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Visualizzazione dei post con l'etichetta cime di rapa

polpettone ai friarielli e mozzarella affumicata, con storie di linciaggi

Il vantaggio di viaggiare è che puoi portarti a casa ingredienti rari, sconosciuti... e pure freschi, se il viaggio è sufficientemente breve. La cosa buffa è che non parlo di prodotti stranieri ma di specialità napoletane, che mi sono procacciata in una (troppo breve) toccata e fuga dovuta a ragioni di famiglia e che non ho potuto fare a meno di cucinare al volo appena rientrata. Anche perchè il povero essere napoletano che mi vive a fianco mi avrebbe linciato se non avessi provveduto immantinente! La mozzarella di bufala affumicata napoletana è un tesoro difficile da reperire fuori zona e altrettanto dicasi per i friarielli. Almeno questi ultimi sono vagamente sostituibili con cime di rapa, mentre per la mozzarella nessuna scamorza affumicata miscelata anche a una buona mozzarella di bufala bianca può avvicinarsi nemmeno lontanamente al concetto. All'invito a cena per una coppia di amici segue subito una riflessione su un menù di timbro napoletano: classicamente i friariel...

crema di pane di segale raffermo per un riciclo creativo

Quando è l'essere a fare la spesa, e compra meravigliosi pani di vario tipo e poi li lascia tutti così, nei loro sacchetti di carta, ben nascosti dietro i cestini di frutta secca sopra il mobile della cucina, a seccare lentamente per tutto il weekend, e tu te ne accorgi solo a cose fatte. Ecco, in quei casi gli esiti possibili sono due: o montagne di pangrattato unite a montagne di improperi, oppure la versione positivamente zen di ogni esperienza, che ne mostra i lati positivi e di crescita. Ovviamente, sia per pace familiare sia per attitudine personale, la prima via viene debitamente tralasciata, e ci si imbarca nell'impresa, data la mezza giornata libera, di preparare tutta una serie di ricette di recupero, dividendo i vari pani in preparazioni diverse, per congelarle e servircene a tempo debito, quando il tempo per cucinare manca del tutto. Le varie ispirazioni sono stati gli  gnocchetti di pane , i pizzoccheri chiavennaschi , i canederli (quelli  tradizionali ...

contorni marocchini, magari per la Pasqua prossima

Riprendendo quell'ispirazione marocchina che l'altro giorno mi ha fatto preparare per Pasqua  tajine di polpette di agnello , ero rimasta sulla scelta di un accompagnamento per questo sugoso stufato che non fosse quello che tutti gli Occidentali si aspettano appena sentono la parola "Marocco": il couscous. Ecco invece che mi sono venuti spontanei i  maakouda , delle frittelle di patate che in verità sono uno street food, serviti di solito in panini con salsa piccante e verdure fresche, ma che spesso compaiono anche semplici tra gli antipasti o come side dish in un pasto abbondante. E' questo il nostro caso e tra l''altro, essendo un paio di commensali svizzeri, le affinità con i   roesti  sapevo li avrebbero deliziati! La tradizione (e le cuoche del  Maison Touareg ) li vogliono aromatizzati con cannella, paprika dolce, zenzero, pepe e prezzemolo, più un pizzico di curcuma per accentuare il colore dorato delle patate; questa invece è una versione ...

serata variegata con grano saraceno ai cannolicchi e cime di rapa

Amici a cena, tra cui una persona intollerante a glutine e latticini e patita per la cucina indiana, una persona vegetariana che non mangia carne e una persona marocchina dai costumi alimentari islamici. No, va bene, serata certamente variegata ma... mo' che faccio, tenendo anche conto che ho poco più di due ore in tutto per fare spesa e preparare, con un intermezzo di un paio d'ore abbondanti di un impegno improrogabile ( questo, alla radio )? Penso ad un filo conduttore divertente, evitando le citazioni marocchine o indiane che tutti si aspettano, accetto il supporto proposto da un paio di deliziose e collaborative ospiti e rapino il supermercato al volo (niente negozietti specializzati o banchetti del mercato rionale oggi, non ce la si fa!). Lì mi faccio ispirare da quello che mi colpisce l'occhio ed ecco qui servito il menù: il tema è Famolo strano, basta sia napoletano , con tracce miste anche giapponesi, svizzere e russe. Incomincio dal banco del pesce, perché...

evoluzioni di una genovese in chiave napoletana

Quando proponi a qualcuno un pranzo napoletano in genere gli ospiti si aspettano trionfi di mozzarella con pomodoro e basilico, frittini misti, pasta ai frutti di mare, magari la parmigiana di melanzane e spigole all'acquapazza. E invece, se inviti persone spiritose e d intelligenti, puoi anche permetterti di pensare invernale, di non tuffarti in mare e, soprattutto, di offrire un taglio storico della tavola partenopea, quando il pomodoro ancora si conosceva poco, il pesce non era di uso comune e la carne rappresentava un bene di grandissimo lusso. Un paio di secoli fa, quando sulle tavole nobili apparivano ricchi sartù, trionfanti timballi di pasta e goduriosi babà, con i monzù di scuola francese impegnati ad aristocratizzare la cucina locale, la gente comune si nutriva ancora prevalentemente di verdure, tanto da che gli abitanti di Napoli erano indicati con il titolo di mangiafoglie .  E questo è un menù così, da popolino che sapeva trarre il meglio del godimento da ogni or...

salmone yoshoku all'arancia. Lasciando anche perdere le foto

No, va be', dai... inizio l'anno del blog con ricette che non hanno niente di giapponese?! Non ci posso credere! Mentre medito su quale sia l'oscura ragione per cui è successo, mi accorgo che in realtà un paio di cosette di ispirazione nipponica le ho anche già cucinate e che non sono salite alla ribalta della cronaca semplicemente perchè... fotografate malissimo! Capita a chiunque bazzichi nel mondo dei food blogger, prima o poi, di confrontarsi a muso duro con la questione "meglio buone ricette o belle foto?" Strenua difenditrice (è bruttino ma si dice così, al femminile) della prima fazione, con il tempo mi sono resa conto che il web è un mezzo di comunicazione prevalentemente visivo. Dunque se le immagini nemmeno rendono correttamente l'idea del piatto, per quanto perfetta sia la ricetta ne resterà di certo penalizzata.  Ne sono la (triste) prova a diversa scala i libri di cucina, che le ultime generazioni di golosi/appassionati acquistano solo se corr...

tre tapas per MTC, la mia scuola di ironia preferita

Entusiasta! La decisione presa da  Mai  de  Il colore della curcuma  per questo mese, il sessantesimo (!) della sfida dell' MTChallenge , era  ir de tapeo   (andare per tapas!). E mi riempie il cuore, data la mia lunga, intensa, ripetuta ed appassionata storia d'amore con la gastronomia spagnola, di cui le tapas possono perfettamente fungere da spiegazione, da mappa e pure da riassunto. Mentre il tapeo  è per me la rappresentazione più pura, rilassata e golosa della felicità di vita. quando aprire un post significa esultare! (Il post è lungo, per le ricette conviene andare direttamente in fondo! Per chi è interessato ai miei deliri invece, racconto che:)  La prima idea era stata pescare tre ricette dalla tabla di 40 tapas tradizionali, magari proprio catalane, che avevo preparato tempo fa per i 40 anni di matrimonio dei miei, raccontando l'occasione come tema. Poi ho pensato: troppo facile e, in fondo, troppo banalmente spagnolo ...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!