Visualizzazione post con etichetta Dolci lievitati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Dolci lievitati. Mostra tutti i post

lunedì 4 febbraio 2019

Pan di panna

Questi pani dolci e soffici sono tratti da una ricetta di Paoletta del blog  Anice e Cannella. Come ogni sua ricetta è una garanzia.


Pan di panna



Ingredienti:

per 12-14 pezzi

600 g di farina W280/W330
1 uovo
250 g di latte intero
100 g di panna fresca
10 g di sale
80 g di zucchero semolato
25 g di burro sciolto
10 g di lievito di birra fresco

Per la spennellatura finale

1 tuorlo 
1 cucchiaio di panna 
1 pizzico di sale 



Preparazione:

Si fa un lievitino con 250 g di latte, 250 g di farina ed il lievito sbriciolato. Si mescola con una forchetta, si copre e si lascia riposare per 40-60 minuti, dipende dalla temperatura esterna, appena si presentano dei buchi/fossette è pronto. Poi si aggiunge il burro sciolto e raffreddato. 
Si versa nella ciotola dell'impastatrice, si aggiungi 1’uovo e 20 g di zucchero, si mescola per pochi secondi con la foglia, poi si aggiunge la farina quanto basta a formare una massa morbida, ma sostenuta;  poi si alterna in 3 volte, in questa sequenza: 1/3 della panna, 1/3 dello zucchero e farina quanto basta a riportare l'impasto in corda. Si fa ribaltare ogni tanto l'impasto in ciotola. Si termina con l'ultima farina rimasta, si aggiungi il sale e si fa incordare l'impasto, ribaltando due o tre volte l’impasto.

Si fa riposare 1 ora coperto, poi si fa la  “piega a 3” (ma non completa), vale a dire su un piano ben infarinato si stende l’impasto si da la forma di un rettangolo, si porta un lembo di pasta al centro del rettangolo e si sovrappone il lembo opposto per ottenere un altro rettangolo; si lascia riposare per 20 minuti.

Si spezza l’impasto in 12 pezzi da 65 g circa, si allunga ogni pezzo delicatamente con le mani formando un rettangolo, si arrotola. Si depositano su una teglia coperta da carta forno. Si copre e si lascia raddoppiare. Una volta raddoppiati si spennellano con il composto di panna, tuorlo, e sale; s’inforna a 180° C per 20 minuti circa, finché saranno dorati.
Si sfornano e si lasciano raffreddare.




Pan di panna








lunedì 23 maggio 2016

Croissant parigini

Da tempo che volevo provare a fare i croissant francesi o i cornetti italiani, grazie alla lettura di una discussione sul forum Gennarino, ho preso coraggio. La discussione fornisce tecniche, consigli oltre a delle ricette di grandi pasticceri, io ho provato quella di Iginio Massari, per l'appunto i Croissant parigini.
La ricetta forniva due metodi di lievitazione: quello diretto vale a dire si lascia lievitare l'impasto per 2 ore a temperatura ambiente e quello indiretto che si fa lievitare in frigo a 4 gradi per 12 ore circa; io ho scelto il primo, il metodo diretto. Ho fatto metà dose di quella trascritta e ne sono venuti fuori circa 25 cornetti non tanto grandi. Devo ancora perfezionare alcuni punti, tuttavia il sapore era ottimo, oltre ad essere leggeri. 




Croissant parigini



lunedì 11 aprile 2016

Brioches con la panna

La ricetta di queste brioches deriva dai maritozzi all'arancia di Adriano, provati e riprovati l'anno scorso; anche questa è stata una vera coccola golosa. 






Ingredienti:

Per circa 12 Brioches

450 g di farina forte o Manitoba 
50 g di farina di riso  
200 ml di acqua
90 g di zucchero
1 cucchiaio di miele d’acacia
1 uovo intero + 1 tuorlo
8 g di lievito fresco o  3 g di lievito secco
8 g di sale 
1 cucchiaino di malto (o miele)
60 g di burro morbido
40 g di olio extra vergine di oliva leggero
scorse di 1 arancia grattugiata


Per pennellare

1 albume d’uomo
granella di zucchero


Per la farcitura:

500 ml di panna fresca



Preparazione:

Si porta quasi a bollore l’acqua con metà delle scorzette di arancia e si riscalda l’olio con l’altra metà delle scorzette.
Si scioglie il lievito ed il malto nell’acqua intiepidita (che avremo riportato a 200 ml), si unisce 200 g di farina, si amalgama quanto basta per avere una pasta piuttosto morbida, si lascia gonfiare a temperatura ambiente per circa 1 ora.
Si miscela il resto della farina con quella di riso. Si unisce metà della farina e dello zucchero si lavora quando sarà assorbita si unisce l’uovo con il resto dello zucchero e della farina, si continua a lavorare, poi s’inserisce il tuorlo con il miele ed il sale, si continua a lavorare finchè s’incorda. Si aggiunge il burro morbido in due volte e, quando si sarà ottenuta una buona incordatura, si unisce l’olio a filo. Si copre e si mette in posto caldo (26° C) fino al raddoppio, circa 2 ore e più.

Passato il tempo si rovescia sulla spianatoia infarinata e si danno le pieghe del tipo 2 [Si rovescia sul tavolo e si prendere un lembo dell’impasto, all'inizio con molta delicatezza, si stende leggermente e si porta al centro. Si prende l'angolo che si è formato a destra, si stende leggermente e si porta al centro. Si procede allo stesso modo con l'altro angolo che si è formato a destra; si continua fino a chiudere il giro. Poi si ruota via via la pasta su se stessa in modo da formare una palla. A questo punto si capovolge in modo che la chiusura sia sotto a contatto con il tavolo e si comincia ad arrotondare la pasta, cercando di portare la pasta dalla parte superiore della palla al di sotto, girando sempre la palla su se stessa, e cercando di non strappare la superficie], si arrotonda e si copre a campana e si lascia riposare per 30 minuti.



Brioches, preparazione



Passato il tempo, si taglia l’impasto in 12 pezzi della stessa misura, si arrotolano i pezzi sotto il palmo della mano, finché non si avrà una palla ben serrata. Si copre e si lascia lievitare (a 28° C) per circa 1 ora. Passato il tempo, si spennellano con albume e si aggiunge la granella di zucchero si mettono nel forno caldo a 180° C per 12-15 minuti, dipende dal forno, finché la superficie sarà di un colore dorato, si sfornano e si  lasciano raffreddare su una gratella.
Una volta fredde si tagliano a metà, senza però arrivare al bordo in modo che rimangano attaccate le due parti, e si farcisce con la panna montata.



domenica 6 ottobre 2013

Quanti modi di fare e rifare il Pane allo zafferano



Questo mese con Quanti modi di fare e rifare siamo andati da Euan del blog Signor biscotti per fare una specialità della Cornovaglia il Pane allo zafferano.
E’ un pane come ci consiglia Euan, ottimo sia tostato che non con il burro, con la marmellata o con la clotted cream.  





Pane allo zafferano





Per la ricetta originale rimando al blog Signor biscotti.

Ho diminuito le dosi, ho usato poco zafferano.

Ingredienti per circa 20 panini piccoli:
300 g di farina 0
43 g di zucchero
63 g di burro
75 ml di latte        
50 ml d’acqua         
1 uovo piccolo
3 g di lievito di birra secco o 9-10 g di lievito di birra fresco
pizzico di sale
80 g di uva passa
pizzico di filamenti di zafferano sciolti in 1 cucchiaio di acqua calda


Per la glassa
1 cucchiaio di miele (millefiori)
mezzo cucchiaio di acqua



Preparazione:
Si schiacciano i fili di zafferano in un mortaio poi si trasferiscono in una piccola ciotola e si versa  l’acqua calda. Si lascia riposare per almeno un’ora (mezzora).
Si porta il latte ad ebollizione, si aggiunge il burro a pezzetti, per farlo sciogliere, poi l’acqua e lo zafferano.
In una grande ciotola si setaccio la farina si aggiunge il sale, lo zucchero, il lievito, s’impasta un po’ e poi si aggiungere poco per volta il latte, facendo assorbire un po’ ed infine l’uovo. Si impasta il tutto minimo 20 minuti fino a che diventa liscio ed elastico; poi si unisce l’uva passa in precedenza fatta rinvenire in acqua calda e si continua ad impastare per alcuni minuti.
Si copre l’impasto e si lascia lievitare in un luogo caldo fino al raddoppio.

Dopo la lievitazione, si trasferisce l’impasto sulla spianatoia infarinata, si sciaccia delicatamente, si sovrappone prima un lembo per 2/3, poi si soprappone l’altro lembo, si gira di 90° e si ripete l’operazione. Si capovolge con la piega sotto, si copre e si lascia riposare per mezz’ora.
Si divide l’impasto in più parti e si formano delle sfere. Si mettono sulle teglie rivestita di carta forno, distanziate tra loro almeno 3 cm, si coprono e si lasciano lievitare fino al raddoppio.

Si preriscalda il forno a 220° C, prima di infornare si mette una bacinella di acqua sul fondo in modo di dare vapore al forno. Si fanno cuocere per 15-20 minuti circa, finché saranno ben dorati. Se colpiti sul fondo dovrebbero suonare vuoti.

Per la glassa, si fa sciogliere 1 cucchiaio di miele e mezzo cucchiaio di acqua in un pentolino e si porta ad ebollizione. Con questa glassa si spennellano per due volte i panini, quando sono ancora caldi.







Quanti modi di fare e rifare...



Appuntamento al 6 ottobre con



di Daniela










mercoledì 6 febbraio 2013

Quanti modi di fare e rifare i Sockerbullar


Questo mese con l’iniziativa di Quanti modi di fare e rifare siamo andati in Svezia da Barbara per fare i Sockerbullar (socker = zucchero; bullar = panini). Sono dei panini con la crema, ricoperti di zucchero, molto simili ai nostri bomboloni alla crema, l’unica differenza è che non sono fritti, bensì cotti al forno. La ricetta l’ha tratta da Jan Hedh che in Svezia è considerato un’autorità’ in fatto di lievitati.










Gammaldags sockerbullar da Jan Hedh, Bröd & kaffebröd.
Io ho dimezzato le dosi, per la ricetta originale rimando al blog di Barbara My Italian smörgåsbord.

Ingredienti

Preimpasto:
300 g di farina (io ho utilizzato 100 g di farina Manitoba e 200 g di farina 00)
12.5 g di zucchero semolato
9 g di lievito secco o 27 g di lievito di birra
250 ml di latte                                                       
                                  

Crema pasticcera:
scorzette di 1 limone
250 ml di latte                                  
3 tuorli d'uovo                                      
60 g di zucchero semolato
20 g di fecola di patate  o amido di mais                      
12 g di burro                                   


Impasto finale:
Tutto il preimpasto
300 g di farina (io ho utilizzato 100 g di farina Manitoba  e 200 g di farina 00)
75 g di zucchero semolato               
12.5 g zucchero a velo vanigliato          
2 tuorli d'uovo grandi                                  
100 g di burro


Guarnizione:
40 g di burro
zucchero semolato a piacere



Preparazione:

Preimpasto
Nella planetaria si fa sciogliere il lievito con il latte e lo zucchero. Si aggiungono le farine miscelate e si impasta a bassa velocità per 5-6 minuti (o per 10 minuti a mano). Si fa lievitare coperto per 30-45 minuti.


Crema pasticcera
E’ meglio farla nell’intervallo tra i due impasti o il giorno prima, perché la crema non deve essere calda quando si farcisce l’impasto.
Si fa bollire il latte con le scorzette di limone e si fa raffreddare. Si montano i tuorli con lo zucchero, e si aggiunge la fecola di patate o l’amido di mais si mescola per farla assorbire. Quando il latte si è intiepidito si versa nel composto e si sbatte con la frusta. Si mette sul fuoco e si aggiunge il burro, si cuoce a fuoco lento fino ad addensarlo.


Impasto finale
Si preriscalda il forno a 250° C (240° C). Al preimpasto si aggiungono, i tuorli, gli zuccheri, e la farina e s’impasta a bassa velocità per 5-6 minuti (o per 10 minuti a mano). Poi si unisce il burro a piccoli pezzi, e si fa impastare per altri 10 minuti a velocità medio-bassa (o per 15-20 minuti a mano). Si lascia lievitare per 30 minuti in una ciotola unta d’olio. Passato il tempo si travasa l’impasto sul piano di lavoro infarinato e si dividere in 4 pezzi, si prende un pezzo e si coprono gli altri con una ciotola capovolta per non far formare la crosta. Si divide il pezzo in parti di 60 g circa o  di 65-75 g circa, la grandezza è a piacere. Si stende leggermente ogni pezzo l’impasto senza farlo sgonfiare con il matterello o con le mani, si mette un cucchiaino di crema al centro, si chiude bene i bordi ed si arrotonda. Si depositano i bomboloni in una teglia ricoperta da carta forno, distanziandoli, perché in cottura aumentano di volume.
Si cuociono per 4-5 minuti a 250° C (240° C) e per altri 4-5 minuti a 220° C. Si tolgono dal forno, si spennellano con burro fuso e si cospargono con lo zucchero semolato.

















Quanti modi di fare e rifare...



Appuntamento al 6 Marzo con










giovedì 6 settembre 2012

"Quanti modi di fare e rifare..." La focaccia dolce della sciùra Maria


Riprendiamo dopo la pausa estiva l’appuntamento con Quanti modi di fare e rifare... questo mese siamo andati nella cucina di Vittoria del blog Semplice Semplice con uno dei suoi dolci preferiti da quando era bambina La focaccia dolce della sciùra Maria.
Vittoria racconta che la signora Maria “è una bellissima donna ultraottantenne, con dolci occhi sinceri e un limpido viso” che gestisce un panificio, dove sforna pane e dolci da più di 50 anni. Tra i dolci c’è questa focaccia di pasta di pane arricchita di mele e uvette ed è ricoperta da fiocchi di burro e zucchero per avere “la crosticina caramellata”.
Ho fatto delle piccole modifiche negli ingredienti e nel procedimento, per il resto ho seguito la ricetta.







Ingredienti per una teglia 26x37:

325 g di farina 00 (la ricetta originaria indica 175 g di farina 0 e 175 g di farina 00)
25 g di farina di riso (1 cucchiaio circa)
5 g di lievito secco o 15 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di zucchero
mezzo cucchiaino di sale
un cucchiaio di olio extra vergine di oliva (più quello per ungere la teglia)
110 ml di acqua
1 mela golden (100 g circa)
70 g di uvetta

Per la superficie:
50 g di burro
2 o 3  cucchiai di zucchero semolato


Preparazione:
In un  bicchiere ho unito il lievito secco con 50 g di acqua appena tiepida e il cucchiaino di zucchero, ho lasciato attivare il lievito per 5 minuti circa.
Nella planetaria ho messo metà della farina miscelata con la farina di riso, ho aggiunto il lievito disciolto e ho amalgamato; ho aggiunto gradatamente la restante farina, 30 g di acqua, l’olio extra vergine di oliva ed infine il sale. Ho fatto impastare con la macchina impastatrice per 20 minuti circa (10 minuti con la frusta a foglia e altri 10 minuti con il gancio aspirale). Ho unito la mela tagliata a pezzettini piccoli alternandola con l'acqua (30 g) e controllando quanto liquido richiedeva l'impasto tenendo conto dell'umidità della mela, poi ho aggiunto l'uvetta ammollata e strizzata. Ho fatto impastare con la macchina impastatrice per 10 minuti circa. Ho tolto l’impasto dalla planetaria, e l’ho messo sulla spianatoia, ho piegato prima a metà la pasta e poi ho ripiegato ancora  a metà per dargli forza, l’ho arrotondata e l’ho messa a lievitare in un’ampia ciotola unta d’olio, fino al raddoppio di volume (1 ora e mezza circa).

Trascorso il tempo ho steso l’impasto su una teglia rettangolare unta di olio extra vergine di oliva ed ho cosparso la superficie di burro a tocchetti e zucchero semolato, ho lasciato lievitare per 1 ora circa.

Ho infornato nella parte bassa del forno a 250°C per 5 minuti e poi nella parte centrale a 200°C per 20-25 minuti circa fino alla caramellatura della superficie. Una volta cotta si sforna e si mette su una grata a raffreddare.







Quanti modi di fare e rifare...




Appuntamento al 6 Ottobre con









lunedì 28 maggio 2012

Girelle con crema di cacao e granella di nocciole


Ho seguito per l’impasto la ricetta di Adriano delle Girelle con crema di amaretti, mele ed uvette, sostituendo il ripieno con la crema di cacao e nocciole.
L’aspetto lascia molto a desiderare, ma il sapore era ottimo; sono finite subito.






Ingredienti per una ventina di girelle:
500 g farina W 250 o farina all’11 – 12% di proteine, con buon assorbimento (Io ho utilizzato farina Manitoba 11% proteine).
280 g latte intero
100 g di zucchero
90 g di burro di cui metà fuso
1 uovo + 1 tuorlo
8 g di lievito fresco (lievito di birra)
8 g di sale
½ stecca di vaniglia (io vanillina)
1 cucchiaino di miele
2 cucchiai di liquore amaretto (io un cucchiaino di Rum)

Ripieno:
300 g di crema spalmabile al cacao e nocciole
30 g di granella di nocciole

Lucidatura:
100 ml di acqua
40 g di zucchero semolato


Preparazione:
Si porta ad ebollizione il latte con la stecca di vaniglia (io vanillina) si lascia intepidire a 30° C e si unisce il lievito, il miele e 250 g di farina. Si lascia gonfiare il composto (20-30 minuti). Si unisce l’uovo, quasi tutta la farina e metà dello zucchero e si avvia la macchina impastatrice con la frusta a foglia (K), una volta assorbito si aggiunge il tuorlo con il rimanente zucchero, farina ed il sale. Si manda a velocità 1.5 e si lascia incordare, si aggiunge a filo la metà del burro fuso e l’altra metà a tocchetti. Si lascia andare per farlo incordare bene, una volta incordato si monta il gancio a spirale e si lavora alla stessa velocità 1.5 fino a che la ciotola risulterà pulita, si unisce il liquore a filo (io il Rum) e si continua ad impastare fino a che il composto si presenterà compatto, elastico e semilucido (per me 25 minuti circa).
(Come scrive Adriano “l’impasto può essere lavorato a mano, lasciando i grassi alla fine e battendolo finché non si presenti incordato”).
Per vedere se l’impasto è pronto si fa la prova del velo, vale a dire si prende un pezzetto di impasto si allarga in tutte le direzioni, dovrà formare un velo semitrasparente prima di rompersi.
Si copre l’impasto e si lascia raddoppiare a temperatura ambiente (non meno di 20°).


Una volta raddoppiato si stende con il matterello, si dà un’unica piegatura a tre come per la pasta sfoglia (“Si rovescia l'impasto sulla spianatoia infarinata, lo si appiattisce leggermente, lo si spolvera dalla farina e si sovrappone per 2/3. Si completa il primo ciclo sovrapponendo la parte rimasta scoperta” vedere - qui -  ).
Si ristende in un rettangolo di circa 60x20, dello spessore di 6mm, e con un lato che sia tre volte più grande dell’altro. Si distribuisce la crema di cacao e nocciole lasciando dello spazio libero su un lato lungo, si arrotola. Si taglia a fettine, utilizzando preferibilmente il filo di nylon da pesca o il filo di seta (Io ho utilizzato il coltello, sbagliando!), e le fettine ottenute si mettono in una teglia da forno rivesta da carta da forno bene distanziate tra loro. Si distribuisce un po’ di granella di nocciole su ogni fetta. Si coprono con la pellicola trasparente (io ho utilizzato un telo di cucina) si fanno raddoppiare ad una temperatura di 28° C.




Una volta raddoppiate si spennellano con l’albume (io mi sono dimenticata) e si infornano a 180° C per 15 minuti circa, dipende dal forno, fino a che risulteranno dorate.
Una volta cotte si lasciano raffreddare su una gratella e si lucidano a piacere una soluzione di acqua e zucchero precedentemente bolliti per 15 minuti circa.










venerdì 6 aprile 2012

"Quanti modi di fare e rifare..." La pizza o schiacciata di nonna Maria

Questo mese per il consueto appuntamento con "Quanti modi di fare e rifare..." è stato scelta una ricetta della nonna di Federica La pizza oschiacciata di nonna Maria.
E’ una pizza di Pasqua buonissima che, come tutte le pizze di Pasqua, gustata nei giorni successivi (se ci si riesce a resistere), è ancora più buona.
Non è particolarmente dolce, come piace a me, quindi si presta ad essere consumata anche con il salato; infatti, Federica ricorda che nel teramano è tradizione accompagnare la schiacciata con le mazzarelle o la fricassea d'agnello. Ovviamente è perfetta per accompagnare l’uovo di cioccolato.
Per la miglior riuscita della pizza, Federica si raccomanda di seguire: il procedimento, l’ordine degli ingredienti, soprattutto come le diceva la nonna di lavorare molto a lungo la pasta e farla lievitare più volte (almeno 3 lievitazioni).
Ho seguito la ricetta di Federica, ho solo sostituito i semi di anice con la Sambuca. Non è venuta altissima, ho utilizzato la teglia in stagno per le pizze di Pasqua, che dovrebbe contenere 1 Kg e più di prodotto. A parte questo il sapore è buonissimo.













Ingredienti per 1 schiacciata, stampo di carta da 750 g
(Io ho utilizzato una teglia per le pizza di Pasqua: stampo rotondo alto 12 cm, con la base inferiore del diametro di 16 cm e la parte superiore del diametro di 24 cm)
 Tra parentesi le mie modifiche

400 g di farina metà farina 0 e metà Manitoba
100 g di zucchero
2 uova medie
62 ml di olio di semi
62 ml di latte intero
18 g di lievito di birra
30 g di semi di anice  (1 cucchiaio di Sambuca)
scorza grattugiata di 1 limone
2 cucchiaini di estratto di vaniglia (1 bustina di vanillina)
5 g di sale

uvetta sultanina (facoltativo) [Omessa]

Preparazione:
Si fa intipiedire il latte e si scioglie il lievito lasciandolo riposare qualche minuto, poi si aggiunge circa 70 g di farina si forma un panetto morbido e si lascia lievitare coperto in un luogo tiepido per 30-40 minuti.

Nella ciotola dell'impastatrice con il gancio K si lavorano le uova con lo zucchero, si aggiunge la scorza grattugiata del limone, la vaniglia (io 1 bustina di vanillina) e l'olio a filo, si mescola fino ad avere un composto omogeneo. Si aggiunge un po' alla volta il resto della farina, amalgamando, si unisce il panetto lievitato e si continua ad amalgamare fino a che non ci saranno più striature bianche, a questo punto si unisce il sale.

Si sostituisce il gancio K con quello ad uncino e si lavora l’impasto che sarà piuttosto morbido a velocità moderata per circa 25 minuti, fino a che risulterà ben incordato. Quasi alla fine si incorporano i semi d'anice e/o l'uvetta rinvenuta in acqua tiepida e ben strizzata. Io li ho sostituiti con un cucchiaio di Sambuca.
Si copre la ciotola con la pellicola e si mette a lievitare nel forno spento (circa 20° C) per tutta la notte. L’ho lasciato lievitare per circa 9 ore e mezza.

Al mattino si riprende l'impasto lievitato, si sgonfia e si lavora nuovamente. Come diceva la nonna di Federica, più lo si lavora, più soffice risulterà la schiacciata. Io l’ho lavorato per circa 20-25 minuti. Si copre e si lascia lievitare ancora al raddoppio (circa 3-4 ore; impiegherà meno stiepidendo appena il forno).

Dopo la seconda lievitazione, si riprende l'impasto, si trasferisce sulla spianatoia infarinata, e si dà un giro di pieghe di tipo 2(Vale a dire si prende un lembo dell’impasto, all'inizio con molta delicatezza, si stende leggermente e lo si porta al centro. Si prende l'angolo che si è formato a destra, si stende leggermente e lo si porta al centro. Si procede allo stesso modo con l'altro angolo che si è formato a destra. Si continua fino a chiudere il giro).
Per dare forza all'impasto in modo che in cottura si espanda, creando la cupola. Si capovolge l’impasto in modo che la chiusura sia a contatto con il tavolo e si comincia ad arrotondare cercando di portare la pasta dalla parte superiore al di sotto, girando sempre l’impasto su se stesso cercando di non strappare la superficie, formando così una palla stretta.





Si trasferisce la palla con la chiusura sotto in uno stampo un po' alto. Per questa dose va bene lo stampo di carta per schiacciata da 750 g. Io ho utilizzato la teglia di stagno per la pizza di Pasqua che  è un po’ grande.
Si copre a campana e si lascia lievitare fino a che la pasta raggiunge il bordo (circa 3 ore; meno con il forno appena tiepido).

Si spennella la superficie con il tuorlo d'uovo sbattuto con un po' di latte. (Io non l’ho fatto).
Si porta il forno con lo sportello socchiuso a temperatura 180° C. Appena prima di infornare, si versa sul fondo del forno mezzo bicchiere di acqua, oppure si mette una bacinella con dell’acqua, creando così del vapore. Questo impedirà che la superficie della schiacciata si secchi troppo rapidamente, facilitandone la lievitazione. Si lascia cuocere per circa un'ora. Se la superficie tende a colorire troppo, si copre con un foglio d'alluminio.
Appena cotta l’ho tolta dalla teglia e l’ho messa sulla griglia a raffreddare.

E’ preferibile, come tutte le pizze di Pasqua, consumarla alcuni giorni dopo la cottura. Si conserva bene per un paio di settimane, ben chiusa in una busta di cellophane.










Quanti modi di fare e rifare...




Appuntamento al 6 Maggio con i



di Elena del blog Zibaldone culinario





§§§



Vi auguro una ...


Serena Pasqua!









martedì 6 dicembre 2011

"Quanti modi di fare e rifare..." lo Stollen o Christollen

Questo mese per l’iniziativa Quanti modi di fare e rifare... è stata scelta una ricetta di Solema, lo Stollen o Christollen che è un tipico dolce natalizio tedesco, in particolare è legato alla città di Dresda. E’ una pasta dolce con una lunga lievitazione arricchita da canditi, uva passa, albicocche essiccate e mandorle, a cui possono essere aggiunti altri ingredienti come il marzapane, la ricotta o frutta fresca. La cosa caratteristica dello Stollen è che non viene consumato subito, ma dopo due o tre settimane in modo che si armonizzano i sapori.
Della ricetta indicata da Solema io ho diminuito le dosi ad un solo Stollen e l’ho cotto in uno stampo di plumcake. Devo dire che, a parte l’essermi dimentica di inserire le mandorle e il marzapane che si è quasi completamente disciolto nell’impasto, è stata una piacevole sorpresa, sono molto contenta di averlo provato. Appena l’ho sfornato l’odore invadeva la cucina, dopo che si è raffreddato non abbiamo resistito, volevamo assaggiarlo. Beh n’abbiamo mangiato la metà! Il resto sono riuscita a sottrarlo e l’ho avvolto in carta argentata per poterlo due giorni dopo fotografare  e consumare.


Dolce lievitato di Natale con uvetta e canditi




Dolce lievitato con canditi uvetta e marzapane



Ingredienti per 3 Stollen, tra parentesi le mie variazioni per 1 Stollen:

750 g di farina forte   (250 g di farina Manitoba)
200 g di zucchero    (66 g)
1 bustina di lievito secco liofilizzato o 25 g di lievito di birra    (8 g di lievito di birra)
280 g di latte tiepido   (90 ml)
250 g di burro morbido    (80 g)
2 uova    (1 uovo)
160 g uvetta  (50 g)
40 g di canditi misti  (1 cucchiaio)
80 g di albicocche secche morbide  (30 g)
100 g di mandorle con la buccia   (30 g che ho dimenticato di mettere)
40 g di zenzero candito  
1 cucchiaino di cannella    (2 pezzetti di stecca di cannella)
1 cucchiaino di cardamomo (omesso)
Rum q.b.   (Marsala Fine I.P. Ambra Semisecco DOC)
Sale 5 g (un pizzico)

Per spennellare:
30 g circa di burro (10 g)
Zucchero semolato q.b
Zucchero a velo q.b

Per la pasta di mandorle
250 g di farina di mandorle   (50 g)
300 g di zucchero a velo        ( 100 g)
1 albume                                  (uovo piccolo)


Preparazione:
Prima si prepara il lievitino sciogliendo il lievito in due cucchiai di latte tiepido per 5 - 6 minuti, poi si versa in una ciotola si aggiunge 80 g di latte (io  20 ml) 130 g di farina forte (io 40 g di farina Manitoba), 1 uovo sbattuto (io metà d’uovo sbattuto). Si lavora fino ad ottenere una crema densa. Si copre e si lascia lievitare in un luogo tiepido fino al raddoppio, dai 40 minuti a 2 ore. A me ci sono volute meno di 2 ore.
Passato il tempo in una terrina o nell’impastatrice si versa il resto della farina, la cannella, il cardamomo (omesso) e il lievitino, si amalgamano un po’gli ingredienti e si unisce il resto del latte tiepido a filo, fino ad ottenere un impasto sodo. Poi si aggiunge il sale e un uovo sbattuto (io la metà) si fa incorporare e si aggiunge il burro un po’ alla volta. Si lavora fino a che l’impasto risulta elastico e sodo. Si mette in un recipiente imburrato, si copre e si lascia lievitare fino al raddoppio per 12 ore circa.
Si mettono a bagno con il Rum (io ho utilizzato il Marsala) le uvette e le albicocche e si lasciano in ammollo per 12 ore.


Preparazione del lievitato con canditi e uvetta


Passate le 12 ore si prende l’impasto ai sgonfia leggermente, si aggiungono i canditi, le uvette e le albicocche sgocciolate dal Rum, lo zenzero candito e le mandorle (io le ho dimenticate). Si lavora il tutto, poi si divide l’impasto in tre parti, io non l’ho diviso. Si inizia a lavorare gli Stollen sulla spianatoia arrotolandoli uno per volta fino ad formare dei cilindri. Con il mattarello si tira un po’ una metà di ognuno, nell’altra metà si adagia il marzapane precedentemente preparato impastando la farina di mandorle, lo zucchero e l’albume, si copre con la metà dell’impasto tirato e con il mattarello si passa leggermente sulla superficie per sigillarla meglio.
Si adagiano gli Stollen in una teglia ricoperta da carta da forno; io l’unico Stollen l’ho adagiato in un stampo da plumcake rivestito da carta forno. Si copre con la pellicola trasparente e si lascia lievitare fino al raddoppio, circa 4 ore.


Lievitazioni e cottura dello Stollen


Una volta lievitati si fanno cuocere a forno preriscaldato a 170° C per 15 minuti e a 160° C per circa 40 minuti. Finita la cottura si spennellano con il burro fuso e si spolvera con lo zucchero semolato e poi con lo zucchero a velo. Si lasciano raffreddare e si avvolgono in carta di alluminio.

Come scrive Solema, la ricetta originaria indica che devono riposare per almeno due settimane in modo che si armonizzano i sapori, ma anche dopo due giorni sono buoni lo stesso.



Dolce di Natale della Germania con canditi e uvetta






Quanti modi di fare e rifare...



Appuntamento a l'8 Gennaio con


di Tiziana del blog Cucinando ed assaggiando