Ci sono volte che va tutto bene, altre che di notte, mentre ti rivolti un po' nel letto per la sete, ché la zuppa di ortiche coi crostini e il formaggio fuso era salatina, nella mente si fa avanti un pensiero. Sulle prime sembra un pensiero come tanti che a volte affiorano quando il sonno si fa più leggero, poi diventa invadente, insistente, ti fa sgranare gli occhi, svegliare completamente tanto è inappropriato, estraneo e soprattutto inutile. La questione pratica che ti pone, così dal nulla, non puoi affrontarla e non puoi risolverla a breve, questo lo accetti e ti dici che lo farai appena sarà possibile. Quello che è più devastante sono i retropensieri che scatena e la paranoia che porta con sé.
Eh già, perché non è un pensiero innocuo, è l'equivalente di una granata con mille schegge che ti colpiscono ovunque, e tu sei lì, con gli occhi sgranati, che ti senti impotente, con quel senso di inadeguatezza e di sconforto che ormai si è impadronito della tua mente. Bisogna dirlo, il pensiero era lì da tempo, molto tempo, soltanto che era stato abilmente compresso, schiacciato e occultato nelle pieghe del cervello così da non dare fastidio. Di giorno poteva essere gestito ma di notte no.
Ma proprio a mille chilometri di distanza doveva sfuggire?
Ma proprio qui, che domani abbiamo l'escursione e sarai una pezza se non dormi? E chi lo insegue Nino quando comincia a galoppare coi riccioli al vento?
E sì che mi doveva capitare qui, sarà mica colpa della zuppa di ortiche? Ma no, forse della polenta con lo spezzatino... o del genepì?
Intanto non ci puoi fare niente, puoi solo sperare che quando lo affronterai andrà tutto bene e che non ci saranno troppi danni...