il vino dapprima a fuoco vivace, poi portarli a cottura coperti, a fuoco basso.
Una volta cotti, servirli sulle fette calde di polenta col loro sughetto.



domenica 29 ottobre 2017

PENNE RIGATE CON FINOCCHIETTO E OLIVE



Ho davvero tanto finocchio selvatico che mi spunta in giro per orto e giardino. Ho già raccolto e fatto seccare i fiori e i semi, da usare in cucina.
Oggi ho usato un bel mazzetto fresco e tenero di foglie per un sughetto rapido e gustoso.

     Ingredienti per 4 persone

400 g penne rigate
1 mazzetto finocchio
2 cucchiai pinoli
1 tazzina olive nere denocciolate ( ho usato le taggiasche )
100 g pangrattato
olio evo
sale, pepe

Eliminare le parti dure del finocchio e cuocerlo in acqua salata. Scolarlo conservando l'acqua che servirà per bollire la pasta.
Tritare il finocchio abbastanza finemente e le olive in modo grossolano. Far saltare in padella, con l'olio, il finocchio, i pinoli e le olive aggiungendo pepe. In un'altra padella rosolare il pangrattato con poco olio.
Cuocere le penne nell'acqua del finocchio, farle saltare nel condimento assieme al pangrattato, mescolare bene il tutto e servire.

venerdì 11 agosto 2017

PEPERONI RIPIENI ALLA SICILIANA




E' una ricetta tratta dal libro: " Accademia Italiana Della Cucina " e viene dalla Sicilia.
Si dovrebbero riempire i peperoni interi, dopo aver tolto loro solo un coperchietto. Ma i miei erano parecchio grandi e ho preferito dividerli a metà.
In tutti i casi, per quattro bei peperoni questi sono gli 

     Ingredienti

240 g pangrattato
sale e pepe
una manciata piena di foglie di basilico tritate
100 g di caciocavallo grattugiato
2 cucchiai di capperi
4 bei pomodori maturi, pelati, senza semi e tagliati a pezzetti
4 acciughe sotto sale, lavate, pulite e tagliate a pezzetti
olio evo

Rosolare in una padella il pangrattato con due cucchiai d'olio, poi, fuori dal fuoco, insaporire con sale, pepe e basilico. Aggiungere gli altri ingredienti, un po' d'olio e omogeneizzare con cura la miscela. Riempire i peperoni e metterli in una teglia oliata, ungendoli ancora di su con un po' d'olio. Coprire il tutto con un foglio di alluminio e mettere in forno a 200°. Dopo 15 minuti togliere l'alluminio e continuare ancora per 10-15. 
Ottimi freddi.

venerdì 9 giugno 2017

SPAGHETTI E... QUASI GARUM




Ho trovato su una bancarella siciliana- durante una delle varie fiere festive- questa piccola bottiglietta di " Colatura di Alici ". Mi ha subito ricordato il famoso garum dei romani e ho voluto provare. Oggi finalmente è arrivata l'occasione e devo dire che il risultato ci è piaciuto. Sul foglio allegato alla bottiglietta c'è il modo di usare la colatura, che ho seguito alla lettera.

     Ingredienti per due persone

3 cucchiai olio evo
2 cucchiai colatura di alici
2 spicchi aglio schiacciati
pangrattato tostato

Cuocere gli spaghetti senza sale, al dente, e condirli con la salsina preparata con i 3 ingredienti. In piatto cospargerli col pangrattato.

Piatto velocissimo e saporito.


domenica 17 luglio 2016

GNOCCHI DI ALBICOCCHE




Questo è indiscutibilmente un piatto da triestini, che sono abituati agli gnocchi di prugne ( gnochi de susini ) e a quelli di albicocche ( gnochi de armelini ). Possono fungere sia da primo piatto che da dessert, a seconda di come vengono conditi.
Io li ho sempre serviti come primo piatto: vecchia tradizione di famiglia.
Solo che questa volta mi sono sbizzarrita. Ho raccolto un po' di patate viola ed ho pensato di giocare con i colori. Devo dire che sono molto soddisfatta del risultato...

Il piatto è semplice e rustico, ma davvero particolarmente buono.




     Ingredienti

1 kg patate viola
1 uovo
farina qb
sale
albicocche
zucchero
burro, una grossa noce
pangrattato ( calcolare poco meno di due cucchiai per gnocco )

     Procedimento

Lessare le patate, pelarle caldissime e passarle subito allo schiacciapatate. Aggiungere un po' di farina, rompere di su l'uovo, sbatterlo un po', salare e impastare. Con le normali patate bianche si usano all'incirca 250 g di farina per kg di patate. Queste viola però sono molto asciutte ed ho usato senz'altro molto meno farina: sono andata ad occhio, aggiungendola a poco a poco, fino a giusta consistenza dell'impasto. Lavorare il minimo indispensabile per ottenere un impasto omogeneo.
Dividere a metà le albicocche, togliere il nocciolo, e nell'incavo rimasto di ogni mezza albicocca aggiungere 1/2 cucchiaino di zucchero. Negli gnocchi di susini ci va un frutto intero, ma le albicocche sono troppo grandi e bisogna dimezzarle.

Avvolgere ogni mezza albicocca con una parte di impasto fino a formare un grosso gnocco molto ben chiuso.

Gettarli in acqua bollente salata, lasciandoli cuocere per circa 5 minuti: prelevarli poco dopo che sono venuti a galla.

In una padella sciogliere il burro e rosolare il pangrattato.




Servire gli gnocchi accompagnati dal pangrattato.

Se, rosolando il pangrattato, si aggiungono un po' di zucchero e cannella, il piatto diventa dessert e in questo caso si serve un solo gnocco.

Con 1 kg di patate vengono dai 12 ai 14 gnocchi, a seconda delle dimensioni delle albicocche.

venerdì 8 luglio 2016

BUCHTELN DEL SUD TIROLO



 
Mentre a Vienna i Buchteln più classici sono farciti con la marmellata di albicocche o con il Powidl, nel Sud Tirolo usano molto anche la farcia di nocciole o di semi di papavero.

In Austria la marmellata di albicocche viene usata moltissimo: nella regione di Wachau la coltura di questa frutta dà un prodotto molto saporito e profumato, di cui gli austriaci sono giustamente orgogliosi. E' per questo che compare in tantissime preparazioni.

Siccome dovevo preparare qualche dolce per la colazione del mattino, ho pensato di provarli ai due gusti, anche se- da sempre- quando penso ai Buchteln "sento" la marmellata di albicocche: tradizione casalinga prima di tutto, ma tradizione anche triestina di lunghissima data.



     Ingredienti per l'impasto

25 g lievito di birra
60 g zucchero
150 ml latte
3 uova
1 bustina zucchero vanigliato
1 cucchiaino e mezzo di buccia di limone grattugiata
3 cucchiai di rum
450 g farina ( ho usato la 0 )
60 g burro sciolto
sale
Tutti gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente. Con queste quantità ho ottenuto 20 Buchteln.

     Procedimento

Preparare un " lievitino " col latte tiepido, lo zucchero, il lievito e un cucchiaio di farina preso dal totale, facendolo riposare per 15 minuti.
Mescolare le uova, lo zucchero vanigliato, la buccia di limone e il rum. A questi aggiungere la farina setacciata e il lievitino, poi il burro e il sale. Lavorare a lungo l'impasto finché si formano delle bolle e farlo lievitare coperto fino al raddoppio.
Nel frattempo preparare la farcia.

     Farcia alla nocciola

60 g nocciole tritate
40 g pds in briciole o pangrattato
50 ml acqua portata ad ebollizione con 50 g zucchero
15 g uvetta
Mescolare tutti gli ingredienti.

     Farcia ai semi di papavero

40 g semi di papavero tritati ( o leggermente tostati in padella )
40 g pds in briciole o pangrattato
pizzico buccia di limone grattugiata
75 ml latte bollente
40 g zucchero o miele ( ho usato miele )
1 cucchiaio rum
10 g uvetta ( non l'ho messa )
Sciogliere nel latte bollente lo zucchero e il miele e versarli sul resto degli ingredienti, mescolando molto bene.

Stendere l'impasto su un tavolo infarinato ad 1 cm di spessore. Ricavare dei cerchi con un coppapasta di 8 cm di diametro, mettere nel centro una pallina di farcia ( circa un cucchiaino ), racchiuderla accuratamente ricavando comunque una piccola palla, ungerla accuratamente con burro fuso e metterla in uno stampo, pure molto ben imburrato, con la parte della chiusura di sotto. Formare così tutti gli altri Buchteln, mettendoli molto vicini gli uni agli altri nello stampo. Ungerli ancora in superficie col burro e farli lievitare coperti.
Eccoli pronti  da infornare




 In forno a 180° per 30 minuti.
Lasciarli raffreddare un po' nello stampo, poi toglierli e poggiarli su una gratella.




Si staccano facilmente uno dall'altro e si servono cosparsi di zucchero a velo. Sono morbidissimi...




Se, invece di imburrarli in supeficie, si spennellano con uovo battuto, escono dal forno belli lucidi. In quel caso non si cospargono di zucchero a velo.
Io ho preferito usare il più classico burro e quindi lo zucchero.