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Visualizzazione dei post con l'etichetta liquori

tutto è relativo: pranzo giapponese di primavera, estate e insieme autunno - parte 1

Qualche settimana fa mi hanno fatto visita amici che si recheranno per la prima volta in Giappone tra un paio di mesi e volevano un assaggio di ciò cui vanno incontro. Immaginando che avranno al loro arrivo sufficiente esperienza diretta di street food, ramen e sushi, come non accoglierli a tavola con un Nihon no jikasei no chūshoku (日本の自家製の昼食), un pranzo casalingo giapponese, più difficile da sperimentare direttamente in Giappone se non si hanno amici locali che ti invitano da loro? Ho organizzato dunque un classico ichijū sansai (一汁三菜), pasto nipponico tradizionale, il cui nome letteralmente significa “una zuppa e tre contorni” ma che si compone sempre di cinque elementi fissi: una ciotola di riso, una zuppa, una proteina, una (o più) verdure e uno tsukemono (漬物, verdurina conservata). Trattandosi però di un'occasione speciale ho agito all'occidentale: oltre ad apparecchiare anche con dettagli non giapponesi, invece di aumentare i piatti presenti nello  ichijū sansai  l...

risotto POP? Per me risotto Vegemite!

Sto cercando di rientrare gradualmente nella mia vita di un anno fa, anche riprendendo la partecipazione al Clan del Risotto del Venerdì , che oggi propone come tema "il risotto pop". La prima cosa che mi viene in mente alla parola POP non è faccenda di musica, di moda o di cucina ma di arte. In specifico gli alimenti “popolari” ritratti da artisti pop, come Andy Wharol di cui tutti conoscono le lattine di zuppa, o Roy Lichtenstein di cui in molti ricordano i toast puntinati.    E il fatto che lo stile di questi due grandi artisti sia stato ripreso per pubblicizzare il Marmite non è un caso:  è secondo me uno degli ingredienti più “pop” di tutti, nonostante (o forse proprio perchè) abbia oltre 120 anni.    Si tratta di una salsa inventata dal chimico Liebig a inizi ‘900 con gli scarti di lievitazione della birra e prodotta da allora in Gran Bretagna, dove è uno dei sapori base della cultura gastronomica popolare.  Quel prodotto venne talmente apprezzato in...

Passate le feste 6: panettone con crema al baileys fatto in casa

Fatto in casa il Baileys, intendo, non il panettone! Almeno per questa volta. Il dessert che chiude questo pranzo di Natale tutto bianco è molto "classico" per come lo intendono i miei, semplicissimo e molto goloso: il panettone, artigianale di grandissima qualità*, viene servito con una crema dolce a base di mascarpone. E fin qui pare tutto normale... La crema, servita in ciotoline individuali a fianco della fetta di panettone, ciascuna con il suo cucchiaino, permette a ciascuno di intingervi i bocconcini di dolce, di versarla sulla fetta intera o anche di mangiarsela da sola a cucchiaiate. Lo spunto "tecnico" è un misto tra farcitura densa da cream tart e crema morbida al mascarpone da tiramisù, quella con le uova crude che in famiglia abbiamo preparato per anni da servire con il panettone a Natale, incredibilmente sopravvivendo tutti senza problemi. Sostituendo uova e zucchero con panna montata e latte condensato, come va tanto di moda adesso, ho lasciato la crem...

biscottini natalizi svizzeri di famiglia, puntata 1: i Brunsli

Ho avuto occasione ultimamente di dover spiegare ad amici recenti come la mia famiglia composita non abbia in verità sviluppato vere e proprie tradizioni di ricette natalizie. Se mediamente nel Nord Italia è poco considerata la cena della Vigilia e si da più importanza al pranzo di Natale, sia come momento di riunione familiare che come allestimento di un pasto speciale.  Eppure noi abbiamo invece due curiose abitudini: la colazione della Vigilia , primo momento in cui tutta la famiglia si siede attorno allo stesso tavolo, e la "cena leggera" della sera della Vigilia, come continua a definirla mia madre, che prevede zuppa di cipolle  di nostra mamma e  baccalà  di nostro padre, a volte affiancato o sostituito da  trippa .  Per quanto riguarda il pranzo di Natale la tradizione di famiglia, da quando sono mancati la nonna paterna ed il suo pollo arrosto, è stata rifarci ogni volta ad un tema differente, allestendo di anno in anno un pranzo sempre diverso e se...

conseguenze dell'aprire il frigo soprappensiero: risotto piselli e ciliegie

Non sono nuova all'utilizzo delle ciliegie in piatti salati, ad esempio avevo raccontato qui nel blog la tradizione dei mashti levantini e la mia versione di   melanzane alle ciliegie , ma oggi mi è venuto il guizzo, di inserirle questo delizioso frutto in un risotto, complice il  Clan del risotto del venerdì  che come tema di questa settimana prevedeva un risotto ai piselli. L'argomento si sarebbe prestato a infinite interpretazioni "etniche", perchè abbinare riso e piselli è uso comune in molte culture differenti e da lì ero partita, indagando tradizioni indiane, greche, britanniche, caraibiche e via dicendo. Poi mi sono resa conto che mi sarei persa e mi è preso il trip creativo degli abbinamenti particolari, tipo con l'amaro del caffè, il sapido dell'acqua di frutti di mare, alla freschezza di alcune erbe o l'acido di certi formaggi,  Poi, mentre ero distratta e aprivo il frigo pensando alla cena, mi è saltato agli occhi il primo cestino di ciliegie d...

il film Il cacciatore, i sentimenti, le frittelle di mele

Quando ho visto Il cacciatore per la priva volta avevo intorno ai 16 anni, ad un cineforum. Mi innamorai ovviamente in quell'occasione in modo totale di due attori per me ancora sconosciuti: quel Robert de Niro che poi mi ha abbandonato per strada coi suoi ruoli brillanti un po' dozzinali degli ultimi anni e quella Meryl Streep che invece non ha più lasciato il mio cuore.  Degli altri interpreti conoscevo solo John Cazale per Quel pomeriggio di un giorno da cani e John Savage per Hair (film che casualmente avevo visto prima, anche se era uscito più tardi); invece mi aveva talmente inquietato la recitazione di Cristopher Walken da non riuscire più a slegarlo da quel personaggio ed apprezzarlo in seguito in altri ruoli. Però... caspita che anni! Sono stata fortunata a vivere la mia epoca: quello sì era cinema!  Il fatto che a 16 anni leggessi Sciascia e Hesse e frequentassi cinema e cineforum mi aveva aiutato da subito, per  Il cacciatore , a cogliere l'atmosfera sosp...

gli struffoli, come legante

Questo anno mi è sembrato infinito. In un tempo che pareva non scorrere mai, in una serie di giornate uguali, ciascuna chiusa in se stessa, come se fosse tutto immobile. Invece mi accorgo che alla fine sono stati enormi i cambiamenti: nella vita, nelle relazioni, nelle abitudini. Arrivati piano piano, come niente. Almeno per me. Senza accorgermi non sono stata ferma e ora mi trovo in un punto diverso, anche se da casa non mi sono spostata quasi mai.  Sarà per quello che ho preparato durante queste feste cibo dai tempi lunghi, in forma di meditazione: per insaporire una pasta al forno le polpettine piccole come ceci sono quasi trecento, l'agnello si crogiola in forno per circa tre ore, per il dolce serve rotolare oltre 700 palline di impasto. E per i regali alla famiglia vale altrettanto, visto che i cachi della confettura alla vaniglia ho addirittura aspettato che crescessero sugli alberi, oltre il muro del generoso vicino.  Tutto questo tempo dedicato a piccole cose silenti è...

lo strano Natale giapponese: Kurimasu keki, nuovi kakuteru e altre curiose tradizioni

Che questo in arrivo sia un Natale diverso da tutti gli altri non devo essere certo io a dirlo. Che qui in casa si sia deciso di celebrarlo in modo altrettanto insolito è una scelta precisa. Dunque oggi parliamo del Natale giapponese. Come ho accennato nell'introduzione alle ricette nipponiche che ho pubblicato dentro  A Hug in a Mug , il calendario alcolico dell'avvento dell'MTC , in Giappone i Cattolici sono solo l’1% della popolazione e la vera festa religiosa e di famiglia è il Capodanno. Messe natalizie si sono però celebrate in Giappone a partire dall'arrivo in Giappone nel 1548 di san Francesco Saverio, soprattutto dal 1552 nel distretto di Yamaguchi per opera dei missionari gesuiti. Nel 1635 il Cristianesimo venne però proibito da un editto e i kakure Kirishitan (i Cristiani nascosti) continuarono a professare la propria religione in privato; furono perseguitati e martirizzati come da noi nell'Antica Roma, ed il 5 febbraio si celebra la loro memoria nel ma...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!