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venerdì 13 gennaio 2023

"Take Home chocolate cake": torta al cioccolato di Ottolenghi. Un altro compleanno.

"Volver 
con la frente marchita
las nieves del tiempo platearon mi sien
sentir que es un soplo la vida
que veinte años no es nada
que febril la mirada, errante en las sombras
te busca y te nombra
vivir con el alma aferrada
a un dulce recuerdo
que lloro otra vez…”. 
(Carlos Gardel) 

Quanti compleanni su questo blog. 
Quante parole, quanti ragionamenti solitari condivisi con volti sconosciuti, quante storie piccole, sorrisi, malumori e desideri espressi mai esauditi. 
Quante ore davanti ad un forno ingolosita dall'aspettativa.  
O instancabile dietro a un treppiede sbirciando da un obbiettivo a caccia di luce e ispirazione. 
Entusiasmo e disillusione mescolati malamente, mossi come maree nell'oceano della mia irrequietezza. 
Dodici anni di tempo dedicato ad una passione che, nonostante tutto, pare non placarsi. 
Si, sono una persona diversa da quel 13 gennaio del 2011, quando intimorita, ho lanciato il primo post nell'etere della blogosfera. 
Lo sono a tal punto che per ricordarla, ogni tanto mi soffermo a leggere i miei scritti. 
Mi intenerisco e mi sorprendo e nuovamente mi chiedo "ero io?". 
Quello a cui sono arrivata dopo tanto tempo di blogging, è la certezza che quanto resterà qui dentro, servirà di certo più a me che a voi, cari amici. 
La memoria piano piano sbiadisce. 
Le parole e l'emozione che le definisce restano, come le indicazioni su una mappa da seguire per ritrovarmi. 
Tanti auguri a me. 
Tanti auguri ad Andantecongusto. 
Ho aspettato il momento buono per preparare questa torta. 
Era sulla mia lista da qualche anno, dopo l'uscita di Sweet, il libro di Ottolenghi e Helen Goh sulla pasticceria. 
Non è una torta "economica" in senso stretto. Per costi e calorie. 
Ma è una signora torta al cioccolato. Una di quelle che vi fanno ricordare da chi l'assaggia. 
L'ho offerta agli amici dell'Orchestra in cui suono, ed è scattata l'ovazione. 
Quindi non faccio riferimento al mio palato, spesso troppo esigente e critico, ma a quello di chi ha assaggiato senza sapere nulla di questo dolce, non il suo contenuto né la sua provenienza. 
Ha solo spazzolato una fetta di "pura torta al cioccolato", di quelle che ci si immaginano quando ci viene voglia: non stucchevole, non dolce, non eccessiva. 
Puro velluto da godersi in pace accoccolati sul divano. 

Ingredienti per uno stampo a cerniera da 23 cm di diametro 
250 g di burro a temperatura ambiente
200 g di cioccolato fondente al 70% sminuzzato 
1 cucchiaino e mezzo di caffè istantaneo in granuli
350 ml di acqua bollente 
220 g di zucchero semolato 
2 uova grandi a temperatura ambiente leggermente sbattute
2 cucchiaini di estratto di vaniglia 
240 g di farina autolievitante
30 g di cacao amaro 
un pizzico di sale 

Per la ganache 
200 g di cioccolata al 70% tritata finemente
200 g di panna liquida, fresca 
1 cucchiaino di miele millefiori
20 g di burro morbido

Per la farcitura (se vi piace) 
375 ml di panna fresca
190 g di mascarpone
i semi di un baccello di vaniglia
2 cucchiaini e mezzo di caffé espresso macinato finissimo
mezzo cucchiaino di cannella 
2 cucchiai e mezzo di zucchero a velo 
  • Accendete il forno a 170° C statico. Imburrate e foderate bene lo stampo cercando di isolare dall'interno la possibilità che parte dell'impasto possa fuoriuscire dalla base (sarà piuttosto liquido).
  • Mettete il burro, il cioccolato e l'acqua bollente in cui avrete sciolto il caffè, in una larga ciotola, mescolando con una spatola fino a che tutto sia perfettamente sciolto ed omogeneo.
  • Aggiungete e mescolate lo zucchero con una frusta fino a scioglimento. Aggiungete le uova e la vaniglia e proseguite mescolando bene. 
  • Per ultimo aggiungete la farina, il cacao e il sale mescolati e setacciati ed incorporate bene nei liquidi aiutandovi con una frusta o una spatola. Il composto sarà molto liquindo ma è così che deve essere. 
  • Versate tutto nello stampo ben foderato e cuocete per 60 minuti. Fate la prova stecchino, che dovrà uscire asciutto con solo pochi briciole attaccate. Non cuocete troppo. Noterete che sulla superficie si saranno formate delle crepe: è così che deve presentarsi. 
  • Una volta tolto dal forno, lasciatelo raffreddare almeno 20 minuti nello stampo prima di estrarlo. Quindi lasciatelo raffreddare completamente prima delle operazioni successive. Io l'ho fatto raffreddare e l'ho avvolto nella pellicola per terminarlo il giorno dopo.
  • Preparate la ganache. Fate scaldare la panna con il miele e toglietela dal fuoco prima che arrivi a bollore. Versatela sul cioccolato tritato che avrete sistemato in una ciotola di acciaio. 
  • Lasciate in infusione un paio di minuti quindi mescolate con una spatola senza incorporare aria. Quando il composto sarà vellutato ed omogeneo aggiungete il burro a pezzettini e mescolate fino a scioglimento. 
  • Adesso mettete la pellicola a contatto con la cioccolata e fate riposare in luogo fresco per c.ca 2 ore (dipende dalla temperatura della vostra casa o dell'esterno in cui lo lascerete. Valutate la consistenza. Se desiderate una glassatura liscia e lucida, attendete una mezz'ora. Se volete una consistenza spalmabile come ho scelto io, attendete un po' di più. 
FARCITURA 
  • Se optate per una farcitura, scegliete il vostro ripieno del cuore o seguite la ricetta, mettendo tutti gli ingredienti in una ciotola ben fredda e montateli con una frusta elettrica. Quando si formeranno dei picchi stabili, potrete farcire. Solo successivamente procedete alla glassatura. 
  • Una volta glassata, lasciate riposare fino a indurimento della glassa. La torta si conserva perfettamente per 4 o 5 giorni in frigo. Tenerla a temperatura ambiente almeno 1 ora prima di servirla. 
  • Solo un commento: da perderci la testa! 



sabato 13 gennaio 2018

Torta al cioccolato e lamponi: 7 anni di Blog.

Both sides now - Jony Mitchell
Oggi non sono qui.
Una parentesi fuori di casa che coincide con una data speciale, in realtà non programmata.
Vi racconterò in futuro la ragione di questo viaggio; al momento è ancora tutto in divenire e non sarebbe corretto.
In ogni caso, chi mi segue da un po' sa che questa giornata coincide con due nascite: quella della sottoscritta e di questo spazio virtuale.
Tralasciando i festeggiamenti per il primo evento, che gli anni ormai non si contano più e le candeline sulla torta potrebbero provocare l'incendio di S. Francisco, preferisco concentrarmi sul numero 7 pari agli anni di questo blog.
Sono andata a leggermi il significato del 7 in numerologia e ciò che ho scoperto è sorprendente.
Il 7 è legato strettamente alla spiritualità, alla capacità di intuizione e di fondere il "magico" con il quotidiano.
Secondo i Pitagorici era il simbolo della ciclicità ed era rappresentato come un cerchio.
A livello esoterico, il 7 richiama numerose corrispondenze, basti pensare alle 7 note musicali, ai 7 peccati capitali, ai 7 Angeli dell'Apocalisse, ai 7 giorni della settimana, le 7 costellazioni, ecc.
Ritrovare spesso questo numero sulla tavola numerologica di una persona, ci indica che questa ha grandi doti spirituali, possiede diversi talenti molto importanti, alcuni dei quali ancora inespressi.
Ecco, invece di pensare che questo sia l'anno della crisi come nei matrimoni di un tempo, voglio credere che il 7 possa portarmi la capacità di cercare e trovare il lato spirituale e magico nella mia vita, anche nelle scelte che mi troverò a fare.
Lasciarmi guidare dall'intuizione, dal sentimento molto più che dalla ragione che ha sempre governato la mia vita.
Con il tempo si tende ad indurirsi, a chiudersi al mondo, ad avere meno voglia di farsi domande, quelle importanti, trascinati dal corso della vita come su una zattera che ormai si comanda da sola.
Più ci penso e più non voglio che la mia vita sia così e neanche che questo piccolo spazio soffra di sindrome da abbandono.
Beh, speriamo che questo 7 sia un numero fortunato. In ogni caso, è un numero primo! :)
Questa è una torta preparata e non mangiata.
Beh, appena assaggiata si, ma non goduta a pieno visto che il giorno dopo siamo partiti.
Quindi la torta ha preso strade diverse e spero che chi l'ha ricevuta possa apprezzarla.
Premetto che non sono tipo da torte super farcite, ma questa mi intrigava assai.
L'ispirazione mi è arrivata da lei, ma al solito ci ho messo del mio, modificando e semplificando ulteriormente il tutto.
Ho ridotto gli strati a due, ho modificato la farcia, ho personalizzato il ripieno, insomma...è lei ma con un diverso carattere.
Lamponi e cioccolato è un'accoppiata formidabile. Specialmente se c'è la presenza di una farcia che lascia la bocca leggermente "grassa" come può essere un'ottima ganache o una crema al burro.
Nella ricetta originale l'autrice usa una crema al burro.
Io personalmente non l'amo moltissimo, quindi mi sono limitata ad una ganache al cioccolato fondente montata al profumo di arancia.
La base è una fantastica torta al cioccolato, umida al punto giusto, fondente quanto basta, e perfetta per essere farcita.
Ingredienti per 2 stampi da 18 cm di diametro a cerniera (2 strati di torta)
50 g di cacao non zuccherato
125 ml di acqua bollente
200 g di zucchero di canna finissimo
125 g di burro morbido
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
3 uova medie a temperatura ambiente
150 g di farina 00
8 g di lievito per dolci

Per la ganache montata
150 g di cioccolato fondente di ottima qualità al 70%
150 g di panna fresca
15 g di burro
la scorza intera di una arancia non trattata (pelata senza toccare la parte bianca).

Per la finitura
80 g di confettura di lamponi
125 g di lamponi freschi
zucchero a velo a piacere.

  • Prepara le basi: versa l'acqua bollente sul cacao setacciato che avrai messo in una ciotolina e mescola bene fino ad ottenere una crema liscia che lascerai raffreddare mentre prepari il resto. 
  • Metti il burro nella ciotola di un mixer e montalo con la frusta per c.ca 1 minuto. Con una spatola pulisci bene i bordi della ciotola quindi aggiungi lo zucchero e l'estratto di vaniglia e monta a velocità medio alta per 3/4 minuti fino a quando non avrai ottenuto un composto leggero e pallido. 
  • A questo punto aggiungi un uovo alla volta, e non incorporare il prossimo prima che il primo non sia ben amalgamato.
  • Quando le uova sono state incorporate, devi aggiungere il cacao e la farina setacciata con il lievito in 2 tempi. Comincia con la metà del cacao, quindi metà farina, il resto del cacao ed il resto della farina. Amalgama bene.
  • Suddividi il composto nei due stampi che avrai imburrato e foderato con carta da forno, e cuoci a 180° per 25/30 minuti (fai la prova stecchino che dovrà uscire pulito). 
  • Lascia riposare 10 minuti nella teglia prima si sformarli e capovolgerli su una griglia. Fai raffreddare completamente. 
  • Mentre le basi cuociono, prepara la ganache. Metti la panna ed il burro in un pentolino con la buccia dell'arancia e porta a fremere. Spegni e lascia in infusione (almeno 20 minuti) mentre tagli il cioccolato grossolanamente. 
  • Metti il cioccolato in un ciotola di acciaio, riscalda nuovamente la panna quindi privala della buccia e versala sul cioccolato. Lascia riposare 1 minuto, quindi con una frusta mescola lentamente per far sciogliere bene il cioccolato ed ottenere un composto lucido e cremoso. Adesso devi lasciare raffreddare completamente la ganasce. 
  • Quando la ganache sarà fredda, potrai montarla con la frusta a mano o nella planetaria. Vedrai che si schiarirà e gonfierà creando un composto leggero, morbido e stabile. 
  • Aiutandoti con una spatola, versalo in un sac a poche munito di bocchetta liscia di 1cm e mezzo, e preparati a farcire la torta. 
  • Posiziona la base sul piatto di portata. Scalda la confettura con un cucchiaino d'acqua, in modo che sia facilmente spalmabile e versala al centro della torta dandole la forma di un cerchio (lo strato dovrà essere almeno di 5 mm) e lasciando 2 cm di bordo lungo la circonferenza. Al centro della confettura, fai un ciuffetto generoso di ganache quindi decora i bordi con tanti ciuffetti di ganache come vedi in foto. Per ottenere dei ciuffi tondi, posizionati con il sac a poche in verticale sulla torta, spingendo con delicatezza verso il basso e allontanandoti repentinamente per ottenere una bella punta di crema. 
  • Metti la seconda base sempre con il lato liscio in alto, e termina la decorazione. Questa volta con tanti ciuffi di ganache il più possibile regolari nella dimensione e termina aggiungendo i lamponi in maniera casuale sui ciuffi. Spolvera con dello zucchero a velo se ti piace. 
  • Se non la servi subito, puoi conservare tranquillamente fino a 3 giorni in frigo, ma toglila almeno mezz'ora prima di servirla per riportare la ganache alla sua cremosità. 



venerdì 13 gennaio 2017

Brioche bigusto: e siamo a 6...anzi a 50.

Happy Birthday - Steve Wonder 
Mentre leggete questo post, io sarò probabilmente in viaggio su un bus che mi porta a Napoli, per raggiungere un branco scatenato di amici blogger, ovvero la Community più divertente e gagliarda del web, quella dell'Mtchallenge.
Coincidenza ha voluto, che questo terzo raduno, cadesse proprio il giorno del 6 compleanno di queste pagine e del 50mo della qui scrivente, visto che ormai le nostre vite scorrono parallele, separate solo da 44 anni.
Quale miglior occasione per festeggiare in compagnia?
Non voglio parlare di numeri, perché ragionare in termini di "mezzo secolo", "10 lustri", o "sei 'na vecchia", ormai non mi fa più caldo né freddo.
Per altro la mannaia dei cinquanta cadrà quest'anno anche sulle le mitiche Julia Robert e Nicole Kidman (hai detto cotiche).
Posso quindi affermare di essere in meravigliosa compagnia e proverò ad illudermi di assomigliare un po' anche a loro, visto che nonostante siano silfidi irraggiungibili, l'alba del mattino le vuole vedere in faccia e qualche vampatella mi sa che se la raccontano.
Ebbene, tralasciando i deliri di una cinquantenne, il vero giovanotto qui, è lui, il mio caro e amato blog.
Che ormai sta diventando un ometto, a sei anni si va pure a scuola e si comincia ad avere pretese da grandi.
Eppure confesso che non è cambiato un gran che.
E' sempre il solito chiacchierone, confusionario, distratto, con la voglia di far baldoria e di ridere, ma sotto sotto perso dietro strani ragionamenti.
Se è ancora qui, dopo tanto tempo (perché sei anni sono davvero un traguardo) è grazie all'affetto dimostrato dai suoi lettori silenziosi, dalle amiche che comunque, nonostante il tran tran di sempre, si fermano a lasciare un saluto, dal piacere della sottoscritta, di condividere un pensiero ed una cosa buona.
Spero solo che la voglia di mantenere questo filo sottile con voi possa rinnovarsi ancora a lungo, perché per adesso è fonte di grande gioia.
E cosa è successo negli anni passati?
Poco, qualcosa, tanto.
Spesso mi succede di rileggere i post che noto vengono cercati maggiormente dalla rete e mi soffermo a leggere vecchi commenti, considerazioni, con un misto di commozione, nostalgia e gratitudine.
Non ho voluto preparare il Gran Pavese ed una torta da mille e una notte perché sarebbe stato uno spreco. In questa casa la dieta incombe.
Meglio una brioche semplice, soffice, profumata, con un ripieno misto, che ha fatto la gioia di mia figlia e della sottoscritta.
Ingredienti per uno stampo a cerniera da 20 cm 
250 di farina 00
100 g di farina forte w330
100 g di burro morbido a tocchetti
2 tuorli grandi
140 ml di latte tiepido
4 cucchiai di zucchero
10 g di lievito di birra fresco
la scorza grattugiata di un'arancia non trattata
Un pizzico di sale
Latte e zucchero a velo per rifinire.

Per il ripieno
Marmellata di albicocca e crema alla gianduia fondente qb
  • Versate il latte nella ciotola della planetaria aggiungendo un cucchiaino di zucchero preso dal totale ed il lievito sbriciolato. Mescolate a fare sciogliere e lasciate attivare per una decina di minuti
  • Intanto setacciate la farina e mescolate la farina con il resto dello zucchero ed il sale. 
  • Quando il lievito sarà attivo, aggiungete i tuorli e mescolate con un cucchiaio quindi versateci sopra la farina. Sistemate la ciotola sul corpo della planetaria e cominciate ad impastare con la foglia. 
  • Quando tutta la farina sarà incorporata e la palla avrà pulito i lati della ciotola, cominciate ad aggiungere il burro un tocchetto alla volta, passando al successivo solo quando il precedente non sarà completamente incorporato. 
  • Impastate a velocità media per almeno 10/15 minuti. 
  • Quando l'impasto sarà incordato, ovvero si sarà fortemente agganciato alla foglia, aumentate la velocità per 5 minuti e fate la prova del velo. 
  • Adesso liberate l'impasto dal gancio e sistematelo nella ciotola coprendola con una pellicola. Fate lievitare per c.ca 2 ore in luogo tiepido (forno con lucina accesa).
  • Quando avrà ben raddoppiato, versatela su una spianatoia leggermente infarinata e sgonfiatela con delicatezza. Stendetela con un mattarello in uno strato di 5 mm e ricavate dei cerchi con un coppapasta da 8 mm di diametro.
  • Su ogni cerchio alternate un cucchiaio di crema al gianduia e confettura di albicocche. Non esagerate con il ripieno altrimenti al momento della chiusura, lo perderete dai lati.
  • Piegate ogni cerchio a metà, come a formare una mezzaluna, quindi prendete i vertici della luna ed avvicinateli sigillandoli, ed ottenendo una sorta di petalo doppio, dal quale si intravedrà il ripieno. 
  • Proseguite così fino a ultimare l'impasto e via via sistemate i petali all'interno dello stampo imburrato, alternando un gusto all'altro e lasciando 5 mm di distanza tra un petalo e l'altro. 
  • Al centro ho posato 2 petali intrecciati fra loro a ricavare una rosa, questi però senza ripieno.
  • Fate lievitare nuovamente per almeno 1 ora.
  • Accendete il forno a 180° 
  • Spennellate la brioche con latte e spolverate di zucchero a velo, poi fate cuocere per 25/30 minuti fino a che la brioche non sarà bella dorata.
  • Sfornate ed attendete 5 minuti poi togliete dallo stampo.
  • Sistemate su una gratella per intiepidire e servite tiepida, spolverando con zucchero a velo o lucidando con gelatina di albicocche.



mercoledì 13 gennaio 2016

Cinque anni di Blog e molti, molti di più di vita: Chiffon cake al Te e Cioccolato

Heroes - David Bowie live
Ieri ho cominciato!
E' così: chi se lo dimentica quel post intimorito, stupefatto, incredulo che non volevo decidermi a lanciare nell'etere.
Ci ho messo quasi un mese, cercando di dimenticarmene, di prendere tempo. Alla fine mi sono ritrovata a dare alla luce questo blog il giorno stesso in cui celebravo la mia nascita, in maniera completamente non premeditata.
In quell'istante ricordo di essermi sentita come sul palcoscenico di un teatro vuoto, la platea al buio.
Un' unica domanda: ma che cavolo sto facendo?
E' bastato un commento e poi due e non ero più libera.
Cinque anni di blog mi turbano assai: penso a tutte le parole spese, le ore rubate, i piatti finiti nella rumenta, i chili accumulati, la voglia di lasciare perdere tutto (quella è piuttosto frequente) e di controparte, il calore di amicizie nate qui ma cresciute nella vita vera (grazie a Dio).
Di tutto quello che questo spazio riesce a darmi, l'aspetto umano è quello che porterò sempre con me e che, sono certa, continuerà oltre queste pagine.
Cinque anni in realtà non sono nulla se confrontati ai quasi 50 che mi appresto a compiere, eppure oggi mi sento come la Patty che si chiedeva: " Il primo post è come il primo dentino o il primo bacio, o il primo amore che non si scorda mai?".
E' un giorno speciale e va certamente festeggiato: Tanti auguri a me!
Due volte :D
Una torta, non poteva essere altrimenti.
Un torta grande, alta e morbida (un po' come me :) ), con una mise elegante per l'occasione ed un profumo decisamente unico.
La Chiffon, un semplice ciambellone di origine americana che richiede solo una premura: quella di montare bene gli albumi ed incorporarli al resto con estrema delicatezza.
Un risultato che lascia sempre incantati, in particolare al taglio della fetta, quando si scopre una consistenza leggera, soffice e leggermente umida. Una morbidezza che resta tale a lungo.
Per  questa giornata ho pensato ad una Chiffon al Te e Cioccolato, utilizzando un te molto aromatico, un Earl Grey dalle note agrumate.
Può sembrare un abbinamento azzardato ma provare per credere.
E per favore, non chiamatela Fluffosa :)

Chiffon al  Te e Cioccolato 
Ingredienti per uno stampo di 26 cm di base inferiore e 20 di base superiore (stampo da Angel Cake) 
- 225 gr di farina 00
- 300 gr di zucchero fine tipo Zefiro
- 60 g di Cacao amaro Olandese ben setacciato 
- 6 uova grandi (il peso degli albumi deve essere di 350 gr)
- 180 ml di Te Earl Grey preparato e fatto raffreddare completamente. 
- 120 gr di olio di semi
- 1 bustina di lievito per dolci
- 8 gr di cremor tartaro
- un cucchiaio di essenza naturale di vaniglia
- 2 cucchiai di Grand Marnier
- un pizzico di sale
Per la rifinitura
- Zucchero a Velo
- 50g di cioccolato fondente al 70%

Gli albumi costituiscono la struttura che consentirà a questo dolce di restare alto e gonfio nonchè morbidissimo, quindi montate gli albumi aggiungendo il cremor tartaro setacciato, con la planetaria. Fate questa operazione a lungo, fino a che non abbiano triplicato il loro volume. 
Non usate il sale che non aiuta l'operazione come invece molti credono. Meglio un cucchiaino di limone. 
Setacciate la farina con il cacao, lievito e lo zucchero ed un pizzico di sale in una ampia ciotola, quindi aggiungete l'olio, i tuorli,  il te freddo, la vaniglia ed il liquore ed impastate con le fruste elettriche fino ad avere un composto omogeneo e molto liscio. 
Adesso vanno aggiunti gli albumi all'impasto di farina e questa operazione va fatta in tre tempi, mescolando sempre dall'alto in basso per non smontare il tutto. 
Quando l'impasto darà omogeneo e gonfio, versate il tutto nello stampo CHE NON AVRETE IMBURRATO(fondamentale) e mettete in forno già caldo a 160° per almeno 50 minuti. 
Posizionate la torta sulla parte inferiore del forno affinché si cuocia bene anche sul fondo vista l'altezza dello stampo. 
Senza togliere lo stampo dal forno, cuocete altri 10/15 minuti a 175/180°. 
E' importante che conosciate bene il vostro forno. Prima di togliere la torta, fate sempre la prova stecchino:  nel mio caso ho dovuto tenere la torta almeno 15 minuti in più. 
Dopo i primi 20 minuti vi accorgerete che la torta è già cresciuta in maniera impressionante e continuerà a farlo elevandosi almeno 3/4 centimetri dal bordo dello stampo.
A cottura, toglietela dal forno e capovolgetela, appoggiandola sul collo di una bottiglia come potete vedere qui, fino a che non sarà completamente fredda. 
Con un coltello sottile ed affilato tipo spilucchino, staccate con attenzione il dolce dallo stampo quindi capovolgetelo e fatelo scivolare fuori. 
Appoggiatelo sulla gratella e spolveratelo abbondantemente con zucchero a velo.
Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria o nel microonde e versatelo in un conetto/sac a poche.
Decorate la superficie come preferite: io ho realizzato del cerchi e delle volute molto semplici, lasciando colare un po' di cioccolata anche sui lati. 
Servite con un buon Moscato Naturale e brindate alla mia salute. 

martedì 13 gennaio 2015

Sardegna on my mind capitolo primo: torta di Sapa di arance.

Happy Birthday - Steve Wonder
Considerando la natura della sottoscritta, predisposta da sempre ad essere soggiogata da passioni alterne e mutevoli, è pressoché un miracolo che allo scoccare dei 4 anni, questo spazio sia ancora qui ed io con lui, senza vergogna a raccontare storie.
Ultimamente ho l'impressione che questo blog sia sempre meno "cibo dipendente" e più "viaggio compulsivo",  ma vero è che trovo difficile parlare di cibo senza  raccontare dei luoghi in cui questo nasce.
Poi, diciamola tutta: spesso mi rendo conto come il mio lavoro condizioni tutta la mia vita e voi ne paghiate le spese.
Cosa si può pretendere da un'agente di viaggio, che per vivere cerca di vendere il bisogno di partire?
Non perderò tempo in inutili autocelebrazioni per questo ennesimo doppio compleanno. La trovo una delle robe più noiose ricorrenti sul web.
Desidero invece rimettere insieme le sensazioni di un viaggio che ho avuto la fortuna di fare proprio poco prima di Natale, insieme altri 15 amici blogger, nella Sardegna più sconosciuta.
Ospiti della Camera di Commercio di Cagliari e Nuoro, Oristano e Sassari, promotori dell'iniziativa,  siamo sbarcati sull'isola senza sapere cosa aspettarci, e da quel momento la nostra idea di Sardegna non è stata più la stessa.
Pronunci la parola Sardegna e nella tua mente si apre l'immagine di spiagge caraibiche, insenature nascoste e seducenti come una donna in amore, ville fantasmagoriche, sfacciata vita notturna e panfili ormeggiati dietro casa.
Sardegna buen retiro dei Vip del Jet Set, e per una volta mi viene da dire: "che noia".
Ma, e i Sardi dove sono? E soprattutto chi sono?
Giunti a Cagliari in una giornata di sole dicembrino che sfiorava i 20°C, siamo partiti per il Sarrabus, una regione geografica nel sud-est dell'isola. Mai sentito parlare di Sarrabus?
Tranquilli, non siete i soli.
Questa parte di isola, dall'area piuttosto estesa, racchiude i quattro comuni di Castiadas, Muravera, Villaputzu e San Vito.
Tanto per risvegliare ricordi sopiti, forse avrete sentito parlare di Villasimius, rinomata località balneare dai lussuosi villaggi turistici. Purtroppo è una nota dolens, ma quando chiunque racconta quest'isola, lo fa attraverso le sue spiagge e non i suoi paesi.
Giuseppina, la nostra ospite, ci svela il paradosso di cui è prigioniera la sua terra. Tutti arrivano in Sardegna per il suo mare, ma il rapporto tra il mare ed il suo popolo è da sempre combattuto.
L'economia dell'isola tutta è primariamente agricola. Come dire: vivere su un'isola ed chiudersi alle spalle il mare. I sardi non sono navigatori che si sono lanciati alla conquista del mondo attraverso l'acqua. Pochi sono fuggiti per cercare fortuna altrove e l'isola è diventata "isolamento".
La terra è sempre stata generosa ed il mare con i suoi prodotti si è trasformato in risorsa economica soltanto negli ultimi 50/60 anni.
Quindi, pensateci bene quando tornerete in Sardegna e cercherete un ristorante di pesce convinti che se siete su un'isola dovete PER FORZA mangiare una frittura di paranza. Qui non è proprio così.
Ma per accontentare quelli come noi, che alla parola mare associano pescato, ci hanno pensato gli amici della Cooperativa Pescatori di Feraxi (da pronunciare Feraji). All'interno di una laguna dalla bellezza commovente nel comune di Muravera, da meno di un anno è stato aperto un Ittiturismo dove il pesce allevato viene servito freschissimo nei locali della Peschiera.
Lo chef Franco Solinas ha messo a dura prova i nostri appetiti con un carosello di piatti a dir poco incredibili, tutti realizzati con pescato del giorno e che ci hanno viste ripartire tramortite dalla qualità e quantità di quanto assaggiato. 
Quello con Feraxi, è stato il primo e l'ultimo contatto con il mare vissuto durante questo viaggio. Assolutamente indimenticabile ovviamente, ma quasi un elemento "onirico" perché la Sardegna nei miei pensieri adesso ha ben altri colori ed orizzonti.
San Vito è il borgo che ci ha ospitato le prime due notti del nostro viaggio.
Vi racconterò con maggiore dettaglio di questo paese nel prossimo capitolo di questa avventura, perché adesso voglio soffermarmi sull'accoglienza che ci è stata fatta dalle persone di questo luogo.
Alcuni cittadini di S. Vito hanno visto bene di recuperare antiche abitazioni e trasformarle in una sorta di "albergo diffuso" (come va tanto di moda oggi),  realizzando dei b&b di charme che collaborano attivamente l'uno con l'altro come vorrebbe la migliore delle strategie turistiche.
All'interno della romantica Casa Camboni, dove ho alloggiato, siamo state coinvolte in numerose attività in cucina, ma soprattutto non è mancata la convivialità intorno ad una bellissima tavola imbandita come nei migliori giorni di festa.
Osservare donne vivaci ed entusiaste raccontarci i piatti della tradizione con l'orgoglio che brilla negli occhi sorridenti, non ha assolutamente prezzo.
E' in questi momenti che mi sento assolutamente privilegiata e realizzo che aver aperto il blog è stato uno dei regali più belli che potessi farmi.
Anche alcune di noi sono state messe al lavoro...i nostri ospiti non sanno che per noi infilare le mani in pasta è una delle gioie più grandi (e l'espressione di Federica  in photobombing è più che eloquente).
La casa è piena di donne, come doveva essere un secolo fa, e la sensazione è così familiare e confortante che penso di non avere più voglia di andarmene.
Mani che lavorano, braccia forti che mescolano, governano il fuoco, dita agili che ricamano pasta sfoglia come fosse un merletto, occhi accesi, sorrisi. Una serata meravigliosa
Ho difficoltà a darvi l'elenco di tutti gli incredibili piatti che ci sono stati presentati i questa prima cena di benvenuto. La stanchezza del viaggio, le emozioni e le tante persone incontrate hanno tirato un brutto scherzo a questa memoria vacillante.
Ma la sensazione più bella posso dire di averla provata la mattina dopo, durante la colazione, nel silenzio di un borgo addormentato e già baciato dal sole.
Scendere e trovare una tavola imbandita di tantissime cose buone mi ha ricordato la mattina di Natale da bambina. E credo che anche voi mi darete ragione.
Prima di lasciare la casa, ho passeggiato nel piccolo patio interno, circondato da piante sempreverdi e lì, timida e modesta, spiccava l'ultima rosa della stagione. Il migliore buongiorno di sempre.
E ADESSO vi lascio con la prima ricetta, quella di un dolce che ci ha fatte prigioniere appena arrivate. Una torta di casa scoperta a Feraxi e ritrovata a Casa Camboni e che per tutto il tempo trascorso nel Sarrabus ha costituito argomento di accesa conversazione (siamo malate, non ci si può fare nulla).
In primis questa incredibile Sapa.
Che non saprei come definire se non una sorta di caramello liquido ricavato dal succo di diversi frutti: esiste di fichi, di melagrana, di arancia ma credo anche di molti altri frutti. Tutte le donne di questo territorio la fanno in casa quindi non si può acquistare da nessuna parte.
Il procedimento per farla è banalissimo ma quando assaggi il risultato finale, sei afferrato dalla frenesia di metterti subito all'opera.
Con la Sapa, che è sorella della Saba romagnola o del vincotto pugliese, qui ci fanno una torta meravigliosa.
Io ho usato la ricetta di Casa Camboni e posso dire che è assolutamente perfetta.
La condivido davvero con gioia e spero che proverete a rifarla.
SAPA DI ARANCE
1 litro di spremuta di arance filtrata
700 g di zucchero semolato
Versare il succo di arancia in una casseruola dal fondo spesso ed aggiungere lo zucchero.
Mescolare bene quindi accendere la fiamma a fuoco molto dolce.
Far cuocere c.ca 1h30/2 ore senza mai alzare la fiamma e rimestando ogni tanto.
Si formerà costantemente una schiuma in superficie che dovrete rimuovere con una schiumarola.
La sapa sarà pronta quando avrà preso un colore caramello/rame e la consistenza sarà quella del miele.
Il punto di cottura è importante perché se si cuoce troppo a lungo diventa amara e si indurisce.
Tenete presente che una volta fredda la sapa tenderà comunque ad addensarsi.
Si conserva molto a lungo in vasetti di vetro ermetici.
E' stupenda su formaggi stagionati o ricotta freschissima.
Attenzione: crea dipendenza!
TORTA DI SAPA
Per uno stampo da 26/28 cm di diametro
600 g di farina 00
4 uova medie a temperatura ambiente
200 g di zucchero
300 g di sapa di arance
250 ml di olio extravergine (io ho usato Trevi DOP)
2 bicchieri di latte a temperatura ambiente
2 bustine di lievito
2 cucchiai di saporita (misto spezie tipico reperito in Sardegna)
la scorza grattugiata di 1 arancia ed 1 limone non trattati
Montate bene con la frusta elettrica le uova con lo zucchero, fino a che il composto non sia bello chiaro e voluminoso,(almeno una 10na di minuti).
Successivamente continuando a montare, aggiungete la sapa, l'olio, gli aromi e le scorze di agrumi.
Setacciate bene la farina con il lievito ed incorporatelo al composto in 3 tempi, alternandolo con il latte e terminando con la farina. Potete continuare ad usare la frusta o, a scelta, una spatola di gomma.
Imburrate e foderate una tortiera con carta da forno quindi versate il composto e fate cuocere in forno preriscaldato a 180°, per 45/50 minuti. Fate comunque la prova stecchino.
Togliete dal forno e fate raffreddare una decina di minuti, quindi versate la sapa sulla superficie del dolce e cospargetelo a piacere di confettini colorati.
Servite a temperatura ambiente.
Resta morbida per giorni se conservata coperta da pellicola o in una tortiera protetta dall'aria.

domenica 13 gennaio 2013

Cosa c'è di meglio di una colazione a letto per festeggiare un anno che passa?

Due - Raf
Non sono una donna ad "alto mantenimento" (vi ricordate Harry ti presento Sally? Alto mantenimento ma convinta del contrario).
Non sono una da feste a sorpresa (orrore), da pacchetti da scartare per l'occasione, da cene speciali o altre formalità insomma. 
Il compleanno è generalmente un giorno come un altro, reso speciale dagli abbracci teneri e sinceri dell'uomo che amo e della principessa di casa. 
Sono le piccole cose fuori programma, intermezzi inattesi che non richiedono impegno ma che ti fanno sentire privilegiata a regalarmi euforia e buonumore. 
Come una colazione a letto.
Da quanto non ve ne concedete una?
Oggi è il mio compleanno e lo festeggio insieme ad Andante con Gusto, nato anche lui nello stesso giorno due anni fa
La colazione a letto è un grande privilegio: è sinonimo di lentezza, di coccole, è una minuscola vacanza dagli impegni della nostra vita. Qualcosa che ci fa bene perché è un gesto amorevole solo per noi. 
Vorrei che questo mio nuovo anno assomigliasse ad una fragrante colazione a letto. 
Vorrei riuscire a prendere la mia vita con più calma, ridere più spesso delle mie miserie e delle persone stupide, non preoccuparmi troppo delle difficoltà che incontro ogni giorno e saperle affrontare con lo sguardo sfrontato che hanno i bambini pronti alla sfida. 
Vorrei non dimenticarmi di questi propositi.
E poi c'è lui, questo blog. 
Anche per lui auspico un andamento lento, rilassato. L'anno passato è stato intenso e divertente ma ho bisogno di un ritmo diverso e soprattutto di continuare a divertirmi facendo solo quello che mi piace. 
La cosa più bella degli ultimi mesi è stato l'incontro con molte di voi che stanno dietro ad un blog. 
Come dire: le cose più belle succedono sempre fuori di qui! 
Niente torte lussuriose per questo compleanno
Solo un semplice, delizioso e morbido cake all'olio extravergine tanto per ricordarsi che si possono mangiare cose buonissime e sorprendentemente sane. 
La ricetta è stata tratta dal libro "Golosi di Salute" di Luca Montersino, con alcune mie sostituzioni di ingredienti.
Plum Cake all'olio extra vergine d'oliva
Premessa: L'olio extra vergine può essere usato come elemento grasso per moltissime preparazioni di pasticceria. La sua struttura liquida, può essere modificata e resa semi solida, attraverso l'emulsione con parte dei tuorli necessari alla ricetta. Si prepara in pratica una "maionese" che poi verrà utilizzata alla stregua del burro durante la lavorazione del dolce. Questo procedimento è fantastico soprattutto se si vogliono realizzare frolle ma anche una più complessa sfoglia, avendo cura di raffreddare a sufficienza l'emulsione. 
Ingredienti per uno stampo classico da cake (io ho usato 4 mini stampi). 
Per l'emulsione:
75 gr di olio extra vergine d'oliva (io ho usato olio di Taggiasche)
75 gr di olio di semi
30 gr di tuorli
15 gr di uova
Per il cake
210 gr di zucchero a velo
190 gr di albumi
85 gr di uova (cc.a 2 medie)
300 gr di farina 00
60 gr di fecola di patate
12 gr di lievito in polvere per dolci
120 gr di latte di avena (io ho usato latte parzialmente scremato)
20 gr di pasta di limone (io le zeste di un limone biologico)
75 gr di semi di girasole (io granella di nocciole tostate)
75 gr di uvetta sultanina
Con un mixer ad immersione emulsionate le uova intere ed i tuorli in una caraffa alta e stretta, aggiungendo a filo i due oli. 
Trasferite l'emulsione nella planetaria (o impastatrice) e montatela con lo zucchero a velo. Quando l'impasto sarà spumoso, aggiungete a filo le uova intere (precedentemente sbattute) e a seguire gli albumi. Montate a velocità media fino ad aumentare il volume. 
Continuate a montare, aggiungendo la farina, la fecola ed il lievito setacciati, alternando gli ingredienti secchi con il latte. 
Terminare aggiungendo la scorza di limone, l'uvetta precedentemente ammollata in acqua tiepida e la granella di nocciole. 
Versare l'impasto nello stampo imburrato ed infarinato e fate cuocere in forno a 200° per 15/20 minuti (nel mio forno 25). Controllate la cottura con uno stecchino. Lasciate intiepidire e sfornate. 





venerdì 13 gennaio 2012

1 - 45 - 5: Ma che diamo i numeri? No, festeggiamo e giocate con me!

Manon Lescaut - Intermezzo III atto - G. Puccini 
Oggi Giochiamo!
Niente ricette, niente calorie, solo leggerezza e divertimento. Per me il venerdì 13 non ha implicazioni sfavorevoli, anzi dovrei solo esserne felice visto che ci sono nata. Ed oggi si ripete, giusto giusto per il giorno del mio compleanno quindi in poche parole, la perfezione. 
La giornata non è iniziata nel migliore dei modi visto che ho avuto una piccola sorpresa: post scritto in anticipo, pronto, programmato per uscire alle 8.30 ora caffè. Arrivo in ufficio, apro la pagina e NIENTE! Tutto sparito. In realtà è pubblicato: blogger è stato diligente, ma niente testo, niente foto, niente di niente! Cerco la bozza: nulla. Sparita ogni cosa. Allora mi è venuto il dubbio che abbia combinato qualcosa ieri sera tardi, con il mio maledetto dito a banana e invece di schiacciare modifica, ho cliccato elimina! Aghhhhh....tutte le belle paroline scritte, il divertimento, l'impegno..E adesso? Adesso niente, vi beccate sta foto, che era già stata pensata per riderci su, ma che ora è la perfetta metafora del mio inizio giornata. Nonostante tutto mi ci viene da ridere, ma tanto, al diavolo il venerdì 13.
Parliamo di numeri, visto che li ho dati e nel titolo ce ne sono ben 3. 
45 lo avrete capito, è l'annata di questa bottiglia che non so se sia ottima, ma per il momento tiene stoicamente come un Brunello agguerrito e per l'anno che viene è piena di temibili intenzioni. 
1 è il mio numero, la somma numerologica del mio nome e della mia data di nascita, ma anche l'età di questo blog, che mio marito mi ha regalato a suo rischio e pericolo proprio un anno fa, non immaginandone le conseguenze! Quindi doppio compleanno, ma del secondo sono più felice che mai! 
Il 5 è la ragione del nostro gioco. Si, perché avrei voluto festeggiare con un bel Contest, come si usa fare, ma in questo momento non c'è la testa e nemmeno il tempo per preparare quello che mi frulla nel cervellino, quindi aspetterete qualche mese. 
Nel frattempo però un piccolo Giveaway lo faccio volentieri, ma alla mia maniera, ovvero con la musica. Questo gioco non solo vi permetterà di ascoltare uno degli intermezzi d'opera più belli mai scritti, ma anche di rendervi conto che NESSUNO INVENTA PIU' NULLA! I veri geni ormai sono scomparsi o si contano sulla punta delle dita, mentre gli abili scopiazzatori prolificano ed hanno pure successo! Puccini docet. Oltre ad essere uno dei miei compositori più amati, è stato suo malgrado uno degli artisti più scopiazzati nella storia della musica. E per scopiazzo intendo intere frasi musicali, modulazioni, cellule melodiche. Il giochino da me proposto consiste nell'ascoltare il meraviglioso Intermezzo dal terzo atto della Manon Lescaut senza fretta, prendendovi questi 4 minuti di libertà, chiudendo gli occhi e godendo la magnificenza di questo brano FINO ALLA FINE, e poi avere l'illuminazione dello SCOPIAZZO. 
Qui vi spiego il significato del numero 5, come la sequenza di note ripetute ed utilizzate dall'autore dello scopiazzo per scrivere l'inizio di un SUCCESSO PLANETARIO. Cinque note delicatissime ripetute sono la cellula melodica da cui è nato un'altro enorme successo. Le riconoscerete, ne sono certa. Ma anche se non le riconoscerete, giocate e divertitevi: avrete arricchito il vostro spirito. 
Come dovete fare?
1 - Cliccate su questo video e ascoltate: non c'è bisogno di guardare. Lasciatevi prendere dalla musica. E' l'orchestra del Metropolitan di NY diretta dal grande Levine, una delle più belle registrazioni presenti in rete (nonostante manchi il solo iniziale del violoncello). 
2 - Appropriatevi del banner e piazzatelo sul vostro bloggino linkandolo a questo post
3 - Scrivete qual'è secondo voi il pezzo che ha scopiazz...ehm tratto ispirazione dall'Intermezzo di Puccini divenendo parte di un successo planetario, o comunque la vostra risposta, qualunque essa sia, 
4 - NON sbirciate le risposte delle amiche prima di voi, cercate di divertirvi un po' comunque!
5 - Aspettate il 31 gennaio, quando scadrà questo Giveaway
6 - Tenete incrociate le dita per l'estrazione con il sistema random della mano di mia figlia che fruga nel sacchetto dei bigliettini ed estrae il fortunato
7 - Attendete l'arrivo del premio via posta
I PREMI SONO BEN 2: il primo per chi indovina per prima LO SCOPIAZZO e fornisce la risposta esatta (e che naturalmente mi riempirà di orgoglio!) ed il secondo estratto a sorte tra tutte le risposte esatte e sbagliate che hanno partecipato e che andrà al fortunato possessore di un lato B imponente!
1 PREMIO: all'orecchio più acuto e perspicace
Il libro della grande cucina senese: AAVV - Headbook editore.
Un libro che raccoglie oltre 100 ricette della tradizione gastronomica della mia città, realizzate dagli chef dei maggiori ristoranti, osterie e trattorie locali, in maniera moderna e assolutamente personale. Un libro che non è solo un ricettario, ma una guida alla gastronomia senese, realizzato in maniera molto accattivante, con foto splendide del mio amico Bruno Bruchi. Sono certa che lo apprezzerete. 
2 PREMIO: al lato B più agguerrito
Una coppia di coloratissime e deliziose casseruole monoporzione La Tognana, con coperchio - Linea Forme - per le vostre cenette a lume di candela. Purtroppo non ho la foto e non vi dirò i colori. Dovete fidarvi sulla parola. 
A questo punto non mi resta altro che dirvi: Giocate! sperando che partecipiate numerosi alla mia festa. Tanti auguri a me ed a voi che mi seguite sempre con affetto e simpatia e che mi fate sentire fortemente parte di una grande famiglia allargata! Patty