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Visualizzazione dei post con l'etichetta biscotti

regali di Natale gastronomici: spread di gingerbread e confettura di vin brûlé

Da anni in famiglia abbiamo concordato che per Natale ci si regali reciprocamente solo (o quasi) prodotti realizzati da noi e, a parte qualche piccola deviazione tra uncinetto e bricolage, i miei per i vari rivoli della mia famiglia sono quasi unicamente gastronomici.  Qui nel blog ho pubblicato raramente le ricette dei miei "doni alimentari": negli anni vari biscottini della tradizione svizzera (come  Spitzbuben ,  Gipfeli e Brunsli ), una versione di  Bayleys casalingo  e anche un salume stagionato in casa detto "filozino", di cui avevo riportato la ricetta  qui . Poiché non posso certo considerarmi un punto di riferimento per chi cerca idee PRIMA di Natale ecco che pubblico oggi, serenamente fuori tempo massimo, un paio di ricette golose, perfette entrambe per completare sfizi sia dolci che salati e talmente natalizie che dovrò ricordarmi di citarle il prossimo dicembre, dato che nessuno, credo, si avventurerà a prenderne ispirazione fuori dal periodo d...

passate le feste 1: biscottini doppio cioccolato e arancia

Ho una famiglia geograficamente molto composita quindi, come ho spesso raccontato, i riti delle nostre tavole natalizie sono decisamente alternativi:  colazione della Vigilia  con golosità dolci e salate di ogni tipo (oggi la chiameremmo brunch ma cinquant'anni fa ancora non esisteva il termine) cena della Vigilia con qualsiasi cosa (di solito o trippa a baccalà mantecato) a ruotare attorno alla mitica zuppa di cipolle di mia mamma pranzo di Natale ogni anno con un tema diverso Santo Stefano pranzo regionale di una delle aree di provenienza di qualcuno dei membri.  Ovviamente il resto di colazioni e cene in quei giorni è praticamente abolito e poi fino all'Epifania di cibo non si parla più... Nel racconto delle nostre tavole festive partirei dalla ricetta dei biscotti che ho preparato quest'anno per la nostra speciale Colazione del 24. Per la cronaca, la colazione questa volta ha compreso: treccia di pane dolce, taralli e Zwieback (fette biscottate svizzere) accompagnat...

biscottini natalizi di famiglia, puntata 3: gli Spitzbuben e i Brezeln dolci

Terminiamo per quest'anno la serie dei biscotti natalizi svizzeri, dopo Brunsli e Gipfeli , con gli Spitzbuben , che adoro non solo per il sapore, quello di una rassicurante frolla appena profumata di cannella, quanto soprattutto per gli intagli che li caratterizzano, e che li rendono molto "natalizi" anche quando, come da tradizione, vengono semplicemente cosparsi di zucchero a velo oppure lucidati con un pochino di uovo. Ma io preferisco decorarli con la ghiaccia*... Il loro ripieno classico sarebbe la gelatina di ribes ma io uso confettura di fragole e rabarbaro, quella che ha segnato la mia infanzia. In alternativa va benissimo una confettura di frutti rossi ma si usano anche, a seconda della zona e dei gusti di famiglia, un ripieno tipico del  Birnenweggen  di Lucerna a base di pere, cotte a densa pasta e profumato con frutta secca, spezie e grappa o vino, che assomiglia un po' alle farciture di alcuni tortelli dolci regionali italiani. Si usano anche confettura...

biscottini natalizi svizzeri di famiglia, puntata 2: i Gipfeli

Dopo i Brunsli , i secondi in classifica a mio puro gusto personale tra i biscottini natalizi svizzeri tradizionali sono i cornetti alla vaniglia, di cui esistono fondamentalmente due versioni: quella della Svizzera interna, detta Kipferli , per cui si monta il burro morbido con lo zucchero e vi si aggiungono farina, uova e il resto, e quella ticinese, i Gipfeli (pronuncia con la G dura, come “ghiro”) che è senza uova, si lavora come una sablée ed è quella che preparo io. In entrambe le versioni i profumi dominanti sono sempre vaniglia, burro e mandorle. La cosa che hanno in comune questi con altri cornetti che, tra Germania, Austria e Ungheria, hanno nomi simili come  Kipfel, Kipferl o Kifli , è la forma curva. Qualsiasi siano gli ingredienti, infatti, la sagoma di questi biscotti è storicamente importante come tutti i dolci "a mezzaluna" che hanno preso piede in Europei nel '700 per una ragione storica comune a tutti ma sconosciuta ai più. A dar fama e fortuna a ques...

biscottini natalizi svizzeri di famiglia, puntata 1: i Brunsli

Ho avuto occasione ultimamente di dover spiegare ad amici recenti come la mia famiglia composita non abbia in verità sviluppato vere e proprie tradizioni di ricette natalizie. Se mediamente nel Nord Italia è poco considerata la cena della Vigilia e si da più importanza al pranzo di Natale, sia come momento di riunione familiare che come allestimento di un pasto speciale.  Eppure noi abbiamo invece due curiose abitudini: la colazione della Vigilia , primo momento in cui tutta la famiglia si siede attorno allo stesso tavolo, e la "cena leggera" della sera della Vigilia, come continua a definirla mia madre, che prevede zuppa di cipolle  di nostra mamma e  baccalà  di nostro padre, a volte affiancato o sostituito da  trippa .  Per quanto riguarda il pranzo di Natale la tradizione di famiglia, da quando sono mancati la nonna paterna ed il suo pollo arrosto, è stata rifarci ogni volta ad un tema differente, allestendo di anno in anno un pranzo sempre diverso e se...

all'inseguimento di Uffizi da mangiare 3: Raffaello Sanzio e biscotti al vino come anelli intrecciati

Sono al mio terzo appuntamento con Inseguendo l'arte da mangiare , un percorso tutto personale tra pittura e cucina che riprende la bellezza in cui ho vissuto immersa fino a che ho avuto la possibilità di lavorare in una galleria d'arte antica e che ancora rimpiango. Nel mio cammino seguo passo passo gli abbinamenti artistico-gastronomici proposti ogni domenica da Uffizi da Mangiare , che fa interpretare un'opera famosa ad un altrettanto famoso chef.  Ci troviamo oggi al cospetto di un ricco possidente fiorentino, Agnolo Doni, che attorno al 1504,  novello sposo di Maddalena Strozzi, per celebrare l'evento commissionò una Sacra Famiglia al suo amico personale Michel Agnolo , da noi meglio conosciuto come Michelangelo Buonarroti. La cornice tonda del dipinto sembra sia stata disegnata dallo stesso Michelangelo e realizzata dall'intagliatore fiorentino Francesco del Tasso.  Non contento, attorno al 1506, sembra in occasione della nascita della loro prima figlia Maria,...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!