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domenica 9 maggio 2021

TENERINA CON MORE SELVATICHE SCIROPPATE

Cercavo un dolcetto da preparare per la 4^ tappa della Fattoria Consapevole e Solidale, che fosse assolutamente cioccolatoso...

Ovviamente arrivo sempre all'ultimo e domani (10 maggio) sarà l'ultimo giorno per portare i nostri contributi alla 4^ tappa dedicata al CAFFE' E CACAO, con piatti che prevedano l'uso di entrambi o di uno solo dei due ingredienti... :P

Le regoline sono QUI se volete partecipare!

Ho sfogliato diversi libri fra quelli che ho nella libreria dedicata ai libri di cucina, fino a che sono incappata in questo dolce...

La versione del libro prevedeva l'utilizzo delle ciliegie sciroppate ma io avevo in dispensa l'ultimo vasetto di more selvatiche sciroppate, raccolte da noi nel "lontano" 2017!

Poi ho scoperto che avevo anche delle amarene sciroppate, ma questa è un'altra storia! :DDD

Leggendo la ricetta mi sono resa conto che trattasi niente altro che della mia amatissima TENERINA FERRARESE, con aggiunta appunto di frutta sciroppata!!!

Nel procedimento descritto nel libro però, secondo me, hanno cappellato... infatti dicono di aggiungere le uova intere, senza separare i tuorli dagli albumi, ma per me viene una schifezza e quindi, ho seguito la procedura della preparazione della Tenerina!

E quindi, di conseguenza, cambiato anche il nome del dolce.

TENERINA CON MORE 

SELVATICHE SCIROPPATE

200 g di cioccolato fondente (io al 75% Equosolidale)

200 g di burro prodotto nelle Marche

250 g di zucchero

5 uova

1 cucchiaio di farina bianca 00

200 g di more selvatiche sciroppate

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato spezzettato, quindi togliere dal fuoco, aggiungere il burro a pezzetti e mescolare bene finchè si sarà perfettamente sciolto e la consistenza del cioccolato sarà liscio e lucido.

Aggiungere lo zucchero, mescolare molto bene e tenere da parte finchè si sarà raffreddato.

Nel frattempo, imburrare lo stampo (io una tortiera di ceramica da crostata) e foderare con carta-forno, premendo bene perchè si attacchi bene a tutto lo stampo.

Separare i tuorli dagli albumi.

Montare a neve ferma (ma non fermissima!) gli albumi con un pizzico di sale

Aggiungere le i tuorli al composto di cioccolato, uno alla volta e mescolando bene con la frusta per farli incorporare.

Non aggiungere i tuorli se il composto è ancora tiepido o si rischia di vederlo separarsi! 

Cioè vi verrà fuori la parte liquida del composto e la torta non sarà il massimo da mangiare poi....

Mi è già successo in passato... :DDD

Ora incorporare la farina mescolando bene con la spatola e, infine, unire al composto gli albumi montati, in due volte.

Per la prima parte, mettetene circa 1/3 e mescolate senza tante cerimonie, per far ammorbidire il composto e facilitare così l'aggiunta della restante parte, che andrà messa mescolando dal basso verso l'alto per non farla smontare.

Versare metà del composto nello stampo, farlo distribuire bene in uno strato uniforme aiutandovi con la spatola ma senza "schiacciarlo".

Distribuirvi sopra le more precedentemente ben scolate dal loro sciroppo, tenendone un poco da parte

Coprire col restante composto, sistemare anche questo delicatamente con la spatola, a coprire le more e distribuirvi sopra le more tenute da parte.

Cuocere per 25-30 minuti in forno a 180°

Sfornare, mettere lo stampo a raffreddare sul piano e, quando freddo, rovesciarlo su un piatto, toglierlo, tirare via delicatamente la carta forno e rovesciare nuovamente la torta sul piatto di portata.

Volendo (ma io la preferisco senza) si può spolverare in superficie con un velo di cacao amaro in polvere o, se preferite, con zucchero a velo.

Stra-buona!!!

P.S.: questa torta è riuscita al secondo tentativo... perchè al primo l'ho bruciata!!! :DDD

Si è rotto il timer del mio amatissimo Forno Maxi DeLonghi.... e, ovviamente, non me ne sono accorta perchè stavo facendo altre cose e mi sono distratta.... 

Oltretutto, doveva venirmi a trovare una Carissima Amica e volevo assolutamente farle assaggiare questo dolce, quindi per qualche giorno ho avuto tutta casa che profumava di cioccolato (vabbè, il primo puzzava di bruciato...)  :DDDD

giovedì 28 giugno 2007

LA TORTA TENERINA



Aggiornamento del 14.11.2012:


Questa ricetta partecipa alla raccolta L'ABBECEDEARIO CULINARIO D'ITALIA, un progetto della Trattoria Muvara e che ci vede ospiti con la Z di Zocca per l'Emilia e Romagna  nella cucina di Roxy "Curiosando in Cucina" dal 5 al 18 novembre 2012!

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Questa torta ha una storia... di famiglia... 

Questo dolce (ho scoperto col tempo) è tipico di FERRARA, ma era amatissimo e lo cucinava spessissimo la mamma di mia cognata, che era di origini venete :)

Ormai questa carissima Signora non c'è più da qualche anno, ma tra i tanti bei ricordi che ha lasciato alla figlia c'è questa ricetta e ora la faccio spesso anche io perchè ogni volta che la cucino mi piace pensare di dare un contributo alla memoria di sua mamma... Comunque, è buonissima e se hai voglia di cioccolato questa la soddisfa in pieno!!! 

Ogni volta che la presento agli amici va a ruba e, il 1° maggio ne ho fatta una versione gigante (in una teglia da pizza da 40 cm di diametro...) è stato raschiato anche il fondo... :DDD

Avevo il terrore che potesse far male per quanta ne mangiavano (avevo triplicato le dosi... e in quanto a burro-zucchero e uova non si fa pregare...) ma nessuno ne ha risentito... meno male!

TORTA TENERINA
(x 4-6 persone)
200 gr cioccolato fondente (io uso di solito quello all’80%)
200 gr zucchero
100 gr burro a temperatura ambiente
3 uova (tuorli e albumi separati)
2 cucchiai di farina
1 pizzico di sale
Cacao amaro in polvere per la copertura finale (facoltativo, ma secondo me ci sta bene)
Zucchero a velo e stencil a piacere per la decorazione (facoltativo)
Tortiere da forno in alluminio o materiale che si possa poi ritagliare tutt’intorno
burro e farina per la tortiera

Tirare fuori le uova dal frigo qualche ora prima di preparare il dolce, meglio se il giorno prima (in questo modo gli albumi che si andranno a montare a neve nel corso della preparazione, monteranno meglio!).

Spezzettare il cioccolato grossolanamente e scioglierlo a bagnomaria in una pentola capiente poi, quando sciolto, unirvi il burro e lo zucchero e mescolare finché si scioglie ed amalgama tutto per bene.

Mentre il composto intiepidisce, montare a neve ben ferma gli albumi unendo un pizzico di sale in una terrina abbastanza grande.

Quando il composto di cioccolato-burro-zucchero sarà appena tiepido, unire i tuorli e mescolare bene (non prima in quanto il calore del composto "cuocerebbe" i tuorli!) e quindi incorporare la farina setacciata.

Poi unire poco per volta il composto di cioccolata agli albumi mescolando piano e dal basso verso l’alto per non smontarli.

Imburrare e infarinare una teglia da forno (tonda o rettangolare a piacere), versare il composto, livellarlo con una spatolina ma senza schiacciare troppo e cuocere in forno già caldo a 180° per 35-40 minuti.

Potrebbe lievitare un po’ mentre cuoce, in realtà non è una vera e propria lievitazione ma si “gonfia” la superficie, che poi freddando si riabbassa ed è facile che si spacchi, ma non fa niente, è il bello di questa torta.

Tolta dal forno lasciarla freddare completamente.

Lo spessore dev’essere di un paio di dita non di più.

Quando la torta è fredda, poiché rimane “tosta”, non è semplice toglierla dal contenitore senza spaccarla, perché la consistenza deve essere croccante sopra (deve formare una sfoglia sottilissima e molto friabile, quasi una meringa) e morbida all’interno. Quindi io uso le tortiere usaegetta di alluminio i cui bordi allargo un po’ e ritaglio tutto intorno fino alla base.

Poi metto un cucchiaio di cacao amaro in polvere dentro un colino da thè a maglie fitte e lo passo su tutta la superficie del dolce così da coprirlo tutto per bene.

Per la decorazione finale con lo zucchero a velo, per quella rettangolare ho usato uno stencil con le oche, mentre per quella rotonda (del 1° maggio) ho usato un centro di pizzo che ho appoggiato sulla torta e spolverato con lo zucchero a velo. Per tirarlo via bisogna farsi aiutare da un’altra persona perché essendo “morbido” si rischia di rovinare tutto il lavoro facendoci ricadere sopra altro zucchero a velo…. Un po’ di pazienza ma l’effetto merita la fatica :)

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