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domenica 13 maggio 2012

BRUSCHETTA DELL'ORTO SU PANE NERO

Mi barcameno in un altalenarsi infinito di voglia di mangiare bene, dimagrire, camminare (e da questa idea è nato tempo fa il mini-blog "SON CIO' CHE MANGIO") ma poi risprofondo nella pigrizia e nella "gola"... (e qui il fiorire di ricette in questo blog... :P )

Ovviamente, conseguenza di ciò, è il convivere quotidianamente con sensi di colpa impressionanti... che si amplificano a dismisura poi, quando salgo sulla bilancia e ne vedo gli effetti deleteri e se poi penso che tra qualche mese dovrò rifare le analisi del sangue pro-colesterolo... apriti cielo... :*(((

Poi, un pò di giorni fa ho scoperto che la Mitica Brii si è lanciata in un'altra impresa!
Ma chi la ferma questa quà!?  :DDD


Così, conquistata da un'idea una-volta-tanto completamente salutare, confluita in questo nuovissimo e bellissimo contest, creato dall'unione delle menti "pazzerelle" di 4 bravissime blogger, Brii (l'ideatrice del contest) poi Stella di Sale (la custode ufficiale delle ricette per il mese di Maggio) e Lo per mettere in piedi tutto l'ambaradan,  e infine (ma non meno importante!!!) Roberta del blog Cobrizo (creatrice del logo, che trovo carinissimo!) ho pensato che potevo provarci anch'io a giocare a questo giochino... e studiare ancora nuove ricettine, che faranno bene a me e a chi amo! :)

E facile-facile e per facilitarvi ancor di più, anzichè far casino di mio (che son mollllllto brava in ciò ^________^) non farò altro che rimandarvi al post delle regolette sul blog di BRII, e qui vi lascio infine la mia proposta per il mese di Maggio, che prevede come ingredienti di stagione, di utilizzare fave e/o piselli freschi:

BRUSCHETTA DELL'ORTO
SU PANE NERO
(fatto due giorni fa con la MDP, ma consiglio vivamente di usare pane integrale fatto in casa con farine integrali bio al 100% se volete essere ligieligie al contest... io avevo questo di pane già pronto e l'ho usato... :P)
6-7 fave già sgusciate e spellate
4-5 bacelli di piselli
1 ravanello rosso
1 ravanello bianco
1 ravanello nero
1/2 cipollotto fresco
1 fiore di erba cipollina
1-2 foglie di menta fresca
sale ai fiori bio (ma va bene anche quello normale)
olio evo q.b.

Premetto che per quanto riguarda le varietà di ravanelli, sono orgogliosissima di poter dire che... sono stati coltivati da me e dal Compare, partendo direttamente dai semini, comprati on-line dal catalogo Ingegnoli e amorevolmente curati (senza l'uso di schifezza alcuna!!!) in  vasi di là, sul giardino-terrazzo-bonsai ^___________^

Quindi, potrete benissimo utilizzare anche solo i ravanelli rossi che si trovano al super ;P

Anche il fiore di erba cipollina viene dal mio amato vaso di piantine che mi porto dietro da quasi 10 anni... e non mi hanno mai deluso, pur stando fuori esposte alle intemperie tutto l'anno! ^^

Invece per il consumo di fave crude, bene... sappiate che ho FINALMENTE superato la barriera!

Quale?! Ma quella che mi impediva di mangiarle crude perchè... non mi piacciono! :DDD

Infatti, mentre le adoro cotte in tutte le salse, mangiarle crude è sempre stato un problema enorme e mi ha sempre fatto una grande invidia chi riesce a sbafarsele accompagnate da pecorino e salumi! :(((

Questa volta invece mi sono voluta mettere alla prova e ho le ho mescolate ad altri ingredienti... trovando il tutto MOLTO gustoso, saporito e fresco insieme! :)

Dunque la ricetta è presto detta:

si prepara un'insalatina mescolando in una ciotola tutti gli ingredienti (le fave sbucciate e aperte a metà, i pisellini sgranati, il cipollotto tritato grossolanamente, i ravanelli ben lavati e fatti a fettine sottilissime e le foglioline di menta marocchina tagliate sottili con le forbici o, meglio ancora, sminuzzate a mano) condendo con un filo di olio evo e il sale ai fiori.

Scaldate ora su una piastra bollente, la fetta di pane nero ai 7 cereali (o altro pane preferibilmente comunque integrale) posatelo sul piatto individuale, irrorare con un filo d'olio evo e distribuite sopra l'insalatina di cui sopra.

Cospargere infine su tutto i capolini strappandoli direttamente dal fiore dell'erba cipollina e gustate o come antipasto o come secondo piatto in un bel pranzo o cena tutto vegetariano! ^^


Dato che mi sono gustata alla grande pure il lusso del cipollotto crudo, domani dovrò avvisare le colleghe di starmi alla larga e non solo perchè è lunedì... :DDD



(*) GLI INGREDIENTI DEL PANE NERO AI 7 CEREALI di MOLINO SPADONI
(presi direttamente dalla confezione)


cereali 89,3% (farina di grano tenero tipo "00", farina di segale, semi di sesamo 3,4%, farina d'orzo, farina di fiocchi d'avena, farina di mais, farina di fiocchi di riso), semi di girasole 3%, pasta acida essiccata di farina di grano tenero tipo "0", zucchero di canna, sale marino,destrosio, farina di cereali maltati, amilasi.
Agente di trattamento della frina: acido L-ascorbico.
Preparato in uno stabilimento che utilizza soja e latte.

Scritto l'elenco degli ingredienti, vedo che ci sono un pò di cose VIETATE nella tabella degli ingredienti propri del contest... :(((

Ragazze, posso lasciarvela lo stesso la ricetta? :)

martedì 15 novembre 2011

IL RIFUGIO DEGLI AMANTI

 
Arrivato l'invito, letto di cosa si tratta e pensare alla ricetta giusta è stato un tutt'uno... il "problema" è stato trovare il tempo per prepararla... :DDD

Ebbene, ieri sera, mentre la cena si scaldava in forno, sono riuscita a realizzarla

Arrivo all'ultimo, come spesso mi accade in occasione di contest, compleblog & C. (infatti in questo caso, la scadenza è tra un paio di ore... :DDD ) ma ecco qui la mia proposta per la sezione LUSSURIA del Contest IL DOLCE PIU' PECCAMINOSO del blog Dolci Ricette

In palio un bel cofanetto contenente 7 libri di cucina, ognuno dedicato ad un Peccato... non so perchè ma pensando ai peccati abbinati ai cibi, mi viene sempre in mente qualcosa di dolce... forse proprio perchè essendo perennemente in lotta con la bilancia, quando sgarro, il mio è proprio un bel peccato... anche se "solo" di gola :P

E comunque, rullo di tamburi........... ecco qua la mia proposta per un bel....

RIFUGIO DEGLI AMANTI
(per 6 porzioni)

250 g ca. di meringa italiana
300 g di frutti di bosco (surgelati)
6 cucchiai colmi di zucchero semolato
100 g di cioccolato fondente 75%
1 cucchiaino raso di cannella in polvere
la punta di un cucchiaino di zenzero in polvere
1 pizzico appena di pepe nero in polvere
latte q.b.
cannello caramellizzatore

Dopo aver preparato la meringa italiana (che preparo con successo oserei dire quasi "scandaloso" - tanto per stare in tema ^____^ seguendo la ricetta del Maestro Montersino) disporne 3-4 cucchiaiate ogni piattino di servizio e fare un incavo al centro aiutandosi con un cucchiaio, creando delle piccole crestine e movimenti morbidi.

Con il cannello, fiammeggiare tutto intorno e all'interno creando delle sfumature.

Porre sul fuoco, in un pentolino i frutti di bosco surgelati, e cospargere con i 5-6 cucchiai di zucchero semolato.

Far cuocere qualche minuto a fiamma alta tenendo mescolato spesso, quindi scolare i frutti e rimettere il succo di cottura sul fuoco facendolo restingere della metà. Coprire sia i frutti cotti che la salsina così che al servizio risultino tiepidi.

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato e nel frattempo scaldare una tazzina di latte; quando il cioccolato sarà ben sciolto, togliere dal fuoco, unire le spezie mescolando bene quindi il latte poco a poco mescolando fino a che si addenserà il tutto diventando una crema densa ma morbida, da cui ricavare una piccola quenelle da posare vicino ad ogni nido.

Riempire l'incavo della meringa con i frutti precedentemente cotti, irrorare con la salsina ritretta e servire!

Credo che in questo piatto si sommino tutte le sfaccettature di un "amore proibito" quale potrebbe essere tra due amanti "clandestini"  ... ovvero, la passione bruciante, i momenti di dolcezza che può sfociare in istanti di romanticismo sdolcinato e il lato piccante dato dalle spezie nel cioccolato, che ne mitigano l'amaro (del fondente) derivante, magari, dalla fine di un amore tanto "lussurioso" che in istante può bruciare tutto quel che di bello ci poteva essere... :)

Ok, mi sono lasciata andare ma... che ci volete fare... davanti ad una meringa perdo il controllo... :DDD

lunedì 31 ottobre 2011

GIROTONDO DI CAFFE' E CIOCCOBIANCO



La ricetta base è quella del ciambellone allo yogurt, morbidissimo, che ormai è diventato uno dei miei cavalli di battaglia (grazie Susy!!! ^^) e che ogni volta mi diverto a variare e ogni volta è una sorpresa di gusto, profumi e consistenze... credo sia perfetto per farne omaggio, anche solo virtuale, ad una blogghina che ha compiuto appena 30 anni da pochi giorni... siine felice mia carissima, festeggia alla grande perchè è vero che gli anni passano, ma è anche il bello della Vita! :*)

Ecco quindi la ricetta con cui partecipo al suo Contest-Compleanno "La Torta dei Sogni", che scade il 15 novembre e che mette in palio dei premi carinissimi e utilissimi!

GIROTONDO DI CAFFE'
E CIOCCOBIANCO

2 vasetti di yogurt Fiordilatte Activia
1 ricottina Vallelata
3 uova
1 vasetto e 1/2 (scarso) di olio di semi di girasole
3 vasetti di zucchero semolato
5 cucchiai di miele di fiori di acacia
1 dose di lievito istantaneo per dolci (16 g)
5-7 vasetti di farina "00"
1 bacca di vaniglia Bourbon
1 cucchiaio colmo di caffè Illy macinato
200 g di cioccolato bianco in tavolette (2 da 100 g)
1 tortiera a cerniera di 24 cm di diametro
olio o burro per ungere
farina per spolverare la tortiera


zucchero semolato da cospargere sulla torta
forno preriscaldato a 180°

Spezzettare le tavolette di cioccolato separandone i quadretti e lasciandoli da parte.

Nella planetaria, montando la frusta, rompere le uova, unirvi la polpa del bacello di vaniglia bourbon e lo zucchero e far montare fino a che diventano chiare e spumose, quindi unirvi l'olio, lo yogurt, la ricottina, il miele un ingrediente alla volta e facendo sempre ben amalgamare prima di unire il successivo.

Quindi setacciare a parte 5 vasetti di farina con il lievito in polvere e il caffè macinato e unire poco alla volta all'impasto precedente fino ad esaurimento.
Aggiungere quindi man mano altra farina setacciata (almeno un paio di vasetti ci andranno sicuramente) man mano che l'impasto prende consistenza, fermandosi quando "scrive" (ovvero quando sollevando la frusta, l'impasto  che ricade a filo nel contenitore rimane sulla superficie del composto).

A questo punto ungere bene la tortiera, infarinare e batterla capovolta sul lavandino per eliminare la farina in eccesso; versarvi metà del composto e cospargere con la metà dei quadretti di cioccolato bianco. Versare il restante composto, distribuire la restante cioccolata, spolverare di zucchero semolato e infornare per 40-45 minuti o fino a che la superficie appare bella dorata e screpolata. In dubbio, fare la prova dello stecchino di legno infilzato al centro del dolce: se ne esce perfettamente asciutto si può sfornare.

Lasciare freddare quindi estrarre dalla tortiera e gustare! :P***

PS: il caffè in polvere dà un aroma particolare al dolce ma NESSUNO ha capito che era... caffè!!! :DDD


martedì 27 settembre 2011

QUICHE DI VERDURE E BRIE

La mia prima Quiche!!! ^_____________^

Chissà mai di chi sarà la "colpa"??!!! :DDD

Per chi mi segue da un pò e conosce quella pazza scatenata che sta dietro i fornelli della Trattoria, avrà già capito...MA per chi ancora non lo sapesse, siamo tutte quante chiamate a partecipare alla mega-raccolta ispirata all'Abbecedario, dove ad ogni lettera dell'alfabeto corrisponde una ricetta particolare, e in questi giorni siamo arrivati alla Q!!!!! 

Anche questo un modo per rendermi conto di quanto voli il tempo!!! 
Mi sembra IERI che mi lambiccavo il cervello pensando a cosa diavolo mai fosse un ASPIC!!! :*DDD

Perciò cancio alle bande, no.. cancie al bando... no, bando alle cance insomma quella roba lì e passo subito alla ricetta:


QUICHE DI VERDURE
E BRIE

per il ripieno
5 zucchine medie
3 melanzane lunghe
8-10 pomodorini pachino
1 cipolla bianca grossa
1 rametto di salvia (7-8 foglie)
2 cucchiai di olio
1 bicchiere di acqua
sale q.b.
erbe provenzali
2 uova
1 cucchiaino (molto) raso di peperoncino in polvere
per la pasta
250 di semolino
2 cucchiai di olio evo
1/2 bicchiere scarso di acqua tiepida
1 pizzico di sale fino

ciaffi da cucina indispensabili
1 spianatoia
1 mattarello
1 tortiera da crostata di 24 cm. di diametro
1 forchetta o un rullo per bucherellare

DUE giori prima preparare la padellata di verdure, tagliando a cubotti le zucchine e le melanzane (nelle zucchine, se ono presenti i semi, eliminare la parte centrale) e tagliare a fette non troppo sottili la cipolla e in quarti i pachini, eliminando, dagli stessi, i semi.

Mettere a scaldare in una padella larga antiaderente, un'emulsione fatta di acqua e olio evo con due spicchi di aglio interi, spellati, infilati in uno stuzzicadenti. Far cuocere fino a che l'aglio diventa traslucido, quindi eliminarlo e unire tutte le verdure insieme al rametto di salvia e alle erbe provenzali, aggiustare con un bel pizzicone di sale fino, coprire e lasciare cuocere a fuoco lento per una mezz'ora buona.

Spegnere quindi la fiamma, trasferire il tutto in uno scolapasta posato dentro una ciotola capiente, così da far scolare il liquido di cottura in eccesso, coprire e lasciare freddare.

Il giorno successivo preparare l'impasto versando il semolino (sì, proprio quello che si usa per fare i famosi gnocchi alla romana...) in una ciotola, farvi un buco al centro e versarvi l'acqua, l'olio evo e un pizzico di sale e, volendo, anche altri aromi/spezie (semi di papavero, erbe essiccate, pistilli di zafferano, curry in polvere, ecc. ecc....) e cominciare ad impastare dapprima con una forchetta, poi quando l'impasto diventa più duro, fare con una mano fino a che si formerà una bella palletta soda.

Posarla sulla spianatoia e con il mattarello farne una sfoglia il più sottile possibile, anche 3-4 mm.

Non attaccherà nè al mattarello nè alla spianatoia :)

Arrotolarla quindi delicatamente sul mattarello stesso e posarla in una tortiera bassa, da crostata precedentemente unta con un velo di olio evo.
Aiutarla pian piano a scendere e ad aderire al fondo e alle pareti, quindi bucherellare con cura il fondo della pasta stessa.

Con il mattarello passare con decisione sul bordo della tortiera così da "tagliar"  via l'eccesso di pasta e ottenere un bordo pulito e ordinato.

Disporre sul fondo del formaggio tipo brie molto morbido, a tocchetti, quindi versarvi sopra la padellata di verdure fatta il giorno prima.

Sbattere in una ciotolina le due uova con un pizzico di sale e il peperoncino in polvere quindi versarle distribuendole con cura su tutte le verdure e finire il formaggio tipo brie sulla torta stessa, sempre a tocchetti.

Infornare a forno già caldo a 180° per 45-50 minuti o fino a che vedrete la superficie della torta ben cotta e senza praticamente più liquido ribollente.

Sfornare, lasciare freddare e conservare in frigorifero fino al giorno successivo!

E' ottima sia tiepida che fredda... e con questo ho scoperto un altro angolino di quell'immenso Universo che è la cucina casalinga! :DDD

Noi l'abbiamo mangiata la sera stessa per evidenti necessità (una fame... e una curiosità!!!) ma la quiche rimasta ce la siamo finita il giorno dopo a pranzo e devo ammettere che era molto più buona! Forse perchè stando lì "ferma" i sapori hanno avuto tutto il tempo di amalgamarsi... :)

La proporrei, sinceramente, anche come Piatto Salvacena... infatti si può anche congelare, una volta cotta e ben freddata in frigo, già porzionata, e ricorrere ad un paio di belle fettone per una cena improvvisata, o una fettina come antipasto per una cena tra amici... imprevista... epperciò la segnalo anche a Mila del blog La Scimmia Cruda per il suo contest "PIATTI DI SALVATAGGIO", appunto dedicata ai piatti che possono salvarti una serata ;P

 C'è tempo ancora fino al 30 settembre se volete partecipare! ^^

domenica 31 luglio 2011

CROSTATA DI MAMMA RO'

ooooooooohhh oggi finalmente, ho "rubato" alla Suocerina la ricetta segreta per la sua super-stra-buona crostata!!!

No scherzo... non è segreta, è solo che tutte le altre volte che l'ha fatta non mi ero mai presa il tempo di farmi dettare per bene, con calma, ingredienti e procedimento, ma si badava solo a mangiarla e farla sparire nelle nostre fameliche ed ingorde fauci... :DDDD


CROSTATA 
DI MAMMA RO'

per la frolla
200 g di farina "00"
50 g di farina di riso
1 uovo intero + 1 tuorlo
100 g di zucchero semolato
80 g di burro
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di succo di limone

per la farcitura
in questa crostata in particolare ha usato un mix di due marmellate, ovvero metà di prugne e metà di mele cotogne, mescolate insieme.
Altrimenti, usa spesso (ed è strabuonissima) anche la marmellata di visciole! :P***

Il giorno prima della preparazione del dolce, mettere tutti gli ingredienti per la frolla nel robot (o nell'impastatrice) e impastare; quindi togliere la frolla, lavorarla velocemente con le mani dandogli la forma di una palla, avvolgerla in pellicola trasparente e metterla in frigo.

Conservare in frigo, in un bicchiere coperto, l'albume dell'uovo di cui è stato utilizzato solo il tuorlo mi raccomando!!! Servirà poi il giorno dopo...

Il giorno successivo, accendere il forno e portarlo a 200° e mentre scalda, estrarre la frolla dal frigo, tirarne via un pezzetto, quel tanto che basta per farne poi le strisce di decoro,  e stendere il resto col mattarello su un piano leggermente infarinato, fino ad uno spessore di un centimetro circa.
Ungere la tortiera (di quelle basse, antiaderenti) e posarvi la sfoglia di frolla.
Spalmarvi sopra la marmellata in uno spessore grosso modo come quello della frolla e, con la frolla avanzata, dopo averla rilavorata ancora un pò con le mani per renderla liscia, ricavare delle palline e da queste delle strisce da appoggiare sopra la crostata.

Aggiustare il bordo tutto intorno creando il decoro che vedete, con il bordo di un cucchiaino.

Spennellare tutta la crostata con l'albume conservato dal giorno prima.

Abbassare il forno da 200° a 180°, infornare e lasciare cuocere circa 20 minuti.

Mamma Rò-Suocerina dice che la crostata va tolta dal forno PRIMA che questa diventi dorata, deve essere praticamente ancora bianca... Lei fa la prova "del dito" ovvero, con un dito tocca il bordino della crostata; se questo cede ancora ma appena-appena, alla pressione del dito, la si può sfornare e lasciare freddare a temperatura ambiente.

Vi assicuro che è una roba bestiale questa crostata... ce ne mangeremmo a quintali!!!!

CREDEVO di poter far partecipare alla raccolta indetta dal MOLINO CHIAVAZZA - MANI IN PASTA - CROSTATE E CROSTATINE anche la mia Suocerina, ma rileggendo ora con calma le istruzioni di partecipazione... mi sono accorta che nel mio post manca un passaggio fondamentale... ovvero le foto che ne documentano la preparazione... :*(

Il fatto è che ce l'ha portata già bella fatta pronta da mangiare :DDD

Bè, pazienza, vorrà dire che proverò a fare un'altra crostata seguendo questa ricetta e così potrà prendervi parte lo stesso :)
Andate comunque a vedere di cosa si tratta, ci sono premi in palio e la scadenza è ancora lontana: 21 agosto! ^^

sabato 18 giugno 2011

POLPETTINE PICCANTINE...

Le cose cominciano a farsi complicate nell'abbecedario della Trattoria Muvara! ^^

Quando ho letto cosa c'era alla lettera J sono stramazzata a terra... JALAPENO... ma che roba è???

Aioulik ci insegna che di peperoncini si tratta... ma io non uso praticamente mai il peperoncino e se lo faccio è sempre in dosi molto minime e se poi si tratta di una specie in particolare e ammetto che, se non fosse per le dimensioni, per me sarebbero tutti uguali... e qui non partite con battute "piccanti" eh?? :*D

Perciò, non avendo idea di dove poter trovare questo benedetta varietà di peperoncino, ho attinto a quelli essiccati che tengo in cucina appesi alla vetrinetta verde per quando voglio fare i "classici" spaghetti ajoeojio ^^

E li ho usati per dare un tocco di vivacità a delle piccole

POLPETTINE PICCANTINE
1 salsiccia
200 g di petto di pollo
1 o 2 peperoncini secchi
5-6 cucchiai di pangrattato
1 cucchiaino di macis in polvere
1 pizzico di sale fino
1 litro olio di semi di arichidi

per la panatura
1 uovo
2 cucchiai di farina
3 cucchiai di pangrattato

Premetto che questo "impasto" costituisce il ripieno delle mie personalissime OLIVE ASCOLANE, che all'inizio facevo seguendo filofilo la ricetta passatami dalla Suocerina, ma che poi, col tempo, ho "scremato" un pò per renderle un pò più leggerine, non light, nel senso di "magro" e nel senso che possono mangiarle anche coloro che sono a dieta, magari!!!! Solo un pò meno "pesanti" ecco... :P
E con il ripieno che avanza, giammai buttarlo, ma anzi, lo uso proprio facendo queste polpettine, ma è la prima volta che ci aggiungo il peperoncino! Merito di Aioulik, ovviamente e i commensali le hanno giudicate "affatto piccanti" quindi fate voi.... abbondate pure col piccante se volete... a vostro rischio e pericolo! :*DDD

E ora veniamo alla ricetta...


Mettere nel tritatutto la salsiccia privata della pelle e ridotta a pezzi con le mani, il petto di pollo tagliato a cubotti, il macis in polvere (io ce l'ho a pezzi in un vasetto, che poi frullo col macinacaffè poche dosi alla volta e conservo in un piccolo vasetto di vetro) e il sale.

Frullare il tutto finemente, trasferire poi in una ciotola, unire il sale, il pangrattato e i peperoncini secchi aperti e spezzettati, in modo che i semini vadano ad incorporarsi nella carne e si vedano anche le bucce belle rosse sulle polpettine.
Mescolare bene per amalgamare il tutto unendo altro pangrattato se occorre, fino ad avere un impasto lavorabile con le mani.

Prendere un pò di impasto alla volta, farne dei salsicciotti lunghi e grossi come un pollice (di donna... se di uomo, come il mignolo! :*DDD) e da questi ricavare dei cubotti da lavorare con le mani fino ad avere delle polpettine minuscole (come una nocciola grosso modo), da passare nella farina, poi nell'uovo, poi nel pangrattto, poi di nuovo nell'uovo e ancora nel pangrattato.
Far scaldare molto bene l'olio in una padella antiaderente bassa e larga (un ottimo modo per capire se è caldo abbastanza, è immergervi l'estremità di uno spiedino di legno, se l'olio intorno al legno sfrigola con tante piccole bollicine, ci siamo!)


Preparasi vicino alla padella una ciotola con della carta assorbente, e quindi friggere poche per volta le polpettine fino a che diventano belle dorate. Scolarle bene dall'olio, metterle nel vassoio, cospargere di sale e farle "saltare" per distribuirlo bene.

Vanno benissimo come stuzzichino pre-pasto, oltre che come goloso secondo di carne.

Servire belle bollenti, magari accompagnandole pucciate in una ottima MAJONESE casalinga! ^^

QUESTA RICETTA 
PARTECIPA ANCHE 
AL CONTEST 
di 
 ovvero

 SCADE alla mezzanotte del 13 marzo 2012!!!

venerdì 26 novembre 2010

ROTOLO LIGHT per il Contest di Elga e Lagostina :)

E' parecchio che non posto una ricetta che preveda l'uso della carne... perchè poco la amo e quindi poco la cucino... con gran dispiacere del Compare, ma a meno che non impari LUI a cucinare, mangia quel passa il convento... :*D

Così, con questa ricetta, prendo non due ma ben TRE piccioni con una fava!

1) Il Compare ha finalmente la sua bella razione di ciccia
2) Un piatto di carne che piace a me e che è ammesso anche dalla mia dieta
3) Partecipo al Contest di Elga di Semi di Papavero, dove si possono vincere delle belle padelle di Lagostina e scade il 10 dicembre!!!


Che si può chiedere di più?! :)

Per un Rotolo che accontenti una bella tavolata... o per farne scorta in congelatore :P


750 g di macinato magro misto (tacchino e vitello)
sale alle erbette miste
erba cipollina tritata
3-4 patate medie
2 carote medie
400 gr di spinaci freschi
pangrattato q.b.
2 chiare (albumi) d'uovo
1 pizzico di macis
1 pizzico di semi di sedano (facoltativi)
sale alle erbette
scorza di limone
sale grosso
pepe q.b.
uno telo bianco inodore
carta forno

per il brodo di cottura:
2 carote grosse
1 cipolla grossa
2 coste di sedano
sale grosso q.b.


da notare: NON CI SONO GRASSI AGGIUNTI! NE' OLIO, NE' BURRO, NE' TUORLI D'UOVO NE' FORMAGGI ALCUNO!


La carne l'ho comprata intera dal nostro macellaio di fiducia e me la sono macinata a casa, ma voi potere farvela macinare direttamente, meglio farvela ripassare nel tritacarne almeno 2 volte.
Lavoratela aggiungendovi i due albumi, un pizzico generoso di sale alle erbette,  l'erba cipollina precedentemente tritata, una macinata di pepe e pan grattato tanto da avere una massa  compatta e lavorabile.

Cuocere le patate, ben lavate, asciugate e sbucherellate, nel microonde per 12 minuti alla massima potenza (se avete il sostegno apposito ok, altrimenti potete posarle anche solo su un piatto). 
Se non avete il microonde, lessatele o, meglio ancora, cuocetele a vapore.
Passarle, ancora bollenti nello schiacciapatate. Unite un pizzico di sale, la punta di un cucchiaino di macis e un pizzico di semi di sedano e mescolate bene per amalgamare il tutto.

Lavate gli spinaci (io avevo quelli dell'azienda biologica Attidium) e mettete sul fuoco una pentola con dell'acqua fredda.
Quando prende il bollore, salatela e tuffate le foglie degli spinaci e lasciate cuocere per una decina di minuti, quindi scolate e freddateli sotto l'acqua corrente così da fermarne la cottura.
Poi frullateli fino ad avere una bella cremina densa e a questa unite 3-4 cucchiate di pangrattato e un pò di scorza di limone grattugiata (di circa 1/4 di limone).

Devono diventare lavorabili col cucchiaio, come se doveste farne delle quenelle, per intenderci...

Ora preparatevi sul piano di lavoro, un telo bianco pulito, bagnato e ben strizzato.
Sopra questo posate un foglio di carta forno bello lungo (almeno quanto il telo che utilizzerete per cuocervi il rotolo.

Ora prendete il macinato e stendetelo sulla carta forno appiattendolo e livellandolo bene, nello spessore di un paio di centimetri.
Sopra questo, stendete, allo stesso modo, il "purè" di patate fino però a 2-3 cm dal bordo del macinato da un lato e dall'altro lasciate ancora più margine (5 cm almeno...).
Sopra le patate, stendete il composto di spinaci e al centro di questi, nel senso della lunghezza, mettete le due carote medie, precedentemente lavate e spellate con il pelapatate. Questa operazione fatela all'ultimo, così che le carote non anneriscano al contatto con l'aria. Va bene lasciarle crude, tanto cuoceranno perfettamente in seguito.

Ora, aiutandovi con la carta forno, cominciate ad arrotolare il tutto, nel senso della lunghezza e dalla parte dove c'è meno margine libero di carne (questo resterà all'interno, mentre l'altro "piu' libero" farà da chiusura e non sfuggirà il ripieno) e chiudete a caramella, compattando e stringendo bene anche i lati.


Formato il rotolo, togliete delicatamente la carta forno - che nel frattempo si sarà inumidita facilitandovi il compito di arrotolamento e chiusura - e fatelo rotolare (scusate le ripetizioni...) sul telo sottostante.
Chiudete di nuovo il tutto a caramella, sigillate i lati strettamente con lo spago e fate un paio di giri di spago anche nella parte centrale del rotolo, non stretti, giusto solo per aiutare il telo a stare chiuso.

Posatelo in un tegame grande ovale, riempite coperndo il rotolo a filo d'acqua fredda, aggiungete le verdure per il brodo come scritto negli ingredienti e portate a bollore, quindi unite una manciatina di sale grosso e lasciate sobbollire, a tegame coperto, per almeno 2 ore, 2 ore e mezza.

Al termine della cottura, estraete il rotolo dall'acqua, posatelo su un vassoio che lo contenga per intero e lasciatelo freddare SENZA toglierlo dal telo.
Una volta che è completamente freddo, potete srotolarlo, avvolgerlo strettamente in carta d'alluminio e metterlo in frigo.
Il giorno dopo potrete tagliarlo a fette spesse un centimetro o a vostro gusto e servirlo accompagnato, visto che siamo in tema di ricette "light" con una salsina leggera e alternativa alla classica majonese, come questa QUI che ho sperimentato qualche giorno fa! ^___^

sabato 24 ottobre 2009

PLUM CAKE DI TE' BANCHA SPEZIATO


Susina ha lanciato una nuova sfida... e questa volta le rotelline dovevano girare bene, essere perfettamente oliate, per produrre qualcosa di originale... o che per lo meno lo fosse per me... ^____^

Magari esiste già qualcosa del genere, ma dopo aver ricevuto "illo" invito e "raccolto il guanto" stuzzicata dal Premio in palio... bè... ho aperto il cassettone della cucina che ho pieno zeppo di tè e tisane di tutti i tipi, sfusi, in bustina e chi più ne ha più ne metta! :D

Ho indossato il mio Cappello da Strega, aperto un paio di libri di ricette magiche ma non ho trovato per questa volta qualcosa che mi ispirasse e presa da un momento di sconforto, ho lasciato che la mia mano guidasse la bacchetta magica solo a forza di istinto e ho sfornato questo...

PLUMCAKE DI TE' BANCHA SPEZIATO

2 cucchiai colmi di Bancha in foglie
1 tazza d'acqua
4 cucchiai di latte di soya (ma anche di riso, d'avena, o anche vaccino)
2 cucchiai colmi di uvetta sultanina
1 baccello di vaniglia
1 bacca di cardamomo
3 cucchiaini rasi di cannella in polvere
250-300 gr. di farina "00"
4 + 2 + 1 cucchiai di concentrato di dattero (NaturaSì)
2 cucchiai di olio evo
1 pizzico di sale
1/2 bustina di lievito naturale in polvere
Forno 180°

Ammollare l'uva passa in una ciotola con acqua calda.

Preparare un Tè Bancha molto concentrato facendo bollire una tazza d'acqua e mettendovi in infusione le foglie per almeno 5-7 minuti coperta, così da non fare volatilizzare gli aromi del Tè.

Tagliare a metà il baccello di vaniglia, estrarne i semi e mettere tutto (bacello e semi) nel Tè ancora in infusione.

In un mortaio pestare la bacca di cardamomo, eliminare l'involucro e pestarne i semini fino a polverizzarli e mescolarli alla cannella in polvere.

In una ciotola mettere la farina e mescolarvi per amalgamare bene, la polvere di cannella-cardamomo e il lievito in polvere.

Filtrare il Tè Bancha alla vaniglia, metterlo in una tazza capiente pulita, versarvi il latte di soya (o gli altri tipi di latte a vostro gusto), l'olio evo, un pizzico di sale, il concentrato di dattero e mescolare creando una emulsione uniforme e dal colore marrognolo... quella che ho ottenuto io sembrava cioccolata in tazza... ma liquida! ^___^

Creare un incavo al centro della farina, nella ciotola, versarvi il liquido di cui sopra e cominciare ad impastare.

A metà impasto, scolare, sciacquare e strizzare l'uvetta e incorporvela e finire di impastare per distribuirvela all'interno uniformemente.

Se l'impasto risulta troppo molle, aggiungere un pò di farina per volta fino ad averlo "sodo" ma ancora piuttosto appiccicoso.

Ungere ed infarinare uno stampo da plumcake e versarvi il composto cercando di stendervelo occupando tutto lo spazio.

Deve arrivare (da crudo) a metà altezza dello stampo stesso perchè poi lievitando si alza.

Farvi colare sopra a filo un paio di cucchiai di concentrato di dattero e infornare a forno già caldo a 180° per 30-45 minuti.

Ho messo il timer a 30 minuti, quando ha suonato ho fatto la prova dello stecchino e, risultando all'interno ancora crudo, l'ho lasciato andare altri 15 minuti :)

Una volta estratto dal forno, ho diluito in un due cucchiai di acqua bollente un altro cucchiaio di concentrato di dattero e con questo ho spennellato tutta la superficie del Pancake e lasciato raffreddare a temperatura ambiente.

L'ho poi messo su un piattino rettangolare e... aspettato con ansia il giudizio del Compare... che è stato: OTTIMO!!!! ^____^

Per la quantità di ingredienti che ho usato e le dimensioni del mio stampo (misure interne cm 23,5x10,5) purtroppo non si è alzato tanto da fuoriuscire e ottenere la tipica forma del plum cake, ma è venuto comunque molto morbido all'interno e bello a vedersi... la prossima volta aumento le dosi! ^__^

D'altronde era un esperimento (come quasi tutto ciò che cucino...) e suscettibile di migliorie ;P

L'abbiamo poi offerto anche ai nostri Amicivicinidicasa, dopo cena, ed è piaciuto tantissimo anche a loro!

Non è dolce come ci si potrebbe aspettare dato tutto il concentrato di dattero che ho messo anzi, è delicato, aromatico al punto giusto e... bè, ne è rimasto giusto un pezzetto per oggi dopopranzo.... :P***

Ah! Il Contest di Susina scade il 31.01.2010! partecipate!!! ^____^

domenica 12 aprile 2009

CAPPELLACCI DI ZUCCA FERRARESI



AGGIORNAMENTO DEL 18.11.2012!!!

Con questa ricetta partecipo anche all'ABBECEDARIO CULINARIO D'ITALIA, un progetto della Trattoria Muvara, arrivati all'ultima tappa, la  Z di Zocca a rappresentare l'EMILIA E ROMAGNA  e che termina (purtroppo) oggi il suo lungo, entusiasmante, scoppiettante giro d'Italia, nella cucina di Roxy "Curiosando in Cucina"!!! ^^





AGGIORNAMENTO DEL 27.11.2010!!
CON QUESTO POST 
PARTECIPO ALLA RACCOLTA DI
Scade il 24.12.2010!!!



Questa Pasqua me la sono voluta godere fino in fondo!!!
Siamo a casa, la casa marchigiana e a noi si sono uniti i miei genitori, quindi Pasqua in Famiglia! ^___^
I miei suocerini hanno scelto Ravenna come meta per una mini vacanza fuori-porta e non vedo l'ora di sapere come è andata!

Nell'attesa però, con mia mamma abbiamo parlato di cosa si combinava quando si abitava ancora con i nonni materni e dei pranzi domenicali... Tutti questi discorsi mi/ci hanno fatto pensare a tutte quelle famiglie abruzzesi che da quest'anno in poi passeranno festività ben diverse da com'erano abituati e allora... con mia mamma zelante al fianco, quest'anno abbiamo voluto provare a fare una cosa che solo fino a pochi anni fa era una tradizione di famiglia davanti alla quale alle volte, lo ammetto, sbuffavo... perchè quando le cose le vivi ogni giorno, alla fine le dai per scontate e qualche volta vorresti poter svicolare, tornare a casa e trovare tutto fatto... e invece no... per molti non è più così e non lo sarà più per moltissimo tempo!!!

Quindi venerdì pomeriggio ci siamo messe d'impegno e tra dubbi, battute e risate abbiamo tirato fuori 4 bei vassoi di

CAPPELLACCI DI ZUCCA
FERRARESI FATTI IN CASA

(nel mio dialetto: Caplaz ad Zuca alla fraresa -fat'in cà)

Premetto che la ricetta è completamente diversa da quella mantovana!!!

Qui trovate la ricetta originale ferrarese ma noi, a casa nostra, li abbiamo sempre fatti così (dosi per circa 100 cappellacci)

850 gr di polpa di zucca Violina
300 gr di parmigiano grattugiato
1 noce moscata
3 cucchiai di zucchero (da mettere solo se la zucca non è dolce di suo!!!!!)
2 o 3 cucchiai di pangrattato
8 uova
800 gr di farina tipo "00"
1 buon piano d'appoggio
1 tagliapasta a rotella "zig-zag"
4-5 vassoi di cartone abbastanza grandi da poter stare comodamente in congelatore
1 tovaglia di cotone o lino BIANCA (mia nonna su questo era assolutamente intransigente!!!!)
farina q.b. per infarinare la porzione di tavolo di fianco alla macchinetta tirasfoglia dove appoggeremo la sfoglia durante i vari passaggi.

Un buon mattarello se siete così brave da tirar la sfoglia con questo (che da noi si chiama SGNADUR ^__^) altrimenti anche la macchinetta per tirare la sfoglia va benissimo.

Quella che ho io era della mia nonna materna, la mitica nonna Sic (siciliana d.o.c. "importata" in Emilia-Romagna quando era appena una ragazzina...)

La mattina:
si prende la Zucca Violino (è la varietà lunga) la si taglia in 5-6 parti, si eliminano semi e filamenti e la si cuoce sulla placca del forno foderata di carta forno, già bello caldo a 220° per un'ora e mezza o fino la superficie della polpa di zucca risulterà dorata.

Una volta cotta, si toglie dal forno e con un cucchiaio si stacca la polpa dalla buccia e la si schiaccia con un cucchiaio in una ciotola fino a renderla cremosa.
Se al tatto la sentite troppo acquosa ponetela in un colino appoggiato a sua volta in un'altra ciotola a scolare (copritela con uno strofinaccio) per alcune ore svuotando la ciotola di tanto in tanto fino a che non sgocciolerà più.

Il pomeriggio:
Assaggiate prima di tutto, un cucchiaino di polpa. Se la sentite dolce... B-E-N-E!!!!

E' come vincere un terno al lotto!!! :DDD

Infatti ci vuole un gran "kulo" a beccarla dolce, ma se riuscite a procurarvela da un contadino anzichè comprarla al Super, dovreste essere abbastanza fortunati... ^___^
Prendete quindi la polpa ormai ben sgocciolata e lavoratela bene col cucchiaio amalgamandovi il grana grattugiato il pangrattato e la noce moscata grattugiata. Questa la ricetta base, se la polpa è dolce di suo e non acquosa... se invece siete un pò più sfortunati (come è andata a noi questo giro... :P) allora ovviate così:
aggiungete 2-3 cucchiai di zucchero semolato bianco alla zucca e mescolate benissimo, poi assaggiate e unite altro zucchero fino a che non sentirete il grado di dolcezza giusto.

Non deve diventare stucchevole mi raccomando!!! :D
Ah.... una piccola "dritta" per i buongustai che passeranno per Ferrara e dintorni e vorranno assaggiare i cappellacci di zucca nei ristoranti... ATTENZIONE... PURTROPPO alcuni ristoratori senza scrupoli... aggiungono alla zucca della purea di carote o abbondano parecchio con lo zucchero nell'impasto o, addirittura, sostituiscono la zucca direttamente con le sole carote addizionate di zucchero... a me non è mai successo ma mi hanno detto che è praticamente impossibile accorgersi della differenza, quindi... occhi aperti e papille sull'attenti!!!!
Continuo con la ricetta... :) se toccando il ripieno lo sentite molto umido, unite ancora pangrattato mescolando bene.

L'impasto deve diventare lavorabile con le mani senza rimanere troppo attaccato alle dita.

Ora ponete il ripieno in una ciotola coperta a riposare FUORI frigo!!!! Se lo mettete in frigo accumulerà altra umidità e dovrete aggiungere poi altro pangrattato!!!! Mi raccomando!
Mettere la farina su un piano di legno, messa a fontana, farvi il buco al centro e rompervi dentro le 8 uova.

Cominciare a mescolare con una forchetta le uova tirando giù man mano la farina intorno ai bordi poi cominciare a lavorare il tutto energicamente fino a formare una bella palla gialla soda ed elastica insieme. Lavorarla per almeno un quarto d'ora.

Porla in un sacchetto di plastica da freezer e lasciarla riposare una mezz'ora al riparo dalla luce e il luogo fresco (MA NON IN FRIGO!!!!).

Trascorso questo tempo, estrarre la pasta dal sacchetto, tagliarne un disco di 2 dita di spessore, appiattirlo premendo con il palmo della mano sul bordo "esterno" della massa e non sui lati appena tagliati... insomma, deve diventare una striscia oblunga e cominciare a tirarla (io descrivo il lavoro fatto con la macchinetta...) passandola prima due volte con la rotella sistemata al n. 1 poi altre due volte nel n. 2, altre due volte nel n. 3, idem al n. 4 e l'ultima volta al n. 5.

Per agevolare il lavoro, infarinate con poca farina la parte di tovaglia a fianco della macchinetta e su questa passate la pasta che state tirando nella macchinetta sempre fino al passaggio n. 4.

Ogni volta che piegate la sfoglia su se stessa, fate combaciare tra loro le due parti non infarinate, cioè praticamente piegate a metà la sfoglia che "guarda il soffitto" e chiudetela a libro esattamente a metà su se stessa, con le due estremità verso di voi, premendo bene. Quando la ripassate nella macchinetta, fate in modo che a passare per primi siano sempre i due lembi che "guardano verso di voi" e non la parte dove c'è la piega... mi spiego?... più difficile da scrivere che da fare, credetemi... ^_____^

Diciamo che siete apposto e potete passare alla tacca n. 4 quando la vostra pasta passando nella macchinetta nell'ultimo tratto farà una bolla d'aria e sentirete un "ploc"! :D

Dal 4^ al 5^ passaggio, mentre la striscia di sfoglia esce dalla macchinetta, tiratela delicatamente verso di voi così da favorire l'allungamento della striscia stessa... io e mamma siamo riuscite a fare strisce di almeno un metro e mezzo!!!! ^____^

Deve risultare una sfoglia non troppo sottile... diciamo poco meno di 1 mm. di spessore, altrimenti in cottura si romperà facendo fuoriuscire tutto il ripieno!!!

Ottenuta la striscia di sfoglia, posatela sul tavolo e con la rotella tagliasfoglia, tagliatela prima a metà per il lungo, poi tagliate tanti quadrotti incidendo la pasta sul lato corto, di circa cm. 6x6 o giù di lì (i cappellacci di zucca, come dimensioni, sono almeno il doppio rispetto ai cappelletti classici di carne, ok?).

Su ogni quadrotto di pasta posate al centro un pò di ripieno di zucca (poco più di una noce moscata come dimensioni).

Adesso viene il bello.... e mò, come lo spiego????!!!! Aiuto.... :DDD io ci provo...

Prendete un quadrotto di pasta col suo ripieno al centro, piegatelo a metà sulla diagonale ottenendo un triangolo. Premete bene bene prima al vertice (che rimane rivolto al soffitto) poi man mano scendete premendo bene lungo i bordi facendo in modo che non rimanga dell'aria dentro al cappellaccio.


Praticamente, tenendo il vostro triangolo di pasta sdraiato sul palmo della mano sinistra, col vertice del triangolo opposto a voi, piegate il solo vertice verso l'alto, poi i due angoli bassi del triangolo, uniteli delicatamente tenendo l'indice della mano destra al centro del cappellaccio... così si formeranno i due lembi laterali "rialzati" e vedrete la punta del "cappello" spuntare dietro al "montirozzo" del ripieno... non è difficile... è solo laborioso da spiegare... :DDDD

Da noi si impara fin da piccolissimi!!!

Io già a 5 anni sapevo chiudere un cappelletto :P

Provando e riprovando, vedrete che alla fine vi verrà naturale e farete tutto "in punta di dita"!!!

L'unico problema è che la pasta tende ad asciugare in fretta e quindi.... ^_____^

Finito di fare i cappellacci, sistemandoli ordinatamente come soldatini in fila, sui vassoi di cartone abbondantemente infarinati per non far attaccare la base della pasta alla carta, li abbiamo portati subito di sotto nel congelatore a pozzo e sistemati lì fino al giorno successivo (cioè sabato sera).

La sera dopo cena sono scesa di nuovo di sotto e ho messo i cappellacci ormai ben gelati, in sacchetti da freezer e lasciati lì fino al loro uso :P*

Questa mattina (infatti come da tradizione famigliare a Pasqua si mangiano i cappellacci col ragù e a Natale i cappelletti in brodo :P***), mamma ha scaldato bene il ragù di carne che fa lei buonissimo, ha portato a bollore un bel pentolone d'acqua salata e cotto i cappellacci (10-12 a testa!!!) circa 5 minuti dalla ripresa del bollore e conditi col ragù e una buona spolverata di grana...

La "morte loro" è condirli con burro e salvia!!! Ma sono ottimi anche con un buon sugo di pomodoro e basilico! ^___^

Col fatto che sono a dieta, io il grana non l'ho messo ma lo stesso MI SONO GUSTATA I NOSTRI CAPLAZ AD ZUCA FAT'IN CA'!!!!! :DDDDD

Bè... come secondo loro si sono sparati l'agnello alla griglia con patate arrosto (io avrei comunque glissato sull'agnello...) mentre io mi sono fatta una bella ciotola di quest'insalatina qua!

Per dessert.... il mio Magnifico Stregone (a proposito... ho fatto il 2^ controllo una settimana fa... ho perso altri 2,5 kg!!!!) mi ha concesso.... l'uovo di pasquaaaaaaaaaaaa ^____^

Lui mi aveva detto che potevo festeggiare mangiando... un ovetto K.... (quelli piccoli è!!!) ma visto che preferisco la cioccolata extrafondente... mi sono mangiata un bel pezzetto di cioccolata da questo Uovo qui.

Ce lo siamo regalato il mese scorso noi insieme ai miei genitori, comprato all'Enoteca Belisario di Matelica, l'uovo è stato fatto da un laboratorio artigianale di Camerino mentre il "vestito" è stato curato direttamente dall'Enoteca! ^___^

Indovinate invece per quale squadra tifa il Compare!!!????

E la fine che mio papà voleva far fare alla "sorpresa" allegata all'uovo del suo genero preferito?!... anche perchè è l'unico che ha :DDDD














Com'era il cioccolato?!
STRATOSFERICOOOOOOOO

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