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mercoledì 15 marzo 2017

L'allenamento creativo di Sara Ronzoni #2

Creare è sperare.
Nel mio percorso di allenamento creativo con gli esercizi di Sara Ronzoni - Opere geniali, sto avendo modo di fare alcune riflessioni, oltre che di divertirmi liberando la mia creatività. 
Con l'arrivo della primavera, poi, la voglia di colore e allegria, di mettersi alla prova e dare spazio alla fantasia brulicano come api sui fiori.
Ed eccomi qui ad armeggiare con forbici, riviste e colori, a sperimentare anche fuori dal percorso degli esercizi proposti, in contesti diversi, con un fine specifico oppure solo per il piacere di farlo. 
La creatività si manifesta come talento artistico, come abilità nel realizzare qualcosa di bello, di utile, creatività è progettare e costruire, è inventare, è saper usare le mani, tutte meravigliose abilità che ammiro quando le incontro intorno a me. 
Creatività è anche saper guardare da prospettive diverse, trovare soluzioni non convenzionali o ritrovare la capacità di immaginare, di sognare, di fare progetti.
Immaginare, saper vedere la possibilità, per me, hanno a che fare con il concetto di speranza.
Sperare nel futuro, guardare avanti con fiducia sono una cosa di cui sento la necessità.
Anche tu, vero?
L'anno scorso ho portato avanti il progetto fotografico un fiore al giorno, un fiore per la speranza di un mondo migliore.
Quest'anno continuo a cercare stimoli per allenare la creatività, che è anche allenare e alimentare la speranza, per liberare nuove idee e far fiorire i mondi nascosti nell'anima.
Ecco altri tre esercizi.

mercoledì 22 febbraio 2017

L'allenamento creativo di Sara Ronzoni

La creatività è un muscolo? Allora allenala!

Ho detto che nel mio 2017 avrei voluto più creatività, anzi l'ho scritto
E così ho deciso di cominciare con l'e-book "Allenamento creativo", regalo per chi si iscrive alla bella e stimolante newsletter di Sara Ronzoni, generatrice di passioni per lavoro, con le sue Opere geniali. Nel libro ci sono 22 esercizi per allenare la creatività, proprio come si farebbe con un muscolo, e io ho cominciato da qualche settimana a farli uno per uno. 
Condivido questo percorso con Serena, un'amica incontrata nel web, così da spronarci a vicenda e confrontarci, per non perdere il mordente e crescere insieme, giorno per giorno.
Anche se non sono particolarmente dotata da un punto di vista artistico, questa esperienza mi diverte, mi regala molte soddisfazioni e, soprattutto, mi sta facendo capire che liberare e dare spazio alla creatività ha effetti positivi su molti altri aspetti della mia vita, come la fiducia in me stessa, la capacità di guardare alle cose con occhi diversi e di raccontarle attraverso le immagini.
Ti mostro i primi esercizi e poi, ogni tanto, ti aggiornerò su come procede.

martedì 19 aprile 2016

Pezzi di vita in ordine sparso

Di prospettive insolite e frammenti di vita.
La vita o si vive o si scrive, così dicono. 
E se invece ogni tanto la si guardasse? Magari da una prospettiva inconsueta, da sotto, di lato, di sghimbescio, per poi raccogliere particolari, dettagli, frammenti, come cocci di vetro levigati dal mare, che erano brutti e poi diventano magici.
La effe sta vivendo e sta osservando. Ogni tanto scrive per fermare l'attimo, molto più spesso si spalma sul divano e si addormenta, zang, appena dopo la sigla del commissario Montalbano. Come non detto.
E' un periodo intenso e vuoto allo stesso tempo, stimolante e piatto, bianco e nero, le contraddizioni dominano incontrastate, con alti e bassi, e lei prende tutto, il bello e il brutto, così è più completo.
E qui scatta l'elenco, in ordine casuale, di piccoli pezzi di vita. Qualcuno, guardato da sotto un fiore, è meno peggio di quello che potrebbe sembrare.

lunedì 14 dicembre 2015

Incontro con Zelda was a writer: arte, creatività, fotografia e abbracci

Una dedica speciale.
Sapere che Camilla Ronzullo - Zelda was a writer - sarebbe venuta a Lecce, a pochi chilometri da casa sua, per un workshop con @offfoto, è stata una bella notizia. 
Sapere che avrebbe presentato la sua lezione-incontro "la fotografia è un componimento breve" per la effe è stato ancor più bello.
Quale occasione migliore per conoscere una creativa originale e poetica, una persona intelligente e sensibile, una "bella penna" e un obiettivo fotografico sempre molto attento e, al contempo, lieve?
Quale opportunità più ghiotta per ascoltare una lezione su arte, creatività e fotografia, per la effe che ha da poco cominciato a cimentarsi con questo strumento di comunicazione?
Ha prenotato per il pomeriggio del 10 ottobre, senza pensare alle difficoltà, decisa che le avrebbe superate tutte. Ha trovato a chi lasciare i bambini e, con il Marito, ha superato il nubifragio dell'anno e ha raggiunto Lecce, con il desiderio di trascorrere una bella giornata e una missione da portare a termine...

mercoledì 4 novembre 2015

Minimal november

Un progetto nel progetto.
Il progetto fotografico 365 beauty around me, nel mese di novembre, prende una sfumatura più intima ed essenziale.
Perché c'è il desiderio di rallentare e soffermarsi sui dettagli, perché c'è l'esigenza di riflettere e guardare più in profondità... nel mondo e nell'anima... con uno sguardo attento ma lieve. Nasce un piccolo progetto nel progetto, un intreccio tra slancio creativo e desiderio di un rifugio.
Sempre su Instagram, sempre sul blog alla fine del percorso.
E, se desiderate partecipare, siete i benvenuti. Lasciate una traccia nei commenti, per condividere, altrimenti potete farne un momento tutto vostro.
Questo sarà un #minimal_november per #365beautyaroundme2015.

lunedì 25 maggio 2015

Voglio essere

Le conversazioni tra la effe e Nino, in macchina, tornando a casa, sono serissime e surreali allo stesso tempo.
Oggi, guardando il cielo dal finestrino... 
"Mamma, la luna quando va troppo su non si vede più... le nuvole la coprono"
"Uhmmm" 
"Ma perché non si vedono le stelle?
"Perché non è ancora buio"
"Mamma, voglio andare con un'astronave spaziale nello spazio per vedere la luna e le stelle" 
"Allora devi studiare per diventare astronauta, così puoi andare nello spazio"
"Ma io ho già studiato"
"Per andare nello spazio devi fare l'astronauta"
"E poi io non voglio essere astronauta... voglio essere Pippi Calzelunghe, uno di Frozen, il Gatto con gli stivali..."
"E chi vuoi essere di Frozen?"
"Frozen*"

Ha le idee chiare, lui.

*Sinonimo di Elsa, la regina del regno di ghiaccio.

domenica 3 maggio 2015

lunedì 30 marzo 2015

Una storia nella storia

Perché quando si torna da un viaggio, a volte, non si riesce a raccontare del viaggio, ma si parla di tutt'altro. 
Perché il viaggio che ti ha segnato di più è stato quello interiore.
Perché quello che ti ha lasciato è più importante di quello che hai da raccontare.
Così si sente la effe. Vorrebbe raccontare del viaggio a Stoccolma, ma non ci riesce, e non perché non ci sia niente da dire, ma perché l'effetto scaturito dai giorni trascorsi fuori, in libertà, in un contesto nuovo, è stato quello di sbloccare la vena creativa, di farle ritornare la voglia di scrivere, ma soprattutto di dare spazio alle idee accumulate sul quaderno del blog, di dar loro una forma e liberarle, ché a lasciarle lì fanno soltanto zavorra.
E così, con il desiderio di essere sé stessa e non darsi troppi paletti, la effe scrive quello che le viene più immediato, più spontaneo... il resto le sembra come quei temi orrendi che al liceo non faceva mai perché non sapeva che cosa scrivere.
Si sta giustificando? No, sta spiegando, ma è a sé che parla... mica voi siete lì col registro, no?!?   

domenica 8 marzo 2015

Una stanza tutta per sé


Quando, nel 1928, in occasione di due conferenze sul tema Le donne e il romanzo, Virginia Woolf scriveva con ironia e sagacia quello che poi sarebbe diventato il saggio Una stanza tutta per sé, la condizione femminile era ben diversa da quella attuale. La donna era relegata al ruolo di ancella, subalterna alla figura dell'uomo, che fosse padre o marito, non aveva accesso all'istruzione nello stesso modo in cui lo avevano i coetanei maschi e ben poche erano quelle che avevano potuto distinguersi nel mondo della cultura e nella società in generale.
La scrittrice, prima di proporre un viaggio immaginario, un vagabondaggio, alla ricerca delle donne nella storia della letteratura inglese e l'analisi delle condizioni in cui le loro opere nascevano, si pone un quesito fondamentale, che diventa la tesi da argomentare: Una donna deve avere soldi e una stanza tutta per sé, se vuole scrivere romanzi.
Emerge il concetto che la donna ha la necessità di emanciarsi dalla sua condizione sociale ed economica, di conquistare la libertà, di sollevare lo sguardo dal suo essere figlia, madre, moglie, angelo del focolare per poter trasformare la scrittura da impulso autobiografico, in cui si riflette tutta la potenza dell'autoespressione, in una forma d'arte.
Ha bisogno di nutrire la sua anima con lo strano cibo della conoscenza, dell'avventura, dell'arte, ha bisogno di guardare oltre i muri della stanza dove per centinaia di anni è stata chiusa per dare voce all'incredibile forza creativa di cui ormai perfino le pareti sono pervase.
E anche se oggi le cose sono profondamente cambiate, io penso che Una stanza tutta per sé continui a essere il simbolo di una conquista, che molte donne hanno fatto e che tante devono ancora fare, per poter trasformare la scrittura, e le scelte professionali in genere, da sogno o semplice passatempo in realtà, fonte di soddisfazione e autonomia personale ed economica.
Dedico un pensiero, come fece Virginia Woolf, alla poetessa che non scrisse mai una riga, che era sorella di Shakespeare, alla scrittrice che vive in ciascuna donna e che può tornare a vivere se ognuna di voi ha cinquecento sterline e una stanza tutta per sé; se abbiamo l'abitudine della libertà e il coraggio di scrivere esattamente ciò che pensiamo;... se guardiamo in faccia il fatto, perché è un fatto, che non c'è alcun braccio a cui appoggiarci, ma che camminiamo da sole e che dobbiamo essere in relazione col mondo della realtà...