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all'inseguimento di Uffizi da mangiare 11: Baccio Maria Bacci e l'acquacotta

Ritorna oggi l'appuntamento con Inseguendo l'arte da mangiare , che ci porta a pranzo in compagnia di amici sulle colline fiorentine degli anni '20.  L'iniziativa Uffizi da mangiare  ci propone infatti un dipinto di Baccio Maria Bacci, pittore fiorentino nato nel 1888 e vissuto tra Firenze e Fiesole, che nei primi anni si accostò al Futurismo e divenne poi un apprezzato esponente del Novecentismo toscano.  In specifico l'opera di oggi è Pomeriggio a Fiesole , dipinto tra il 1926 e il 1929, in cui l'autore ritrae se stesso e l'amico pittore in compagnia delle mogli alla fine di un pasto conviviale. I resti di pane e vino sul tavolo insieme ad una ciotola di frutta, la finestra aperta sulla campagna, gli atteggiamenti rilassati dei personaggi raccontano un momento piacevole e spontaneo di condivisione amicale. La sensazione di ariosità primaverile è lo spunto colto dallo chef sorrentino  Peppe Aversa , che nella sua ricetta dedicata al dipinto propone dei gnoc...

all'inseguimento di Uffizi da mangiare 7: Giovanna Garzoni e l'insalata nel popon partito

Ci si re-incontra con la pittrice Giovanna Garzoni, ed è per me una gioia, nel settimo appuntamento con Inseguendo l'arte da mangiare , il mio personale viaggio dentro la bellezza del legame tra arte e gastronomia. Questa volta si tratta di una scena molto articolata, in cui i classici elementi della natura morta compaiono dentro un paesaggio e sono accompagnati da uno ieratico personaggio che, secondo gli storici di  Uffizi da mangiare ,  potrebbe essere o un fattore o un bugnolaio (dal nome delle ceste che contenevano la biada) di Artimino, borgo nei pressi di Prato dove i Medici avevano una residenza di campagna. Negli antichi inventari della villa di Poggio Imperiale, dove il dipinto era collocato, è citato con questa descrizione:  Veduta di paese con il Vecchio di Artimino, con due galletti nelle braccia, e un canino bianco, e nel piano vi è un fiaschetto, un Panier d’Uovi anzi Uova, un piatto con un popon partito, Frutta et altro .  Prima di addentrarci nella ...

all'inseguimento di Uffizi da mangiare 3: Raffaello Sanzio e biscotti al vino come anelli intrecciati

Sono al mio terzo appuntamento con Inseguendo l'arte da mangiare , un percorso tutto personale tra pittura e cucina che riprende la bellezza in cui ho vissuto immersa fino a che ho avuto la possibilità di lavorare in una galleria d'arte antica e che ancora rimpiango. Nel mio cammino seguo passo passo gli abbinamenti artistico-gastronomici proposti ogni domenica da Uffizi da Mangiare , che fa interpretare un'opera famosa ad un altrettanto famoso chef.  Ci troviamo oggi al cospetto di un ricco possidente fiorentino, Agnolo Doni, che attorno al 1504,  novello sposo di Maddalena Strozzi, per celebrare l'evento commissionò una Sacra Famiglia al suo amico personale Michel Agnolo , da noi meglio conosciuto come Michelangelo Buonarroti. La cornice tonda del dipinto sembra sia stata disegnata dallo stesso Michelangelo e realizzata dall'intagliatore fiorentino Francesco del Tasso.  Non contento, attorno al 1506, sembra in occasione della nascita della loro prima figlia Maria,...

all'inseguimento di Uffizi da mangiare 2: Jacopo Chimenti e un pasticcio di tacchino

Con la seconda tappa di  Inseguendo l'arte da mangiare  prosegue il mio personale percorso tra arte e cucina  in cui propongo ricette ispirate all'epoca ed alla zona ritratte in una serie di nature morte di pittori famosi, quelle che ogni settimana  Uffizi da mangiare  seleziona nella propria collezione e sottopone all'interpretazione di un prestigioso chef italiano (tutti i riferimenti qui ).  Oggi, puntuali dopo dieci giorni  dalla pubblicazione degli Uffizi del 24 gennaio, stare alle calcagna del loro dipinto ci porta nella Firenze di inizio '600, dove operava Jacopo Chimenti, che era detto anche l'Empoli per l'origine della sua famiglia. Il primo passo è stabilire di quale dipinto si tratti, perchè nella collezione degli Uffizi ne compaiono due dello stesso autore : uno intitolato Dispensa con botte, selvaggina, carne e vasellame  (in altri testi riportato come Dispensa con trancio di cinghiale, pasticcio e anatra ) e l'altro Dispensa con...

Siena 6: storie di regine, di cuochi e di uova farcite con panforte e pecorino

Come ho imparato durante il recente blog tour a Siena organizzato da CNA Siena Food & Tourism , mentre il panpepato (di cui raccontavo brevemente qui  la storia) ed il panforte suo cugino sono dolci molto antichi che trovano alcune preparazioni simili anche nel resto d'Italia, il panforte Margherita rappresenta invece un unicum della pasticceria senese. La definizione di panforte per il dolce senese contenente frutta secca, canditi e spezie, dopo secoli di esistenza sotto nomi anche diversi, sembra consolidarsi a inizio '800. La versione del panforte che conosciamo più facilmente noi non Senesi per le sue diffuse declinazioni industriali è quella con soli canditi bianchi (di popone , ovvero melone e/o, per alcuni, cedro), speziatura vanigliata e con una spolverata di zucchero a velo in superficie: a Siena questo specifico panforte  "chiaro" è detto Margherita perchè, si dice, dedicato alla Regina d'Italia, in visita a Siena in occasione del Palio, alcune...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!