Visualizzazione post con etichetta rubrica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rubrica. Mostra tutti i post

lunedì 3 agosto 2015

Le ricette del cuore #3: pane e pomodoro

Pane e pomodoro è un piatto che la salva, le sere d'estate, quando la effe non ha voglia di cucinare, a pranzo, quando torna affamata dal lavoro e vuole sbrigarsi, a casa, al mare, in campagna...
... insomma è buono, pratico e piace a tutti.
Si può declinare in tanti modi diversi, semplice con origano, profumato al basilico, con rucola, con le melanzane arrostite, ci si può aggiungere la cipolla rossa o il peperone, ma la effe ha la sua personale versione, messa a punto da bambina e amata ancora oggi.
E' un viaggio nel tempo, ogni volta, a oltre trent'anni fa, quando aveva il permesso di mangiare pane e pomodoro guardando i cartoni animati delle 20.00 invece del TG, magari i Puffi, magari Georgie...
Se La Ma lo facesse perché non aveva voglia di cucinare o perché non c'era niente di che da mangiare, come accade a lei oggi con i Nini, la effe non se l'è mai chiesto. Le bastava quel regalo, quella trasgressione, l'eccezionalità del momento e poi la possibilità di prepararsi il pane e pomodoro fatto così: pane casereccio abbrustolito, ma anche panino, "pomodori appesi" aperti in due e ben schiacciati sul pane, sale, olio, origano, capperi e fettine di parmigiano. 
Ecco, una felicità essenziale.  
Anche adesso, se per cena c'è pane e pomodoro, è una festa, non un ripiego.

E tu? Hai una ricetta del cuore?

martedì 28 luglio 2015

Le ricette del cuore #2: il caffellatte

Per fare latte e caffè non ci vuole una ricetta, eppure non sono tutti uguali... poco latte, tanto latte, caldo o freddo, biscotti, cornetto, brioche... insomma ognuno lo fa come vuole.
La effe non lo avrebbe preso in considerazione tra le ricette del cuore, non lo beve neanche più tra l'altro, se una mattina d'estate...

venerdì 26 giugno 2015

Le ricette del cuore #1: spaghetti al tonno

Ecco la prima ricetta della nuova rubrica, nata nella mente de la effe una sera, alle prese coi fornelli per la cena, evocata da un profumo magico e presentata in un piccolo post qualche giorno fa. 

C'è una ricetta cui la effe è profondamente legata, quella che le ricorda gesti semplici e precisi, mani anziane e segnate dal tempo e dal lavoro, mani che per lei sono state piene di affetto, vecchie pentole di alluminio deformate, una casa con i centrini sotto i vasi e un odore indimenticabile nei cassetti.
E' la ricetta degli spaghetti al tonno di nonno Giovannino. 
Una preparazione fatta con sacralità, nelle fasi e nella scelta degli ingredienti, pochi e insostituibili, semplici e forse in apparenza poveri.
Una ricetta che non concede variazioni sul tema, neanche se la si sta preparando nella savana della Namibia, sotto un'acacia a ombrello, su un fornellino da campo.
Una ricetta che evoca sicurezza e cura, amore e dedizione, che la effe riserva ai momenti in cui ha bisogno di coccolarsi e di sentirsi protetta.
E' il profumo del burro che abbraccia le cipolle a sembrare una carezza affettuosa, poi arrivano i capperi, piccoli e tondi, che danno brio col tocco d'aceto e, infine, il tonno, appena il tempo di scaldarsi e amalgamarsi al resto.
Gli spaghetti devono essere al dente e vanno fatti saltare col condimento e un po' d'acqua di cottura, perché non risulti secco, mentre il pepe nero, macinato al momento, regala un tocco esotico.
E così si può tuffare nei ricordi d'infanzia, ritrovare il sorriso misurato e gli occhi azzurri del nonno, la sua voce e i suoi racconti, una vita vissuta tra la guerra e le difficoltà, e una dolcezza un po' ruvida, tirata fuori soltanto per lei.
Questi profumi e questi sapori le regalano la certezza che, anche dopo una lunga giornata, c'è una sfera di serenità e sicurezza che riesce ad avvolgerla e a darle conforto.

sabato 20 giugno 2015

Le ricette del cuore

Qualche giorno fa mi è venuta una nuova idea, inaspettata, di quelle che mi vengono mentre cucino, una sorta di folgorazione. E' bastato un profumo, un ricordo e la voglia di scriverci su qualcosa è stata immediata.
E così ho pensato di farci una piccola rubrica: le ricette del cuore... e dell'anima, aggiungerei.
Sulla scia dei profumi e dei sapori che evocano momenti della vita, soprattutto dell'infanzia, che riportano alle persone care, che racchiudono ricordi speciali, attimi preziosi.
Non me ne vogliano le vere foodblogger, non penso nemmeno lontanamente di competere con loro, non me ne vogliano i lettori, perché non ci saranno vere ricette, con la lista precisa degli ingredienti, le quantità, i tempi, né le foto. Sarà soltanto un viaggio sensoriale nelle preparazioni a cui sono più affezionata, a cui sono legati i ricordi di una vita.
Tutto è nato dagli spaghetti al tonno...

giovedì 7 maggio 2015

Le letture de la effe #3: Gli anni al contrario

 
Sono nata alla fine degli anni Settanta, nel 1978 per la precisione, come la scrittrice Nadia Terranova, come Mara, la figlia dei protagonisti del suo romanzo Gli anni al contrario
Sono stati anni intensi, in cui l'impegno politico era sentito, in cui i giovani incarnavano degli ideali e lottavano per essi, per un mondo diverso, per una società migliore. Manifestazioni, collettivi, assemblee, gruppi di studio, fucine del cambiamento. 
Anni bui, gli anni di piombo, anni in cui il disagio sociale e politico sfociò in violente contestazioni, portate fino alle estreme conseguenze delle stragi e del terrorismo. Inevitabilmente.

sabato 28 marzo 2015

Le letture de la effe #2: Splendore


Lo splendore narrato da Margaret Mazzantini è quello racchiuso nella vita di ciascuno, quello che cerchiamo da sempre e che nasce in noi quando incontriamo un'anima affine, occhi in cui specchiarci, braccia in cui perderci e ritrovarci, quando incontriamo l'Amore.

lunedì 16 febbraio 2015

Le letture de la effe #1: Un karma pesante




Come Eugenia Viola, la protagonista del romanzo di Daria Bignardi, anche la effe ha un karma pesante o almeno è convinta di averlo. Da quando se lo è auto-diagnosticato diversi anni fa, ha trovato pace. Sa dove incasellare tutta una serie di stati d'animo, storture, fissazioni e convinzioni, ha trovato il modo di spiegarsi le scelte sbagliate, le situazioni difficili in cui si è andata a infilare, di dare un senso alle cose della vita che sono state, che sono e che non saranno mai. 
Quello che verrà non lo sa, ma può facilmente prevederlo se dovesse ricamarlo sulla tela del suo karma pesante. Se invece decidesse di scrollarselo di dosso, allora, magari...
In apparenza, non ci sono molti punti di contatto tra la effe, vissuta nella provincia dell'Impero, lungo un percorso piuttosto tradizionale, e questa regista di successo, con una storia di vita articolata, ricca di esperienze all'estero e vicende forti.
Eppure leggere un libro a volte è come tuffarsi in uno specchio...

venerdì 13 febbraio 2015

Le letture de la effe: prologo

Per cominciare, meglio mettere in chiaro che tipo è la effe per quanto riguarda la lettura e i libri, tanto per non creare aspettative sulla nuova rubrica che potrebbero essere disattese.
La effe è una che alla frase leggilo, è un classico come primo istinto vorrebbe scappare (e per molti anni lo ha fatto), detesta leggere a comando (al liceo era una battaglia ogni volta*), può scegliere un libro perché le piace la copertina ma anche il profumo, ama i saggi, li compra ma non li legge (è il concetto di saggio che conta), è stata appassionata di Agatha Christie, ha letto e amato Il Signore degli anelli da grande, leggerà Guerra e Pace se dovesse ritrovarsi in un soggiorno coatto e La recherche di Proust se il soggiorno dovesse prolungarsi per molto tempo, ama le storie di vita, soprattutto di donne, le scrittrici indiane e sudamericane, la poesia e le storie d'amore tormentate, da Romeo e Giulietta ad Anna Karenina, fino a quelle dei giorni nostri, ama le parole e perdersi nelle pagine, lasciarsi incantare e trasportare lontano.
Nel suo essere piena di contraddizioni, ma coerente con sé stessa, passa giorni immersa in un libro e mesi senza aprire pagina, compra libri che non legge e fa razzie nella libreria de La Ma, presta libri che poi ricompra e regala i titoli più amati.
Non so cosa ci si possa aspettare dalla sua rubrichetta, quel che è certo è che non sarà regolare e che parlerà di libri, ma soprattutto di lei, perché la effe legge e scrive soltanto quello che le risuona dentro.


*Tipo che Il nome della rosa di Umberto Eco, assegnato durante le vacanze di Natale del 1992, è stato un po' letto e un po' ne è stato visto il film; I Vicerè (Federico De Roberto), dell'estate del 1994, lo hanno letto tutti i compagni di classe e lei, per la vergogna, si è chiusa in casa in pigiama, la settimana prima dell'inizio della scuola, calcolatrice alla mano, per finire il bel tomo in tempo (e alla fine le è anche piaciuto).

giovedì 12 febbraio 2015

Se lo scrivo lo faccio

Tra le tante idee che frullano nella testa de la effe, una in particolare ha preso forma in questi ultimi giorni: una piccola rubrica sui libri che legge. Non recensioni, ma il racconto delle assonanze con la sua vita, delle riflessioni scaturite dalla lettura, delle emozioni che le risuonano dentro, seguendo un ideale filo conduttore.
La lettura per la effe è un tango vorticoso e appassionato, a cui abbandonarsi senza resistenza. 
E' come la pesca subacquea in apnea: un respiro profondo, un'immersione totale e totalizzante in un universo parallelo, in una storia ogni volta differente, sospesa tra le pagine e fatta di parole fluttuanti, potenti, magiche, evocative. E poi su, per riprendere fiato, e di nuovo giù, in profondità.
Non sa cosa verrà fuori, non sa come sarà, ma lo ha scritto e lo farà.