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mercoledì 12 febbraio 2020

Chicken Nuggets con broccoletti di Custoza: fateveli da soli!

Sisters are doin' it for themselves - Eurythmics
Si, proprio loro: quei cosetti dorati e croccanti che vi fanno l'occhiolino dal menù del vostro fast food preferito.
Perché, confessiamolo una volta per tutte: anche noi, donne che cuciniamo, ogni tanto ci facciamo comprare dal fast food.
Le ragioni sono molteplici.
Una per tutte è che se avete figli, che siano piccoli o adolescenti, non potrete non andarci almeno una volta nella vita.
Da che, durante quella prima esperienza succederà questo: con il cibo ingurgitato assumerete anche  un cip che si istallerà in qualche non ben identificata zona del vostro cervello e che ogni tanto manderà segnali di necessità. "Patatine fritte le vogliooooo" oppure "supermega hamburger multipiano con vergognosa dose di salse lo voglioooo" e via andare.
Fino a che non resisterete e ci tornerete ancora, e ancora e ancora.
Insomma, una specie di Corona Virus, ma parecchio più pericoloso.
Si può resistere e si sopravvive, garantito, soprattutto se utilizzerete questa strategia: FATEVELI DA SOLI!
Lo so che si chiama Fast Food perché si fa veloce, sia a ordinare che a mangiare, ma guardate che non è mica poi così impegnativo farci dei Chicken Nugget come il Cielo comanda con le vostre manine.
Questi poi, sono da urlo.
Con un ingrediente un po' particolare: questi broccoletti di Custoza presidio Slow Food, che è adesso nella sua stagione migliore.
Il broccoletto di Custoza l'ho scoperto un anno fa, durante l'ultimo raduno dell'Mtc avvenuto sul Lago di Garda grazie alla fantastica organizzazione di Cinzia, che ci ha fatto fare un viaggio tra le meraviglie della sua terra.
Mi sono ritrovata al centro di un campo di queste crucifere meravigliose a scattare foto come una pazza e immediatamente dopo, a farne una scorpacciata senza precedenti in un ristorante locale.
L'ho trovato così favolosamente delizioso, tenero, caratterizzato da un tono amaro appena accennato che ricorda alla lontana le cime di rapa.
I suoi cuori fritti sono una delle robe più dannatamente buone mai assaggiate.
Non ho potuto esimermi di portarne con me alcuni cespi che ho poi cucinato in svariati modi.
Ebbene si, questa ricetta ha atteso un anno prima di essere pubblicata ma spero che vorrete dargli una possibilità e soprattutto che vi faccia venire curiosità per questo stupendo prodotto.
Per saperne di più potrete anche consultare la raccolta di ricette realizzata dal Calendario del Cibo Italiano nella giornata a lui dedicata.
Ingredienti per 4 persone
500 g di petto di pollo
2 cuori di broccoletti lessati - c.ca 80 g da cotti - tritati grossolanamente
1 uovo grande sbattuto
un cucchiaino di mostarda in polvere tipo Colman's
pan grattato qb
pepe nero macinato fresco
sale qb

Per la panatura
Pan grattato non troppo fine
farina qb
1 uovo sbattuto
fiocchi di sale Maldon

Olio extravergine per friggere (frittura profonda).
  • Tritate la carne in un mixer. Versate il tutto in una ciotola ed aggiungere i broccoletti tritati, le uova, la mostarda in polvere, il pan grattato, pepe e sale ed impastare bene con le mani in modo da amalgamare bene l'insieme. Se sentite che l'impasto è troppo molle, aggiungete ancora poco pane grattato. Formate delle pepite lunghe 5/7 cm e leggermente schiacciate e mettetele a riposare su un piatto, in frigo per un'oretta. 
  • Una volta ben freddi, preparate la panatura. Passate le pepite nella farina senza che ne rimanga troppa attaccata, passatele nell'uovo sbattuto quindi avvolgete bene nel pan grattato. Mentre fate questa operazione, mettete a scaldare l'olio in una padella di ferro a bordi alti per frittura profonda. Portate la temperatura a 180° quindi cominciate a friggere 4 o 5 pepite alla volta, in modo che non si affollino e non abbassino la temperatura dell'olio. 
  • Scolatele bene su carta assorbente, cospargetele con fiocchi di sale Maldon e servitele immediatamente ben calde, magari accompagnate dalle vostre salse preferite fatte in casa. Vi consiglio questa maionese di carote, facile e leggera. 
Se poi volete accompagnare i vostri Chicken Nugget con un contorno saporito ed in tema, potrete preparare questi cuori di broccoletti di Custoza, glassati al miele e melassa di melograno.
Ricetta veloce e facile: pulite i vostri broccoletti separando i cuori dalle foglie più grandi e lessateli per 7/8 minuti in acqua bollente salata.
Asciugateli e tagliateli a metà lungo la lunghezza.
In una larga padella fate scaldare due cucchiai d'olio con un cucchiaino di miele e melassa di melograno. Adagiate i broccoletti sul lato del taglio e fateli glassare a fiamma vivace, fino a che non saranno lucidi e dorati. Serviteli subito salando al momento.

mercoledì 18 dicembre 2019

Tartine con mousse di avocado e salmone: le cene con chi vuoi.

Christmas lights - Cold Play
Il mio Natale sarà viaggiante come al solito.
Non ricordo di avere trascorso molti Natali in casa mia: succede che proprio quando tutto si trasforma in una tana accogliente e piena di atmosfera, a me tocca lasciarla....abbandonare le sue lucine, le candele profumate, il forno che lavora indefesso, il mio divano con la copertina d'ordinanza.
Non sarebbe assolutamente grave se lo scambio non fosse così, diciamo, impari.
A partire dal calore della casa che ti costringe ad indossare mute da esploratore Artico per l'intero soggiorno.
Ma vabbé, cerco di far buon viso a cattivo gioco e mi dico che tanto a casa mia devo tornare.
Peccato che quando lo farò, il Natale sarà già passato.
Il vecchio adagio recita: Natale con i tuoi.
Però nessuno mi impedisce di fare le prove generali della festa, con le mie amiche del cuore, le mitiche "Quattroquarti" di cui ho già ampiamente parlato in questo blog.
Domani sera festeggeremo il nostro Natale, con tanto di mariti e figliolanza al seguito, in una tavolata vociante ed allegra su cui ognuna di noi metterà una parte di sé.
Niente ristoranti: solo casa.
Calda, luminosa e accogliente come ogni casa delle feste deve essere.
Dire che non vedo l'ora è poco.
Per il resto, cerchiamo di resistere. Passerà anche questo Natale come sempre.

La ricetta di oggi è di una facilità imbarazzante oltre che velocissima.
La raccomandazione è quella di prepararla poco prima di servire perché l'avocado ha la capacità di ossidarsi alla velocità della luce. Quindi che non vi venga in mente di preparare la mousse in anticipo e lasciarla in frigo per ore perché troverete un composto nero ed orribile a vedersi (nonostante il sapore - se ve lo dico è per esperienza personale). 
Al massimo vi concedo una mezz'oretta di anticipo, non oltre.
E non mi dite che è difficile perché mi arrabbio.
Buon cin cin! 

INGREDIENTI PER 4 PERSONE 
6 fette di pan brioche alle noci o integrale o di segale
200 g di salmone affumicato
1 avocado a giusta maturazione
1 cucchiaio di succo di limone
50 g di formaggio cremoso tipo quark
2 cucchiai di panna fresca da cucina
sale – pepe nero macinato fresco
rametti di aneto fresco per decorare
  • Tagliate in due l’avocado con un coltello affilato, apritelo, eliminate il nocciolo e prelevate la polpa con un cucchiaio scavando bene. Mettete la polpa in un mixer con lama ed aggiungete il limone, il formaggio, la panna, il sale e pepe. Frullate il tutto fino ad ottenere una crema liscia e vellutata. Assaggiate. Se necessario aggiungete ancora poco limone e aggiustate di sale e pepe.
  • Inserite la crema in un sac a poche con bocchetta a stella e mettete la mousse a riposare in frigo nel tempo che preparate le tartine (nota bene – l’avocado si ossida velocemente. Queste tartine vanno preparate e servite nell’arco massimo di mezz'ora altrimenti la mousse diventerà scurissima).
  • Con degli anelli coppapasta di 5 cm di diametro, ricavate delle tartine dalle fette di pane che avrete preventivamente tostato. Appoggiate i dischetti sul piatto di portata e decorateli con il sac a poche realizzando delle corone di mousse su ognuna tartina. 
  • Con un coltello affilato, tagliate delle striscioline non più alte di 1 cm e lunghe 4 cm che arrotolerete su se stesse formando una rosellina che andrete a piazzare al centro della corona di avocado. Rifinite appoggiando un rametto di aneto sul salmone. Servite immediatamente.


mercoledì 11 dicembre 2019

Crema spalmabile di...Ricciarelli: alla golosità non c'è mai fine.

All I want for Christmas is you - Cover 
Si, lo so, è pura follia.  
Ma non è colpa mia.
E' che certe volte mi ascolto parlare, e da affermazioni assurde tipo "sono così buoni che me li spalmerei addosso", si accendono lampadine che sembrano fari da stadio.
Isabelle Allende, aveva un altro modo di riferirsi al cibo che però, un po' si avvicina a questa mia fantasia malata, solo che lei avrebbe messo Antonio Banderas sopra una tortilla messicana in un bagno di guacamole...forse aveva ragione lei.
Per certe fantasie bisogna essere diversamente energici ed io in questo periodo mi posso permettere solo di alzare un cucchiaino. 
Comunque, nonostante la stanchezza del momento, la testa continua la sua irrefrenabile giostra e quando mi è stato chiesto dalla CNA Food and Tourism di Siena, di inventarmi una ricetta a base di Ricciarelli, sono quasi inorridita.
Trasformare i Ricciarelli in qualcosa di diverso? Ma non esiste.
Sono talmente buoni che ne mangerei una carretta, e se possibile me li spalmerei addosso...
Ecco, così nascono certe deviazioni, fastidiose come una malattia, disturbanti come una zanzara nell'orecchio in fase Rem, odiose come un tormentone musicale.
Ero per passare, confesso.
La sfida, per semplici motivi di coerenza e legame alla tradizione, mi sembrava una blasfemia.
Poi quella strana idea, che si fa spazio e solletica la curiosità e piano piano prende forma.
Per un momento ho avuto paura di sprecare un tesoro: i Ricciarelli deliziosi del Forno di Ravacciano, erano lì che aspettavano la mia bocca inermi e morbidi come una nuvola. Perché rovinare tutto?
Già, perché?
Se volete scoprire la storia e la ricetta tradizionale dei Ricciarelli di Siena, potrete andare a leggere sulla pagina ufficiale del Calendario del Cibo Italiano, che oggi ne celebra la giornata Nazionale.
Premetto: se vi regalano una confezione di Ricciarelli freschi, e per freschi intendo di Pasticceria o di Forno provenienti da SIENA, e non quelle confezioni industriali da pacco aziendale che stallano per mesi e a volte per anni in dispense dimenticate, mangiateli! Mangiateli così, godeteveli in purezza, dopo un caffè, con un bicchierino di Vin Santo, o da soli, davanti ad un bel film romantico.
Siatene gelosi, non fateli invecchiare.
Ma se, eventualmente, vi capitassero sotto mano dei Ricciarelli industriali, o i vostri deliziosi artigianali siano diventati secchi perché vi siete dimenticati dove avevate messo la scatola (è possibile? boh), allora fatevi questa crema spalmabile e mi direte.
La prima raccomandazione è utilizzare dei Ricciarelli che non siano morbidi.
Devono avere perso la loro umidità ed asciugarsi. Nel caso siate irreparabilmente sadici, seccateli un poco in forno a 100° per qualche minuto. Fate poi raffreddare bene il tutto.
Usando i ricciarelli industriali, con la lama di un coltello abbiate cura di togliere lo strato di zucchero a velo cristallizzato sulla superficie.
Il resto, è di una facilità imbarazzante.

Ingredienti per un vasetto da 200 g
100 g di Ricciarelli
30 g di miele di agrumi
65 ml di latte intero
60 g di cioccolato bianco
30 ml di olio di mais
la scorza grattugiata di un'arancia non trattata
  • Frullate i ricciarelli fino a ridurli in polvere fine e versateli in una ciotola. Aggiungete il cioccolato bianco che avrete grattugiato finemente. Mescolate bene. 
  • Aggiungete la scorza di arancia grattugiata. 
  • In una piccola casseruola scaldate il latte con il miele e fate cuocere fino a che il miele non sarà completamente sciolto. Il latte dovrà arrivare a fremere. A questo punto versatelo sulla farina di ricciarelli e mescolate bene fino a che il latte caldo non avrà sciolto il cioccolato, ottenendo una crema morbida. 
  • Aggiungete a filo l'olio e mescolate ancora bene per qualche istante fino a che tutto non sia molto omogeneo. Versatela in un vasetto sterile e lasciate raffreddare completamente. 
  • Mettete in frigo. La crema acquisterà una consistenza più densa e voluttuosa. Consiglio di lasciarla riposare almeno un giorno in modo che tutti gli aromi si sposino armoniosamente. Si conserva una decina di giorni tenuta al fresco.
Potrete spalmarla su del pan brioche tostato, potrete farcire dei Linzer al cacao oppure degli Alfajores, potrete riempirci delle crostatine di frolla sottile e aggiungere dei frutti rossi che fanno tanto Natale, oppure potrete mangiarvela così, a cucchiaiate, che è tanto ma tanto più facile e veloce! 
In ogni caso, è strepitosa! 

martedì 3 dicembre 2019

Panpepato Florentine al burro salato: il Panpepato, quello vero!

I saw Mommy kissing Santa Claus - Jackson Five
Sotto l'albero son stato
all'ascolto nella notte
ma dal buio del camino
solo odore di ballotte
Mi incantavo alle lucine 
che brillavano sfacciate,
esprimevo un desiderio
e scartavo cioccolata.
Prima o poi lui scenderà,
ed io son nascosto bene.
I pacchetti lascerà,
stare muto mi conviene.
Ma il silenzio nella casa
mi ha sorpreso a tradimento
lì sdraiato a pancia in giù
proprio sopra il pavimento
La mia mamma mi ha svegliato
piano piano con un bacio,
perché mi ero addormentato
come un gatto sul panpepato.

(Poesia di Natale, ispirata da mia figlia Alice).
Sul tavolo di Natale delle case senesi, due sono i dolci che fanno la differenza e a volte, dividono le famiglie: Panforte e Panpepato.
Il Panforte è per tutti; il Panpepato per gli intenditori.
Il Panforte garba anche ai bambini; il Panpepato è guardato con sospetto e se lo mangi, ormai sei grande.
Il Panforte è dolce, avvolgente, fruttato e mieloso.
Il Panpepato è spezia, cacao, pepe e un viaggio lontano.
Il Panforte è di chi vuole sentirsi a casa.
Il Panpepato degli avventurieri.
Entrambi non hanno nulla a che vedere con quelle rotelle rinsecchite avvolte in carta colorata, che vi è capitato di trovare da piccoli sotto l'albero e che non avete mai provato ad assaggiare.
E quando finalmente lo avete fatto, avete detestato talmente quei dolci che nella vostra testa è rimasta una sola condizione: "Mai più".
Ecco, prima di tutto, se vogliamo parlare di Panpepato, dobbiamo dire una cosa: assaggiate quello vero!
Giolisca, entusiasta pasticcera e Jolly del Forno di Ravacciano, con il suo Panpepato. 
Un viaggio nel vero Panpepato l'ho fatto anche io, grazie alla Cna di Siena che insieme ad uno sparuto gruppo di blogger da tutta Italia, ci ha permesso di incontrare alcuni dei più interessanti artigiani della città, primo fra tutti Il Forno di Ravacciano.
Un'azienda di totale gestione familiare ormai da tre generazioni, che ha iniziato l'attività oltre 50 anni fa con un piccolo forno servendo la clientela locale e che adesso distribuisce i suoi prodotti in tutta la provincia.
L'intera mattinata al forno di Ravacciano, mi ha fatto guardare i dolci della mia città da una nuova prospettiva e con un occhio più affascinato e grato.
L'entusiasmo e l'amore per il proprio lavoro così evidente in  Giolisca e Fabio, giovane coppia anche nella vita, si riversa nella qualità del loro prodotto,  grandemente apprezzato dalla cittadinanza: oltre 50 tipi di pane diversi incluse pizze e focacce, dolci per la colazione, Ricciarelli, Pan co' Santi, Panforte, Cavallucci, Panpepato, torte di compleanno, biscotti, e molto altro.
Nel Calendario del Cibo Italiano, oggi è la giornata del Panpepato: vi invito ad andare a leggere la storia ed i segreti di questo straordinario dolce senese.
Quello che invece abbiamo potuto fare noi, blogger golosi, è stato sperimentare cercando di trasformare uno spicchio di Panpepato, in un nuovo piatto, dolce o salato che sia.
Priva di fantasia e guizzi creativi, la sottoscritta si è limitata a realizzare delle semplici Florentine, dolci di origine francese caratterizzati dal uno strato sottile croccante costellato da frutta secca ed da una glassatura di cioccolato fondente molto amaro a contrastare la dolcezza della cialda.
Ho pensato di sostituire completamente la frutta candita con dadini di Panpepato, lasciando una manciata di Cranberries che conferiscono acidità e freschezza, ma sostituendo le tradizionali mandorle sbianchite, con mandorle salate e tostate insieme ad un bel pizzico di sale Maldon nell'impasto di burro.
Il Panpepato regala un meraviglioso "effetto Natale" al biscotto, grazie al profumo della spezia, in particolare della cannella e noce moscata, ed il sale rende l'insieme decisamente ruffiano, elegante e ultragoloso.
La sorpresa più grande è stata sentire il consorte, giudice implacabile e nemico giurato dei dolci, affermare che è impossibile resistere ad un dolce così.

Ingredienti per 18 Florentine
50 g di burro
50 g di zucchero demerara
50 g di golden syrup
50 g di farina 00 setacciata
50 g di panpepato tagliato a dadini piccoli
30 g di cranberries
25 g di mandorle con pelle tostate e salate, sminuzzate
25 g di mandorle a lamelle
Un generoso pizzico di sale Maldon in fiocchi
200 g di cioccolato al 70%
  • Preriscaldate il forno a 180°. Foderate 3 teglie con carta da forno.
  • Mettete il burro, lo zucchero, il golden syrup ed il sale Maldon in una casseruola a fondo spesso e fate cuocere a fuoco dolce fino a che il burro non sia completamente  sciolto. Fate ruotare la casseruola mentre cuoce, in modo da sciogliere uniformemente anche lo zucchero ed ottenere una consistenza caramellosa. 
  • Mentre questo si scioglie, mettete il resto degli ingredienti, farina, panpepato, frutta secca, in una ciotola e mescolate bene. Togliete il composto di burro dalla fiamma e versatelo sugli ingredienti e con un cucchiaio mescolate con cura per ottenere una massa uniforme e lucida.
  • Con un cucchiaino da caffè, formate le Florentine, ricavando un mucchietto di impasto che sistemerete sulla teglia (6 per ogni teglia) ben distanziato dagli altri. Durante la cottura i mucchietti si allargheranno e diventeranno molto sottili. 
  • Cuocete dagli 8 ai 10 minuti (prestando attenzione al forno - cominciate con 8 minuti - perché si bruciano con facilità). Dovranno diventare di un bel colore caramello dorato 
  • Lasciate raffreddare le Florentine qualche minuto prima di sollevarle con una spatola di metallo e sistemarle su una griglia. Raffreddandosi diventeranno croccanti. 
  • Una volta fredde potrete passare alla glassatura con il cioccolato. Se volete farlo in un altro momento, sistemate le Florentine in una scatola ermetica per non far prendere loro umidità. 
  • Per la copertura, dovrete temperare il cioccolato e potrete farlo con semplicità con il metodo dell'inseminazione. Tritate metà del cioccolato e fatelo sciogliere a bagnomaria controllando con un termometro che raggiunga la temperatura di 50°. A quel punto togliete la ciotola dalla casseruola, aggiungete il resto del cioccolato che avrete tritato molto finemente, e fate abbassare la temperatura a 28°, mescolando con una spatola per facilitare l'operazione. Quando il cioccolato sarà pronto avrà raggiunto quella temperatura, riportatelo a 31° su un bagnomaria molto delicato e sempre mescolando. A quel punto potrete glassare i vostri biscotti. 
  • Con un cucchiaino versate sul retro della Florentine la quantità giusta per coprire la superficie in uno strato di un paio di millimetri. Attendente che si sia leggermente rappreso e con una forchetta, disegnate delle onde o decorate come preferite. 
  • Lasciate raffreddare completamente prima di chiuderli in una scatola e servirli con un ottimo caffè o vino dolce. 

lunedì 29 ottobre 2018

Torta di Spaghetti per Starbooks

Life in technicolor - Coldplay
Ultima ricetta del mese di Ottobre per Starbooks.
E siccome il libro di Melissa Clark non prevede dolci, ho deciso di fare la sua Carbonara Spaghetti Torte, così, tanto per non perdere l'allenamento.
Questo è un piatto sfiziosissimo che con qualche accorgimento potrebbe diventare perfetto anche per una cena di Halloween, metteteci un po' di immaginazione!
In ogni caso, come sempre, per avere la ricetta e scoprire tutti i segreti, dovrete andare a leggere il post ufficiale sul sito Starbooks.
Vi auguro una settimana piena di energia e non troppo "umida".
Buon lunedì.


venerdì 26 ottobre 2018

Riso Biryani con gamberi e verdurine arcobaleno: che fatica fare la spesa.

Over the Rainbow - Eva Cassidy
La parte più divertente del cucinare, spesso è andare alla ricerca degli ingredienti.
Fare la spesa è un po' come una caccia al tesoro e la lista che ci portiamo dietro quando entriamo in un negozio della grande distribuzione, finisce con l'allungarsi deragliando verso prodotti di cui non abbiamo bisogno, presi solo dalla frenesia di provare.
Per quanto mi riguarda, andare a fare la spesa è quasi sempre fonte di angoscia.
Spesso sono sola, perdo intere mattinate tra spostarmi in macchina, girare come una pazza tra corridoi e scaffali che sembrano dotati di vita propria (ma perché ogni tanto gli cambiano posizione?) e finendo col dover trasportare con la "potenza dei bracci" tutti i pesi per i tre piani del palazzo in cui vivo, casse d'acqua incluse.
Insomma, capite ammé.
Più di una volta ho pensato a quanto mi piacerebbe vedermi recapitare a casa tutto il necessario per il menù settimanale senza muovere un dito, ed è anche per questa ragione che confesso di avere il congelatore stipato di roba non solo preparata da me, ma già surgelata e pronta da usare.
In particolare verdure e pesce, possibilmente al naturale perché più semplici da trasformare in qualcosa di buono.
In questi giorni mi sono trovata tra le mani il catalogo bofrost* ed ho messo in pratica il desiderio di fare la spesa seduta da casa.
Appena sposata, con mio marito ci divertivamo a farci recapitare a casa da questa azienda ogni tipo di ghiottoneria, dai dolci ai gelati, fino alle pizze, quindi conoscevo già la qualità dei loro prodotti. All'epoca (parlo di almeno 15 anni fa) era praticamente un servizio ancora a porta a porta.
Si sceglieva da catalogo e si lasciava l'ordine al corriere.
Alla consegna dei prodotti, potevi lasciare l'ordine successivo e così via.
Adesso, ho fatto l'ordine direttamente sul loro sito, scegliendo diversi preparati al naturale tra cui delle code di gamberoni ed un wokmix di verdure arcobaleno (taccole, germogli di fagiolo, carote arancioni, gialle e viola), ho indicato il giorno e l'ora della consegna e, tadaaaa....il corriere è arrivato puntuale ed io sono scesa in tuta e ciabatte a prendere il tutto.
Ma la vita, non potrebbe essere sempre così facile?
Dalla spesa consegnata direttamente a casa è nato questo piatto.
Un Riso Biryani con verdure colorate e code di gamberi.
La Biryani è una miscela di spezie indiana composta per lo più da cannella, chiodi di garofano, pepe nero e cardamomo, a cui va aggiunto del Garam Masala, semi di coriandolo e curcuma.
Io ho la fortuna di avere una miscela che arriva da Singapore grazie a quella gran maga delle Spezie di Alessandra, e l'ho voluta provare in questo piatto.
So però che non è difficile da trovare nei negozi di prodotti etnici.
La miscela di spezie viene spesso utilizzata con riso basmati e verdure (le più svariate a vostro piacimento), ma può essere arricchita anche da pesce, in particolare crostacei.
Reperita la spezia, la preparazione è decisamente facile e veloce e qui vi lascio la mia ricetta.
Liberamente interpretata.

Riso Biryani con gamberi e verdure arcobaleno 
Ingredienti per 4 persone
200 g di riso Basmati
600 g di Wokmix arcobaleno
500 g di code di Gamberoni
1 porro
3 cucchiaini di mix spezie Biryani
1 cm di zenzero fresco grattugiato
una manciata di prezzemolo tritato
olio extravergine qb
sale qb
  • Togli le code di gamberone dal freezer 1 ora prima di cominciare a cucinare e lasciale scongelare a temperatura ambiente. 
  • Fai bollire abbondante acqua salata in una casseruola e cuoci il riso Basmati secondo le indicazioni della confezione (in genere una decina di minuti). Scolalo accuratamente e lascialo raffreddare da parte. 
  • Affetta finemente il porro anche nella parte verde e mettilo in un wok con due cucchiai di olio extravergine e lo zenzero grattugiato finemente. Aggiungi il mix di spezie e fai passire il porro a fiamma dolce, magari aggiungendo un cucchiaio d'acqua se necessario. Quando il porro sarà passito, versa le verdure ancora surgelate e alza la fiamma facendole saltare per una decina di minuti. Aggiusta di sale. 
  • Toglie le verdure dal Wok. Priva metà dei gamberi della propria coda (l'altra metà ti servirà a decorare i piatti). Versa due cucchiai d'olio nel Wok e fallo scaldare poi fai saltare velocemente i crostacei. Quando saranno pronti, aggiungi le verdure ed il riso e salta il tutto insieme, rifinendo con il prezzemolo tritato. Assaggia ed aggiusta di sale se necessario. 
  • Servi caldissimo rifinendo con le code di gamberoni e peperoncino fresco se gradito. 




mercoledì 17 gennaio 2018

Riso al forno allo zafferano per Starbooks

Sorprendimi - Stadio
Lo Starbooks di questo mese è l'ultimo nato di Jamie Oliver, autore molto apprezzato dal questo gruppo - 5 Ingredients. 
In passato abbiamo esaminato almeno altri 4 suoi libri, sempre divertendoci molto.
Stavolta il tema di questa novità sono ricette da preparare con soli 5 ingredienti, in generale molto facili da reperire. 
La gola mi ha fatto cadere sulla ricetta in fotografia, ovvero un riso allo zafferano cotto in forno. 
Una preparazione facilissima e veloce.
Per sapere cosa ne penso e leggere la ricetta con le note finali, dovete però andare qui, sulla pagina ufficiale Starbooks. 
Una buon ventodì a tutti! 

venerdì 19 maggio 2017

Cestini croccanti con mousse alla bottarga e fragole: gioie e dolori del condomio

It's oh so quiet - Bjork 
Da mesi ormai, dormo pochissimo e di un sonno al limite della veglia.
Ho una stanchezza talmente calcificata che alle 14.00 del pomeriggio, puntualmente, comincio ad avere strane visioni, mi si ribaltano gli occhi nelle orbite ed ho piccole crisi di narcolessia, vale a dire mi addormento mentre scrivo o faccio qualsiasi altra cosa.
Ieri, dopo una mattinata stremante in macchina, sotto il primo caldo della stagione, una volta a casa mi sono concessa mezz'ora di pennica tra le due e le tre del pomeriggio.
Ho steso le gambe sul divano e mente appoggiavo la testa sul cuscino, ho provato una sensazione di tale immensa beatitudine che ho pensato mi avesse baciata la Madonna.
Peccato che qualche attimo dopo, il Diavolo in persona ha trovato il mio numero di telefono e mi ha chiamata.
Riposare il pomeriggio per me è impensabile, visto che il cellulare squilla in continuazione (e non posso spegnerlo, il mio lavoro non me lo consente).
Arrivo alla sera che ho un portamento da "non morta".
Dopo cena mi sdraio sul divano e spero in qualche bel film, di quelli da guardare in famiglia, forieri di bei sogni. E puntualmente mi addormento.
Normale, direte voi. Impossibile, dico io.
Nella vita non mi sono MAI addormentata davanti ad un bel film né generalmente davanti alla tele. Piuttosto me ne vado a letto, perché nonostante sia bello lasciarsi cullare dal blaterare ipnotico del tubo catodico, quando ti risvegli pensi che devi ancora fare tutto e prepararti per la notte.
Ma quando arriva il meraviglioso momento del letto (ahhhh benedetto chi l'ha inventato), e spengo la luce, la consapevolezza di vivere in un condominio si fa agghiacciante.
Immediatamente ricordo che ho dei vicini sordi forte, tanto che il volume del loro televisore raggiunge decibel da drive in.
Vicini sordi e nottambuli perché non vanno mai a letto prima della mezzanotte.
Ed il bello è che quando vanno a letto, manifestano la loro stanchezza lanciandosi in sbadigli che metterebbero in soggezione Shreck ed altri mostri della laguna.
Prima di dormire devono raccontarsi tutta la giornata e la sventura vuole che il capofamiglia abbia la voce di un pastore maremmano (il cane) a cui è scappato il gregge.
Bofonchia a tutto volume, risbadiglia, ribofonchia e poi, finalmente, decide di dormire.
Fino alle 5.45, quando si risveglia con un urlo/sbagliglio che fa vibrare la parete della camera da letto (ebbe si, è adiacente alla nostra), e ricomincia a bofonchiare con la moglie fino alle 7.00, quando, inutilmente, suona la mia sveglia.
Capirete come nonostante tutto, dormire non sia un atto automatico né scontato e che la stanchezza influisca anche sulla voglia di cucinare.
Oggi infatti, per la bellissima Giornata Nazionale delle Fragole, all'interno del Calendario del Cibo Italiano, avrei potuto preparare qualsiasi cosa.
Anzi, ero determinata a ripostare una crostata stupenda fatta agli albori del blog, e di cui sono andate perse le foto quando ho rifatto il layout.
E' la "Nera con fragole" che vi invito a provare, perché se la crostata al cioccolato di Knam vi ha fatto piangere di commozione, questa vi farà ululare di piacere. Garantito.
Ma non l'ho fatta, perché all'ultimo momento mi sono sentita tonica come un budino.
Zero voglia di accendere il forno, zero fantasia.
Per cui oggi vi beccate una NON RICETTA, nata dalla svogliatezza e dalla mancanza di fantasia, e da ingredienti che in genere ho sempre in frigo.
E se vi lamentate ancora che non è facile, vi mangio in un boccone come questi cestini:
Ingredienti per 4 persone

150 g di robiola di capra freschissima
50 ml di panna fresca
3 cucchiaini di bottarga di cefalo in polvere
150 g di fragole fresche
1 piccolo mazzetto di timo limonato
fiocchi di sale agli agrumi
pepe nero macinato fresco
Olio extravergine d'oliva Oliena Dop
1 cucchiaino di aceto balsamico

 2 confezioni di cestini croccanti in pasta di pane (comprati all'IKEA :D)
  • NOTA BENE: QUESTO FINGER VA FATTO E SERVITO, QUINDI PREPARATE MOUSSE E FRAGOLE IN ANTICIPO E RIEMPITE I CESTINI SOLO AL MOMENTO DI SERVIRE PER EVITARE CHE SI "SMOLLINO". 
  • Lavate le fragole sotto acqua corrente, senza togliere il picciolo, per evitare che si rovinino, quindi asciugatele. Eliminate il picciolo e scegliete le fragole dello stesso calibro, non troppo grandi. Tagliatele a fettine spesse 5 mm.  
  • Preparate una vinaigrette con 3 cucchiai di olio extravergine ed il cucchiaino di aceto balsamico. Sbattete bene con una forchetta. Mettete le fragole in una ciotola e versatevi sopra il condimento. Mescolatele bene con delicatezza in modo da condirle. Tenete da parte. 
  • Mettete la robiola in una ciotola e con un cucchiaio mescolatela in modo da renderla cremosa. Aggiungete la bottarga, le foglioline di timo limone, il pepe macinato, due cucchiai di olio extravergine e mescolate il tutto molto bene per renderlo omogeneo. Evitate di salare perché la bottarga lo è di per sé. Inoltre finirete il tutto con fiocchi di sale. 
  • Montate la panna ben ferma quindi incorporatela al composto di robiola. Con delicatezza mescolate l'insieme ed assaggiate. La panna tende ad addolcire il tutto quindi, se necessario aggiungete altra bottarga. Dovrete andare un po' a sentimento, assaggiando il tutto prima di finire il finger. 
  • Mettete la mousse in un sac a poche con bocchetta a stella, e riempite i cestini facendo strabordare la mousse di mezzo cm, decorate con una fettina di fragola ed un capo di timo limonato. Completate con una macinata di fiocchi di sale agli agrumi. 
  • Servite immediatamente, accompagnandolo come ho fatto io, con un Franciacorta Vigna Dorata Satèn a giusta temperatura. Al momento sto sviluppando dipendenza da questo meraviglioso Chardonnay in purezza prodotto a due passi dal Lago D'Iseo. Molto aromatico, con un ricordo di fiori d'arancio e pesca, ma fresco e minerale in bocca.  E' davvero perfetto per un aperitivo fra amici, ma adatto anche a tutto pasto su piatti leggeri e di non grande struttura. 



lunedì 7 novembre 2016

Strudel di verdure colorate: la mia "verza rossa passion"

Beautiful that way -Noa
Confesso una recente e smodata passione per la verza rossa.
Che per me l'autunno e l'inverno siano segnati dalla presenza costante e variegata di crucifere è ormai risaputo, ma da qualche anno ho scoperto lei, la meravigliosa, dolce e croccante verza rossa.
E la infilo ovunque.
Con mio grande stupore, ha finito per piacere anche alla famiglia, forse rassegnata dal mio ennesimo trip di stagione. Si finiscono per trascurare certi ingredienti, in particolare le verdure che tendono alla dolcezza (le carote, le barbabietole, la stessa verza rossa) ostinandosi a cucinarle sempre alla solita maniera, senza pensare che sono una grande risorsa per vivacizzare gli insiemi e dare un bel tocco di colore.
Originariamente avevo voglia di fare una torta salata, poi mi sono detta che questa è la perfetta stagione per gli strudel e l'idea di raccogliere un arcobaleno di verdure dentro un crosta sottile e croccante.
L'unica difficoltà di questo piatto, se c'è, è ottenere una sfoglia sottile, ma la pasta che lavorerete è incredibilmente elastica e potrete ricavare spessori decisamente inaspettati.
Non trascurate le briciole di pane di segale, opportunamente tostate, perché daranno una spinta rustica all'insieme.
Sui formaggi, potrete spaziare.
A me sarebbe piaciuto utilizzare dell'Emmentaler che è veramente buono con ogni tipo di verza, ma avevo a disposizione dell'ottimo provolone piccante a fettine e mi sono lanciata verso quella direzione.
Il risultato finale mi ha entusiasmata, mia figlia ha chiesto il bis ed amici di casa, ospiti imprevisti, hanno sterminato le ultime fette.
Per altre idee sull'utilizzo e preparazione della verza rossa potrete dare un occhiata qui:
- Mafalde con verza rossa e crema di zucca
- Cavolo rosso speziato con pere ed aglio

Ingredienti per 6/8 persone
Per la sfoglia
300 g di farina 0
1 uovo medio
120 ml di acqua tiepida
1 cucchiaino di paprica dolce
2 cucchiai di olio extravergine Castelvetrano Dop
un pizzico di sale
2 cucchiai di semi misti (sesamo bianco, nero, papavero, lino)

Per la farcia
600 g di verza rossa
500 g di zucchine
1 piccola mela verde
1 porro
200 g di fiordilatte
80 g di provolone piccante a fette
2 fette di pane di segale
olio extravergine Castelvetrano Dop
2 cucchiai di aceto di vino rosso
1 cucchiaino di paprica dolce
sale
  • Preparate la sfoglia versando la farina sulla spianatoia e formando la fontana. Al centro versate un cucchiaio d'olio extravergine, la paprica dolce, l'uovo ed il pizzico di sale. Con una forchetta sbattete il tutto e cominciate ad incorporare la farina versando via via l'acqua, fino a quando non starà insieme. A questo punto cominciate ad impastare con energia fino ad ottenere una palla liscia ed elastica. Avvolgete la pasta nella pellicola e fatela riposare nel tempo che preparerete il ripieno. 
  • Lavate ed affettate finemente la verza rossa. Versate due cucchiai di extravergine in una larga padella dove avrete messo il porro affettato finemente e fatelo passire con dolcezza fino a che non sarà morbido (aggiungete un po' d'acqua se necessario). Aggiungete la verza, mescolate con cura, alzate a fiamma media e salate. Aggiungete 2 cucchiate di aceto che farà brillare il rosso della verza e darà una spinta acidula all'insieme e mescolate bene. Fate cuocere coperta per una 15na di minuti, aggiungendo dell'acqua per stufarla. Dopo c.ca 10 minuti dall'inizio della cottura, aggiungete la mela sbucciata ridotta a dadini di c.ca 1 cm di lato e la paprica dolce e mescolate bene. A cottura ultimata, lasciate raffreddare.
  • Grigliate le zucchine su una bistecchiera cuocendole un minuto per lato e tenete da parte.
  • Adesso stendete la pasta che dovrà essere molto sottile. Fate questa operazione su un canovaccio leggermente infarinato ed una volta che avrete raggiunto i 2/3 mm di spessore, dovrete lavorare con le mani, alzando la sfoglia ed allargandola sui dorsi delle vostre mani. Fate attenzione che anche i bordi siano sottili perché al centro si allargherà con estrema facilità ed i bordi tenderanno a restare un po' più spessi. Cercate di ottenere una sfoglia rettangolare.
  • Una volta pronta, procedete alla farcitura: sulla base stendete la verza rossa, quindi sistemate le zucchine grigliate coprendo bene l'intera superficie. Adesso aggiungete i formaggi: il fiordilatte tagliato a fettine o se preferite, sbriciolato (se fosse particolarmente sieroso, strizzatelo bene prima di aggiungerlo), e le fettine di provolone piccante). 
  • Fate attenzione a lasciare un bordo di 3 dita su tutti i lati. 
  • Per ultimo va aggiunto il pane di segale: sbriciolatelo in un mixer con un pizzico di paprica dolce quindi tostatelo in una padella antiaderente con un filo d'olio. Quindi distribuitelo armoniosamente sulle verdure. 
  • Ripiegate verso l'interno i bordi dei lati corti e di quello lungo che possibilmente dovrà essere di fronte a voi, quindi aiutandovi con il canovaccio, arrotolate lo strudel verso il lato lungo non ripiegato. 
  • Fate in modo che la chiusura dello strudel resti al di sotto. Spennellate bene tutta la superficie con olio extravergine e cospargete con i semini in maniera uniforme.
  • Cuocete in forno preriscaldato a 200° per c.ca 35/45 minuti fino a che non avrà un bel colore dorato. Fate intiepidire appena e servite ancora caldo.