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lunedì 24 luglio 2017

I piccoli gesti di Enrica Mannari: il mio faro 2017

La luce che rischiara il cammino...

 ... arriva da dentro.

Nasce dalla consapevolezza di me, di conoscermi e riconoscermi.
Una guida nella vita di ogni giorno che alimenta la speranza.

Càlati in me, 
che io lo impari,
in incisione precisa:
per avere luce
bisogna farsi crepa,
spaccarsi,
sminuzzarsi,
offrire

Chandra Livia Candiani

mercoledì 15 marzo 2017

L'allenamento creativo di Sara Ronzoni #2

Creare è sperare.
Nel mio percorso di allenamento creativo con gli esercizi di Sara Ronzoni - Opere geniali, sto avendo modo di fare alcune riflessioni, oltre che di divertirmi liberando la mia creatività. 
Con l'arrivo della primavera, poi, la voglia di colore e allegria, di mettersi alla prova e dare spazio alla fantasia brulicano come api sui fiori.
Ed eccomi qui ad armeggiare con forbici, riviste e colori, a sperimentare anche fuori dal percorso degli esercizi proposti, in contesti diversi, con un fine specifico oppure solo per il piacere di farlo. 
La creatività si manifesta come talento artistico, come abilità nel realizzare qualcosa di bello, di utile, creatività è progettare e costruire, è inventare, è saper usare le mani, tutte meravigliose abilità che ammiro quando le incontro intorno a me. 
Creatività è anche saper guardare da prospettive diverse, trovare soluzioni non convenzionali o ritrovare la capacità di immaginare, di sognare, di fare progetti.
Immaginare, saper vedere la possibilità, per me, hanno a che fare con il concetto di speranza.
Sperare nel futuro, guardare avanti con fiducia sono una cosa di cui sento la necessità.
Anche tu, vero?
L'anno scorso ho portato avanti il progetto fotografico un fiore al giorno, un fiore per la speranza di un mondo migliore.
Quest'anno continuo a cercare stimoli per allenare la creatività, che è anche allenare e alimentare la speranza, per liberare nuove idee e far fiorire i mondi nascosti nell'anima.
Ecco altri tre esercizi.

giovedì 9 febbraio 2017

Incursioni nel diario de la effe #1

Di penne e di ali.

La scrittura salva, la scrittura fa crescere e a volte anche volare.

Scrivere di sé, scrivere per sé e scrivere per gli altri sono eventi separati oppure cuciti con un unico filo, sono un salvagente oppure un aeroplano di carta, una mongolfiera e talvolta anche un sottomarino.

Da oggi nascono le "Incursioni nel diario de la effe", una roba pericolosa di cui ho maledettamente bisogno.
Parole scritte per me, pensieri, riflessioni, annotazioni sconclusionate, momenti della mia vita condivisi senza il filtro della "poesia del giorno dopo", che mi fa scrivere di me (e per gli altri) dopo aver guardato con distacco, dopo aver elaborato, dopo aver trovato il senso. 
Parole scritte di getto, che arrivano come la vita vera, un po' crude magari, scondite, al naturale. 
Esperienze di cui sento la fatica, in cui dopo trovo l'insegnamento, la bellezza, la poesia. 
Parole da cui nasce la consapevolezza di me.
Sei pronta? Io sì.

mercoledì 20 luglio 2016

Al mare

Di bambini, retini...
Una vita piena di mare
lenta lenta
veloce veloce

Andare al mare con i bambini è così, una routine serrata e intensa, da un lato, e tempi dilatati e lenti, dall'altro.

giovedì 10 settembre 2015

365 beauty around me #8: agosto

Di leggerezza e vacanze al profumo di mare

Piume, polvere, vento, profumi, sogni... materia leggera e legata indissolubilmente alle radici di pietra, sole e mare della tua terra.

domenica 8 marzo 2015

Una stanza tutta per sé


Quando, nel 1928, in occasione di due conferenze sul tema Le donne e il romanzo, Virginia Woolf scriveva con ironia e sagacia quello che poi sarebbe diventato il saggio Una stanza tutta per sé, la condizione femminile era ben diversa da quella attuale. La donna era relegata al ruolo di ancella, subalterna alla figura dell'uomo, che fosse padre o marito, non aveva accesso all'istruzione nello stesso modo in cui lo avevano i coetanei maschi e ben poche erano quelle che avevano potuto distinguersi nel mondo della cultura e nella società in generale.
La scrittrice, prima di proporre un viaggio immaginario, un vagabondaggio, alla ricerca delle donne nella storia della letteratura inglese e l'analisi delle condizioni in cui le loro opere nascevano, si pone un quesito fondamentale, che diventa la tesi da argomentare: Una donna deve avere soldi e una stanza tutta per sé, se vuole scrivere romanzi.
Emerge il concetto che la donna ha la necessità di emanciarsi dalla sua condizione sociale ed economica, di conquistare la libertà, di sollevare lo sguardo dal suo essere figlia, madre, moglie, angelo del focolare per poter trasformare la scrittura da impulso autobiografico, in cui si riflette tutta la potenza dell'autoespressione, in una forma d'arte.
Ha bisogno di nutrire la sua anima con lo strano cibo della conoscenza, dell'avventura, dell'arte, ha bisogno di guardare oltre i muri della stanza dove per centinaia di anni è stata chiusa per dare voce all'incredibile forza creativa di cui ormai perfino le pareti sono pervase.
E anche se oggi le cose sono profondamente cambiate, io penso che Una stanza tutta per sé continui a essere il simbolo di una conquista, che molte donne hanno fatto e che tante devono ancora fare, per poter trasformare la scrittura, e le scelte professionali in genere, da sogno o semplice passatempo in realtà, fonte di soddisfazione e autonomia personale ed economica.
Dedico un pensiero, come fece Virginia Woolf, alla poetessa che non scrisse mai una riga, che era sorella di Shakespeare, alla scrittrice che vive in ciascuna donna e che può tornare a vivere se ognuna di voi ha cinquecento sterline e una stanza tutta per sé; se abbiamo l'abitudine della libertà e il coraggio di scrivere esattamente ciò che pensiamo;... se guardiamo in faccia il fatto, perché è un fatto, che non c'è alcun braccio a cui appoggiarci, ma che camminiamo da sole e che dobbiamo essere in relazione col mondo della realtà...

sabato 7 febbraio 2015

365 beauty around me #1: gennaio

La bellezza è senz'altro un concetto soggettivo, risiede negli occhi di chi guarda. Con questo progetto fotografico il mio desiderio è quello di cercare la bellezza che mi circonda o anche semplicemente scorgerla per caso, di fermarla, di renderla "istantanea" e di condividerla.
Per vedere la bellezza bisogna averla negli occhi, ma prima ancora nel cuore, deve fare parte di te. Per questo alcune immagini rappresentano l'istante di bellezza che ho sentito dentro me e magari belle non sono. 
Ci sono state giornate in cui questa predisposizione non c'è stata, giornate buie, noiose, senza stimoli. La bellezza ha bisogno di occhi limpidi e cuore aperto, ma anche di un respiro profondo e di ampi spazi, di libertà e movimento.
Ci sono stati attimi di bellezza che ho colto, ma sono volati via prima che potessero essere "impressionati", e scatti belli lì dove non me li sarei aspettati. Ci sono foto studiate e altre "rubate", al tempo che scorre, agli impegni, a chi ti chiama, a chi ti guarda e non capisce.
Tutte le foto sono sul mio profilo Instagram con hashtag #365beautyaroundme, nel blog ho pensato di fare una selezione e di pubblicare un post a cadenza mensile.
Ecco qui la bellezza nei miei occhi e nel mio cuore, nel mese di gennaio.  






mercoledì 27 agosto 2014

Parlare, parlare, parlare

Dopo essere tornata dal viaggio, nella casa del cuore per continuare ancora un po' le vacanze, dopo aver fatto un congruo numero di bucati ed essersi ritemprata, con placide giornate al mare, cullata da una routine vacanziera rilassante, la effe è andata per un giorno in città, per un rapido sopralluogo al lavoro e per sbrigare qualche commissione, riportare a casa qualche bagaglio inutile e cose così.
Lì, finalmente sola, si è riappropriata del suo tempo e del suo ritmo, prendendosela comoda, molto comoda.
Ha conquistato una connessione internet e si è tuffata nel suo blog, ha scritto, letto, risposto, pubblicato.
E' andata al lavoro, pensando di esserne contenta, invece le è venuta la nausea ma non è fuggita, ha deciso di prendersela comoda anche lì. Ha fatto quello che doveva e ha avuto l'occasione di incontrare altri esseri umani, uno scambio di saluti, una domanda e lì ha cominciato a parlare, raccontare, sfogarsi e ancora parlare, che non la smetteva più.
Tornata a casa, prima di ripartire e ricongiungersi con l'amato nucleo familiare, ha incontrato la Regina madre e anche con lei ha cominciato a parlare, parlare, parlare, tanto che è rientrata alle 8 di sera. E pensare che la mattina era uscita dicendo, convinta, "Torno presto".
Scrivere l'appaga ma parlare, a volte, ancora di più.

lunedì 30 giugno 2014

99 moments of pleasure 1

Da oggi comincia la collezione di 99 momenti di piacere, vissuti e raccontati.
Basta liste di desiderata, meglio elenchi di conquiste, piccole e quotidiane. Non dimentichiamo il motto "il domani è oggi".
E così...

domenica 4 maggio 2014

In viaggio con loro

Quando il Marito le ha proposto di fare un mini-trip familiare, la effe non ha che risposto di sì, con l'entusiasmo cieco di chi ha voglia di cambiare aria e vedere un orizzonte più ampio e lontano, con il desiderio di condividere nuove esperienze con i nini, con la sana voglia di avventura. 
Meta: Salento...lu sole...lu mare...lu jentu e poi...spiagge di sabbia lieve e dorata, dune, stagni e uccelli acquatici, garighe in fiore, praterie punteggiate da preziose orchidee, scogliere a picco sul mare e paesaggi di una bellezza rara a tratti ruvida. 
Non avevano fatto i conti le bizzarrìe del tempo e un sacco di altre cose.

mercoledì 26 febbraio 2014

Facciamo il punto

E' un periodaccio di superlavoro (anche se giro giro e non quaglio quanto vorrei) e intensa attività da madredifamiglia (pagella, iscrizioni a scuola, compiti, ramanzine, malattie, gare sportive, cambiamenti epocali delle abitudini, viaggi del Marito, ecc.). Purtroppo, le energie sono prosciugate e la stanchezza è tanta... ma facciamo il punto della situazione. 
Mentre il mondo esplode (guerre, fame, povertà, disoccupazione, ecc.), i governi cambiano (?) ma la Santanché resta, le finanze tracollano (anche le mie con il minimo storico registrato sul conto, per fortuna non ancora in rosso), le mamme imbiancano ma la Santanché no, qui nel microcosmo della effe, in ordine sparso e intensità variabile...

venerdì 21 febbraio 2014

Respirare la libertà

Quelle poche volte nella vita che ho aperto la porta e sono andata via, in senso letterale o metaforico, verso la libertà, ho provato una sensazione di stordimento, quasi di ebbrezza. Respirare a pieni polmoni il senso di essere padroni del proprio destino, andare incontro al nuovo, dire "Statevi bene" e lasciarsi alle spalle il disagio, la sofferenza, la "gabbia". Che bello! Quando sai verso cosa stai andando, ancora meglio.
Ma quando ti chiudi dietro la porta di una parte della tua vita, lasci quello cui tieni, che stavi costruendo da anni con fatica e sacrificio (non soltanto tuoi), quando non sai cosa ti aspetta fuori, quando in quella "gabbia" ci stavi perché lo avevi scelto, allora il dolore supera la soddisfazione e ti ritrovi dietro quella porta, con gli occhi gonfi di pianto, che non sai con che faccia rientrare ma senti che quello è il tuo posto a dispetto di tutto e che dovrai lottare ancor più duramente perché le cose vadano meglio.
Devi ritornare, soprattutto se hai lasciato tutte le tue cose lì dentro e se ti sei portata via per errore varie chiavi che non sono tue...

Comunque, quell'attimo di libertà è stato grandioso... e sono pure riuscita a comprare i sacchetti dell'aspirapolvere che erano settimane che non riuscivo a farlo!