Cinque anni fa, a quest'ora, ero in ospedale e stavo bevendo un bicchiere di olio di ricino, terribilmente schifoso, accompagnato da coca cola calda, ancora più schifosa. Non volevi nascere e quello era un tentativo per vedere se si sarebbe smosso qualcosa, macché.
E poi, il giorno dopo, sei nato, sei entrato nelle nostre vite e le hai illuminate con i tuoi occhi e il tuo sorriso.
Stasera, mentre mi ricordo di quella notte e di quella dopo ancora, passata a dormire con te sulla pancia, preparo delle torte per rendere il giorno del tuo compleanno più dolce, per farti spegnere le candeline ed esprimere il tuo desiderio.
Perché ormai sei una piccola persona piena di iniziativa e autonomia, hai i tuoi sogni, i tuoi interessi e girini in una vaschetta. Sei curioso e attento, racconti quello che ti accade e ti prepari a entrare nel mondo.
Aspetti con ansia la tua festa, pensi a quando avrai la barba e mi fai tante domande.
Ami tua sorella e le fai dispetti, annusi i miei vestiti alla ricerca del profumo della sicurezza, ma ti arrabbi se ti sto troppo appresso.
Sei coerente e pieno di contraddizioni, tenero ma a tratti ruvido.
A settembre andrai a scuola e a me già vengono i lucciconi.
Auguri, Nino, auguri amore mio.