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sabato 24 settembre 2016

Gnocchi ripieni di salmone al curry su crema di pisellini speziati per Mtc #59: l'esperimento del Dr. K

Surprise - A chorus line 
Non so chi di voi ricordi il film "L'esperimetno del Dr. K".
Non sono sicura che gli under 30 ma forse neanche qualcuno under 40 sappia di cosa stia parlando perché il film è vecchiotto (1958).
Però sono certa che quelli della mia generazione che l'hanno visto da ragazzini, non possono non ricordarlo con un piccolo brivido se non di terrore, di pura inquietudine.
Il titolo purtroppo, è frutto di una delle solite traduzione infelici all'italiana, ma l'originale dice tutto: "The Fly".
Che poi da questo film nel 1987 sia stato fatto un remake pazzesco (dal grande David Cronenberg) con all'epoca i fighissimi e giovanissimi Geena Davis e Jeff Goldblum, non è  fondamentale visto che la storia è totalmente diversa.
Senza divagare troppo, del film originale io ricordo alla perfezione un'unica scena, l'ultima, quando una vocetta stridula attira l'attenzione dello spettatore verso una ragnatela e la camera zoomma lentamente inquadrando una mosca la cui testa è quella del povero protagonista, il professore dell'esperimento, che grida "Aiuto, aiuto, qualcuno mi aiutiiiiii".
Ecco, questa ricetta è un vero e proprio esperimento.
Che ho nella testa dal giorno in cui è uscito il tema della sfida.
Ovviamente non è un tentativo di teletrasportare la materia con il rischio che uno gnocco si trasformi in un tubero parlante, ma è prima di tutto il desiderio di giocare con ingredienti, forme e sapori come da sempre è lo scopo di questa sfida.
Quando fermenta un'idea, la visualizzo immediatamente nella mia testa.
Ho desiderato da subito preparare gli gnocchi ripieni con salmone, ma l'esigenza di base era quella di poter infilare il salmone crudo in pezzi interi (da cotto si sarebbe sbriciolato), possibilmente filetti, e poter dare agli gnocchi la forma di tronchetti e non le classiche sfere.
Però c'era sempre quella vocina che gridava: aiutatemiiiii...
Chi mi dice che il salmone crudo si cuocerà alla perfezione all'interno degli gnocchi?
E come posso insaporirlo senza cuocerlo preventivamente?
Che stress... Ho continuato a pensarci anche se avevo ormai deciso di lasciar perdere.
L'idea me l'ha data una ricetta di Glynn Purnell, il grande chef di Birmingham, in cui realizzava una sorta gravlax di salmone con curry di estrema semplicità.
Il gravlax è un procedimento con cui si marina il salmone o altro pesce, in una miscela di sale, zucchero e aneto fresco, e successivamente lasciato marinare a lungo in limone ed aromi.
La miscela con cui viene coperta la polpa, finisce col "cuocere" il pesce, conservandolo a lungo, nonostante l'aspetto e la consistenza resti simile a quella del salmone fresco.
In questo caso l'aneto viene sostituito da un curry dal gusto morbido e non piccante e viene saltata la fase della marinatura nel limone, quindi il salmone risulta più morbido di un gravlax tradizionale.
Ho voluto dare un nulla di freschezza allo gnocco aggiungendo della scorza di lime nell'impasto ed ho servito il tutto su una crema di pisellini al profumo di curry e menta senza altre sovrastrutture.
Non essendo certa del risultato finale, in particolare di come sarebbe riuscita la cottura del salmone all'interno dello gnocco, la marinatura in gravlax mi toglieva dall'empasse.
Alla fine il salmone si è comunque cotto mantenendo una consistenza succosa ed un delicato aroma di curry.

Ingredienti per 4 persone

Gnocchi
600 g di patate vecchie a pasta bianca
130 g di farina 00
1 uovo medio
la scorza di 1 lime

Ripieno
1 filetto di salmone fresco da 400 g c.ca (preventivamente abbattuto per evitare il rischio Anisakis)
100 g di sale grosso
100 g di zucchero semolato
25 g di curry in polvere (dolce)

Crema di pisellini speziati
200 g di piselli finissimi surgelati (io ho la mia scorta personale)
1 piccola cipolla bionda
25 ml di panna fresca
qualche foglia di menta
un ciuffetto di aneto fresco
mezzo cucchiaino di curry (lo stesso per il salmone)
Pepe nero al mulinello
Sale qb
Olio Extravergine Garda Trentino Dop.
  • Per prima cosa preparate il salmone. Bisogna cominciare 2 giorni prima.  Eliminate eventuali parti grasse. Con i polpastrelli verificate la presenza di lische ed estirpatele con una pinzetta. Sciacquate bene quindi asciugate bene il filetto tamponandolo con della carta assorbente.
  • In una ciotola miscelate sale, zucchero e curry. 
  • In un vassoio in grado di contenere il filetto, spargete un piccolo strato di miscela di sale, quindi adagiatevi sopra il salmone, pelle a contatto, e copritelo completamente con la rimanente miscela. Coprite con della pellicola e tenete in frigo per 2 giorni. 
  • Quando sarete pronti per preparare gli gnocchi, eliminate la miscela, sciacquate molto bene il salmone sotto acqua fredda corrente quindi asciugatelo bene e copritelo con pellicola conservandolo in frigo fino al momento dell'utilizzo. 
  • Preparate gli gnocchi.
  • Come spiegato alla perfezione da Annarita nel suo illuminante post, la cottura è un momento importantissimo per evitare alle patate l'assorbimento di acqua che richiederebbe maggiore farina nell'impasto, compromettendo la morbidezza finale dello gnocco. Questa volta ho cotto le patate al forno a 200° per 40 minuti. Il delirio è sbucciarle ancora calde, ma ci si può fare. 
  • Una volta sbucciate, schiacciatele e allargatele sulla spianatoia affinché perdano un po' di umidità. Cospargetevi sopra un cucchiaino di scorza di lime grattugiata finissimamente. Aggiungete la metà della farina e l'uovo e cominciate ad impastare. Non aggiungete sale in quanto il ripieno sarà già ben saporito. Aggiungete il resto della farina gradatamente, fino a quanta ne prenderà l'impasto. Formate una palla.
  • A questo punto tirate fuori il salmone dal frigo. Con un coltello affilatissimo, private il filetto della pelle e tagliatene delle strisce larghe poco meno di un cm. Cercate di  ricavare dei filettini tutti della stessa dimensione. 
  • Posizionate l'impasto tra due fogli di carta da forno e stendete l'impasto ad uno spessore di 4/5 mm. Eliminate il foglio superiore con delicatezza quindi sistemate i filetti a 2 cm dal bordo dell'impasto degli gnocchi, formando una striscia lunga.
  • Aiutandovi con il foglio inferiore, capovolgete l'impasto sui filetti formando un rotolo (come vede in foto).
  • Staccate con delicatezza la carta dall'impasto e aiutandovi con un coltello affilato, staccate il rotolo di patate dalla carta e tagliatelo in tronchetti lunghi 4 cm. 
  • Chiudete i lati dei tagli con un po' di impasto di patate ed aggiustate bene la forma rollandoli sulla spianatoia. Preparatene 5 a persona. 
  • Fate bollire abbondante acqua salata e intanto preparate la crema di pisellini. 
  • Affettate finemente la cipolla. Fatela passire a fuoco dolce con il cucchiaino di curry e mescolate bene. Quando la cipolla sarà trasparente, aggiungete i piselli e un mestolo di acqua calda, le erbe aromatiche e fate cuocere una decina di minuti. 
  • Quando i piselli saranno morbidi, aggiustate di sale e pepe e trasferite il tutto in un bicchiere da mixer a immersione. Aggiungete la panna ed un cucchiaio di olio extravergine del Garda Trentino Dop (particolarmente fruttato e fresco) e frullate tutto con cura per ottenere una crema fluida e vellutata. 
  • Assaggiate ed aggiustate di sale se necessario.
  • Cuocete gli gnocchi (non tutti insieme, massimo 2 piatti alla volta) e quando saliranno in superficie, scolateli e sistemateli su un piatto. 
  • Quando saranno tutti pronti, saltateli velocemente in un larga padella dove avrete scaldato 3 cucchiai di extravergine e qualche foglia di menta. 
  • Versate la crema di piselli sul fondo dei piatti di portata, aggiungete gli gnocchi e rifinite con foglioline di menta. Servite subito. 

Con questa ricetta partecipo in corner con la mia seconda proposta all'MTC #59 sugli gnocchi di Annarita


lunedì 12 settembre 2016

Gnocchi al Blu di capra e fiordaliso per l'MTC #59

You're so good to me - The Beach Boys
Temevo sarebbe arrivata.
Ne avevo un vago sentore da un po' e come volevasi dimostrare ecco la sfida sugli gnocchi.
Ora, se mi chiedete di fare una lista di "gnocchi" mondiali, a quella partecipo alla grande e con vivo entusiasmo perché pur essendo preparatissima, non si dica che la sottoscritta non ami aggiornarsi.
D'altra parte non vorrei deludere chi pensa che fra foodblogger esista un solo argomento di conversazione.
"Siete a senso unico!"
L'ho sentito ridire e dentro ho pensato: "e meno male che ci credi".
E' vero, siamo in grado di parlare di stampi per torte con lo stesso deliquio provato alla prima dichiarazione d'amore; declamiamo gli ingredienti della carbonara con l'ardore di una poesia di Neruda; ci togliamo la parola a vicenda impunemente se dobbiamo illustrare la tecnica di una perfetta massa montata; siamo in grado di tenere banco sulla vita ed i miracoli dello chef del nostro cuore di fronte ad una platea di amiche adoranti.
Ma poi ad un certo punto ricordiamo chi siamo, in questo caso donne di età e professioni variegate, che non perdono occasione per divertirsi quando sono in buona compagnia e si è sempre in buona compagnia se si vive una stessa passione.
Si torna ad essere ragazze, divertite, scanzonate, ormoniche e con il mito del principe azzurro (o del bello maledetto).
Così, dopo aver dissertato di carbonara, si finisce a parlare di gnocchi!
Gnocchi mondiali, niente patate e solo ciccia.
Possibilmente di bellezza sfacciata, orgogliosa, rustica ma anche sofisticata, algida, intelligente.
Sempre rigorosamente irraggiungibile.
Come quella volta, ridendo con le lacrime agli occhi insieme alla grande Mai del Colore della Curcuma, durante un incontro a Milano, litigandoci l'esclusiva per l'usucapione dei nuovi appartamenti di Robert Downey Jr (con lui dentro ovviamente) in zona S. Babila.
O l'ormo-delirio scatenato dal #questoepiubello durante la campagna di lancio su Facebook per il secondo libro dell'MTC.
Potrei continuare a svelare i segreti di certe conversazioni fra amiche ma so che questo blog non è letto solo da donne quindi mi asterrò, preservando un certo carisma e sintomatico mistero.
Che gnocchi siano, allora.
Non è un piatto di cui vado pazza.
Conservo con estremo rigore la memoria degli gnocchi di patate preparati da mia nonna Emma, di cui ricordo ancora l'inconfondibile sapore e consistenza e che dopo di lei non ho voluto più mangiare. Non amo neanche tanto quelli che fa mia madre nonostante siano buonissimi.
Difficilmente ordino gnocchi al ristorante e tanto meno li preparo perché le incognite e le possibilità di fallimento (nel mio caso) sono altissime.
Eppure Annarita dice che sono facilissimi. Basta seguire poche e semplici regole.
In prima cosa la materia prima: la patata.
Che deve essere bella farinosa, possibilmente vecchia. A pasta bianca. Magari presa direttamente dal contadino di fiducia e non tra la selezione di patate al selene in busta del super.
Vi consiglio di dare una letta con attenzione al bellissimo post di Annarita per sciogliere molti dubbi.
Sulla cottura, che è altro elemento foriero di rischi, ho voluto evitare la bollitura ed il microonde (lo uso solo per scongelare) per tornare alla cottura sotto sale, di cui ho già parlato in questo post.
Se si ha un po' di tempo, la cottura sotto sale ha il pregio di cuocere ed asciugare l'umidità eccessiva dei tuberi.
Anche in questo caso bisogna avere l'oculatezza di scegliere patate della stessa dimensione (io consiglio sempre patate piccole) e coprirle perfettamente con il sale grosso.
Riconoscerete la cottura quando la buccia sarà raggrinzita e incidendola con una lama, si solleverà con estrema semplicità.
Vengo subito alla ricetta, che è semplice e basica.
Come ho sentito dire non troppo tempo fa dalla bravissima chef Antonia Klugmann durante un'intervista: "quando le idee sono finite, riparto dall'ingrediente".
Questa frase mi ha talmente colpita che ha finito per diventare il mio mantra.
In questa occasione la faccio mia e nella completa mancanza di fantasia, mi rifugio nel classico.
Sono partita da un meraviglioso blu di capra della Valsassina che tenevo gelosamente in frigo: un erborinato particolare, che evidenzia la caratteristica nota acidula della capra nella maturazione, ma addolcito dal sapore erbaceo e lievemente tostato delle muffe (che a me ricordano la nocciola matura e la noce fresca).
Per rifinire con un tocco fru fru, ho voluto utilizzare del fiordaliso essiccato acquistato in un raptus odoroso al Mercato Centrale di Firenze e mai utilizzato ad oggi.
L'ho annusato, assaggiato, sbriciolato e provato.
Il fiordaliso regala alla salsa una nota di erba fresca ed un delicato profumo floreale appena percepibile.

Ingredienti per 4 persone. 
Per gli gnocchi 
600 g di patate della Val d'Orcia a pasta gialla
1500 g di sale grosso
170 g di farina (a me ne sono bastati poco meno di 160)
un nulla di noce moscata
un pizzico di sale

Per la salsa al blu di capra
100 g di Capriziola o blu di capra
50 ml di latte
80 ml di panna fresca
30 g di parmigiano
la punta di un cucchiaino di fiordaliso essiccato
pepe nero qb
  • Lavate ed asciugata le patate. Sistematele su una pirofila non troppo grande dove possano essere sistemate tutte ravvicinate. Copritele completamente con il sale grosso quindi passatele in forno preriscaldato a 200° per 1 ora. 
  • Una volta pronte sbucciatele senza farle raffreddare quindi passatele allo schiaccia patate, direttamente sulla spianatoia. Allargatele in modo che possano perdere l'umidità residua. 
  • Aggiungete la farina in 2 o 3 tempi, lavorando sempre velocemente senza impastare troppo, per evitare che si sviluppi il glutine e lo gnocco risulti poi gommoso e poco fondente. 
  • Tagliate dei pezzi di impasto e ricavate dei rotolini di c.ca 1,50 di diametro. Ricavate degli gnocchetti lunghi un paio di centimetri quindi trascinateli una alla volta sul rigagnocchi verticalmente incavandoli sul retro. 
  • Fateli asciugare con un velo di farina di riso.  
  • Mettete a bollire una pentola con abbondante acqua calda salata.
  • In una larga padella antiaderente fate sciogliere a fiamma dolce il blu di capra tagliato a dadini con latte, panna, parmigiano e fiordaliso, fino ad ottenere una crema ricca e fluida. 
  • Lasciate in caldo sul fuoco spento e cuocete gli gnocchi fino a che non saliranno a galla 
  • Scolate bene gli gnocchi e passateli nella padella con la salsa
  • Fateli saltare velocemente fino a che non saranno ben avvolti dalla salsa.
  • Impiattate rifinendo con qualche fiordaliso ed una macinata di pepe nero. Servite immediatamente. 

Con questa proposta partecipo all'MTC #59 per la sfida sugli gnocchi. 


mercoledì 22 ottobre 2014

Jamie ha fatto gli gnocchi. Ma io non rido.

Smile - Nat King Cole
Questo mese lo Starbooks si è concentrato sull'ultimo nato della famiglia Oliver: Jamie Oliver Comfort Food.
Un tomo splendido, ricco di ricette "di casa", metà delle quali arrivano dritte dritte dalla tradizione italiana.
E questo la dice lunga sull'amore di questo biondo ragazzone per la nostra terra.
Io mi sono buttata sulla ricetta degli gnocchi con sugo di zucca, che potrete trovare spiegata qui, ma secondo voi, come sarà finita?
Per scoprirlo, vi aspetto di là!
Buona giornata a tutti.

venerdì 31 agosto 2012

Giovedì gnocchi! Gnocchi con burro nocciola, limone sotto sale e ricotta

Lean on me - Bill Withers
Lo so, posto venerdì ma gli gnocchi vi garantisco che sono stati mangiati con grande soddisfazione proprio ieri, giovedì. 
L'ispirazione è arrivata dal numero di agosto della Cucina Italiana, dopo essere stata fulminata dalla ricetta della chef Alice Delcourt. Non ho letto neanche gli ingredienti che già, perdonatemi la licenza poetica, la bava mi colava senza ritegno. Di questo piatto mi ha incantato l'idea di gnocchi appena fatti, voluttuosamente avvolti a del burro nocciola reso fresco dal limone sotto sale, il tutto ingentilito da ciuffi di ricotta freschissima. 
Erano mesi che non mangiavo gli gnocchi. 
Per me la parola gnocchi ha sempre fatto rima con "nonna Emma", la mia adorata nonna paterna di cui tante volte ho già parlato in queste pagine. 
Era lei che li preparava spesso, ogni volta che scendevamo a Roma e li faceva belli grossi, scavandoli con un dito all'interno della grattugia per decorarne il dorso. Riusciva ad impastare 2 chili di patate con la facilità con cui sbucciava una mela. La sua velocità nell'arrotolare la pasta e ricavare piccoli cilindri che poi metteva a riposare qualche minuto sulla spianatoia era impressionante. 
Una volta nel piatto, ti riempivano la bocca, così fondenti e gustosi che ne avresti mangiati fino a sentirti male. Lei li serviva con un sugo di pomodoro fresco e lievemente piccante, ed una generosa grattugiata di pecorino romano secondo tradizione. 
Ne ricordo chiaramente il sapore ma nessuno gnocco mangiato fin d'ora ha saputo replicare quell'emozione. 
La ricetta è semplice ma richiede il suo tempo. Però il gusto così francese ma al contempo mediterraneo, vi lascerà piacevolmente sorprese. 
Ingredienti per 6 persone:
2 kg di sale grosso
1 kg di patate (a pasta gialla tipo quelle di Avezzano, perfette per gli gnocchi).
200 gr di farina (più un po' per la lavorazione) 
100 gr di ricotta di pecora fresca
75 gr di burro
4 tuorli
1 limone sotto sale 
2 cucchiai di grana grattugiato
basilico
sale - pepe 

Lavate le patate e mettetele in un pirofila con la buccia, coprendole bene con il sale. Infornate a 200° per un'ora
Togliete le patate dal sale, sbucciatele, schiacciatele sulla spianatoia, lavoratele con i tuorli, la farina ed il grana. Non lavorate troppo ma appena l'impasto è omogeneo mettetelo a riposo nella pellicola per almeno 10 min. 
Tirate dei cordoncini e tagliate dei cilindretti della grandezza che preferite (io le ho fatti piccoli, come delle caramelle). Potete cospargerli con della farina di semola affinché non si appiccichino. 
Sciogliete il burro in una larga padella fino a che non raggiunge un colore nocciola. Toglietelo immediatamente dal calore una volta ottenuta la noisette e versatevi il limone sotto sale tagliato in brunoise (dadini minuscoli). Buttate gli gnocchi nell'acqua bollente salata e non appena saliranno a galla, scolateli con delicatezza e versateli nella padella con il burro fuso. Insaporite facendo saltare delicatamente. 
Impiattate quindi decorate con piccoli ciuffi di ricotta e foglioline di basilico. Una spolverata di pepe per aromatizzare il tutto. 



mercoledì 27 aprile 2011

Italia chiama Roma: gnocchi!

Roma nun fa la stupida stasera - A.Trovajoli
L'invito di Stefania attraverso l'MTChallenge, è molto intrigante ma è arrivato in un momento in cui la mia cucina era congestionata, come quella di molte altre, dai preparativi per la Pasqua. Ero quasi decisa a lasciar perdere ma la cosa mi dispiaceva assai, perchè senza questa partecipazione, mi sarei giocata la possibilità di intervenire nelle prossimo puntate. Così, di ritorno da un tour de force mangereccio in Molise, mi sono detta che avrei dovuto provare e mi sono lasciata ispirare  dall'attualità del nostro paese. Ho pensato a dei tradizionali gnocchi alla romana, vestiti con i colori dell'Italia (che originalità) ma ho voluto usare degli ingredienti che in qualche modo parlassero di noi. Quindi tradizionale semola per l'impasto base, ortiche e pomodorini secchi per gli gnocchi colorati. Ortica, erba infestante che nonostante tutto io amo e che può ben rappresentare la sensazione urticante che mi si ripropone ogni volta che sento parlare del nostro allegro Governo. Pomodorini secchi (rigorosamente fatti in casa), secchi come le nostre povere tasche e come la capacità propositiva dei nostri politici. Ecco, Italia chiama Roma, noi italiani chiamiamo loro, i nostri governanti, e preghiamo in ginocchio che questa sensazione di vergogna di fronte al mondo finisca prima o poi. Una ricetta può dire tutto questo? Non lo so, io però lo faccio ugualmente. Altrimenti possiamo sempre consolarci con il famoso detto: " Ridi, che mamma ha fatto gli gnocchi!"

Ingredienti per 6 persone
- 250 gr di semolino
- 50 gr. di burro
- 1 litro di latte
- 3 tuorli d'uovo
- Parmigiano grattuggiato
- 1 pizzico di sale
- noce moscata
- Un mazzetto di ortica (c.ca 100 gr)
- 5 pomodorini secchi sott'olio 
- 2 cucchiaiate di passata di pomodoro
- cacio ricotta q.b.
Portare a ebollizione il latte con il burro a pezzetti, e quando comincia a bollire, versare a pioggia nel centro della casseruola, il semolino, mescolando accuratamente con una frusta affinchè non si formino grumi. Cuocere per c.ca 15 minuti fino a che non si otterrà una polentina densa. Togliere dal fuoco e lasciare intiepidire. Nel frattempo scottare per qualche minuto in acqua bollente le foglie di ortica accuratamente lavate, quindi scolarle e lasciale asciugare. Frullare nel mixer a immersione i pomodorini secchi sgocciolati con 2 abbondanti cucchiaiate di salsa di pomodoro. Successivamente frullare l'ortica con un filo d'olio d'oliva ed ottenere una purea vellutata. 
Aggiungere all'impasto base 3 tuorli d'uovo ed incorporare bene mescolando energicamente. Aggiungere 3 cucchiaiate abbondanti di parmigiano grattugiato ed una bella macinata di noce moscata ad insaporire il tutto. Dividere il composto in 3 parti uguali. Stendere la semola bianca su carta da forno con una spatola in uno strato di 1 cm di altezza e lasciare solidificare. Mescolare il purea di ortiche in una delle restanti due parti amalgamando bene quindi stendere come il precedente composto e lasciare rapprendere. Aggiungere la purea di pomodorini al terzo composto e procedere come per i primi due. Con un tagliapasta di metallo ci c.ca 5 cm di diametro, tagliare gli gnocchi e disporli a strati con i colori della bandiera italiana quindi cospargerli abbondantemente di parmigiano e qualche fiocchetto di burro. Cuocere in forno preriscaldato a 200°C per c.ca 20 minuti o fino a quando la superficie sarà gratinata. Servire con una bella grattuggiata di cacioricotta sull parte centrale e Buon Appetito.  
Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di aprile dedicato agli gnocchi di semolino.