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Visualizzazione dei post con l'etichetta india

Saluto a V.

Mi lavo con sapone di Aleppo, so che ne cogli il senso umano prima ancora che politico. Poi indosso un abito nero perchè oggi al tuo funerale sarò triste. Prima di uscire infilerò al collo una collana africana di legno colorato: insieme è la "tua" Africa e le infinite tinte di tutte le cose stupende che tu mi hai insegnato a scoprire. Poco tempo fa mi hai chiesto "vienimi a salutare" e sono corsa. Lì mi hai confidato di quanto hai coltamente scritto negli anni di pensieri filosofici che possono preparare alla morte e di come ti sia sorpreso a rinnegarli quando ti sei reso conto che a morire eri tu.  Fermo nel letto hai bevuto da assetato i racconti dei miei ultimi viaggi, hai ricordato, tra i tuoi innumerevoli, quello tuo più felice insieme a tua moglie, e ogni volta che la nominavi ti brillavano gli occhi.  Stanco nella vista mi hai chiesto delle mie ultime letture e mi hai inondato di consigli: come sempre è più forte di te dispensare sapienza, istillare curiosità...

tanti piccoli assaggi tricolori

Dopo aver seguito in tv tutte le partite dell'Europeo trasmesse dalla Rai, anche un po' mio malgrado, devo ammettere, si è arrivati alla finale e l'essere che mi vive a fianco ha preferito, non so se per scaramanzia o altro, che seguissimo anche l'ultimo incontro noi due soli, come avevamo fatto fino a quel momento.  E così, per non annullarmi completamente nel diluvio di calcio per me davvero insolito, ho dedicato la domenica della finale a preparare una serie di snack e piattini tutti tricolori, che ci avrebbero sostenuto durante il tifo, per poi festeggiare un buon risultato o consolarci di una sconfitta. Ricordo diverse altre cene tricolori in occasioni simili, anni fa, e allora si erano condivise sempre con amici. Sarà per quello che ho voluto abbondare in varietà: a compensare l'ancora scarso entusiasmo, purtroppo, per esperienze che coinvolgano un gruppo numeroso. Senza profferire verbo sull'esito dell'incontro, che altri più esperti di me dal punto d...

bunny chow sudafricano alle banane, di nuovo per un MTChallenge esterofilo

Come dicevo nel post precedente, in questa puntata dell' MTChallenge  in versione smart si propongono ricette di pollo straniere rivisitate a nostro modo. Io sto cercando di ricavarne quattro da un unico pollo per comporre un menù intero a base di piatti di nazioni differenti e, se l'altro giorno ho proposto un dessert , ecco oggi un secondo a base di pollo che ragiona su una ricetta sudafricana: il bunny chow . E' in verità, di solito, un piatto unico e con il coniglietto Bunny non c'entra nulla! Con questo nome si intende una scatola di pane riempita di uno stufato speziato (volgiamo chiamarlo curry, all'anglosassone? ok), che in origine era solo a base di fagioli e sempre molto speziato: ogni cuoco ha la sua segreta miscela di spezie, di solito molto più piccante di quanto proposto qui, in cui però peperoncino, anice e cannella non mancano mai. Se con il tempo il piatto si è arricchito di carne di pollo, manzo, maiale od agnello (specie a Durban, dove si ...

spezzatino africano o asiatico? In ogni caso con patate dolci, arachidi e cocco

Qualche giorno fa per il Keep Calm & What's for Dinner , la rubrica salvacena giornaliera della dell' MTC  in versione facebook, Eleonora ha pubblicato una ricetta di pollo alle arachidi che al primo sguardo credo avesse origini thai, indiane o indocinesi in generale. Non sono riuscita a commentare, chissà perchè, quel post ma avrei voluto dire all'autrice che la ricetta a me suonava anche mooooolto africana, se ci fosse stato manzo al posto del pollo e qualche pezzo di patata dolce. Di conseguenza la lettura di quel post mi ha spinto a rituffarmi nei vecchi testi di cucina per verificare le ragioni di questa sensazione di familiarità. E saltano fuori il domada gambiano, il mafe  senegalese e infiniti altri stufati o zuppe dell'Africa Orientale, sempre a base di verdure ed in cui la carne compare raramente, se disponibile, in genere come ritagli di manzo, trippe, montone o pollo, ma anche pesce per i Paesi costieri. Hanno tutti in comune con la ricetta di ...

Siena 2: storie di pepe, tra panpepato e... pollo indiano!

Il murg kaalee mirch , pollo al pepe nero, è un piatto tradizionale dell'India del Sud la cui ricetta esisteva anche prima che arrivasse in India il pomodoro, ingrediente che oggi rientra nella ricetta "moderna". E uno si chiede: ma che c'entra l'India?! Il titolo parla di Siena! Be', proprio l'India meridionale era l'area da cui in epoca medievale e rinascimentale veniva importato tutto il pepe che arrivava nelle botteghe degli speciali , figure professionali a cavallo tra farmacisti, medici e droghieri. Spezia ritenuta afrodisiaca, rara e preziosissima già per i Romani del IV secolo a.C., ...... l'area italiana ne aveva durante il Rinascimento il monopolio per l'importazione in Europa. Molti dolci antichi nacquero dunque nelle nostre zone con l'aromatizzazione di pani o focacce con miele, frutta e spezie. A Siena, in specifico, grazie ai suoi intraprendenti mercanti e ai creativi speziali,, il pepe e l'altrettanto costoso zuc...

curry di ceci e zucca: la semplice complessità dell'animo umano

Oggi si va di curry (*), a cercare spontaneamente lo speziato, novembrino conforto che possono darti ceci e zucca declinati genericamente all'orientale. Tra indiano e thai se proprio vogliamo trovare delle assonanze più geografiche.  E oggi si va di vegetariano. Non so bene perchè ma ultimamente mi prende spesso, un po' così, una sorta di semplicità dell'istinto. Riflettevo ieri insieme ad un'amica giapponese di quanto ci si faccia condizionare l'umore dal tempo meteorologico, a suo dire molto più in Italia che in Giappone. Io in verità mi sento abbastanza immune dalla meteoropatia (sarò un po' giapponese inside?), però sono piuttosto sensibile agli stati d'animo di chi mi sta attorno, anche se si tratta solo di incontri professionali o superficiali. Sintonia più con gli esseri umani che con la natura? Questo sarebbe da parte mia davvero molto poco giapponese! Tornando al punto: ad ispirarsi maggiormente al clima nel mio caso è il lato "cucinifero...

ceci e spezie del Punjab per un piatto dai troppi nomi

Il dettaglio forse più curioso del piatto di cui parlo oggi è il nome, che segue la sorte di molte parole entrate nell'uso comune nonostante si tratti in realtà di marchi commerciali. Chi di noi, ad esempio, non ha mai detto "fòrmica" per indicare il laminato plastico oppure "scotch" per parlare del nastro adesivo o "bic" di una penna a sfera? Ecco: nella regione del Punjab e dintorni, antico territorio ora politicamente suddiviso tra India e Pakistan, esiste uno stufato di ceci che si chiama semplicemente  chana o   chole  masala : chole,  cholay o   chana sono i ceci nelle varie lingue, mentre  masala significa in generale "misto di spezie", quello che noi Occidentali siamo abituati erroneamente a definire "curry" (...dalla parola tamil  cari , che invece significa salsa o, per esteso, il piatto con essa cucinato). Il chana masala , in Pakistan spesso detto familiarmente solo chole , viene tradizionalmente preparato versa...

crema di zucchine per una favola da cigno

L'autunno sembra arrivare. Giornate più corte, notti fresche, una folata di vento e subito la temperatura scende. Forse è il caso di avvertire l'orto, che ultimamente continua a sfornare verdure senza badare al calendario. Questa nella foto è la zucchina trombetta più piccola nell'orto di mio padre. La più lunga è alta quasi due metri. Raccontano tutte la stessa storia, che ho ripetuto al mio nipotino mentre giravamo tra questa questa strabiliante verzura, affascinati. E la storia è stata ispirata a  Giulia , maga delle parole, dal dipinto del suo compagno  Alessandro , mago del pennello. E parla di queste strane zucchine che continuano a crescere sognando di potersi trasformare in cigni. Ovviamente ad una zucchina da 2,3 kg volevo offrire comunque un destino da favola, a compensare l'impossibilità di realizzare il suo sogno da cigno. Così l'ho abbinata ad una miscela di spezie keniota, terra stramba in cui danno a questo mix un nome inglese ispirati a quel...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!