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all'inseguimento di Uffizi da mangiare 2: Jacopo Chimenti e un pasticcio di tacchino

Con la seconda tappa di  Inseguendo l'arte da mangiare  prosegue il mio personale percorso tra arte e cucina  in cui propongo ricette ispirate all'epoca ed alla zona ritratte in una serie di nature morte di pittori famosi, quelle che ogni settimana  Uffizi da mangiare  seleziona nella propria collezione e sottopone all'interpretazione di un prestigioso chef italiano (tutti i riferimenti qui ).  Oggi, puntuali dopo dieci giorni  dalla pubblicazione degli Uffizi del 24 gennaio, stare alle calcagna del loro dipinto ci porta nella Firenze di inizio '600, dove operava Jacopo Chimenti, che era detto anche l'Empoli per l'origine della sua famiglia. Il primo passo è stabilire di quale dipinto si tratti, perchè nella collezione degli Uffizi ne compaiono due dello stesso autore : uno intitolato Dispensa con botte, selvaggina, carne e vasellame  (in altri testi riportato come Dispensa con trancio di cinghiale, pasticcio e anatra ) e l'altro Dispensa con...

gli struffoli, come legante

Questo anno mi è sembrato infinito. In un tempo che pareva non scorrere mai, in una serie di giornate uguali, ciascuna chiusa in se stessa, come se fosse tutto immobile. Invece mi accorgo che alla fine sono stati enormi i cambiamenti: nella vita, nelle relazioni, nelle abitudini. Arrivati piano piano, come niente. Almeno per me. Senza accorgermi non sono stata ferma e ora mi trovo in un punto diverso, anche se da casa non mi sono spostata quasi mai.  Sarà per quello che ho preparato durante queste feste cibo dai tempi lunghi, in forma di meditazione: per insaporire una pasta al forno le polpettine piccole come ceci sono quasi trecento, l'agnello si crogiola in forno per circa tre ore, per il dolce serve rotolare oltre 700 palline di impasto. E per i regali alla famiglia vale altrettanto, visto che i cachi della confettura alla vaniglia ho addirittura aspettato che crescessero sugli alberi, oltre il muro del generoso vicino.  Tutto questo tempo dedicato a piccole cose silenti è...

una pastiera più consapevole

In questa strana Pasqua 2020, con la primavera vista solo dalla finestra, la famiglia dalle chat del computer e gli amici dal telefonino, il mio pranzo vuole celebrare non il classico banchetto luculliano di una "festa" ma, visto che saremo a tavola in due, un piccolo ed affettuoso misto di tradizioni di coppia: dal mio lato apriamo con una insalatina che comprende, tra l'altro, bresaola valtellinese, passione di mio padre,  e uova sode e insalata amara tanto amate dalla mamma svizzera; dal lato dell'essere partenopeo sforniamo invece un crapetto caso e ova come faceva sua madre e una pastiera, specialità di suo padre. Mi concentro qui a raccontare della pastiera per tre motivi: ho giusto seguito nei giorni scorsi un simpaticissimo tutorial on line di Peppe Guida che comprendeva i canditi fatti in casa e qui ho voluto sperimentare la sua versione della ricetta, mi ha chiesto i riti della pastiera la mia nipote romana (e penso incuriosiscano anche ai nipoti di ...

Che bella invenzione la memoria: MTC Story e struffoli cacio e pepe!

Che bella invenzione la memoria! E' ciò che esplode oggi nella comunità dell' MTC , che si sente un po' orfana delle sfide che per anni ogni mese hanno animato il nostro modo di vivere il web e per questo si è inventata l'idea di iniziare il 2020 con il flash-mob dedicato all'MTC STORY: oggi chiunque ne abbia voglia pubblica una ricetta che ha  scelto tra le millemila emerse da tutte le sfide  ed ha rifatto per l'occasione. Non obbligatoriamente una delle proprie proposte, ne' per forza una di quelle pubblicate dai terzi giudici ad illustrare la propria sfida, ma preferibilmente una di quelle che ci hanno colpito tra le idee altrui, oppure la nuova ispirazione che il tema di una vecchia sfida particolarmente amata ci suggerisce oggi, attrezzati delle conoscenze che l'MTC nel suo insieme nel frattempo ci ha fornito.  Io inizialmente avevo pensato di cucinare qualcosa a base di pan di Spagna, l'unica sfida dell'MTC a cui non ho partecipat...

cronaca a puntate di un pollo fritto in due modi

Sta male dire che non avevo tempo per pensare con cura a questo MTC e che ho iniziato usando ciò che avevo in frigo? Fa brutto ammettere che l'effetto è risultato talmente piacevole che la cosa mi ha preso la mano, portandomi ad inquadrare sempre meglio il percorso in modo naturale e sciolto, tanto che potrei fingere di averci cogitato sopra giorni e giorni e sperimentato ore e ore... anche se non è vero? Si sappia che per una delle due ricette, invece, è andata proprio così. I brani separati dai tre trattini corrispondono alle giornate di lavorazione, nel senso che, incasinata oltre ogni senso logico, ogni giorno separatamente ho dedicato un pochino di tempo ad un passaggio: ho realizzato una coppia di ricette a puntate, insomma... Quasi quasi mi trovo uno sponsor e ne faccio una soap opera all'americana! Al 5 febbraio viene rivelato al mondo che la nuova ricetta per l' MTC del mese  è il pollo fritto di Silvia, una "anche no", che tradotto significa ...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!