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Visualizzazione dei post con l'etichetta broccoli cavolfiori e cime di rapa

cena giapponese invernale 4: nanohana, cime di rape alla senape, e satoimo, taro in stufato bianco

No, non è un errore: la stessa foto di apertura del post precedente serve a ricollegarci ai discorsi già fatti sui "piattini" di verdura quasi sempre presenti in un pasto giapponese. E se lì avevamo parlato di cavoli e di zucca, oggi approfondiamo gli altri due okazu (お菜). Il primo avrebbe dovuto essere a base di nanohana , 菜の花, la cui traduzione letteralmente significa "fiori di verdura" ma che indica una brassicacea giapponese parente della colza e delle nostre cime di rapa. Ovviamente qui uso cime di rapa italiane, scegliendole con molte infiorescenze verdi e magari già qualcuna gialla, in modo che assomiglino un pochettino alla varietà giapponese originale.  In Giappone in verità  questo genere di piatto si prepara soprattutto con il  mizuna , 水菜, le foglie di una varietà locale di senape che, guarda guarda, è anch'essa una pianta della famiglia delle brassicacee, ovvero dei cavoli! Ed ecco che, in questo tentativo di ricostruire un gusto più simile possib...

risotto cavolfiore e sesamo, concessione alla moda Veganuary

Dopo mesi (per non dire anni) che ammiro dall'esterno il Clan del Risotto del Venerdì senza più riuscire a partecipare, vorrei provare a riprendere il percorso, anche se magari con un ritmo uno pochino rallentato. D'altronde è parecchio tempo che seguo poco iniziative e pure mode, tanto da aver appreso solo grazie al tema di questa settimana del Clan che siamo che gennaio oramai nel mondo dei foodie si chiama VEGANUARY. E che, quindi, oggi si tratta di preparare un risotto vegano.  Mi invento un piatto davvero molto semplice (nonostante il nome risulti un po' tronfio), perchè parto da un cavolfiore, a cui do, tra cottura e non, tre differenti consistenze, e a cui abbino tre versioni di sesamo: olio, semi e tahina, ovvero quella pasta che di solito si usa per dare cremosità e profumo a purè di legumi mediorientali ma che ha infiniti altri utilizzi... tra cui fornire il grasso (vegano) per la mantecatura di un risotto! Per quanto riguarda la parte alcolica, che usualmente ne...

semplicemente: lasagne broccoli e salsiccia

Giudicando dalla foto sembra che io in questo momento non sia ancora esattamente nel mood natalizio che ci si aspetta dal periodo. Eppure la mia cucina è operativa in merito oramai da settimane. Per di più invece di pubblicare qui ricette di dolcetti o di piatti eleganti adatti ai menu delle feste... oggi vado di rusticissime lasagne. E, sì, lo so: è una ricetta talmente tranquilla da non sembrare neppure mia!  In verità sono sdoppiata in questa fase: cucina da lavoro e pasti per casa. Ovviamente questa lasagna è della seconda famiglia, e penso che renderla pubblica sia una sorta di modo indiretto di raccontare quanto calore ci sia in questi giorni a casa mia, nonostante i piatti non siano rossi o dorati e sulla tovaglia non compaiano renne o folletti. Ma tuffiamoci nella ricetta: la sfoglia è tirata a mano secondo gli insegnamenti della Rina  e poi tagliata in 10 rettangoli da circa 22 x 13 cm, poco più piccoli della misura della mia teglia. La si può sostituire con una decin...

la rivincita della "polentina molla", con pesce e broccoli

Oggi si parla di polenta. E se nell'articolo per il Calendario del Cibo Italiano  racconto la polenta come fenomeno regionale, in questo spazio più privato mi addentro nelle esperienze della mia famiglia, partendo dall'irrisolta contrapposizione tra la “polentina molla” di mia zia  Bettina, che io adoravo e che mi ha insegnato le poche cose che ho imparato in cucina da bambina, e la "polenta dura" preferita da suo fratello Antonio, che poi era mio nonno, il quale ha trasmesso il suo gusto personale anche a mio padre e ai miei fratelli. Curioso come all'interno della stessa famiglia, cresciuta sulle montagne del Bellunese, esistesse (ed esista ancora in noi discendenti) la stessa differenza di pensiero che di solito contrappone i Veneti ai Bergamaschi...   Ma un'altra serie quasi infinita di differenze di gusto era ricorrente da noi in famiglia in tema di polenta, quando quasi ogni domenica da autunno a primavera mio padre rovesciava sul tagliere la su bella po...

risotto cavolfiore e wasabi: uno dei tanti modi di sentirsi giapponesi

Qualche giorno fa uno stato d'animo in tono minore mi aveva spinto a non dedicare alcun piatto al decimo anniversario del terremoto in Giappone. Il conseguente silenzio mi ha però riconciliato con la visione energica e propositiva del sentimento giapponese, quello che ha permesso loro di trovarsi dieci anni dopo in un mondo ricostruito fisicamente e con una visione emotiva salda,  anche se ovviamente malinconica. La ma ricetta di risotto dal mood giapponese è un omaggio sentitissimo a questo spirito che lega in tutta la storia del Giappone i suoi abitanti al senso del dovere, al prevalere dell'interesse comune su quello singolo, alla costanza nell'impegno ed alla correttezza nel lavoro. Riso italianissimo il Carnaroli Originale Riserva San Massimo, in sintonia assoluta con logiche e sentimenti giapponesi per modalità di produzione nonostante nel mio caso sia praticamente a chilometro zero.  E' ovviamente italiano anche il piccolo cavolfiore fresco da cui sono partita, u...

ravioli di baccalà con funghi e cavolfiore: una vendetta che attende al varco

Ricordo una cena di quando ero piccola a cui i miei invitarono una coppia di loro amici con un figlio circa della mia età. Quel bambino era piuttosto capriccioso, nonostante il padre pediatra e la madre insegnante dovessero in teoria garantire i migliori risultati genitoriali possibili in termini di educazione. Venne servito del risotto giallo, che il ragazzino si mangiò con gusto terminando quasi tutto il piatto. Quando però nella conversazione emerse che, ovviamente, il risotto conteneva zafferano, il bambino dichiarò che a lui lo zafferano non piaceva e smise di mangiare, mantenendo un silenzio offeso per il resto della serata. Io avrei voluto chiedergli come mai allora si fosse sbafato quasi tutto il riso fino ad un momento prima, ma un'occhiata di mio padre mi fulminò e "per educazione" rimasi zitta. Mi è tornato alla mente questo episodio proprio oggi al termine del pranzo, dopo anni di oblio. Ma c'è un motivo: ieri ho preparato un cavolfiore per farne una pasta...

si può: una crema di cavolfiore che non sa di cavolfiore

Ho letto qualche tempo fa una ricetta americana di zuppa di cavolfiore che, giurava l'autore, no sa di cavolfiore! La cosa mi ha incuriosito parecchio: sarebbe perfetta per l'essere napoletano che mi vive a fianco e che sopporta la bianca brassicacea solo nella versione di pasta cu e cavulisciure  di mammà sua. La versione americana mescola cavolfiore a patate e altre verdure e lo insaporisce con bacon, sia in versione croccante che usandone il grasso fuso, lo rende cremoso sia con abbondante panna che con besciamella. Prendo il toro per le corna e stravolgo il tutto cercando di sgrassare un po': croste di formaggio per l'umami al posto del bacon e olio invece del suo lardo, latte in cottura per sostituire la panna e, per non perderne totalmente la rotondità, una nocina appena di burro. Lascio perdere il roux: le patate sono sufficienti per creare morbidezza senza necessità di trasformare la crema in una vellutata. Incredibilmente, anche se ho aumentato leggerme...

la qualità dei contenuti: zuppa di taro yoshoku

Sono momentaneamente orfana di macchina fotografica, uno dei tanti piccoli guai con cui è iniziato questo nuovo anno. In attesa che il destino si decida prima o poi a sorridermi (spero!), continuo a cucinare. Anche se, dato il periodo, si tratta per la maggior parte di piatti molto semplici e di scarso interesse per il blog, per cui alla fine, se decido di pubblicare lo stesso, basta uno scatto veloce con il cellulare. Anche la zuppa di oggi appartiene alla categoria "piatti del caso", creato da quello che c'era senza un grande pensiero dietro, quindi senza una valenza tale da finire in rete con convinzione. Almeno per come concepisco io la pubblicazione di una ricetta. Poi vedo su facebook far faville un passato di zucca o un riciclo di panettone a strati con panna montata, per non parlare di altri social dove non serve nemmeno una ricetta perchè basta una foto, e mi viene il dubbio di essere io quella sfasata e non tutto questo pubblico osannante. Se mi fermo a pe...

chitarroni in timballo con tombarello e cavolfiore: stile siciliano povero-barocco

Riprende il #girodeiprimi  di  Pasta di Canossa  in giro per l'Italia con il supporto di  La Meagranata - Food Creative Idea , e questa volta porta a confrontare i Chitarroni Pasta di Canossa con la cultura gastronomica siciliana.  Sull'isola sono stata spesso, in zone diverse e in vari periodi dell'anno ed ho pure moltissime amicizie siciliane, quindi ho una mia idea molto personale del senso del gusto di quei luoghi, che è multiforme e che per profonde ragioni storiche e sociali riesce a proporre sempre, che si tratti di un prodotto artigianale consumato in purezza o di una preparazione complessa e raffinata, dei sapori intensi ed indimenticabili. Ho pensato a cucina siciliana e, al di là di tutti i piatti celeberrimi e di tutti gli stereotipi possibili, mi è venuto in mente il cavolfiore. Si tratta di un prodotto "povero" sempre sontuosamente trattato dai Siciliani, spesso con doppie cotture, tanto da farne la base di un’infinità di golosissimi piatti ...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!