Sono stati giorni duri per la effe. Su e giù dalle montagne russe della vita e dell'animo. Si è trascinata, sempre in bilico, spesso sull'orlo o dentro una crisi di nervi, affaticata, poco motivata, ma lo stesso piena di cose da fare. Alcune le ha trascurate, altre le ha messe da parte per tempi migliori, ha ridotto al minimo, allo stretto indispensabile.
Non che non ci siano stati anche momenti belli, dei "piccoli soli di felicità", sarebbe ingiusto non prenderli in considerazione.
Purtroppo, sono stati oscurati o appannati da tutto il resto.
L'effetto di questi strapazzi è una sensazione di impantanamento, di stasi, una diffusa difficoltà a riprendere un ritmo normale, a ritrovare una più costante disposizione d'animo positiva e, soprattutto, a riattivare la motivazione, la voglia di fare. Sì, quel motore meraviglioso che ci fa compiere le piccole imprese quotidiane e le grandi maratone.
La effe sta, piano piano, risalendo dalla palude in cui è sprofondata. Ha davanti a sé tanti impegni, progetti, prospettive per il futuro e, invece di tuffarsi con entusiasmo, sta lì a guardarli mentre si avvicinano, con la sensazione che arriveranno come un'onda e che lei non sarà pronta con la tavola da surf per cavalcarla.
E' arrivato il momento di recitare il mantra "posso farcela, ce la farò" e di darsi da fare.