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domenica 14 dicembre 2014

The noteworthy things project / settimana 8 - 14 dicembre: chi vivrà vedrà

Scrivere sul blog bevendo il té in una Prettymadmug
E un'altra settimana è volata, alla ricerca di un equilibrio tra quello che è dentro e quello che è fuori. Tra la voce dell'anima, che chiama ed esige di essere ascoltata, e la vita che scorre all'esterno, che vuole essere vissuta.
Una settimana in cui vivere la vita di ogni giorno e cercare una nuova dimensione, una settimana in cui riscoprire il piacere dei gesti consueti e la passione per le nuove attività. Volersi bene, sopportarsi con affetto.

venerdì 5 dicembre 2014

La effe dov'è?

La effe, con le sue avventure e il suo sguardo curioso e attento, sul mondo e su di sé, con il suo non prendersi troppo sul serio, anche nei momenti no, la sua voglia di rinascere, i buoni propositi e una certa dose di positività, ha lasciato il posto alla pesantona dall'umor nero, quella senza energia e forza creativa, quella senza motivazione, con lo sguardo un po' perso e la voglia di fuggire, lasciare tutto, o quasi, e andare. Andare dove?

domenica 30 novembre 2014

The noteworthy things project / settimana 24 - 30 novembre: settimana bianca

Una Pretty fashion maxi-clutch sullo sfondo
Quando la vita ti assorbe tanto che tu non hai neanche il tempo per raccogliere le idee, pensare a quello che stai facendo, elaborare gli eventi intorno a te.
Quando il tempo è contato e non ti basta per fare tutto quello che devi e cerchi di capire cosa puoi trascurare e cosa no.
Quando sei stanca di tutto, vorresti tornare indietro e fare scelte diverse o almeno scappare, ma quello che ti tocca è solo affrontare le situazioni, a testa bassa, come nella mischia del rugby.
Quando hai attraversato per tre giorni il cerchio di fuoco e alla fine ti ritrovi sfatta ma con un sorrisetto di soddisfazione.
Quando, alla fine, sei a pezzi ma ti restano ancora una sacco di cosette da sbrigare, per rimetterti in pari e non cominciare un'altra settimana con l'acqua già alla gola.
Quando la vita è così densa che nella testa c'è un'aria rarefatta, come in alta quota... come nelle pagine di questa settimana, una settimana bianca.

mercoledì 5 novembre 2014

La palude

Sono stati giorni duri per la effe. Su e giù dalle montagne russe della vita e dell'animo. Si è trascinata, sempre in bilico, spesso sull'orlo o dentro una crisi di nervi, affaticata, poco motivata, ma lo stesso piena di cose da fare. Alcune le ha trascurate, altre le ha messe da parte per tempi migliori, ha ridotto al minimo, allo stretto indispensabile.
Non che non ci siano stati anche momenti belli, dei "piccoli soli di felicità", sarebbe ingiusto non prenderli in considerazione. 
Purtroppo, sono stati oscurati o appannati da tutto il resto.
L'effetto di questi strapazzi è una sensazione di impantanamento, di stasi, una diffusa difficoltà a riprendere un ritmo normale, a ritrovare una più costante disposizione d'animo positiva e, soprattutto, a riattivare la motivazione, la voglia di fare. Sì, quel motore meraviglioso che ci fa compiere le piccole imprese quotidiane e le grandi maratone. 
La effe sta, piano piano, risalendo dalla palude in cui è sprofondata. Ha davanti a sé tanti impegni, progetti, prospettive per il futuro e, invece di tuffarsi con entusiasmo, sta lì a guardarli mentre si avvicinano, con la sensazione che arriveranno come un'onda e che lei non sarà pronta con la tavola da surf per cavalcarla.
E' arrivato il momento di recitare il mantra "posso farcela, ce la farò" e di darsi da fare.

domenica 2 novembre 2014

the noteworthy things project / settimana 27 ottobre - 2 novembre: sul filo


Storie di ordinario funambolismo... in bilico sul filo della vita, in equilibrio tra la vita che si immaginava e quella che si vive, divorati dal tempo che s-corre, ingoiati dal traffico, stiracchiati tra gli impegni, i doveri e quell'insistente richiamo che viene dall'interno... e poi il rischio di cadere.

domenica 25 maggio 2014

L'insostenibile pesantezza della effe

La effe è senza dubbio una donna pesante. La leggerezza dell'anima è per lei una condizione innaturale, non le appartiene. E' complicata, paturniosa e, a volte, prende la vita e sé stessa troppo sul serio.
Quando le emozioni, i sentimenti e la confusione si alzano come la marea e la sommergono, quando l'inquietudine e l'insoddisfazione prendono il sopravvento e scavano voragini dentro di lei, reagisce male, diventa un'onda di piena e travolge tutto quello che le sta intorno. 
Quando la tempesta è passata, lentamente le acque si ritirano, lasciando qua e là qualche carcassa e qualche cicatrice.
Eppure, la effe sa essere anche ironica e sa ridere della sua pesantezza. Ha imparato a sdrammatizzare e a trovare modi per alleggerirsi, per sopravvivere a sé stessa, per non farsi il deserto intorno.
E' piena di contraddizioni, questo sì, ma in fondo "Nessuno è perfetto".
 

venerdì 16 maggio 2014

Vita da sdentati

Ci sono giorni in cui la sola idea di svegliarsi, uscire dal letto e cominciare la giornata è devastante.
Non è che ci siano problemi particolari, non è che ci si senta poco bene è che si preferirebbe restare nella pace tiepida e ovattata del letto, piuttosto che andarsi a tuffare nel caos e nell'aggressività del traffico all'ora di punta, si vorrebbe rallentare invece di correre, stare in silenzio invece di parlare, restare in pigiama e ciabatte a leggere, non vedere nessuno, non affrontare i soliti problemi e così via. 
Ci sono giorni in cui il cielo coperto, le seccature al lavoro, i problemi di casa, la tosse di tuo figlio piccolo, la vita sociale della grande, la solita routine sembrano montagne insormontabili.
Ci sono giorni in cui ci si sente piccoli esseri in un mondo di giganti, lumache tra i ghepardi, gazzelle zoppe tra i leoni, muffe nella varichina, abeti all'equatore.
Questa condizione di esseri pigri, inetti e poco reattivi non è ammessa nella società dell'efficienza e dei doveri, degli impegni e dei risultati, nella società del tutto e subito (possibilmente fatto bene) e così si è costretti ad addentare la vita anche se la dentiera si sta disincrostando nel bicchiere sul comodino.
Oggi uscirò di casa in ritardo, con vestiti comodi e scarpe-pantofola, andrò piano, parlerò poco, interagirò ancor meno, insomma farò il minimo indispensabile e lascerò la dentiera a casa.

martedì 1 aprile 2014

Ci risiamo

E' ritornata l'angoscia, si è riaffacciata la tristezza, mi mangia di nuovo quell'ingordo senso di fallimento e io desidero soltanto scappare. Mi ritrovo a fare uno dei tanti bilanci sulla mia vita e quello che emerge, dal profondo, è che mi ritrovo al punto di partenza. Ho camminato tanto in 10 anni, ho superato molte prove, ho raggiunto qualche traguardo ma sono sempre nello stesso posto. Sono cresciuta ma non abbastanza per andare avanti. Ho acquisito esperienza ma non ho ancora spiccato il volo. A questo punto sono a un bivio: lasciar perdere e cambiare strada oppure perseverare, lottare e provarci ancora?
Mentre mi arrovello, la vita scorre e io cerco di tenere tutti i pezzi insieme per non perdere il filo, rompere tutto e poi pentirmene. Guardo in faccia la situazione e mi dico che forse sono troppo pavida per cambiare le sorti del mio futuro, per fare concretamente qualcosa, che non sono capace di uscire da questo pantano che a tratti si trasforma in sabbie mobili.
Mi guardo e non mi capisco, non mi guardo più e vado avanti.