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sabato 29 aprile 2023

E di Emmentaler - FONDUTA SVIZZERA (e si va... in Svizzera!)

Arrivo alla fine questa volta e con una sola ricettina, ma in queste ultime settimane abbiamo avuto ospiti i miei genitori e mi sono presa una "vacanza" dai fornelli, lasciando praticamente tutta la cucina in mano a mia mamma! ^___________^

Così sono arrivata alla fine dei giorni disponibili per poter portare il mio contributo, praticamente impreparata, nonostante avessi adocchiato almeno 3-4 ingredienti e relative ricette...

Vabbè, mi rifarò con le prossime letterine dai...

Quindi ecco per la E ho scelto l'EMMENTALER come ingrediente e la SVIZZERA come Paese che ne rappresenta uno dei piatti tradizionali, la FONDUTA SVIZZERA che ho scoperto essere buonissimaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa e questo è un male per me, perchè sono intollerante ai formaggi sia freschi che fusi... :DDD

E pensare che quest'anno dovevamo andarci in vacanza!!! E' uno dei tantissimi Paesi che vorrei visitare, ma tanto prima o poi mi riesce eh?! Anche a costo di andarci da sola e in bicicletta!!!! :DDD

Per la fonduta svizzera ci vorrebbe un mix di almeno 3 formaggi tipici ma io ne ho trovati solo due, l'Emmentaler e il Gruyere e quelli ho usato, anche se nella ricetta (presa QUI) trascriverò tutto quanto occorre per farla alla perfezione anche perchè, tanto per non smentire la mia sbadataggine, ho scordato anche di metterci la maizena e infatti non era proprio perfetto l'aspetto, ma comunque non ne è avanzata neanche un pò e quindi.... :DDD

FONDUTA SVIZZERA

250 g Gruyère Reserve

250 g Gruyère AOP

250 g Emmentaler

350 ml vino bianco secco

1/2 spicchio d'aglio

4 cucchiai di amido di mais

1 cucchiaio di succo di limone (o kirch come ho trovato in altre varianti)

pepe nero macinato al momento

noce moscata qb

fette di pane (io ho fatto dei bastoncini di pane di segale)

Grattugiare i formaggi e mescolarli all'amido di mais (io ho fatto dei tocchetti piccoli e ho scordato l'amido ma vabbè...)

Strofinare lo spicchio d'aglio ben bene nel caquelon o in una pentola di ghisa.

Per quanto mi riguarda, avendone fatta una quantità piccola, giusto per un antipasto prima di cena, ho usato una mini pentolina in ghisa e ho mantenuto in caldo la fonduta piazzando la pentolina su un "fornelletto" in terracotta con sotto due candeline)

Versarvi dentro il vino bianco e il limone (o il kirsch, che è una grappa di ciliegia e ho trovato questa variante in altre ricette) portare a bollore, quindi unire i formaggi e mescolare sempre finchè fonde completamente. 

Aggiustare di pepe nero e noce moscata e servire col pane tostato a cubotti (o striscioline come ho fatto io)



Come sempre, ricordo che potete seguire il nostro Viaggio così:

FACEBOOK: https://www.facebook.com/groups/716181916730894

INSTAGRAM: #unmondodingredienti e #abcincucina

mentre la bandiera della SVIZZERA l'ho presa



QUI








mercoledì 9 giugno 2021

STRINGOZZI DI FARRO CON SPECK, NOCI TOSTATE E CACIOTTA STRACCHINATA

La 5^ tappa del Viaggio della Carovana per raccogliere ricette da portare alla nostra Fattoria Consapevole e Solidale termina oggi e io arrivo con un'altra portata, un primo questa volta...

E' nato ieri a pranzo, aprendo il frigo e buttando in padella quello che ho trovato...

Il Compare ha approvato a pieni voti e ciò dimostra che molto spesso i piatti migliori sono quelli "non pensati" :DDD

STRINGOZZI DI FARRO

CON SPECK, NOCI TOSTATE

E CACIOTTA STRACCHINATA

Per quanto riguarda la Scamorza Stracchinata, l'abbiamo comprata sabato mattina in Umbria, nel punto vendita di Gualdo Tadino del Caseificio Trinei, ed è spettacolare!!!! Abbiamo provato anche la loro mozzarella, top!!!

Gli yogurt invece li ho trovati al supermercato del mio paesello, buoni, ma un pò troppo liquidi per i miei gusti :)

250 g di stringozzi di farro (pasta fresca marchigiana, ma ora non ricordo di dove...)

1 confezione di petali di speck

1 bustina di zafferano

1 pugno di noci tostate e spellate

2 fette di caciotta stracchinata Trinei

Per quanto riguarda queste noci, me le hanno procurate i miei, e me le hanno pure tutte pazientemente schiacciate, aperte e messe in congelatore, poi quando siamo stati a Ferrara, a fine maggio, ce le hanno date.

Qualche giorno fa le ho scongelate con l'intenzione di farci il burro di noci, ma poi mi sono trattenuta, perchè già sapevo che mi sarei fatta del male, mangiandolo tutto finchè non avessi visto il fondo della ciotola... :DDDDD

Però le ho tostate in forno, mettendole belle stese allargate su carta-forno, e infilate nel forno già caldo a 200° per una decina di minuti.

Quindi le ho messe in un sacchetto di carta da pane e agitato ben bene per diverso tempo, finchè le pellicine si sono praticamente staccate del tutto.

Poi le ho rifinite a mano, ma solo per ripulirle bene dalla "polvere" delle pellicine e quindi lasciate raffreddare bene su un piatto.

Le noci sono buonissime e fanno pure bene, ma tostate prendono quel qualcosa in più che non smetteresti mai di mangiarne!! :DDDD

Ma ora passiamo al piatto....

Mettere a bollire l'acqua salata e nel frattempo, eliminare la crosticina alla caciotta e tagliare le fettine a quadrettini.

In una padella antiaderente, far abbrustolire i petali di speck e quindi aggiungere le noci.

Appena l'acqua bolle, prelevarne una tazzina e sciogliervi dentro lo zafferano e tenere da parte.

Buttare la pasta e quando cotta, trasferirla direttamente nella padella con il condimento, prelevandola con un forchettone.

Aggiungere la tazzina d'acqua con lo zafferano, far mantecare bene, aggiungendo se occorre altra acqua di cottura della pasta.

Un secondo prima di impiattare, aggiungere i dadini di caciotta stracchinata, mescolare velocemente e quindi fare i piatti.

Stra-buo-no!!! L'ha detto il Compare ma sono d'accordo :DDDDDD







lunedì 27 ottobre 2014

PANEER per l'India, la seconda tappa dedicata alla letterina B dell'Abbecedario Culinario Mondiale

E siamo già arrivati alla II^ tappa del nostro meraviglioso ABBECEDARIO CULINARIO MONDIALE, il progetto di Aiù della Trattoria Muvara, la trattoria virtuale più famose del web e che ci vede tutte impegnate a sfornare manicaretti! ^_______^

Questa volta ci dedichiamo all'INDIA, rappresentata dalla città di BALRAMPUR per la lettera B e siamo ospiti nella cucina di CINDY STAR per tre settimane,dal 27.10.2014 al 16.11.2014.

Questa tappa, come moltissime altre "temo"... metteranno a dura prova sia il mio palato che quello del Compare, porello...

Non siamo abituati ai sapori forti di certe spezie e di peperoncino & C.

Le uso certamente, in cucina, ma non nelle quantità industriali che ho già avuto modo di appurare sia da varie trasmissioni televisive, che dai siti che sto sfiticchiando in questi giorni e da IL MANGIAMONDO che sarà una delle fonti di ispirazione (alias scopiazzamento assoluto!!!!) durante questo lunghissimo viaggio virtuale nelle cucine del Mondo ^____^
Io di solito uso "un pizzico" di peperoncino o "un pizzico" di noce moscata... mentre qui si parla di CUCCHIAI alla volta!!!!

Povero il nostro fegato... :DDDDD

Ad ogni modo, da brava scolaretta, cercherò di svolgere il compitino al meglio delle mie possibilità (ovvero senza mettere a repentaglio l'incolumità delle nostre papille gustative) :D

Girellando nel web, sono incappata nel blog di una ragazza che, per mia fortuna, scrive tutto in italiano! Quale gioia e guadio!!!! ^________^

Oltretutto è pure simpatica e se all'anagrafe proprio "ragazza" non dovesse essere, fa nulla... per me lo sono tutte quando passo nei vari blog :D


(foto presa QUI)

Sto parlando di Chamki e del suo blog LA MIA CUCINA IN INDIA dove mi sono fermata parecchio tempo a "sfogliare" le sue ricette e mi sono fermata al momento su una cosina che m'ha attirato per quanto mi sembrava strano riuscire davvero a fare quel che poi ho fatto, con mia grandissima soddisfazione!

Di che parlo?

Ma del PANEER naturalmente! ^^

E' un formaggio che, stando a quanto Lei dice, si fa praticamente quotidianamente nelle cucine indiane e che si presta ad essere cucinato in tantissimi modi, dal salato al dolce!

Dunque, nonostante la mia resistenza al consumo di latticini, mi sono messa all'opera, troppo curiosa io!!! ^^

Da LEI la versione originale, ottimamente descritta e dettagliata, da me invece la ricetta con le quantità che, alla fine ho usato...

PANEER
Formaggio fresco indiano
per circa 200 g di prodotto finito

1 litro di latte intero fresco bio
250 g di yogurt magro bianco
1 telo bianco pulito e privo di odori/profumi


Mettere a scaldare il latte a fuoco basso e quando sta per bollire, aggiungere lo yogurt a cucchiaiate, continuando a mescolare.

Tenere sul fuoco finchè comincia a formare dei grumi (coauguli) e a separarsi.

A questo punto un dubbio m'è sorto, perchè nell'originale dice che 150 g di yogur dovrebbero bastare... a me ce ne sono andati due vasetti da 125 g l'uno.... potrei aver sbagliato tipo di yogurt? 
Ho scelto quello magro, forse dovevo usare quello intero? 

Una volta pronto, scolarlo bene dal suo siero. 

Lei dice che se è stato fatto con lo yogurt non necessita di essere risciacquato sotto l'acqua, ma io l'ho fatto comunque...

Poi va messo in una ciotola, foderata con un telo bianco e pulito e senza odori di saponi o detersivi (

Io l'avevo preventivamente rilavato a mano, il giorno prima, con solo acqua molto calda e poi una volta asciutto, stirato con il ferro da stiro alla massima potenza come da Lei suggerito), infagottato bene bene e sopra al tutto ci va una teglia o comunque un contenitore che tenga ben piatto il Paneer, fino a che è freddo.
In questo modo si compatta e prende la forma di un piccolo formaggio.

Si può consumare anche subito ma se si deve conservare, meglio tenerlo in frigo in una ciotola coperto d'acqua, da cambiare tutti i giorni perchè non inacidisca.

L'ho già assaggiato, ovviamente... e praticamente non sa di niente... :D

Ecco perchè si adatta a qualsiasi tipo di preparazione... furbi eh?! ^^

Per quanto riguarda il siero rimasto, l'ho filtrato col colino e con una garza e messo in contenitore chiuso, in frigo... proverò ad usarlo per qualcosa... di idee Lei me ne ha date assai.......... ^^ 



Questa è la mia prima ricetta per l'India... mi sono preparata la "base" per quella che verrà poi! :P

domenica 19 febbraio 2012

POLENTA VALDOSTANA per l'Abbecedario d'Italia

Ed eccomi di nuovo qui con un'altra piccola proposta per l'Abbecedario d'Italia, dedicata alla letterina A di Aosta :)

Ricordate!!!!! Avete un'altra settimana di tempo per mandarmi le vostre ricette dedicate a questa città e alla Regione Val D'Aosta, ma per partecipare dovete lasciare un commento sul POST dedicato!! 

Mentre QUI trovate le regole per partecipare alla Raccolta ^^ e al termine delle due settimane, QUI troveranno un caldo ed accogliente benvenuto, tutte le nostre Ricettine! ^^

Mi raccomando eh?! Vi aspettiamo ancora numerosissimi e numerosissime!!!

Bè... sono sempre ottimista e quindi continuo a sperare che anche qualche bel Cuoco prenda parte a questo lungo viaggio con noi! ^^ 

E anche questa è un'altra specialità assaggiata in Val D'Aosta, in un Ristorante Rifugio bellissimo, affacciato su di un altrettanto splendido paesaggio... mammamiachenostalgiaaaaaaaaaaaaaaa



Come mi ha poc'anzi ricordato Mamma al telefono (perchè tra una parolina e l'altra battuta sulla tastiera, siamo anche riuscite a scambiare quattro chiacchiere ^^) in realtà, la polenta che ci portarono quella volta era sì con la Fontina, ma era anche arricchita da funghi e da prosciutto, quindi... insomma... toccherà tornarci... :P***

Dunque ecco qui una bella porzione di ...

POLENTA VALDOSTANA

500 g di farina di mais fine
1,5 litri d'acqua
sale grosso q.b.
3 cucchiai olio evo
pane grattugiato q.b.
Fondine o coccottine da forno
Forno statico, preriscaldato a 180°

Fate una bella polentina con QUESTO metodo, perchè non ha senso sfinirsi le braccia... ma se siete masochisti accomodatevi pure e fate col solito sistema... :DDD

Nel frattempo, ricavate dalla Fontina Valdostana D.O.P delle fette spesse mezzo centimetro scarso ed eliminate la crosticina intorno e tagliatele a pezzetti.

Terminata la cottura della polenta, prendete le fondine o cocottine individuali e stendete uno strato di polenta sul fondo, non troppo spesso però.

Adagiatevi sopra 2-3 pezzetti di Fontina e fate un altro strato di polenta, così via fino ad un dito dal bordo della fondina. 

Chiudete con un ultimo strato di 2-3 pezzetti di Fontina, spargete sopra una cucchiaiata di pane grattugiato fine e infornate 10 minuti o un quarto d'ora a 180°, fino a che in superficie si forma una bella crosticina dorata.

Servite posandole su piatti di legno per conferire al tutto un'aria più "montanara" possibile ^^

PS 1:
Occhio! Avvisate i vostri ospiti che... il piatto e il suo contenuto sono a 30.000 gradi Fahrenheit!!!

ps 2:
Ovviamente, per due persone, non ho usato tutta la polenta, ci mancherebbe! ^^
La parte restante l'ho messa da parte come faccio sempre, lasciandola freddare e poi tagliata a fette e congelata in freezer per futuri utilizzi :)))

PS 3:
ricetta vietata ai "deboli di cuore" e concessa una volta l'anno... agli ipercolesterolemici come me!!!! :*DDD

Noi ci siamo pappati questa bontà oggi a pranzo! :P***

Il Compare s'è sgrufolato tutto il piatto, mentre io non ce l'ho fatta... a 3 cucchiaiate dalla fine ho dovuto desistere... non sono più abituata a piatti così sostanziosi... ma è domenica e la domenica ci si coccola, a costo di crollare poi addormentati se non semi-svenuti sul divano, ad aspettare che la digestione faccia il corso! ^_________________^






A come....


Aiuto scoppio!!!!

:DDD

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