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Visualizzazione dei post con l'etichetta miele

regali di Natale gastronomici: spread di gingerbread e confettura di vin brûlé

Da anni in famiglia abbiamo concordato che per Natale ci si regali reciprocamente solo (o quasi) prodotti realizzati da noi e, a parte qualche piccola deviazione tra uncinetto e bricolage, i miei per i vari rivoli della mia famiglia sono quasi unicamente gastronomici.  Qui nel blog ho pubblicato raramente le ricette dei miei "doni alimentari": negli anni vari biscottini della tradizione svizzera (come  Spitzbuben ,  Gipfeli e Brunsli ), una versione di  Bayleys casalingo  e anche un salume stagionato in casa detto "filozino", di cui avevo riportato la ricetta  qui . Poiché non posso certo considerarmi un punto di riferimento per chi cerca idee PRIMA di Natale ecco che pubblico oggi, serenamente fuori tempo massimo, un paio di ricette golose, perfette entrambe per completare sfizi sia dolci che salati e talmente natalizie che dovrò ricordarmi di citarle il prossimo dicembre, dato che nessuno, credo, si avventurerà a prenderne ispirazione fuori dal periodo d...

un pollo alla melagrana che non vuole essere "etnico"

Mi trovo una bella melagranata in casa... detta anche melagrana, ovvero il frutto: "melograno" sarebbe l'albero!  Subito la associo a qualcosa di molto persiano, tipo il  koresh fesenjan , ovvero pollo stufato con melagrana e noci. Peccato che gli ingredienti principali siano melassa di melagrana, che pensavo di avere in frigo ed invece era terminata, e le noci, sparite in modo selettivo dal cestino della frutta secca che in questo periodo mi fa da centrotavola. La cosa mi ha portato a riflettere su tutte quelle perverse reinterpretazioni delle ricette tradizionali "etniche", ovvero tipiche di culture che percepiamo distanti dalla nostra, visto che ne imperversano in abbondanza in rete e pure in certi tristi libri di cucina etnica.  Il problema base è che, senza una precisa conoscenza dei prodotti e delle ricette di cui si scrive, spessissimo si sostituiscono ingredienti di non immediata reperibilità con altri presi praticamente a caso per assonanze definite arb...

sempre in Ucraina con il cuore. E con pollo alla salsa di cipolle

Continuo a cucinare ucraino in questo periodo, è più forte di me. Non pubblico tutto ma sperimento molto, e oggi preparo una ricetta versatile e degna di nota quanto le precedenti puntate, ovvero: patate con salsa bianca , sgonfiotti  chebureki e  zrazy  di carne e patate. Il  lukovey vzhar è una salsa tradizionale il cui nome letteralmente significa semplicemente "salsa di cipolle"; viene utilizzata in molte preparazioni ma accompagna soprattutto salsicce, sia fresche che affumicate, e in generale carne di manzo e maiale. Si tratta di stufare lentamente una gran quantità di cipolle profumate con miele e senape, e poi si utilizza la salsa sia calda che tiepida o a temperatura ambiente.  Qui non avevo le salsicce tradizionali ucraine ed ho deciso di abbinare le cipolle ad un'altra ricetta tradizionale: lo  smazhena kurka z chasnykom,  il pollo fritto all'aglio. Sia serviti separatamente, con la salsa a parte, sia mescolando i bocconcini di pollo alle ...

biscottini natalizi di famiglia, puntata 3: gli Spitzbuben e i Brezeln dolci

Terminiamo per quest'anno la serie dei biscotti natalizi svizzeri, dopo Brunsli e Gipfeli , con gli Spitzbuben , che adoro non solo per il sapore, quello di una rassicurante frolla appena profumata di cannella, quanto soprattutto per gli intagli che li caratterizzano, e che li rendono molto "natalizi" anche quando, come da tradizione, vengono semplicemente cosparsi di zucchero a velo oppure lucidati con un pochino di uovo. Ma io preferisco decorarli con la ghiaccia*... Il loro ripieno classico sarebbe la gelatina di ribes ma io uso confettura di fragole e rabarbaro, quella che ha segnato la mia infanzia. In alternativa va benissimo una confettura di frutti rossi ma si usano anche, a seconda della zona e dei gusti di famiglia, un ripieno tipico del  Birnenweggen  di Lucerna a base di pere, cotte a densa pasta e profumato con frutta secca, spezie e grappa o vino, che assomiglia un po' alle farciture di alcuni tortelli dolci regionali italiani. Si usano anche confettura...

profumo di Cina in un risotto al gelsomino

Adoro il raffinatissimo uso dei fiori che si fa nella cucina cinese, comprese alcune meravigliose tisane di cui noi non abbiamo conoscenza perché tipiche di piccole località sperdute, che sanno valorizzare al meglio fiori, erbe e tè locali. Per il Clan del risotto del venerdì, che vuole un "risotto ai fiori" parto proprio da qui, dalla tradizione cinese dei  茉莉花珍珠    mòlìhuā zhēnzhū , ovvero delle "perle di gelsomino". Se in Cina profumare il tè con il gelsomino è pratica comune, i metodi sono differenti: il più antico, tradizionale e costoso stratifica petali di gelsomino e foglie di tè e lascia fondere gli aromi in ambiente caldo, mentre la versione popolare setaccia semplicemente insieme tè e fiori al momento della raccolta. Una versione riservata invece alla corte imperiale prevedeva di  arrotolare insieme due foglie di tè con un fiore di gelsomino formando minuscole palline dette, appunto, perle di gelsomino. Nella produzione odierna, che resta comunque destina...

all'inseguimento di Uffizi da mangiare 8: Diego Velazquez e i dolci di Al-Andaluz

In questa tappa di Inseguendo l'Arte da Mangiare usciamo di nuovo dall'Italia ed andiamo nell'Andalusia del '600. Proprio lì, infatti, nacque e crebbe Diego Rodríguez de Silva y Velázquez, forse il più celebre dei pittori spagnoli del '600, che visse in Andalusia fino a che non venne chiamato a Madrid dal re Filippo IV come pittore di corte. Era prevalentemente un ritrattista, ma Uffizi da Mangiare ha scelto per questa tappa un suo bodegón , ovvero una natura morta. In questo dipinto il pittore, supportato dalla sua bottega, ritrae una mensa molto semplice: pane, formaggio, una fiasca di vino, un gruppetto di frattaglie appese, un mazzo di porri e a terra un orcio di olio. Questi semplici ingredienti sono stati interpretati per gli Uffizi dalla chef Marta Scalabrini , che in omaggio alle proprie origini emiliane ha trasformato pane e formaggio in pasta resa , una pasta grattata servita in brodo di cappone con gelatina di lambrusco: piatto dagli ingredienti semplic...

all'inseguimento di Uffizi da mangiare 7: Giovanna Garzoni e l'insalata nel popon partito

Ci si re-incontra con la pittrice Giovanna Garzoni, ed è per me una gioia, nel settimo appuntamento con Inseguendo l'arte da mangiare , il mio personale viaggio dentro la bellezza del legame tra arte e gastronomia. Questa volta si tratta di una scena molto articolata, in cui i classici elementi della natura morta compaiono dentro un paesaggio e sono accompagnati da uno ieratico personaggio che, secondo gli storici di  Uffizi da mangiare ,  potrebbe essere o un fattore o un bugnolaio (dal nome delle ceste che contenevano la biada) di Artimino, borgo nei pressi di Prato dove i Medici avevano una residenza di campagna. Negli antichi inventari della villa di Poggio Imperiale, dove il dipinto era collocato, è citato con questa descrizione:  Veduta di paese con il Vecchio di Artimino, con due galletti nelle braccia, e un canino bianco, e nel piano vi è un fiaschetto, un Panier d’Uovi anzi Uova, un piatto con un popon partito, Frutta et altro .  Prima di addentrarci nella ...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!