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giovedì 4 gennaio 2024

PANE DI SEGALE MISTO (Italia) con la letterina T di TRIGONELLA

Ho finalmente scoperto cosa fosse quell'aroma così particolare che si sente in alcuni tipi di pane che si possono gustare in Trentino-Alto Adige!

Adoro quei pani bassi, scuri e profumatissimi e per l'occasione, cercando un ingrediente con la letterina T del Viaggio nel Mondo degli Ingredienti capitanato dalla nostra Capa Aiù, mi sono messa a sfogliare uno dei tanti libri di cucina dedicati al cibo di montagna.

Questa volta è toccato a DOLOMITI: La Cucina della Tradizione di Mali Holler e ho trovato un ingrediente davvero particolare e insolito, almeno per il mio tipo di cucina: la TRIGONELLA (anche noto come FIENO GRECO) che si può trovare sia in semi che già macinata, come nel mio caso (aaaahh Sant'Amazon...)

E' piuttosto facile da preparare e non bisogna farsi spaventare dall'aspetto piuttosto rustico e appicicaticcio dell'impasto... 

Io ho dimezzato le dosi e ricavato 3 pani, ma qui riporto la ricetta tal quale al libro.

Comunque ecco qua il mio...

PANE DI SEGALE MISTO

(per 7 pagnotte)

300 g di farina di frumento (io "00"

500 g di farina di segale

30 g di lievito (di birra fresco)

1 cucchiaino di zucchero

750 ml di latte tiepido

1 cucchiaio di sale fino

2 cucchiai di trigonella tritata

1 cucchiaio di semi di anice

1 cucchiaio di semi di finocchio

crusca q.b. (o altra farina "00")

In una ciotola mescolare le due farine e farvi un incavo al centro, dove sbriciolare il lievito, aggiungere lo zucchero e un pò di latte (io 3/4) e mescolare a formare un preimpasto (biga).

Coprire con un telo e mettere a lievitare per mezz'ora in luogo caldo (io nel fornetto spento).

Dopo questo riposo, aggiungere il sale, le spezie e il resto del latte e impastare il tutto.

Risulterà piuttosto appiccicoso, ma lasciarlo così come è.

Coprire di nuovo col telo e mettere a lievitare 1 ora o fino al raddoppio.

Infarinare bene la spianatoia, ribaltarvi l'impasto e da questo ricavare dei panetti piatti, lavorandoli con un pò di farina.

Disporre sulla leccarda del forno cosparsa di farina o crusca (io ho usato la carta forno).

Lasciare riposare ancora un pò quindi bucherellarli con una forchetta.

Intanto portare il forno a 200° e cuocere le pagnotte per 30 minuti o fino a sono belle dorate e, bussando sul fondo, suona "a vuoto".

Mettere a raffreddare su una gratella e.... provare a resistere alla tentazione di tagliare ed assaggiare, con tutto il profumino che si sarà sparso per casa... Io non ci sono riuscita! :DDDD

Infatti si vede anche dal taglio della pagnotta, che essendo ancora calda, la mollica ha "seguito" la lama del coltello, creando quei grumini bruttissimi a vedersi, ma non me ne frega nulla perchè è troppo buono e morbido... credo di averne mangiate 3-4 fettine così, in un baleno... :DDD


Come sempre, ricordo che potete seguire il nostro Viaggio così:

FACEBOOK: https://www.facebook.com/groups/716181916730894

INSTAGRAM: #unmondodingredienti e #abcincucina

mercoledì 19 maggio 2021

PANE AI CEREALI CON I SEMI


Questa 5^ tappa del Viaggio della Carovana per raccogliere ricette da portare alla nostra Fattoria Consapevole e Solidale mi piace un sacco!

Sarà che adoro tutto ciò che è frutta secca a guscio e semini...

In particolare i semini.... Il Compare a volte mi guarda mentre spargo semi & C. sulle insalate come se piovesse e mi chiede se per caso in una vita passata possa essere stata un uccellino.

Io gli rispondo che data la mia mole, più che un uccellino direi un condor :DDDD

Oltrettutto, quale occasione migliore per sfogliare il libro che mi è appena arrivato e che già adoro (e già riempito di piccoli post-it con le ricette segnate da provare)?!

COME SI FA IL PANE di Emmanuel Hadjiandreou!!!

Per questa occasione ho scelto un pane in cassetta ovvero...

PANE AI CEREALI CON I SEMI

Premetto che ero partita spedita, perchè leggendo gli ingredienti CREDEVO avevo TUTTO!!!!

Solo il lievito di birra mancava perchè non lo uso praticamente mai, facendo il pane in casa esclusivamente con il licoli, ma poco male, sono corsa al supermercato e l'ho comprato :D

Poi all'atto pratico..... mi mancava invece (uffa!!!) la farina integrale... e anche (arci-uffa!!!!) il grano saraceno!!!

Giuro! Ero straconvinta di avere entrambi di sotto in dispensa e invece....

Per cui ho dovuto per forza di cose aggiustare il tiro, non avendo voglia di tornare di nuovo al supermercato :DDDD

Quindi, negli ingredienti metterò in rosso le mie varianti...

Per una pagnotta di 900 gr circa

300 ml di acqua fredda (io a temperatura ambiente e in bottiglia)

80 ml di acqua calda

20 g di semi di sesamo (io 10 di sesamo bianco e 10 di nero)

20 g di semi di lino

20 g di grano saraceno o kasha, grano saraceno decorticato e tostato (io quinoa in mix)

20 g di semi di girasole leggermente tostati 

500 g di farina integrale (io 350 farina "0" + 150 farina di farro integrale Alce Nero)

10 g di sale

8 g di lievito di birra fresco Stampo per plumcake da 900 gr, cm 22x11, unto con olio evo

Io ho uno stampo regolabile in lunghezza, antiaderente, ma devo comunque sempre ungerne l'interno altrimenti la preparazione non si stacca :P

Mescolare in una ciotola i 300 ml di acqua con i semi e la quinoa (questi sono gli ingredienti umidi), coprire e mettere in frigo una notte.

Il giorno successivo, sciogliere il lievito negli 80 ml di acqua calda e aggiungere agli ingredienti umidi mescolando bene.

In un'altra ciotola un pò più grande, mescolare bene fra loro le due farine con il sale, fare un incavo al centro e versarvi la parte umida.

Mescolare grossolanamente con una spatola finchè gli ingredienti staranno insieme, quindi coprire e lasciare riposare 10 minuti

Mescolare di nuovo facendo 8 giri di pieghe in ciotola; l'impasto sarà molto umido ed appiccicoso ma non fa nulla, va bene così. Coprire e lasciare riposare altri 10 minuti

Ripetere questa operazione (giri, riposo, giri, riposo...) altre 5 volte quindi mettere a lievitare un'ora in luogo riparato (io nel fornetto spento).

Sgonfiare l'impasto premendo al centro con la mano chiusa a pugno.

Spolverare di farina il piano di lavoro, ribaltarvi l'impasto ed effettuare due pieghe, ripiegando un'estremità verso il centro e poi l'altra.

Far rotolare l'impasto dandogli una forma cilindrica lunga almeno il doppio dello stampo da plumcake, piegare ad U, quindi intrecciare le due parti e trasferire poi la massa nello stampo (ricordarsi di ungerlo prima!!!).

Spolverare il pane di farina, coprire in modo che poi lievitando il pane non vada a contatto con la cuffia o il sacchetto di plastica usato per la copertura.

Rimettere a lievitare fino al raddoppio, almeno 45 minuti (a me è stata necessaria 1 ora)

Mettere dentro al forno una tazza d'acqua, accenderlo e portarlo a 240° (il mio arriva a 220°).

Al momento di infornare il pane, versare l'acqua nella placca del forno posizionata nella parte più bassa dello stesso e subito sopra porre la griglia, dove verrà posato lo stampo con il pane da cuocere.

Per quanto mi riguarda, poichè così facendo, il pane sarebbe stato troppo vicino alla resistenza (io l'ho cotto nel mio fornetto Maxi DeLonghi, che è un pò più basso del forno tradizionale da incasso) ho semplicemente lasciato la tazza d'acqua in un angolino verso il fondo, sulla griglia dove ho messo anche il pane a cuocere ed è andata benissimo lo stesso....

Cuocere circa 30 minuti o fino a doratura.

Il mio è cresciuto parecchio in altezza quindi ho protetto la superficie appoggiandovi sopra un pezzetto di carta d'alluminio.

Il pane si è cotto perfettamente, ma una volta estratto dallo stampo (ancora bello tiepido) i lati erano rimasti bianchi, quindi l'ho semplicemente rimesso sulla griglia rigirandolo sui due lati fino a doratura.

Non posso descrivere il profumo di pane, di tostato, di tutto che ha permeato casa per tutto il giorno!!!

E al taglio la crosticina scricchiolava, mentre l'interno era bello soffice!

Una goduria!


ohi! avete tempo fino al 10 giugno per partecipare, dajeeeee!!!

mercoledì 10 febbraio 2021

PANE DI SEMOLA INTEGRALE "DELLA VENZA" COTTO IN PENTOLA (o meglio MARMITTA)

Ultimo giorno della prima tappa di questa bellissima raccolta della Fattoria Consapevole e Solidale!

E arrivo con una terza proposta, dedicata alla panificazione, sia per inaugurare la Marmitta de Le Creuset che mi ha regalato il mio Compare per questo S. Valentino (un pò in anticipo) che per provare una delle farine prodotte con i cereali coltivati da un'Azienda agricola del mio paesello, la Della Venza!

Ho già sperimentato alcuni loro prodotti e mi ci trovo molto bene, ma non avevo ancora provato la FARINA DI SEMOLA INTEGRALE e quindi questa mi sembrava l'occasione migliore! :)

Ecco le regole per partecipare:

Ogni mese seguendo i gruppi alimentari proposti potrete preparare ricette con il gruppo alimentare di turno. Ogni contadino può scegliere quante portate fare (da 1 a 5) quindi chi vuole, anche tutte La ricetta la pubblicate nel vostro blog o sulla vostra pagina FB e poi lasciate il link su FB e la condividete dove vi pare, Instagram, Pinterest, o gruppi di cucina dove si può fare. 

I gruppi alimentari sono:

1° mese - S'inizia l'11 gennaio - Cereali

2° mese - S'inizia l'11 febbraio - Legumi

3° mese - S'inizia l'11 marzo - Latte e suoi derivati

4° mese - S'inizia l'11 aprile - Caffè e cacao

5° mese - S'inizia l'11 maggio - Semi oleosi

6° mese - S'inizia l'11 giugno - Frutta fresca

7° mese - S'inizia l'11 luglio - Spezie e aromi 

Il menù è fatto da 5 macro portate : 

Primi piatti (asciutti, minestre, zuppe)

Secondi piatti o piatti unici (di pesce, carne o vegetariani, oppure piatti unici che comprendono l’alimento principale e l’accompagnamento di verdure o cereali o altro)

Torte da credenza (anche mono-porzioni o plumcake) o decorate per eventuale ricorrenza

Confetture/marmellate/composte/bevande

Pani, compresi grissini e crackers 

Potete postare una sola ricetta d'archivio per ogni mese con la possibilità così di esserci sempre (nel caso vi troviate per qualche motivo in difficoltà di postare) e poi solo inedite per l'occasione. 

Seguiteci su FB e IG con l'hashtag: #fattoriasolidaleeconsapevole 

Ecco qui dunque il mio

 
PANE DI SEMOLA INTEGRALE COTTO IN MARMITTA

Per gli ingredienti ho seguito una ricetta trovata sulla rivista BISTRO di Le Creuset, regalatami nel negozio insieme alla marmitta (e insieme a svariati altri depliant), per il resto, ho seguito il mio solito procedimento del pane fatto con il Licoli:

100 g di farina di grano tipo 1 Della Venza

400 g di farina di semola integrale Della Venza

150 g di licoli rinfrescato

8 g di sale

In una ciotola ho sciolto il licoli nell'acqua, quindi ho aggiunto le due farine (prima mescolate bene fra loro) e dato un'impastata grossolana, giusto per far assorbire l'acqua alle farine, coperto con uno strofinaccio umido e lasciato riposare 30 minuti.

Ripreso l'impasto, l'ho lavorato aggiungendo anche il sale e lasciato riposare una mezz'oretta sempre coperto.

Quindi ripreso un'ultima volta, l'ho impastato facendo delle pieghe in ciotola per 3-4 giri (l'impasto rimane un pò appiccicoso) e messo a lievitare, coperto, nel forno spento ma con la lucina accesa, per 2 ore, quindi l'ho trasferito in frigorifero fino al giorno dopo.

Prelevata la ciotola dal frigo il giorno successivo, l'ho lasciata a temperatura ambiente un paio d'ore, quindi ho trasferito l'impasto sul piano di lavoro ben infarinato e fatto dei giri di pieghe a libro per 7-8 volte, senza premere troppo con le dita per non sgonfiarlo, quindi messo in una cestina di vimini foderata con un telo bianco pulito e molto ben infarinato.

L'impasto va messo nella cestina con la chiusura verso l'alto, infarinare anche la superficie della massa e chiudere bene il telino.

Rimettere in luogo caldo sena correnti d'aria un'oretta.

Portare a temperatura il forno (il mio 220°) con dentro la marmitta completa del suo coperchio.

Passata l'oretta di riposo dell'impasto, prendere con tutte le dovute precauzioni, la marmitta dal forno, ribaltarvi dentro l'impasto e praticarvi sopra dei tagli a piacere, chiudere col coperchio e rimettere in forno.

Cuocere così alla massima temperatura per 40 minuti, quindi togliere il coperchio (sempre attentissimi a non scottarsi!) e continuare la cottura altri 10 minuti.

Spegnere il forno, estrarre la marmitta, prelevare la pagnotta e metterla a raffreddare su una gratella.

Devo dire che un pane con una crosta come questa, non mi era MAI venuto!

Felice io! ^_______^


E vai che domani si va con la 2^ tappa, dedicata ai LEGUMI!


domenica 22 luglio 2018

BASTONCINI ALLE NOCI E ANACARDI

Con questo caldo una persona normale l'ultima cosa a cui penserebbe, sarebbe quella di accendere il forno di casa.... ma io non sono normale e quindi...

Il Licoli, poverino per quanto sia poco impegnativo da mantenere bello vispo, richiede comunque quel minimo di impegno, una volta ogni 7-10 giorni, per un bel rinfreschino, anche se la sua "mamma" non ne avrebbe una gran voglia e quindi....

In più, avevo qualche pacchettino di farina aperto ma la quantità non bastava, per ogni farina, per tirarci fuori un pane e poi si avvicinano le vacanze ed è meglio non lasciare in dispensa confezioni aperte quindi....

Eh... e quindi ho fatto un impasto svuota-dispensa con quel che c'era, col Licoli bello peperino e accendendo il forno! :DDD

BASTONCINI ALLE 
NOCI E ANACARDI
a lievitazione lenta

130 g di Licoli rinfrescato
230 g di acqua tiepida
2 cucchiai di olio evo umbro
115 g di farina manitoba Molino Chiavazza
195 g di farina tipo 2 di grano tenero Le Terre di Ecor
150 g di farina 00 Molino Gatti 100% senza additivi
2 cucchiaini di sale fino
150 g circa fra noci e anacardi al naturale (cioè non salati) già sgusciati

Mescolare fra loro le farine e tenere da parte.

Scaldare bene una padella antiaderente e tostarvi noci e anacardi, quindi mettere da parte a raffreddare.


In una ciotola sbattere con la frusta l'acqua col licoli per farlo schiumare, quindi aggiungere l'olio e le farine e impastare grossolanamente finchè le farine avranno assorbito l'acqua. A questo punto si può aggiungere il sale e si impasta con delle pieghe in ciotola finchè diventa liscio.

Coprire con un coperchio e lasciare riposare una mezz'oretta, dopo di che riprendere con le pieghe in ciotola (qualche giro) e lasciare riposare di nuovo mezz'ora.

Trasferire l'impasto sul piano spolverato con la farina tipo 2, ribaltarvi l'impasto e lavorarlo finchè diventa liscio ed elastico.

Allargarlo sul piano e posare al centro il mix di noci e anacardi tostati e già sminuzzati grossolanamente al coltello.

Richiudere l'impasto su questi tirando su i lembi laterali e impastare brevemente, giusto per distribuire bene la frutta secca.

Chiudere l'impasto a palla, pirlare e adagiarlo in una ciotola di vetro dai bordi alti e non troppo larga e unta con un velo d'olio evo.

Coprire con una cuffia (anch'essa unta nella parte interna) e lasciare riposare a temperatura ambiente per un'ora almeno (in cucina avevo 30 gradi....) quindi trasferire in frigorifero, nella parte più bassa, fino al giorno dopo.

Io l'ho messa in frigo la sera, verso le 19.00, e l'ho ripresa fuori questa mattina alle 06.30.

Dopo qualche ora, quando tornata a temperatura ambiente, spolverare di farina (sempre la tipo 2) il piano di lavoro, ribaltarvi l'impasto e lavorarlo delicatamente, senza sgonfiarlo, dandogli la forma di un cilindro.

Da questo ricavare dei segmenti larghi circa un dito con una spatola e lavorare ognuno tirandoli a grissino lungo almeno una 30na di cm.

Dividere ogni "grissino" a metà e disporre ogni bastincino così ottenuto sulla placca del forno (con carta forno se non è antiaderente) spolverata di farina (sempre la tipo 2).

Coprire con un telo pulito e lasciare lievitare un'oretta.

Nel frattempo scaldare il forno a 220° quindi cuocere abbassando a 200° per 20-25 minuti, fnchè saranno belli dorati.

Bè... i miei si sono anche belli bruniti, ma sono buoni lo stesso! :DDD

Buona Sgranocchiata! ^_______^

mercoledì 22 luglio 2015

MAANDAZI (frappe o panini fritti)

Siamo giunti in Africa, Kenya per la precisione, a rappresentare la letterina N di Nairobi del nostro Viaggio Culinario intorno al Mondo, progetto ideato ed organizzato dalla nostra Aiù (ehemmm... Eloisa) della Trattoria Muvara e ci ritroviamo a cucinare piatti tipici, per la nostra Ospite di turno Valentina e il blog Di Verde di Viola (che cura con la sua amica Paola) con persino temperature africane o che, per le nostre abitudini, sono percepite tali! :DDD

Non so infatti nella vostra, ma nella mia il termometro non è mai sceso sotto i 30° già dai primi di luglio e, ieri, ha toccato i 33°!!!!

Ma bando alla ciance, che alla fin fine, essendo caldo per tutti in questi giorni, alla lunga vengono a noia.... e fanno sentire ancora più caldo! :DDDDD

immagine presa QUI

Non credevo di riuscire a partecipare alla tappa Kenyana per i motivi suddetti, ma poi una Compagna di Viaggio (vero Tamara?! :DDD) m'ha fatto venire i sensi di colpa, pensando che, per colpa di Caronte, questo "giro" rischiava di essere piuttosto scarno, ed è un vero peccato e quando il gioco si fa duro........... i Temerari ci sguazzano dentro! :DDD

Così ecco qui il mio contributo che, credo, sia già stato sicuramente proposto, ma è il pensiero che conta, giusto?

La ricetta l'ho presa dal mio inseparabile MANGIAMONDO e la traduzione piuttosto stringata, di questo piatto è "frappe".... ma allora, mi sono chiesta, saranno come i nostri dolci di Carnevale?!  Poi cercando on-line, ho trovato che li paragonano a dei panini fritti, che accompagnano la colazione, ma anche possono fare da spuntino oppure da companatico durante il pasto vero e proprio.

immagine presa QUI


Personalmente, ho voluto "arricchirli" con una spolverata di zucchero semolato appena tolti dall'olio di frittura e poi ce li siamo spazzolati sparandoci dentro (infatti lievitando, all'interno si crea una cavità) marmellata (il Compare) e sciroppo d'acero (io).... Buonissimi!!!

MAANDAZI (Frappe o Panini Fritti)

1 tazza di farina (io "0")
1 cucchiaino colmo di lievito istantaneo
2 cucchiai di zucchero
1 pizzico di sale
1/4 di tazza d'acqua
1 uovo
burro o olio per friggere (io 1 litro di olio di arachidi)

In una ciotola mescolare tutte le polveri.

A parte battere l'uovo, aggiungerci l'acqua e mescolare bene.


Aggiungere il liquido alle polveri e impastare incorporando prima con una forchetta gli ingredienti quindi lavorando a mano l'impasto, ottenendo un panetto morbido ma non appiccicoso.

Coprire con un panno e lasciare riposare mezz'ora.
Spolverare di farina la spianatoia, stendere l'impasto col mattarello in una sfoglia di 1,5 cm di spessore (io invece l'ho stesa più sottile, circa 1/2 cm.).

Scaldare l'olio in una casseruola profonda (io a 160°) 

Nel frattempo tagliare la pasta stesa, a losanghe o quadrati o nella forma preferita.

Tuffare 3 o 4 pezzi per volta nell'olio, si gonfieranno subito.

Dopo poco, girarli sull'altro lato con l'aiuto del ragno o di una forchetta, lasciare cuocere fino a doratura quindi scolarli su carta assorbente e, se volete fare come me, spolverare di zucchero semolato oppure lasciarli semplici.

Trasferirli man mano su altra carta assorbente pulita e servire.

Si cuociono molto velocemente, assorbendo pochissimo olio, così mangiandoli, non si avverte assolutamente la "pesantezza" della frittura :)

Per la foto di "presentazione" ho scelto una ciotolina di fattura 100% africana, acquistata da un ragazzo nigeriano almeno 15 anni fa, durante una passeggiata sul lungomare in quel di Senigallia (An), abbracciata da una sciarpina leopardata, che mi piacerebbe tantissimo avvolgere attorno ad un cappellino di paglia, durante un bel Safari :)

Ottimi ancora caldi o appena tiepidi, ma anche il giorno dopo, a colazione.

N come...


Non credevo di farcela... e invece sì! ^^

venerdì 29 maggio 2015

CUCHAULE un Pane buono-buonissimo!

Viaggiando con la Carovana dell'ABC si scoprono certe chicche, che c'è da chiedersi "ma come ho fatto a tirare avanti fino ad ora, senza sapere che esisteva questa cosa così buona?!" ....

Ecco, quando mi emoziono al primo assaggio, è lì che arrivo al senso profondo di questo Viaggio virtuale nelle Cucine del Mondo, e di tutto ciò non posso che ringraziare la Mitica Aiù, anzi, voi la conoscete come Aiuolik o Eloisa della Trattoria Muvara, ma per me è e resterà sempre AIU' ^^

E' lei infatti che ha messo in piedi questo Progetto e noi Tutte+Uno le siamo andate dietro, spadellando, sfrigolando, impastando, mangiando e scoprendo (o ri-scoprendo) i gusti e le tradizioni culinarie del Mondo!


Questa volta siamo in SVIZZERA



più precisamente a LUCERNA che rappresenta la letterina L di questa tappa e siamo ospitati nella cucina Ivy nel suo blog KOPIASTE! e cliccando proprio sul nome del suo blog, andrete direttamente al suo post d'apertura, dove lasciare il link alla vostra ricetta dedicata alla Svizzera se, come mi auguro, avrete voglia di prendere parte a questo gioco, che come è già stato detto tante volte, non ha alcun fine se non quello di "viaggiare" insieme e scoprire nuovi sapori e usanze.

Il solo e unico fine di questa Raccolta (e del nostro Gruppo) è di stare insieme, anche se solo virtualmente, senza alcun bisogno di dover dimostrare niente a nessuno, in totale rilassatezza e divertimento.... oltre che (almeno per me...) ripassare un pò di Geografia!!!! :DDD

Potete partecipare a tutte le tappe o solo ad una di esse, con una sola ricetta o più e... spargere il verbo, perchè più siamo meglio è!!!! :DDD


foto presa QUI

E dopo tutto questo sproloquio, passo a raccontare della ricetta che ho scelto e che ho trovato girovagando sul web e incappando in questo sito/blog.

Si tratta di una pagnotta che solo a leggere gli ingredienti mi pareva già di sentirne il profumo e la morbidezza... nel sito linkato poi, tra i consigli, c'è scritto che tal Sig. Gèrald Saudan usa il lievito madre fatto in casa, al posto del lievito in polvere indicato nella ricetta ma, come mio solito, nella "fretta" ho male interpretato la ricetta e ho usato sia il lievito madre che... il lievito ma non in polvere ma bensì... lievito di birra fresco, insomma ho fatto casino ma... è venuto buonissssssimo lo stesso!!!! :DDD

Magari il merito di tutta quella morbidezza è dato proprio dalla presenza di entrambi i lieviti e non solo dal burro e dal latte... chissà, magari ho "scoperto" una nuova variante di Cuchaule... o, molto più facile... se passa di qui il Sig. Saudan mi tira direttamente in testa la pala con cui sforna le Cuchaule originali!!! :DDD

E sono anche andata a cercare on-line chi fosse questo Saudan e ho scoperto una panetteria, pardon... una boulangerie con i contro fiocchi!!!!


Roba da prendere il biglietto del treno al volo e partire solo per andare ad assaggiare di persona questo pane (che poi, visto il bancone, il pane sarebbe una bella scusa....)!!!! *.*

foto presa QUI

vabbè, io lascio anche l'indirizzo, magari qualcuno è lì di passaggio e quando torna mi porta qualcosa... :DDD

Boulangerie Saudan
Rte de Villars n. 38
1700 Fribourg 
Svizzera

E ora veniamo a questa pagnottella stupenda e buonissima e la ricetta che ho seguito è QUESTA, ma siccome, come ho scritto più sopra, ho fatto confusione e male interpretato in fase di lettura, in questo post scrivo come l'ho fatta io... :P

CUCHAULE
(per tre pagnotte da circa 500 g ciascuna)

550 g di latte
150 g di burro morbido a temperatura ambiente
900 g di farina (io 700 g "0" + 200 g "00")
1 presa di stimmi di zafferano
100 g di zucchero
20 g di lievito (di birra fresco)
50 g di lievito madre
20 g di sale
2 uova (1 per la pagnottella + 1 per spennellare)

La sera precedente la preparazione del pane, mettere gli stimmi di zafferano nel latte e tenere in frigorifero tutta la notte e, se come me, volete aggiungere anche la parte di lievito madre, tirate fuori dal frigo la quantità necessaria (50 g) in modo che vada anch'esso a temperatura ambiente.

Il giorno successivo, organizzatevi per iniziare a fare il pane di mattina...

In un pentolino scaldare il latte allo zafferano, senza filtrarlo, e portarlo a 18° oppure tiratelo fuori dal frigo e lasciate che arrivi a temperatura ambiente con calma.

Nella planetaria mettere il panetto di lievito madre rotto delicatamente tra le dita insieme al lievito di birra fresco sbriciolato, versare sopra una parte del latte allo zafferano (circa un bicchiere) e con il gancio a farfalla (o "K" se avete il Kenwood) a velocità media, fate andare fino a che si saranno entrambi sciolti e si sarà formata una sorta di "crema", quindi versare il restante latte e lo zucchero.

In una ciotola a parte, setacciare le due farine e versarle nella ciotola della planetaria, sopra al crema di latte e lieviti, quindi unire il sale e l'uovo.

Cambiare il gancio e montare quello ad uncino (per impasti da incordare, tipo pane/pizza) e avviare prima a velocità media poi quando tutta la farina sarà incorporata, aumentare gradualmente fino quasi al massimo e lasciare impastare 5 minuti.

Staccare delicatamente l'impasto dal gancio, quindi impastare di nuovo altri 3-4 minuti.

A questo punto, unire il burro morbido (pomata) rompendolo a piccoli pezzi con le dita e riprendere ad impastare a velocità medio/alta per altri 5 minuti o finchè tutto il burro sarà assorbito e l'impasto sarà bello liscio e morbido.

A questo proposito, devo dire che sarà MOLTO morbido, tant'è che ero tentata di aggiungere altra farina perchè mi sembrava troppo "lento"... ma ho resistito e per fortuna!!! :DDD

Coprire la ciotola dell'impastatrice con pellicola trasparente e lasciare lievitare 1 ora.

Sempre lasciando l'impasto nel cestello, "ribaltarlo" in tre mosse con l'aiuto di una spatola in silicone ma abbastanza rigida, in modo che ciò che sta sotto passi sopra, ma senza rompere la massa, ovvero lavorando sulla parte a contatto del cestello.

Questo passaggio l'ho preso in prestito dal corso che ho fatto a marzo scorso per la Colomba di Pasqua alla Scuola di cucina Fabrica del Gusto, perchè prima o poi, tutto torna utile! ^_____^

Coprire di nuovo con pellicola trasparente e lasciare lievitare ancora 1 ora, sempre in luogo riparato e caldo (io sempre nel fornetto, con la sola luce interna accesa).

A questo punto, spolverare di farina la spianatoia (o un piano di lavoro in legno) rovesciarvi sopra la massa lievitata.

Compattarla con l'aiuto di un tarocco quindi dividerla in 3 pani di uguale peso.

Effettuare per ognuno l'operazione di pirlatura(*) (anche questa imparata alla Fabrica del Gusto) quindi trasferire ognuna su una leccarda foderata di carta-forno, coprire con pellicola trasparente, avendo cura di ungere la stessa nella parte a contatto con la massa, in modo che non vi si appiccichi.

Infilarle nel forno (spento!!!) con la lucina interna accesa e far lievitare 2 ore.

Togliere quindi la pellicola, spennellare la superficie di ogni forma con un uovo leggermente sbattuto e infilarle in frigorifero 30 minuti (non coprire più con la pellicola!)

Nel frattempo portare il forno in temperatura di 170°.

Riprenderle, spennellare ancora ed effettuare i tagli sulla superficie con un coltello a lama liscia molto affilato.

Cuocere per 40-45 minuti quindi mettere a raffreddare su una gratella.

Allora, non so come sia il sapore della Cuchaule originale ma da quel che ho potuto assaggiare in queste e stando a quanto detto anche dal Compare, dai Suocerini, dalle Colleghe e amici che le hanno assaggiate in questi giorni, sono una cosa GODURIOSISSIMAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!

Me ne sono mangiata metà di una pagnottella, io da sola... con tanti sensi di colpa perchè c'è tanto burro... e poi ho fatto anche colazione a base di fette di Cuchaule (3!!!!!) spalmate di formaggio spalmabile e marmellata di fragole.... babbabia.......................................

L come....


La rifaccio!!!



(*) PIRLATURA: dopo aver effettuato le pezzature, ovvero suddiviso l'impasto nei pezzi del peso desiderato, ogni pezzo viene "arrotondato" lasciandolo posato sul piano di lavoro e facendolo girare "accarezzandolo" con le mani anch'esse a contatto col piano di lavoro
e, contemporaneamente, accompagnando il movimento verso il basso, in modo che l'impasto prenda la forma di una cupola.
QUI un video che illustra meglio l'operazione, più facile da fare che da descrivere :)








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