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lunedì 12 settembre 2011

10 Anni e un giorno: voi dove eravate?

New York state of mind - B. Joel
Soltanto Ieri sera, tornando a casa da una giornata piena sul Monte Amiata in un'estate ancora prepotentemente presente, mio marito ed io abbiamo realizzato che fosse l'11 settembre. Non so come succeda, ma nel week end ci dimentichiamo di date, orari, ricorrenze varie e lasciamo la mente allo stato brado per cercare di recuperare un po' di quella tranquillità a cui tutti aneliamo. 
Ci siamo guardati con l'espressione di chi non può credere che siano già passati 10 anni e per un momento siamo restati in silenzio. Eppure il ricordo di quel giorno è per entrambi fortissimo perché lo abbiamo vissuto, anche se indirettamente, da molto vicino. New York è una città che amiamo profondamente, dove abbiamo amici, ricordi bellissimi e dove torniamo il più spesso che possiamo. E' il luogo dove ci siamo incontrati dopo 3 mesi di lontananza quando, ancora fidanzati, lui studiava inglese in Canada ed io promuovevo vini italiani all'estero. E grazie ad un evento proprio a N.Y., ci siamo ritrovati lì, come dentro un film, emozionati e sperduti, lui con un mazzo di rose rosse nella hall di un Hotel troppo lussuoso, ed io al mio primo viaggio oltreoceano con una delegazione di caciaroni al seguito. E' il luogo del nostro viaggio di nozze: la data della foto scattata sulla terrazza panoramica delle torri gemelle porta 11/09/96. Quando realizzai la coincidenza, anni dopo, mi vennero i brividi. 
L'11 settembre di 10 anni fa, mio marito era in partenza per Toronto per un evento. La mattina stessa a Fiumicino per svariate coincidenze, diversi voli intercontinentali subirono dei ritardi. Mio marito, che sarebbe dovuto partire a mezzogiorno, alle 2 del pomeriggio era ancora in aeroporto in attesa di notizie del suo volo. Io, dal mio ufficio, con il pancione di 4 mesi, chiamavo il mio corrispondente in Canada per avvisare del ritardo e questa mia amica mi informò in lacrime che stava accadendo una tragedia, che un aereo era appena piombato su una delle Twin Tower e che non poteva credere ai suoi occhi. La notizia non era ancora rimbalzata in Italia, ma dopo circa mezz'ora ricevetti la telefonata di mio marito che stava per tornare a casa e che non sarebbe partito perché il volo era stato appena annullato. La sera stessa a casa, ricordo me stessa sul divano, inebetita davanti alla televisione che ripeteva senza soluzione di continuità, i video dell'impatto ed il crollo delle torri. 
Rientrando a casa ieri sera, la programmazione Sky ha omaggiato N.Y. con una rassegna dei più bei film la cui location è una N.Y. da coccolone, ancora spavalda, dolorosamente bella, incurante della morte come un ventenne che ha il vizio dell'immortalità: "Colazione da Tiffany; Harry ti presento Sally; Manhattan; NewYork NewYork.... Avete presente? Su ognuno di questi film ci sarebbe da parlare per ore, ma alla fine quello che ti resta dentro è la presenza di lei, questa città bella come una donna innamorata, che ha cominciato da subito a leccarsi le ferite ma che ha perso l'innocenza come purtroppo molti di noi dopo quel giorno. E voi, mi raccontate dove eravate e cosa facevate 10 anni fa? 
Avrei voluto postare un N.Y. cheese cake per un omaggio monografico, ma credo che una pie come questa possa essere comunque un degno rifermento. E' proprio la classica pie alla Nonna Papera, con il ripieno ricco di frutta, in questo caso mele Granny e more dolcissime a smorzare l'acidulo delle mele. Ho avuto serie difficoltà a fotografarla, ancora calda, per il profumo irresistibile. Ho usato la famosa tortiera per pie comprata a Londra, di cui potete vedere foto in basso: fantastica, la torta si stacca che è un piacere. Peccato che poi, nel trasferirla sulla gratella per farla raffreddare, mi è caduta è si è sfrantumata in mille pezzi scoprendo un cuore rosso sangue! La fetta che vedete, è uno dei pezzi più grandi rimasti. Non ho pianto, ma quasi. 
Ecco gli ingredienti per uno stampo da 26 cm. Il mio era più piccolo e mi è avanzata della pasta con cui farò delle crostatine. 
- 6 mele Granny Smith
- 200 gr di more
- 400 gr di farina
- 180 gr di burro
- 220 gr di zucchero
- 1 uovo
- acqua fredda q.b
- 50 gr di amaretti secchi
- il succo e la scorza di un limone non trattato
- latte
- un pizzico di sale
- burro e farina per lo stampo.
Impastate con la foglia dela vostra planetaria (altrimenti usate un mixer), la farina mischiata con lo 100 gr di zucchero ed un pizzico di sale, il burro freddo a pezzetti, fino ad avere un composto sbriciolato. Aggiungete l'uovo e la buccia di limone grattugiata e continuate ad impastare aggiungendo acqua gelata con un cucchiaio fino a che non ottenete una bella palla che avvolgerete con una pellicola e mettere in frigo per almeno mezz'ora. Nel frattempo sbucciate le mele e tagliatele a fettine, quindi bagnatele con il succo di limone per non farle annerire. Dividere la pasta e metà e stendetela su una spianatoia, foderando la vostra tortiera precedentemente imburrata e infarinata. Se non avete uno stampo da pie, usate uno a cerniera. Bucate la pasta con una forchetta e cospargete il fondo con gli amaretti sbriciolati.
Unite le more alle mele, mescolate delicatamente con un cucchiaio e mettete il tutto nel vostro guscio di pasta. Coprite con la metà restante di pasta stesa e bucatela con una forchetta o se gradite, con dei piccoli decori fatti con un tagliabiscotti. Pizzicate il bordo per sigillare bene la torta e spennellate la superficie con un po' di latte, cospargendo generosamente con lo zucchero restante. Cuocete nella parte bassa del forno per 40 min. a 180° e fornate quando la superficie sarà ben dorata. Lasciate intiepidire e servite magari con una pallina di gelato alla vaniglia. Un abbraccio.
Con questo post, partecipo con piacere alla sfida di Aboutfood "Riaccendiamo il forno"