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Visualizzazione dei post con l'etichetta spinaci

minestra o no, comunque di legumi e maltagliati verdi

  Sono partita con un pugno di spinaci avanzati per fare dei maltagliati verdi da inserire in una minestra di legumi. Ho pensato, per la pasta, ad un impasto di soli spinaci e semola per non caricare troppo il piatto di proteine, così ho strizzato bene e tritato finemente quegli spinaci (in precedenza erano stati stufati con aglio e latte) e li ho mescolati al doppio del loro peso di semola rimacinata.   Ovviamente ho sbagliato qualcosa e mi sono ritrovata con delle grosse briciole verdastre che non stavano insieme... e non mi sono persa d'animo solo grazie a quella santa donna di Rina Poletti , che mi ha insegnato a riconoscere gli impasti "sbagliati" e capire come rimediare. Così l'uovo ce l'ho messo, con suo doppio peso di semola, giusto per riportarmi su binari più conosciuti, e poi ho aggiunto acqua a cucchiaini fino a che la massa informe di briciole ha preso la strada di un bell'impasto verde chiaro puntinato di verde scuro, morbido e lavorabile. Ovviam...

tanti piccoli assaggi tricolori

Dopo aver seguito in tv tutte le partite dell'Europeo trasmesse dalla Rai, anche un po' mio malgrado, devo ammettere, si è arrivati alla finale e l'essere che mi vive a fianco ha preferito, non so se per scaramanzia o altro, che seguissimo anche l'ultimo incontro noi due soli, come avevamo fatto fino a quel momento.  E così, per non annullarmi completamente nel diluvio di calcio per me davvero insolito, ho dedicato la domenica della finale a preparare una serie di snack e piattini tutti tricolori, che ci avrebbero sostenuto durante il tifo, per poi festeggiare un buon risultato o consolarci di una sconfitta. Ricordo diverse altre cene tricolori in occasioni simili, anni fa, e allora si erano condivise sempre con amici. Sarà per quello che ho voluto abbondare in varietà: a compensare l'ancora scarso entusiasmo, purtroppo, per esperienze che coinvolgano un gruppo numeroso. Senza profferire verbo sull'esito dell'incontro, che altri più esperti di me dal punto d...

fuori piove? Koresh di manzo con spinaci e prugne!

Qualche giorno fa ho azzardato un risotto alla banana e in generale nella mia cucina la presenza di frutta anche inconsueta nei piatti salati non è particolarmente rara. Manon sono completamente pazza: esiste una tradizione antichissima, tutt'ora conservata in molti Paesi di Africa, Medio e Lontano Oriente, Oceania, come pure nel Nord Europa e nelle Americhe, dove abbinare proteine animali e verdure alla frutta appare "normale" quanto a me. In specifico è pratica comune legare frutta molto dolce alla carne in diversi piatti maghrebini e levantini, per non parlare dei luoghi dell'attuale Iran che si dice siano stati l'antica culla di gran parte della civiltà gastronomica mediterranea. Ad esempio ho parlato qui abbastanza spesso dei koresh , gli stufati persiani di cui vado matta e di cui avevo raccontato un po' la storia quando avevo cucinato quello  con zucca e melagranata .  Il mio riferimento quando si parla di cucina persiana è spesso  Najmieh Batmanglij ...

ziti alla soia "quasi" italiani, in omaggio allo Straniero di Simmel

Come si percepisca generalmente lo "straniero" e quanto lo si identifichi in automatico come un pericolo l'ho imparato all'università, leggendo Simmel per il meraviglioso esame di Sociologia Urbana di quasi trent'anni fa. Ancora oggi, dopo oltre un secolo dal saggio del filosofo e sociologo tedesco, nonostante l'attuale società occidentale si ritenga da allora ampiamente evoluta il ruolo della paura nel muovere le masse non è cambiato: una buona parte del nostro Paese ha cercato di chiudere le frontiere a qualsiasi forma di immigrazione ed ora sono gli "stranieri" che gridano all'untore appena un Italiano supera i loro confini. Indipendentemente dalla ragioni sanitarie che giustamente invitano alla prudenza, senza la consapevolezza del ruolo sociale (purtroppo insuperato) della percezione del "diverso da sé" come "minaccia" è difficile leggere l'attualità, trovare il senso profondo delle recenti isterie e, di consegu...

contorni marocchini, magari per la Pasqua prossima

Riprendendo quell'ispirazione marocchina che l'altro giorno mi ha fatto preparare per Pasqua  tajine di polpette di agnello , ero rimasta sulla scelta di un accompagnamento per questo sugoso stufato che non fosse quello che tutti gli Occidentali si aspettano appena sentono la parola "Marocco": il couscous. Ecco invece che mi sono venuti spontanei i  maakouda , delle frittelle di patate che in verità sono uno street food, serviti di solito in panini con salsa piccante e verdure fresche, ma che spesso compaiono anche semplici tra gli antipasti o come side dish in un pasto abbondante. E' questo il nostro caso e tra l''altro, essendo un paio di commensali svizzeri, le affinità con i   roesti  sapevo li avrebbero deliziati! La tradizione (e le cuoche del  Maison Touareg ) li vogliono aromatizzati con cannella, paprika dolce, zenzero, pepe e prezzemolo, più un pizzico di curcuma per accentuare il colore dorato delle patate; questa invece è una versione ...

radiofonicamente: insalata di agrumi e ricottina calda con Popogusto e il Calendario del Cibo Italiano

Eccomi di nuovo a partecipare, per il Calendario del Cibo Italiano  dell'MTC, alla collaborazione con Popogusto , la trasmissione di Radio Popolare  che accompagna il mercato alimentare a filiera corta di piccoli produttori con grandi qualità professionali,  quello che si tiene ogni sabato a Milano nei suggestivi chiostri dell' Umanitaria , in via San Barnaba, 46.  Dico "di nuovo" perchè già a novembre, nell'alternarsi di blogger del Calenario in trasmissione, era capitato di essere ospite in una puntata che parlava di  formaggi di capra . Questa volta invece si tratta di agrumi, da declinare in una ricetta semplice e gustosa, che rispetti ed esalti i prodotti di stagione. La raccontiamo in diretta venerdì 26 gennaio alle ore 17, per cui sarà poi facile, se l'idea stuzzica, recarsi al mercato di Popogusto il sabato mattina e procurarsi gli ingredienti per eseguirla a casa. Per l'occasione ho pensato una rivisitazione di un classico del...

gnocchetti colorati alla panna: demodè senza vergogna!

Oggi mi era presa voglia di panna. Sai quelle voglie vintage di primi piatti affogati in un mare bianco e cremoso? Sì, ecco: quella voglia lì, quella che solo quelli della mia generazione, anche dopo anni trascorsi a parlare di cucina sana, sapori autentici, tradizione da riscoprire e blablabla, possono capire lo stesso fino in fondo. Cerco di dare un senso all'idea di cucinare un primo condito con la panna preparando degli gnocchetti colorati, ma mi rendo conto che è un altro spunto profondamente anni '80: mi sentivo creativissima quando li avevo ideati per una cena tra amici in onore della vittoria dell'Italia ai Mondiali del 1982!  Almeno per nascondere l'eccesso di bianco miscelo la panna (quella ovviamente da cucina, che le nuove generazioni nemmeno sanno cosa sia) ad un condimento più nobile. Se non che apro il frigo per uno spunto da fondo bruno o simili... e spunta lì, comodo nel suo frigoverre, un bel sugo di carne già bello e pronto. Insomma: finisc...

udon agli spinaci per voglia (estiva) di Giappone

Piccola intrusione di mood orientale, in questo mese che avrebbe dovuto esser dedicato a tutt'altro e che invece, e lo si vedrà più avanti, se non si smuove qualcosa manterrà la via tutta in discesa (!!!) delle melanzane. Ma oggi qui volevo un piatto superveloce e relativamente fresco, e soprattutto definitivamente orientaale nel mood. Quindi niente altro che udon, spinaci e miso. Gli udon sono quegli spaghettoni grossi giapponesi che tanto somigliano ai pici toscani, e che si fanno anche nello stesso modo, tranne che nel Giappone tradizionale l'impasto veniva lavorato con i piedi invece che con le mani. Per partire con degli udon freschi  basta guardare  qui   e farseli da sè, oppure andare a vivere in Giappone (!) ed acquistarli nel pastificio artigianale sotto casa.  Se invece si ha, come oggi, solo voglia di cucinare velocemente e godersi poi al meglio un buon piatto alla moda nipponica senza troppe complicazioni, si possono usare gli udon freschi confezio...

precisazione:

Per carattere tendo a tenermi in disparte e so che un comportamento simile in rete rema contro la normale volontà di visibilità di un blog che si rispetti: ho ricevuto spesso critiche per questo.
Mi hanno anche fatto notare che non sempre racconto le manifestazioni a cui sono invitata da aziende e che non polemizzo con chi ha utilizzato i miei testi o le mie foto senza citare il mio blog.
Ringrazio con passione chi mi rivolge queste critiche per affetto e chi mi sopporta lo stesso, nonostante non segua i loro consigli!