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martedì 27 ottobre 2015

Oggi così...

Oggi così... seconda colazione.
Sveglia presto e stanchezza addosso, sonno, dolori qui e lì, un incredibile bisogno di andare piano, di raccogliere le idee, scrivere e fare una seconda colazione.
Ieri la effe è andata a zappare... e non è un modo di dire.

sabato 2 maggio 2015

365 beauty around me #4: aprile

La prima rosa
Aspetto il momento in cui le rose del mio giardino sbocciano, questa è la prima. Aspetto il periodo in cui un'esplosione di colori, di luce, di profumi, di insetti invada il mio mondo. Mi immergo, mi lascio avvolgere, per trovare nuova energia e nuove ispirazioni.

sabato 17 gennaio 2015

Avresti potuto, ma...

Fermarsi un momento a pensare, quando l'onda è passata, quando la giornata sta dolcemente volgendo al termine, e fare un bilancio di come l'hai vissuta, di quello che ti ha regalato. 
Avrebbe potuto essere orrenda, sarebbe potuto andare storto qualcosa. Magari saresti potuta arrivare in ritardo all'esame e fare brutta figura con gli studenti, il Nino avrebbe potuto fare una scenata steso a terra in mezzo alla strada e tu lì, a fissarlo annichilita, combattuta tra impulsi contrastanti che a dirli c'è da stare male. 
Avresti potuto ignorare che è il giorno del tuo compleanno e fuggire il contatto umano, nascondendoti dietro un finto malessere, nella tua pelliccia da orso scontroso o nel vestito da istrice pungente.
Invece di una splendida torta al cioccolato, avresti potuto sfornare un mattone di paglia e fango e vederti costretta a correre in pasticceria a comprare un triste tortino e pagarlo a peso d'oro.
La pizza rustica sarebbe potuta essere poco cotta sotto, senza sale e bruciata sopra.
In fin dei conti, anche se hai compiuto 37 anni e ti fa senso perché dentro di te sei ferma a 35, anche se hai passato 2 ore a fare il cane cattivo per non far copiare gli studenti, pensando a quando c'eri tu dall'altra parte, tuo figlio è sulla via di ammalarsi e ti è stato addosso come un mitile tutto il tempo, la splendida torta ha fatto un volo a terra e si è ammaccata, non hai spento le candeline e quindi non hai espresso il desiderio, i familiari con cui hai scelto di trascorrere la serata non hanno fatto altro che battibeccare, anche se ti sei fatta una dose di paturnie non indifferente, puoi dire che la giornata appena trascorsa è stata bella, piena d'amore, affetto, amicizia, pensieri, fiori e regali.

venerdì 16 gennaio 2015

1

Uno come gli anni che questo blog compie oggi!
Rivivo l'euforia e l'emozione di quando, nel silenzio della notte, da sola, l'ho creato e aperto pubblicando il primo post, dopo un tentativo fallito. 
Sento la felicità e la soddisfazione di averlo curato e visto crescere, giorno dopo giorno, meravigliandomi della mia perseveranza e costanza. 
E' il mio porto sicuro, un luogo dove ritornare e rifugiarmi, è lo specchio del mio mondo, in cui la vita prende la forma di un racconto. 
E' un modo per esprimere il mio lato creativo, un'occasione per seguire, inventare e portare avanti piccoli progetti.
Mi ha dato la possibilità di incontrare altri blogger, con cui condividere esperienze, pensieri, storie di vita, riflessioni e con cui confrontarmi.
E' il mio blog, una finestra sul mondo esterno e una finestrina sul microcosmo de la effe.
Buon compleanno!

venerdì 5 dicembre 2014

La effe dov'è?

La effe, con le sue avventure e il suo sguardo curioso e attento, sul mondo e su di sé, con il suo non prendersi troppo sul serio, anche nei momenti no, la sua voglia di rinascere, i buoni propositi e una certa dose di positività, ha lasciato il posto alla pesantona dall'umor nero, quella senza energia e forza creativa, quella senza motivazione, con lo sguardo un po' perso e la voglia di fuggire, lasciare tutto, o quasi, e andare. Andare dove?

giovedì 10 luglio 2014

Shopping therapy

Che settimana da incubo! 
Fatica, lavoro, paturnie e incastri mortali.
Ho accusato parecchi colpi a livello dell'autostima, sono caduta e mi sono rialzata. 
Ho smarrito la motivazione e l'ho quasi ritrovata, ho perso la determinazione e l'ho ripescata per i capelli. 
Ho viaggiato lungo un baratro e ho spesso pensato di mollare tutto, ho sentito di non essere all'altezza. 
Continuo ad andare avanti, magari è soltanto un po' troppa stanchezza.
Comunque, quando la misura è colma, quando c'è bisogno di staccare, una passeggiata e un po' di shopping hanno un effetto positivo. Sarà banale, ma quel tempo dedicato a sé, con la testa leggera, è davvero prezioso, sgombra la mente e spiana le idee, nonché le rughe. 
E così, stamattina, prima di andare al lavoro, ho fatto un giro in centro, ho comprato qualcosa di utile, carino e soprattutto in saldo, ho guardato le vetrine, ascoltato la gente intorno a me, osservato i turisti e mi sono ricaricata, rigenerata. 
Sembrerò frivola, ma sono state un paio d'ore ben investite!

martedì 1 luglio 2014

Porte e portoni

Nelle ultime due settimane, la effe ha ricevuto tre porte in faccia dalla vita, sbattute proprio sul naso, dove fa malissimo.
La prima e va bene, la seconda meno, ma che ci puoi fare, certo avrebbe dovuto impegnarsi di più. La terza no, non ci sta, brucia da morire. Insomma tre batoste, di quelle che squinternano progetti, programmi, speranze, aspettative, insomma sembrerebbe quasi un segno dal destino. Se la effe fosse il tipo da capire e cambiare strada. Non lo sa, non sa che fare, è sospesa e se ne va in giro con un'amarezza, con una ruga sulla fronte e una sull'anima, con un cupo senso di disfatta e di ingiustizia.
Il peggio è il vortice negativo che si potrebbe innescare, andando a stuzzicare quel senso di inadeguatezza cosmico e latente, capace di portarsi via quel poco di buono che è riuscita a mettere in piedi, quel brandello di fiducia in sé e di autostima, che è sempre sull'orlo del baratro.

domenica 25 maggio 2014

L'insostenibile pesantezza della effe

La effe è senza dubbio una donna pesante. La leggerezza dell'anima è per lei una condizione innaturale, non le appartiene. E' complicata, paturniosa e, a volte, prende la vita e sé stessa troppo sul serio.
Quando le emozioni, i sentimenti e la confusione si alzano come la marea e la sommergono, quando l'inquietudine e l'insoddisfazione prendono il sopravvento e scavano voragini dentro di lei, reagisce male, diventa un'onda di piena e travolge tutto quello che le sta intorno. 
Quando la tempesta è passata, lentamente le acque si ritirano, lasciando qua e là qualche carcassa e qualche cicatrice.
Eppure, la effe sa essere anche ironica e sa ridere della sua pesantezza. Ha imparato a sdrammatizzare e a trovare modi per alleggerirsi, per sopravvivere a sé stessa, per non farsi il deserto intorno.
E' piena di contraddizioni, questo sì, ma in fondo "Nessuno è perfetto".
 

giovedì 22 maggio 2014

Insonnia

Eccomi qui, occhi sgranati, incapace di riprender sonno, mentre mi giro e mi rigiro nel letto. Sento tutti i rumori della notte, il respiro della casa, il ticchettio dell'orologio e ho anche una certa fame. Insomma, un disastro! 
Mi sono svegliata nel cuore della notte e sono stata assalita da mille pensieri: tutte le cose che devo fare e che aspettano da tempo, quelle che non ricordo di dover fare (ma prima o poi...), quelle che non mi va di fare e le cose che non farò per certo. 
Per non parlare dell'assalto dei pensieri paturnioso-esistenziali, assolutamente inutili e dannosi, soprattutto a quest'ora. Ti arrovelli e ti maceri senza concludere nulla di buono, con l'unica certezza di non averne azzeccata una.
Non mi accadeva da tempo di avere una notte insonne, piuttosto di lottare contro il sonno e resistere, per lavorare o per finire di vedere un film.
Eccomi qui, a scrivere, con la speranza di addormentarmi, con il dilemma mi-faccio-un-panino-o-no, con il terrore di restare sveglia e non andare da nessuna parte.

martedì 1 aprile 2014

Ci risiamo

E' ritornata l'angoscia, si è riaffacciata la tristezza, mi mangia di nuovo quell'ingordo senso di fallimento e io desidero soltanto scappare. Mi ritrovo a fare uno dei tanti bilanci sulla mia vita e quello che emerge, dal profondo, è che mi ritrovo al punto di partenza. Ho camminato tanto in 10 anni, ho superato molte prove, ho raggiunto qualche traguardo ma sono sempre nello stesso posto. Sono cresciuta ma non abbastanza per andare avanti. Ho acquisito esperienza ma non ho ancora spiccato il volo. A questo punto sono a un bivio: lasciar perdere e cambiare strada oppure perseverare, lottare e provarci ancora?
Mentre mi arrovello, la vita scorre e io cerco di tenere tutti i pezzi insieme per non perdere il filo, rompere tutto e poi pentirmene. Guardo in faccia la situazione e mi dico che forse sono troppo pavida per cambiare le sorti del mio futuro, per fare concretamente qualcosa, che non sono capace di uscire da questo pantano che a tratti si trasforma in sabbie mobili.
Mi guardo e non mi capisco, non mi guardo più e vado avanti.

sabato 18 gennaio 2014

Vaso di Pandora


Ieri è stata giornata di paturnie. Diciamo che, dopo l’esaltazione adrenalinica dovuta all’apertura di questo blog (non l’ho ancora detto in giro... non lo sa mio marito e soprattutto mia madre!) e l’aggiunta di un po’ di stress e stanchezza da lavoro, ci sta pure una giornata no. Ma non è proprio così. Capita che, nella calma piatta della bonaccia, si levi un’improvvisa folata di vento che sferza tutto con violenza. Capita che, quando meno te lo aspetti, quello che si nasconde nel fondo delle viscere, quello che non vogliamo vedere, la polvere sotto il tappeto dell’anima per intenderci, venga fuori a causa di un evento apparentemente insignificante. Ebbene, ieri si è aperto il vaso di Pandora che mi porto dentro. Ho affondato le mani nel senso di fallimento, nella consapevolezza di non aver fatto abbastanza per raggiungere quello che sognavo, di non aver messo a frutto tutte le mie potenzialità, di non aver fatto il salto verso la realizzazione delle mie aspirazioni... e potrei andare avanti così per un bel po’.

Quel che è peggio è che sono arrabbiata con me stessa e che non mi va giù questo mio modo di essere. Lavoro e mi impegno ogni giorno, ma non è abbastanza. Il fatto è che non credo in me fino in fondo e questo non mi aiuta. Oppure mi nascondo dietro il senso di inadeguatezza e la paura di non essere all’altezza, perché in realtà non ho capito quello che voglio e quello per cui valga la pena di dare il massimo? E se invece, in effetti, non valessi nulla?

Queste domande albergano in me da sempre. Vivo la mia vita senza aver capito pienamente l’obiettivo che mi sono prefissata, giro intorno senza raggiungere la meta, perché la meta è sfumata, perché la meta si dissolve per poi ricomparire un po' più in là. Ciclicamente qualcosa fa riaffiorare, dalle profondità in cui tento di confinarlo, tutto questo e mi fa cadere in un più o meno lungo periodo di tristezza, sfiducia, senso di sconfitta e di incapacità.

Bene, questo è stato il tenore dei miei pensieri per una bella fetta della giornata di ieri. Poi per fortuna è passato, con un po’ di autoironia, di risate e di condivisione. E la vita continua... fino al prossimo vaso di Pandora.